Molti pediatri sono talmente convinti nel promuovere l'allattamento, che spesso sono riluttanti ad ammettere che il latte materno non è così buono come si crede, o almeno non lo è più. Negli ultimi 25-30 anni i medici hanno scoperto nel latte la presenza di elementi tossici come DDT, solventi e metalli pesanti. Le persone assorbono queste sostanze dall'aria inquinata e dai cibi contaminati, il pesce e i prodotti animali soprattutto. Alcuni agenti chimici sono solubili nel grasso, quindi non vengono prontamente escreti dal corpo, al contrario, si attaccano alle cellule grasse e vi possono restare per sempre. Quando, però, una donna allatta il proprio bambino, queste cellule si attivano per produrre latte, in tal modo gli agenti contaminanti vanno direttamente nel latte. Nei primi sei mesi di allattamento, una madre può trasferire al proprio figlio il 20% dei contaminanti. I pochi studi relativi agli effetti a lungo termine degli inquinanti nel latte materno hanno mostrato risultati tra loro discordanti. Gli esperti sono d'accordo sulla necessità di continuare le ricerche in questo ambito. Una nota positiva viene dal fatto che un ricercatore ha constatato che, in Occidente, i livelli di DDT e diossina nel latte materno sono diminuiti soprattutto grazie alla loro messa al bando o a controlli più severi sul loro utilizzo. |
si attivano per la produzione del latte |
Risposta tratta da : Ragionamento critico verbale Regione Campania Quiz - 2175 posti a tempo indeterminato - Nuovi concorsi per 950 laureati e 1225 diplomati a tempo indeterminato presso vari enti della Regione Campania |
di seguito le risposte errate:
 svolgono una funzione depurativa per tutta la durata dell'allattamento
 nessuna delle alternative proposte
 distruggono gli agenti contaminanti
 non sono responsabili della presenza di agenti contaminanti nel latte
