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Tutte le domande del quiz : Brani lunghi

tratto da:
Esercito Italiano
Quiz - Concorso per l'ammissione al 197° corso dell'Accademia Militare dell'Esercito - Anno accademico 2015/2016



 Esercitati su questo Quiz 

RISPOSTA   Domanda difficile Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente oimplicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.  Soltanto i giovani hanno momenti del genere. Non dico i più giovani. No. Quando si è molto giovani, a dirla esatta, non vi sono momenti. È privilegio della prima gioventù vivere d'anticipo sul tempo a venire, in un flusso ininterrotto di belle speranze che non conosce soste o attimi di riflessione.Ci si chiude alle spalle il cancelletto dell'infanzia, e si entra in un giardino d'incanti. Persino la penombra brilla di promesse. A ogni svolta il sentiero ha le sue seduzioni. E non perché sia questo un paese inesplorato. Lo sappiamo bene che l'umanità tutta è passata di lì. È piuttosto l'incanto dell'universale esperienza, da cui ci aspettiamo emozioni non ordinarie o personali, qualcosa che sia solo nostro.Si va avanti ritrovando i solchi lasciati dai nostri predecessori, eccitati, divertiti, facendo tutt'un fascio di buona e cattiva sorte - zuccherini e batoste, si può dire - il pittoresco lascito assegnato a tutti, che tante cose riserba a chi ne avrà i meriti, o forse a chi avrà fortuna. Già. Si va avanti. E anche il tempo va, fino a quando innanzi a noi si profila una linea d'ombra, ad avvertirci che bisogna dIre addio anche al paese della gioventù.Questo è il periodo della vita in cui è più facile sopraggiungano i momenti che ho detto. Che momenti? Be', momenti di noia, di stanchezza, d'insoddisfazione. Momenti d'avventatezza. Voglio dire momenti in cui, chi è ancora giovane, si trova a commettere azioni avventate, come ad esempio sposarsi all'improvviso o abbandonare senza un motivo un posto di lavoro.Questa non è la storia di un matrimonio. Non mi andò poi così male. Per quanto avventata, la mia azione fu piuttosto qualcosa come un divorzio, quasi una diserzione. Senz'alcuna ragione comprensibile alla luce del buon senso, abbandonai il posto di lavoro - sbaraccai la mia cuccetta - lasciai una nave di cui il peggio che si poteva dire è che era una nave a vapore, e dunque forse non degna della cieca lealtà che... Ma è inutile adesso voler abbellire ciò che io stesso all'epoca sospettai fosse soltanto un capriccio.Fu in un porto d'Oriente. D'Oriente era la nave, in quanto apparteneva a quel porto. Commerciava tra le scure isole d'un mare azzurro solcato da scogliere, col rosso vessillo mercantile sulla corona di poppa, e sull'albero maestro una bandiera di compagnia, parimenti rossa, ma con orlo verde e bianca mezzaluna al centro. Infatti il suo armatore era un arabo, e per giunta un capo. Da cui il verde orlo della bandiera. Era costui il capo di una grande casata di Arabi degli Stretti, ma a Est del canale di Suez non si trovava suddito più fedele del composito impero britannico. La politica mondiale non lo toccava né punto né poco, godendo egli bensì d'un forte e oscuro potere tra la sua gente.Ma poco a noi importava chi fosse l'armatore di quella nave. Egli aveva dovuto impiegare dei bianchi al suo servizio, per i compiti di navigazione, e molti di questi si erano congedati senza averlo visto manco una volta. Io stesso lo vidi una volta soltanto, del tutto casualmente su un molo: un vecchietto scuro, cieco d'un occhio, con candida casacca e pantofole gialle. Una folla di pellegrini malesi, cui aveva concesso favori in forma di cibo o denaro, si lanciava a baciargli la mano. Mi dissero che spandeva le sue elemosine a destra e a manca, fino a coprire quasi tutto l'Arcipelago. Infatti non è forse scritto che "L'uomo caritatevole è amico di Allah"?Ottimo (e pittoresco) armatore con cui si poteva star tranquilli, ottima nave scozzese - perché tale era dalla chiglia in su - ottima imbarcazione, facile da tener pulita, maneggevole sotto ogni aspetto, e salvo per la faccenda della propulsione a vapore, degna d'affetto in modo assoluto, ancora oggi la venero con profondo rispetto per la sua memoria. Quanto al genere di commerci cui era adibita e ai miei compagni, se un mago benefico mi avesse concesso di scegliere una vita e degli uomini di mio gradimento, non avrebbe potuto toccarmi di meglio.E all'improvviso abbandonai tutto questo. L'abbandonai alla maniera di un uccello che, senza logica per noi, se ne va da un comodo ramo. Fu come se, pur senza rendermene conto, avessi udito un sussurro o visto qualcosa. (Joseph Conrad, "La linea d'ombra", Mondadori) In base a quanto riportato nel brano, che cosa NON si può dire dell'armatore?
RISPOSTA   Domanda difficile Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente oimplicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.  Sul sito dell'Fbi la foto di Osama Bin Laden compare ancora con la scritta su sfondo rosso “deceduto”; adesso gli uomini da prendere sono un centinaio, divisi in undici liste: la prima elenca i criminali più pericolosi, l'ultima quelli che hanno commesso reati finanziari. Nelle ore dell'allerta attentati - lunedì il ministro dell'Interno Maroni ha detto che il rischio è alto, martedì il capo della polizia Manganelli ha elevato i livelli di sicurezza, mercoledì il premier Berlusconi ha riconosciuto che “tutti i Paesi democratici temono ritorsioni” - la lista più importante è quella dei terroristi.Il ministro della Giustizia americano Eric Holder ha detto che, con il materiale sequestrato nella casa di Bin Laden ad Abbottabad, gli Stati Uniti aggiorneranno nelle prossime ore la lista dei più ricercati aggiungendo una serie di nomi alle vecchie conoscenze. (Angela Manganaro - Il Sole 24 Ore) I criminali ricercati:
RISPOSTA   Domanda di media difficoltà Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente oimplicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.  Tutto concentrato sulla negatività assoluta della condizione umana è il Canto notturno di un pastore errante dell'Asia, in cui il pessimismo di Leopardi si afferma nel suo nucleo più semplice e cristallino, liberato da ogni riferimento a dati storici e a eventi personali. Il canto è affidato a uno dei pastori dell'Asia centrale che, come Leopardi aveva letto in una rivista francese "passano la notte seduti su una pietra a guardare la luna e a improvvisare parole piuttosto tristi su arie che lo sono altrettanto": esso vuole essere così una prova di poesia originaria, prodotta dal colloquio diretto con l'astro lunare, nella solitudine notturna, di una voce non segnata da alcun carattere sociale o storico, espressione di una pura e primitiva essenza "umana". Si susseguono insistenti le domande sul senso dei processi naturali, che chiamano in causa un sapere e un potere ignoti, incommensurabili con la debolezza e l'infelicità dell'uomo, condannato a percorrere un viaggio insensato in un universo indifferente e nemico; ma questo inquieto interrogare è animato anche da un'intensa ricerca di comunicazione con la natura virginea e femminile della luna, con la sua translucida purezza, indifferente ma dolce: c'è come una spinta appassionata a superare la distanza che separa il pastore dall'enigmatico astro, a scoprire un improvviso, affettuoso significato in un universo che tutti i segni rivelano privo di senso.Ma non ci sono risposte, e resiste solo il "tedio", che assale l'uomo anche quando è privo di sofferenze e di desideri, mentre gli animali appaiono sereni nella loro incoscienza: l'ipotesi, appena accennata, che esistano condizioni più felici di quella dell'uomo, è alla fine annullata da quella - più credibile - dell'infelicità universale ("è funesto a chi nasce il dì natale"). (Da: G. Ferroni, "Profilo storico della letteratura italiana") Secondo quanto descritto nel brano, nel “Canto notturno di un pastore errante dell'Asia” lo sguardo che Leopardi getta sulla condizione umana è:
RISPOSTA   Domanda difficile Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente oimplicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.  Una giovane numeraria, nella penombra della sua stanza, si frusta ripetutamente con violenza, e nello stesso momento un gruppo di banchieri nei loro eleganti gessati grigi si stringono attorno a una tomba, in una cripta sotterranea, per saldare con la preghiera il loro patto indissolubile. In un'altra parte del mondo, un ragazzo che ha compiuto la stessa scelta di vita stringe attorno alla propria coscia un cilicio di metallo le cui punte gli trafiggono la carne, e nello stesso istante, in una cerimonia con capi di Stato e di governo, ministri e intellettuali, industriali e finanzieri tra i presenti, un discusso sacerdote spagnolo di nome Josemarìa Escrivà de Balaguer viene fatto santo.In queste immagini così forti e contraddittorie sta tutto il mistero di una realtà che, come un miraggio che appare e scompare, si sottrae alla definizione e all'indagine. Un mondo per molti aspetti sotterraneo, quasi una dimensione parallela, che si affianca a quella conosciuta e visibile. L'Opus Dei, infatti, è segreta come «una setta», eppure alla luce del sole; è misteriosa nei suoi rituali, ma dotata persino di un proprio sito Internet entra, attraverso i suoi uomini, nell'attività di banche, industrie, partiti politici, sebbene sia dedita a opere di carità; viene spesso chiamata in causa quando si verificano clamorosi crac finanziari, tuttavia è sempre in sella quando è di scena il grande capitale. Ottantacinquemila membri in tutto il mondo. Fondata dal sacerdote spagnolo Escrivà de Balaguer nel 1928 e diventata Prelatura personale nel 1983. Una straordinaria capacità di penetrazione negli ambienti che contano, non solo in Europa. Anche negli Stati Uniti, in America Latina e addirittura in India l'Opera va conquistando spazi importanti nei settori strategici della società: economia, mass media, finanza, industria, politica, ricerca scientifica, organizzazioni internazionali. E attraverso una visione del mondo tecnocratica e conservatrice sta letteralmente rivoluzionando una parte sempre più consistente del mondo cattolico. Il successo avuto in particolare negli ultimi venticinque anni è impressionante. Sostenuta con forza da papa Wojtyla - che ha avuto un ruolo centrale nell'ottenimento da parte dell'Opus Dei della Prelatura personale, lo status giuridico che ne fa una "Chiesa nella Chiesa" - l'Opera ha contribuito in maniera decisiva a esprimere anche il nuovo pontefice, Joseph Ratzinger. (da: F. Pinotti, “Opus Dei segreta”, Rizzoli, 2011) Quale delle seguenti affermazioni NON è deducibile dal brano?
RISPOSTA   Domanda difficile Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente oimplicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.  Una giovane numeraria, nella penombra della sua stanza, si frusta ripetutamente con violenza, e nello stesso momento un gruppo di banchieri nei loro eleganti gessati grigi si stringono attorno a una tomba, in una cripta sotterranea, per saldare con la preghiera il loro patto indissolubile. In un'altra parte del mondo, un ragazzo che ha compiuto la stessa scelta di vita stringe attorno alla propria coscia un cilicio di metallo le cui punte gli trafiggono la carne, e nello stesso istante, in una cerimonia con capi di Stato e di governo, ministri e intellettuali, industriali e finanzieri tra i presenti, un discusso sacerdote spagnolo di nome Josemarìa Escrivà de Balaguer viene fatto santo.In queste immagini così forti e contraddittorie sta tutto il mistero di una realtà che, come un miraggio che appare e scompare, si sottrae alla definizione e all'indagine. Un mondo per molti aspetti sotterraneo, quasi una dimensione parallela, che si affianca a quella conosciuta e visibile. L'Opus Dei, infatti, è segreta come «una setta», eppure alla luce del sole; è misteriosa nei suoi rituali, ma dotata persino di un proprio sito Internet entra, attraverso i suoi uomini, nell'attività di banche, industrie, partiti politici, sebbene sia dedita a opere di carità; viene spesso chiamata in causa quando si verificano clamorosi crac finanziari, tuttavia è sempre in sella quando è di scena il grande capitale. Ottantacinquemila membri in tutto il mondo. Fondata dal sacerdote spagnolo Escrivà de Balaguer nel 1928 e diventata Prelatura personale nel 1983. Una straordinaria capacità di penetrazione negli ambienti che contano, non solo in Europa. Anche negli Stati Uniti, in America Latina e addirittura in India l'Opera va conquistando spazi importanti nei settori strategici della società: economia, mass media, finanza, industria, politica, ricerca scientifica, organizzazioni internazionali. E attraverso una visione del mondo tecnocratica e conservatrice sta letteralmente rivoluzionando una parte sempre più consistente del mondo cattolico. Il successo avuto in particolare negli ultimi venticinque anni è impressionante. Sostenuta con forza da papa Wojtyla - che ha avuto un ruolo centrale nell'ottenimento da parte dell'Opus Dei della Prelatura personale, lo status giuridico che ne fa una "Chiesa nella Chiesa" - l'Opera ha contribuito in maniera decisiva a esprimere anche il nuovo pontefice, Joseph Ratzinger. (da: F. Pinotti, “Opus Dei segreta”, Rizzoli, 2011) L'Opus Dei è:
RISPOSTA   Domanda difficile Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente oimplicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.  Una giovane numeraria, nella penombra della sua stanza, si frusta ripetutamente con violenza, e nello stesso momento un gruppo di banchieri nei loro eleganti gessati grigi si stringono attorno a una tomba, in una cripta sotterranea, per saldare con la preghiera il loro patto indissolubile. In un'altra parte del mondo, un ragazzo che ha compiuto la stessa scelta di vita stringe attorno alla propria coscia un cilicio di metallo le cui punte gli trafiggono la carne, e nello stesso istante, in una cerimonia con capi di Stato e di governo, ministri e intellettuali, industriali e finanzieri tra i presenti, un discusso sacerdote spagnolo di nome Josemarìa Escrivà de Balaguer viene fatto santo.In queste immagini così forti e contraddittorie sta tutto il mistero di una realtà che, come un miraggio che appare e scompare, si sottrae alla definizione e all'indagine. Un mondo per molti aspetti sotterraneo, quasi una dimensione parallela, che si affianca a quella conosciuta e visibile. L'Opus Dei, infatti, è segreta come «una setta», eppure alla luce del sole; è misteriosa nei suoi rituali, ma dotata persino di un proprio sito Internet entra, attraverso i suoi uomini, nell'attività di banche, industrie, partiti politici, sebbene sia dedita a opere di carità; viene spesso chiamata in causa quando si verificano clamorosi crac finanziari, tuttavia è sempre in sella quando è di scena il grande capitale. Ottantacinquemila membri in tutto il mondo. Fondata dal sacerdote spagnolo Escrivà de Balaguer nel 1928 e diventata Prelatura personale nel 1983. Una straordinaria capacità di penetrazione negli ambienti che contano, non solo in Europa. Anche negli Stati Uniti, in America Latina e addirittura in India l'Opera va conquistando spazi importanti nei settori strategici della società: economia, mass media, finanza, industria, politica, ricerca scientifica, organizzazioni internazionali. E attraverso una visione del mondo tecnocratica e conservatrice sta letteralmente rivoluzionando una parte sempre più consistente del mondo cattolico. Il successo avuto in particolare negli ultimi venticinque anni è impressionante. Sostenuta con forza da papa Wojtyla - che ha avuto un ruolo centrale nell'ottenimento da parte dell'Opus Dei della Prelatura personale, lo status giuridico che ne fa una "Chiesa nella Chiesa" - l'Opera ha contribuito in maniera decisiva a esprimere anche il nuovo pontefice, Joseph Ratzinger. (da: F. Pinotti, “Opus Dei segreta”, Rizzoli, 2011) Nel primo paragrafo del brano l'autore, descrivendo diverse scene, vuole:
RISPOSTA   Domanda difficile Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente oimplicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.  Una giovane numeraria, nella penombra della sua stanza, si frusta ripetutamente con violenza, e nello stesso momento un gruppo di banchieri nei loro eleganti gessati grigi si stringono attorno a una tomba, in una cripta sotterranea, per saldare con la preghiera il loro patto indissolubile. In un'altra parte del mondo, un ragazzo che ha compiuto la stessa scelta di vita stringe attorno alla propria coscia un cilicio di metallo le cui punte gli trafiggono la carne, e nello stesso istante, in una cerimonia con capi di Stato e di governo, ministri e intellettuali, industriali e finanzieri tra i presenti, un discusso sacerdote spagnolo di nome Josemarìa Escrivà de Balaguer viene fatto santo.In queste immagini così forti e contraddittorie sta tutto il mistero di una realtà che, come un miraggio che appare e scompare, si sottrae alla definizione e all'indagine. Un mondo per molti aspetti sotterraneo, quasi una dimensione parallela, che si affianca a quella conosciuta e visibile. L'Opus Dei, infatti, è segreta come «una setta», eppure alla luce del sole; è misteriosa nei suoi rituali, ma dotata persino di un proprio sito Internet entra, attraverso i suoi uomini, nell'attività di banche, industrie, partiti politici, sebbene sia dedita a opere di carità; viene spesso chiamata in causa quando si verificano clamorosi crac finanziari, tuttavia è sempre in sella quando è di scena il grande capitale. Ottantacinquemila membri in tutto il mondo. Fondata dal sacerdote spagnolo Escrivà de Balaguer nel 1928 e diventata Prelatura personale nel 1983. Una straordinaria capacità di penetrazione negli ambienti che contano, non solo in Europa. Anche negli Stati Uniti, in America Latina e addirittura in India l'Opera va conquistando spazi importanti nei settori strategici della società: economia, mass media, finanza, industria, politica, ricerca scientifica, organizzazioni internazionali. E attraverso una visione del mondo tecnocratica e conservatrice sta letteralmente rivoluzionando una parte sempre più consistente del mondo cattolico. Il successo avuto in particolare negli ultimi venticinque anni è impressionante. Sostenuta con forza da papa Wojtyla - che ha avuto un ruolo centrale nell'ottenimento da parte dell'Opus Dei della Prelatura personale, lo status giuridico che ne fa una "Chiesa nella Chiesa" - l'Opera ha contribuito in maniera decisiva a esprimere anche il nuovo pontefice, Joseph Ratzinger. (da: F. Pinotti, “Opus Dei segreta”, Rizzoli, 2011) Con l'espressione “si sottrae alla definizione e all'indagine” l'autore del brano si riferisce:
RISPOSTA    Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente oimplicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.  Una giovane numeraria, nella penombra della sua stanza, si frusta ripetutamente con violenza, e nello stesso momento un gruppo di banchieri nei loro eleganti gessati grigi si stringono attorno a una tomba, in una cripta sotterranea, per saldare con la preghiera il loro patto indissolubile. In un'altra parte del mondo, un ragazzo che ha compiuto la stessa scelta di vita stringe attorno alla propria coscia un cilicio di metallo le cui punte gli trafiggono la carne, e nello stesso istante, in una cerimonia con capi di Stato e di governo, ministri e intellettuali, industriali e finanzieri tra i presenti, un discusso sacerdote spagnolo di nome Josemarìa Escrivà de Balaguer viene fatto santo.In queste immagini così forti e contraddittorie sta tutto il mistero di una realtà che, come un miraggio che appare e scompare, si sottrae alla definizione e all'indagine. Un mondo per molti aspetti sotterraneo, quasi una dimensione parallela, che si affianca a quella conosciuta e visibile. L'Opus Dei, infatti, è segreta come «una setta», eppure alla luce del sole; è misteriosa nei suoi rituali, ma dotata persino di un proprio sito Internet entra, attraverso i suoi uomini, nell'attività di banche, industrie, partiti politici, sebbene sia dedita a opere di carità; viene spesso chiamata in causa quando si verificano clamorosi crac finanziari, tuttavia è sempre in sella quando è di scena il grande capitale. Ottantacinquemila membri in tutto il mondo. Fondata dal sacerdote spagnolo Escrivà de Balaguer nel 1928 e diventata Prelatura personale nel 1983. Una straordinaria capacità di penetrazione negli ambienti che contano, non solo in Europa. Anche negli Stati Uniti, in America Latina e addirittura in India l'Opera va conquistando spazi importanti nei settori strategici della società: economia, mass media, finanza, industria, politica, ricerca scientifica, organizzazioni internazionali. E attraverso una visione del mondo tecnocratica e conservatrice sta letteralmente rivoluzionando una parte sempre più consistente del mondo cattolico. Il successo avuto in particolare negli ultimi venticinque anni è impressionante. Sostenuta con forza da papa Wojtyla - che ha avuto un ruolo centrale nell'ottenimento da parte dell'Opus Dei della Prelatura personale, lo status giuridico che ne fa una "Chiesa nella Chiesa" - l'Opera ha contribuito in maniera decisiva a esprimere anche il nuovo pontefice, Joseph Ratzinger. (da: F. Pinotti, “Opus Dei segreta”, Rizzoli, 2011) Escrivà de Balaguer NON:
RISPOSTA    Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente oimplicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.  Uscita esangue e traumatizzata da trent'anni di guerra, la Cambogia cerca oggi di ricostruirsi. I problemi attuali, fra cui spiccano l'estrema povertà e una classe politica troppo abituata a gestire con violenza il potere, restano gravi, ma sembrano poca cosa rispetto alla ferocia omicida dei Khmer Rossi, all'invasione vietnamita, o alla guerra civile che ha diviso il Paese fino all'altro ieri.Il compito di ricostruzione è complesso: la Cambogia si ritrova priva di strutture di base, e sia il corpo legislativo, sia il sistema educativo e sanitario, sia l'economia del Paese rappresentano altrettanti "lavori in corso" che cominciano solo ora a uscire dall'emergenza.Tuttavia, il Paese può contare su uno dei maggiori potenziali turistici dell'intera regione: la costa non è sfigurata dalla speculazione immobiliare, e le città offrono un'atmosfera unica, tra i fasti del passato coloniale e gli eccessi odierni da "ultima frontiera" della legalità, che si mescolano all'architettura tradizionale e al profumo degli onnipresenti gelsomini. E in Cambogia si trova il principale tesoro della regione, racchiuso nel parco archeologico di Angkor, dove furono costruite le città imperiali di epoca Khmer, dal IX al XII secolo. Oggi, quello che rimane dell'impero Khmer (che si estendeva su un'area che comprende il Vietnam, il Laos, la Birmania e la Thailandia attuali) sono 400 chilometri quadrati di giungla, dove si trovano circa 1550 templi fra i più seducenti e spettacolari del pianeta, passati dal 1992 sotto protezione dell'Unesco in quanto patrimonio artistico dell'umanità.I templi vennero costruiti in diverse tappe. Fino al XII secolo i sovrani Khmer, induisti, dedicano le loro opere architettoniche a Shiva e a Vishnu. Nel 790 appare Jayavarman II, il quale, riscattatosi dalla dominazione di Giava, stabilisce la capitale ad Angkor e inizia la santificazione dei luoghi, richiamandosi alla divinità Shiva, la cui protezione è sancita con l'edificazione di un tempio in cima a una montagna. Ma è il successore di Jayavarman II, Indravarman (877-889), che getterà le basi della gloria di Angkor, caratterizzata non solo dai templi, ma anche da un sofisticato sistema idraulico che renderà fertilissima e ricca una zona poco favorita dalle condizioni naturali.Con la costruzione di Angkor Wat, cattedrale vishnuita fatta erigere da Suryavarman II (1113-1145), l'architettura dei re Khmer sviluppa uno stile e un'opulenza mai visti prima. Dominata da cinque torri scolpite, Angkor Wat è interamente ricoperta di bassorilievi che rappresentano eleganti apsara (danzatrici celesti), sinuosi naga (serpenti mitologici) e alcune scene del poema epico indiano Ramayana. Vista dall'alto la cattedrale forma un mandala, una rappresentazione del cosmo per lo sguardo esclusivo degli dei. Dopo le delicate torri di Angkor Wat, il massimo momento di gloria architettonica Khmer arriva con la conversione al buddhismo di Jayavarman VII, che, trascinato dalla sua devozione, costruisce più templi di quanto l'impero possa permettersi: nasce la città murata di Angkor Tom (Angkor la Grande). Larghi viali fiancheggiati da animali mitologici portano al centro, dove si trova il Bayon, uno dei monumenti più belli ed enigmatici di Angkor, caratterizzato dalle 54 "torri dei volti", ognuna decorata con quattro imponenti ritratti dal sorriso dolcissimo e misterioso del Buddha Avalokiteshvara.Così, all'apogeo dello splendore architettonico di Angkor corrisponde il declino militare e la prima invasione delle truppe Cham thailandesi. Dopo una seconda invasione, un secolo dopo, la corte Khmer si sposta verso sud, per stabilirsi poi a Phnom Penh, e fino agli inizi del 1900 il territorio consacrato dai re Khmer è in mano thailandese. Durante mezzo millennio il fasto di Angkor resta un ricordo, che si stempera con il passare degli anni. I templi, ricoperti in breve tempo da una giungla fitta, sono meta dei pellegrinaggi dei più devoti, e continuano a essere visitati dai contadini che abitano nella zona e che depositano offerte di fiori, riso e incenso ai piedi delle statue buddhiste.Non di meno dall'epoca del protettorato francese fino a oggi, la storia Khmer e la grandezza artistica di quell'epoca è riscoperta come la base stessa della nazione cambogiana: un passato glorioso tramite il quale credere alle possibilità per il futuro. Oggi le cinque torri di merletti del tempio di Angkor Wat sono divenute il simbolo della Cambogia, riprodotte al centro della bandiera nazionale. (Archivio Selexi) In base a quanto affermato nel brano, Angkor Tom reca l'impronta:
RISPOSTA   Domanda difficile Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente oimplicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.  Uscita esangue e traumatizzata da trent'anni di guerra, la Cambogia cerca oggi di ricostruirsi. I problemi attuali, fra cui spiccano l'estrema povertà e una classe politica troppo abituata a gestire con violenza il potere, restano gravi, ma sembrano poca cosa rispetto alla ferocia omicida dei Khmer Rossi, all'invasione vietnamita, o alla guerra civile che ha diviso il Paese fino all'altro ieri.Il compito di ricostruzione è complesso: la Cambogia si ritrova priva di strutture di base, e sia il corpo legislativo, sia il sistema educativo e sanitario, sia l'economia del Paese rappresentano altrettanti "lavori in corso" che cominciano solo ora a uscire dall'emergenza.Tuttavia, il Paese può contare su uno dei maggiori potenziali turistici dell'intera regione: la costa non è sfigurata dalla speculazione immobiliare, e le città offrono un'atmosfera unica, tra i fasti del passato coloniale e gli eccessi odierni da "ultima frontiera" della legalità, che si mescolano all'architettura tradizionale e al profumo degli onnipresenti gelsomini. E in Cambogia si trova il principale tesoro della regione, racchiuso nel parco archeologico di Angkor, dove furono costruite le città imperiali di epoca Khmer, dal IX al XII secolo. Oggi, quello che rimane dell'impero Khmer (che si estendeva su un'area che comprende il Vietnam, il Laos, la Birmania e la Thailandia attuali) sono 400 chilometri quadrati di giungla, dove si trovano circa 1550 templi fra i più seducenti e spettacolari del pianeta, passati dal 1992 sotto protezione dell'Unesco in quanto patrimonio artistico dell'umanità.I templi vennero costruiti in diverse tappe. Fino al XII secolo i sovrani Khmer, induisti, dedicano le loro opere architettoniche a Shiva e a Vishnu. Nel 790 appare Jayavarman II, il quale, riscattatosi dalla dominazione di Giava, stabilisce la capitale ad Angkor e inizia la santificazione dei luoghi, richiamandosi alla divinità Shiva, la cui protezione è sancita con l'edificazione di un tempio in cima a una montagna. Ma è il successore di Jayavarman II, Indravarman (877-889), che getterà le basi della gloria di Angkor, caratterizzata non solo dai templi, ma anche da un sofisticato sistema idraulico che renderà fertilissima e ricca una zona poco favorita dalle condizioni naturali.Con la costruzione di Angkor Wat, cattedrale vishnuita fatta erigere da Suryavarman II (1113-1145), l'architettura dei re Khmer sviluppa uno stile e un'opulenza mai visti prima. Dominata da cinque torri scolpite, Angkor Wat è interamente ricoperta di bassorilievi che rappresentano eleganti apsara (danzatrici celesti), sinuosi naga (serpenti mitologici) e alcune scene del poema epico indiano Ramayana. Vista dall'alto la cattedrale forma un mandala, una rappresentazione del cosmo per lo sguardo esclusivo degli dei. Dopo le delicate torri di Angkor Wat, il massimo momento di gloria architettonica Khmer arriva con la conversione al buddhismo di Jayavarman VII, che, trascinato dalla sua devozione, costruisce più templi di quanto l'impero possa permettersi: nasce la città murata di Angkor Tom (Angkor la Grande). Larghi viali fiancheggiati da animali mitologici portano al centro, dove si trova il Bayon, uno dei monumenti più belli ed enigmatici di Angkor, caratterizzato dalle 54 "torri dei volti", ognuna decorata con quattro imponenti ritratti dal sorriso dolcissimo e misterioso del Buddha Avalokiteshvara.Così, all'apogeo dello splendore architettonico di Angkor corrisponde il declino militare e la prima invasione delle truppe Cham thailandesi. Dopo una seconda invasione, un secolo dopo, la corte Khmer si sposta verso sud, per stabilirsi poi a Phnom Penh, e fino agli inizi del 1900 il territorio consacrato dai re Khmer è in mano thailandese. Durante mezzo millennio il fasto di Angkor resta un ricordo, che si stempera con il passare degli anni. I templi, ricoperti in breve tempo da una giungla fitta, sono meta dei pellegrinaggi dei più devoti, e continuano a essere visitati dai contadini che abitano nella zona e che depositano offerte di fiori, riso e incenso ai piedi delle statue buddhiste.Non di meno dall'epoca del protettorato francese fino a oggi, la storia Khmer e la grandezza artistica di quell'epoca è riscoperta come la base stessa della nazione cambogiana: un passato glorioso tramite il quale credere alle possibilità per il futuro. Oggi le cinque torri di merletti del tempio di Angkor Wat sono divenute il simbolo della Cambogia, riprodotte al centro della bandiera nazionale. (Archivio Selexi) Dal brano è possibile dedurre che l'impero Khmer raggiunse l'apogeo nel secolo:
RISPOSTA   Domanda difficile Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente oimplicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.  Uscita esangue e traumatizzata da trent'anni di guerra, la Cambogia cerca oggi di ricostruirsi. I problemi attuali, fra cui spiccano l'estrema povertà e una classe politica troppo abituata a gestire con violenza il potere, restano gravi, ma sembrano poca cosa rispetto alla ferocia omicida dei Khmer Rossi, all'invasione vietnamita, o alla guerra civile che ha diviso il Paese fino all'altro ieri.Il compito di ricostruzione è complesso: la Cambogia si ritrova priva di strutture di base, e sia il corpo legislativo, sia il sistema educativo e sanitario, sia l'economia del Paese rappresentano altrettanti "lavori in corso" che cominciano solo ora a uscire dall'emergenza.Tuttavia, il Paese può contare su uno dei maggiori potenziali turistici dell'intera regione: la costa non è sfigurata dalla speculazione immobiliare, e le città offrono un'atmosfera unica, tra i fasti del passato coloniale e gli eccessi odierni da "ultima frontiera" della legalità, che si mescolano all'architettura tradizionale e al profumo degli onnipresenti gelsomini. E in Cambogia si trova il principale tesoro della regione, racchiuso nel parco archeologico di Angkor, dove furono costruite le città imperiali di epoca Khmer, dal IX al XII secolo. Oggi, quello che rimane dell'impero Khmer (che si estendeva su un'area che comprende il Vietnam, il Laos, la Birmania e la Thailandia attuali) sono 400 chilometri quadrati di giungla, dove si trovano circa 1550 templi fra i più seducenti e spettacolari del pianeta, passati dal 1992 sotto protezione dell'Unesco in quanto patrimonio artistico dell'umanità.I templi vennero costruiti in diverse tappe. Fino al XII secolo i sovrani Khmer, induisti, dedicano le loro opere architettoniche a Shiva e a Vishnu. Nel 790 appare Jayavarman II, il quale, riscattatosi dalla dominazione di Giava, stabilisce la capitale ad Angkor e inizia la santificazione dei luoghi, richiamandosi alla divinità Shiva, la cui protezione è sancita con l'edificazione di un tempio in cima a una montagna. Ma è il successore di Jayavarman II, Indravarman (877-889), che getterà le basi della gloria di Angkor, caratterizzata non solo dai templi, ma anche da un sofisticato sistema idraulico che renderà fertilissima e ricca una zona poco favorita dalle condizioni naturali.Con la costruzione di Angkor Wat, cattedrale vishnuita fatta erigere da Suryavarman II (1113-1145), l'architettura dei re Khmer sviluppa uno stile e un'opulenza mai visti prima. Dominata da cinque torri scolpite, Angkor Wat è interamente ricoperta di bassorilievi che rappresentano eleganti apsara (danzatrici celesti), sinuosi naga (serpenti mitologici) e alcune scene del poema epico indiano Ramayana. Vista dall'alto la cattedrale forma un mandala, una rappresentazione del cosmo per lo sguardo esclusivo degli dei. Dopo le delicate torri di Angkor Wat, il massimo momento di gloria architettonica Khmer arriva con la conversione al buddhismo di Jayavarman VII, che, trascinato dalla sua devozione, costruisce più templi di quanto l'impero possa permettersi: nasce la città murata di Angkor Tom (Angkor la Grande). Larghi viali fiancheggiati da animali mitologici portano al centro, dove si trova il Bayon, uno dei monumenti più belli ed enigmatici di Angkor, caratterizzato dalle 54 "torri dei volti", ognuna decorata con quattro imponenti ritratti dal sorriso dolcissimo e misterioso del Buddha Avalokiteshvara.Così, all'apogeo dello splendore architettonico di Angkor corrisponde il declino militare e la prima invasione delle truppe Cham thailandesi. Dopo una seconda invasione, un secolo dopo, la corte Khmer si sposta verso sud, per stabilirsi poi a Phnom Penh, e fino agli inizi del 1900 il territorio consacrato dai re Khmer è in mano thailandese. Durante mezzo millennio il fasto di Angkor resta un ricordo, che si stempera con il passare degli anni. I templi, ricoperti in breve tempo da una giungla fitta, sono meta dei pellegrinaggi dei più devoti, e continuano a essere visitati dai contadini che abitano nella zona e che depositano offerte di fiori, riso e incenso ai piedi delle statue buddhiste.Non di meno dall'epoca del protettorato francese fino a oggi, la storia Khmer e la grandezza artistica di quell'epoca è riscoperta come la base stessa della nazione cambogiana: un passato glorioso tramite il quale credere alle possibilità per il futuro. Oggi le cinque torri di merletti del tempio di Angkor Wat sono divenute il simbolo della Cambogia, riprodotte al centro della bandiera nazionale. (Archivio Selexi) Dal brano si deduce che i re Khmer costruivano i templi per motivi prettamente:
RISPOSTA    Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente oimplicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.  Vladimir Nabokov nacque il 23 aprile 1899 a San Pietroburgo, al 47 di via Morskaia (attualmente via Herzen), in un ambiente aristocratico liberale e anglofono. Figlio maggiore di una famiglia di cinque ragazzi, Vladimir Nabokov beneficia, con i suoi fratelli e le sue sorelle, di un'educazione trilingue. Questo trilinguismo dell'infanzia sarà determinante per la sua opera di scrittore russo, poi americano. L'autore viaggia al principio del secolo in Europa con i suoi genitori, scopre la passione per i lepidotteri e gli scacchi, la felicità di vivere vicino a una "biblioteca di diecimila opere". Tra il 1911 e il 1917 segue i corsi dell'Istituto Ténichev a San Pietroburgo, e la sua prima opera, una raccolta di poesie stampata in 500 esemplari, comparve a titolo privato nel 1916.La Rivoluzione del 1917 interrompe brutalmente questa infanzia idilliaca. Il padre dell'autore, Vladimir Dimitriévitch Nabokov, eminente giurista e figlio di un anziano ministro della Giustizia, era membro del Partito costituzionale democratico e della prima Duma del 1906 (il primo ed effimero parlamento russo). Oppositore determinato del dispotismo dello zar, aveva conosciuto la prigione nel 1908. Al principio del 1917, fa parte del Governo provvisorio di Kerenski e della nuova Assemblea costituente. La Rivoluzione d'ottobre costringe i Nabokov a rifugiarsi dapprima in Crimea. Il 15 aprile 1919, la famiglia lascia definitivamente la Russia con destinazione Londra.Tra il 1919 e il 1923, Vladimir Nabokov studia letteratura russa e francese a Cambridge (Trinity College). Suo padre, che si è installato a Berlino con il resto della famiglia per dirigere con Hessen il giornale emigrato Roul, è assassinato da fascisti russi nel marzo 1922. È in questo giornale di Berlino, così come nei giornali russi emigrati di Parigi, che Nabokov fa comparire poesie, articoli di critica, traduzioni dal francese o dall'inglese, poi le sue prime novelle ed estratti dei suoi primi romanzi. A partire dal 1923, con la comparsa della sua traduzione russa di Alice nel Paese delle meraviglie, poi dei suoi propri romanzi, in particolare La difesa di Luzin (1930), Camera oscura (1932), La svista (1936) e soprattutto Il dono (1937), Nabokov si impone come il più eccezionale romanziere russo del suo tempo. Residente a Berlino dal 1923 al 1937, l'autore, che ha sposato Vera Evseievna Slonim il 15 aprile 1925, si installa, per fuggire il nazismo, a Parigi all'inizio del 1937, dove alcuni suoi libri sono già stati tradotti in francese.Lo scrivano poliglotta, che firmava le sue opere russe con lo pseudonimo di Sirine, comincia a metamorfizzarsi in uno scrittore in lingua inglese. Dopo aver tradotto, non senza rimaneggiarli, due suoi romanzi russi in inglese, La svista che diviene Disperazione (Londra, 1937) poi Camera oscura ribattezzata Risa nel buio (New York, 1938), Nabokov scrive a Parigi nel 1938 il suo primo romanzo in lingua inglese, La vera vita di Sebastian Knight, che comparirà solo nel 1941, cioè un anno dopo il suo arrivo in America, il 28 maggio 1940. Tutta l'opera di Nabokov sarà ormai scritta in inglese.Nominato professore alla Stanford University nel 1941, accetta successivamente un posto di entomologo al Museo di zoologia comparata di Harvard, tenendo tuttavia lezioni di letteratura al Wellesley College. L'amicizia e il sostegno di Edmund Wilson e di Mary McCarthy, poi dei responsabili del New Yorker, gli permettono di acquisire un ascolto che non aveva mai sperato. Nominato professore di letteratura alla Cornell University nel 1948, tiene lezioni sui grandi maestri europei del romanzo fino al 1959, un anno dopo il successo dello scandalo di Lolita (pubblicato prima in inglese a Parigi, da Olympia Press, nel 1955), che gli permette di vivere grazie alla sua penna e fa scoprire un'opera immensa. (Archivio Selexi) Quale delle seguenti affermazioni circa Vladimir Nabokov è da ritenersi corretta, alla luce di quanto scritto nel brano?
RISPOSTA   Domanda difficile Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente oimplicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.  Vladimir Nabokov nacque il 23 aprile 1899 a San Pietroburgo, al 47 di via Morskaia (attualmente via Herzen), in un ambiente aristocratico liberale e anglofono. Figlio maggiore di una famiglia di cinque ragazzi, Vladimir Nabokov beneficia, con i suoi fratelli e le sue sorelle, di un'educazione trilingue. Questo trilinguismo dell'infanzia sarà determinante per la sua opera di scrittore russo, poi americano. L'autore viaggia al principio del secolo in Europa con i suoi genitori, scopre la passione per i lepidotteri e gli scacchi, la felicità di vivere vicino a una "biblioteca di diecimila opere". Tra il 1911 e il 1917 segue i corsi dell'Istituto Ténichev a San Pietroburgo, e la sua prima opera, una raccolta di poesie stampata in 500 esemplari, comparve a titolo privato nel 1916.La Rivoluzione del 1917 interrompe brutalmente questa infanzia idilliaca. Il padre dell'autore, Vladimir Dimitriévitch Nabokov, eminente giurista e figlio di un anziano ministro della Giustizia, era membro del Partito costituzionale democratico e della prima Duma del 1906 (il primo ed effimero parlamento russo). Oppositore determinato del dispotismo dello zar, aveva conosciuto la prigione nel 1908. Al principio del 1917, fa parte del Governo provvisorio di Kerenski e della nuova Assemblea costituente. La Rivoluzione d'ottobre costringe i Nabokov a rifugiarsi dapprima in Crimea. Il 15 aprile 1919, la famiglia lascia definitivamente la Russia con destinazione Londra.Tra il 1919 e il 1923, Vladimir Nabokov studia letteratura russa e francese a Cambridge (Trinity College). Suo padre, che si è installato a Berlino con il resto della famiglia per dirigere con Hessen il giornale emigrato Roul, è assassinato da fascisti russi nel marzo 1922. È in questo giornale di Berlino, così come nei giornali russi emigrati di Parigi, che Nabokov fa comparire poesie, articoli di critica, traduzioni dal francese o dall'inglese, poi le sue prime novelle ed estratti dei suoi primi romanzi. A partire dal 1923, con la comparsa della sua traduzione russa di Alice nel Paese delle meraviglie, poi dei suoi propri romanzi, in particolare La difesa di Luzin (1930), Camera oscura (1932), La svista (1936) e soprattutto Il dono (1937), Nabokov si impone come il più eccezionale romanziere russo del suo tempo. Residente a Berlino dal 1923 al 1937, l'autore, che ha sposato Vera Evseievna Slonim il 15 aprile 1925, si installa, per fuggire il nazismo, a Parigi all'inizio del 1937, dove alcuni suoi libri sono già stati tradotti in francese.Lo scrivano poliglotta, che firmava le sue opere russe con lo pseudonimo di Sirine, comincia a metamorfizzarsi in uno scrittore in lingua inglese. Dopo aver tradotto, non senza rimaneggiarli, due suoi romanzi russi in inglese, La svista che diviene Disperazione (Londra, 1937) poi Camera oscura ribattezzata Risa nel buio (New York, 1938), Nabokov scrive a Parigi nel 1938 il suo primo romanzo in lingua inglese, La vera vita di Sebastian Knight, che comparirà solo nel 1941, cioè un anno dopo il suo arrivo in America, il 28 maggio 1940. Tutta l'opera di Nabokov sarà ormai scritta in inglese.Nominato professore alla Stanford University nel 1941, accetta successivamente un posto di entomologo al Museo di zoologia comparata di Harvard, tenendo tuttavia lezioni di letteratura al Wellesley College. L'amicizia e il sostegno di Edmund Wilson e di Mary McCarthy, poi dei responsabili del New Yorker, gli permettono di acquisire un ascolto che non aveva mai sperato. Nominato professore di letteratura alla Cornell University nel 1948, tiene lezioni sui grandi maestri europei del romanzo fino al 1959, un anno dopo il successo dello scandalo di Lolita (pubblicato prima in inglese a Parigi, da Olympia Press, nel 1955), che gli permette di vivere grazie alla sua penna e fa scoprire un'opera immensa. (Archivio Selexi) Il padre del padre di Nabokov:
RISPOSTA   Domanda difficile Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente oimplicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.  Vladimir Nabokov nacque il 23 aprile 1899 a San Pietroburgo, al 47 di via Morskaia (attualmente via Herzen), in un ambiente aristocratico liberale e anglofono. Figlio maggiore di una famiglia di cinque ragazzi, Vladimir Nabokov beneficia, con i suoi fratelli e le sue sorelle, di un'educazione trilingue. Questo trilinguismo dell'infanzia sarà determinante per la sua opera di scrittore russo, poi americano. L'autore viaggia al principio del secolo in Europa con i suoi genitori, scopre la passione per i lepidotteri e gli scacchi, la felicità di vivere vicino a una "biblioteca di diecimila opere". Tra il 1911 e il 1917 segue i corsi dell'Istituto Ténichev a San Pietroburgo, e la sua prima opera, una raccolta di poesie stampata in 500 esemplari, comparve a titolo privato nel 1916.La Rivoluzione del 1917 interrompe brutalmente questa infanzia idilliaca. Il padre dell'autore, Vladimir Dimitriévitch Nabokov, eminente giurista e figlio di un anziano ministro della Giustizia, era membro del Partito costituzionale democratico e della prima Duma del 1906 (il primo ed effimero parlamento russo). Oppositore determinato del dispotismo dello zar, aveva conosciuto la prigione nel 1908. Al principio del 1917, fa parte del Governo provvisorio di Kerenski e della nuova Assemblea costituente. La Rivoluzione d'ottobre costringe i Nabokov a rifugiarsi dapprima in Crimea. Il 15 aprile 1919, la famiglia lascia definitivamente la Russia con destinazione Londra.Tra il 1919 e il 1923, Vladimir Nabokov studia letteratura russa e francese a Cambridge (Trinity College). Suo padre, che si è installato a Berlino con il resto della famiglia per dirigere con Hessen il giornale emigrato Roul, è assassinato da fascisti russi nel marzo 1922. È in questo giornale di Berlino, così come nei giornali russi emigrati di Parigi, che Nabokov fa comparire poesie, articoli di critica, traduzioni dal francese o dall'inglese, poi le sue prime novelle ed estratti dei suoi primi romanzi. A partire dal 1923, con la comparsa della sua traduzione russa di Alice nel Paese delle meraviglie, poi dei suoi propri romanzi, in particolare La difesa di Luzin (1930), Camera oscura (1932), La svista (1936) e soprattutto Il dono (1937), Nabokov si impone come il più eccezionale romanziere russo del suo tempo. Residente a Berlino dal 1923 al 1937, l'autore, che ha sposato Vera Evseievna Slonim il 15 aprile 1925, si installa, per fuggire il nazismo, a Parigi all'inizio del 1937, dove alcuni suoi libri sono già stati tradotti in francese.Lo scrivano poliglotta, che firmava le sue opere russe con lo pseudonimo di Sirine, comincia a metamorfizzarsi in uno scrittore in lingua inglese. Dopo aver tradotto, non senza rimaneggiarli, due suoi romanzi russi in inglese, La svista che diviene Disperazione (Londra, 1937) poi Camera oscura ribattezzata Risa nel buio (New York, 1938), Nabokov scrive a Parigi nel 1938 il suo primo romanzo in lingua inglese, La vera vita di Sebastian Knight, che comparirà solo nel 1941, cioè un anno dopo il suo arrivo in America, il 28 maggio 1940. Tutta l'opera di Nabokov sarà ormai scritta in inglese.Nominato professore alla Stanford University nel 1941, accetta successivamente un posto di entomologo al Museo di zoologia comparata di Harvard, tenendo tuttavia lezioni di letteratura al Wellesley College. L'amicizia e il sostegno di Edmund Wilson e di Mary McCarthy, poi dei responsabili del New Yorker, gli permettono di acquisire un ascolto che non aveva mai sperato. Nominato professore di letteratura alla Cornell University nel 1948, tiene lezioni sui grandi maestri europei del romanzo fino al 1959, un anno dopo il successo dello scandalo di Lolita (pubblicato prima in inglese a Parigi, da Olympia Press, nel 1955), che gli permette di vivere grazie alla sua penna e fa scoprire un'opera immensa. (Archivio Selexi) Quale delle seguenti affermazioni NON è concorde con il brano?
RISPOSTA   Domanda di media difficoltà Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente oimplicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.  [1] Hamilton ammirava sempre più lo spirito di comunità dei suoi ospiti. Lavoro agricolo, costruzione di case, irrigazione e caccia erano questioni che riguardavano tutto il villaggio, nessuno si traeva in disparte, e ognuno dava il suo meglio.Ripensando alle liti e alle invidie alle quali aveva assistito nelle colonie europee, gli venne in mente la vecchia frase: «Noi selvaggi, dopo tutto, siamo uomini migliori». Furono proprio le amorevoli qualità dei suoi amici, che, per qualche giorno, lo trattennero dall'esprimere il desiderio di proseguire il viaggio verso il lago del tabù. Dopo il suo lungo soggiorno in India godeva finalmente della spensieratezza con la quale la maggior parte degli uomini di origine mongola affronta la vita. In India, soprattutto nelle regioni in cui i mesi caldi diventano una tortura, e ricordano il purgatorio, dove la siccità costringe il contadino a un riposo inattivo, ogni lavoro dei campi è fermo e il bestiame assetato continua a smagrire, dove regna una religione che considera la vita di ognuno come la ricompensa o la punizione della vita precedente e fa naufragare in devota mancanza di speranza ogni tentativo di migliorare la propria sorte, dove le inondazioni e la siccità sono una continua minaccia, in breve nella maggior parte del Paese, gli uomini sono devoti a Dio e il destino pesa su di loro come una oscura nube. Certo, anche loro celebrano feste e si concedono alla gioia, ma il tono è smorzato e si viene subito influenzati, in qualità di forestieri, dal loro comportamento.[2] Tutto muta quando nelle regioni settentrionali od orientali s'incontra sulle colline e sulle montagne, che qui formano il confine dell'India, il primo uomo dagli occhi a mandorla e dagli zigomi sporgenti. Nonostante le difficoltà qui la gente è pronta ad approfittare della minima occasione per un festeggiamento gioioso. È come se il loro riso esuberante o per lo meno il loro lieto sorriso aspettassero di scacciare le rughe delle preoccupazioni e dei crucci. (da: "Il bianco Sahib” di Herbert Tichy, Società Editrice Internazionale) La descrizione di un "uomo dagli occhi a mandorla e dagli zigomi sporgenti" (passaggio 2) si riferisce verosimilmente a un:
RISPOSTA   Domanda di media difficoltà Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente oimplicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.  [1] Internet ha permesso al Prodotto Interno Lordo (Pil) delle principali 13 economie mondiali di crescere del 10% in 15 anni e del 21% negli ultimi cinque. È il risultato a cui giunge un rapporto di McKinsey Global Institute. La rivoluzione Internet, inoltre, ha sì fatto perdere 500 mila posti di lavoro, ma ne ha creati 1,2 milioni, negli ultimi 15 anni, facendo aumentare il reddito pro capite di 500 dollari. [2] Altri studi in passato hanno confermato l'impatto benefico di Internet sull'economia (della Commissione europea, dell'Onu e della Banca mondiale, tra gli altri), ma le stime di McKinsey fanno un passo in più: parlano di rivoluzione che cambia i paradigmi dell'industria, facendola entrare in una nuova era. Un po' come hanno fatto i primi strumenti meccanici nell'800.È preoccupante per questo motivo il ritardo dell'Italia, che sconta anche la quasi totale mancanza di investimenti e attenzione da parte del governo per l'economia digitale. Solo pochi giorni fa il numero di utenti Internet nostrani ha raggiunto la quota del 50% sulla popolazione. Contro il 70-80% nelle altre principali economie. (da: "Web fa rima con PIL” di Alessandro Longo, in "L'espresso") Secondo quanto riportato nel brano, l'Italia:
RISPOSTA   Domanda di media difficoltà Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente oimplicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.  [1] Lo conobbi durante un uragano; e benché avessimo attraversato l'uragano sulla stessa goletta, lo vidi per la prima volta solo dopo che questa fu andata in pezzi sotto i nostri piedi. Senza dubbio dovevo averlo scorto in mezzo al resto dell'equipaggio di canachi presente a bordo, ma non avevo mai consapevolmente notato la sua presenza, dato che la Petite Jeanne era piuttosto affollata. [2] Oltre agli otto o dieci marinai canachi, al capitano, al primo ufficiale e all'agente marittimo di bordo bianchi, e ai sei passeggeri in cabina, la goletta era salpata da Rangiroa con qualcosa come ottantacinque passeggeri sul ponte: paumotiani e tahitiani, uomini, donne e bambini, ciascuno con la propria cassetta di prodotti, per non parlare delle stuoie per dormire, delle coperte e dei fagotti di indumenti. (Da: "Il pagano" di Jack London, La Biblioteca di Repubblica - L'Espresso) "Benché avessimo attraversato l'uragano" (passaggio [1]) è una proposizione:
RISPOSTA   Domanda difficile Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente oimplicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.  [1] Lo conobbi durante un uragano; e benché avessimo attraversato l'uragano sulla stessa goletta, lo vidi per la prima volta solo dopo che questa fu andata in pezzi sotto i nostri piedi. Senza dubbio dovevo averlo scorto in mezzo al resto dell'equipaggio di canachi presente a bordo, ma non avevo mai consapevolmente notato la sua presenza, dato che la Petite Jeanne era piuttosto affollata. [2] Oltre agli otto o dieci marinai canachi, al capitano, al primo ufficiale e all'agente marittimo di bordo bianchi, e ai sei passeggeri in cabina, la goletta era salpata da Rangiroa con qualcosa come ottantacinque passeggeri sul ponte: paumotiani e tahitiani, uomini, donne e bambini, ciascuno con la propria cassetta di prodotti, per non parlare delle stuoie per dormire, delle coperte e dei fagotti di indumenti. (Da: "Il pagano" di Jack London, La Biblioteca di Repubblica - L'Espresso) Secondo quanto riportato nel brano, quante erano le persone sulla goletta?
RISPOSTA   Domanda difficile Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente oimplicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.  [1] Quando vogliamo parlare della scultura propriamente detta gli attacchi con la pittura sono poco meno evidenti. [2] Anche la statua in tutto tondo isolata nello spazio (almeno apparentemente) ha bisogno di un fondo acconcio di tenda per potervi disegnare meglio il suo profilo elegante e vibratile. Anche nella cosiddetta statua può valere adunque, talora, il profilo di linea funzionale e perfino floreale. Così accade per esempio per una statua di Prassitele - tutta vibrazione ionica di margini corporei - così per una di gotico francese, tutta insinuata mollezza di linee discendenti: un Simone Martini in iscultura. [3] Ci avviamo così a poco a poco verso il cuore della scultura. Una tendenza infatti anche più connaturata a quest'arte è quella strettamente plastica che per l'autentica realtà spaziale della creazione scultoria può ottenere effetti di risalto corporeo invincibile e può creare a sua posta, nel massimo isolamento, organismi trasfigurati ed esaltati in una espressione di fisicità suprema. Dal brano si può dedurre che:
RISPOSTA   Domanda di media difficoltà Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente oimplicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.  [1] Quando vogliamo parlare della scultura propriamente detta gli attacchi con la pittura sono poco meno evidenti. [2] Anche la statua in tutto tondo isolata nello spazio (almeno apparentemente) ha bisogno di un fondo acconcio di tenda per potervi disegnare meglio il suo profilo elegante e vibratile. Anche nella cosiddetta statua può valere adunque, talora, il profilo di linea funzionale e perfino floreale. Così accade per esempio per una statua di Prassitele - tutta vibrazione ionica di margini corporei - così per una di gotico francese, tutta insinuata mollezza di linee discendenti: un Simone Martini in iscultura. [3] Ci avviamo così a poco a poco verso il cuore della scultura. Una tendenza infatti anche più connaturata a quest'arte è quella strettamente plastica che per l'autentica realtà spaziale della creazione scultoria può ottenere effetti di risalto corporeo invincibile e può creare a sua posta, nel massimo isolamento, organismi trasfigurati ed esaltati in una espressione di fisicità suprema. Secondo il brano, la scultura:

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