Il mercato mondiale del libro manda segnali di tipo opposto, con una complementarietà di crisi e di successi commerciali. Non ha senso considerare l'editoria e i lettori "in genere", perché è evidente che ci sono diverse politiche editoriali e pubblici che rispondono alle sollecitazioni del mercato e alle dinamiche culturali con comportamenti variegati. |
Il mondo dell'editoria manda segnali ambigui: i successi commerciali si alternano alle delusioni; non si può più quindi considerare il lettore “in genere”, perché il pubblico risponde diversamente alle diversificate sollecitazioni del mercato e alle dinamiche culturali. |
Risposta tratta da : Ragionamento verbale Arma dei Carabinieri Quiz - Concorso per l'ammissione all'8° corso triennale (2018-2021) di 536 Allievi Marescialli dell'Arma dei Carabinieri - BANDO 2018 |
di seguito le risposte errate:
 L'editoria europea oscilla tra periodi di crisi e di ottimi risultati: ciò si deve alle buone strategie di alcune case editrici che si contrappongono alle strategie fallimentari di altre.
 È ormai chiaro che non è più ragionevole, quando si analizzano e si cercano i motivi che sono alla base della buona riuscita commerciale o, al contrario del fallimento, di un libro, parlare in generale di editoria e di lettore. La complessità della società contemporanea comporta che vi siano diverse strategie editoriali e differenti pubblici di riferimento: è necessario quindi suddividere le analisi economiche in più ambiti.
 Nell'attuale situazione dell'universo editoriale, i successi e gli insuccessi di vendita sono determinati dalla risposta del lettore alle dinamiche culturali e dai diversi pubblici di riferimento di ciascuna opera. Non ha più senso, dunque, parlare di editoria “in genere”.
