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Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente oimplicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.
 
La difesa della proprietà privata è non soltanto uno dei cardini delle grandi rivoluzioni borghesi, ma è presente, alla pari di ogni altro diritto civile, nella totalità dei documenti costituzionali ispirati alla dottrina liberale, a cominciare dalla "Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino" del 1789. Soltanto molto più tardi, nella costituzione di Weimar del 1919, si introdurranno le prime limitazioni dell'istituto e si farà riferimento agli obblighi dei proprietari, oltre che ai loro diritti, senza tuttavia minimamente contraddire i principi dell'economia di mercato. In realtà il binomio liberty and property è nelle concrete battaglie rivoluzionarie della nascente borghesia capitalistica, nei documenti e nei testi normativi più importanti del costituzionalismo moderno, oltre che nell'ideologia dei maggiori esponenti del pensiero liberale, qualcosa di assolutamente inscindibile. Sta qui, a mio parere, la radice del problema: il tema dell'uguaglianza solleva oggi questioni molto gravi sia nei confronti degli istituti giuridici che tutelano la proprietà privata, sia nei confronti degli istituti giuridici che tutelano le libertà individuali in senso stretto. Come è noto, la proprietà in quanto tale, e cioè come modalità di appropriazione in forma privata ed esclusiva di beni o di risorse, è stata oggetto di critiche di carattere morale fin dai primi secoli dell'era cristiana. La teologia patristica, riecheggiando insegnamenti evangelici, condanna la proprietà come un istituto che soddisfa l'egoismo dei ricchi e sanziona l'esclusione dei poveri. Questo perché un'esigenza di giustizia esige che tutto ciò che è superfluo per il singolo (proprietario) venga attribuito a chi manca del necessario per vivere. Questa ostilità morale nei confronti della proprietà e dei proprietari persiste lungamente nella tradizione cristiana e cattolica - si pensi, per tutti, ai movimenti pauperistici medievali e all'ascetismo francese - e alla fine si attenua e scompare del tutto con l'avvento dell'economia di mercato. In epoca moderna è Rousseau a rilanciare la critica dell'istituto proprietario e ad attribuirgli responsabilità non solo morali: la proprietà è per lui l'origine della disuguaglianza fra gli uomini. E non molto diversa è la posizione anarco-sociale di Proudhon, e in generale del socialismo critico-utopistico, per il quale, come è noto, la proprietà privata è intrisa di violenza e di sopraffazione e va soppressa ed eventualmente sostituita con forme di proprietà collettive.
Da questa tradizione si distacca nettamente e consapevolmente l'analisi marxiana. Marx non ha mai criticato la proprietà come tale, né ha mai proposto una sua abolizione. La sua critica riguardava, come tutti sanno, la proprietà privata dei mezzi produttivi, che a suo giudizio era l'architrave dell'economia capitalistica. Riguardava proprio quella illimitata facoltà di possedere - non più proporzionata alla (limitata) capacità di consumo del proprietario e, soprattutto, alla sua (limitata) capacità di lavoro - che è teorizzata e moralmente giustificata dal padre fondatore del liberalismo, John Locke. E la critica marxiana riguardava in secondo luogo quella libertà di iniziativa economica che è il fulcro della teoria classica liberale, da Adam Smith a David Ricardo, a Stuart Mill.
 
(D. Zolo, "Libertà, proprietà ed uguaglianza nella teoria dei diritti fondamentali. A proposito di un saggio di Luigi Ferrajoli", Laterza)
 
Dal brano si può dedurre che:


il concetto di uguaglianza e quello di proprietà privata si conciliano in modo problematico

Domanda difficile Solo 9% degli utenti ha risposto correttamente

Risposta tratta da :
Brani lunghi
Esercito Italiano Quiz - Concorso per l'ammissione al 198° corso dell'Accademia Militare dell'Esercito - Anno accademico 2016/2017



di seguito le risposte errate:

 il binomio uguaglianza e proprietà viene citato nei testi normativi più importanti del costituzionalismo moderno
 il concetto di uguaglianza spesso pone un limite all'economia di mercato
 il concetto di uguaglianza spesso pone un limite alle libertà individuali

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