I tassi di interesse applicati dalle banche sui mutui ipotecari sono finalmente scesi sotto il 5 per cento, sfondando un'importante barriera per i bilanci delle famiglie. Una svolta positiva perché permette a molti risparmiatori di avvicinarsi all'acquisto della prima casa. I mutui oggi sono sempre più complessi e non ci si deve fermare al tasso applicato alle rate iniziali, ma bisogna calcolarlo a regime. L'interesse all'entrata, infatti, può essere anche di oltre un punto percentuale inferiore a quello che effettivamente si pagherà negli anni successivi. Questa differenza è strutturale nei tassi cosiddetti misti: si paga meno del 5 per cento fisso per i primi 12 o 24 mesi e poi il calcolo degli interessi cambia, può diventare variabile, legato ad un parametro di mercato, o restare fisso, ma determinato in modo diverso. Bisogna inoltre fare attenzione ai tassi indicizzati alle valute estere che non confluiranno nell'euro. Un mutuo ancorato al franco svizzero potrebbe diventare più oneroso se l'euro si rivelerà una valuta debole. In generale, il tasso fisso consente una programmazione precisa dell'esborso di denaro nel tempo. Con il rischio di rimetterci se i tassi d'interesse scendono e il vantaggio di guadagnarci se al contrario salgono. Il tasso variabile, invece, ha un andamento non programmabile, legato ai tassi di mercato. |
possono diventare variabili |
Risposta tratta da : Ragionamento critico verbale Regione Campania Quiz - 2175 posti a tempo indeterminato - Nuovi concorsi per 950 laureati e 1225 diplomati a tempo indeterminato presso vari enti della Regione Campania |
di seguito le risposte errate:
 scendono sotto il 5 per cento
 nessuna delle alternative proposte
 diventano comunque variabili
 restano fissi, ma salgono al 6 per cento
