In base all'art. 1, comma 2, lett. e), D.Lgs. n. 66 del 2003, e successive modificazioni, è "lavoratore notturno", oltre a qualsiasi lavoratore che durante il periodo notturno (così come definito dall'art. 1, comma 2, lett. d) dello stesso D.Lgs. n. 66 del 2003) svolga almeno tre ore del suo tempo di lavoro giornaliero impiegato in modo normale, anche.... |
Qualsiasi lavoratore che svolga durante il periodo notturno almeno una parte del suo orario di lavoro secondo le norme definite dai contratti collettivi di lavoro; in difetto di disciplina collettiva, è considerato lavoratore notturno qualsiasi lavoratore che svolga lavoro notturno per un minimo di ottanta giorni lavorativi all'anno, limite riproporzionato in caso di lavoro a tempo parziale. Solo 8% degli utenti ha risposto correttamente |
Risposta tratta da : Diritto del lavoro e Legislazione sociale INPS Quiz - Concorso pubblico, per esami, a 108 posti nei ruoli del personale amministrativo dell'INPS, area funzionale C, posizione economica C3 |
di seguito le risposte errate:
 Qualsiasi lavoratore che svolga durante il periodo notturno almeno i due terzi del suo orario di lavoro secondo le norme definite dai contratti collettivi di lavoro; in difetto di disciplina collettiva, è considerato lavoratore notturno qualsiasi lavoratore che svolga lavoro notturno per un minimo di novanta giorni lavorativi all'anno, limite riproporzionato in caso di lavoro a tempo parziale.
 Qualsiasi lavoratore che svolga lavoro notturno per un minimo di settanta giorni lavorativi all'anno, limite riproporzionato in caso di lavoro a tempo parziale.
 Qualsiasi lavoratore che svolga durante il periodo notturno almeno un terzo del suo orario di lavoro secondo le norme definite dai contratti collettivi di lavoro; in difetto di disciplina collettiva, è definito lavoratore notturno qualsiasi lavoratore che svolga lavoro notturno per un minimo di sessanta giorni lavorativi all'anno, limite riproporzionato in caso di lavoro a tempo parziale.

Solo 8% degli utenti ha risposto correttamente