Non basta essere “tutto orecchie” per non perdere nemmeno una parola di un discorso. Sembra infatti che, senza rendercene conto, “ascoltiamo” anche attraverso la nostra pelle, unico organo di senso capace di percepire gli altrimenti impercettibili spostamenti d'aria provocati dall'emissione di alcuni suoni. La scoperta, pubblicata su Nature dal team di Brian Gick dell'University of British Columbia a Vancouver (Canada), suggerisce che quando ascoltiamo qualcuno parlare utilizziamo non solo le informazioni che arrivano da occhi e orecchie. Secondo gli studiosi registriamo anche sottili indizi tattili, come appunto lo spostamento dell'aria che accompagna le parole, per poter costruire una immagine completa dei suoni che stiamo udendo. Alcuni dei rumori che emettiamo producono piccoli, inudibili “scoppiettii” d'aria, tipici ad esempio dei suoni aspirati o sibilanti. Il gruppo di ricercatori diretto da Gick ha scoperto che, quando questi brevi scoppiettii d'aria arrivano alla pelle di mani e collo, le sillabe udite sono percepite come aspirate anche quando non lo sono. Ad esempio: sillabe non aspirate come “ba” e “da” sono state percepite come le rispettive equivalenti aspirate “pa” e “ta” quando venivano presentate agli ascoltatori insieme a un flusso d'aria sulla pelle. Questo, secondo gli scienziati, indica che le informazioni che arrivano dal senso del tatto accompagnano suoni e immagini, e vengono elaborate dal nostro cervello per decifrare ciò che viene detto. |
avviene attraverso vista, udito e tatto |
Risposta tratta da : Ragionamento critico verbale Regione Campania Quiz - 2175 posti a tempo indeterminato - Nuovi concorsi per 950 laureati e 1225 diplomati a tempo indeterminato presso vari enti della Regione Campania |
di seguito le risposte errate:
 avviene principalmente attraverso vista e udito
 non avviene per tutti in modo analogo
 non è significativamente aiutata dalle percezioni tattili
 nessuna delle alternative proposte
