Tutte le domande del quiz : Branitratto da:Guardia di Finanza Quiz - 631 allievi marescialli 2018 (90° corso) Concorso pubblico, per titoli ed esami, per 631 allievi marescialli 2018  Esercitati su questo Quiz  |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. I Bronzi di Riace sono statue bronzee rinvenute nell'agosto 1972 nei pressi di Riace Marina, adagiate sul fondo del mare a una profondità di circa 8 m e a una distanza di circa 220 m dalla costa. Perlustrazioni subacquee eseguite qualche tempo dopo il fortuito rinvenimento non hanno condotto a risultati significativi. Lo scarso materiale ritrovato, ove si escluda l'impugnatura dello scudo del bronzo A, non risulta pertinente con certezza al carico di una sola nave; la ceramica (pochissimi frammenti molto dilavati) sembra scaglionarsi in un periodo di tempo assai lungo, prova che nel luogo si sono verosimilmente accumulati materiali di diversa provenienza. Né molto di più dicono gli anelli di piombo attribuiti a una vela e il frammento di chiglia di una nave di età romana. Le ipotesi che sono state finora avanzate sull'eccezionale ritrovamento rispecchiano tale carenza di dati. Si è supposto che i bronzi siano stati gettati in mare per alleggerire lo scafo [1] durante una burrasca, oppure che la nave sia affondata con le statue, ma trascinata dalle onde sulla riva. Restano quindi irrisolti i dubbi circa la rotta della nave, la cronologia dell'affondamento e le vicende esterne dei bronzi fino al momento del naufragio. Ogni elemento in tal senso può essere desunto solo da un'analisi diretta delle opere stesse.I bronzi raffigurano due uomini stanti in nudità eroica, di età matura, con fluente barba, col braccio sinistro piegato e il destro disteso lungo il fianco. Ambedue impugnavano con la mano sinistra uno scudo (ne sono preservati i bracciali applicati sull'avambraccio). Nella mano destra reggevano una spada per il fodero o un ramoscello di ulivo o di alloro, oppure un'asta, come si è dedotto dall'analisi del palmo della mano e dai segni rilevati sulle braccia. I personaggi, raffigurati con ambedue i piedi ben piantati per terra, hanno il piede destro, della gamba stante, poco più arretrato, mentre la gamba sinistra è appena piegata al ginocchio. Divergono invece stile e proporzioni. La statua A, dalla tensione più scattante, è slanciata di forme, spalle orizzontali di cui la sinistra leggermente ritratta, fianco destro moderatamente flesso verso l'esterno, testa rivolta verso destra in atteggiamento imperioso. La statua B, più rilassata, ha proporzioni massicce, la spalla destra leggermente piegata verso il basso, il fianco destro in flessione più evidenziata, lo sguardo rivolto verso lo spettatore. (da: "I bronzi di Riace", Wikipedia) Quale supposizione è supportata dalla lettura del brano? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. I Bronzi di Riace sono statue bronzee rinvenute nell'agosto 1972 nei pressi di Riace Marina, adagiate sul fondo del mare a una profondità di circa 8 m e a una distanza di circa 220 m dalla costa. Perlustrazioni subacquee eseguite qualche tempo dopo il fortuito rinvenimento non hanno condotto a risultati significativi. Lo scarso materiale ritrovato, ove si escluda l'impugnatura dello scudo del bronzo A, non risulta pertinente con certezza al carico di una sola nave; la ceramica (pochissimi frammenti molto dilavati) sembra scaglionarsi in un periodo di tempo assai lungo, prova che nel luogo si sono verosimilmente accumulati materiali di diversa provenienza. Né molto di più dicono gli anelli di piombo attribuiti a una vela e il frammento di chiglia di una nave di età romana. Le ipotesi che sono state finora avanzate sull'eccezionale ritrovamento rispecchiano tale carenza di dati. Si è supposto che i bronzi siano stati gettati in mare per alleggerire lo scafo [1] durante una burrasca, oppure che la nave sia affondata con le statue, ma trascinata dalle onde sulla riva. Restano quindi irrisolti i dubbi circa la rotta della nave, la cronologia dell'affondamento e le vicende esterne dei bronzi fino al momento del naufragio. Ogni elemento in tal senso può essere desunto solo da un'analisi diretta delle opere stesse.I bronzi raffigurano due uomini stanti in nudità eroica, di età matura, con fluente barba, col braccio sinistro piegato e il destro disteso lungo il fianco. Ambedue impugnavano con la mano sinistra uno scudo (ne sono preservati i bracciali applicati sull'avambraccio). Nella mano destra reggevano una spada per il fodero o un ramoscello di ulivo o di alloro, oppure un'asta, come si è dedotto dall'analisi del palmo della mano e dai segni rilevati sulle braccia. I personaggi, raffigurati con ambedue i piedi ben piantati per terra, hanno il piede destro, della gamba stante, poco più arretrato, mentre la gamba sinistra è appena piegata al ginocchio. Divergono invece stile e proporzioni. La statua A, dalla tensione più scattante, è slanciata di forme, spalle orizzontali di cui la sinistra leggermente ritratta, fianco destro moderatamente flesso verso l'esterno, testa rivolta verso destra in atteggiamento imperioso. La statua B, più rilassata, ha proporzioni massicce, la spalla destra leggermente piegata verso il basso, il fianco destro in flessione più evidenziata, lo sguardo rivolto verso lo spettatore. (da: "I bronzi di Riace", Wikipedia) Quale delle seguenti affermazioni NON è deducibile dalla lettura del testo? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. I Bronzi di Riace sono statue bronzee rinvenute nell'agosto 1972 nei pressi di Riace Marina, adagiate sul fondo del mare a una profondità di circa 8 m e a una distanza di circa 220 m dalla costa. Perlustrazioni subacquee eseguite qualche tempo dopo il fortuito rinvenimento non hanno condotto a risultati significativi. Lo scarso materiale ritrovato, ove si escluda l'impugnatura dello scudo del bronzo A, non risulta pertinente con certezza al carico di una sola nave; la ceramica (pochissimi frammenti molto dilavati) sembra scaglionarsi in un periodo di tempo assai lungo, prova che nel luogo si sono verosimilmente accumulati materiali di diversa provenienza. Né molto di più dicono gli anelli di piombo attribuiti a una vela e il frammento di chiglia di una nave di età romana. Le ipotesi che sono state finora avanzate sull'eccezionale ritrovamento rispecchiano tale carenza di dati. Si è supposto che i bronzi siano stati gettati in mare per alleggerire lo scafo [1] durante una burrasca, oppure che la nave sia affondata con le statue, ma trascinata dalle onde sulla riva. Restano quindi irrisolti i dubbi circa la rotta della nave, la cronologia dell'affondamento e le vicende esterne dei bronzi fino al momento del naufragio. Ogni elemento in tal senso può essere desunto solo da un'analisi diretta delle opere stesse.I bronzi raffigurano due uomini stanti in nudità eroica, di età matura, con fluente barba, col braccio sinistro piegato e il destro disteso lungo il fianco. Ambedue impugnavano con la mano sinistra uno scudo (ne sono preservati i bracciali applicati sull'avambraccio). Nella mano destra reggevano una spada per il fodero o un ramoscello di ulivo o di alloro, oppure un'asta, come si è dedotto dall'analisi del palmo della mano e dai segni rilevati sulle braccia. I personaggi, raffigurati con ambedue i piedi ben piantati per terra, hanno il piede destro, della gamba stante, poco più arretrato, mentre la gamba sinistra è appena piegata al ginocchio. Divergono invece stile e proporzioni. La statua A, dalla tensione più scattante, è slanciata di forme, spalle orizzontali di cui la sinistra leggermente ritratta, fianco destro moderatamente flesso verso l'esterno, testa rivolta verso destra in atteggiamento imperioso. La statua B, più rilassata, ha proporzioni massicce, la spalla destra leggermente piegata verso il basso, il fianco destro in flessione più evidenziata, lo sguardo rivolto verso lo spettatore. (da: "I bronzi di Riace", Wikipedia) Quale delle seguenti alternative NON è deducibile dalla lettura del brano? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. I Bronzi di Riace sono statue bronzee rinvenute nell'agosto 1972 nei pressi di Riace Marina, adagiate sul fondo del mare a una profondità di circa 8 m e a una distanza di circa 220 m dalla costa. Perlustrazioni subacquee eseguite qualche tempo dopo il fortuito rinvenimento non hanno condotto a risultati significativi. Lo scarso materiale ritrovato, ove si escluda l'impugnatura dello scudo del bronzo A, non risulta pertinente con certezza al carico di una sola nave; la ceramica (pochissimi frammenti molto dilavati) sembra scaglionarsi in un periodo di tempo assai lungo, prova che nel luogo si sono verosimilmente accumulati materiali di diversa provenienza. Né molto di più dicono gli anelli di piombo attribuiti a una vela e il frammento di chiglia di una nave di età romana. Le ipotesi che sono state finora avanzate sull'eccezionale ritrovamento rispecchiano tale carenza di dati. Si è supposto che i bronzi siano stati gettati in mare per alleggerire lo scafo [1] durante una burrasca, oppure che la nave sia affondata con le statue, ma trascinata dalle onde sulla riva. Restano quindi irrisolti i dubbi circa la rotta della nave, la cronologia dell'affondamento e le vicende esterne dei bronzi fino al momento del naufragio. Ogni elemento in tal senso può essere desunto solo da un'analisi diretta delle opere stesse.I bronzi raffigurano due uomini stanti in nudità eroica, di età matura, con fluente barba, col braccio sinistro piegato e il destro disteso lungo il fianco. Ambedue impugnavano con la mano sinistra uno scudo (ne sono preservati i bracciali applicati sull'avambraccio). Nella mano destra reggevano una spada per il fodero o un ramoscello di ulivo o di alloro, oppure un'asta, come si è dedotto dall'analisi del palmo della mano e dai segni rilevati sulle braccia. I personaggi, raffigurati con ambedue i piedi ben piantati per terra, hanno il piede destro, della gamba stante, poco più arretrato, mentre la gamba sinistra è appena piegata al ginocchio. Divergono invece stile e proporzioni. La statua A, dalla tensione più scattante, è slanciata di forme, spalle orizzontali di cui la sinistra leggermente ritratta, fianco destro moderatamente flesso verso l'esterno, testa rivolta verso destra in atteggiamento imperioso. La statua B, più rilassata, ha proporzioni massicce, la spalla destra leggermente piegata verso il basso, il fianco destro in flessione più evidenziata, lo sguardo rivolto verso lo spettatore. (da: "I bronzi di Riace", Wikipedia) Quale delle seguenti alternative è contenuta nel brano? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. I Bronzi di Riace sono statue bronzee rinvenute nell'agosto 1972 nei pressi di Riace Marina, adagiate sul fondo del mare a una profondità di circa 8 m e a una distanza di circa 220 m dalla costa. Perlustrazioni subacquee eseguite qualche tempo dopo il fortuito rinvenimento non hanno condotto a risultati significativi. Lo scarso materiale ritrovato, ove si escluda l'impugnatura dello scudo del bronzo A, non risulta pertinente con certezza al carico di una sola nave; la ceramica (pochissimi frammenti molto dilavati) sembra scaglionarsi in un periodo di tempo assai lungo, prova che nel luogo si sono verosimilmente accumulati materiali di diversa provenienza. Né molto di più dicono gli anelli di piombo attribuiti a una vela e il frammento di chiglia di una nave di età romana. Le ipotesi che sono state finora avanzate sull'eccezionale ritrovamento rispecchiano tale carenza di dati. Si è supposto che i bronzi siano stati gettati in mare per alleggerire lo scafo [1] durante una burrasca, oppure che la nave sia affondata con le statue, ma trascinata dalle onde sulla riva. Restano quindi irrisolti i dubbi circa la rotta della nave, la cronologia dell'affondamento e le vicende esterne dei bronzi fino al momento del naufragio. Ogni elemento in tal senso può essere desunto solo da un'analisi diretta delle opere stesse.I bronzi raffigurano due uomini stanti in nudità eroica, di età matura, con fluente barba, col braccio sinistro piegato e il destro disteso lungo il fianco. Ambedue impugnavano con la mano sinistra uno scudo (ne sono preservati i bracciali applicati sull'avambraccio). Nella mano destra reggevano una spada per il fodero o un ramoscello di ulivo o di alloro, oppure un'asta, come si è dedotto dall'analisi del palmo della mano e dai segni rilevati sulle braccia. I personaggi, raffigurati con ambedue i piedi ben piantati per terra, hanno il piede destro, della gamba stante, poco più arretrato, mentre la gamba sinistra è appena piegata al ginocchio. Divergono invece stile e proporzioni. La statua A, dalla tensione più scattante, è slanciata di forme, spalle orizzontali di cui la sinistra leggermente ritratta, fianco destro moderatamente flesso verso l'esterno, testa rivolta verso destra in atteggiamento imperioso. La statua B, più rilassata, ha proporzioni massicce, la spalla destra leggermente piegata verso il basso, il fianco destro in flessione più evidenziata, lo sguardo rivolto verso lo spettatore. (da: "I bronzi di Riace", Wikipedia) Nella frase "Si è supposto che i Bronzi siano stati gettati in mare per alleggerire lo scafo" [1] "per alleggerire lo scafo" è una proposizione: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. I cambiamenti climatici globali sono una delle forze che condizioneranno maggiormente la vita di tutti gli esseri umani che vivranno nei prossimi decenni.Il punto di partenza è la popolazione mondiale di esseri umani e l'impatto medio di ciascun essere umano (cioè la quantità media di risorse consumate e scarti prodotti per persona e per anno). Tutte queste quantità stanno aumentando, anno dopo anno, e di conseguenza sta aumentando l'impatto umano complessivo sul pianeta: l'impatto pro capite, moltiplicato per il numero di persone che ci sono al mondo, dà come risultato l'impatto complessivo.Uno scarto importante è il biossido di carbonio o anidride carbonica (abbreviato in CO2), che provoca i cambiamenti climatici quando viene rilasciato nell'atmosfera, principalmente a causa del nostro consumo di combustibili fossili. Il secondo gas più importante all'origine dei cambiamenti climatici è il metano, che esiste in quantità molto più ridotte e al momento rappresenta un problema meno grave della CO2, ma che potrebbe diventare importante per effetto di un anello di retroazione positiva: il riscaldamento globale scioglie il permafrost, che rilascia metano, che provoca ancora più riscaldamento, che rilascia ancora più metano e così via.L'effetto primario della CO2, quello di cui più si discute, è la sua azione di gas a effetto serra. Significa che la CO2 assorbe una parte delle radiazioni a infrarossi della Terra, facendo crescere la temperatura dell'atmosfera. Ma ci sono altri due effetti primari del rilascio di CO2 nell'atmosfera. Uno è che la CO2 che produciamo viene immagazzinata anche dagli oceani, non solo dall'atmosfera. L'acido carbonico che ne risulta fa aumentare l'acidità degli oceani, che già adesso è al livello più alto negli ultimi 15 milioni di anni. Questo processo scioglie lo scheletro dei coralli uccidendo le barriere coralline, che sono un vivaio di riproduzione per i pesci dell'oceano e proteggono le coste delle regioni tropicali e subtropicali da onde e tsunami. Attualmente, le barriere coralline del mondo si stanno riducendo dell'1-2 per cento ogni anno, il che significa che alla fine di questo secolo saranno in gran parte scomparse. L'altro effetto primario del rilascio di CO2 è che influenza direttamente (in modo positivo o negativo) la crescita delle piante. (da: Jared Diamond, "Istruzioni per l'uso del clima impazzito", La Repubblica) In base all'articolo, l'impatto umano sul pianeta: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. I cambiamenti climatici globali sono una delle forze che condizioneranno maggiormente la vita di tutti gli esseri umani che vivranno nei prossimi decenni.Il punto di partenza è la popolazione mondiale di esseri umani e l'impatto medio di ciascun essere umano (cioè la quantità media di risorse consumate e scarti prodotti per persona e per anno). Tutte queste quantità stanno aumentando, anno dopo anno, e di conseguenza sta aumentando l'impatto umano complessivo sul pianeta: l'impatto pro capite, moltiplicato per il numero di persone che ci sono al mondo, dà come risultato l'impatto complessivo.Uno scarto importante è il biossido di carbonio o anidride carbonica (abbreviato in CO2), che provoca i cambiamenti climatici quando viene rilasciato nell'atmosfera, principalmente a causa del nostro consumo di combustibili fossili. Il secondo gas più importante all'origine dei cambiamenti climatici è il metano, che esiste in quantità molto più ridotte e al momento rappresenta un problema meno grave della CO2, ma che potrebbe diventare importante per effetto di un anello di retroazione positiva: il riscaldamento globale scioglie il permafrost, che rilascia metano, che provoca ancora più riscaldamento, che rilascia ancora più metano e così via.L'effetto primario della CO2, quello di cui più si discute, è la sua azione di gas a effetto serra. Significa che la CO2 assorbe una parte delle radiazioni a infrarossi della Terra, facendo crescere la temperatura dell'atmosfera. Ma ci sono altri due effetti primari del rilascio di CO2 nell'atmosfera. Uno è che la CO2 che produciamo viene immagazzinata anche dagli oceani, non solo dall'atmosfera. L'acido carbonico che ne risulta fa aumentare l'acidità degli oceani, che già adesso è al livello più alto negli ultimi 15 milioni di anni. Questo processo scioglie lo scheletro dei coralli uccidendo le barriere coralline, che sono un vivaio di riproduzione per i pesci dell'oceano e proteggono le coste delle regioni tropicali e subtropicali da onde e tsunami. Attualmente, le barriere coralline del mondo si stanno riducendo dell'1-2 per cento ogni anno, il che significa che alla fine di questo secolo saranno in gran parte scomparse. L'altro effetto primario del rilascio di CO2 è che influenza direttamente (in modo positivo o negativo) la crescita delle piante. (da: Jared Diamond, "Istruzioni per l'uso del clima impazzito", La Repubblica) Secondo quanto affermato nell'articolo, i cambiamenti climatici: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. I cambiamenti climatici globali sono una delle forze che condizioneranno maggiormente la vita di tutti gli esseri umani che vivranno nei prossimi decenni.Il punto di partenza è la popolazione mondiale di esseri umani e l'impatto medio di ciascun essere umano (cioè la quantità media di risorse consumate e scarti prodotti per persona e per anno). Tutte queste quantità stanno aumentando, anno dopo anno, e di conseguenza sta aumentando l'impatto umano complessivo sul pianeta: l'impatto pro capite, moltiplicato per il numero di persone che ci sono al mondo, dà come risultato l'impatto complessivo.Uno scarto importante è il biossido di carbonio o anidride carbonica (abbreviato in CO2), che provoca i cambiamenti climatici quando viene rilasciato nell'atmosfera, principalmente a causa del nostro consumo di combustibili fossili. Il secondo gas più importante all'origine dei cambiamenti climatici è il metano, che esiste in quantità molto più ridotte e al momento rappresenta un problema meno grave della CO2, ma che potrebbe diventare importante per effetto di un anello di retroazione positiva: il riscaldamento globale scioglie il permafrost, che rilascia metano, che provoca ancora più riscaldamento, che rilascia ancora più metano e così via.L'effetto primario della CO2, quello di cui più si discute, è la sua azione di gas a effetto serra. Significa che la CO2 assorbe una parte delle radiazioni a infrarossi della Terra, facendo crescere la temperatura dell'atmosfera. Ma ci sono altri due effetti primari del rilascio di CO2 nell'atmosfera. Uno è che la CO2 che produciamo viene immagazzinata anche dagli oceani, non solo dall'atmosfera. L'acido carbonico che ne risulta fa aumentare l'acidità degli oceani, che già adesso è al livello più alto negli ultimi 15 milioni di anni. Questo processo scioglie lo scheletro dei coralli uccidendo le barriere coralline, che sono un vivaio di riproduzione per i pesci dell'oceano e proteggono le coste delle regioni tropicali e subtropicali da onde e tsunami. Attualmente, le barriere coralline del mondo si stanno riducendo dell'1-2 per cento ogni anno, il che significa che alla fine di questo secolo saranno in gran parte scomparse. L'altro effetto primario del rilascio di CO2 è che influenza direttamente (in modo positivo o negativo) la crescita delle piante. (da: Jared Diamond, "Istruzioni per l'uso del clima impazzito", La Repubblica) Quale delle seguenti affermazioni NON è deducibile dal brano? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. I cambiamenti climatici globali sono una delle forze che condizioneranno maggiormente la vita di tutti gli esseri umani che vivranno nei prossimi decenni.Il punto di partenza è la popolazione mondiale di esseri umani e l'impatto medio di ciascun essere umano (cioè la quantità media di risorse consumate e scarti prodotti per persona e per anno). Tutte queste quantità stanno aumentando, anno dopo anno, e di conseguenza sta aumentando l'impatto umano complessivo sul pianeta: l'impatto pro capite, moltiplicato per il numero di persone che ci sono al mondo, dà come risultato l'impatto complessivo.Uno scarto importante è il biossido di carbonio o anidride carbonica (abbreviato in CO2), che provoca i cambiamenti climatici quando viene rilasciato nell'atmosfera, principalmente a causa del nostro consumo di combustibili fossili. Il secondo gas più importante all'origine dei cambiamenti climatici è il metano, che esiste in quantità molto più ridotte e al momento rappresenta un problema meno grave della CO2, ma che potrebbe diventare importante per effetto di un anello di retroazione positiva: il riscaldamento globale scioglie il permafrost, che rilascia metano, che provoca ancora più riscaldamento, che rilascia ancora più metano e così via.L'effetto primario della CO2, quello di cui più si discute, è la sua azione di gas a effetto serra. Significa che la CO2 assorbe una parte delle radiazioni a infrarossi della Terra, facendo crescere la temperatura dell'atmosfera. Ma ci sono altri due effetti primari del rilascio di CO2 nell'atmosfera. Uno è che la CO2 che produciamo viene immagazzinata anche dagli oceani, non solo dall'atmosfera. L'acido carbonico che ne risulta fa aumentare l'acidità degli oceani, che già adesso è al livello più alto negli ultimi 15 milioni di anni. Questo processo scioglie lo scheletro dei coralli uccidendo le barriere coralline, che sono un vivaio di riproduzione per i pesci dell'oceano e proteggono le coste delle regioni tropicali e subtropicali da onde e tsunami. Attualmente, le barriere coralline del mondo si stanno riducendo dell'1-2 per cento ogni anno, il che significa che alla fine di questo secolo saranno in gran parte scomparse. L'altro effetto primario del rilascio di CO2 è che influenza direttamente (in modo positivo o negativo) la crescita delle piante. (da: Jared Diamond, "Istruzioni per l'uso del clima impazzito", La Repubblica) La CO2: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. I cambiamenti climatici globali sono una delle forze che condizioneranno maggiormente la vita di tutti gli esseri umani che vivranno nei prossimi decenni.Il punto di partenza è la popolazione mondiale di esseri umani e l'impatto medio di ciascun essere umano (cioè la quantità media di risorse consumate e scarti prodotti per persona e per anno). Tutte queste quantità stanno aumentando, anno dopo anno, e di conseguenza sta aumentando l'impatto umano complessivo sul pianeta: l'impatto pro capite, moltiplicato per il numero di persone che ci sono al mondo, dà come risultato l'impatto complessivo.Uno scarto importante è il biossido di carbonio o anidride carbonica (abbreviato in CO2), che provoca i cambiamenti climatici quando viene rilasciato nell'atmosfera, principalmente a causa del nostro consumo di combustibili fossili. Il secondo gas più importante all'origine dei cambiamenti climatici è il metano, che esiste in quantità molto più ridotte e al momento rappresenta un problema meno grave della CO2, ma che potrebbe diventare importante per effetto di un anello di retroazione positiva: il riscaldamento globale scioglie il permafrost, che rilascia metano, che provoca ancora più riscaldamento, che rilascia ancora più metano e così via.L'effetto primario della CO2, quello di cui più si discute, è la sua azione di gas a effetto serra. Significa che la CO2 assorbe una parte delle radiazioni a infrarossi della Terra, facendo crescere la temperatura dell'atmosfera. Ma ci sono altri due effetti primari del rilascio di CO2 nell'atmosfera. Uno è che la CO2 che produciamo viene immagazzinata anche dagli oceani, non solo dall'atmosfera. L'acido carbonico che ne risulta fa aumentare l'acidità degli oceani, che già adesso è al livello più alto negli ultimi 15 milioni di anni. Questo processo scioglie lo scheletro dei coralli uccidendo le barriere coralline, che sono un vivaio di riproduzione per i pesci dell'oceano e proteggono le coste delle regioni tropicali e subtropicali da onde e tsunami. Attualmente, le barriere coralline del mondo si stanno riducendo dell'1-2 per cento ogni anno, il che significa che alla fine di questo secolo saranno in gran parte scomparse. L'altro effetto primario del rilascio di CO2 è che influenza direttamente (in modo positivo o negativo) la crescita delle piante. (da: Jared Diamond, "Istruzioni per l'uso del clima impazzito", La Repubblica) Il consumo di combustibili fossili: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. I cani sensibili e delicati sono bravissimi con i figli dell'amato padrone, poiché sanno quanto egli è affezionato ai bambini. Il timore che un cane possa far del male a un bambino è addirittura ridicolo; molto più giustificata è, semmai, la preoccupazione opposta, cioè che il cane si lasci troppo strapazzare dai bambini, contribuendo così a educarli a una totale mancanza di riguardo nei loro confronti. Specialmente nel caso di cani molto grossi e bonari, come i San Bernardo o i Terranova, bisogna stare attenti che questo non succeda. In generale, però, i cani sanno destreggiarsi molto bene per sfuggire alle attenzioni troppo insistenti e fastidiose dei bambini, e proprio in questo vi è un alto valore pedagogico. I bambini normali, infatti, provano sempre gran gioia nella compagnia dei cani, e di conseguenza si rattristano moltissimo quando la perdono; in tal modo i piccoli apprendono, si può dire da soli, come si devono comportare per essere loro graditi e conquistarne l'amicizia e l'affetto. I bambini dotati di un certo tatto istintivo imparano così, già nei primissimi anni, ad avere rispetto per le bestie, è questa non è una conquista da poco. Quando in casa d'altri vedo che un cane non scappa di fronte a un bambino di cinque o sei anni, ma al contrario gli si accosta amichevolmente e senza ombra di timore, subito aumenta la mia stima per il bambino e, insieme, per tutta la sua famiglia.Purtroppo devo dire che i figli dei contadini del mio paese sono piuttosto rudi con i cani. Da noi non capita mai di vedere bande di bambini in compagnia di un cane. Conosco, è vero, qualche singolo ragazzino molto affettuoso col cane di casa, ma non appena si forma un gruppo, ci sono sempre alcuni tipi brutali che riescono � e questa è la cosa peggiore � ad avere la meglio sugli altri. Comunque sia, il comune cane di paese della Bassa Austria scappa non appena vede avvicinarsi il contadino della Bassa Austria. Non è giusto che sia così e per fortuna non è dappertutto così. Nella Russia Bianca, ad esempio, si vedono abitualmente bande miste di bambini e di cani che scorrazzano nei villaggi.I cani non hanno alcuna paura dei bambini, e anzi se ne fidano completamente, e da questa fiducia si possono trarre conclusioni di ampia portata sulle qualità morali di quei bambini. (Da: K. Lorenz, "E l'uomo incontrò il cane", Adelphi) Secondo l'autore del brano il timore che un cane possa far del male a un bambino è fondata? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. I cani sensibili e delicati sono bravissimi con i figli dell'amato padrone, poiché sanno quanto egli è affezionato ai bambini. Il timore che un cane possa far del male a un bambino è addirittura ridicolo; molto più giustificata è, semmai, la preoccupazione opposta, cioè che il cane si lasci troppo strapazzare dai bambini, contribuendo così a educarli a una totale mancanza di riguardo nei loro confronti. Specialmente nel caso di cani molto grossi e bonari, come i San Bernardo o i Terranova, bisogna stare attenti che questo non succeda. In generale, però, i cani sanno destreggiarsi molto bene per sfuggire alle attenzioni troppo insistenti e fastidiose dei bambini, e proprio in questo vi è un alto valore pedagogico. I bambini normali, infatti, provano sempre gran gioia nella compagnia dei cani, e di conseguenza si rattristano moltissimo quando la perdono; in tal modo i piccoli apprendono, si può dire da soli, come si devono comportare per essere loro graditi e conquistarne l'amicizia e l'affetto. I bambini dotati di un certo tatto istintivo imparano così, già nei primissimi anni, ad avere rispetto per le bestie, è questa non è una conquista da poco. Quando in casa d'altri vedo che un cane non scappa di fronte a un bambino di cinque o sei anni, ma al contrario gli si accosta amichevolmente e senza ombra di timore, subito aumenta la mia stima per il bambino e, insieme, per tutta la sua famiglia.Purtroppo devo dire che i figli dei contadini del mio paese sono piuttosto rudi con i cani. Da noi non capita mai di vedere bande di bambini in compagnia di un cane. Conosco, è vero, qualche singolo ragazzino molto affettuoso col cane di casa, ma non appena si forma un gruppo, ci sono sempre alcuni tipi brutali che riescono � e questa è la cosa peggiore � ad avere la meglio sugli altri. Comunque sia, il comune cane di paese della Bassa Austria scappa non appena vede avvicinarsi il contadino della Bassa Austria. Non è giusto che sia così e per fortuna non è dappertutto così. Nella Russia Bianca, ad esempio, si vedono abitualmente bande miste di bambini e di cani che scorrazzano nei villaggi.I cani non hanno alcuna paura dei bambini, e anzi se ne fidano completamente, e da questa fiducia si possono trarre conclusioni di ampia portata sulle qualità morali di quei bambini. (Da: K. Lorenz, "E l'uomo incontrò il cane", Adelphi) Il fatto che i cani spesso sappiano sottrarsi ai bambini fastidiosi e molesti, secondo l'autore, comporta: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. I cani sensibili e delicati sono bravissimi con i figli dell'amato padrone, poiché sanno quanto egli è affezionato ai bambini. Il timore che un cane possa far del male a un bambino è addirittura ridicolo; molto più giustificata è, semmai, la preoccupazione opposta, cioè che il cane si lasci troppo strapazzare dai bambini, contribuendo così a educarli a una totale mancanza di riguardo nei loro confronti. Specialmente nel caso di cani molto grossi e bonari, come i San Bernardo o i Terranova, bisogna stare attenti che questo non succeda. In generale, però, i cani sanno destreggiarsi molto bene per sfuggire alle attenzioni troppo insistenti e fastidiose dei bambini, e proprio in questo vi è un alto valore pedagogico. I bambini normali, infatti, provano sempre gran gioia nella compagnia dei cani, e di conseguenza si rattristano moltissimo quando la perdono; in tal modo i piccoli apprendono, si può dire da soli, come si devono comportare per essere loro graditi e conquistarne l'amicizia e l'affetto. I bambini dotati di un certo tatto istintivo imparano così, già nei primissimi anni, ad avere rispetto per le bestie, è questa non è una conquista da poco. Quando in casa d'altri vedo che un cane non scappa di fronte a un bambino di cinque o sei anni, ma al contrario gli si accosta amichevolmente e senza ombra di timore, subito aumenta la mia stima per il bambino e, insieme, per tutta la sua famiglia.Purtroppo devo dire che i figli dei contadini del mio paese sono piuttosto rudi con i cani. Da noi non capita mai di vedere bande di bambini in compagnia di un cane. Conosco, è vero, qualche singolo ragazzino molto affettuoso col cane di casa, ma non appena si forma un gruppo, ci sono sempre alcuni tipi brutali che riescono � e questa è la cosa peggiore � ad avere la meglio sugli altri. Comunque sia, il comune cane di paese della Bassa Austria scappa non appena vede avvicinarsi il contadino della Bassa Austria. Non è giusto che sia così e per fortuna non è dappertutto così. Nella Russia Bianca, ad esempio, si vedono abitualmente bande miste di bambini e di cani che scorrazzano nei villaggi.I cani non hanno alcuna paura dei bambini, e anzi se ne fidano completamente, e da questa fiducia si possono trarre conclusioni di ampia portata sulle qualità morali di quei bambini. (Da: K. Lorenz, "E l'uomo incontrò il cane", Adelphi) Quali sentimenti dice di provare l'autore del brano quando vede un cane accostarsi senza timore e amichevolmente a un bambino? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. I cani sensibili e delicati sono bravissimi con i figli dell'amato padrone, poiché sanno quanto egli è affezionato ai bambini. Il timore che un cane possa far del male a un bambino è addirittura ridicolo; molto più giustificata è, semmai, la preoccupazione opposta, cioè che il cane si lasci troppo strapazzare dai bambini, contribuendo così a educarli a una totale mancanza di riguardo nei loro confronti. Specialmente nel caso di cani molto grossi e bonari, come i San Bernardo o i Terranova, bisogna stare attenti che questo non succeda. In generale, però, i cani sanno destreggiarsi molto bene per sfuggire alle attenzioni troppo insistenti e fastidiose dei bambini, e proprio in questo vi è un alto valore pedagogico. I bambini normali, infatti, provano sempre gran gioia nella compagnia dei cani, e di conseguenza si rattristano moltissimo quando la perdono; in tal modo i piccoli apprendono, si può dire da soli, come si devono comportare per essere loro graditi e conquistarne l'amicizia e l'affetto. I bambini dotati di un certo tatto istintivo imparano così, già nei primissimi anni, ad avere rispetto per le bestie, è questa non è una conquista da poco. Quando in casa d'altri vedo che un cane non scappa di fronte a un bambino di cinque o sei anni, ma al contrario gli si accosta amichevolmente e senza ombra di timore, subito aumenta la mia stima per il bambino e, insieme, per tutta la sua famiglia.Purtroppo devo dire che i figli dei contadini del mio paese sono piuttosto rudi con i cani. Da noi non capita mai di vedere bande di bambini in compagnia di un cane. Conosco, è vero, qualche singolo ragazzino molto affettuoso col cane di casa, ma non appena si forma un gruppo, ci sono sempre alcuni tipi brutali che riescono � e questa è la cosa peggiore � ad avere la meglio sugli altri. Comunque sia, il comune cane di paese della Bassa Austria scappa non appena vede avvicinarsi il contadino della Bassa Austria. Non è giusto che sia così e per fortuna non è dappertutto così. Nella Russia Bianca, ad esempio, si vedono abitualmente bande miste di bambini e di cani che scorrazzano nei villaggi.I cani non hanno alcuna paura dei bambini, e anzi se ne fidano completamente, e da questa fiducia si possono trarre conclusioni di ampia portata sulle qualità morali di quei bambini. (Da: K. Lorenz, "E l'uomo incontrò il cane", Adelphi) Come si comportano i bambini della Bassa Austria nei confronti dei cani? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. I cani sensibili e delicati sono bravissimi con i figli dell'amato padrone, poiché sanno quanto egli è affezionato ai bambini. Il timore che un cane possa far del male a un bambino è addirittura ridicolo; molto più giustificata è, semmai, la preoccupazione opposta, cioè che il cane si lasci troppo strapazzare dai bambini, contribuendo così a educarli a una totale mancanza di riguardo nei loro confronti. Specialmente nel caso di cani molto grossi e bonari, come i San Bernardo o i Terranova, bisogna stare attenti che questo non succeda. In generale, però, i cani sanno destreggiarsi molto bene per sfuggire alle attenzioni troppo insistenti e fastidiose dei bambini, e proprio in questo vi è un alto valore pedagogico. I bambini normali, infatti, provano sempre gran gioia nella compagnia dei cani, e di conseguenza si rattristano moltissimo quando la perdono; in tal modo i piccoli apprendono, si può dire da soli, come si devono comportare per essere loro graditi e conquistarne l'amicizia e l'affetto. I bambini dotati di un certo tatto istintivo imparano così, già nei primissimi anni, ad avere rispetto per le bestie, è questa non è una conquista da poco. Quando in casa d'altri vedo che un cane non scappa di fronte a un bambino di cinque o sei anni, ma al contrario gli si accosta amichevolmente e senza ombra di timore, subito aumenta la mia stima per il bambino e, insieme, per tutta la sua famiglia.Purtroppo devo dire che i figli dei contadini del mio paese sono piuttosto rudi con i cani. Da noi non capita mai di vedere bande di bambini in compagnia di un cane. Conosco, è vero, qualche singolo ragazzino molto affettuoso col cane di casa, ma non appena si forma un gruppo, ci sono sempre alcuni tipi brutali che riescono � e questa è la cosa peggiore � ad avere la meglio sugli altri. Comunque sia, il comune cane di paese della Bassa Austria scappa non appena vede avvicinarsi il contadino della Bassa Austria. Non è giusto che sia così e per fortuna non è dappertutto così. Nella Russia Bianca, ad esempio, si vedono abitualmente bande miste di bambini e di cani che scorrazzano nei villaggi.I cani non hanno alcuna paura dei bambini, e anzi se ne fidano completamente, e da questa fiducia si possono trarre conclusioni di ampia portata sulle qualità morali di quei bambini. (Da: K. Lorenz, "E l'uomo incontrò il cane", Adelphi) Come NON si comportano, generalmente, i bambini della Russia Bianca nei confronti dei cani? |
RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. I due cacciatori scendevano il sentiero che conduceva a casa della donna. Tutti, da quelle parti, la chiamavano Strolga, cioè astrologa, cioè fattucchiera. Grigia, oscura, rannicchiata all'ombra degli alberi, la casa della Strolga [1] sembrava sorta dalla terra come un fungo. L'aia era polverosa, attrezzi in disordine ovunque, una sedia diroccata proprio in mezzo al cortile. Il gallo non sembrò felice di vederli. Ma era in cattive condizioni: smagrito, spennacchiato, di taglia molto ridotta, le sue proteste si ridussero a uno svolazzo d'ali, polvere e piume e qualche grido di rabbia. Le galline, erano messe anche peggio. Minuscole, grigiastre come la casa. C'era un pozzo, i due tirarono su il secchio e bevvero da un bricco di metallo legato al manico con un grosso filo di spago. C'era odore di fumo, come avessero bruciato delle foglie aromatiche. I due, molto giovani, avevano scambiato ben poche parole nel corso della lunga camminata sui monti sopra Luminasio, nell'Appennino bolognese, vicino a una località [2] nota come Panico. La questione che li spingeva fin lì era importante, grave. Si guardarono negli occhi e il più basso, vincendo un'esitazione, bussò alla porta. Il più alto dei due interrogò l'altro con lo sguardo. � È sorda, � spiegò il piccolo. Batté più forte e finalmente aprirono. La donna era avvolta in uno scialle scuro e aveva un fazzoletto in testa. Non appariva certo come si aspettavano. Era alta, robusta, appena curva nelle spalle. Non sembrava nemmeno tanto vecchia. Eppure dicevano che aveva passato gli ottanta.� Chi siete?� Cantelli Adelmo, � rispose il più piccolo.� Donati Cesario, � rispose il più grande.Il più piccolo spiegò il motivo della visita. La vecchia lo guardò. Gli occhi erano di un grigio profondo, come la casa e tutto il resto.� Tutti e due? � domandò.� No, solo io.� Che stia fuori a badarmi le galline allora, � disse puntando lo sguardo vuoto sul più alto e sul fucile che portava a tracolla. La Strolga tirò dentro il più basso per un braccio e chiuse la porta con forza dietro di sé. Sorda, non lo era affatto. (Da: Wu Ming. "L'invisibile ovunque" Einaudi, 2015, pp. 9 � 10) La Strolga NON: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. I due cacciatori scendevano il sentiero che conduceva a casa della donna. Tutti, da quelle parti, la chiamavano Strolga, cioè astrologa, cioè fattucchiera. Grigia, oscura, rannicchiata all'ombra degli alberi, la casa della Strolga [1] sembrava sorta dalla terra come un fungo. L'aia era polverosa, attrezzi in disordine ovunque, una sedia diroccata proprio in mezzo al cortile. Il gallo non sembrò felice di vederli. Ma era in cattive condizioni: smagrito, spennacchiato, di taglia molto ridotta, le sue proteste si ridussero a uno svolazzo d'ali, polvere e piume e qualche grido di rabbia. Le galline, erano messe anche peggio. Minuscole, grigiastre come la casa. C'era un pozzo, i due tirarono su il secchio e bevvero da un bricco di metallo legato al manico con un grosso filo di spago. C'era odore di fumo, come avessero bruciato delle foglie aromatiche. I due, molto giovani, avevano scambiato ben poche parole nel corso della lunga camminata sui monti sopra Luminasio, nell'Appennino bolognese, vicino a una località [2] nota come Panico. La questione che li spingeva fin lì era importante, grave. Si guardarono negli occhi e il più basso, vincendo un'esitazione, bussò alla porta. Il più alto dei due interrogò l'altro con lo sguardo. � È sorda, � spiegò il piccolo. Batté più forte e finalmente aprirono. La donna era avvolta in uno scialle scuro e aveva un fazzoletto in testa. Non appariva certo come si aspettavano. Era alta, robusta, appena curva nelle spalle. Non sembrava nemmeno tanto vecchia. Eppure dicevano che aveva passato gli ottanta.� Chi siete?� Cantelli Adelmo, � rispose il più piccolo.� Donati Cesario, � rispose il più grande.Il più piccolo spiegò il motivo della visita. La vecchia lo guardò. Gli occhi erano di un grigio profondo, come la casa e tutto il resto.� Tutti e due? � domandò.� No, solo io.� Che stia fuori a badarmi le galline allora, � disse puntando lo sguardo vuoto sul più alto e sul fucile che portava a tracolla. La Strolga tirò dentro il più basso per un braccio e chiuse la porta con forza dietro di sé. Sorda, non lo era affatto. (Da: Wu Ming. "L'invisibile ovunque" Einaudi, 2015, pp. 9 � 10) Quale delle seguenti descrizioni è appropriata alla casa della Strolga [1]? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. I due cacciatori scendevano il sentiero che conduceva a casa della donna. Tutti, da quelle parti, la chiamavano Strolga, cioè astrologa, cioè fattucchiera. Grigia, oscura, rannicchiata all'ombra degli alberi, la casa della Strolga [1] sembrava sorta dalla terra come un fungo. L'aia era polverosa, attrezzi in disordine ovunque, una sedia diroccata proprio in mezzo al cortile. Il gallo non sembrò felice di vederli. Ma era in cattive condizioni: smagrito, spennacchiato, di taglia molto ridotta, le sue proteste si ridussero a uno svolazzo d'ali, polvere e piume e qualche grido di rabbia. Le galline, erano messe anche peggio. Minuscole, grigiastre come la casa. C'era un pozzo, i due tirarono su il secchio e bevvero da un bricco di metallo legato al manico con un grosso filo di spago. C'era odore di fumo, come avessero bruciato delle foglie aromatiche. I due, molto giovani, avevano scambiato ben poche parole nel corso della lunga camminata sui monti sopra Luminasio, nell'Appennino bolognese, vicino a una località [2] nota come Panico. La questione che li spingeva fin lì era importante, grave. Si guardarono negli occhi e il più basso, vincendo un'esitazione, bussò alla porta. Il più alto dei due interrogò l'altro con lo sguardo. � È sorda, � spiegò il piccolo. Batté più forte e finalmente aprirono. La donna era avvolta in uno scialle scuro e aveva un fazzoletto in testa. Non appariva certo come si aspettavano. Era alta, robusta, appena curva nelle spalle. Non sembrava nemmeno tanto vecchia. Eppure dicevano che aveva passato gli ottanta.� Chi siete?� Cantelli Adelmo, � rispose il più piccolo.� Donati Cesario, � rispose il più grande.Il più piccolo spiegò il motivo della visita. La vecchia lo guardò. Gli occhi erano di un grigio profondo, come la casa e tutto il resto.� Tutti e due? � domandò.� No, solo io.� Che stia fuori a badarmi le galline allora, � disse puntando lo sguardo vuoto sul più alto e sul fucile che portava a tracolla. La Strolga tirò dentro il più basso per un braccio e chiuse la porta con forza dietro di sé. Sorda, non lo era affatto. (Da: Wu Ming. "L'invisibile ovunque" Einaudi, 2015, pp. 9 � 10) Quale delle seguenti affermazioni relative al gallo NON è corretta? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. I due cacciatori scendevano il sentiero che conduceva a casa della donna. Tutti, da quelle parti, la chiamavano Strolga, cioè astrologa, cioè fattucchiera. Grigia, oscura, rannicchiata all'ombra degli alberi, la casa della Strolga [1] sembrava sorta dalla terra come un fungo. L'aia era polverosa, attrezzi in disordine ovunque, una sedia diroccata proprio in mezzo al cortile. Il gallo non sembrò felice di vederli. Ma era in cattive condizioni: smagrito, spennacchiato, di taglia molto ridotta, le sue proteste si ridussero a uno svolazzo d'ali, polvere e piume e qualche grido di rabbia. Le galline, erano messe anche peggio. Minuscole, grigiastre come la casa. C'era un pozzo, i due tirarono su il secchio e bevvero da un bricco di metallo legato al manico con un grosso filo di spago. C'era odore di fumo, come avessero bruciato delle foglie aromatiche. I due, molto giovani, avevano scambiato ben poche parole nel corso della lunga camminata sui monti sopra Luminasio, nell'Appennino bolognese, vicino a una località [2] nota come Panico. La questione che li spingeva fin lì era importante, grave. Si guardarono negli occhi e il più basso, vincendo un'esitazione, bussò alla porta. Il più alto dei due interrogò l'altro con lo sguardo. � È sorda, � spiegò il piccolo. Batté più forte e finalmente aprirono. La donna era avvolta in uno scialle scuro e aveva un fazzoletto in testa. Non appariva certo come si aspettavano. Era alta, robusta, appena curva nelle spalle. Non sembrava nemmeno tanto vecchia. Eppure dicevano che aveva passato gli ottanta.� Chi siete?� Cantelli Adelmo, � rispose il più piccolo.� Donati Cesario, � rispose il più grande.Il più piccolo spiegò il motivo della visita. La vecchia lo guardò. Gli occhi erano di un grigio profondo, come la casa e tutto il resto.� Tutti e due? � domandò.� No, solo io.� Che stia fuori a badarmi le galline allora, � disse puntando lo sguardo vuoto sul più alto e sul fucile che portava a tracolla. La Strolga tirò dentro il più basso per un braccio e chiuse la porta con forza dietro di sé. Sorda, non lo era affatto. (Da: Wu Ming. "L'invisibile ovunque" Einaudi, 2015, pp. 9 � 10) Quale delle seguenti affermazioni è deducibile dal comportamento dei protagonisti del brano? |
RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. I due cacciatori scendevano il sentiero che conduceva a casa della donna. Tutti, da quelle parti, la chiamavano Strolga, cioè astrologa, cioè fattucchiera. Grigia, oscura, rannicchiata all'ombra degli alberi, la casa della Strolga [1] sembrava sorta dalla terra come un fungo. L'aia era polverosa, attrezzi in disordine ovunque, una sedia diroccata proprio in mezzo al cortile. Il gallo non sembrò felice di vederli. Ma era in cattive condizioni: smagrito, spennacchiato, di taglia molto ridotta, le sue proteste si ridussero a uno svolazzo d'ali, polvere e piume e qualche grido di rabbia. Le galline, erano messe anche peggio. Minuscole, grigiastre come la casa. C'era un pozzo, i due tirarono su il secchio e bevvero da un bricco di metallo legato al manico con un grosso filo di spago. C'era odore di fumo, come avessero bruciato delle foglie aromatiche. I due, molto giovani, avevano scambiato ben poche parole nel corso della lunga camminata sui monti sopra Luminasio, nell'Appennino bolognese, vicino a una località [2] nota come Panico. La questione che li spingeva fin lì era importante, grave. Si guardarono negli occhi e il più basso, vincendo un'esitazione, bussò alla porta. Il più alto dei due interrogò l'altro con lo sguardo. � È sorda, � spiegò il piccolo. Batté più forte e finalmente aprirono. La donna era avvolta in uno scialle scuro e aveva un fazzoletto in testa. Non appariva certo come si aspettavano. Era alta, robusta, appena curva nelle spalle. Non sembrava nemmeno tanto vecchia. Eppure dicevano che aveva passato gli ottanta.� Chi siete?� Cantelli Adelmo, � rispose il più piccolo.� Donati Cesario, � rispose il più grande.Il più piccolo spiegò il motivo della visita. La vecchia lo guardò. Gli occhi erano di un grigio profondo, come la casa e tutto il resto.� Tutti e due? � domandò.� No, solo io.� Che stia fuori a badarmi le galline allora, � disse puntando lo sguardo vuoto sul più alto e sul fucile che portava a tracolla. La Strolga tirò dentro il più basso per un braccio e chiuse la porta con forza dietro di sé. Sorda, non lo era affatto. (Da: Wu Ming. "L'invisibile ovunque" Einaudi, 2015, pp. 9 � 10) Quale dei seguenti è un sinonimo di località [2]? |
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Leggere attentamente il seguente brano. I due cacciatori scendevano il sentiero che conduceva a casa della donna. Tutti, da quelle parti, la chiamavano Strolga, cioè astrologa, cioè fattucchiera. Grigia, oscura, rannicchiata all'ombra degli alberi, la casa della Strolga [1] sembrava sorta dalla terra come un fungo. L'aia era polverosa, attrezzi in disordine ovunque, una sedia diroccata proprio in mezzo al cortile. Il gallo non sembrò felice di vederli. Ma era in cattive condizioni: smagrito, spennacchiato, di taglia molto ridotta, le sue proteste si ridussero a uno svolazzo d'ali, polvere e piume e qualche grido di rabbia. Le galline, erano messe anche peggio. Minuscole, grigiastre come la casa. C'era un pozzo, i due tirarono su il secchio e bevvero da un bricco di metallo legato al manico con un grosso filo di spago. C'era odore di fumo, come avessero bruciato delle foglie aromatiche. I due, molto giovani, avevano scambiato ben poche parole nel corso della lunga camminata sui monti sopra Luminasio, nell'Appennino bolognese, vicino a una località [2] nota come Panico. La questione che li spingeva fin lì era importante, grave. Si guardarono negli occhi e il più basso, vincendo un'esitazione, bussò alla porta. Il più alto dei due interrogò l'altro con lo sguardo. � È sorda, � spiegò il piccolo. Batté più forte e finalmente aprirono. La donna era avvolta in uno scialle scuro e aveva un fazzoletto in testa. Non appariva certo come si aspettavano. Era alta, robusta, appena curva nelle spalle. Non sembrava nemmeno tanto vecchia. Eppure dicevano che aveva passato gli ottanta.� Chi siete?� Cantelli Adelmo, � rispose il più piccolo.� Donati Cesario, � rispose il più grande.Il più piccolo spiegò il motivo della visita. La vecchia lo guardò. Gli occhi erano di un grigio profondo, come la casa e tutto il resto.� Tutti e due? � domandò.� No, solo io.� Che stia fuori a badarmi le galline allora, � disse puntando lo sguardo vuoto sul più alto e sul fucile che portava a tracolla. La Strolga tirò dentro il più basso per un braccio e chiuse la porta con forza dietro di sé. Sorda, non lo era affatto. (Da: Wu Ming. "L'invisibile ovunque" Einaudi, 2015, pp. 9 � 10) La Strolga NON: