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Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente oimplicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.
 
Le drammatiche vicende della guerra sul suolo italiano avrebbero mostrato che tre forze si sarebbero contese il dominio del Paese: gli Alleati, i comunisti, la Democrazia cristiana. Cominciamo con l'osservare in dettaglio ognuna di loro visto che le rispettive strategie determinarono in larga misura il futuro assetto politico della Penisola. Dall'estate del 1943 gli Alleati, e gli Inglesi in particolare, rivendicarono per sé l'Italia. Il controllo del Mediterraneo era un obiettivo strategico tradizionale dell'Inghilterra, [1] e gli Americani accondiscesero al desiderio britannico di avere un ruolo preponderante in quell'area. I Russi furono rapidamente esclusi da ogni controllo diretto sui destini della Penisola. Malgrado le rabbiose proteste di Stalin, l'idea di una commissione congiunta dei tre grandi per decidere i termini dell'armistizio con l'Italia fu presto abbandonata. La forza delle armi decideva ormai tutto. Quando Churchill e Stalin si incontrarono al Cremlino nell'ottobre 1944, si divisero l'Europa tra loro: gli Alleati in Occidente, i Russi in Oriente. L'accordo non era del tutto chiaro rispetto allo status di alcuni Paesi, soprattutto la Jugoslavia e la Grecia, ma non sussistevano dubbi circa il destino dell'Italia. Churchill confidò casualmente a Stalin che non aveva un gran rispetto per il popolo italiano. [2] Stalin concordò affermando che era il popolo italiano che aveva prodotto Mussolini, un commento difficilmente inseribile in qualsiasi conosciuta analisi di classe sulle origini del fascismo.
Gli Inglesi erano dunque l'elemento esterno che aveva maggiore influenza sull'Italia e qualsiasi riassunto dei loro atteggiamenti non ispira un giudizio incoraggiante. Churchill era stato in passato un ammiratore di Mussolini e aveva elogiato, persino dopo il 1945, il modo in cui questi aveva salvato il popolo italiano dal bolscevismo a cui si stava abbandonando nel 1919, mettendo l'Italia in una posizione che essa non aveva mai avuto all'interno dell'Europa. Il primo ministro inglese si era molto rammaricato che il Duce avesse scelto l'alleato sbagliato: "non capì mai la forza della Gran Bretagna, né le sue capacità di resistenza e la sua forza marittima. Per questo procedette verso la rovina".
La principale preoccupazione di Churchill era di difendere ciò che egli chiamava "i tradizionali rapporti di proprietà" dalla minaccia aggressiva del comunismo. Egli voleva che il Re rimanesse al suo posto, o che vi restasse perlomeno il figlio Umberto. Non era interessato a sradicare il fascismo dall'apparato statale italiano ed era contento, come ha scritto Pavone "di offrire l'immunità in cambio dell'obbedienza". Per lo statista inglese, Vittorio Emanuele e Badoglio costituivano la migliore garanzia di continuità dell'ordinamento tradizionale e anche i più compiacenti interlocutori che gli Inglesi potessero trovare. Churchill dava poca importanza all'antifascismo italiano. Di Croce aveva detto che era "un professore nano", e nel febbraio 1944 fece un discorso famoso e offensivo, schierandosi a favore della monarchia e contro il CLN: "Quando bisogna tenere in mano una caffettiera è meglio non romperne il manico fino a quando non se ne è trovato uno nuovo altrettanto conveniente e utilizzabile o almeno fino a quando non c'è uno strofinaccio per le mani".
 
(Archivio Selexi)
 
Secondo quanto riportato dall'autore, l'Italia finì per ricadere nella sfera d'influenza degli Alleati:


perché così fu deciso da Churchill e Stalin nel 1944

Domanda difficile Quasi nessuno degli utenti ha risposto correttamente

Risposta tratta da :
Brani lunghi
Esercito Italiano Quiz - Concorso per l'ammissione al 198° corso dell'Accademia Militare dell'Esercito - Anno accademico 2016/2017



di seguito le risposte errate:

 perché così era stato originariamente concordato dagli Alleati e dalla Russia
 perché alla Russia era stata assegnata la Polonia, contrariamente a quanto desiderato dall'Inghilterra
 perché Stalin non mostrò alcun interesse per i Paesi europei del Mediterraneo

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