Tutte le domande del quiz : Ragionamento critico verbaletratto da:Regione Campania Quiz - 2175 posti a tempo indeterminato - Nuovi concorsi per 950 laureati e 1225 diplomati a tempo indeterminato presso vari enti della Regione Campania  Esercitati su questo Quiz  |
| RISPOSTA   Gli scettici sul riscaldamento del clima sono in piena euforia. Convinti di aver colto con le mani nella marmellata i profeti di sciagure e gli sciamani del riscaldamento globale. In pieno negoziato per non far fallire il vertice di dicembre a Copenhagen, lo scandalo dei dati ritoccati rivelato dal New York Times fa riesplodere la disputa pubblica sui danni veri o presunti causati dai gas serra alla sostenibilità climatica del pianeta. Gridano alla truffa i negazionisti, rispondono con uguale veemenza i teorici della responsabilità umana, invocando l'enorme quantità di dati a sostegno delle loro tesi. Qualche dubbio sulla qualità della ricerca rimane. Soprattutto ora, che centinaia di e-mail, rubate da pirati telematici dai computer della University of East Anglia, in Gran Bretagna, rivelano che autorevoli ricercatori e scienziati inglesi e americani hanno spesso «forzato» e in qualche caso alterato i dati in loro possesso, per combattere gli argomenti degli scettici, concordando vere e proprie strategie di comunicazione per convincere l'opinione pubblica. Non mancano nella corposa corrispondenza riferimenti derisori e insulti personali a quanti mettono in dubbio la tesi del riscaldamento globale, che uno degli autori delle mail definisce «idioti». «Questa non è una pistola fumante, è un fungo atomico », ha detto al quotidiano newyorkese Patrick Michaels, un esperto climatico che da tempo accusa il fronte del surriscaldamento di non produrre prove certe e dati convincenti a sostegno delle tesi catastrofiste. La scoperta dell'incursione è avvenuta martedì scorso, dopo che gli hackers erano penetrati nel server di un altro sito, un blog gestito dallo scienziato della Nasa Gavin Schmidt, dove hanno cominciato a scaricare i file degli scambi di posta elettronica tra questi e gli studiosi di East Anglia. Due giorni dopo, le prime mail hanno cominciato ad essere pubblicate su The Air Vent, un sito dedicato agli argomenti degli scettici. La polizia ha aperto un'indagine, anche se i primi dubbi sull'autenticità della posta sono stati sciolti dagli stessi scienziati anglo-americani, che hanno confermato di essere gli autori. L'incursione degli hackers: |
| RISPOSTA   Gli scettici sul riscaldamento del clima sono in piena euforia. Convinti di aver colto con le mani nella marmellata i profeti di sciagure e gli sciamani del riscaldamento globale. In pieno negoziato per non far fallire il vertice di dicembre a Copenhagen, lo scandalo dei dati ritoccati rivelato dal New York Times fa riesplodere la disputa pubblica sui danni veri o presunti causati dai gas serra alla sostenibilità climatica del pianeta. Gridano alla truffa i negazionisti, rispondono con uguale veemenza i teorici della responsabilità umana, invocando l'enorme quantità di dati a sostegno delle loro tesi. Qualche dubbio sulla qualità della ricerca rimane. Soprattutto ora, che centinaia di e-mail, rubate da pirati telematici dai computer della University of East Anglia, in Gran Bretagna, rivelano che autorevoli ricercatori e scienziati inglesi e americani hanno spesso «forzato» e in qualche caso alterato i dati in loro possesso, per combattere gli argomenti degli scettici, concordando vere e proprie strategie di comunicazione per convincere l'opinione pubblica. Non mancano nella corposa corrispondenza riferimenti derisori e insulti personali a quanti mettono in dubbio la tesi del riscaldamento globale, che uno degli autori delle mail definisce «idioti». «Questa non è una pistola fumante, è un fungo atomico », ha detto al quotidiano newyorkese Patrick Michaels, un esperto climatico che da tempo accusa il fronte del surriscaldamento di non produrre prove certe e dati convincenti a sostegno delle tesi catastrofiste. La scoperta dell'incursione è avvenuta martedì scorso, dopo che gli hackers erano penetrati nel server di un altro sito, un blog gestito dallo scienziato della Nasa Gavin Schmidt, dove hanno cominciato a scaricare i file degli scambi di posta elettronica tra questi e gli studiosi di East Anglia. Due giorni dopo, le prime mail hanno cominciato ad essere pubblicate su The Air Vent, un sito dedicato agli argomenti degli scettici. La polizia ha aperto un'indagine, anche se i primi dubbi sull'autenticità della posta sono stati sciolti dagli stessi scienziati anglo-americani, che hanno confermato di essere gli autori. Gli autori delle mail rubate: |
| RISPOSTA   Gli scettici sul riscaldamento del clima sono in piena euforia. Convinti di aver colto con le mani nella marmellata i profeti di sciagure e gli sciamani del riscaldamento globale. In pieno negoziato per non far fallire il vertice di dicembre a Copenhagen, lo scandalo dei dati ritoccati rivelato dal New York Times fa riesplodere la disputa pubblica sui danni veri o presunti causati dai gas serra alla sostenibilità climatica del pianeta. Gridano alla truffa i negazionisti, rispondono con uguale veemenza i teorici della responsabilità umana, invocando l'enorme quantità di dati a sostegno delle loro tesi. Qualche dubbio sulla qualità della ricerca rimane. Soprattutto ora, che centinaia di e-mail, rubate da pirati telematici dai computer della University of East Anglia, in Gran Bretagna, rivelano che autorevoli ricercatori e scienziati inglesi e americani hanno spesso «forzato» e in qualche caso alterato i dati in loro possesso, per combattere gli argomenti degli scettici, concordando vere e proprie strategie di comunicazione per convincere l'opinione pubblica. Non mancano nella corposa corrispondenza riferimenti derisori e insulti personali a quanti mettono in dubbio la tesi del riscaldamento globale, che uno degli autori delle mail definisce «idioti». «Questa non è una pistola fumante, è un fungo atomico », ha detto al quotidiano newyorkese Patrick Michaels, un esperto climatico che da tempo accusa il fronte del surriscaldamento di non produrre prove certe e dati convincenti a sostegno delle tesi catastrofiste. La scoperta dell'incursione è avvenuta martedì scorso, dopo che gli hackers erano penetrati nel server di un altro sito, un blog gestito dallo scienziato della Nasa Gavin Schmidt, dove hanno cominciato a scaricare i file degli scambi di posta elettronica tra questi e gli studiosi di East Anglia. Due giorni dopo, le prime mail hanno cominciato ad essere pubblicate su The Air Vent, un sito dedicato agli argomenti degli scettici. La polizia ha aperto un'indagine, anche se i primi dubbi sull'autenticità della posta sono stati sciolti dagli stessi scienziati anglo-americani, che hanno confermato di essere gli autori. Patrick Michaels: |
| RISPOSTA   Gli scettici sul riscaldamento del clima sono in piena euforia. Convinti di aver colto con le mani nella marmellata i profeti di sciagure e gli sciamani del riscaldamento globale. In pieno negoziato per non far fallire il vertice di dicembre a Copenhagen, lo scandalo dei dati ritoccati rivelato dal New York Times fa riesplodere la disputa pubblica sui danni veri o presunti causati dai gas serra alla sostenibilità climatica del pianeta. Gridano alla truffa i negazionisti, rispondono con uguale veemenza i teorici della responsabilità umana, invocando l'enorme quantità di dati a sostegno delle loro tesi. Qualche dubbio sulla qualità della ricerca rimane. Soprattutto ora, che centinaia di e-mail, rubate da pirati telematici dai computer della University of East Anglia, in Gran Bretagna, rivelano che autorevoli ricercatori e scienziati inglesi e americani hanno spesso «forzato» e in qualche caso alterato i dati in loro possesso, per combattere gli argomenti degli scettici, concordando vere e proprie strategie di comunicazione per convincere l'opinione pubblica. Non mancano nella corposa corrispondenza riferimenti derisori e insulti personali a quanti mettono in dubbio la tesi del riscaldamento globale, che uno degli autori delle mail definisce «idioti». «Questa non è una pistola fumante, è un fungo atomico », ha detto al quotidiano newyorkese Patrick Michaels, un esperto climatico che da tempo accusa il fronte del surriscaldamento di non produrre prove certe e dati convincenti a sostegno delle tesi catastrofiste. La scoperta dell'incursione è avvenuta martedì scorso, dopo che gli hackers erano penetrati nel server di un altro sito, un blog gestito dallo scienziato della Nasa Gavin Schmidt, dove hanno cominciato a scaricare i file degli scambi di posta elettronica tra questi e gli studiosi di East Anglia. Due giorni dopo, le prime mail hanno cominciato ad essere pubblicate su The Air Vent, un sito dedicato agli argomenti degli scettici. La polizia ha aperto un'indagine, anche se i primi dubbi sull'autenticità della posta sono stati sciolti dagli stessi scienziati anglo-americani, che hanno confermato di essere gli autori. La disputa sui gas serra: |
RISPOSTA   Gli scienziati hanno a lungo cercato di individuare nel cervello le zone responsabili della percezione dello scorrimento del tempo. L'impresa è riuscita a un gruppo congiunto di ricercatori del New Mexico. La percezione del tempo è fondamentale nella vita di tutti i giorni, e regola molte azioni in cui il tempismo è fondamentale, come la guida. Lo studio mostra che la percezione del tempo risiede in due aree del cervello: la corteccia parietale destra e i gangli basali. Gli scienziati avevano in realtà sospettato a lungo che i gangli basali potessero essere coinvolti nella percezione del tempo. In questa regione del cervello sono presenti infatti cellule nervose che trasmettono segnali attraverso la dopamina. Il numero di queste cellule si riduce fortemente nei pazienti affetti dal morbo di Parkinson, che spesso hanno anche problemi di percezione del tempo. La ricerca promette quindi di poter aiutare questi pazienti. Per questi studi è stata utilizzata una nuova tecnica di risonanza magnetica funzionale, che permette di individuare in ogni istante quali sono le zone del cervello più attive, osservando l'afflusso di sangue. Diciassette volontari adulti si sono sottoposti agli esperimenti, in cui l'attività del cervello veniva controllata mentre a loro veniva chiesto di percepire l'intervallo di tempo tra due note musicali identiche. Un secondo dopo la prima serie di note, i volontari ne udivano una seconda e dovevano valutare se l'intervallo era più lungo o più breve. In un secondo esperimento di controllo, agli stessi volontari è stato invece chiesto di concentrarsi sul tono delle note, senza prendere in considerazione la durata dell'intervallo. In questo modo è stato possibile identificare univocamente le aree responsabili di questo delicato compito del nostro cervello. Mediante una serie di esperimenti sulla percezione dello scorrimento del tempo: |
| RISPOSTA   Gli scienziati hanno a lungo cercato di individuare nel cervello le zone responsabili della percezione dello scorrimento del tempo. L'impresa è riuscita a un gruppo congiunto di ricercatori del New Mexico. La percezione del tempo è fondamentale nella vita di tutti i giorni, e regola molte azioni in cui il tempismo è fondamentale, come la guida. Lo studio mostra che la percezione del tempo risiede in due aree del cervello: la corteccia parietale destra e i gangli basali. Gli scienziati avevano in realtà sospettato a lungo che i gangli basali potessero essere coinvolti nella percezione del tempo. In questa regione del cervello sono presenti infatti cellule nervose che trasmettono segnali attraverso la dopamina. Il numero di queste cellule si riduce fortemente nei pazienti affetti dal morbo di Parkinson, che spesso hanno anche problemi di percezione del tempo. La ricerca promette quindi di poter aiutare questi pazienti. Per questi studi è stata utilizzata una nuova tecnica di risonanza magnetica funzionale, che permette di individuare in ogni istante quali sono le zone del cervello più attive, osservando l'afflusso di sangue. Diciassette volontari adulti si sono sottoposti agli esperimenti, in cui l'attività del cervello veniva controllata mentre a loro veniva chiesto di percepire l'intervallo di tempo tra due note musicali identiche. Un secondo dopo la prima serie di note, i volontari ne udivano una seconda e dovevano valutare se l'intervallo era più lungo o più breve. In un secondo esperimento di controllo, agli stessi volontari è stato invece chiesto di concentrarsi sul tono delle note, senza prendere in considerazione la durata dell'intervallo. In questo modo è stato possibile identificare univocamente le aree responsabili di questo delicato compito del nostro cervello. I pazienti affetti dal morbo di Parkinson: |
| RISPOSTA   Gli scienziati hanno a lungo cercato di individuare nel cervello le zone responsabili della percezione dello scorrimento del tempo. L'impresa è riuscita a un gruppo congiunto di ricercatori del New Mexico. La percezione del tempo è fondamentale nella vita di tutti i giorni, e regola molte azioni in cui il tempismo è fondamentale, come la guida. Lo studio mostra che la percezione del tempo risiede in due aree del cervello: la corteccia parietale destra e i gangli basali. Gli scienziati avevano in realtà sospettato a lungo che i gangli basali potessero essere coinvolti nella percezione del tempo. In questa regione del cervello sono presenti infatti cellule nervose che trasmettono segnali attraverso la dopamina. Il numero di queste cellule si riduce fortemente nei pazienti affetti dal morbo di Parkinson, che spesso hanno anche problemi di percezione del tempo. La ricerca promette quindi di poter aiutare questi pazienti. Per questi studi è stata utilizzata una nuova tecnica di risonanza magnetica funzionale, che permette di individuare in ogni istante quali sono le zone del cervello più attive, osservando l'afflusso di sangue. Diciassette volontari adulti si sono sottoposti agli esperimenti, in cui l'attività del cervello veniva controllata mentre a loro veniva chiesto di percepire l'intervallo di tempo tra due note musicali identiche. Un secondo dopo la prima serie di note, i volontari ne udivano una seconda e dovevano valutare se l'intervallo era più lungo o più breve. In un secondo esperimento di controllo, agli stessi volontari è stato invece chiesto di concentrarsi sul tono delle note, senza prendere in considerazione la durata dell'intervallo. In questo modo è stato possibile identificare univocamente le aree responsabili di questo delicato compito del nostro cervello. Gli scienziati hanno cercato di individuare nel cervello: |
| RISPOSTA   Gli scienziati hanno a lungo cercato di individuare nel cervello le zone responsabili della percezione dello scorrimento del tempo. L'impresa è riuscita a un gruppo congiunto di ricercatori del New Mexico. La percezione del tempo è fondamentale nella vita di tutti i giorni, e regola molte azioni in cui il tempismo è fondamentale, come la guida. Lo studio mostra che la percezione del tempo risiede in due aree del cervello: la corteccia parietale destra e i gangli basali. Gli scienziati avevano in realtà sospettato a lungo che i gangli basali potessero essere coinvolti nella percezione del tempo. In questa regione del cervello sono presenti infatti cellule nervose che trasmettono segnali attraverso la dopamina. Il numero di queste cellule si riduce fortemente nei pazienti affetti dal morbo di Parkinson, che spesso hanno anche problemi di percezione del tempo. La ricerca promette quindi di poter aiutare questi pazienti. Per questi studi è stata utilizzata una nuova tecnica di risonanza magnetica funzionale, che permette di individuare in ogni istante quali sono le zone del cervello più attive, osservando l'afflusso di sangue. Diciassette volontari adulti si sono sottoposti agli esperimenti, in cui l'attività del cervello veniva controllata mentre a loro veniva chiesto di percepire l'intervallo di tempo tra due note musicali identiche. Un secondo dopo la prima serie di note, i volontari ne udivano una seconda e dovevano valutare se l'intervallo era più lungo o più breve. In un secondo esperimento di controllo, agli stessi volontari è stato invece chiesto di concentrarsi sul tono delle note, senza prendere in considerazione la durata dell'intervallo. In questo modo è stato possibile identificare univocamente le aree responsabili di questo delicato compito del nostro cervello. La nuova tecnica della risonanza magnetica funzionale: |
| RISPOSTA   Gli scienziati hanno a lungo cercato di individuare nel cervello le zone responsabili della percezione dello scorrimento del tempo. L'impresa è riuscita a un gruppo congiunto di ricercatori del New Mexico. La percezione del tempo è fondamentale nella vita di tutti i giorni, e regola molte azioni in cui il tempismo è fondamentale, come la guida. Lo studio mostra che la percezione del tempo risiede in due aree del cervello: la corteccia parietale destra e i gangli basali. Gli scienziati avevano in realtà sospettato a lungo che i gangli basali potessero essere coinvolti nella percezione del tempo. In questa regione del cervello sono presenti infatti cellule nervose che trasmettono segnali attraverso la dopamina. Il numero di queste cellule si riduce fortemente nei pazienti affetti dal morbo di Parkinson, che spesso hanno anche problemi di percezione del tempo. La ricerca promette quindi di poter aiutare questi pazienti. Per questi studi è stata utilizzata una nuova tecnica di risonanza magnetica funzionale, che permette di individuare in ogni istante quali sono le zone del cervello più attive, osservando l'afflusso di sangue. Diciassette volontari adulti si sono sottoposti agli esperimenti, in cui l'attività del cervello veniva controllata mentre a loro veniva chiesto di percepire l'intervallo di tempo tra due note musicali identiche. Un secondo dopo la prima serie di note, i volontari ne udivano una seconda e dovevano valutare se l'intervallo era più lungo o più breve. In un secondo esperimento di controllo, agli stessi volontari è stato invece chiesto di concentrarsi sul tono delle note, senza prendere in considerazione la durata dell'intervallo. In questo modo è stato possibile identificare univocamente le aree responsabili di questo delicato compito del nostro cervello. Le persone che si sono sottoposte agli esperimenti sulla percezione del tempo erano: |
| RISPOSTA   Gli scienziati hanno a lungo cercato di individuare nel cervello le zone responsabili della percezione dello scorrimento del tempo. L'impresa è riuscita a un gruppo congiunto di ricercatori del New Mexico. La percezione del tempo è fondamentale nella vita di tutti i giorni, e regola molte azioni in cui il tempismo è fondamentale, come la guida. Lo studio mostra che la percezione del tempo risiede in due aree del cervello: la corteccia parietale destra e i gangli basali. Gli scienziati avevano in realtà sospettato a lungo che i gangli basali potessero essere coinvolti nella percezione del tempo. In questa regione del cervello sono presenti infatti cellule nervose che trasmettono segnali attraverso la dopamina. Il numero di queste cellule si riduce fortemente nei pazienti affetti dal morbo di Parkinson, che spesso hanno anche problemi di percezione del tempo. La ricerca promette quindi di poter aiutare questi pazienti. Per questi studi è stata utilizzata una nuova tecnica di risonanza magnetica funzionale, che permette di individuare in ogni istante quali sono le zone del cervello più attive, osservando l'afflusso di sangue. Diciassette volontari adulti si sono sottoposti agli esperimenti, in cui l'attività del cervello veniva controllata mentre a loro veniva chiesto di percepire l'intervallo di tempo tra due note musicali identiche. Un secondo dopo la prima serie di note, i volontari ne udivano una seconda e dovevano valutare se l'intervallo era più lungo o più breve. In un secondo esperimento di controllo, agli stessi volontari è stato invece chiesto di concentrarsi sul tono delle note, senza prendere in considerazione la durata dell'intervallo. In questo modo è stato possibile identificare univocamente le aree responsabili di questo delicato compito del nostro cervello. La percezione dello scorrimento del tempo: |
| RISPOSTA   Gli scienziati hanno a lungo cercato di individuare nel cervello le zone responsabili della percezione dello scorrimento del tempo. L'impresa è riuscita a un gruppo congiunto di ricercatori del New Mexico. La percezione del tempo è fondamentale nella vita di tutti i giorni, e regola molte azioni in cui il tempismo è fondamentale, come la guida. Lo studio mostra che la percezione del tempo risiede in due aree del cervello: la corteccia parietale destra e i gangli basali. Gli scienziati avevano in realtà sospettato a lungo che i gangli basali potessero essere coinvolti nella percezione del tempo. In questa regione del cervello sono presenti infatti cellule nervose che trasmettono segnali attraverso la dopamina. Il numero di queste cellule si riduce fortemente nei pazienti affetti dal morbo di Parkinson, che spesso hanno anche problemi di percezione del tempo. La ricerca promette quindi di poter aiutare questi pazienti. Per questi studi è stata utilizzata una nuova tecnica di risonanza magnetica funzionale, che permette di individuare in ogni istante quali sono le zone del cervello più attive, osservando l'afflusso di sangue. Diciassette volontari adulti si sono sottoposti agli esperimenti, in cui l'attività del cervello veniva controllata mentre a loro veniva chiesto di percepire l'intervallo di tempo tra due note musicali identiche. Un secondo dopo la prima serie di note, i volontari ne udivano una seconda e dovevano valutare se l'intervallo era più lungo o più breve. In un secondo esperimento di controllo, agli stessi volontari è stato invece chiesto di concentrarsi sul tono delle note, senza prendere in considerazione la durata dell'intervallo. In questo modo è stato possibile identificare univocamente le aree responsabili di questo delicato compito del nostro cervello. I gangli basali: |
| RISPOSTA   Gli scienziati hanno a lungo cercato di individuare nel cervello le zone responsabili della percezione dello scorrimento del tempo. L'impresa è riuscita a un gruppo congiunto di ricercatori del New Mexico. La percezione del tempo è fondamentale nella vita di tutti i giorni, e regola molte azioni in cui il tempismo è fondamentale, come la guida. Lo studio mostra che la percezione del tempo risiede in due aree del cervello: la corteccia parietale destra e i gangli basali. Gli scienziati avevano in realtà sospettato a lungo che i gangli basali potessero essere coinvolti nella percezione del tempo. In questa regione del cervello sono presenti infatti cellule nervose che trasmettono segnali attraverso la dopamina. Il numero di queste cellule si riduce fortemente nei pazienti affetti dal morbo di Parkinson, che spesso hanno anche problemi di percezione del tempo. La ricerca promette quindi di poter aiutare questi pazienti. Per questi studi è stata utilizzata una nuova tecnica di risonanza magnetica funzionale, che permette di individuare in ogni istante quali sono le zone del cervello più attive, osservando l'afflusso di sangue. Diciassette volontari adulti si sono sottoposti agli esperimenti, in cui l'attività del cervello veniva controllata mentre a loro veniva chiesto di percepire l'intervallo di tempo tra due note musicali identiche. Un secondo dopo la prima serie di note, i volontari ne udivano una seconda e dovevano valutare se l'intervallo era più lungo o più breve. In un secondo esperimento di controllo, agli stessi volontari è stato invece chiesto di concentrarsi sul tono delle note, senza prendere in considerazione la durata dell'intervallo. In questo modo è stato possibile identificare univocamente le aree responsabili di questo delicato compito del nostro cervello. Ai soggetti sperimentali è stato chiesto: |
| RISPOSTA   Guerra Europa-Stati Uniti sulla carne agli ormoni e tensioni transatlantiche sulle biotecnologie sono solo alcuni dei più temibili conflitti commerciali, dentro e fuori l'Unione europea, che sono ormai appesi al filo dei pareri scientifici: opinioni che possono scatenare tensioni politiche internazionali e orientare milioni di consumatori, sempre più attenti a scansare ogni barlume di rischio sul terreno della sicurezza alimentare. E' proprio per dare maggiore autorevolezza ai pareri scientifici e più sicurezza agli europei nei supermarket, che si auspica il varo di una vera e propria agenzia alimentare. Sono stati gli scienziati europei a presentare un identikit di come si dovrebbe strutturare la nuova agenzia, o, come hanno preferito chiamarla, la nuova Authority per l'alimentazione e la salute. Essa dovrebbe essere un organo indipendente, che mantiene autonomia di giudizio, ma anche uno stretto contatto con gli altri organi istituzionali europei. Si auspica il varo di un'Authority per l'alimentazione e la salute: |
RISPOSTA   Guerra Europa-Stati Uniti sulla carne agli ormoni e tensioni transatlantiche sulle biotecnologie sono solo alcuni dei più temibili conflitti commerciali, dentro e fuori l'Unione europea, che sono ormai appesi al filo dei pareri scientifici: opinioni che possono scatenare tensioni politiche internazionali e orientare milioni di consumatori, sempre più attenti a scansare ogni barlume di rischio sul terreno della sicurezza alimentare. E' proprio per dare maggiore autorevolezza ai pareri scientifici e più sicurezza agli europei nei supermarket, che si auspica il varo di una vera e propria agenzia alimentare. Sono stati gli scienziati europei a presentare un identikit di come si dovrebbe strutturare la nuova agenzia, o, come hanno preferito chiamarla, la nuova Authority per l'alimentazione e la salute. Essa dovrebbe essere un organo indipendente, che mantiene autonomia di giudizio, ma anche uno stretto contatto con gli altri organi istituzionali europei. La nuova Authority per l'alimentazione e la salute: |
| RISPOSTA   Guerra Europa-Stati Uniti sulla carne agli ormoni e tensioni transatlantiche sulle biotecnologie sono solo alcuni dei più temibili conflitti commerciali, dentro e fuori l'Unione europea, che sono ormai appesi al filo dei pareri scientifici: opinioni che possono scatenare tensioni politiche internazionali e orientare milioni di consumatori, sempre più attenti a scansare ogni barlume di rischio sul terreno della sicurezza alimentare. E' proprio per dare maggiore autorevolezza ai pareri scientifici e più sicurezza agli europei nei supermarket, che si auspica il varo di una vera e propria agenzia alimentare. Sono stati gli scienziati europei a presentare un identikit di come si dovrebbe strutturare la nuova agenzia, o, come hanno preferito chiamarla, la nuova Authority per l'alimentazione e la salute. Essa dovrebbe essere un organo indipendente, che mantiene autonomia di giudizio, ma anche uno stretto contatto con gli altri organi istituzionali europei. Una vera e propria agenzia alimentare: |
| RISPOSTA   Guerra Europa-Stati Uniti sulla carne agli ormoni e tensioni transatlantiche sulle biotecnologie sono solo alcuni dei più temibili conflitti commerciali, dentro e fuori l'Unione europea, che sono ormai appesi al filo dei pareri scientifici: opinioni che possono scatenare tensioni politiche internazionali e orientare milioni di consumatori, sempre più attenti a scansare ogni barlume di rischio sul terreno della sicurezza alimentare. E' proprio per dare maggiore autorevolezza ai pareri scientifici e più sicurezza agli europei nei supermarket, che si auspica il varo di una vera e propria agenzia alimentare. Sono stati gli scienziati europei a presentare un identikit di come si dovrebbe strutturare la nuova agenzia, o, come hanno preferito chiamarla, la nuova Authority per l'alimentazione e la salute. Essa dovrebbe essere un organo indipendente, che mantiene autonomia di giudizio, ma anche uno stretto contatto con gli altri organi istituzionali europei. Gli scienziati europei: |
| RISPOSTA   Guerra Europa-Stati Uniti sulla carne agli ormoni e tensioni transatlantiche sulle biotecnologie sono solo alcuni dei più temibili conflitti commerciali, dentro e fuori l'Unione europea, che sono ormai appesi al filo dei pareri scientifici: opinioni che possono scatenare tensioni politiche internazionali e orientare milioni di consumatori, sempre più attenti a scansare ogni barlume di rischio sul terreno della sicurezza alimentare. E' proprio per dare maggiore autorevolezza ai pareri scientifici e più sicurezza agli europei nei supermarket, che si auspica il varo di una vera e propria agenzia alimentare. Sono stati gli scienziati europei a presentare un identikit di come si dovrebbe strutturare la nuova agenzia, o, come hanno preferito chiamarla, la nuova Authority per l'alimentazione e la salute. Essa dovrebbe essere un organo indipendente, che mantiene autonomia di giudizio, ma anche uno stretto contatto con gli altri organi istituzionali europei. Per orientare le scelte alimentari dei consumatori: |
| RISPOSTA   Guerra Europa-Stati Uniti sulla carne agli ormoni e tensioni transatlantiche sulle biotecnologie sono solo alcuni dei più temibili conflitti commerciali, dentro e fuori l'Unione europea, che sono ormai appesi al filo dei pareri scientifici: opinioni che possono scatenare tensioni politiche internazionali e orientare milioni di consumatori, sempre più attenti a scansare ogni barlume di rischio sul terreno della sicurezza alimentare. E' proprio per dare maggiore autorevolezza ai pareri scientifici e più sicurezza agli europei nei supermarket, che si auspica il varo di una vera e propria agenzia alimentare. Sono stati gli scienziati europei a presentare un identikit di come si dovrebbe strutturare la nuova agenzia, o, come hanno preferito chiamarla, la nuova Authority per l'alimentazione e la salute. Essa dovrebbe essere un organo indipendente, che mantiene autonomia di giudizio, ma anche uno stretto contatto con gli altri organi istituzionali europei. Milioni di consumatori sono sempre più attenti: |
| RISPOSTA   Guerra Europa-Stati Uniti sulla carne agli ormoni e tensioni transatlantiche sulle biotecnologie sono solo alcuni dei più temibili conflitti commerciali, dentro e fuori l'Unione europea, che sono ormai appesi al filo dei pareri scientifici: opinioni che possono scatenare tensioni politiche internazionali e orientare milioni di consumatori, sempre più attenti a scansare ogni barlume di rischio sul terreno della sicurezza alimentare. E' proprio per dare maggiore autorevolezza ai pareri scientifici e più sicurezza agli europei nei supermarket, che si auspica il varo di una vera e propria agenzia alimentare. Sono stati gli scienziati europei a presentare un identikit di come si dovrebbe strutturare la nuova agenzia, o, come hanno preferito chiamarla, la nuova Authority per l'alimentazione e la salute. Essa dovrebbe essere un organo indipendente, che mantiene autonomia di giudizio, ma anche uno stretto contatto con gli altri organi istituzionali europei. I pareri scientifici sul terreno della sicurezza alimentare: |
| RISPOSTA   Guerra Europa-Stati Uniti sulla carne agli ormoni e tensioni transatlantiche sulle biotecnologie sono solo alcuni dei più temibili conflitti commerciali, dentro e fuori l'Unione europea, che sono ormai appesi al filo dei pareri scientifici: opinioni che possono scatenare tensioni politiche internazionali e orientare milioni di consumatori, sempre più attenti a scansare ogni barlume di rischio sul terreno della sicurezza alimentare. E' proprio per dare maggiore autorevolezza ai pareri scientifici e più sicurezza agli europei nei supermarket, che si auspica il varo di una vera e propria agenzia alimentare. Sono stati gli scienziati europei a presentare un identikit di come si dovrebbe strutturare la nuova agenzia, o, come hanno preferito chiamarla, la nuova Authority per l'alimentazione e la salute. Essa dovrebbe essere un organo indipendente, che mantiene autonomia di giudizio, ma anche uno stretto contatto con gli altri organi istituzionali europei. La nuova agenzia che si occuperà della sicurezza alimentare: |
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Gli scienziati hanno a lungo cercato di individuare nel cervello le zone responsabili della percezione dello scorrimento del tempo. L'impresa è riuscita a un gruppo congiunto di ricercatori del New Mexico. La percezione del tempo è fondamentale nella vita di tutti i giorni, e regola molte azioni in cui il tempismo è fondamentale, come la guida. Lo studio mostra che la percezione del tempo risiede in due aree del cervello: la corteccia parietale destra e i gangli basali. Gli scienziati avevano in realtà sospettato a lungo che i gangli basali potessero essere coinvolti nella percezione del tempo. In questa regione del cervello sono presenti infatti cellule nervose che trasmettono segnali attraverso la dopamina. Il numero di queste cellule si riduce fortemente nei pazienti affetti dal morbo di Parkinson, che spesso hanno anche problemi di percezione del tempo. La ricerca promette quindi di poter aiutare questi pazienti. Per questi studi è stata utilizzata una nuova tecnica di risonanza magnetica funzionale, che permette di individuare in ogni istante quali sono le zone del cervello più attive, osservando l'afflusso di sangue. Diciassette volontari adulti si sono sottoposti agli esperimenti, in cui l'attività del cervello veniva controllata mentre a loro veniva chiesto di percepire l'intervallo di tempo tra due note musicali identiche. Un secondo dopo la prima serie di note, i volontari ne udivano una seconda e dovevano valutare se l'intervallo era più lungo o più breve. In un secondo esperimento di controllo, agli stessi volontari è stato invece chiesto di concentrarsi sul tono delle note, senza prendere in considerazione la durata dell'intervallo. In questo modo è stato possibile identificare univocamente le aree responsabili di questo delicato compito del nostro cervello. Mediante una serie di esperimenti sulla percezione dello scorrimento del tempo: