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Tutte le domande del quiz : Brani

tratto da:
Guardia di Finanza
Quiz - 631 allievi marescialli 2018 (90° corso) Concorso pubblico, per titoli ed esami, per 631 allievi marescialli 2018



 Esercitati su questo Quiz 

RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Di Bar Peso ne resta un centinaio di esemplari, non protetti, in quanto sono in grado di proteggersi benissimo da soli. Si trovano in paesi impervi, e in alcune periferie metropolitane. Il Bar Peso è contrassegnato da un clima di ruvida familiarità e cordiale rissosità, nonché dall'igiene disinvolta e dalla presenza di gestori e clienti fortemente orientati agli alcolici.Come si riconosce un Bar Peso? L'intenditore lo individua subito, dagli occhi, dalle facce, dall'atmosfera particolare. Ma se siete dei profani [1], ecco alcuni indizi che vi possono aiutare.1. Segatura per terra.2. La presenza di un cane nero di nome Black, Bill o Pallino, che appena entrati vi annusa il sedere.3. Televisione pensile (se c'è), sospesa a tre metri di altezza. È un vecchio modello diciotto pollici, ottantotto chili miracolosamente in equilibrio su una mensolina di vetro.Sotto la televisione dorme un vecchietto con la bocca aperta, sorvolato da una pattuglia acrobatica di mosche. Appoggiato al muro c'è un lungo bastone di legno: è il telecomando. Il vero telecomando è sempre rotto perché i clienti, tutte le volte che lo usano, lo sbriciolano come un wafer.4. Nell'aria volano le mosche del Bar Peso alquanto diverse dalle mosche normali. Anzitutto le loro traiettorie, per i vapori alcolici, sono più sghembe e imprevedibili della media, con grandi cabrate dentro le bocche dei clienti assopiti. Se le colpite con un normale schiacciamosche, ve lo strappano di mano e restituiscono il colpo. Oppure stramazzano al suolo simulando l'agonia, e dopo un'ora ripartono più vispe di prima. Ultima particolarità, il rumore: sanno ronzare in cinque tonalità diverse, dal trapano dentistico al decollo del jumbo e nei giorni d'estate compongono una colonna sonora indimenticabile. Perché il loro volo ha tanta varietà di suoni? L'ha scoperto recentemente un'entomologa di Imola: le mosche da bar hanno il cambio e le marce.5. Presenza di una grossa carpa imbalsamata, d'aspetto sacerdotale, appesa al muro.6. Presenza di un distributore misterioso, somigliante ai robot dei film di fantascienza anni cinquanta, il cui contenuto è ormai indecifrabile, perché da anni, per la ruggine, nessuno riesce a introdurre una monetina. Aprendoli a martellate, a volte ne escono noccioline fossili, palline con l'effigie di Girardengo.7. Foto del barista a fianco di un famoso campione, che però lui non ricorda più chi è, forse Carnera, forse Bobet, forse sua moglie da giovane. (da: "Racconti brevi � Il bar Peso" di Stefano Benni � www.raccontibrevi.it) Cosa si può dedurre dalla lettura del brano?
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Di Bar Peso ne resta un centinaio di esemplari, non protetti, in quanto sono in grado di proteggersi benissimo da soli. Si trovano in paesi impervi, e in alcune periferie metropolitane. Il Bar Peso è contrassegnato da un clima di ruvida familiarità e cordiale rissosità, nonché dall'igiene disinvolta e dalla presenza di gestori e clienti fortemente orientati agli alcolici.Come si riconosce un Bar Peso? L'intenditore lo individua subito, dagli occhi, dalle facce, dall'atmosfera particolare. Ma se siete dei profani [1], ecco alcuni indizi che vi possono aiutare.1. Segatura per terra.2. La presenza di un cane nero di nome Black, Bill o Pallino, che appena entrati vi annusa il sedere.3. Televisione pensile (se c'è), sospesa a tre metri di altezza. È un vecchio modello diciotto pollici, ottantotto chili miracolosamente in equilibrio su una mensolina di vetro.Sotto la televisione dorme un vecchietto con la bocca aperta, sorvolato da una pattuglia acrobatica di mosche. Appoggiato al muro c'è un lungo bastone di legno: è il telecomando. Il vero telecomando è sempre rotto perché i clienti, tutte le volte che lo usano, lo sbriciolano come un wafer.4. Nell'aria volano le mosche del Bar Peso alquanto diverse dalle mosche normali. Anzitutto le loro traiettorie, per i vapori alcolici, sono più sghembe e imprevedibili della media, con grandi cabrate dentro le bocche dei clienti assopiti. Se le colpite con un normale schiacciamosche, ve lo strappano di mano e restituiscono il colpo. Oppure stramazzano al suolo simulando l'agonia, e dopo un'ora ripartono più vispe di prima. Ultima particolarità, il rumore: sanno ronzare in cinque tonalità diverse, dal trapano dentistico al decollo del jumbo e nei giorni d'estate compongono una colonna sonora indimenticabile. Perché il loro volo ha tanta varietà di suoni? L'ha scoperto recentemente un'entomologa di Imola: le mosche da bar hanno il cambio e le marce.5. Presenza di una grossa carpa imbalsamata, d'aspetto sacerdotale, appesa al muro.6. Presenza di un distributore misterioso, somigliante ai robot dei film di fantascienza anni cinquanta, il cui contenuto è ormai indecifrabile, perché da anni, per la ruggine, nessuno riesce a introdurre una monetina. Aprendoli a martellate, a volte ne escono noccioline fossili, palline con l'effigie di Girardengo.7. Foto del barista a fianco di un famoso campione, che però lui non ricorda più chi è, forse Carnera, forse Bobet, forse sua moglie da giovane. (da: "Racconti brevi � Il bar Peso" di Stefano Benni � www.raccontibrevi.it) Cosa si deduce dalla voce narrante? I Bar Peso sono:
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Di Bar Peso ne resta un centinaio di esemplari, non protetti, in quanto sono in grado di proteggersi benissimo da soli. Si trovano in paesi impervi, e in alcune periferie metropolitane. Il Bar Peso è contrassegnato da un clima di ruvida familiarità e cordiale rissosità, nonché dall'igiene disinvolta e dalla presenza di gestori e clienti fortemente orientati agli alcolici.Come si riconosce un Bar Peso? L'intenditore lo individua subito, dagli occhi, dalle facce, dall'atmosfera particolare. Ma se siete dei profani [1], ecco alcuni indizi che vi possono aiutare.1. Segatura per terra.2. La presenza di un cane nero di nome Black, Bill o Pallino, che appena entrati vi annusa il sedere.3. Televisione pensile (se c'è), sospesa a tre metri di altezza. È un vecchio modello diciotto pollici, ottantotto chili miracolosamente in equilibrio su una mensolina di vetro.Sotto la televisione dorme un vecchietto con la bocca aperta, sorvolato da una pattuglia acrobatica di mosche. Appoggiato al muro c'è un lungo bastone di legno: è il telecomando. Il vero telecomando è sempre rotto perché i clienti, tutte le volte che lo usano, lo sbriciolano come un wafer.4. Nell'aria volano le mosche del Bar Peso alquanto diverse dalle mosche normali. Anzitutto le loro traiettorie, per i vapori alcolici, sono più sghembe e imprevedibili della media, con grandi cabrate dentro le bocche dei clienti assopiti. Se le colpite con un normale schiacciamosche, ve lo strappano di mano e restituiscono il colpo. Oppure stramazzano al suolo simulando l'agonia, e dopo un'ora ripartono più vispe di prima. Ultima particolarità, il rumore: sanno ronzare in cinque tonalità diverse, dal trapano dentistico al decollo del jumbo e nei giorni d'estate compongono una colonna sonora indimenticabile. Perché il loro volo ha tanta varietà di suoni? L'ha scoperto recentemente un'entomologa di Imola: le mosche da bar hanno il cambio e le marce.5. Presenza di una grossa carpa imbalsamata, d'aspetto sacerdotale, appesa al muro.6. Presenza di un distributore misterioso, somigliante ai robot dei film di fantascienza anni cinquanta, il cui contenuto è ormai indecifrabile, perché da anni, per la ruggine, nessuno riesce a introdurre una monetina. Aprendoli a martellate, a volte ne escono noccioline fossili, palline con l'effigie di Girardengo.7. Foto del barista a fianco di un famoso campione, che però lui non ricorda più chi è, forse Carnera, forse Bobet, forse sua moglie da giovane. (da: "Racconti brevi � Il bar Peso" di Stefano Benni � www.raccontibrevi.it) Qual è il tono con cui il narratore si rivolge al lettore?
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Di Bar Peso ne resta un centinaio di esemplari, non protetti, in quanto sono in grado di proteggersi benissimo da soli. Si trovano in paesi impervi, e in alcune periferie metropolitane. Il Bar Peso è contrassegnato da un clima di ruvida familiarità e cordiale rissosità, nonché dall'igiene disinvolta e dalla presenza di gestori e clienti fortemente orientati agli alcolici.Come si riconosce un Bar Peso? L'intenditore lo individua subito, dagli occhi, dalle facce, dall'atmosfera particolare. Ma se siete dei profani [1], ecco alcuni indizi che vi possono aiutare.1. Segatura per terra.2. La presenza di un cane nero di nome Black, Bill o Pallino, che appena entrati vi annusa il sedere.3. Televisione pensile (se c'è), sospesa a tre metri di altezza. È un vecchio modello diciotto pollici, ottantotto chili miracolosamente in equilibrio su una mensolina di vetro.Sotto la televisione dorme un vecchietto con la bocca aperta, sorvolato da una pattuglia acrobatica di mosche. Appoggiato al muro c'è un lungo bastone di legno: è il telecomando. Il vero telecomando è sempre rotto perché i clienti, tutte le volte che lo usano, lo sbriciolano come un wafer.4. Nell'aria volano le mosche del Bar Peso alquanto diverse dalle mosche normali. Anzitutto le loro traiettorie, per i vapori alcolici, sono più sghembe e imprevedibili della media, con grandi cabrate dentro le bocche dei clienti assopiti. Se le colpite con un normale schiacciamosche, ve lo strappano di mano e restituiscono il colpo. Oppure stramazzano al suolo simulando l'agonia, e dopo un'ora ripartono più vispe di prima. Ultima particolarità, il rumore: sanno ronzare in cinque tonalità diverse, dal trapano dentistico al decollo del jumbo e nei giorni d'estate compongono una colonna sonora indimenticabile. Perché il loro volo ha tanta varietà di suoni? L'ha scoperto recentemente un'entomologa di Imola: le mosche da bar hanno il cambio e le marce.5. Presenza di una grossa carpa imbalsamata, d'aspetto sacerdotale, appesa al muro.6. Presenza di un distributore misterioso, somigliante ai robot dei film di fantascienza anni cinquanta, il cui contenuto è ormai indecifrabile, perché da anni, per la ruggine, nessuno riesce a introdurre una monetina. Aprendoli a martellate, a volte ne escono noccioline fossili, palline con l'effigie di Girardengo.7. Foto del barista a fianco di un famoso campione, che però lui non ricorda più chi è, forse Carnera, forse Bobet, forse sua moglie da giovane. (da: "Racconti brevi � Il bar Peso" di Stefano Benni � www.raccontibrevi.it) Cosa si può dedurre sui clienti dei Bar Peso?
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Di Bar Peso ne resta un centinaio di esemplari, non protetti, in quanto sono in grado di proteggersi benissimo da soli. Si trovano in paesi impervi, e in alcune periferie metropolitane. Il Bar Peso è contrassegnato da un clima di ruvida familiarità e cordiale rissosità, nonché dall'igiene disinvolta e dalla presenza di gestori e clienti fortemente orientati agli alcolici.Come si riconosce un Bar Peso? L'intenditore lo individua subito, dagli occhi, dalle facce, dall'atmosfera particolare. Ma se siete dei profani [1], ecco alcuni indizi che vi possono aiutare.1. Segatura per terra.2. La presenza di un cane nero di nome Black, Bill o Pallino, che appena entrati vi annusa il sedere.3. Televisione pensile (se c'è), sospesa a tre metri di altezza. È un vecchio modello diciotto pollici, ottantotto chili miracolosamente in equilibrio su una mensolina di vetro.Sotto la televisione dorme un vecchietto con la bocca aperta, sorvolato da una pattuglia acrobatica di mosche. Appoggiato al muro c'è un lungo bastone di legno: è il telecomando. Il vero telecomando è sempre rotto perché i clienti, tutte le volte che lo usano, lo sbriciolano come un wafer.4. Nell'aria volano le mosche del Bar Peso alquanto diverse dalle mosche normali. Anzitutto le loro traiettorie, per i vapori alcolici, sono più sghembe e imprevedibili della media, con grandi cabrate dentro le bocche dei clienti assopiti. Se le colpite con un normale schiacciamosche, ve lo strappano di mano e restituiscono il colpo. Oppure stramazzano al suolo simulando l'agonia, e dopo un'ora ripartono più vispe di prima. Ultima particolarità, il rumore: sanno ronzare in cinque tonalità diverse, dal trapano dentistico al decollo del jumbo e nei giorni d'estate compongono una colonna sonora indimenticabile. Perché il loro volo ha tanta varietà di suoni? L'ha scoperto recentemente un'entomologa di Imola: le mosche da bar hanno il cambio e le marce.5. Presenza di una grossa carpa imbalsamata, d'aspetto sacerdotale, appesa al muro.6. Presenza di un distributore misterioso, somigliante ai robot dei film di fantascienza anni cinquanta, il cui contenuto è ormai indecifrabile, perché da anni, per la ruggine, nessuno riesce a introdurre una monetina. Aprendoli a martellate, a volte ne escono noccioline fossili, palline con l'effigie di Girardengo.7. Foto del barista a fianco di un famoso campione, che però lui non ricorda più chi è, forse Carnera, forse Bobet, forse sua moglie da giovane. (da: "Racconti brevi � Il bar Peso" di Stefano Benni � www.raccontibrevi.it) L'aggettivo "profani" [1] nel contesto significa:
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Di seguito verranno esposti i processi che determinano un'eruzione vulcanica. Dal mantello terrestre, il magma risale verso l'alto perché è meno denso, e quindi meno pesante, del materiale solido che gli sta intorno, come una bolla d'aria o un pezzo di legno che risale nell'acqua. La spinta di galleggiamento del magma tende a diminuire verso la base della crosta terrestre, dove si trovano rocce meno dense di quelle del mantello. Quando la densità del materiale solido è simile a quella del magma, questo rallenta fino a fermarsi. Le zone in cui il magma si accumula vengono chiamate camere magmatiche. Le parti solide che circondano le camere magmatiche sono dette rocce incassanti.All'interno di una camera magmatica il magma può stazionare per periodi molto lunghi e può anche raffreddarsi e solidificare senza giungere in superficie, formando rocce magmatiche sepolte che prendono il nome di intrusioni. Per dar luogo a un'eruzione il magma deve risalire dalla camera magmatica e raggiungere la superficie. Un possibile meccanismo che rimette il magma in movimento è la variazione di pressione che può essere determinata o da un aumento della pressione all'interno della camera magmatica, o da una diminuzione di quella esterna, rappresentata dal peso delle rocce incassanti. La pressione all'interno della camera può aumentare per la formazione e la risalita di nuovo magma, quella esterna può diminuire per lo stiramento della crosta fino alla lacerazione, causata dai movimenti che avvengono nella parte più esterna del globo terrestre. I due meccanismi possono anche combinarsi. Ad esempio, una diminuzione di pressione esterna, favorisce la liberazione di parte del gas disciolto nel magma. Il gas si separa dal liquido formando delle bolle che si muovono verso l'alto e premono contro il tetto della camera magmatica, aumentando la pressione interna. (Archivio Selexi) Quale fattore può rimette il magma in movimento?
RISPOSTA   Domanda difficile Leggere attentamente il seguente brano. Di seguito verranno esposti i processi che determinano un'eruzione vulcanica. Dal mantello terrestre, il magma risale verso l'alto perché è meno denso, e quindi meno pesante, del materiale solido che gli sta intorno, come una bolla d'aria o un pezzo di legno che risale nell'acqua. La spinta di galleggiamento del magma tende a diminuire verso la base della crosta terrestre, dove si trovano rocce meno dense di quelle del mantello. Quando la densità del materiale solido è simile a quella del magma, questo rallenta fino a fermarsi. Le zone in cui il magma si accumula vengono chiamate camere magmatiche. Le parti solide che circondano le camere magmatiche sono dette rocce incassanti.All'interno di una camera magmatica il magma può stazionare per periodi molto lunghi e può anche raffreddarsi e solidificare senza giungere in superficie, formando rocce magmatiche sepolte che prendono il nome di intrusioni. Per dar luogo a un'eruzione il magma deve risalire dalla camera magmatica e raggiungere la superficie. Un possibile meccanismo che rimette il magma in movimento è la variazione di pressione che può essere determinata o da un aumento della pressione all'interno della camera magmatica, o da una diminuzione di quella esterna, rappresentata dal peso delle rocce incassanti. La pressione all'interno della camera può aumentare per la formazione e la risalita di nuovo magma, quella esterna può diminuire per lo stiramento della crosta fino alla lacerazione, causata dai movimenti che avvengono nella parte più esterna del globo terrestre. I due meccanismi possono anche combinarsi. Ad esempio, una diminuzione di pressione esterna, favorisce la liberazione di parte del gas disciolto nel magma. Il gas si separa dal liquido formando delle bolle che si muovono verso l'alto e premono contro il tetto della camera magmatica, aumentando la pressione interna. (Archivio Selexi) Qual è l'argomento del brano?
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Di seguito verranno esposti i processi che determinano un'eruzione vulcanica. Dal mantello terrestre, il magma risale verso l'alto perché è meno denso, e quindi meno pesante, del materiale solido che gli sta intorno, come una bolla d'aria o un pezzo di legno che risale nell'acqua. La spinta di galleggiamento del magma tende a diminuire verso la base della crosta terrestre, dove si trovano rocce meno dense di quelle del mantello. Quando la densità del materiale solido è simile a quella del magma, questo rallenta fino a fermarsi. Le zone in cui il magma si accumula vengono chiamate camere magmatiche. Le parti solide che circondano le camere magmatiche sono dette rocce incassanti.All'interno di una camera magmatica il magma può stazionare per periodi molto lunghi e può anche raffreddarsi e solidificare senza giungere in superficie, formando rocce magmatiche sepolte che prendono il nome di intrusioni. Per dar luogo a un'eruzione il magma deve risalire dalla camera magmatica e raggiungere la superficie. Un possibile meccanismo che rimette il magma in movimento è la variazione di pressione che può essere determinata o da un aumento della pressione all'interno della camera magmatica, o da una diminuzione di quella esterna, rappresentata dal peso delle rocce incassanti. La pressione all'interno della camera può aumentare per la formazione e la risalita di nuovo magma, quella esterna può diminuire per lo stiramento della crosta fino alla lacerazione, causata dai movimenti che avvengono nella parte più esterna del globo terrestre. I due meccanismi possono anche combinarsi. Ad esempio, una diminuzione di pressione esterna, favorisce la liberazione di parte del gas disciolto nel magma. Il gas si separa dal liquido formando delle bolle che si muovono verso l'alto e premono contro il tetto della camera magmatica, aumentando la pressione interna. (Archivio Selexi) Quando la spinta di galleggiamento del magma tende a diminuire?
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Di seguito verranno esposti i processi che determinano un'eruzione vulcanica. Dal mantello terrestre, il magma risale verso l'alto perché è meno denso, e quindi meno pesante, del materiale solido che gli sta intorno, come una bolla d'aria o un pezzo di legno che risale nell'acqua. La spinta di galleggiamento del magma tende a diminuire verso la base della crosta terrestre, dove si trovano rocce meno dense di quelle del mantello. Quando la densità del materiale solido è simile a quella del magma, questo rallenta fino a fermarsi. Le zone in cui il magma si accumula vengono chiamate camere magmatiche. Le parti solide che circondano le camere magmatiche sono dette rocce incassanti.All'interno di una camera magmatica il magma può stazionare per periodi molto lunghi e può anche raffreddarsi e solidificare senza giungere in superficie, formando rocce magmatiche sepolte che prendono il nome di intrusioni. Per dar luogo a un'eruzione il magma deve risalire dalla camera magmatica e raggiungere la superficie. Un possibile meccanismo che rimette il magma in movimento è la variazione di pressione che può essere determinata o da un aumento della pressione all'interno della camera magmatica, o da una diminuzione di quella esterna, rappresentata dal peso delle rocce incassanti. La pressione all'interno della camera può aumentare per la formazione e la risalita di nuovo magma, quella esterna può diminuire per lo stiramento della crosta fino alla lacerazione, causata dai movimenti che avvengono nella parte più esterna del globo terrestre. I due meccanismi possono anche combinarsi. Ad esempio, una diminuzione di pressione esterna, favorisce la liberazione di parte del gas disciolto nel magma. Il gas si separa dal liquido formando delle bolle che si muovono verso l'alto e premono contro il tetto della camera magmatica, aumentando la pressione interna. (Archivio Selexi) Quali delle seguenti affermazioni è deducibile dal brano?
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Di seguito verranno esposti i processi che determinano un'eruzione vulcanica. Dal mantello terrestre, il magma risale verso l'alto perché è meno denso, e quindi meno pesante, del materiale solido che gli sta intorno, come una bolla d'aria o un pezzo di legno che risale nell'acqua. La spinta di galleggiamento del magma tende a diminuire verso la base della crosta terrestre, dove si trovano rocce meno dense di quelle del mantello. Quando la densità del materiale solido è simile a quella del magma, questo rallenta fino a fermarsi. Le zone in cui il magma si accumula vengono chiamate camere magmatiche. Le parti solide che circondano le camere magmatiche sono dette rocce incassanti.All'interno di una camera magmatica il magma può stazionare per periodi molto lunghi e può anche raffreddarsi e solidificare senza giungere in superficie, formando rocce magmatiche sepolte che prendono il nome di intrusioni. Per dar luogo a un'eruzione il magma deve risalire dalla camera magmatica e raggiungere la superficie. Un possibile meccanismo che rimette il magma in movimento è la variazione di pressione che può essere determinata o da un aumento della pressione all'interno della camera magmatica, o da una diminuzione di quella esterna, rappresentata dal peso delle rocce incassanti. La pressione all'interno della camera può aumentare per la formazione e la risalita di nuovo magma, quella esterna può diminuire per lo stiramento della crosta fino alla lacerazione, causata dai movimenti che avvengono nella parte più esterna del globo terrestre. I due meccanismi possono anche combinarsi. Ad esempio, una diminuzione di pressione esterna, favorisce la liberazione di parte del gas disciolto nel magma. Il gas si separa dal liquido formando delle bolle che si muovono verso l'alto e premono contro il tetto della camera magmatica, aumentando la pressione interna. (Archivio Selexi) In base a quanto letto nel brano, cosa provoca la risalita verso l'alto del magma dal mantello terrestre?
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Diventare mamma e continuare a lavorare. In Italia in molti casi è ancora un connubio difficile da realizzare. Come dimostra una recente indagine dell'Istat secondo cui il 30% delle donne occupate ha lasciato l'impiego dopo la gravidanza. E tra quelle nate dopo il 1964, che dovrebbero rappresentare la fascia più attiva da un punto di vista lavorativo, il 25% è senza lavoro perché ha deciso di licenziarsi dopo essere diventata mamma. A rincarare la dose è anche l'Ocse secondo cui l'Italia è uno dei membri dell'Unione Europea (insieme a Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca) dove si registra il tasso di occupazione minore tra le donne con almeno tre figli. Inoltre, il periodo di congedo per maternità concesso alle lavoratrici italiane è di molto inferiore alla media Ue ed è accompagnato dalla scarsità di forme di congedo parentale per gli uomini. Inevitabile che i riflettori si siano accesi da tempo sulla questione, anche alla luce di recenti ricerche che dimostrano come la presenza femminile in azienda aumenta le "performance", sia in termini di crescita che di redditività, migliora la capacità di "problem solving" dei team di lavoro e fa crescere in meglio la reputazione dell'impresa.Per agevolare il lavoro femminile, il Governo ha introdotto tramite il Jobs Act contributi dimezzati per chi assume, tra gli altri, lavoratrici disoccupate da oltre dodici mesi o donne di qualsiasi età senza lavoro da almeno ventiquattro mesi, ovunque residenti. Mentre nel disegno di legge collegato alla legge di stabilità 2016 è stato introdotto e disciplinato lo "smart working" o lavoro agile che consente una gestione flessibile degli impegni e degli orari di lavoro grazie all'utilizzo dei moderni strumenti tecnologici. Una caratteristica che lo rende uno strumento adatto a favorire la permanenza delle donne nel mercato del lavoro anche dopo la maternità. E dunque sempre più utilizzato all'interno delle aziende, tra le quali l'Eni, che ha in programma "di introdurre una formula di smart working da rivolgere in modo dedicato al personale femminile al rientro dalla maternità, che metterà in condizione la neo mamma di lavorare un giorno alla settimana da casa per la durata di un anno", racconta Grazia Fimiani, direttore risorse umane e organizzazione del gruppo energetico. (da: "Maternità e lavoro, in Italia la conciliazione resta difficile", d.repubblica.it) Cosa NON è possibile dedurre dal brano?
RISPOSTA   Domanda difficile Leggere attentamente il seguente brano. Diventare mamma e continuare a lavorare. In Italia in molti casi è ancora un connubio difficile da realizzare. Come dimostra una recente indagine dell'Istat secondo cui il 30% delle donne occupate ha lasciato l'impiego dopo la gravidanza. E tra quelle nate dopo il 1964, che dovrebbero rappresentare la fascia più attiva da un punto di vista lavorativo, il 25% è senza lavoro perché ha deciso di licenziarsi dopo essere diventata mamma. A rincarare la dose è anche l'Ocse secondo cui l'Italia è uno dei membri dell'Unione Europea (insieme a Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca) dove si registra il tasso di occupazione minore tra le donne con almeno tre figli. Inoltre, il periodo di congedo per maternità concesso alle lavoratrici italiane è di molto inferiore alla media Ue ed è accompagnato dalla scarsità di forme di congedo parentale per gli uomini. Inevitabile che i riflettori si siano accesi da tempo sulla questione, anche alla luce di recenti ricerche che dimostrano come la presenza femminile in azienda aumenta le "performance", sia in termini di crescita che di redditività, migliora la capacità di "problem solving" dei team di lavoro e fa crescere in meglio la reputazione dell'impresa.Per agevolare il lavoro femminile, il Governo ha introdotto tramite il Jobs Act contributi dimezzati per chi assume, tra gli altri, lavoratrici disoccupate da oltre dodici mesi o donne di qualsiasi età senza lavoro da almeno ventiquattro mesi, ovunque residenti. Mentre nel disegno di legge collegato alla legge di stabilità 2016 è stato introdotto e disciplinato lo "smart working" o lavoro agile che consente una gestione flessibile degli impegni e degli orari di lavoro grazie all'utilizzo dei moderni strumenti tecnologici. Una caratteristica che lo rende uno strumento adatto a favorire la permanenza delle donne nel mercato del lavoro anche dopo la maternità. E dunque sempre più utilizzato all'interno delle aziende, tra le quali l'Eni, che ha in programma "di introdurre una formula di smart working da rivolgere in modo dedicato al personale femminile al rientro dalla maternità, che metterà in condizione la neo mamma di lavorare un giorno alla settimana da casa per la durata di un anno", racconta Grazia Fimiani, direttore risorse umane e organizzazione del gruppo energetico. (da: "Maternità e lavoro, in Italia la conciliazione resta difficile", d.repubblica.it) Quale questione affronta il brano?
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Diventare mamma e continuare a lavorare. In Italia in molti casi è ancora un connubio difficile da realizzare. Come dimostra una recente indagine dell'Istat secondo cui il 30% delle donne occupate ha lasciato l'impiego dopo la gravidanza. E tra quelle nate dopo il 1964, che dovrebbero rappresentare la fascia più attiva da un punto di vista lavorativo, il 25% è senza lavoro perché ha deciso di licenziarsi dopo essere diventata mamma. A rincarare la dose è anche l'Ocse secondo cui l'Italia è uno dei membri dell'Unione Europea (insieme a Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca) dove si registra il tasso di occupazione minore tra le donne con almeno tre figli. Inoltre, il periodo di congedo per maternità concesso alle lavoratrici italiane è di molto inferiore alla media Ue ed è accompagnato dalla scarsità di forme di congedo parentale per gli uomini. Inevitabile che i riflettori si siano accesi da tempo sulla questione, anche alla luce di recenti ricerche che dimostrano come la presenza femminile in azienda aumenta le "performance", sia in termini di crescita che di redditività, migliora la capacità di "problem solving" dei team di lavoro e fa crescere in meglio la reputazione dell'impresa.Per agevolare il lavoro femminile, il Governo ha introdotto tramite il Jobs Act contributi dimezzati per chi assume, tra gli altri, lavoratrici disoccupate da oltre dodici mesi o donne di qualsiasi età senza lavoro da almeno ventiquattro mesi, ovunque residenti. Mentre nel disegno di legge collegato alla legge di stabilità 2016 è stato introdotto e disciplinato lo "smart working" o lavoro agile che consente una gestione flessibile degli impegni e degli orari di lavoro grazie all'utilizzo dei moderni strumenti tecnologici. Una caratteristica che lo rende uno strumento adatto a favorire la permanenza delle donne nel mercato del lavoro anche dopo la maternità. E dunque sempre più utilizzato all'interno delle aziende, tra le quali l'Eni, che ha in programma "di introdurre una formula di smart working da rivolgere in modo dedicato al personale femminile al rientro dalla maternità, che metterà in condizione la neo mamma di lavorare un giorno alla settimana da casa per la durata di un anno", racconta Grazia Fimiani, direttore risorse umane e organizzazione del gruppo energetico. (da: "Maternità e lavoro, in Italia la conciliazione resta difficile", d.repubblica.it) Secondo l'ISTAT:
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Diventare mamma e continuare a lavorare. In Italia in molti casi è ancora un connubio difficile da realizzare. Come dimostra una recente indagine dell'Istat secondo cui il 30% delle donne occupate ha lasciato l'impiego dopo la gravidanza. E tra quelle nate dopo il 1964, che dovrebbero rappresentare la fascia più attiva da un punto di vista lavorativo, il 25% è senza lavoro perché ha deciso di licenziarsi dopo essere diventata mamma. A rincarare la dose è anche l'Ocse secondo cui l'Italia è uno dei membri dell'Unione Europea (insieme a Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca) dove si registra il tasso di occupazione minore tra le donne con almeno tre figli. Inoltre, il periodo di congedo per maternità concesso alle lavoratrici italiane è di molto inferiore alla media Ue ed è accompagnato dalla scarsità di forme di congedo parentale per gli uomini. Inevitabile che i riflettori si siano accesi da tempo sulla questione, anche alla luce di recenti ricerche che dimostrano come la presenza femminile in azienda aumenta le "performance", sia in termini di crescita che di redditività, migliora la capacità di "problem solving" dei team di lavoro e fa crescere in meglio la reputazione dell'impresa.Per agevolare il lavoro femminile, il Governo ha introdotto tramite il Jobs Act contributi dimezzati per chi assume, tra gli altri, lavoratrici disoccupate da oltre dodici mesi o donne di qualsiasi età senza lavoro da almeno ventiquattro mesi, ovunque residenti. Mentre nel disegno di legge collegato alla legge di stabilità 2016 è stato introdotto e disciplinato lo "smart working" o lavoro agile che consente una gestione flessibile degli impegni e degli orari di lavoro grazie all'utilizzo dei moderni strumenti tecnologici. Una caratteristica che lo rende uno strumento adatto a favorire la permanenza delle donne nel mercato del lavoro anche dopo la maternità. E dunque sempre più utilizzato all'interno delle aziende, tra le quali l'Eni, che ha in programma "di introdurre una formula di smart working da rivolgere in modo dedicato al personale femminile al rientro dalla maternità, che metterà in condizione la neo mamma di lavorare un giorno alla settimana da casa per la durata di un anno", racconta Grazia Fimiani, direttore risorse umane e organizzazione del gruppo energetico. (da: "Maternità e lavoro, in Italia la conciliazione resta difficile", d.repubblica.it) Quale delle seguenti affermazioni NON è deducibile dal brano?
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Diventare mamma e continuare a lavorare. In Italia in molti casi è ancora un connubio difficile da realizzare. Come dimostra una recente indagine dell'Istat secondo cui il 30% delle donne occupate ha lasciato l'impiego dopo la gravidanza. E tra quelle nate dopo il 1964, che dovrebbero rappresentare la fascia più attiva da un punto di vista lavorativo, il 25% è senza lavoro perché ha deciso di licenziarsi dopo essere diventata mamma. A rincarare la dose è anche l'Ocse secondo cui l'Italia è uno dei membri dell'Unione Europea (insieme a Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca) dove si registra il tasso di occupazione minore tra le donne con almeno tre figli. Inoltre, il periodo di congedo per maternità concesso alle lavoratrici italiane è di molto inferiore alla media Ue ed è accompagnato dalla scarsità di forme di congedo parentale per gli uomini. Inevitabile che i riflettori si siano accesi da tempo sulla questione, anche alla luce di recenti ricerche che dimostrano come la presenza femminile in azienda aumenta le "performance", sia in termini di crescita che di redditività, migliora la capacità di "problem solving" dei team di lavoro e fa crescere in meglio la reputazione dell'impresa.Per agevolare il lavoro femminile, il Governo ha introdotto tramite il Jobs Act contributi dimezzati per chi assume, tra gli altri, lavoratrici disoccupate da oltre dodici mesi o donne di qualsiasi età senza lavoro da almeno ventiquattro mesi, ovunque residenti. Mentre nel disegno di legge collegato alla legge di stabilità 2016 è stato introdotto e disciplinato lo "smart working" o lavoro agile che consente una gestione flessibile degli impegni e degli orari di lavoro grazie all'utilizzo dei moderni strumenti tecnologici. Una caratteristica che lo rende uno strumento adatto a favorire la permanenza delle donne nel mercato del lavoro anche dopo la maternità. E dunque sempre più utilizzato all'interno delle aziende, tra le quali l'Eni, che ha in programma "di introdurre una formula di smart working da rivolgere in modo dedicato al personale femminile al rientro dalla maternità, che metterà in condizione la neo mamma di lavorare un giorno alla settimana da casa per la durata di un anno", racconta Grazia Fimiani, direttore risorse umane e organizzazione del gruppo energetico. (da: "Maternità e lavoro, in Italia la conciliazione resta difficile", d.repubblica.it) Quale delle seguenti affermazioni è vera?
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Diversi sono i temi che affiorano lungo la lettura di questo romanzo: ambientato nel pieno dei "Roarin' Twenties" e del proibizionismo, Il grande Gatsby è un brusco e drammatico risveglio dal "sogno americano". Fitzgerald dipinge un ritratto impietoso della upper class americana, a sua volta divisa fra ricchi e arricchiti. Nessuno si salva in questo confronto: se i "nuovi ricchi" sono gentaglia ignorante che pensa solo a divertirsi in modo estremo e senza limite alcuno, gli "aristocratici" sono egoisti e crudeli, gelosi del proprio primato sociale e completamente disattenti ai rapporti interpersonali. D'altra parte la ricchezza materiale sembra essere, per Fitzgerald, l'unica possibilità di avere una vita sopportabile [...]. Nessuna mobilità sociale è concessa nell'America della "liberty and justice for all": i muri fra le classi sono invalicabili, eppure il valore assoluto e indiscutibile del denaro e della sua ostentazione rende accettabile l'arricchimento con mezzi illeciti. Daisy è disposta ad accettare l'amore di Gatsby solo ora che è ricco, dopo averlo rifiutato anni prima, quando lui non lo era. Il grande Gatsby è anche un grande romanzo sull'incomunicabilità e sull'impossibilità di amare veramente. I rapporti fra le persone sono forzati e basati sull'interesse materiale, in nessun momento vi è un tentativo di capire veramente l'altro o di accoglierlo per quello che è. Perfino Gatsby, il cui amore per Daisy è totale e sincero, non riesce ad accettare il fatto di non essere corrisposto dalla ragazza con la stessa intensità e in modo assoluto. Inoltre, Gatsby è determinato a rivivere e a emendare [1] il proprio passato come se il tempo trascorso non avesse lasciato traccia, volendo credere che sia possibile cambiare a posteriori il corso della propria vita. Elemento onnipresente e pervasivo (come peraltro nella vita di Fitzgerald) è l'alcol, che rende spesso opachi e velati da incoerenza i dialoghi fra i protagonisti, oltre a diventare, attraverso l'esasperato e continuo consumo, simbolo di ricchezza e benessere nonché di vero e proprio potere, derivante dalla trasgressione alla legge Volstead che ne proibiva l'uso. Molti sono gli aspetti che collegano il romanzo alla reale e tumultuosa vita di Fitzgerald e di sua moglie Zelda, ritratta fedelmente nella ricca, viziata e un po' ottusa Daisy; come Daisy, Zelda riteneva impensabile che una ragazza ricca potesse sposare un ragazzo povero, tanto da accettare di sposare Fitzgerald solo dopo il successo del primo romanzo, This Side of Paradise. I fastosi ricevimenti di Gatsby ricordano quelli organizzati dallo stesso Fitzgerald, che come Gatsby conobbe fortune incredibili e rovinose cadute. L'insuccesso commerciale di questo romanzo, che al momento della pubblicazione nel 1925 fu stampato in poco più di ventimila copie e fruttò all'autore circa duemila dollari, segnò l'inizio della rovina di Fitzgerald. Sempre più devastato dall'alcol, egli rapidamente dissolse il suo enorme talento e rimase oppresso dai problemi psichiatrici della moglie e dalle difficoltà economiche. (Da: "Il grande Gatsby: l'altra faccia del 'sogno americano'", di Stefano Crivelli, http://www.criticaletteraria.org/) Quale dei seguenti termini può sostituire il termine "emendare [1]" senza cambiare il senso della frase?
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Diversi sono i temi che affiorano lungo la lettura di questo romanzo: ambientato nel pieno dei "Roarin' Twenties" e del proibizionismo, Il grande Gatsby è un brusco e drammatico risveglio dal "sogno americano". Fitzgerald dipinge un ritratto impietoso della upper class americana, a sua volta divisa fra ricchi e arricchiti. Nessuno si salva in questo confronto: se i "nuovi ricchi" sono gentaglia ignorante che pensa solo a divertirsi in modo estremo e senza limite alcuno, gli "aristocratici" sono egoisti e crudeli, gelosi del proprio primato sociale e completamente disattenti ai rapporti interpersonali. D'altra parte la ricchezza materiale sembra essere, per Fitzgerald, l'unica possibilità di avere una vita sopportabile [...]. Nessuna mobilità sociale è concessa nell'America della "liberty and justice for all": i muri fra le classi sono invalicabili, eppure il valore assoluto e indiscutibile del denaro e della sua ostentazione rende accettabile l'arricchimento con mezzi illeciti. Daisy è disposta ad accettare l'amore di Gatsby solo ora che è ricco, dopo averlo rifiutato anni prima, quando lui non lo era. Il grande Gatsby è anche un grande romanzo sull'incomunicabilità e sull'impossibilità di amare veramente. I rapporti fra le persone sono forzati e basati sull'interesse materiale, in nessun momento vi è un tentativo di capire veramente l'altro o di accoglierlo per quello che è. Perfino Gatsby, il cui amore per Daisy è totale e sincero, non riesce ad accettare il fatto di non essere corrisposto dalla ragazza con la stessa intensità e in modo assoluto. Inoltre, Gatsby è determinato a rivivere e a emendare [1] il proprio passato come se il tempo trascorso non avesse lasciato traccia, volendo credere che sia possibile cambiare a posteriori il corso della propria vita. Elemento onnipresente e pervasivo (come peraltro nella vita di Fitzgerald) è l'alcol, che rende spesso opachi e velati da incoerenza i dialoghi fra i protagonisti, oltre a diventare, attraverso l'esasperato e continuo consumo, simbolo di ricchezza e benessere nonché di vero e proprio potere, derivante dalla trasgressione alla legge Volstead che ne proibiva l'uso. Molti sono gli aspetti che collegano il romanzo alla reale e tumultuosa vita di Fitzgerald e di sua moglie Zelda, ritratta fedelmente nella ricca, viziata e un po' ottusa Daisy; come Daisy, Zelda riteneva impensabile che una ragazza ricca potesse sposare un ragazzo povero, tanto da accettare di sposare Fitzgerald solo dopo il successo del primo romanzo, This Side of Paradise. I fastosi ricevimenti di Gatsby ricordano quelli organizzati dallo stesso Fitzgerald, che come Gatsby conobbe fortune incredibili e rovinose cadute. L'insuccesso commerciale di questo romanzo, che al momento della pubblicazione nel 1925 fu stampato in poco più di ventimila copie e fruttò all'autore circa duemila dollari, segnò l'inizio della rovina di Fitzgerald. Sempre più devastato dall'alcol, egli rapidamente dissolse il suo enorme talento e rimase oppresso dai problemi psichiatrici della moglie e dalle difficoltà economiche. (Da: "Il grande Gatsby: l'altra faccia del 'sogno americano'", di Stefano Crivelli, http://www.criticaletteraria.org/) Quale delle seguenti affermazioni è deducibile dal brano?
RISPOSTA   Domanda difficile Leggere attentamente il seguente brano. Diversi sono i temi che affiorano lungo la lettura di questo romanzo: ambientato nel pieno dei "Roarin' Twenties" e del proibizionismo, Il grande Gatsby è un brusco e drammatico risveglio dal "sogno americano". Fitzgerald dipinge un ritratto impietoso della upper class americana, a sua volta divisa fra ricchi e arricchiti. Nessuno si salva in questo confronto: se i "nuovi ricchi" sono gentaglia ignorante che pensa solo a divertirsi in modo estremo e senza limite alcuno, gli "aristocratici" sono egoisti e crudeli, gelosi del proprio primato sociale e completamente disattenti ai rapporti interpersonali. D'altra parte la ricchezza materiale sembra essere, per Fitzgerald, l'unica possibilità di avere una vita sopportabile [...]. Nessuna mobilità sociale è concessa nell'America della "liberty and justice for all": i muri fra le classi sono invalicabili, eppure il valore assoluto e indiscutibile del denaro e della sua ostentazione rende accettabile l'arricchimento con mezzi illeciti. Daisy è disposta ad accettare l'amore di Gatsby solo ora che è ricco, dopo averlo rifiutato anni prima, quando lui non lo era. Il grande Gatsby è anche un grande romanzo sull'incomunicabilità e sull'impossibilità di amare veramente. I rapporti fra le persone sono forzati e basati sull'interesse materiale, in nessun momento vi è un tentativo di capire veramente l'altro o di accoglierlo per quello che è. Perfino Gatsby, il cui amore per Daisy è totale e sincero, non riesce ad accettare il fatto di non essere corrisposto dalla ragazza con la stessa intensità e in modo assoluto. Inoltre, Gatsby è determinato a rivivere e a emendare [1] il proprio passato come se il tempo trascorso non avesse lasciato traccia, volendo credere che sia possibile cambiare a posteriori il corso della propria vita. Elemento onnipresente e pervasivo (come peraltro nella vita di Fitzgerald) è l'alcol, che rende spesso opachi e velati da incoerenza i dialoghi fra i protagonisti, oltre a diventare, attraverso l'esasperato e continuo consumo, simbolo di ricchezza e benessere nonché di vero e proprio potere, derivante dalla trasgressione alla legge Volstead che ne proibiva l'uso. Molti sono gli aspetti che collegano il romanzo alla reale e tumultuosa vita di Fitzgerald e di sua moglie Zelda, ritratta fedelmente nella ricca, viziata e un po' ottusa Daisy; come Daisy, Zelda riteneva impensabile che una ragazza ricca potesse sposare un ragazzo povero, tanto da accettare di sposare Fitzgerald solo dopo il successo del primo romanzo, This Side of Paradise. I fastosi ricevimenti di Gatsby ricordano quelli organizzati dallo stesso Fitzgerald, che come Gatsby conobbe fortune incredibili e rovinose cadute. L'insuccesso commerciale di questo romanzo, che al momento della pubblicazione nel 1925 fu stampato in poco più di ventimila copie e fruttò all'autore circa duemila dollari, segnò l'inizio della rovina di Fitzgerald. Sempre più devastato dall'alcol, egli rapidamente dissolse il suo enorme talento e rimase oppresso dai problemi psichiatrici della moglie e dalle difficoltà economiche. (Da: "Il grande Gatsby: l'altra faccia del 'sogno americano'", di Stefano Crivelli, http://www.criticaletteraria.org/) Quale delle seguenti affermazioni NON è deducibile dal brano?
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Diversi sono i temi che affiorano lungo la lettura di questo romanzo: ambientato nel pieno dei "Roarin' Twenties" e del proibizionismo, Il grande Gatsby è un brusco e drammatico risveglio dal "sogno americano". Fitzgerald dipinge un ritratto impietoso della upper class americana, a sua volta divisa fra ricchi e arricchiti. Nessuno si salva in questo confronto: se i "nuovi ricchi" sono gentaglia ignorante che pensa solo a divertirsi in modo estremo e senza limite alcuno, gli "aristocratici" sono egoisti e crudeli, gelosi del proprio primato sociale e completamente disattenti ai rapporti interpersonali. D'altra parte la ricchezza materiale sembra essere, per Fitzgerald, l'unica possibilità di avere una vita sopportabile [...]. Nessuna mobilità sociale è concessa nell'America della "liberty and justice for all": i muri fra le classi sono invalicabili, eppure il valore assoluto e indiscutibile del denaro e della sua ostentazione rende accettabile l'arricchimento con mezzi illeciti. Daisy è disposta ad accettare l'amore di Gatsby solo ora che è ricco, dopo averlo rifiutato anni prima, quando lui non lo era. Il grande Gatsby è anche un grande romanzo sull'incomunicabilità e sull'impossibilità di amare veramente. I rapporti fra le persone sono forzati e basati sull'interesse materiale, in nessun momento vi è un tentativo di capire veramente l'altro o di accoglierlo per quello che è. Perfino Gatsby, il cui amore per Daisy è totale e sincero, non riesce ad accettare il fatto di non essere corrisposto dalla ragazza con la stessa intensità e in modo assoluto. Inoltre, Gatsby è determinato a rivivere e a emendare [1] il proprio passato come se il tempo trascorso non avesse lasciato traccia, volendo credere che sia possibile cambiare a posteriori il corso della propria vita. Elemento onnipresente e pervasivo (come peraltro nella vita di Fitzgerald) è l'alcol, che rende spesso opachi e velati da incoerenza i dialoghi fra i protagonisti, oltre a diventare, attraverso l'esasperato e continuo consumo, simbolo di ricchezza e benessere nonché di vero e proprio potere, derivante dalla trasgressione alla legge Volstead che ne proibiva l'uso. Molti sono gli aspetti che collegano il romanzo alla reale e tumultuosa vita di Fitzgerald e di sua moglie Zelda, ritratta fedelmente nella ricca, viziata e un po' ottusa Daisy; come Daisy, Zelda riteneva impensabile che una ragazza ricca potesse sposare un ragazzo povero, tanto da accettare di sposare Fitzgerald solo dopo il successo del primo romanzo, This Side of Paradise. I fastosi ricevimenti di Gatsby ricordano quelli organizzati dallo stesso Fitzgerald, che come Gatsby conobbe fortune incredibili e rovinose cadute. L'insuccesso commerciale di questo romanzo, che al momento della pubblicazione nel 1925 fu stampato in poco più di ventimila copie e fruttò all'autore circa duemila dollari, segnò l'inizio della rovina di Fitzgerald. Sempre più devastato dall'alcol, egli rapidamente dissolse il suo enorme talento e rimase oppresso dai problemi psichiatrici della moglie e dalle difficoltà economiche. (Da: "Il grande Gatsby: l'altra faccia del 'sogno americano'", di Stefano Crivelli, http://www.criticaletteraria.org/) Quale delle seguenti affermazioni è VERA sul romanzo "Il grande Gatsby"?
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Diversi sono i temi che affiorano lungo la lettura di questo romanzo: ambientato nel pieno dei "Roarin' Twenties" e del proibizionismo, Il grande Gatsby è un brusco e drammatico risveglio dal "sogno americano". Fitzgerald dipinge un ritratto impietoso della upper class americana, a sua volta divisa fra ricchi e arricchiti. Nessuno si salva in questo confronto: se i "nuovi ricchi" sono gentaglia ignorante che pensa solo a divertirsi in modo estremo e senza limite alcuno, gli "aristocratici" sono egoisti e crudeli, gelosi del proprio primato sociale e completamente disattenti ai rapporti interpersonali. D'altra parte la ricchezza materiale sembra essere, per Fitzgerald, l'unica possibilità di avere una vita sopportabile [...]. Nessuna mobilità sociale è concessa nell'America della "liberty and justice for all": i muri fra le classi sono invalicabili, eppure il valore assoluto e indiscutibile del denaro e della sua ostentazione rende accettabile l'arricchimento con mezzi illeciti. Daisy è disposta ad accettare l'amore di Gatsby solo ora che è ricco, dopo averlo rifiutato anni prima, quando lui non lo era. Il grande Gatsby è anche un grande romanzo sull'incomunicabilità e sull'impossibilità di amare veramente. I rapporti fra le persone sono forzati e basati sull'interesse materiale, in nessun momento vi è un tentativo di capire veramente l'altro o di accoglierlo per quello che è. Perfino Gatsby, il cui amore per Daisy è totale e sincero, non riesce ad accettare il fatto di non essere corrisposto dalla ragazza con la stessa intensità e in modo assoluto. Inoltre, Gatsby è determinato a rivivere e a emendare [1] il proprio passato come se il tempo trascorso non avesse lasciato traccia, volendo credere che sia possibile cambiare a posteriori il corso della propria vita. Elemento onnipresente e pervasivo (come peraltro nella vita di Fitzgerald) è l'alcol, che rende spesso opachi e velati da incoerenza i dialoghi fra i protagonisti, oltre a diventare, attraverso l'esasperato e continuo consumo, simbolo di ricchezza e benessere nonché di vero e proprio potere, derivante dalla trasgressione alla legge Volstead che ne proibiva l'uso. Molti sono gli aspetti che collegano il romanzo alla reale e tumultuosa vita di Fitzgerald e di sua moglie Zelda, ritratta fedelmente nella ricca, viziata e un po' ottusa Daisy; come Daisy, Zelda riteneva impensabile che una ragazza ricca potesse sposare un ragazzo povero, tanto da accettare di sposare Fitzgerald solo dopo il successo del primo romanzo, This Side of Paradise. I fastosi ricevimenti di Gatsby ricordano quelli organizzati dallo stesso Fitzgerald, che come Gatsby conobbe fortune incredibili e rovinose cadute. L'insuccesso commerciale di questo romanzo, che al momento della pubblicazione nel 1925 fu stampato in poco più di ventimila copie e fruttò all'autore circa duemila dollari, segnò l'inizio della rovina di Fitzgerald. Sempre più devastato dall'alcol, egli rapidamente dissolse il suo enorme talento e rimase oppresso dai problemi psichiatrici della moglie e dalle difficoltà economiche. (Da: "Il grande Gatsby: l'altra faccia del 'sogno americano'", di Stefano Crivelli, http://www.criticaletteraria.org/) In che periodo è ambientato il romanzo di Fitzgerald?

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