In quanto alle posizioni e ai gesti dei cantanti, e cioè a uno dei compiti dell'odierno regista, nel teatro italiano della metà dell'Ottocento erano regolati da un codice molto preciso, cioè l'aderenza al "vero" secondo regole convenzionali, senza alcuna intenzione di sovrapporre a quest'ipotetica verità una visione interpretativa. Ciascuna situazione, o stato d'animo, o reazione emotiva, aveva un suo preciso riferimento gestuale e fisionomico, modellato in sostanza sulla settecentesca teoria degli affetti: ansietà, afflizione, sdegno, preghiera ecc. |
Dovendo rendere sul palco le diverse reazioni emotive, i cantanti del teatro italiano della metà dell'Ottocento non potevano abbandonarsi all'interpretazione, ma piuttosto dovevano tenersi a un vero e proprio, e rigido, codice degli stati d'animo, che, in nome del "vero" e sulla base della settecentesca teoria degli affetti prevedeva quali fossero i gesti e le espressioni proprie di ogni singola reazione emotiva. Circa 80% degli utenti ha risposto correttamente |
Risposta tratta da : Brani brevi Esercito Italiano Quiz - Concorso per l'ammissione al 198° corso dell'Accademia Militare dell'Esercito - Anno accademico 2016/2017 |
di seguito le risposte errate:
 Il codice della resa dei sentimenti, nel teatro italiano della metà dell'Ottocento, reprimeva la libertà espressiva sia del regista sia degli interpreti. Tutto quel che si poteva fare era attenersi a quella gamma degli affetti (ansietà eccetera) elaborata nel Settecento e ancora in vigore, che si basava su un'idea convenzionale di "vero".
 La comunicazione allo spettatore dei diversi stati d'animo che i cantanti del teatro italiano della metà dell'Ottocento rappresentavano passava attraverso un codice assai rigido. Questo, risaliva addirittura a un secolo prima ed era basato su una vera e propria teoria degli affetti. Era quindi il codice, e non il regista, a stabile quando un interprete doveva provare ansietà piuttosto che sdegno eccetera.
 Non era un regista, ma un codice assai preciso, a imporre ai cantanti del teatro italiano della metà dell'Ottocento posizioni e gesti da assumere. Nel Settecento si era infatti sviluppata una teoria del "vero" dello stato d'animo che, nella sua rappresentazione, prescindeva da ogni concretezza, mirando piuttosto all'assoluto - per quanto convenzionale.

Circa 80% degli utenti ha risposto correttamente