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Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente oimplicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.
 
Per diritto naturale s'intende, in senso latissimo, un diritto che ha per suo fondamento, immediato o mediato, la natura (intesa anch'essa in senso latissimo), e che quindi, proprio per tale fondamento, si distingue dal diritto positivo, o ius in civitate positum, la cui fonte di produzione è invece empiricamente e storicamente individualizzata: il legislatore, il giudice, la comunità (secondo che si abbia produzione legislativa, giudiziaria o consuetudinaria del diritto). A seconda delle concezioni, si fa poi consistere il diritto naturale ora in un compiuto sistema di norme, ora in un complesso di principi imperativi, ora persino in un unico principio (per esempio: bonum est faciendum), fermo restandone in tutti i casi il fondamento naturale. Sembra possibile ricollegare questa idea del diritto naturale a due atteggiamenti mentali tipici, talora connessi e talora disgiunti. Il primo consiste nella convinzione che, come vi è un ordine naturale del mondo fisico, di cui sono espressione le leggi relative ai fatti naturalistici, così vi sia un ordine naturale dei rapporti umani, di cui sarebbero appunto espressione le norme (o i principi) del diritto naturale relative ai comportamenti. Il secondo nasce dalla convinzione che l'essenza del diritto consista nell'obbligare in pari misura (che non vuol necessariamente dire in misura uniforme) e, con fondata e obbiettiva ragione, tutti i consociati, al di là delle loro particolari opinioni, aspirazioni e interessi. In tale prospettiva, all'essenza del diritto appare corrispondere pienamente soltanto un diritto che abbia per fondamento la natura, poiché solo questa può sottrarlo alla limitatezza, fallibilità e mutevolezza che son proprie tanto della capacità di giudizio (sia teoretico che pratico) quanto alla volontà del singolo o dei singoli legislatori. In entrambe le prospettive, il diritto naturale riveste, in virtù del suo fondamento, i caratteri della certezza e dell'oggettività.
Dall'idea generalissima di diritto naturale sopra indicata - valevole a un dipresso per tutte le dottrine giusnaturalistiche, che tuttavia l'hanno sviluppata in modi assai differenti (v. Giusnaturalismo) - derivano due distinti significati fondamentali del diritto naturale:
1) diritto naturale come il solo diritto giusto; 2) diritto naturale come il solo vero diritto.
S'intende che di tali qualificazioni, giusto e vero, partecipa anche il diritto positivo conforme al diritto naturale, poiché nemmeno i più rigidi e conseguenti giusnaturalisti ritengono possibile l'integrale eliminazione del diritto positivo a opera del diritto naturale.
Il significato 1) trae la sua giustificazione dall'idea che la giustizia consista in un ordinamento dei rapporti sociali imparziale e adeguato, cioè tale che, per usare un'espressione aristotelica, non avvantaggi né danneggi alcuno, ma suum cuique tribuit. Pertanto può apparire giusto solo l'ordinamento fondato sulla natura, cui, per la sua oggettività, non si può certo imputare né parzialità né inadeguatezza. In tale prospettiva, il diritto naturale costituisce il criterio di accertamento della giustizia del diritto positivo, alla cui obbligatorietà giuridica aggiunge quindi, od oppone, la propria obbligatorietà morale (diritto naturale obbligante).
Quanto al significato 2) esso si giustifica con il radicato convincimento che, avendo il diritto per fine la giustizia (comunque intesa), un diritto ingiusto, o un diritto la cui giustizia sia discutibile, non sembra pienamente diritto poiché fallisce il suo scopo. Pertanto sarà vero diritto solo il diritto giusto, ma tale è soltanto, per il ragionamento precedente, il diritto naturale, quindi solo il diritto naturale è vero diritto. In questa seconda prospettiva il diritto naturale costituisce il criterio di accertamento non solo della giustizia (con le conseguenze già indicate), ma anche della giuridicità del diritto positivo, a cui conferisce quindi, o nega, validità, e a cui, se necessario, si sostituisce (diritto naturale vigente e obbligante). Da ciò risulta che il secondo significato di diritto naturale (formulato con chiarezza e precisione solo in tempi assai recenti) implica il primo e non viceversa.
 
(S. Cotta, "Voce Diritto naturale", in "Enciclopedia del Diritto")
 
Quale delle seguenti affermazioni è deducibile dal brano?


La natura può anche non essere fondamento mediato del diritto naturale

Domanda difficile Solo 11% degli utenti ha risposto correttamente

Risposta tratta da :
Brani lunghi
Esercito Italiano Quiz - Concorso per l'ammissione al 198° corso dell'Accademia Militare dell'Esercito - Anno accademico 2016/2017



di seguito le risposte errate:

 Indipendentemente dalle diverse concezioni, la produzione consuetudinaria del diritto naturale è compito del legislatore
 Il cosiddetto ius in civitate positum è sempre, a differenza del diritto naturale, prodotto dal giudice di una comunità
 Secondo i sostenitori del diritto positivo, esso è fondato prevalentemente sulla produzione di leggi

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