Tutte le domande del quiz : Brani statisticitratto da:Agenzia delle Entrate Quiz - 510 funzionari ammin.-tribut. 2018 Selezione pubblica per l'assunzione a tempo indeterminato di 510 unità per la terza area funzionale, fascia retributiva F1, profilo professionale funzionario, per attività amministrativo-tributaria - 2018 - Quiz della PROVA OGGETTIVA ATTITUDINALE  Esercitati su questo Quiz  |
| RISPOSTA   Censimento delle abitazioniLe abitazioni occupate da residenti al 9 ottobre 2011 sono 24.141.324. Nell'ultimo decennio intercensuario si rileva un aumento in valore assoluto di 2.488.036 unità, pari al 11,5%. Il 48,0% è stato censito nell'Italia Settentrionale (28,2% nelle regioni del Nord-ovest, 19,8% in quelle del Nord-est), il 19,8% in quella Centrale, il restante 32,2% nel Meridione (21,4%) e nelle Isole (10,8%). Dal 1971 al 2011 le abitazioni occupate passano da 15.301.427 a 24.141.324, con una distribuzione sul territorio che nel tempo non ha subito particolari modifiche. Rispetto al 2001, l'incremento percentuale più elevato è stato registrato nell'Italia Centrale (14,3%), quello più basso nelle regioni del Mezzogiorno (9,5%)A livello nazionale, in dieci anni, l'incremento di metri quadrati per residente è del 10,6%. La variazione percentuale più elevata si registra nell'Italia meridionale (14,5%), seguita dalle regioni dell'Italia insulare (14,1%) e da quelle dell'Italia centrale (9,9%). Nel periodo intercensuario sono quasi triplicate le famiglie che condividono un'abitazione, passando da 236.064 del 2001 a 695.908 censite nel 2011(+194,8%). Le famiglie coabitanti rappresentano il 2,8% del totale delle famiglie in abitazione. L'Italia centrale, con il 3,9%, si colloca al di sopra della media nazionale, seguita dalle regioni del Nord-est dove la percentuale è del 3,6%. Nel Nord-ovest e nel Mezzogiorno la quota di famiglie coabitanti si mantiene prossima al valore nazionale (ed è pari rispettivamente al 2,4% e al 2,2%) mentre nelle isole maggiori solo l'1,9% delle famiglie censite risulta in coabitazione. La regione che presenta la percentuale più elevata di famiglie coabitanti è l'Umbria (4,9%), seguita da Emilia-Romagna (4,4%) e Toscana. La coabitazione è meno diffusa in Puglia, Sicilia e Basilicata, dove la percentuale non supera l'1,6%. Secondo il brano, nell'ultimo decennio intercensuario si rileva un aumento in valore assoluto di 2.488.036 unità, pari al 11,5%, delle abitazioni occupate da residenti. Il 32,2% è stato censito: |
| RISPOSTA   Censimento delle abitazioniLe abitazioni occupate da residenti al 9 ottobre 2011 sono 24.141.324. Nell'ultimo decennio intercensuario si rileva un aumento in valore assoluto di 2.488.036 unità, pari al 11,5%. Il 48,0% è stato censito nell'Italia Settentrionale (28,2% nelle regioni del Nord-ovest, 19,8% in quelle del Nord-est), il 19,8% in quella Centrale, il restante 32,2% nel Meridione (21,4%) e nelle Isole (10,8%). Dal 1971 al 2011 le abitazioni occupate passano da 15.301.427 a 24.141.324, con una distribuzione sul territorio che nel tempo non ha subito particolari modifiche. Rispetto al 2001, l'incremento percentuale più elevato è stato registrato nell'Italia Centrale (14,3%), quello più basso nelle regioni del Mezzogiorno (9,5%)A livello nazionale, in dieci anni, l'incremento di metri quadrati per residente è del 10,6%. La variazione percentuale più elevata si registra nell'Italia meridionale (14,5%), seguita dalle regioni dell'Italia insulare (14,1%) e da quelle dell'Italia centrale (9,9%). Nel periodo intercensuario sono quasi triplicate le famiglie che condividono un'abitazione, passando da 236.064 del 2001 a 695.908 censite nel 2011(+194,8%). Le famiglie coabitanti rappresentano il 2,8% del totale delle famiglie in abitazione. L'Italia centrale, con il 3,9%, si colloca al di sopra della media nazionale, seguita dalle regioni del Nord-est dove la percentuale è del 3,6%. Nel Nord-ovest e nel Mezzogiorno la quota di famiglie coabitanti si mantiene prossima al valore nazionale (ed è pari rispettivamente al 2,4% e al 2,2%) mentre nelle isole maggiori solo l'1,9% delle famiglie censite risulta in coabitazione. La regione che presenta la percentuale più elevata di famiglie coabitanti è l'Umbria (4,9%), seguita da Emilia-Romagna (4,4%) e Toscana. La coabitazione è meno diffusa in Puglia, Sicilia e Basilicata, dove la percentuale non supera l'1,6%. Secondo il brano, rispetto al 2001: |
| RISPOSTA   Censimento delle abitazioniLe abitazioni occupate da residenti al 9 ottobre 2011 sono 24.141.324. Nell'ultimo decennio intercensuario si rileva un aumento in valore assoluto di 2.488.036 unità, pari al 11,5%. Il 48,0% è stato censito nell'Italia Settentrionale (28,2% nelle regioni del Nord-ovest, 19,8% in quelle del Nord-est), il 19,8% in quella Centrale, il restante 32,2% nel Meridione (21,4%) e nelle Isole (10,8%). Dal 1971 al 2011 le abitazioni occupate passano da 15.301.427 a 24.141.324, con una distribuzione sul territorio che nel tempo non ha subito particolari modifiche. Rispetto al 2001, l'incremento percentuale più elevato è stato registrato nell'Italia Centrale (14,3%), quello più basso nelle regioni del Mezzogiorno (9,5%)A livello nazionale, in dieci anni, l'incremento di metri quadrati per residente è del 10,6%. La variazione percentuale più elevata si registra nell'Italia meridionale (14,5%), seguita dalle regioni dell'Italia insulare (14,1%) e da quelle dell'Italia centrale (9,9%). Nel periodo intercensuario sono quasi triplicate le famiglie che condividono un'abitazione, passando da 236.064 del 2001 a 695.908 censite nel 2011(+194,8%). Le famiglie coabitanti rappresentano il 2,8% del totale delle famiglie in abitazione. L'Italia centrale, con il 3,9%, si colloca al di sopra della media nazionale, seguita dalle regioni del Nord-est dove la percentuale è del 3,6%. Nel Nord-ovest e nel Mezzogiorno la quota di famiglie coabitanti si mantiene prossima al valore nazionale (ed è pari rispettivamente al 2,4% e al 2,2%) mentre nelle isole maggiori solo l'1,9% delle famiglie censite risulta in coabitazione. La regione che presenta la percentuale più elevata di famiglie coabitanti è l'Umbria (4,9%), seguita da Emilia-Romagna (4,4%) e Toscana. La coabitazione è meno diffusa in Puglia, Sicilia e Basilicata, dove la percentuale non supera l'1,6%. Secondo il brano, a livello nazionale, in dieci anni, l'incremento di metri quadrati per residente è del 10,6%. La variazione percentuale più elevata si registra: |
| RISPOSTA   Censimento delle abitazioniLe abitazioni occupate da residenti al 9 ottobre 2011 sono 24.141.324. Nell'ultimo decennio intercensuario si rileva un aumento in valore assoluto di 2.488.036 unità, pari al 11,5%. Il 48,0% è stato censito nell'Italia Settentrionale (28,2% nelle regioni del Nord-ovest, 19,8% in quelle del Nord-est), il 19,8% in quella Centrale, il restante 32,2% nel Meridione (21,4%) e nelle Isole (10,8%). Dal 1971 al 2011 le abitazioni occupate passano da 15.301.427 a 24.141.324, con una distribuzione sul territorio che nel tempo non ha subito particolari modifiche. Rispetto al 2001, l'incremento percentuale più elevato è stato registrato nell'Italia Centrale (14,3%), quello più basso nelle regioni del Mezzogiorno (9,5%)A livello nazionale, in dieci anni, l'incremento di metri quadrati per residente è del 10,6%. La variazione percentuale più elevata si registra nell'Italia meridionale (14,5%), seguita dalle regioni dell'Italia insulare (14,1%) e da quelle dell'Italia centrale (9,9%). Nel periodo intercensuario sono quasi triplicate le famiglie che condividono un'abitazione, passando da 236.064 del 2001 a 695.908 censite nel 2011(+194,8%). Le famiglie coabitanti rappresentano il 2,8% del totale delle famiglie in abitazione. L'Italia centrale, con il 3,9%, si colloca al di sopra della media nazionale, seguita dalle regioni del Nord-est dove la percentuale è del 3,6%. Nel Nord-ovest e nel Mezzogiorno la quota di famiglie coabitanti si mantiene prossima al valore nazionale (ed è pari rispettivamente al 2,4% e al 2,2%) mentre nelle isole maggiori solo l'1,9% delle famiglie censite risulta in coabitazione. La regione che presenta la percentuale più elevata di famiglie coabitanti è l'Umbria (4,9%), seguita da Emilia-Romagna (4,4%) e Toscana. La coabitazione è meno diffusa in Puglia, Sicilia e Basilicata, dove la percentuale non supera l'1,6%. Secondo il brano, nel periodo intercensuario: |
| RISPOSTA   Censimento delle abitazioniLe abitazioni occupate da residenti al 9 ottobre 2011 sono 24.141.324. Nell'ultimo decennio intercensuario si rileva un aumento in valore assoluto di 2.488.036 unità, pari al 11,5%. Il 48,0% è stato censito nell'Italia Settentrionale (28,2% nelle regioni del Nord-ovest, 19,8% in quelle del Nord-est), il 19,8% in quella Centrale, il restante 32,2% nel Meridione (21,4%) e nelle Isole (10,8%). Dal 1971 al 2011 le abitazioni occupate passano da 15.301.427 a 24.141.324, con una distribuzione sul territorio che nel tempo non ha subito particolari modifiche. Rispetto al 2001, l'incremento percentuale più elevato è stato registrato nell'Italia Centrale (14,3%), quello più basso nelle regioni del Mezzogiorno (9,5%)A livello nazionale, in dieci anni, l'incremento di metri quadrati per residente è del 10,6%. La variazione percentuale più elevata si registra nell'Italia meridionale (14,5%), seguita dalle regioni dell'Italia insulare (14,1%) e da quelle dell'Italia centrale (9,9%). Nel periodo intercensuario sono quasi triplicate le famiglie che condividono un'abitazione, passando da 236.064 del 2001 a 695.908 censite nel 2011(+194,8%). Le famiglie coabitanti rappresentano il 2,8% del totale delle famiglie in abitazione. L'Italia centrale, con il 3,9%, si colloca al di sopra della media nazionale, seguita dalle regioni del Nord-est dove la percentuale è del 3,6%. Nel Nord-ovest e nel Mezzogiorno la quota di famiglie coabitanti si mantiene prossima al valore nazionale (ed è pari rispettivamente al 2,4% e al 2,2%) mentre nelle isole maggiori solo l'1,9% delle famiglie censite risulta in coabitazione. La regione che presenta la percentuale più elevata di famiglie coabitanti è l'Umbria (4,9%), seguita da Emilia-Romagna (4,4%) e Toscana. La coabitazione è meno diffusa in Puglia, Sicilia e Basilicata, dove la percentuale non supera l'1,6%. Le famiglie coabitanti rappresentano il 2,8% del totale delle famiglie in abitazione. Secondo il brano si collocano, tra le altre, al di sopra della media nazionale: |
| RISPOSTA   Commercio con l'esteroRispetto al mese precedente, a gennaio 2015 si rileva una flessione per l'export (-2,5%) e un aumento per l'import (+1,0%). La diminuzione congiunturale dell'export riflette la contrazione delle vendite sia verso i mercati Ue (-2,6%) sia verso quelli extra Ue (- 2,4%) ed è particolarmente ampia per i prodotti energetici (-18,2%). Tra le principali tipologie di beni esportati, solo le vendite di prodotti intermedi sono in contenuta crescita (+0,3%). L'aumento congiunturale delle importazioni è la sintesi di una leggera contrazione degli acquisti dai paesi extra Ue (-0,4%) e di un più ampio aumento di quelli dai paesi Ue (+2,0%). La crescita degli acquisti di beni intermedi (+5,3%) e di beni strumentali (+2,1%) è rilevante.Nell'ultimo trimestre, rispetto al precedente, l'export risulta in espansione (+0,5%). Al netto della forte contrazione dei prodotti energetici (-20,2%), l'incremento è più ampio (+1,4%) e diffuso a tutti i comparti. A gennaio 2015, le esportazioni registrano una flessione in termini tendenziali (-4,2%), determinata dalla diminuzione delle vendite verso entrambe le aree: -4,7% per l'area Ue e -3,5% per l'area extra Ue. Per le importazioni si registra una contrazione tendenziale di pari ampiezza (-4,2%), da ascrivere principalmente all'area extra Ue (-8,5%). Al netto delle differenze nei giorni lavorativi (20 a gennaio 2015 contro i 21 di gennaio 2014), si rileva una flessione più contenuta sia per l'export (-0,1%) sia per l'import (-1,6%). A gennaio 2015 il saldo commerciale è positivo (+219 milioni). Questo risultato è la sintesi di un surplus con i paesi Ue (+452 milioni) e di un deficit con i paesi extra Ue (-233 milioni) Russia (-36,7%) e paesi MERCOSUR (-24,0%) sono i mercati che contribuiscono maggiormente alla flessione dell'export, mentre le vendite verso gli Stati Uniti sono in forte crescita (+23,5%). La diminuzione delle vendite di prodotti petroliferi raffinati è rilevante (- 32,6%).Le importazioni da Russia (-40,2%) e paesi OPEC (-23,3%) sono in forte contrazione. In rilevante calo l'import di petrolio greggio (- 41,1%) e di prodotti petroliferi raffinati (-41,0%). Secondo il brano quali sono i mercati che contribuiscono maggiormente alla flessione dell'export? |
| RISPOSTA   Commercio con l'esteroRispetto al mese precedente, a gennaio 2015 si rileva una flessione per l'export (-2,5%) e un aumento per l'import (+1,0%). La diminuzione congiunturale dell'export riflette la contrazione delle vendite sia verso i mercati Ue (-2,6%) sia verso quelli extra Ue (- 2,4%) ed è particolarmente ampia per i prodotti energetici (-18,2%). Tra le principali tipologie di beni esportati, solo le vendite di prodotti intermedi sono in contenuta crescita (+0,3%). L'aumento congiunturale delle importazioni è la sintesi di una leggera contrazione degli acquisti dai paesi extra Ue (-0,4%) e di un più ampio aumento di quelli dai paesi Ue (+2,0%). La crescita degli acquisti di beni intermedi (+5,3%) e di beni strumentali (+2,1%) è rilevante.Nell'ultimo trimestre, rispetto al precedente, l'export risulta in espansione (+0,5%). Al netto della forte contrazione dei prodotti energetici (-20,2%), l'incremento è più ampio (+1,4%) e diffuso a tutti i comparti. A gennaio 2015, le esportazioni registrano una flessione in termini tendenziali (-4,2%), determinata dalla diminuzione delle vendite verso entrambe le aree: -4,7% per l'area Ue e -3,5% per l'area extra Ue. Per le importazioni si registra una contrazione tendenziale di pari ampiezza (-4,2%), da ascrivere principalmente all'area extra Ue (-8,5%). Al netto delle differenze nei giorni lavorativi (20 a gennaio 2015 contro i 21 di gennaio 2014), si rileva una flessione più contenuta sia per l'export (-0,1%) sia per l'import (-1,6%). A gennaio 2015 il saldo commerciale è positivo (+219 milioni). Questo risultato è la sintesi di un surplus con i paesi Ue (+452 milioni) e di un deficit con i paesi extra Ue (-233 milioni) Russia (-36,7%) e paesi MERCOSUR (-24,0%) sono i mercati che contribuiscono maggiormente alla flessione dell'export, mentre le vendite verso gli Stati Uniti sono in forte crescita (+23,5%). La diminuzione delle vendite di prodotti petroliferi raffinati è rilevante (- 32,6%).Le importazioni da Russia (-40,2%) e paesi OPEC (-23,3%) sono in forte contrazione. In rilevante calo l'import di petrolio greggio (- 41,1%) e di prodotti petroliferi raffinati (-41,0%). Secondo il brano quale dato si registra nel mese di gennaio 2015 in termini tendenziali? |
| RISPOSTA   Commercio con l'esteroRispetto al mese precedente, a gennaio 2015 si rileva una flessione per l'export (-2,5%) e un aumento per l'import (+1,0%). La diminuzione congiunturale dell'export riflette la contrazione delle vendite sia verso i mercati Ue (-2,6%) sia verso quelli extra Ue (- 2,4%) ed è particolarmente ampia per i prodotti energetici (-18,2%). Tra le principali tipologie di beni esportati, solo le vendite di prodotti intermedi sono in contenuta crescita (+0,3%). L'aumento congiunturale delle importazioni è la sintesi di una leggera contrazione degli acquisti dai paesi extra Ue (-0,4%) e di un più ampio aumento di quelli dai paesi Ue (+2,0%). La crescita degli acquisti di beni intermedi (+5,3%) e di beni strumentali (+2,1%) è rilevante.Nell'ultimo trimestre, rispetto al precedente, l'export risulta in espansione (+0,5%). Al netto della forte contrazione dei prodotti energetici (-20,2%), l'incremento è più ampio (+1,4%) e diffuso a tutti i comparti. A gennaio 2015, le esportazioni registrano una flessione in termini tendenziali (-4,2%), determinata dalla diminuzione delle vendite verso entrambe le aree: -4,7% per l'area Ue e -3,5% per l'area extra Ue. Per le importazioni si registra una contrazione tendenziale di pari ampiezza (-4,2%), da ascrivere principalmente all'area extra Ue (-8,5%). Al netto delle differenze nei giorni lavorativi (20 a gennaio 2015 contro i 21 di gennaio 2014), si rileva una flessione più contenuta sia per l'export (-0,1%) sia per l'import (-1,6%). A gennaio 2015 il saldo commerciale è positivo (+219 milioni). Questo risultato è la sintesi di un surplus con i paesi Ue (+452 milioni) e di un deficit con i paesi extra Ue (-233 milioni) Russia (-36,7%) e paesi MERCOSUR (-24,0%) sono i mercati che contribuiscono maggiormente alla flessione dell'export, mentre le vendite verso gli Stati Uniti sono in forte crescita (+23,5%). La diminuzione delle vendite di prodotti petroliferi raffinati è rilevante (- 32,6%).Le importazioni da Russia (-40,2%) e paesi OPEC (-23,3%) sono in forte contrazione. In rilevante calo l'import di petrolio greggio (- 41,1%) e di prodotti petroliferi raffinati (-41,0%). Secondo il brano la diminuzione congiunturale dell'export riflette: |
| RISPOSTA   Commercio con l'esteroRispetto al mese precedente, a gennaio 2015 si rileva una flessione per l'export (-2,5%) e un aumento per l'import (+1,0%). La diminuzione congiunturale dell'export riflette la contrazione delle vendite sia verso i mercati Ue (-2,6%) sia verso quelli extra Ue (- 2,4%) ed è particolarmente ampia per i prodotti energetici (-18,2%). Tra le principali tipologie di beni esportati, solo le vendite di prodotti intermedi sono in contenuta crescita (+0,3%). L'aumento congiunturale delle importazioni è la sintesi di una leggera contrazione degli acquisti dai paesi extra Ue (-0,4%) e di un più ampio aumento di quelli dai paesi Ue (+2,0%). La crescita degli acquisti di beni intermedi (+5,3%) e di beni strumentali (+2,1%) è rilevante.Nell'ultimo trimestre, rispetto al precedente, l'export risulta in espansione (+0,5%). Al netto della forte contrazione dei prodotti energetici (-20,2%), l'incremento è più ampio (+1,4%) e diffuso a tutti i comparti. A gennaio 2015, le esportazioni registrano una flessione in termini tendenziali (-4,2%), determinata dalla diminuzione delle vendite verso entrambe le aree: -4,7% per l'area Ue e -3,5% per l'area extra Ue. Per le importazioni si registra una contrazione tendenziale di pari ampiezza (-4,2%), da ascrivere principalmente all'area extra Ue (-8,5%). Al netto delle differenze nei giorni lavorativi (20 a gennaio 2015 contro i 21 di gennaio 2014), si rileva una flessione più contenuta sia per l'export (-0,1%) sia per l'import (-1,6%). A gennaio 2015 il saldo commerciale è positivo (+219 milioni). Questo risultato è la sintesi di un surplus con i paesi Ue (+452 milioni) e di un deficit con i paesi extra Ue (-233 milioni) Russia (-36,7%) e paesi MERCOSUR (-24,0%) sono i mercati che contribuiscono maggiormente alla flessione dell'export, mentre le vendite verso gli Stati Uniti sono in forte crescita (+23,5%). La diminuzione delle vendite di prodotti petroliferi raffinati è rilevante (- 32,6%).Le importazioni da Russia (-40,2%) e paesi OPEC (-23,3%) sono in forte contrazione. In rilevante calo l'import di petrolio greggio (- 41,1%) e di prodotti petroliferi raffinati (-41,0%). Secondo il brano quando viene rilevata una flessione per l'export di meno due punti e mezzo percentuali e un aumento per l'import (+1,0%): |
| RISPOSTA   Commercio con l'esteroRispetto al mese precedente, a gennaio 2015 si rileva una flessione per l'export (-2,5%) e un aumento per l'import (+1,0%). La diminuzione congiunturale dell'export riflette la contrazione delle vendite sia verso i mercati Ue (-2,6%) sia verso quelli extra Ue (- 2,4%) ed è particolarmente ampia per i prodotti energetici (-18,2%). Tra le principali tipologie di beni esportati, solo le vendite di prodotti intermedi sono in contenuta crescita (+0,3%). L'aumento congiunturale delle importazioni è la sintesi di una leggera contrazione degli acquisti dai paesi extra Ue (-0,4%) e di un più ampio aumento di quelli dai paesi Ue (+2,0%). La crescita degli acquisti di beni intermedi (+5,3%) e di beni strumentali (+2,1%) è rilevante.Nell'ultimo trimestre, rispetto al precedente, l'export risulta in espansione (+0,5%). Al netto della forte contrazione dei prodotti energetici (-20,2%), l'incremento è più ampio (+1,4%) e diffuso a tutti i comparti. A gennaio 2015, le esportazioni registrano una flessione in termini tendenziali (-4,2%), determinata dalla diminuzione delle vendite verso entrambe le aree: -4,7% per l'area Ue e -3,5% per l'area extra Ue. Per le importazioni si registra una contrazione tendenziale di pari ampiezza (-4,2%), da ascrivere principalmente all'area extra Ue (-8,5%). Al netto delle differenze nei giorni lavorativi (20 a gennaio 2015 contro i 21 di gennaio 2014), si rileva una flessione più contenuta sia per l'export (-0,1%) sia per l'import (-1,6%). A gennaio 2015 il saldo commerciale è positivo (+219 milioni). Questo risultato è la sintesi di un surplus con i paesi Ue (+452 milioni) e di un deficit con i paesi extra Ue (-233 milioni) Russia (-36,7%) e paesi MERCOSUR (-24,0%) sono i mercati che contribuiscono maggiormente alla flessione dell'export, mentre le vendite verso gli Stati Uniti sono in forte crescita (+23,5%). La diminuzione delle vendite di prodotti petroliferi raffinati è rilevante (- 32,6%).Le importazioni da Russia (-40,2%) e paesi OPEC (-23,3%) sono in forte contrazione. In rilevante calo l'import di petrolio greggio (- 41,1%) e di prodotti petroliferi raffinati (-41,0%). 1) Le importazioni da Russia e paesi OPEC sono in forte contrazione. 2) L'aumento congiunturale delle importazioni è la sintesi di una leggera contrazione degli acquisti dai paesi extra Ue e di un più ampio aumento di quelli dai paesi Ue. 3) In rilevante calo l'import di petrolio greggio e di prodotti petroliferi raffinati. Secondo il brano quali affermazioni risultano corrette? |
RISPOSTA   Commercio estero con i paesi extra UeA febbraio 2015, rispetto al mese precedente, entrambi i flussi commerciali presentano un incremento, più marcato per le esportazioni (+4,5%) che per le importazioni (+1,1%).La crescita congiunturale dell'export verso i paesi extra Ue è trainata dai beni strumentali (+13,7%) ed è dovuta in gran parte alla vendita di mezzi di navigazione marittima. Anche le vendite di beni di consumo durevoli (+5,5%) e di energia (+2,4%) sono in espansione rispetto al mese precedente.Il più contenuto incremento congiunturale dell'import è sostenuto dai beni strumentali (+9,5%), mentre energia (-1,6%) e prodotti intermedi (-0,4%) sono in debole riduzione.Nell'ultimo trimestre, la dinamica congiunturale dell'export verso i paesi extra Ue si conferma positiva (+1,5%) e investe tutti i raggruppamenti principali di beni, esclusa l'energia (-17,9%). Le vendite di prodotti intermedi sono in rilevante espansione (+3,7%). Nello stesso periodo, la flessione congiunturale dell'import (-3,5%) è da ascrivere all'energia (-19,1%). Al netto della componente energetica, le importazioni crescono del 3,1%.A febbraio 2015 si rileva una forte crescita tendenziale dell'export (+7,1%) determinata dai beni strumentali (+19,9%) e, in misura minore, dai prodotti intermedi (+4,6%). Le vendite di energia sono invece in forte calo (-23,9%). Al netto dei mezzi di navigazione marittima, l'incremento tendenziale dell'export è pari a +3,3%. Nel mese di febbraio 2015 le importazioni registrano una diminuzione tendenziale del 4,1%, determinata dalla marcata contrazione degli acquisti di energia (-32,7%). Al netto della componente energetica, gli acquisti dai paesi extra Ue sono in forte espansione (+10,4%).A febbraio 2015 l'avanzo commerciale è pari a 2.840 milioni di euro (+1.338 milioni a febbraio 2014). Il surplus nell'interscambio di prodotti non energetici è pari a 5,0 miliardi rispetto ai 4,7 miliardi di febbraio 2014. Nel mese di febbraio 2015, i mercati di sbocco più dinamici sono Stati Uniti (+49,3% che si riduce a +24,8% al netto dei mezzi di navigazione marittima) e Turchia (+10,7%), mentre le vendite verso Russia (-28,5%) e paesi MERCOSUR (-17,6%) sono in marcata flessione. Le importazioni da paesi OPEC (-24,7%) e Russia (-23,3%) sono in forte calo. Secondo il brano quale dato si è rilevato nel mese di febbraio 2015? |
| RISPOSTA   Commercio estero con i paesi extra UeA febbraio 2015, rispetto al mese precedente, entrambi i flussi commerciali presentano un incremento, più marcato per le esportazioni (+4,5%) che per le importazioni (+1,1%).La crescita congiunturale dell'export verso i paesi extra Ue è trainata dai beni strumentali (+13,7%) ed è dovuta in gran parte alla vendita di mezzi di navigazione marittima. Anche le vendite di beni di consumo durevoli (+5,5%) e di energia (+2,4%) sono in espansione rispetto al mese precedente.Il più contenuto incremento congiunturale dell'import è sostenuto dai beni strumentali (+9,5%), mentre energia (-1,6%) e prodotti intermedi (-0,4%) sono in debole riduzione.Nell'ultimo trimestre, la dinamica congiunturale dell'export verso i paesi extra Ue si conferma positiva (+1,5%) e investe tutti i raggruppamenti principali di beni, esclusa l'energia (-17,9%). Le vendite di prodotti intermedi sono in rilevante espansione (+3,7%). Nello stesso periodo, la flessione congiunturale dell'import (-3,5%) è da ascrivere all'energia (-19,1%). Al netto della componente energetica, le importazioni crescono del 3,1%.A febbraio 2015 si rileva una forte crescita tendenziale dell'export (+7,1%) determinata dai beni strumentali (+19,9%) e, in misura minore, dai prodotti intermedi (+4,6%). Le vendite di energia sono invece in forte calo (-23,9%). Al netto dei mezzi di navigazione marittima, l'incremento tendenziale dell'export è pari a +3,3%. Nel mese di febbraio 2015 le importazioni registrano una diminuzione tendenziale del 4,1%, determinata dalla marcata contrazione degli acquisti di energia (-32,7%). Al netto della componente energetica, gli acquisti dai paesi extra Ue sono in forte espansione (+10,4%).A febbraio 2015 l'avanzo commerciale è pari a 2.840 milioni di euro (+1.338 milioni a febbraio 2014). Il surplus nell'interscambio di prodotti non energetici è pari a 5,0 miliardi rispetto ai 4,7 miliardi di febbraio 2014. Nel mese di febbraio 2015, i mercati di sbocco più dinamici sono Stati Uniti (+49,3% che si riduce a +24,8% al netto dei mezzi di navigazione marittima) e Turchia (+10,7%), mentre le vendite verso Russia (-28,5%) e paesi MERCOSUR (-17,6%) sono in marcata flessione. Le importazioni da paesi OPEC (-24,7%) e Russia (-23,3%) sono in forte calo. Secondo il brano la forte crescita tendenziale dell'export rilevata a febbraio 2015 è determinata: |
| RISPOSTA   Commercio estero con i paesi extra UeA febbraio 2015, rispetto al mese precedente, entrambi i flussi commerciali presentano un incremento, più marcato per le esportazioni (+4,5%) che per le importazioni (+1,1%).La crescita congiunturale dell'export verso i paesi extra Ue è trainata dai beni strumentali (+13,7%) ed è dovuta in gran parte alla vendita di mezzi di navigazione marittima. Anche le vendite di beni di consumo durevoli (+5,5%) e di energia (+2,4%) sono in espansione rispetto al mese precedente.Il più contenuto incremento congiunturale dell'import è sostenuto dai beni strumentali (+9,5%), mentre energia (-1,6%) e prodotti intermedi (-0,4%) sono in debole riduzione.Nell'ultimo trimestre, la dinamica congiunturale dell'export verso i paesi extra Ue si conferma positiva (+1,5%) e investe tutti i raggruppamenti principali di beni, esclusa l'energia (-17,9%). Le vendite di prodotti intermedi sono in rilevante espansione (+3,7%). Nello stesso periodo, la flessione congiunturale dell'import (-3,5%) è da ascrivere all'energia (-19,1%). Al netto della componente energetica, le importazioni crescono del 3,1%.A febbraio 2015 si rileva una forte crescita tendenziale dell'export (+7,1%) determinata dai beni strumentali (+19,9%) e, in misura minore, dai prodotti intermedi (+4,6%). Le vendite di energia sono invece in forte calo (-23,9%). Al netto dei mezzi di navigazione marittima, l'incremento tendenziale dell'export è pari a +3,3%. Nel mese di febbraio 2015 le importazioni registrano una diminuzione tendenziale del 4,1%, determinata dalla marcata contrazione degli acquisti di energia (-32,7%). Al netto della componente energetica, gli acquisti dai paesi extra Ue sono in forte espansione (+10,4%).A febbraio 2015 l'avanzo commerciale è pari a 2.840 milioni di euro (+1.338 milioni a febbraio 2014). Il surplus nell'interscambio di prodotti non energetici è pari a 5,0 miliardi rispetto ai 4,7 miliardi di febbraio 2014. Nel mese di febbraio 2015, i mercati di sbocco più dinamici sono Stati Uniti (+49,3% che si riduce a +24,8% al netto dei mezzi di navigazione marittima) e Turchia (+10,7%), mentre le vendite verso Russia (-28,5%) e paesi MERCOSUR (-17,6%) sono in marcata flessione. Le importazioni da paesi OPEC (-24,7%) e Russia (-23,3%) sono in forte calo. Secondo il brano le importazioni: |
RISPOSTA   Commercio estero con i paesi extra UeA febbraio 2015, rispetto al mese precedente, entrambi i flussi commerciali presentano un incremento, più marcato per le esportazioni (+4,5%) che per le importazioni (+1,1%).La crescita congiunturale dell'export verso i paesi extra Ue è trainata dai beni strumentali (+13,7%) ed è dovuta in gran parte alla vendita di mezzi di navigazione marittima. Anche le vendite di beni di consumo durevoli (+5,5%) e di energia (+2,4%) sono in espansione rispetto al mese precedente.Il più contenuto incremento congiunturale dell'import è sostenuto dai beni strumentali (+9,5%), mentre energia (-1,6%) e prodotti intermedi (-0,4%) sono in debole riduzione.Nell'ultimo trimestre, la dinamica congiunturale dell'export verso i paesi extra Ue si conferma positiva (+1,5%) e investe tutti i raggruppamenti principali di beni, esclusa l'energia (-17,9%). Le vendite di prodotti intermedi sono in rilevante espansione (+3,7%). Nello stesso periodo, la flessione congiunturale dell'import (-3,5%) è da ascrivere all'energia (-19,1%). Al netto della componente energetica, le importazioni crescono del 3,1%.A febbraio 2015 si rileva una forte crescita tendenziale dell'export (+7,1%) determinata dai beni strumentali (+19,9%) e, in misura minore, dai prodotti intermedi (+4,6%). Le vendite di energia sono invece in forte calo (-23,9%). Al netto dei mezzi di navigazione marittima, l'incremento tendenziale dell'export è pari a +3,3%. Nel mese di febbraio 2015 le importazioni registrano una diminuzione tendenziale del 4,1%, determinata dalla marcata contrazione degli acquisti di energia (-32,7%). Al netto della componente energetica, gli acquisti dai paesi extra Ue sono in forte espansione (+10,4%).A febbraio 2015 l'avanzo commerciale è pari a 2.840 milioni di euro (+1.338 milioni a febbraio 2014). Il surplus nell'interscambio di prodotti non energetici è pari a 5,0 miliardi rispetto ai 4,7 miliardi di febbraio 2014. Nel mese di febbraio 2015, i mercati di sbocco più dinamici sono Stati Uniti (+49,3% che si riduce a +24,8% al netto dei mezzi di navigazione marittima) e Turchia (+10,7%), mentre le vendite verso Russia (-28,5%) e paesi MERCOSUR (-17,6%) sono in marcata flessione. Le importazioni da paesi OPEC (-24,7%) e Russia (-23,3%) sono in forte calo. Secondo il brano nell'ultimo trimestre la dinamica congiunturale dell'export verso i paesi extra Ue: |
| RISPOSTA   Commercio estero con i paesi extra UeA febbraio 2015, rispetto al mese precedente, entrambi i flussi commerciali presentano un incremento, più marcato per le esportazioni (+4,5%) che per le importazioni (+1,1%).La crescita congiunturale dell'export verso i paesi extra Ue è trainata dai beni strumentali (+13,7%) ed è dovuta in gran parte alla vendita di mezzi di navigazione marittima. Anche le vendite di beni di consumo durevoli (+5,5%) e di energia (+2,4%) sono in espansione rispetto al mese precedente.Il più contenuto incremento congiunturale dell'import è sostenuto dai beni strumentali (+9,5%), mentre energia (-1,6%) e prodotti intermedi (-0,4%) sono in debole riduzione.Nell'ultimo trimestre, la dinamica congiunturale dell'export verso i paesi extra Ue si conferma positiva (+1,5%) e investe tutti i raggruppamenti principali di beni, esclusa l'energia (-17,9%). Le vendite di prodotti intermedi sono in rilevante espansione (+3,7%). Nello stesso periodo, la flessione congiunturale dell'import (-3,5%) è da ascrivere all'energia (-19,1%). Al netto della componente energetica, le importazioni crescono del 3,1%.A febbraio 2015 si rileva una forte crescita tendenziale dell'export (+7,1%) determinata dai beni strumentali (+19,9%) e, in misura minore, dai prodotti intermedi (+4,6%). Le vendite di energia sono invece in forte calo (-23,9%). Al netto dei mezzi di navigazione marittima, l'incremento tendenziale dell'export è pari a +3,3%. Nel mese di febbraio 2015 le importazioni registrano una diminuzione tendenziale del 4,1%, determinata dalla marcata contrazione degli acquisti di energia (-32,7%). Al netto della componente energetica, gli acquisti dai paesi extra Ue sono in forte espansione (+10,4%).A febbraio 2015 l'avanzo commerciale è pari a 2.840 milioni di euro (+1.338 milioni a febbraio 2014). Il surplus nell'interscambio di prodotti non energetici è pari a 5,0 miliardi rispetto ai 4,7 miliardi di febbraio 2014. Nel mese di febbraio 2015, i mercati di sbocco più dinamici sono Stati Uniti (+49,3% che si riduce a +24,8% al netto dei mezzi di navigazione marittima) e Turchia (+10,7%), mentre le vendite verso Russia (-28,5%) e paesi MERCOSUR (-17,6%) sono in marcata flessione. Le importazioni da paesi OPEC (-24,7%) e Russia (-23,3%) sono in forte calo. 1) Rispetto al mese di gennaio a febbraio le vendite di beni di consumo durevoli e di energia risultano in espansione. 2) Rispetto al febbraio 2014 a febbraio 2015 l'avanzo commerciale risulta superiore di circa 2.300 milioni di euro. 3) Nel mese di febbraio 2014 gli acquisti dai paesi extra Ue, al netto della componente energetica, sono in lieve espansione. Secondo il brano quale/quali affermazioni risultano corrette? |
| RISPOSTA   Commercio estero con i paesi extra UeA gennaio 2015 entrambi i flussi commerciali presentano una diminuzione rispetto al mese precedente, più marcata per le esportazioni (-2,4%) che per le importazioni (-0,4%).La flessione congiunturale delle vendite verso i paesi extra Ue è imputabile, in misura maggiore, all'energia (-18,5%) e ai beni strumentali (-2,7%). Soltanto le vendite di prodotti intermedi (+0,4%) sono in lieve espansione. Dal lato dell'import la flessione congiunturale è ascrivibile all'energia (-5,8%) e, in misura minore, ai beni strumentali (-3,2%). Al netto della componente energetica la dinamica è positiva (+1,6%) con una forte crescita dei prodotti intermedi (+5,5%). Nell'ultimo trimestre, la dinamica congiunturale dell'export verso i paesi extra Ue è lievemente positiva (0,2%), con le vendite di energia (-19,8%) in forte calo.Al netto della componente energetica, la crescita congiunturale dell'export nell'ultimo trimestre è più sostenuta (+1,4%) ed è trainata dalle vendite di beni di consumo (+3,8%) e di prodotti intermedi (+2,2%). Nello stesso periodo, la flessione congiunturale delle importazioni (-1,4%) è determinata dal forte calo dell'energia (-15,2%). Al netto dei prodotti energetici, si registra una rilevante espansione degli acquisti (+4,7%), particolarmente intensa per i beni di consumo (+5,5%) e i beni strumentali (+5,2%).Su base tendenziale, entrambi i flussi si confermano in diminuzione: più sostenuta per le importazioni (-8,5%) che per le esportazioni (- 3,5%).A gennaio 2015 si rileva un deficit commerciale di 234 milioni, in forte contrazione rispetto a quello dello stesso mese dell'anno precedente (-938 milioni). Il surplus dell'interscambio di prodotti non energetici (+2,2 miliardi) è tuttavia inferiore a quello registrato a gennaio 2014 +3,1 miliardi).Nel mese di gennaio 2015 gli Stati Uniti rappresentano il mercato di sbocco più dinamico (+24,4%). Le vendite verso Russia (-36,7%), MERCOSUR (-24,0%), SEAN (-12,8%) e Giappone (-12,7%) sono invece in marcata flessione. Le importazioni da Russia (-40,2%) e OPEC (-23,3%) sono in rilevante calo; in controtendenza risultano gli acquisti da Stati Uniti (+15,6%) e MERCOSUR (+13,9%). Secondo il brano a gennaio 2015 si rileva un deficit commerciale: |
| RISPOSTA   Commercio estero con i paesi extra UeA gennaio 2015 entrambi i flussi commerciali presentano una diminuzione rispetto al mese precedente, più marcata per le esportazioni (-2,4%) che per le importazioni (-0,4%).La flessione congiunturale delle vendite verso i paesi extra Ue è imputabile, in misura maggiore, all'energia (-18,5%) e ai beni strumentali (-2,7%). Soltanto le vendite di prodotti intermedi (+0,4%) sono in lieve espansione. Dal lato dell'import la flessione congiunturale è ascrivibile all'energia (-5,8%) e, in misura minore, ai beni strumentali (-3,2%). Al netto della componente energetica la dinamica è positiva (+1,6%) con una forte crescita dei prodotti intermedi (+5,5%). Nell'ultimo trimestre, la dinamica congiunturale dell'export verso i paesi extra Ue è lievemente positiva (0,2%), con le vendite di energia (-19,8%) in forte calo.Al netto della componente energetica, la crescita congiunturale dell'export nell'ultimo trimestre è più sostenuta (+1,4%) ed è trainata dalle vendite di beni di consumo (+3,8%) e di prodotti intermedi (+2,2%). Nello stesso periodo, la flessione congiunturale delle importazioni (-1,4%) è determinata dal forte calo dell'energia (-15,2%). Al netto dei prodotti energetici, si registra una rilevante espansione degli acquisti (+4,7%), particolarmente intensa per i beni di consumo (+5,5%) e i beni strumentali (+5,2%).Su base tendenziale, entrambi i flussi si confermano in diminuzione: più sostenuta per le importazioni (-8,5%) che per le esportazioni (- 3,5%).A gennaio 2015 si rileva un deficit commerciale di 234 milioni, in forte contrazione rispetto a quello dello stesso mese dell'anno precedente (-938 milioni). Il surplus dell'interscambio di prodotti non energetici (+2,2 miliardi) è tuttavia inferiore a quello registrato a gennaio 2014 +3,1 miliardi).Nel mese di gennaio 2015 gli Stati Uniti rappresentano il mercato di sbocco più dinamico (+24,4%). Le vendite verso Russia (-36,7%), MERCOSUR (-24,0%), SEAN (-12,8%) e Giappone (-12,7%) sono invece in marcata flessione. Le importazioni da Russia (-40,2%) e OPEC (-23,3%) sono in rilevante calo; in controtendenza risultano gli acquisti da Stati Uniti (+15,6%) e MERCOSUR (+13,9%). Secondo il brano quale dato si è rilevato nel mese di gennaio 2015 circa le esportazioni? |
| RISPOSTA   Commercio estero con i paesi extra UeA gennaio 2015 entrambi i flussi commerciali presentano una diminuzione rispetto al mese precedente, più marcata per le esportazioni (-2,4%) che per le importazioni (-0,4%).La flessione congiunturale delle vendite verso i paesi extra Ue è imputabile, in misura maggiore, all'energia (-18,5%) e ai beni strumentali (-2,7%). Soltanto le vendite di prodotti intermedi (+0,4%) sono in lieve espansione. Dal lato dell'import la flessione congiunturale è ascrivibile all'energia (-5,8%) e, in misura minore, ai beni strumentali (-3,2%). Al netto della componente energetica la dinamica è positiva (+1,6%) con una forte crescita dei prodotti intermedi (+5,5%). Nell'ultimo trimestre, la dinamica congiunturale dell'export verso i paesi extra Ue è lievemente positiva (0,2%), con le vendite di energia (-19,8%) in forte calo.Al netto della componente energetica, la crescita congiunturale dell'export nell'ultimo trimestre è più sostenuta (+1,4%) ed è trainata dalle vendite di beni di consumo (+3,8%) e di prodotti intermedi (+2,2%). Nello stesso periodo, la flessione congiunturale delle importazioni (-1,4%) è determinata dal forte calo dell'energia (-15,2%). Al netto dei prodotti energetici, si registra una rilevante espansione degli acquisti (+4,7%), particolarmente intensa per i beni di consumo (+5,5%) e i beni strumentali (+5,2%).Su base tendenziale, entrambi i flussi si confermano in diminuzione: più sostenuta per le importazioni (-8,5%) che per le esportazioni (- 3,5%).A gennaio 2015 si rileva un deficit commerciale di 234 milioni, in forte contrazione rispetto a quello dello stesso mese dell'anno precedente (-938 milioni). Il surplus dell'interscambio di prodotti non energetici (+2,2 miliardi) è tuttavia inferiore a quello registrato a gennaio 2014 +3,1 miliardi).Nel mese di gennaio 2015 gli Stati Uniti rappresentano il mercato di sbocco più dinamico (+24,4%). Le vendite verso Russia (-36,7%), MERCOSUR (-24,0%), SEAN (-12,8%) e Giappone (-12,7%) sono invece in marcata flessione. Le importazioni da Russia (-40,2%) e OPEC (-23,3%) sono in rilevante calo; in controtendenza risultano gli acquisti da Stati Uniti (+15,6%) e MERCOSUR (+13,9%). Secondo il brano la crescita congiunturale dell'export nell'ultimo trimestre è trainata principalmente dalle vendite: |
| RISPOSTA   Commercio estero con i paesi extra UeA gennaio 2015 entrambi i flussi commerciali presentano una diminuzione rispetto al mese precedente, più marcata per le esportazioni (-2,4%) che per le importazioni (-0,4%).La flessione congiunturale delle vendite verso i paesi extra Ue è imputabile, in misura maggiore, all'energia (-18,5%) e ai beni strumentali (-2,7%). Soltanto le vendite di prodotti intermedi (+0,4%) sono in lieve espansione. Dal lato dell'import la flessione congiunturale è ascrivibile all'energia (-5,8%) e, in misura minore, ai beni strumentali (-3,2%). Al netto della componente energetica la dinamica è positiva (+1,6%) con una forte crescita dei prodotti intermedi (+5,5%). Nell'ultimo trimestre, la dinamica congiunturale dell'export verso i paesi extra Ue è lievemente positiva (0,2%), con le vendite di energia (-19,8%) in forte calo.Al netto della componente energetica, la crescita congiunturale dell'export nell'ultimo trimestre è più sostenuta (+1,4%) ed è trainata dalle vendite di beni di consumo (+3,8%) e di prodotti intermedi (+2,2%). Nello stesso periodo, la flessione congiunturale delle importazioni (-1,4%) è determinata dal forte calo dell'energia (-15,2%). Al netto dei prodotti energetici, si registra una rilevante espansione degli acquisti (+4,7%), particolarmente intensa per i beni di consumo (+5,5%) e i beni strumentali (+5,2%).Su base tendenziale, entrambi i flussi si confermano in diminuzione: più sostenuta per le importazioni (-8,5%) che per le esportazioni (- 3,5%).A gennaio 2015 si rileva un deficit commerciale di 234 milioni, in forte contrazione rispetto a quello dello stesso mese dell'anno precedente (-938 milioni). Il surplus dell'interscambio di prodotti non energetici (+2,2 miliardi) è tuttavia inferiore a quello registrato a gennaio 2014 +3,1 miliardi).Nel mese di gennaio 2015 gli Stati Uniti rappresentano il mercato di sbocco più dinamico (+24,4%). Le vendite verso Russia (-36,7%), MERCOSUR (-24,0%), SEAN (-12,8%) e Giappone (-12,7%) sono invece in marcata flessione. Le importazioni da Russia (-40,2%) e OPEC (-23,3%) sono in rilevante calo; in controtendenza risultano gli acquisti da Stati Uniti (+15,6%) e MERCOSUR (+13,9%). Nell'ultimo trimestre si registra: 1) una flessione congiunturale delle importazioni determinata dal forte calo dell'energia; 2) una rilevante espansione degli acquisti, al netto dei prodotti energetici; 3) una espansione particolarmente intensa per i beni di consumo e i beni strumentali. Secondo il brano quali affermazioni risultano corrette? |
| RISPOSTA   Commercio estero con i paesi extra UeA gennaio 2015 entrambi i flussi commerciali presentano una diminuzione rispetto al mese precedente, più marcata per le esportazioni (-2,4%) che per le importazioni (-0,4%).La flessione congiunturale delle vendite verso i paesi extra Ue è imputabile, in misura maggiore, all'energia (-18,5%) e ai beni strumentali (-2,7%). Soltanto le vendite di prodotti intermedi (+0,4%) sono in lieve espansione. Dal lato dell'import la flessione congiunturale è ascrivibile all'energia (-5,8%) e, in misura minore, ai beni strumentali (-3,2%). Al netto della componente energetica la dinamica è positiva (+1,6%) con una forte crescita dei prodotti intermedi (+5,5%). Nell'ultimo trimestre, la dinamica congiunturale dell'export verso i paesi extra Ue è lievemente positiva (0,2%), con le vendite di energia (-19,8%) in forte calo.Al netto della componente energetica, la crescita congiunturale dell'export nell'ultimo trimestre è più sostenuta (+1,4%) ed è trainata dalle vendite di beni di consumo (+3,8%) e di prodotti intermedi (+2,2%). Nello stesso periodo, la flessione congiunturale delle importazioni (-1,4%) è determinata dal forte calo dell'energia (-15,2%). Al netto dei prodotti energetici, si registra una rilevante espansione degli acquisti (+4,7%), particolarmente intensa per i beni di consumo (+5,5%) e i beni strumentali (+5,2%).Su base tendenziale, entrambi i flussi si confermano in diminuzione: più sostenuta per le importazioni (-8,5%) che per le esportazioni (- 3,5%).A gennaio 2015 si rileva un deficit commerciale di 234 milioni, in forte contrazione rispetto a quello dello stesso mese dell'anno precedente (-938 milioni). Il surplus dell'interscambio di prodotti non energetici (+2,2 miliardi) è tuttavia inferiore a quello registrato a gennaio 2014 +3,1 miliardi).Nel mese di gennaio 2015 gli Stati Uniti rappresentano il mercato di sbocco più dinamico (+24,4%). Le vendite verso Russia (-36,7%), MERCOSUR (-24,0%), SEAN (-12,8%) e Giappone (-12,7%) sono invece in marcata flessione. Le importazioni da Russia (-40,2%) e OPEC (-23,3%) sono in rilevante calo; in controtendenza risultano gli acquisti da Stati Uniti (+15,6%) e MERCOSUR (+13,9%). Secondo il brano i flussi commerciali a gennaio 2015 rispetto al mese precedente presentano: |
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Commercio estero con i paesi extra UeA febbraio 2015, rispetto al mese precedente, entrambi i flussi commerciali presentano un incremento, più marcato per le esportazioni (+4,5%) che per le importazioni (+1,1%).La crescita congiunturale dell'export verso i paesi extra Ue è trainata dai beni strumentali (+13,7%) ed è dovuta in gran parte alla vendita di mezzi di navigazione marittima. Anche le vendite di beni di consumo durevoli (+5,5%) e di energia (+2,4%) sono in espansione rispetto al mese precedente.Il più contenuto incremento congiunturale dell'import è sostenuto dai beni strumentali (+9,5%), mentre energia (-1,6%) e prodotti intermedi (-0,4%) sono in debole riduzione.Nell'ultimo trimestre, la dinamica congiunturale dell'export verso i paesi extra Ue si conferma positiva (+1,5%) e investe tutti i raggruppamenti principali di beni, esclusa l'energia (-17,9%). Le vendite di prodotti intermedi sono in rilevante espansione (+3,7%). Nello stesso periodo, la flessione congiunturale dell'import (-3,5%) è da ascrivere all'energia (-19,1%). Al netto della componente energetica, le importazioni crescono del 3,1%.A febbraio 2015 si rileva una forte crescita tendenziale dell'export (+7,1%) determinata dai beni strumentali (+19,9%) e, in misura minore, dai prodotti intermedi (+4,6%). Le vendite di energia sono invece in forte calo (-23,9%). Al netto dei mezzi di navigazione marittima, l'incremento tendenziale dell'export è pari a +3,3%. Nel mese di febbraio 2015 le importazioni registrano una diminuzione tendenziale del 4,1%, determinata dalla marcata contrazione degli acquisti di energia (-32,7%). Al netto della componente energetica, gli acquisti dai paesi extra Ue sono in forte espansione (+10,4%).A febbraio 2015 l'avanzo commerciale è pari a 2.840 milioni di euro (+1.338 milioni a febbraio 2014). Il surplus nell'interscambio di prodotti non energetici è pari a 5,0 miliardi rispetto ai 4,7 miliardi di febbraio 2014. Nel mese di febbraio 2015, i mercati di sbocco più dinamici sono Stati Uniti (+49,3% che si riduce a +24,8% al netto dei mezzi di navigazione marittima) e Turchia (+10,7%), mentre le vendite verso Russia (-28,5%) e paesi MERCOSUR (-17,6%) sono in marcata flessione. Le importazioni da paesi OPEC (-24,7%) e Russia (-23,3%) sono in forte calo. Secondo il brano quale dato si è rilevato nel mese di febbraio 2015?