Bisogna intendere correttamente il significato della guerra sociale che Roma si trovò ad affrontare tra il 91 e l'87 a.C. Chi si ribellò furono gli italici, latini ma anche etruschi, che da secoli vivevano in pace con Roma e si erano ben integrati nella sua cultura e nella sua cornice politica. Perché allora la ribellione? Non per recuperare la libertà, ma al contrario per completare l'integrazione, divenendo cittadini romani a pieno titolo. |
Occorre chiarire che la guerra sociale del 91-87 a.C. scatenata dagli italici contro Roma non aveva lo scopo di recuperare la libertà, ma di far conseguire la cittadinanza romana a popoli che erano ormai romanizzati. |
Risposta tratta da : Ragionamento verbale Arma dei Carabinieri Quiz - Concorso per l'ammissione all'8° corso triennale (2018-2021) di 536 Allievi Marescialli dell'Arma dei Carabinieri - BANDO 2018 |
di seguito le risposte errate:
 Lo scopo dei latini che insorsero contro Roma nel 91-87 a.C. non era quello di recuperare la libertà, ma diventare Romani a propria volta: fu, insomma, una sorta di conquista “a rovescio”, giustificata dall'istanza di completare l'integrazione.
 Nel periodo che va dal 91 all'87 a.C. Roma viene flagellata da una guerra civile che vede contrapposti coloro che vogliono concedere la cittadinanza agli italici, latini ed etruschi, e coloro che vi si oppongono. Tale richiesta appare giustificata, alla luce dell'alto livello di romanizzazione raggiunto dagli italici.
 I motivi della ribellione a Roma degli italici nel 91-87 a.C. si comprendono solo considerando l'alto livello di romanizzazione da questi conseguito. Non si potrebbe altrimenti spiegare il perché di questa insurrezione.
