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Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente oimplicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.
 
La struttura e le tendenze attuali della famiglia in Italia sono in linea con quelle degli altri Paesi europei e in genere dei Paesi di cultura e di stile di vita occidentali, ma con caratteristiche differenziate che rendono da noi il quadro non del tutto coerente com'è invece negli altri Paesi. Lasciamo pure da parte i Paesi scandinavi dove abitudini e stili matrimoniali sono sempre stati abbastanza diversi e molto all'"avanguardia", ma consideriamo, ad esempio, la Francia. Qui il quadro è coerente e tutto denuncia un'accentuata disaffezione verso il matrimonio e l'istituzione familiare in generale: il matrimonio è sempre meno scelto come modo di vivere e perciò calano i matrimoni e, anche per questo, le nascite; sono diffusi e crescenti tanto la coabitazione quanto i divorzi; diminuisce la proporzione di divorziati che si risposano; è elevata e in aumento la proporzione di figli naturali; va crescendo la proporzione di famiglie con un solo genitore; è in forte calo la dimensione media familiare; aumenta sensibilmente l'età media dei componenti la famiglia. Si potrebbe già forse prefigurare per il futuro una famiglia costituita senza alcun legame formale e una alta e crescente "mobilità coniugale" nel corso della vita di ognuno.
In Italia invece il quadro non è coerente; ci sono elementi di disaffezione, che sono la forte diminuzione dei matrimoni e, anche, il più intenso calo delle nascite, ma ci sono anche elementi di non disaffezione: i divorzi restano molto pochi; la coabitazione in unioni consensuali è ridottissima e, in particolare, praticamente nulla la coabitazione giovanile; la proporzione di figli naturali è crescente, ma tuttora bassissima così come la proporzione di famiglie con un solo genitore non vedovo; il numero dei divorziati che si risposa è molto elevato. E ancora: nelle indagini di opinione i giovani in maggioranza hanno dichiarato che il matrimonio è la forma più adeguata per vivere insieme (salvo poi a scioglierlo se le cose non vanno). L'anno scorso l'8% di tutti gli intervistati ha detto che il calo dei matrimoni è un bene (il 19 cinque anni fa) e il 46 un male. È difficile dire come si disegnerà il futuro, anche perché, sia pure nel quadro di un modello occidentale di formazione delle famiglie, non vi è dubbio che emergano nettamente specificità nazionali legate alla tradizione e alla cultura dei singoli popoli. Se in Italia il calo dei matrimoni può essere visto come il fenomeno leader che da un lato è il sinonimo di un profondo e radicato cambio di mentalità e dall'altro è un evento che trascina dietro di sé, a cascata, tutta una serie di conseguenze (coabitazione, figli naturali ecc.), allora il futuro è di tipo nordeuropeo. Se invece il calo dei matrimoni è il frutto di una lunga fase congiunturale negativa legata a difficoltà contingenti, come l'elevata disoccupazione giovanile e la difficoltà a trovare casa, e se lo sviluppo della società nei prossimi anni farà scemare l'importanza dell'individuo come unità sociale di base, potenzierà pertanto la necessità di ricorrere a una strategia familiare di organizzazione della vita quotidiana e la "sicurezza" sarà il futuro anche delle reti interfamiliari, allora quella attuale potrebbe risultare solo una fase di aggiustamento. Il matrimonio, impegno reciproco e legalizzato di un uomo e di una donna davanti alla società visto in opposizione alla precarietà di unioni episodiche, non è mai stato un'istituzione inattaccabile né ben sopportata, ma sembra imperitura. La si vilipende, si sogna di annientarla, ma essa perdura, anche perché la continuità delle tradizioni è quasi sempre riaffiorata sotto le apparenze degli elementi di rottura. Già nel 1907 Léon Blum in un libro che fece scalpore si interrogava su «questa istituzione che funziona male», al fine di sapere «se era preferibile abbandonarla del tutto o se era possibile emendarla». Nel passato l'istituzione è stata emendata più volte e a renderla dinamica e vitale sono stati gli "emendamenti" che mutamenti tecnologici, cultura e costume hanno imposto agli individui e alla società. Per il futuro la risposta, ovviamente, verrà con gli anni, ma si deve essere ben consapevoli che in ogni caso le politiche adottate non sono certo neutrali rispetto alla soluzione che verrà trovata e alla conseguente risposta che verrà data.
 
(Archivio Selexi)
 
Qual è l'intento che l'autore si prefigge?


Interrogarsi sulle prospettive future della famiglia italiana, dopo averne esaminato le tendenze evolutive

Domanda difficile Solo 15% degli utenti ha risposto correttamente

Risposta tratta da :
Brani lunghi
Esercito Italiano Quiz - Concorso per l'ammissione al 198° corso dell'Accademia Militare dell'Esercito - Anno accademico 2016/2017



di seguito le risposte errate:

 Confrontare la realtà francese relativa all'istituzione familiare con quella italiana
 Descrivere la situazione italiana attuale relativa all'istituto del matrimonio
 Proporre "emendamenti" in grado di far sopravvivere l'istituto matrimoniale

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