Pare proprio che l'effetto "anni 80" sul futuro dei giornali online vada preso terribilmente sul serio. Chi si iscrive oggi all'università ha infatti una media di 7-10 anni di esperienza informatica alle spalle: ha giocato più con i videogiochi che con i soldatini, o con le bambole, ha scritto i compiti scolastici direttamente al computer e considera i quotidiani di carta una cosa con cui, se necessario, fare i conti solo "da grande". Per un diciannovenne americano, ma sempre più anche per un diciannovenne europeo, è normale soddisfare online il proprio bisogno di informazione, con lo stesso strumento che usa per l'e-mail, per la chat e per mandare i messaggini sul cellulare degli amici. Ma se da una parte si tratta di un pubblico importante perché massicciamente connesso (il 75 per cento dei ragazzi statunitensi da 12 a 27 anni e il 33 per cento di quelli sotto i 12, secondo l'ultimo rapporto degli studiosi, hanno accesso a Internet), dall'altra è un pubblico difficile da conquistare perché non ha un'abitudine alla lettura delle testate tradizionali e prende le notizie che gli servono dove capita, dai siti più disparati. Si tratta di ragazzi che, complici le connessioni gratuite e ad alta velocità che l'università mette loro a disposizione anche nelle stanze dei dormitori, trascorrono online, tra studio e tempo libero, da una a tre ore di media al giorno. E sarà proprio questa generazione a far compiere all'affannata nuova economia il salto di qualità promesso da più parti, con qualche anticipo. |
hanno, mediamente, più di 5 anni di esperienza informatica alle spalle, quando si iscrivono all'università |
Risposta tratta da : Ragionamento critico verbale Regione Campania Quiz - 2175 posti a tempo indeterminato - Nuovi concorsi per 950 laureati e 1225 diplomati a tempo indeterminato presso vari enti della Regione Campania |
di seguito le risposte errate:
 nessuna delle alternative proposte
 non sono un campione rappresentativo del popolo di Internet
 rappresentano il 70% degli iscritti nelle facoltà universitarie
 hanno, fin da piccoli, familiarità con i quotidiani di carta
