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Leggere attentamente il seguente brano.
 
Lo studio del mercato e di come vi si formi il prezzo, per il gioco della domanda e dell'offerta, è antico quanto la scienza economica, ma fino a tutta la prima guerra mondiale gli economisti si sono occupati soltanto di analizzare due forme estreme di mercato: la libera concorrenza assoluta e il monopolio assoluto, trascurando di proposito le forme intermedie. Motivi ideali inducevano a persistere nel ritenere modello fondamentale e sufficiente la libera concorrenza, nonostante il distacco tra teoria e realtà si andasse sempre più accentuando, e a considerare come eccezione il monopolio; inoltre si riteneva possibile l'individuazione di un prezzo di equilibrio soltanto in queste due ipotesi estreme e anche per questo non ci si preoccupava di teorizzare su ipotesi intermedie, nonostante sulla base della realtà storica se ne potessero costruire di sempre più numerose.
Si pensava d'altra parte che i sistemi concreti fossero comunque sempre interpretabili riferendosi alternativamente o allo schema del monopolio o a quello della pura concorrenza, a seconda del prevalere dell'uno o dell'altro nella struttura dei singoli sistemi. Le guerre mondiali determinarono però alcune trasformazioni nella realtà economica e ne accentuarono altre già in corso, tanto da costringere a prendere atto che la teoria rischiava di non aver più riferimento con i fatti; così, sulla via aperta da Sraffa nel 1925, si è svolta una radicale revisione della teoria delle forme di mercato per opera soprattutto di E. Chamberlin e J. Robinson, che hanno analizzato il funzionamento del mercato nelle varie ipotesi di concorrenza imperfetta o monopolistica.
La classificazione delle forme di mercato può essere fatta in base a vari criteri, a quelli cioè dell'indipendenza, della formazione più o meno libera del prezzo, dell'indifferenza; si può anche ricorrere a questo scopo al criterio dell'elasticità di sostituzione e a quello dell'elasticità indiretta. La classificazione più semplice è quella che distingue le forme di mercato a seconda del numero dei soggetti economici che vi partecipano e che prevede soltanto quattro forme, se si limita alle due ipotesi di moltissimi soggetti da ambo le parti (concorrenza bilaterale) o di un solo soggetto da ambo le parti (monopolio bilaterale o monopolio con monopsonio) e alle due ipotesi incrociate (concorrenza di domanda con monopolio d'offerta e concorrenza d'offerta con monopolio di domanda o monopsonio).
 
(da: Enciclopedia Treccani � Voce "Lo studio del mercato")
 
Cosa si può dedurre dal brano?


Nell'Ottocento il mercato era studiato in modo approssimativo


Risposta tratta da :
Brani
Guardia di Finanza Quiz - 631 allievi marescialli 2018 (90° corso) Concorso pubblico, per titoli ed esami, per 631 allievi marescialli 2018



di seguito le risposte errate:

 La libera concorrenza è più fruttuosa del monopolio
 Il modello ideale spesso sembrò essere quello del monopolio
 Il monopolio assoluto ha dato più soddisfazioni della concorrenza libera

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