L'aumento della conflittualità sindacale non sembra affatto correlato all'aumento delle disuguaglianze tra livelli di reddito. Non sono affatto i lavoratori più poveri a far registrare i tassi di conflittualità più elevata, a scioperare non sono quasi mai gli irregolari, i precari o i sotto-protetti, ma i dipendenti delle imprese maggiori. Anche in questo il mondo del lavoro italiano manifesta la spaccatura che lo attraversa: da una parte circa 9 milioni di lavoratori ben visibili, protetti dalla legge, dal contratto collettivo e dal sindacato; dall'altra circa 7 milioni pressoché invisibili, protetti poco o nulla, che non hanno voce ad alcun tavolo negoziale. |
La crescita delle diseguaglianze di reddito non appare direttamente correlata alle agitazioni sindacali: in Italia si nota una spaccatura, per cui gli scioperi sono partecipati più dai 9 milioni di lavoratori protetti dal contratto collettivo e dal sindacato che dai 7 milioni di precari, irregolari e con nessuna rappresentanza ai tavoli negoziali. Circa 44% degli utenti ha risposto correttamente |
Risposta tratta da : Brani brevi Esercito Italiano Quiz - Concorso per l'ammissione al 198° corso dell'Accademia Militare dell'Esercito - Anno accademico 2016/2017 |
di seguito le risposte errate:
 Il mondo del lavoro italiano è spaccato tra lavoratori tutelati da legge, contrattazione collettiva e sindacati da una parte e dall'altra le nuove figure di collaborazione a vario titolo, la cui posizione non è tutelata da forme di contrattazione collettiva. Questo determina un divario sempre crescente tra livelli di reddito, eppure l'aumento della conflittualità sindacale non è correlato alla forbice reddituale, giacché scioperano con maggior frequenza i dipendenti delle imprese maggiori.
 La maggior precarietà delle diverse forme di inquadramento contrattuale che si vanno diffondendo causa un aumento del divario tra livelli di reddito, è quindi causa di minor coesione sociale e di una maggior conflittualità sindacale. Tuttavia il paradosso è costituito dal fatto che i lavoratori che scioperano con maggior frequenza siano i dipendenti delle imprese maggiori, più tutelati da contrattazione collettiva e da forme di rappresentanza.
 Il mondo del lavoro italiano è attraversato da una profonda spaccatura tra figure che possono godere di adeguata rappresentanza al tavolo negoziale e lavoratori precari non rappresentati in questa sede. A questa diversità di tutela contrattuale è correlata la disparità nei livelli di reddito, inferiore per le forme di inquadramento più precario. Paradossalmente tuttavia non sono i lavoratori meno rappresentati a ricorrere più massicciamente allo sciopero, nonostante i loro livelli di reddito siano distanti da quelli dei "colleghi regolamentati".

Circa 44% degli utenti ha risposto correttamente