Il vescovo non governa la sua diocesi per se stesso o in virtù delle sue qualità individuali, ma in quanto membro del collegio episcopale, che instaura un rapporto di guida e di servizio con la comunità ecclesiale territoriale. Per la sua ascendenza apostolica, inoltre, non è assimilabile a un rappresentante del Pontefice, perché, anche se è il Papa che conferisce l'ufficio episcopale e determina l'ambito di giurisdizione di tale ufficio, quando fa ciò agisce "come causa strumentale, vale a dire, non trasmette niente di proprio ma media ciò che sacralmente spetta al vescovo". |
Nell'esercizio del governo di una comunità ecclesiale territoriale, il vescovo non agisce come rappresentante del Papa (sebbene sia dal Papa nominato e da lui abbia determinato l'ambito di giurisdizione) né ha un diritto in tale senso che sia proprio o conferitogli in dipendenza delle sue qualità. Egli è chiamato al compito dalla sua appartenenza al collegio episcopale, che così guida e serve la comunità. Circa 71% degli utenti ha risposto correttamente |
Risposta tratta da : Brani brevi Esercito Italiano Quiz - Concorso per l'ammissione al 198° corso dell'Accademia Militare dell'Esercito - Anno accademico 2016/2017 |
di seguito le risposte errate:
 Erede degli apostoli, il vescovo possiede in proprio il potere di governo della comunità ecclesiale territoriale. Il Papa interviene solo secondariamente - e non sacralmente - nel meccanismo che pone un vescovo a capo di questa comunità: egli è una "causa strumentale" e non è rappresentato dal vescovo, il quale invece è titolare del potere di guida e di servizio alla sua comunità, così come lo è ogni membro del collegio episcopale.
 Nella Chiesa, il Papa è colui che si occupa di questioni giuridiche e strumentali. Ma è solo in qualità di vescovo che egli diventa titolare del rapporto di guida e di servizio della comunità ecclesiale. E anche in questo caso, lo è non per se stesso o per le sue qualità, ma per la sua appartenenza al collegio episcopale, ossia per l'essere, con gli altri membri, i continuatori dell'opera degli apostoli.
 Non è il Papa a governare, indirettamente tramite un vescovo, la comunità ecclesiale territoriale. Il Papa, infatti, in questo meccanismo è solo una causa strumentale, che interviene esclusivamente per determinare l'ambito di giurisdizione del ruolo del vescovo. Ma è questi a essere chiamato al governo di questa comunità non in virtù di un esame della sua relativa capacità, ma in quanto investito di ciò dal diritto divino.

Circa 71% degli utenti ha risposto correttamente