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Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente oimplicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.
 
L'educazione come preparazione Il processo educativo è un continuo processo di sviluppo che ha come scopo, a ogni stadio, una nuova capacità di crescita. Questa concezione contrasta fortemente con altre idee che hanno influenzato la pratica. Il significato di questa concezione verrà messo meglio in luce con il chiarirne tale contrasto. Il primo contrasto si ha con l'idea che l'educazione sia un processo di preparazione, un "prepararsi". Ciò a cui ci si prepara sono naturalmente la responsabilità e i privilegi della vita adulta. I bambini non sono considerati membri della società regolari e di pieno diritto, ma candidati; sono in lista d'attesa. Si va ancora un po' più in là quando si considera la vita degli adulti come priva di significato per se stessa, ma come uno stadio preparatorio di tirocinio - per un'"altra vita". Questa idea non è che un'altra forma di quella del carattere privativo e negativo della crescita che già abbiamo criticato; perciò non staremo a ripetere le critiche, ma passeremo alle cattive conseguenze che derivano dal porre l'educazione su questa base.
In primo luogo questo implica una perdita di slancio. Il potere impulsivo non è utilizzato. I bambini vivono, per definizione, nel presente; questo non solo è un fatto al quale non si sfugge, ma è un bene. Il futuro come tale manca di corpo e di urgenza. Prepararsi a qualcosa senza sapere a che cosa, né perché, significa gettare la leva che già esiste, per cercare un potere impulsivo in una vaga possibilità, e da ciò discende, in secondo luogo, un premio assegnato alla tergiversazione e alla procrastinazione. L'avvenire al quale ci si prepara è lontano; passerà tanto tempo prima che diventi presente. Perché aver fretta di prepararsi? La tentazione di rimandare è tanto più grande per il fatto che il presente offre tante occasioni meravigliose, e porge tanti inviti all'avventura. Naturalmente l'attenzione e l'energia vanno a questi; ne consegue anche qui un'educazione, ma un'educazione minore di quella che si sarebbe ottenuta se tutto lo sforzo fosse stato dedicato a creare condizioni della maggior carica educativa possibile. Un terzo risultato indesiderabile è la sostituzione di una norma convenzionale media di aspettazione e di bisogni, a una norma che tenga conto dei poteri specifici dell'individuo sotto istruzione. Si sostituisce a un giudizio, severo e rigoroso, basato sui lati forti e deboli dell'individuo, un'opinione vaga ed oscillante che ha di mira ciò che il giovane dovrebbe, in media, diventare in un avvenire più o meno remoto; per esempio alla fine dell'anno, quando avvengono le promozioni, o al momento di entrare all'università oppure di cominciare ciò che, a paragone del periodo di tirocinio, si considera il serio problema della vita. È impossibile sopravvalutare la perdita che risulta dallo sviare l'attenzione dal punto strategico a un punto relativamente improduttivo: proprio il presunto successo - riuscire a ottenere una preparazione per l'avvenire - è un insuccesso.
In fine il principio della preparazione rende necessario ricorrere su larga scala all'uso dei surrogati dei motivi di piacere e di dolore. Poiché l'avvenire non ha un potere stimolante e direttivo, quando è separato dalle possibilità del presente, bisogna agganciarvi qualcosa per farlo funzionare.
S'impiegano allora promesse di ricompense e minacce di pena. Il lavoro sano, eseguito per ragioni concrete e come fatto vitale è in gran parte inconscio. Lo stimolo risiede nella situazione alla quale si è concretamente posti di fronte. Ma se s'ignora questa situazione, agli alunni bisogna dire che, se non seguono il corso stabilito, ne deriverà una punizione; mentre se lo seguono possono aspettarsi in avvenire delle ricompense per i loro sacrifici presenti. Tutti sanno quanto si è dovuto ricorrere ai sistemi di punizioni da parte di concezioni educative che trascurano le possibilità presenti in favore di una preparazione per l'avvenire. [1] Poi nel disgusto per la durezza e l'impotenza di questo metodo, il pendolo oscilla fino all'altro estremo, e la dose di informazioni necessarie per il futuro è ricoperta di zucchero in modo da indurre gli alunni a prendere qualcosa che non vorrebbero.
Naturalmente non vi è dubbio che l'educazione debba preparare per l'avvenire. Se l'educazione è crescita, deve realizzare progressivamente le possibilità presenti, e così rendere gli individui più adatti ad affrontare i bisogni ulteriori. Il crescere non è cosa che si compia a tempo perso: è un ininterrotto cammino verso l'avvenire. Un ambiente, a scuola e fuori, che fornisca condizioni che utilizzino adeguatamente le capacità presenti dell'immaturo, certamente provvede all'avvenire che procede dal presente. L'errore non sta nel dare importanza alla preparazione per i bisogni futuri, ma nel fare di questi la molla principale degli sforzi presenti. Poiché il bisogno di prepararsi per una vita in continuo sviluppo è grande, è necessario che ogni energia sia dedicata a rendere l'esperienza presente più ricca e significativa possibile. Allora, mentre il presente si fonde insensibilmente nel futuro, viene provveduto al futuro.
 
(John Dewey, "Democrazia e educazione", La Nuova Italia, Firenze)
 
Secondo quanto riportato nel brano, l'idea che l'educazione sia un processo di preparazione:


ha delle conseguenze negative

Domanda difficile Solo 25% degli utenti ha risposto correttamente

Risposta tratta da :
Brani lunghi
Esercito Italiano Quiz - Concorso per l'ammissione al 198° corso dell'Accademia Militare dell'Esercito - Anno accademico 2016/2017



di seguito le risposte errate:

 è assolutamente sbagliata
 riguarda solo i bambini
 riguarda solo la preparazione a questa vita

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