Tutte le domande del quiz : Ragionamento critico verbaletratto da:Comune di Napoli / RIPAM Quiz - Concorso pubblico per il reclutamento di 11 maestre (categoria C, posizione economica C1, codice concorso DSI/NAE)  Esercitati su questo Quiz  |
RISPOSTA   La scienza non ha mai dato molto credito alle affermazioni secondo cui per apprendere il francese o il cinese è sufficiente ascoltare una lezione su cd mentre si dorme. Un nuovo studio, però, incentrato su un metodo diverso di ascolto durante il sonno, permette di comprendere meglio in che modo funzioni un cervello addormentato. Gli scienziati della Northwestern University hanno reso noto che trasmettere alcuni suoni specifici mentre si dorme è servito ad alcune persone che si sono sottoposte all'esperimento a ricordare meglio ciò che avevano studiato prima di addormentarsi, al punto che la memoria di tutti loro è risultata notevolmente migliorata. La rivista Science ha pubblicato un articolo sullo studio nel corso del quale i ricercatori hanno insegnato ad alcuni soggetti a collocare una cinquantina di immagini al loro posto giusto su uno schermo. Ogni immagine era accompagnata da un suono particolare, per esempio un miagolio per l'immagine del gatto e un turbinio di pale per quella di un elicottero. Dodici soggetti hanno quindi fatto un sonnellino, durante il quale 25 dei suoni ascoltati in precedenza sono stati trasmessi insieme al rumore bianco. Quando si sono svegliati quasi tutti hanno ricordato con maggiore precisione la disposizione sul computer delle immagini i cui suoni erano stati ritrasmessi mentre dormivano, mentre hanno incontrato qualche difficoltà in più per le restanti 25 immagini. I suoni che accompagnavano le immagini: |
RISPOSTA   La scienza non ha mai dato molto credito alle affermazioni secondo cui per apprendere il francese o il cinese è sufficiente ascoltare una lezione su cd mentre si dorme. Un nuovo studio, però, incentrato su un metodo diverso di ascolto durante il sonno, permette di comprendere meglio in che modo funzioni un cervello addormentato. Gli scienziati della Northwestern University hanno reso noto che trasmettere alcuni suoni specifici mentre si dorme è servito ad alcune persone che si sono sottoposte all'esperimento a ricordare meglio ciò che avevano studiato prima di addormentarsi, al punto che la memoria di tutti loro è risultata notevolmente migliorata. La rivista Science ha pubblicato un articolo sullo studio nel corso del quale i ricercatori hanno insegnato ad alcuni soggetti a collocare una cinquantina di immagini al loro posto giusto su uno schermo. Ogni immagine era accompagnata da un suono particolare, per esempio un miagolio per l'immagine del gatto e un turbinio di pale per quella di un elicottero. Dodici soggetti hanno quindi fatto un sonnellino, durante il quale 25 dei suoni ascoltati in precedenza sono stati trasmessi insieme al rumore bianco. Quando si sono svegliati quasi tutti hanno ricordato con maggiore precisione la disposizione sul computer delle immagini i cui suoni erano stati ritrasmessi mentre dormivano, mentre hanno incontrato qualche difficoltà in più per le restanti 25 immagini. Il nuovo studio: |
RISPOSTA   La scienza non ha mai dato molto credito alle affermazioni secondo cui per apprendere il francese o il cinese è sufficiente ascoltare una lezione su cd mentre si dorme. Un nuovo studio, però, incentrato su un metodo diverso di ascolto durante il sonno, permette di comprendere meglio in che modo funzioni un cervello addormentato. Gli scienziati della Northwestern University hanno reso noto che trasmettere alcuni suoni specifici mentre si dorme è servito ad alcune persone che si sono sottoposte all'esperimento a ricordare meglio ciò che avevano studiato prima di addormentarsi, al punto che la memoria di tutti loro è risultata notevolmente migliorata. La rivista Science ha pubblicato un articolo sullo studio nel corso del quale i ricercatori hanno insegnato ad alcuni soggetti a collocare una cinquantina di immagini al loro posto giusto su uno schermo. Ogni immagine era accompagnata da un suono particolare, per esempio un miagolio per l'immagine del gatto e un turbinio di pale per quella di un elicottero. Dodici soggetti hanno quindi fatto un sonnellino, durante il quale 25 dei suoni ascoltati in precedenza sono stati trasmessi insieme al rumore bianco. Quando si sono svegliati quasi tutti hanno ricordato con maggiore precisione la disposizione sul computer delle immagini i cui suoni erano stati ritrasmessi mentre dormivano, mentre hanno incontrato qualche difficoltà in più per le restanti 25 immagini. Durante l'esperimento, nella fase di veglia: |
RISPOSTA   La scienza non ha mai dato molto credito alle affermazioni secondo cui per apprendere il francese o il cinese è sufficiente ascoltare una lezione su cd mentre si dorme. Un nuovo studio, però, incentrato su un metodo diverso di ascolto durante il sonno, permette di comprendere meglio in che modo funzioni un cervello addormentato. Gli scienziati della Northwestern University hanno reso noto che trasmettere alcuni suoni specifici mentre si dorme è servito ad alcune persone che si sono sottoposte all'esperimento a ricordare meglio ciò che avevano studiato prima di addormentarsi, al punto che la memoria di tutti loro è risultata notevolmente migliorata. La rivista Science ha pubblicato un articolo sullo studio nel corso del quale i ricercatori hanno insegnato ad alcuni soggetti a collocare una cinquantina di immagini al loro posto giusto su uno schermo. Ogni immagine era accompagnata da un suono particolare, per esempio un miagolio per l'immagine del gatto e un turbinio di pale per quella di un elicottero. Dodici soggetti hanno quindi fatto un sonnellino, durante il quale 25 dei suoni ascoltati in precedenza sono stati trasmessi insieme al rumore bianco. Quando si sono svegliati quasi tutti hanno ricordato con maggiore precisione la disposizione sul computer delle immagini i cui suoni erano stati ritrasmessi mentre dormivano, mentre hanno incontrato qualche difficoltà in più per le restanti 25 immagini. Gli scienziati: |
RISPOSTA   La scienza non ha mai dato molto credito alle affermazioni secondo cui per apprendere il francese o il cinese è sufficiente ascoltare una lezione su cd mentre si dorme. Un nuovo studio, però, incentrato su un metodo diverso di ascolto durante il sonno, permette di comprendere meglio in che modo funzioni un cervello addormentato. Gli scienziati della Northwestern University hanno reso noto che trasmettere alcuni suoni specifici mentre si dorme è servito ad alcune persone che si sono sottoposte all'esperimento a ricordare meglio ciò che avevano studiato prima di addormentarsi, al punto che la memoria di tutti loro è risultata notevolmente migliorata. La rivista Science ha pubblicato un articolo sullo studio nel corso del quale i ricercatori hanno insegnato ad alcuni soggetti a collocare una cinquantina di immagini al loro posto giusto su uno schermo. Ogni immagine era accompagnata da un suono particolare, per esempio un miagolio per l'immagine del gatto e un turbinio di pale per quella di un elicottero. Dodici soggetti hanno quindi fatto un sonnellino, durante il quale 25 dei suoni ascoltati in precedenza sono stati trasmessi insieme al rumore bianco. Quando si sono svegliati quasi tutti hanno ricordato con maggiore precisione la disposizione sul computer delle immagini i cui suoni erano stati ritrasmessi mentre dormivano, mentre hanno incontrato qualche difficoltà in più per le restanti 25 immagini. Dopo il sonnellino: |
RISPOSTA   La scoperta di Tell Hamoukar, un antico villaggio siriano risalente al 4000-3500 a.C., dilata la storia della civilizzazione, obbligando gli archeologi a spostarne le origini in un periodo più lontano di quello considerato finora. In particolare, i reperti emersi testimoniano che lo sviluppo urbano può aver preceduto la nascita della scrittura, tradizionalmente ritenuta il punto di partenza della civiltà. In quest'ottica, per lungo tempo condivisa, la paternità del processo di civilizzazione era stata riconosciuta ai Sumeri della vicina Mesopotamia. Qui è stata localizzata la culla della scrittura, anche se recenti ritrovamenti hanno fatto avanzare la candidatura dell'Egitto. La questione tra Egitto e Mesopotamia resta in sospeso, anche perché la datazione comparativa dei reperti non consente di assegnare il primo posto all'uno o all'altra con assoluta certezza; il parere di alcuni studiosi è che in realtà la scrittura possa essersi evoluta contemporaneamente in entrambe le regioni e che la sua acquisizione non sia stata un'invenzione, ma sia derivata da una progressiva elaborazione dei segni pittorici. Gli scavi mettono in discussione i criteri comunemente usati per stabilire dove sia cominciato il progresso umano. Il villaggio conobbe una prima occupazione attorno al 4000 a.C., ma nel giro di 200- 300 anni si era già trasformato in una città ben organizzata, delimitata e difesa da mura, nella quale la vita si svolgeva con modalità tutt'altro che primitive: forni e vasellame per la preparazione e la cottura di cibi, resti di vari tipi di cereali e ossa di animali sono solo parte del materiale venuto alla luce. Ma il reperto più significativo è rappresentato da una serie di sigilli, probabilmente utilizzati dai cittadini più autorevoli per contrassegnare la proprietà degli oggetti; alcuni di questi sigilli consistono in raffinate riproduzioni di animali. Secondo il parere di alcuni studiosi: |
RISPOSTA   La scoperta di Tell Hamoukar, un antico villaggio siriano risalente al 4000-3500 a.C., dilata la storia della civilizzazione, obbligando gli archeologi a spostarne le origini in un periodo più lontano di quello considerato finora. In particolare, i reperti emersi testimoniano che lo sviluppo urbano può aver preceduto la nascita della scrittura, tradizionalmente ritenuta il punto di partenza della civiltà. In quest'ottica, per lungo tempo condivisa, la paternità del processo di civilizzazione era stata riconosciuta ai Sumeri della vicina Mesopotamia. Qui è stata localizzata la culla della scrittura, anche se recenti ritrovamenti hanno fatto avanzare la candidatura dell'Egitto. La questione tra Egitto e Mesopotamia resta in sospeso, anche perché la datazione comparativa dei reperti non consente di assegnare il primo posto all'uno o all'altra con assoluta certezza; il parere di alcuni studiosi è che in realtà la scrittura possa essersi evoluta contemporaneamente in entrambe le regioni e che la sua acquisizione non sia stata un'invenzione, ma sia derivata da una progressiva elaborazione dei segni pittorici. Gli scavi mettono in discussione i criteri comunemente usati per stabilire dove sia cominciato il progresso umano. Il villaggio conobbe una prima occupazione attorno al 4000 a.C., ma nel giro di 200- 300 anni si era già trasformato in una città ben organizzata, delimitata e difesa da mura, nella quale la vita si svolgeva con modalità tutt'altro che primitive: forni e vasellame per la preparazione e la cottura di cibi, resti di vari tipi di cereali e ossa di animali sono solo parte del materiale venuto alla luce. Ma il reperto più significativo è rappresentato da una serie di sigilli, probabilmente utilizzati dai cittadini più autorevoli per contrassegnare la proprietà degli oggetti; alcuni di questi sigilli consistono in raffinate riproduzioni di animali. In seguito agli scavi, gli archeologi hanno ipotizzato: |
RISPOSTA   La scoperta di Tell Hamoukar, un antico villaggio siriano risalente al 4000-3500 a.C., dilata la storia della civilizzazione, obbligando gli archeologi a spostarne le origini in un periodo più lontano di quello considerato finora. In particolare, i reperti emersi testimoniano che lo sviluppo urbano può aver preceduto la nascita della scrittura, tradizionalmente ritenuta il punto di partenza della civiltà. In quest'ottica, per lungo tempo condivisa, la paternità del processo di civilizzazione era stata riconosciuta ai Sumeri della vicina Mesopotamia. Qui è stata localizzata la culla della scrittura, anche se recenti ritrovamenti hanno fatto avanzare la candidatura dell'Egitto. La questione tra Egitto e Mesopotamia resta in sospeso, anche perché la datazione comparativa dei reperti non consente di assegnare il primo posto all'uno o all'altra con assoluta certezza; il parere di alcuni studiosi è che in realtà la scrittura possa essersi evoluta contemporaneamente in entrambe le regioni e che la sua acquisizione non sia stata un'invenzione, ma sia derivata da una progressiva elaborazione dei segni pittorici. Gli scavi mettono in discussione i criteri comunemente usati per stabilire dove sia cominciato il progresso umano. Il villaggio conobbe una prima occupazione attorno al 4000 a.C., ma nel giro di 200- 300 anni si era già trasformato in una città ben organizzata, delimitata e difesa da mura, nella quale la vita si svolgeva con modalità tutt'altro che primitive: forni e vasellame per la preparazione e la cottura di cibi, resti di vari tipi di cereali e ossa di animali sono solo parte del materiale venuto alla luce. Ma il reperto più significativo è rappresentato da una serie di sigilli, probabilmente utilizzati dai cittadini più autorevoli per contrassegnare la proprietà degli oggetti; alcuni di questi sigilli consistono in raffinate riproduzioni di animali. Una delle ipotesi circa l'origine della scrittura: |
RISPOSTA   La scoperta di Tell Hamoukar, un antico villaggio siriano risalente al 4000-3500 a.C., dilata la storia della civilizzazione, obbligando gli archeologi a spostarne le origini in un periodo più lontano di quello considerato finora. In particolare, i reperti emersi testimoniano che lo sviluppo urbano può aver preceduto la nascita della scrittura, tradizionalmente ritenuta il punto di partenza della civiltà. In quest'ottica, per lungo tempo condivisa, la paternità del processo di civilizzazione era stata riconosciuta ai Sumeri della vicina Mesopotamia. Qui è stata localizzata la culla della scrittura, anche se recenti ritrovamenti hanno fatto avanzare la candidatura dell'Egitto. La questione tra Egitto e Mesopotamia resta in sospeso, anche perché la datazione comparativa dei reperti non consente di assegnare il primo posto all'uno o all'altra con assoluta certezza; il parere di alcuni studiosi è che in realtà la scrittura possa essersi evoluta contemporaneamente in entrambe le regioni e che la sua acquisizione non sia stata un'invenzione, ma sia derivata da una progressiva elaborazione dei segni pittorici. Gli scavi mettono in discussione i criteri comunemente usati per stabilire dove sia cominciato il progresso umano. Il villaggio conobbe una prima occupazione attorno al 4000 a.C., ma nel giro di 200- 300 anni si era già trasformato in una città ben organizzata, delimitata e difesa da mura, nella quale la vita si svolgeva con modalità tutt'altro che primitive: forni e vasellame per la preparazione e la cottura di cibi, resti di vari tipi di cereali e ossa di animali sono solo parte del materiale venuto alla luce. Ma il reperto più significativo è rappresentato da una serie di sigilli, probabilmente utilizzati dai cittadini più autorevoli per contrassegnare la proprietà degli oggetti; alcuni di questi sigilli consistono in raffinate riproduzioni di animali. Uno dei più importanti reperti ritrovati: |
RISPOSTA   La scoperta di Tell Hamoukar, un antico villaggio siriano risalente al 4000-3500 a.C., dilata la storia della civilizzazione, obbligando gli archeologi a spostarne le origini in un periodo più lontano di quello considerato finora. In particolare, i reperti emersi testimoniano che lo sviluppo urbano può aver preceduto la nascita della scrittura, tradizionalmente ritenuta il punto di partenza della civiltà. In quest'ottica, per lungo tempo condivisa, la paternità del processo di civilizzazione era stata riconosciuta ai Sumeri della vicina Mesopotamia. Qui è stata localizzata la culla della scrittura, anche se recenti ritrovamenti hanno fatto avanzare la candidatura dell'Egitto. La questione tra Egitto e Mesopotamia resta in sospeso, anche perché la datazione comparativa dei reperti non consente di assegnare il primo posto all'uno o all'altra con assoluta certezza; il parere di alcuni studiosi è che in realtà la scrittura possa essersi evoluta contemporaneamente in entrambe le regioni e che la sua acquisizione non sia stata un'invenzione, ma sia derivata da una progressiva elaborazione dei segni pittorici. Gli scavi mettono in discussione i criteri comunemente usati per stabilire dove sia cominciato il progresso umano. Il villaggio conobbe una prima occupazione attorno al 4000 a.C., ma nel giro di 200- 300 anni si era già trasformato in una città ben organizzata, delimitata e difesa da mura, nella quale la vita si svolgeva con modalità tutt'altro che primitive: forni e vasellame per la preparazione e la cottura di cibi, resti di vari tipi di cereali e ossa di animali sono solo parte del materiale venuto alla luce. Ma il reperto più significativo è rappresentato da una serie di sigilli, probabilmente utilizzati dai cittadini più autorevoli per contrassegnare la proprietà degli oggetti; alcuni di questi sigilli consistono in raffinate riproduzioni di animali. Durante gli scavi nel villaggio di Tell Hamoukar: |
RISPOSTA   La testimonianza archeologica dell'esistenza di organizzazioni economiche gestite secondo i criteri della ragioneria fin dalle più antiche civiltà si basa sulla "cretula", un oggetto singolare di materiale plasmabile, pressato da due parti di cui una mobile e recante una o più impronte di sigillo. Fino a poco tempo fa considerata per il solo aspetto artistico del sigillo, la cretula - termine latino con cui si indicano i nuclei di argilla o gesso posti su oggetti o pendenti da documenti - ha acquistato sempre maggiore importanza agli occhi degli archeologi. La funzione prevalente della cretula era quella di garanzia contro ogni tipo di effrazione, in occasione di trasporti di merci o per evitare aperture dolose di porte o magazzini. Tuttavia, sin dalle più antiche utilizzazioni nel Neolitico, la cretula aveva acquisito altre funzioni, tra cui la più importante era quella di documento-ricevuta delle avvenute transazioni nella distribuzione di beni. Contemporaneamente le funzioni del sigillo si ampliarono nel tempo ed esso venne apposto anche su altri oggetti a carattere amministrativo, con valore di autenticazione di documenti. Le cretulae presentano un "recto" e un "verso", il primo con l'impronta del sigillo, l'altro con quella dell'oggetto sigillato. Le cretulae staccate dall'oggetto sigillato, al momento della sua apertura per il ritiro dei beni, venivano raccolte in gruppi e venivano conservate per un certo tempo come "ricevute" comprovanti le avvenute operazioni di prelievo. Il sigillo veniva apposto su oggetti a carattere amministrativo? |
RISPOSTA   La testimonianza archeologica dell'esistenza di organizzazioni economiche gestite secondo i criteri della ragioneria fin dalle più antiche civiltà si basa sulla "cretula", un oggetto singolare di materiale plasmabile, pressato da due parti di cui una mobile e recante una o più impronte di sigillo. Fino a poco tempo fa considerata per il solo aspetto artistico del sigillo, la cretula - termine latino con cui si indicano i nuclei di argilla o gesso posti su oggetti o pendenti da documenti - ha acquistato sempre maggiore importanza agli occhi degli archeologi. La funzione prevalente della cretula era quella di garanzia contro ogni tipo di effrazione, in occasione di trasporti di merci o per evitare aperture dolose di porte o magazzini. Tuttavia, sin dalle più antiche utilizzazioni nel Neolitico, la cretula aveva acquisito altre funzioni, tra cui la più importante era quella di documento-ricevuta delle avvenute transazioni nella distribuzione di beni. Contemporaneamente le funzioni del sigillo si ampliarono nel tempo ed esso venne apposto anche su altri oggetti a carattere amministrativo, con valore di autenticazione di documenti. Le cretulae presentano un "recto" e un "verso", il primo con l'impronta del sigillo, l'altro con quella dell'oggetto sigillato. Le cretulae staccate dall'oggetto sigillato, al momento della sua apertura per il ritiro dei beni, venivano raccolte in gruppi e venivano conservate per un certo tempo come "ricevute" comprovanti le avvenute operazioni di prelievo. Il "verso" della cretula: |
RISPOSTA   La testimonianza archeologica dell'esistenza di organizzazioni economiche gestite secondo i criteri della ragioneria fin dalle più antiche civiltà si basa sulla "cretula", un oggetto singolare di materiale plasmabile, pressato da due parti di cui una mobile e recante una o più impronte di sigillo. Fino a poco tempo fa considerata per il solo aspetto artistico del sigillo, la cretula - termine latino con cui si indicano i nuclei di argilla o gesso posti su oggetti o pendenti da documenti - ha acquistato sempre maggiore importanza agli occhi degli archeologi. La funzione prevalente della cretula era quella di garanzia contro ogni tipo di effrazione, in occasione di trasporti di merci o per evitare aperture dolose di porte o magazzini. Tuttavia, sin dalle più antiche utilizzazioni nel Neolitico, la cretula aveva acquisito altre funzioni, tra cui la più importante era quella di documento-ricevuta delle avvenute transazioni nella distribuzione di beni. Contemporaneamente le funzioni del sigillo si ampliarono nel tempo ed esso venne apposto anche su altri oggetti a carattere amministrativo, con valore di autenticazione di documenti. Le cretulae presentano un "recto" e un "verso", il primo con l'impronta del sigillo, l'altro con quella dell'oggetto sigillato. Le cretulae staccate dall'oggetto sigillato, al momento della sua apertura per il ritiro dei beni, venivano raccolte in gruppi e venivano conservate per un certo tempo come "ricevute" comprovanti le avvenute operazioni di prelievo. Il sigillo: |
RISPOSTA   La testimonianza archeologica dell'esistenza di organizzazioni economiche gestite secondo i criteri della ragioneria fin dalle più antiche civiltà si basa sulla "cretula", un oggetto singolare di materiale plasmabile, pressato da due parti di cui una mobile e recante una o più impronte di sigillo. Fino a poco tempo fa considerata per il solo aspetto artistico del sigillo, la cretula - termine latino con cui si indicano i nuclei di argilla o gesso posti su oggetti o pendenti da documenti - ha acquistato sempre maggiore importanza agli occhi degli archeologi. La funzione prevalente della cretula era quella di garanzia contro ogni tipo di effrazione, in occasione di trasporti di merci o per evitare aperture dolose di porte o magazzini. Tuttavia, sin dalle più antiche utilizzazioni nel Neolitico, la cretula aveva acquisito altre funzioni, tra cui la più importante era quella di documento-ricevuta delle avvenute transazioni nella distribuzione di beni. Contemporaneamente le funzioni del sigillo si ampliarono nel tempo ed esso venne apposto anche su altri oggetti a carattere amministrativo, con valore di autenticazione di documenti. Le cretulae presentano un "recto" e un "verso", il primo con l'impronta del sigillo, l'altro con quella dell'oggetto sigillato. Le cretulae staccate dall'oggetto sigillato, al momento della sua apertura per il ritiro dei beni, venivano raccolte in gruppi e venivano conservate per un certo tempo come "ricevute" comprovanti le avvenute operazioni di prelievo. La funzione di documento-ricevuta delle avvenute transazioni: |
RISPOSTA   La testimonianza archeologica dell'esistenza di organizzazioni economiche gestite secondo i criteri della ragioneria fin dalle più antiche civiltà si basa sulla "cretula", un oggetto singolare di materiale plasmabile, pressato da due parti di cui una mobile e recante una o più impronte di sigillo. Fino a poco tempo fa considerata per il solo aspetto artistico del sigillo, la cretula - termine latino con cui si indicano i nuclei di argilla o gesso posti su oggetti o pendenti da documenti - ha acquistato sempre maggiore importanza agli occhi degli archeologi. La funzione prevalente della cretula era quella di garanzia contro ogni tipo di effrazione, in occasione di trasporti di merci o per evitare aperture dolose di porte o magazzini. Tuttavia, sin dalle più antiche utilizzazioni nel Neolitico, la cretula aveva acquisito altre funzioni, tra cui la più importante era quella di documento-ricevuta delle avvenute transazioni nella distribuzione di beni. Contemporaneamente le funzioni del sigillo si ampliarono nel tempo ed esso venne apposto anche su altri oggetti a carattere amministrativo, con valore di autenticazione di documenti. Le cretulae presentano un "recto" e un "verso", il primo con l'impronta del sigillo, l'altro con quella dell'oggetto sigillato. Le cretulae staccate dall'oggetto sigillato, al momento della sua apertura per il ritiro dei beni, venivano raccolte in gruppi e venivano conservate per un certo tempo come "ricevute" comprovanti le avvenute operazioni di prelievo. Le cretulae: |
RISPOSTA   Le città del futuro saranno bruttine, ecologiche e lillipuziane. Le prime quattro verranno ultimate nel 2016 in Gran Bretagna, e conteranno ognuna 2500 case, tutte a consumo zero, poiché dotate delle ultime tecnologie sul risparmio energetico. Ad ogni angolo di strada sarà inoltre possibile ricaricare le auto elettriche, ovunque si potrà prendere in prestito una bicicletta e i servizi pubblici copriranno capillarmente ogni centimetro quadrato dei nuovi centri urbani. Quanto costerà edificare questi avveniristici agglomerati "verdi"? Il primo ministro Gordon Brown, che si è detto fortemente convinto dell'utilità del progetto, ha appena stanziato l'equivalente di 280 milioni di euro. Lo scopo delle "eco- towns", così sono state battezzate dalla stampa inglese, è anzitutto didattico: i fortunati abitanti delle case pionieristiche dovranno servire da esempio agli altri cittadini del Paese. In Inghilterra, infatti, oltre un quarto delle emissioni di CO2 proviene dell'energia di uso domestico. Ora, come ha spiegato Brown, «per ridurre l'impatto delle attività umane sul clima, ognuno di noi sarà prima o poi costretto a risparmiare sui bisogni di acqua, elettricità e riscaldamento». Per questo motivo, nelle quattro nuove città è previsto un consumo energetico bassissimo: ogni villetta sarà ricoperta di pannelli solari, avrà doppi vetri isolanti e disporrà di un sistema per il riciclo delle acque. Il consumo energetico delle nuove città: |
RISPOSTA   Le città del futuro saranno bruttine, ecologiche e lillipuziane. Le prime quattro verranno ultimate nel 2016 in Gran Bretagna, e conteranno ognuna 2500 case, tutte a consumo zero, poiché dotate delle ultime tecnologie sul risparmio energetico. Ad ogni angolo di strada sarà inoltre possibile ricaricare le auto elettriche, ovunque si potrà prendere in prestito una bicicletta e i servizi pubblici copriranno capillarmente ogni centimetro quadrato dei nuovi centri urbani. Quanto costerà edificare questi avveniristici agglomerati "verdi"? Il primo ministro Gordon Brown, che si è detto fortemente convinto dell'utilità del progetto, ha appena stanziato l'equivalente di 280 milioni di euro. Lo scopo delle "eco- towns", così sono state battezzate dalla stampa inglese, è anzitutto didattico: i fortunati abitanti delle case pionieristiche dovranno servire da esempio agli altri cittadini del Paese. In Inghilterra, infatti, oltre un quarto delle emissioni di CO2 proviene dell'energia di uso domestico. Ora, come ha spiegato Brown, «per ridurre l'impatto delle attività umane sul clima, ognuno di noi sarà prima o poi costretto a risparmiare sui bisogni di acqua, elettricità e riscaldamento». Per questo motivo, nelle quattro nuove città è previsto un consumo energetico bassissimo: ogni villetta sarà ricoperta di pannelli solari, avrà doppi vetri isolanti e disporrà di un sistema per il riciclo delle acque. Nelle città ecologiche: |
RISPOSTA   Le città del futuro saranno bruttine, ecologiche e lillipuziane. Le prime quattro verranno ultimate nel 2016 in Gran Bretagna, e conteranno ognuna 2500 case, tutte a consumo zero, poiché dotate delle ultime tecnologie sul risparmio energetico. Ad ogni angolo di strada sarà inoltre possibile ricaricare le auto elettriche, ovunque si potrà prendere in prestito una bicicletta e i servizi pubblici copriranno capillarmente ogni centimetro quadrato dei nuovi centri urbani. Quanto costerà edificare questi avveniristici agglomerati "verdi"? Il primo ministro Gordon Brown, che si è detto fortemente convinto dell'utilità del progetto, ha appena stanziato l'equivalente di 280 milioni di euro. Lo scopo delle "eco- towns", così sono state battezzate dalla stampa inglese, è anzitutto didattico: i fortunati abitanti delle case pionieristiche dovranno servire da esempio agli altri cittadini del Paese. In Inghilterra, infatti, oltre un quarto delle emissioni di CO2 proviene dell'energia di uso domestico. Ora, come ha spiegato Brown, «per ridurre l'impatto delle attività umane sul clima, ognuno di noi sarà prima o poi costretto a risparmiare sui bisogni di acqua, elettricità e riscaldamento». Per questo motivo, nelle quattro nuove città è previsto un consumo energetico bassissimo: ogni villetta sarà ricoperta di pannelli solari, avrà doppi vetri isolanti e disporrà di un sistema per il riciclo delle acque. Gli agglomerati verdi: |
RISPOSTA   Le città del futuro saranno bruttine, ecologiche e lillipuziane. Le prime quattro verranno ultimate nel 2016 in Gran Bretagna, e conteranno ognuna 2500 case, tutte a consumo zero, poiché dotate delle ultime tecnologie sul risparmio energetico. Ad ogni angolo di strada sarà inoltre possibile ricaricare le auto elettriche, ovunque si potrà prendere in prestito una bicicletta e i servizi pubblici copriranno capillarmente ogni centimetro quadrato dei nuovi centri urbani. Quanto costerà edificare questi avveniristici agglomerati "verdi"? Il primo ministro Gordon Brown, che si è detto fortemente convinto dell'utilità del progetto, ha appena stanziato l'equivalente di 280 milioni di euro. Lo scopo delle "eco- towns", così sono state battezzate dalla stampa inglese, è anzitutto didattico: i fortunati abitanti delle case pionieristiche dovranno servire da esempio agli altri cittadini del Paese. In Inghilterra, infatti, oltre un quarto delle emissioni di CO2 proviene dell'energia di uso domestico. Ora, come ha spiegato Brown, «per ridurre l'impatto delle attività umane sul clima, ognuno di noi sarà prima o poi costretto a risparmiare sui bisogni di acqua, elettricità e riscaldamento». Per questo motivo, nelle quattro nuove città è previsto un consumo energetico bassissimo: ogni villetta sarà ricoperta di pannelli solari, avrà doppi vetri isolanti e disporrà di un sistema per il riciclo delle acque. I futuri conglomerati ecologici: |
RISPOSTA   Le città del futuro saranno bruttine, ecologiche e lillipuziane. Le prime quattro verranno ultimate nel 2016 in Gran Bretagna, e conteranno ognuna 2500 case, tutte a consumo zero, poiché dotate delle ultime tecnologie sul risparmio energetico. Ad ogni angolo di strada sarà inoltre possibile ricaricare le auto elettriche, ovunque si potrà prendere in prestito una bicicletta e i servizi pubblici copriranno capillarmente ogni centimetro quadrato dei nuovi centri urbani. Quanto costerà edificare questi avveniristici agglomerati "verdi"? Il primo ministro Gordon Brown, che si è detto fortemente convinto dell'utilità del progetto, ha appena stanziato l'equivalente di 280 milioni di euro. Lo scopo delle "eco- towns", così sono state battezzate dalla stampa inglese, è anzitutto didattico: i fortunati abitanti delle case pionieristiche dovranno servire da esempio agli altri cittadini del Paese. In Inghilterra, infatti, oltre un quarto delle emissioni di CO2 proviene dell'energia di uso domestico. Ora, come ha spiegato Brown, «per ridurre l'impatto delle attività umane sul clima, ognuno di noi sarà prima o poi costretto a risparmiare sui bisogni di acqua, elettricità e riscaldamento». Per questo motivo, nelle quattro nuove città è previsto un consumo energetico bassissimo: ogni villetta sarà ricoperta di pannelli solari, avrà doppi vetri isolanti e disporrà di un sistema per il riciclo delle acque. Le auto elettriche: |
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La scienza non ha mai dato molto credito alle affermazioni secondo cui per apprendere il francese o il cinese è sufficiente ascoltare una lezione su cd mentre si dorme. Un nuovo studio, però, incentrato su un metodo diverso di ascolto durante il sonno, permette di comprendere meglio in che modo funzioni un cervello addormentato. Gli scienziati della Northwestern University hanno reso noto che trasmettere alcuni suoni specifici mentre si dorme è servito ad alcune persone che si sono sottoposte all'esperimento a ricordare meglio ciò che avevano studiato prima di addormentarsi, al punto che la memoria di tutti loro è risultata notevolmente migliorata. La rivista Science ha pubblicato un articolo sullo studio nel corso del quale i ricercatori hanno insegnato ad alcuni soggetti a collocare una cinquantina di immagini al loro posto giusto su uno schermo. Ogni immagine era accompagnata da un suono particolare, per esempio un miagolio per l'immagine del gatto e un turbinio di pale per quella di un elicottero. Dodici soggetti hanno quindi fatto un sonnellino, durante il quale 25 dei suoni ascoltati in precedenza sono stati trasmessi insieme al rumore bianco. Quando si sono svegliati quasi tutti hanno ricordato con maggiore precisione la disposizione sul computer delle immagini i cui suoni erano stati ritrasmessi mentre dormivano, mentre hanno incontrato qualche difficoltà in più per le restanti 25 immagini. I suoni che accompagnavano le immagini:
La scoperta di Tell Hamoukar, un antico villaggio siriano risalente al 4000-3500 a.C., dilata la storia della civilizzazione, obbligando gli archeologi a spostarne le origini in un periodo più lontano di quello considerato finora. In particolare, i reperti emersi testimoniano che lo sviluppo urbano può aver preceduto la nascita della scrittura, tradizionalmente ritenuta il punto di partenza della civiltà. In quest'ottica, per lungo tempo condivisa, la paternità del processo di civilizzazione era stata riconosciuta ai Sumeri della vicina Mesopotamia. Qui è stata localizzata la culla della scrittura, anche se recenti ritrovamenti hanno fatto avanzare la candidatura dell'Egitto. La questione tra Egitto e Mesopotamia resta in sospeso, anche perché la datazione comparativa dei reperti non consente di assegnare il primo posto all'uno o all'altra con assoluta certezza; il parere di alcuni studiosi è che in realtà la scrittura possa essersi evoluta contemporaneamente in entrambe le regioni e che la sua acquisizione non sia stata un'invenzione, ma sia derivata da una progressiva elaborazione dei segni pittorici. Gli scavi mettono in discussione i criteri comunemente usati per stabilire dove sia cominciato il progresso umano. Il villaggio conobbe una prima occupazione attorno al 4000 a.C., ma nel giro di 200- 300 anni si era già trasformato in una città ben organizzata, delimitata e difesa da mura, nella quale la vita si svolgeva con modalità tutt'altro che primitive: forni e vasellame per la preparazione e la cottura di cibi, resti di vari tipi di cereali e ossa di animali sono solo parte del materiale venuto alla luce. Ma il reperto più significativo è rappresentato da una serie di sigilli, probabilmente utilizzati dai cittadini più autorevoli per contrassegnare la proprietà degli oggetti; alcuni di questi sigilli consistono in raffinate riproduzioni di animali. Uno dei più importanti reperti ritrovati: