Secondo un'idea diffusa e radicata, un'elevata densità di popolazione porterebbe inevitabilmente a un aumento di aggressività, negli animali come nell'uomo: questa ipotesi è la conseguenza di un esperimento che lo studioso di psicologia sperimentale John B. Calhoun condusse sui ratti nel 1962. Nell'esperimento gli animali, posti in un ambiente molto angusto, cominciavano dopo un po' di tempo a comportarsi in modo violento, fino a uccidersi e ad arrivare al cannibalismo. L'esperimento indusse Calhoun a parlare di «scadimento comportamentale» e il concetto venne ben presto indebitamente esteso anche all'uomo. Questa estrapolazione semplicistica non ha però in realtà alcuna giustificazione. Confrontando il tasso di omicidi pro capite e il numero di abitanti per chilometro quadrato non si è mai riscontrata alcuna differenza significativa: anzi, spesso sono le aree meno densamente popolate a presentare il maggior numero di omicidi e viceversa; è chiaro che se un legame esiste, esso non è così immediato, e che il modello di Calhoun sui ratti non è direttamente applicabile al comportamento umano. Studi recenti dicono invece che sia la competizione per le risorse, piuttosto che lo spazio a disposizione, a scatenare in modo più marcato l'aumento dell'aggressività. |
è che esiste una relazione diretta tra la densità di popolazione e l'aggressività |
Risposta tratta da : Ragionamento critico verbale Regione Campania Quiz - 2175 posti a tempo indeterminato - Nuovi concorsi per 950 laureati e 1225 diplomati a tempo indeterminato presso vari enti della Regione Campania |
di seguito le risposte errate:
 nessuna delle alternative proposte
 è che la psicolgia sperimentale non possa dare alcun contributo allo studio del comportamento umano
 è che gli esperimenti con i ratti di Calhoun siano ormai superati
 è che si possono applicare all'uomo risultati ottenuti mediante esperimenti con animali
