Bisogna intendere correttamente il significato della guerra sociale che Roma si trovò ad affrontare tra il 91 e l'87 a.C. Chi si ribellò furono gli italici, latini ma anche etruschi, che da secoli vivevano in pace con Roma e si erano ben integrati nella sua cultura e nella sua cornice politica. Perché allora la ribellione? Non per recuperare la libertà, ma al contrario per completare l'integrazione, divenendo cittadini romani a pieno titolo. |
Occorre chiarire che la guerra sociale del 91-87 a.C. scatenata dagli italici contro Roma non aveva lo scopo di recuperare la libertà, ma di far conseguire la cittadinanza romana a popoli che erano ormai romanizzati. Circa 55% degli utenti ha risposto correttamente |
Risposta tratta da : Ragionamento verbale Arma dei Carabinieri Quiz - Concorso per l'ammissione al 7° corso triennale (2017-2020) di 546 Allievi Marescialli dell'Arma dei Carabinieri |
di seguito le risposte errate:
 Nel periodo che va dal 91 all'87 a.C. Roma viene flagellata da una guerra civile che vede contrapposti coloro che vogliono concedere la cittadinanza agli italici, latini ed etruschi, e coloro che vi si oppongono. Tale richiesta appare giustificata, alla luce dell'alto livello di romanizzazione raggiunto dagli italici.
 I motivi della ribellione a Roma degli italici nel 91-87 a.C. si comprendono solo considerando l'alto livello di romanizzazione da questi conseguito. Non si potrebbe altrimenti spiegare il perché di questa insurrezione.
 Lo scopo dei latini che insorsero contro Roma nel 91-87 a.C. non era quello di recuperare la libertà, ma diventare Romani a propria volta: fu, insomma, una sorta di conquista “a rovescio”, giustificata dall'istanza di completare l'integrazione.

Circa 55% degli utenti ha risposto correttamente