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Tutte le domande del quiz : Ragionamento critico verbale

tratto da:
Regione Campania
Quiz - 2175 posti a tempo indeterminato - Nuovi concorsi per 950 laureati e 1225 diplomati a tempo indeterminato presso vari enti della Regione Campania



 Esercitati su questo Quiz 

RISPOSTA    I tassi di interesse applicati dalle banche sui mutui ipotecari sono finalmente scesi sotto il 5 per cento, sfondando un'importante barriera per i bilanci delle famiglie. Una svolta positiva perché permette a molti risparmiatori di avvicinarsi all'acquisto della prima casa. I mutui oggi sono sempre più complessi e non ci si deve fermare al tasso applicato alle rate iniziali, ma bisogna calcolarlo a regime. L'interesse all'entrata, infatti, può essere anche di oltre un punto percentuale inferiore a quello che effettivamente si pagherà negli anni successivi. Questa differenza è strutturale nei tassi cosiddetti misti: si paga meno del 5 per cento fisso per i primi 12 o 24 mesi e poi il calcolo degli interessi cambia, può diventare variabile, legato ad un parametro di mercato, o restare fisso, ma determinato in modo diverso. Bisogna inoltre fare attenzione ai tassi indicizzati alle valute estere che non confluiranno nell'euro. Un mutuo ancorato al franco svizzero potrebbe diventare più oneroso se l'euro si rivelerà una valuta debole. In generale, il tasso fisso consente una programmazione precisa dell'esborso di denaro nel tempo. Con il rischio di rimetterci se i tassi d'interesse scendono e il vantaggio di guadagnarci se al contrario salgono. Il tasso variabile, invece, ha un andamento non programmabile, legato ai tassi di mercato. Oggi i mutui sono sempre più:
RISPOSTA    I tassi di interesse applicati dalle banche sui mutui ipotecari sono finalmente scesi sotto il 5 per cento, sfondando un'importante barriera per i bilanci delle famiglie. Una svolta positiva perché permette a molti risparmiatori di avvicinarsi all'acquisto della prima casa. I mutui oggi sono sempre più complessi e non ci si deve fermare al tasso applicato alle rate iniziali, ma bisogna calcolarlo a regime. L'interesse all'entrata, infatti, può essere anche di oltre un punto percentuale inferiore a quello che effettivamente si pagherà negli anni successivi. Questa differenza è strutturale nei tassi cosiddetti misti: si paga meno del 5 per cento fisso per i primi 12 o 24 mesi e poi il calcolo degli interessi cambia, può diventare variabile, legato ad un parametro di mercato, o restare fisso, ma determinato in modo diverso. Bisogna inoltre fare attenzione ai tassi indicizzati alle valute estere che non confluiranno nell'euro. Un mutuo ancorato al franco svizzero potrebbe diventare più oneroso se l'euro si rivelerà una valuta debole. In generale, il tasso fisso consente una programmazione precisa dell'esborso di denaro nel tempo. Con il rischio di rimetterci se i tassi d'interesse scendono e il vantaggio di guadagnarci se al contrario salgono. Il tasso variabile, invece, ha un andamento non programmabile, legato ai tassi di mercato. I tassi d'interesse applicati dalle banche sui mutui ipotecari sono:
RISPOSTA    I tassi di interesse applicati dalle banche sui mutui ipotecari sono finalmente scesi sotto il 5 per cento, sfondando un'importante barriera per i bilanci delle famiglie. Una svolta positiva perché permette a molti risparmiatori di avvicinarsi all'acquisto della prima casa. I mutui oggi sono sempre più complessi e non ci si deve fermare al tasso applicato alle rate iniziali, ma bisogna calcolarlo a regime. L'interesse all'entrata, infatti, può essere anche di oltre un punto percentuale inferiore a quello che effettivamente si pagherà negli anni successivi. Questa differenza è strutturale nei tassi cosiddetti misti: si paga meno del 5 per cento fisso per i primi 12 o 24 mesi e poi il calcolo degli interessi cambia, può diventare variabile, legato ad un parametro di mercato, o restare fisso, ma determinato in modo diverso. Bisogna inoltre fare attenzione ai tassi indicizzati alle valute estere che non confluiranno nell'euro. Un mutuo ancorato al franco svizzero potrebbe diventare più oneroso se l'euro si rivelerà una valuta debole. In generale, il tasso fisso consente una programmazione precisa dell'esborso di denaro nel tempo. Con il rischio di rimetterci se i tassi d'interesse scendono e il vantaggio di guadagnarci se al contrario salgono. Il tasso variabile, invece, ha un andamento non programmabile, legato ai tassi di mercato. I prestiti a tasso fisso, rispetto al tasso variabile, permettono di:
RISPOSTA    I tassi di interesse applicati dalle banche sui mutui ipotecari sono finalmente scesi sotto il 5 per cento, sfondando un'importante barriera per i bilanci delle famiglie. Una svolta positiva perché permette a molti risparmiatori di avvicinarsi all'acquisto della prima casa. I mutui oggi sono sempre più complessi e non ci si deve fermare al tasso applicato alle rate iniziali, ma bisogna calcolarlo a regime. L'interesse all'entrata, infatti, può essere anche di oltre un punto percentuale inferiore a quello che effettivamente si pagherà negli anni successivi. Questa differenza è strutturale nei tassi cosiddetti misti: si paga meno del 5 per cento fisso per i primi 12 o 24 mesi e poi il calcolo degli interessi cambia, può diventare variabile, legato ad un parametro di mercato, o restare fisso, ma determinato in modo diverso. Bisogna inoltre fare attenzione ai tassi indicizzati alle valute estere che non confluiranno nell'euro. Un mutuo ancorato al franco svizzero potrebbe diventare più oneroso se l'euro si rivelerà una valuta debole. In generale, il tasso fisso consente una programmazione precisa dell'esborso di denaro nel tempo. Con il rischio di rimetterci se i tassi d'interesse scendono e il vantaggio di guadagnarci se al contrario salgono. Il tasso variabile, invece, ha un andamento non programmabile, legato ai tassi di mercato. Se si sceglie un tasso indicizzato ad una valuta estera, è conveniente che sia ancorato:
RISPOSTA    I titoli di credito si distinguono in obbligazioni, azioni e prestiti concessi da istituzioni finanziarie. Gli emittenti di titoli si chiamano debitori e possono essere sia privati (individui, associazioni, società) che pubblici; coloro che li acquistano si chiamano prestatori o creditori. Le operazioni tra I'emittente di un titolo e il primo acquirente hanno luogo nel cosiddetto mercato primario, le transazioni successive tra quell'acquirente e altri soggetti, nel mercato secondario. La maggior parte dei titoli scambiati sul mercato secondario appartiene a due ampie categorie: obbligazioni e azioni. Le obbligazioni sono titoli di credito rimborsabili, che garantiscono un rendimento fisso. Hanno come caratteristiche il valore nominale, la data di scadenza e le cedole di interesse. II valore nominale è la quantità di denaro che viene pagata al possessore alla data di scadenza dell'obbligazione. Gli interessi, calcolati sul valore nominale del titolo, vengono pagati con cedole annuali, il cui importo rimane fisso anche se la situazione economica e, quindi, i tassi di interesse subiscono variazioni. Per legge, gli interessi sulle obbligazioni devono essere sempre corrisposti: se ciò non avviene, I'emittente può incorrere nella bancarotta. Le azioni si distinguono in privilegiate e ordinarie. Le azioni privilegiate sono simili alle obbligazioni in quanto hanno un valore nominale definito e prevedono il pagamento di un dividendo, simile alla cedola. Differiscono, invece, per la mancanza di una data fissata di scadenza e per il fatto che i dividendi possono rimanere non pagati per anni senza che ciò, conduca alla bancarotta. Le azioni ordinarie non contemplano pagamenti annuali quantificati, né data di scadenza: hanno una vita infinita durante la quale viene corrisposto un dividendo solo se I'emittente ha registrato profitti soddisfacenti. Un singolo individuo può emettere titoli di credito?
RISPOSTA    I titoli di credito si distinguono in obbligazioni, azioni e prestiti concessi da istituzioni finanziarie. Gli emittenti di titoli si chiamano debitori e possono essere sia privati (individui, associazioni, società) che pubblici; coloro che li acquistano si chiamano prestatori o creditori. Le operazioni tra I'emittente di un titolo e il primo acquirente hanno luogo nel cosiddetto mercato primario, le transazioni successive tra quell'acquirente e altri soggetti, nel mercato secondario. La maggior parte dei titoli scambiati sul mercato secondario appartiene a due ampie categorie: obbligazioni e azioni. Le obbligazioni sono titoli di credito rimborsabili, che garantiscono un rendimento fisso. Hanno come caratteristiche il valore nominale, la data di scadenza e le cedole di interesse. II valore nominale è la quantità di denaro che viene pagata al possessore alla data di scadenza dell'obbligazione. Gli interessi, calcolati sul valore nominale del titolo, vengono pagati con cedole annuali, il cui importo rimane fisso anche se la situazione economica e, quindi, i tassi di interesse subiscono variazioni. Per legge, gli interessi sulle obbligazioni devono essere sempre corrisposti: se ciò non avviene, I'emittente può incorrere nella bancarotta. Le azioni si distinguono in privilegiate e ordinarie. Le azioni privilegiate sono simili alle obbligazioni in quanto hanno un valore nominale definito e prevedono il pagamento di un dividendo, simile alla cedola. Differiscono, invece, per la mancanza di una data fissata di scadenza e per il fatto che i dividendi possono rimanere non pagati per anni senza che ciò, conduca alla bancarotta. Le azioni ordinarie non contemplano pagamenti annuali quantificati, né data di scadenza: hanno una vita infinita durante la quale viene corrisposto un dividendo solo se I'emittente ha registrato profitti soddisfacenti. Gli interessi sulle obbligazioni vengono pagati:
RISPOSTA    I titoli di credito si distinguono in obbligazioni, azioni e prestiti concessi da istituzioni finanziarie. Gli emittenti di titoli si chiamano debitori e possono essere sia privati (individui, associazioni, società) che pubblici; coloro che li acquistano si chiamano prestatori o creditori. Le operazioni tra I'emittente di un titolo e il primo acquirente hanno luogo nel cosiddetto mercato primario, le transazioni successive tra quell'acquirente e altri soggetti, nel mercato secondario. La maggior parte dei titoli scambiati sul mercato secondario appartiene a due ampie categorie: obbligazioni e azioni. Le obbligazioni sono titoli di credito rimborsabili, che garantiscono un rendimento fisso. Hanno come caratteristiche il valore nominale, la data di scadenza e le cedole di interesse. II valore nominale è la quantità di denaro che viene pagata al possessore alla data di scadenza dell'obbligazione. Gli interessi, calcolati sul valore nominale del titolo, vengono pagati con cedole annuali, il cui importo rimane fisso anche se la situazione economica e, quindi, i tassi di interesse subiscono variazioni. Per legge, gli interessi sulle obbligazioni devono essere sempre corrisposti: se ciò non avviene, I'emittente può incorrere nella bancarotta. Le azioni si distinguono in privilegiate e ordinarie. Le azioni privilegiate sono simili alle obbligazioni in quanto hanno un valore nominale definito e prevedono il pagamento di un dividendo, simile alla cedola. Differiscono, invece, per la mancanza di una data fissata di scadenza e per il fatto che i dividendi possono rimanere non pagati per anni senza che ciò, conduca alla bancarotta. Le azioni ordinarie non contemplano pagamenti annuali quantificati, né data di scadenza: hanno una vita infinita durante la quale viene corrisposto un dividendo solo se I'emittente ha registrato profitti soddisfacenti. In quale caso le operazioni tra un emittente ed un prestatore avvengono nel cosiddetto mercato secondario?
RISPOSTA    I titoli di credito si distinguono in obbligazioni, azioni e prestiti concessi da istituzioni finanziarie. Gli emittenti di titoli si chiamano debitori e possono essere sia privati (individui, associazioni, società) che pubblici; coloro che li acquistano si chiamano prestatori o creditori. Le operazioni tra I'emittente di un titolo e il primo acquirente hanno luogo nel cosiddetto mercato primario, le transazioni successive tra quell'acquirente e altri soggetti, nel mercato secondario. La maggior parte dei titoli scambiati sul mercato secondario appartiene a due ampie categorie: obbligazioni e azioni. Le obbligazioni sono titoli di credito rimborsabili, che garantiscono un rendimento fisso. Hanno come caratteristiche il valore nominale, la data di scadenza e le cedole di interesse. II valore nominale è la quantità di denaro che viene pagata al possessore alla data di scadenza dell'obbligazione. Gli interessi, calcolati sul valore nominale del titolo, vengono pagati con cedole annuali, il cui importo rimane fisso anche se la situazione economica e, quindi, i tassi di interesse subiscono variazioni. Per legge, gli interessi sulle obbligazioni devono essere sempre corrisposti: se ciò non avviene, I'emittente può incorrere nella bancarotta. Le azioni si distinguono in privilegiate e ordinarie. Le azioni privilegiate sono simili alle obbligazioni in quanto hanno un valore nominale definito e prevedono il pagamento di un dividendo, simile alla cedola. Differiscono, invece, per la mancanza di una data fissata di scadenza e per il fatto che i dividendi possono rimanere non pagati per anni senza che ciò, conduca alla bancarotta. Le azioni ordinarie non contemplano pagamenti annuali quantificati, né data di scadenza: hanno una vita infinita durante la quale viene corrisposto un dividendo solo se I'emittente ha registrato profitti soddisfacenti. Le azioni privilegiate sono caratterizzate:
RISPOSTA    I titoli di credito si distinguono in obbligazioni, azioni e prestiti concessi da istituzioni finanziarie. Gli emittenti di titoli si chiamano debitori e possono essere sia privati (individui, associazioni, società) che pubblici; coloro che li acquistano si chiamano prestatori o creditori. Le operazioni tra I'emittente di un titolo e il primo acquirente hanno luogo nel cosiddetto mercato primario, le transazioni successive tra quell'acquirente e altri soggetti, nel mercato secondario. La maggior parte dei titoli scambiati sul mercato secondario appartiene a due ampie categorie: obbligazioni e azioni. Le obbligazioni sono titoli di credito rimborsabili, che garantiscono un rendimento fisso. Hanno come caratteristiche il valore nominale, la data di scadenza e le cedole di interesse. II valore nominale è la quantità di denaro che viene pagata al possessore alla data di scadenza dell'obbligazione. Gli interessi, calcolati sul valore nominale del titolo, vengono pagati con cedole annuali, il cui importo rimane fisso anche se la situazione economica e, quindi, i tassi di interesse subiscono variazioni. Per legge, gli interessi sulle obbligazioni devono essere sempre corrisposti: se ciò non avviene, I'emittente può incorrere nella bancarotta. Le azioni si distinguono in privilegiate e ordinarie. Le azioni privilegiate sono simili alle obbligazioni in quanto hanno un valore nominale definito e prevedono il pagamento di un dividendo, simile alla cedola. Differiscono, invece, per la mancanza di una data fissata di scadenza e per il fatto che i dividendi possono rimanere non pagati per anni senza che ciò, conduca alla bancarotta. Le azioni ordinarie non contemplano pagamenti annuali quantificati, né data di scadenza: hanno una vita infinita durante la quale viene corrisposto un dividendo solo se I'emittente ha registrato profitti soddisfacenti. Le obbligazioni presentano delle similitudini con le azioni privilegiate in quanto:
RISPOSTA    I titoli di credito si distinguono in obbligazioni, azioni e prestiti concessi da istituzioni finanziarie. Gli emittenti di titoli si chiamano debitori e possono essere sia privati (individui, associazioni, società) che pubblici; coloro che li acquistano si chiamano prestatori o creditori. Le operazioni tra I'emittente di un titolo e il primo acquirente hanno luogo nel cosiddetto mercato primario, le transazioni successive tra quell'acquirente e altri soggetti, nel mercato secondario. La maggior parte dei titoli scambiati sul mercato secondario appartiene a due ampie categorie: obbligazioni e azioni. Le obbligazioni sono titoli di credito rimborsabili, che garantiscono un rendimento fisso. Hanno come caratteristiche il valore nominale, la data di scadenza e le cedole di interesse. II valore nominale è la quantità di denaro che viene pagata al possessore alla data di scadenza dell'obbligazione. Gli interessi, calcolati sul valore nominale del titolo, vengono pagati con cedole annuali, il cui importo rimane fisso anche se la situazione economica e, quindi, i tassi di interesse subiscono variazioni. Per legge, gli interessi sulle obbligazioni devono essere sempre corrisposti: se ciò non avviene, I'emittente può incorrere nella bancarotta. Le azioni si distinguono in privilegiate e ordinarie. Le azioni privilegiate sono simili alle obbligazioni in quanto hanno un valore nominale definito e prevedono il pagamento di un dividendo, simile alla cedola. Differiscono, invece, per la mancanza di una data fissata di scadenza e per il fatto che i dividendi possono rimanere non pagati per anni senza che ciò, conduca alla bancarotta. Le azioni ordinarie non contemplano pagamenti annuali quantificati, né data di scadenza: hanno una vita infinita durante la quale viene corrisposto un dividendo solo se I'emittente ha registrato profitti soddisfacenti. La mancanza di una data fissa di scadenza è una caratteristica tipica:
RISPOSTA    I titoli di credito si distinguono in obbligazioni, azioni e prestiti concessi da istituzioni finanziarie. Gli emittenti di titoli si chiamano debitori e possono essere sia privati (individui, associazioni, società) che pubblici; coloro che li acquistano si chiamano prestatori o creditori. Le operazioni tra I'emittente di un titolo e il primo acquirente hanno luogo nel cosiddetto mercato primario, le transazioni successive tra quell'acquirente e altri soggetti, nel mercato secondario. La maggior parte dei titoli scambiati sul mercato secondario appartiene a due ampie categorie: obbligazioni e azioni. Le obbligazioni sono titoli di credito rimborsabili, che garantiscono un rendimento fisso. Hanno come caratteristiche il valore nominale, la data di scadenza e le cedole di interesse. II valore nominale è la quantità di denaro che viene pagata al possessore alla data di scadenza dell'obbligazione. Gli interessi, calcolati sul valore nominale del titolo, vengono pagati con cedole annuali, il cui importo rimane fisso anche se la situazione economica e, quindi, i tassi di interesse subiscono variazioni. Per legge, gli interessi sulle obbligazioni devono essere sempre corrisposti: se ciò non avviene, I'emittente può incorrere nella bancarotta. Le azioni si distinguono in privilegiate e ordinarie. Le azioni privilegiate sono simili alle obbligazioni in quanto hanno un valore nominale definito e prevedono il pagamento di un dividendo, simile alla cedola. Differiscono, invece, per la mancanza di una data fissata di scadenza e per il fatto che i dividendi possono rimanere non pagati per anni senza che ciò, conduca alla bancarotta. Le azioni ordinarie non contemplano pagamenti annuali quantificati, né data di scadenza: hanno una vita infinita durante la quale viene corrisposto un dividendo solo se I'emittente ha registrato profitti soddisfacenti. Esiste un titolo di credito che prevede un dividendo solamente nel caso in cui il debitore registri soddisfacenti profitti?
RISPOSTA    I titoli di credito si distinguono in obbligazioni, azioni e prestiti concessi da istituzioni finanziarie. Gli emittenti di titoli si chiamano debitori e possono essere sia privati (individui, associazioni, società) che pubblici; coloro che li acquistano si chiamano prestatori o creditori. Le operazioni tra I'emittente di un titolo e il primo acquirente hanno luogo nel cosiddetto mercato primario, le transazioni successive tra quell'acquirente e altri soggetti, nel mercato secondario. La maggior parte dei titoli scambiati sul mercato secondario appartiene a due ampie categorie: obbligazioni e azioni. Le obbligazioni sono titoli di credito rimborsabili, che garantiscono un rendimento fisso. Hanno come caratteristiche il valore nominale, la data di scadenza e le cedole di interesse. II valore nominale è la quantità di denaro che viene pagata al possessore alla data di scadenza dell'obbligazione. Gli interessi, calcolati sul valore nominale del titolo, vengono pagati con cedole annuali, il cui importo rimane fisso anche se la situazione economica e, quindi, i tassi di interesse subiscono variazioni. Per legge, gli interessi sulle obbligazioni devono essere sempre corrisposti: se ciò non avviene, I'emittente può incorrere nella bancarotta. Le azioni si distinguono in privilegiate e ordinarie. Le azioni privilegiate sono simili alle obbligazioni in quanto hanno un valore nominale definito e prevedono il pagamento di un dividendo, simile alla cedola. Differiscono, invece, per la mancanza di una data fissata di scadenza e per il fatto che i dividendi possono rimanere non pagati per anni senza che ciò, conduca alla bancarotta. Le azioni ordinarie non contemplano pagamenti annuali quantificati, né data di scadenza: hanno una vita infinita durante la quale viene corrisposto un dividendo solo se I'emittente ha registrato profitti soddisfacenti. Un'emittente incorre nella bancarotta:
RISPOSTA   Domanda difficile Il 13 Novembre 2009, la missione Rosetta dell'ESA ha effettuato l'ultimo fly-by della Terra permettendo a VIRTIS, lo strumento a responsabilità INAF e finanziato da fondi ASI (Agenzia Spaziale Italiana), di raccogliere interessanti immagini e dati del nostro pianeta. La prima immagine (VIS 1) rappresenta quello che vedrebbe l'occhio umano guardando il globo terrestre al posto di VIRTIS: i continenti sono poco visibili, coperti dalle nubi, è distinguibile tutto il centro e sud America e solo la parte orientale degli Stati Uniti ed il golfo del Messico. La seconda immagine (VIS 2) è la stessa immagine in cui sono però state combinate le varie lunghezze d'onda del visibile per rendere più evidente il contrasto tra terra, acqua e nuvole. Questo è uno dei possibili trattamenti a cui possono essere sottoposte le immagini multi-spettrali, che permettono di realizzare delle "mappe geologiche" che identificano la composizione delle varie zone dei pianeti. Nella terza immagine (VIS 3) è stata selezionata la banda spettrale della clorofilla. In verde, la vegetazione si staglia contro le zone nere (che rappresentano tutto ciò che non contiene clorofilla, dunque l'acqua degli oceani o le nuvole sovrastanti). La seconda immagine raccolta da VIRTIS:
RISPOSTA    Il 13 Novembre 2009, la missione Rosetta dell'ESA ha effettuato l'ultimo fly-by della Terra permettendo a VIRTIS, lo strumento a responsabilità INAF e finanziato da fondi ASI (Agenzia Spaziale Italiana), di raccogliere interessanti immagini e dati del nostro pianeta. La prima immagine (VIS 1) rappresenta quello che vedrebbe l'occhio umano guardando il globo terrestre al posto di VIRTIS: i continenti sono poco visibili, coperti dalle nubi, è distinguibile tutto il centro e sud America e solo la parte orientale degli Stati Uniti ed il golfo del Messico. La seconda immagine (VIS 2) è la stessa immagine in cui sono però state combinate le varie lunghezze d'onda del visibile per rendere più evidente il contrasto tra terra, acqua e nuvole. Questo è uno dei possibili trattamenti a cui possono essere sottoposte le immagini multi-spettrali, che permettono di realizzare delle "mappe geologiche" che identificano la composizione delle varie zone dei pianeti. Nella terza immagine (VIS 3) è stata selezionata la banda spettrale della clorofilla. In verde, la vegetazione si staglia contro le zone nere (che rappresentano tutto ciò che non contiene clorofilla, dunque l'acqua degli oceani o le nuvole sovrastanti). La banda spettrale della clorofilla:
RISPOSTA    Il 13 Novembre 2009, la missione Rosetta dell'ESA ha effettuato l'ultimo fly-by della Terra permettendo a VIRTIS, lo strumento a responsabilità INAF e finanziato da fondi ASI (Agenzia Spaziale Italiana), di raccogliere interessanti immagini e dati del nostro pianeta. La prima immagine (VIS 1) rappresenta quello che vedrebbe l'occhio umano guardando il globo terrestre al posto di VIRTIS: i continenti sono poco visibili, coperti dalle nubi, è distinguibile tutto il centro e sud America e solo la parte orientale degli Stati Uniti ed il golfo del Messico. La seconda immagine (VIS 2) è la stessa immagine in cui sono però state combinate le varie lunghezze d'onda del visibile per rendere più evidente il contrasto tra terra, acqua e nuvole. Questo è uno dei possibili trattamenti a cui possono essere sottoposte le immagini multi-spettrali, che permettono di realizzare delle "mappe geologiche" che identificano la composizione delle varie zone dei pianeti. Nella terza immagine (VIS 3) è stata selezionata la banda spettrale della clorofilla. In verde, la vegetazione si staglia contro le zone nere (che rappresentano tutto ciò che non contiene clorofilla, dunque l'acqua degli oceani o le nuvole sovrastanti). Le immagini multi-spettrali:
RISPOSTA    Il 13 Novembre 2009, la missione Rosetta dell'ESA ha effettuato l'ultimo fly-by della Terra permettendo a VIRTIS, lo strumento a responsabilità INAF e finanziato da fondi ASI (Agenzia Spaziale Italiana), di raccogliere interessanti immagini e dati del nostro pianeta. La prima immagine (VIS 1) rappresenta quello che vedrebbe l'occhio umano guardando il globo terrestre al posto di VIRTIS: i continenti sono poco visibili, coperti dalle nubi, è distinguibile tutto il centro e sud America e solo la parte orientale degli Stati Uniti ed il golfo del Messico. La seconda immagine (VIS 2) è la stessa immagine in cui sono però state combinate le varie lunghezze d'onda del visibile per rendere più evidente il contrasto tra terra, acqua e nuvole. Questo è uno dei possibili trattamenti a cui possono essere sottoposte le immagini multi-spettrali, che permettono di realizzare delle "mappe geologiche" che identificano la composizione delle varie zone dei pianeti. Nella terza immagine (VIS 3) è stata selezionata la banda spettrale della clorofilla. In verde, la vegetazione si staglia contro le zone nere (che rappresentano tutto ciò che non contiene clorofilla, dunque l'acqua degli oceani o le nuvole sovrastanti). La seconda immagine raccolta da VIRTIS:
RISPOSTA    Il 13 Novembre 2009, la missione Rosetta dell'ESA ha effettuato l'ultimo fly-by della Terra permettendo a VIRTIS, lo strumento a responsabilità INAF e finanziato da fondi ASI (Agenzia Spaziale Italiana), di raccogliere interessanti immagini e dati del nostro pianeta. La prima immagine (VIS 1) rappresenta quello che vedrebbe l'occhio umano guardando il globo terrestre al posto di VIRTIS: i continenti sono poco visibili, coperti dalle nubi, è distinguibile tutto il centro e sud America e solo la parte orientale degli Stati Uniti ed il golfo del Messico. La seconda immagine (VIS 2) è la stessa immagine in cui sono però state combinate le varie lunghezze d'onda del visibile per rendere più evidente il contrasto tra terra, acqua e nuvole. Questo è uno dei possibili trattamenti a cui possono essere sottoposte le immagini multi-spettrali, che permettono di realizzare delle "mappe geologiche" che identificano la composizione delle varie zone dei pianeti. Nella terza immagine (VIS 3) è stata selezionata la banda spettrale della clorofilla. In verde, la vegetazione si staglia contro le zone nere (che rappresentano tutto ciò che non contiene clorofilla, dunque l'acqua degli oceani o le nuvole sovrastanti). La banda spettrale della clorofilla:
RISPOSTA    Il 13 Novembre 2009, la missione Rosetta dell'ESA ha effettuato l'ultimo fly-by della Terra permettendo a VIRTIS, lo strumento a responsabilità INAF e finanziato da fondi ASI (Agenzia Spaziale Italiana), di raccogliere interessanti immagini e dati del nostro pianeta. La prima immagine (VIS 1) rappresenta quello che vedrebbe l'occhio umano guardando il globo terrestre al posto di VIRTIS: i continenti sono poco visibili, coperti dalle nubi, è distinguibile tutto il centro e sud America e solo la parte orientale degli Stati Uniti ed il golfo del Messico. La seconda immagine (VIS 2) è la stessa immagine in cui sono però state combinate le varie lunghezze d'onda del visibile per rendere più evidente il contrasto tra terra, acqua e nuvole. Questo è uno dei possibili trattamenti a cui possono essere sottoposte le immagini multi-spettrali, che permettono di realizzare delle "mappe geologiche" che identificano la composizione delle varie zone dei pianeti. Nella terza immagine (VIS 3) è stata selezionata la banda spettrale della clorofilla. In verde, la vegetazione si staglia contro le zone nere (che rappresentano tutto ciò che non contiene clorofilla, dunque l'acqua degli oceani o le nuvole sovrastanti). Tra le immagini raccolte da VIRTIS:
RISPOSTA    Il 13 Novembre 2009, la missione Rosetta dell'ESA ha effettuato l'ultimo fly-by della Terra permettendo a VIRTIS, lo strumento a responsabilità INAF e finanziato da fondi ASI (Agenzia Spaziale Italiana), di raccogliere interessanti immagini e dati del nostro pianeta. La prima immagine (VIS 1) rappresenta quello che vedrebbe l'occhio umano guardando il globo terrestre al posto di VIRTIS: i continenti sono poco visibili, coperti dalle nubi, è distinguibile tutto il centro e sud America e solo la parte orientale degli Stati Uniti ed il golfo del Messico. La seconda immagine (VIS 2) è la stessa immagine in cui sono però state combinate le varie lunghezze d'onda del visibile per rendere più evidente il contrasto tra terra, acqua e nuvole. Questo è uno dei possibili trattamenti a cui possono essere sottoposte le immagini multi-spettrali, che permettono di realizzare delle "mappe geologiche" che identificano la composizione delle varie zone dei pianeti. Nella terza immagine (VIS 3) è stata selezionata la banda spettrale della clorofilla. In verde, la vegetazione si staglia contro le zone nere (che rappresentano tutto ciò che non contiene clorofilla, dunque l'acqua degli oceani o le nuvole sovrastanti). L'ASI:
RISPOSTA    Il 13 Novembre 2009, la missione Rosetta dell'ESA ha effettuato l'ultimo fly-by della Terra permettendo a VIRTIS, lo strumento a responsabilità INAF e finanziato da fondi ASI (Agenzia Spaziale Italiana), di raccogliere interessanti immagini e dati del nostro pianeta. La prima immagine (VIS 1) rappresenta quello che vedrebbe l'occhio umano guardando il globo terrestre al posto di VIRTIS: i continenti sono poco visibili, coperti dalle nubi, è distinguibile tutto il centro e sud America e solo la parte orientale degli Stati Uniti ed il golfo del Messico. La seconda immagine (VIS 2) è la stessa immagine in cui sono però state combinate le varie lunghezze d'onda del visibile per rendere più evidente il contrasto tra terra, acqua e nuvole. Questo è uno dei possibili trattamenti a cui possono essere sottoposte le immagini multi-spettrali, che permettono di realizzare delle "mappe geologiche" che identificano la composizione delle varie zone dei pianeti. Nella terza immagine (VIS 3) è stata selezionata la banda spettrale della clorofilla. In verde, la vegetazione si staglia contro le zone nere (che rappresentano tutto ciò che non contiene clorofilla, dunque l'acqua degli oceani o le nuvole sovrastanti). Le varie zone dei pianeti:

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