Tutte le domande del quiz : Ragionamento critico verbaletratto da:Regione Campania Quiz - 2175 posti a tempo indeterminato - Nuovi concorsi per 950 laureati e 1225 diplomati a tempo indeterminato presso vari enti della Regione Campania  Esercitati su questo Quiz  |
| RISPOSTA   Il gatto non dovrebbe avere più segreti perché in laboratorio hanno ricostruito in modo artificiale il suo cervello simulandone il funzionamento. Lo scopo, però, non è conoscere meglio il domestico felino ma decifrare i meccanismi cerebrali dei mammiferi per arrivare, in futuro, a riprodurre, quelli umani. Meta ambiziosa ma non impossibile, a detta dei ricercatori. Il passo è stato compiuto dagli scienziati del centro di ricerca dell'Ibm di Almaden (Usa) con i colleghi della Stanford University e del Lawrence Livermore National Laboratory. In pratica, utilizzando il supercomputer «Blue Gene» del Livermore hanno riprodotto e messo in azione la corteccia cerebrale di un gatto con un miliardo di neuroni e diecimila miliardi di connessioni sinaptiche. Il supercomputer coinvolto è il quarto più potente del mondo ed ha impegnato tutte le 147.456 unità di elaborazione (Cpu) di cui dispone assieme alla prodigiosa memoria di 144 mila miliardi di byte, centomila volte superiore a quella di un nostro computer. La simulazione ha permesso di «vedere » come lavorano i neuroni del gatto senza tuttavia riprodurre la loro velocità d'azione, in tal caso non necessaria. Il simulatore costruito incorpora innovazioni nell'elaborazione, nella memorizzazione, nella comunicazione includendo, ovviamente, aspetti biologici e neurofisiologici. Finora si era riusciti a simulare il 40 per cento del cervello del topo nel 2006, un cervellino di ratto nel 2007 e solo l'uno per cento del cervello umano nei mesi scorsi. Il simulatore: |
| RISPOSTA   Il gatto non dovrebbe avere più segreti perché in laboratorio hanno ricostruito in modo artificiale il suo cervello simulandone il funzionamento. Lo scopo, però, non è conoscere meglio il domestico felino ma decifrare i meccanismi cerebrali dei mammiferi per arrivare, in futuro, a riprodurre, quelli umani. Meta ambiziosa ma non impossibile, a detta dei ricercatori. Il passo è stato compiuto dagli scienziati del centro di ricerca dell'Ibm di Almaden (Usa) con i colleghi della Stanford University e del Lawrence Livermore National Laboratory. In pratica, utilizzando il supercomputer «Blue Gene» del Livermore hanno riprodotto e messo in azione la corteccia cerebrale di un gatto con un miliardo di neuroni e diecimila miliardi di connessioni sinaptiche. Il supercomputer coinvolto è il quarto più potente del mondo ed ha impegnato tutte le 147.456 unità di elaborazione (Cpu) di cui dispone assieme alla prodigiosa memoria di 144 mila miliardi di byte, centomila volte superiore a quella di un nostro computer. La simulazione ha permesso di «vedere » come lavorano i neuroni del gatto senza tuttavia riprodurre la loro velocità d'azione, in tal caso non necessaria. Il simulatore costruito incorpora innovazioni nell'elaborazione, nella memorizzazione, nella comunicazione includendo, ovviamente, aspetti biologici e neurofisiologici. Finora si era riusciti a simulare il 40 per cento del cervello del topo nel 2006, un cervellino di ratto nel 2007 e solo l'uno per cento del cervello umano nei mesi scorsi. Gli esperimenti del passato: |
| RISPOSTA   Il gatto non dovrebbe avere più segreti perché in laboratorio hanno ricostruito in modo artificiale il suo cervello simulandone il funzionamento. Lo scopo, però, non è conoscere meglio il domestico felino ma decifrare i meccanismi cerebrali dei mammiferi per arrivare, in futuro, a riprodurre, quelli umani. Meta ambiziosa ma non impossibile, a detta dei ricercatori. Il passo è stato compiuto dagli scienziati del centro di ricerca dell'Ibm di Almaden (Usa) con i colleghi della Stanford University e del Lawrence Livermore National Laboratory. In pratica, utilizzando il supercomputer «Blue Gene» del Livermore hanno riprodotto e messo in azione la corteccia cerebrale di un gatto con un miliardo di neuroni e diecimila miliardi di connessioni sinaptiche. Il supercomputer coinvolto è il quarto più potente del mondo ed ha impegnato tutte le 147.456 unità di elaborazione (Cpu) di cui dispone assieme alla prodigiosa memoria di 144 mila miliardi di byte, centomila volte superiore a quella di un nostro computer. La simulazione ha permesso di «vedere » come lavorano i neuroni del gatto senza tuttavia riprodurre la loro velocità d'azione, in tal caso non necessaria. Il simulatore costruito incorpora innovazioni nell'elaborazione, nella memorizzazione, nella comunicazione includendo, ovviamente, aspetti biologici e neurofisiologici. Finora si era riusciti a simulare il 40 per cento del cervello del topo nel 2006, un cervellino di ratto nel 2007 e solo l'uno per cento del cervello umano nei mesi scorsi. Il funzionamento dei neuroni del cervello umano: |
| RISPOSTA   Il gatto non dovrebbe avere più segreti perché in laboratorio hanno ricostruito in modo artificiale il suo cervello simulandone il funzionamento. Lo scopo, però, non è conoscere meglio il domestico felino ma decifrare i meccanismi cerebrali dei mammiferi per arrivare, in futuro, a riprodurre, quelli umani. Meta ambiziosa ma non impossibile, a detta dei ricercatori. Il passo è stato compiuto dagli scienziati del centro di ricerca dell'Ibm di Almaden (Usa) con i colleghi della Stanford University e del Lawrence Livermore National Laboratory. In pratica, utilizzando il supercomputer «Blue Gene» del Livermore hanno riprodotto e messo in azione la corteccia cerebrale di un gatto con un miliardo di neuroni e diecimila miliardi di connessioni sinaptiche. Il supercomputer coinvolto è il quarto più potente del mondo ed ha impegnato tutte le 147.456 unità di elaborazione (Cpu) di cui dispone assieme alla prodigiosa memoria di 144 mila miliardi di byte, centomila volte superiore a quella di un nostro computer. La simulazione ha permesso di «vedere » come lavorano i neuroni del gatto senza tuttavia riprodurre la loro velocità d'azione, in tal caso non necessaria. Il simulatore costruito incorpora innovazioni nell'elaborazione, nella memorizzazione, nella comunicazione includendo, ovviamente, aspetti biologici e neurofisiologici. Finora si era riusciti a simulare il 40 per cento del cervello del topo nel 2006, un cervellino di ratto nel 2007 e solo l'uno per cento del cervello umano nei mesi scorsi. Blue Gene: |
| RISPOSTA   Il gatto non dovrebbe avere più segreti perché in laboratorio hanno ricostruito in modo artificiale il suo cervello simulandone il funzionamento. Lo scopo, però, non è conoscere meglio il domestico felino ma decifrare i meccanismi cerebrali dei mammiferi per arrivare, in futuro, a riprodurre, quelli umani. Meta ambiziosa ma non impossibile, a detta dei ricercatori. Il passo è stato compiuto dagli scienziati del centro di ricerca dell'Ibm di Almaden (Usa) con i colleghi della Stanford University e del Lawrence Livermore National Laboratory. In pratica, utilizzando il supercomputer «Blue Gene» del Livermore hanno riprodotto e messo in azione la corteccia cerebrale di un gatto con un miliardo di neuroni e diecimila miliardi di connessioni sinaptiche. Il supercomputer coinvolto è il quarto più potente del mondo ed ha impegnato tutte le 147.456 unità di elaborazione (Cpu) di cui dispone assieme alla prodigiosa memoria di 144 mila miliardi di byte, centomila volte superiore a quella di un nostro computer. La simulazione ha permesso di «vedere » come lavorano i neuroni del gatto senza tuttavia riprodurre la loro velocità d'azione, in tal caso non necessaria. Il simulatore costruito incorpora innovazioni nell'elaborazione, nella memorizzazione, nella comunicazione includendo, ovviamente, aspetti biologici e neurofisiologici. Finora si era riusciti a simulare il 40 per cento del cervello del topo nel 2006, un cervellino di ratto nel 2007 e solo l'uno per cento del cervello umano nei mesi scorsi. Lo scopo dei ricercatori: |
| RISPOSTA   Il gatto non dovrebbe avere più segreti perché in laboratorio hanno ricostruito in modo artificiale il suo cervello simulandone il funzionamento. Lo scopo, però, non è conoscere meglio il domestico felino ma decifrare i meccanismi cerebrali dei mammiferi per arrivare, in futuro, a riprodurre, quelli umani. Meta ambiziosa ma non impossibile, a detta dei ricercatori. Il passo è stato compiuto dagli scienziati del centro di ricerca dell'Ibm di Almaden (Usa) con i colleghi della Stanford University e del Lawrence Livermore National Laboratory. In pratica, utilizzando il supercomputer «Blue Gene» del Livermore hanno riprodotto e messo in azione la corteccia cerebrale di un gatto con un miliardo di neuroni e diecimila miliardi di connessioni sinaptiche. Il supercomputer coinvolto è il quarto più potente del mondo ed ha impegnato tutte le 147.456 unità di elaborazione (Cpu) di cui dispone assieme alla prodigiosa memoria di 144 mila miliardi di byte, centomila volte superiore a quella di un nostro computer. La simulazione ha permesso di «vedere » come lavorano i neuroni del gatto senza tuttavia riprodurre la loro velocità d'azione, in tal caso non necessaria. Il simulatore costruito incorpora innovazioni nell'elaborazione, nella memorizzazione, nella comunicazione includendo, ovviamente, aspetti biologici e neurofisiologici. Finora si era riusciti a simulare il 40 per cento del cervello del topo nel 2006, un cervellino di ratto nel 2007 e solo l'uno per cento del cervello umano nei mesi scorsi. Le velocità di azione dei neuroni del gatto: |
| RISPOSTA   Il gatto non dovrebbe avere più segreti perché in laboratorio hanno ricostruito in modo artificiale il suo cervello simulandone il funzionamento. Lo scopo, però, non è conoscere meglio il domestico felino ma decifrare i meccanismi cerebrali dei mammiferi per arrivare, in futuro, a riprodurre, quelli umani. Meta ambiziosa ma non impossibile, a detta dei ricercatori. Il passo è stato compiuto dagli scienziati del centro di ricerca dell'Ibm di Almaden (Usa) con i colleghi della Stanford University e del Lawrence Livermore National Laboratory. In pratica, utilizzando il supercomputer «Blue Gene» del Livermore hanno riprodotto e messo in azione la corteccia cerebrale di un gatto con un miliardo di neuroni e diecimila miliardi di connessioni sinaptiche. Il supercomputer coinvolto è il quarto più potente del mondo ed ha impegnato tutte le 147.456 unità di elaborazione (Cpu) di cui dispone assieme alla prodigiosa memoria di 144 mila miliardi di byte, centomila volte superiore a quella di un nostro computer. La simulazione ha permesso di «vedere » come lavorano i neuroni del gatto senza tuttavia riprodurre la loro velocità d'azione, in tal caso non necessaria. Il simulatore costruito incorpora innovazioni nell'elaborazione, nella memorizzazione, nella comunicazione includendo, ovviamente, aspetti biologici e neurofisiologici. Finora si era riusciti a simulare il 40 per cento del cervello del topo nel 2006, un cervellino di ratto nel 2007 e solo l'uno per cento del cervello umano nei mesi scorsi. Le connessioni sinaptiche del gatto: |
| RISPOSTA   Il gatto non dovrebbe avere più segreti perché in laboratorio hanno ricostruito in modo artificiale il suo cervello simulandone il funzionamento. Lo scopo, però, non è conoscere meglio il domestico felino ma decifrare i meccanismi cerebrali dei mammiferi per arrivare, in futuro, a riprodurre, quelli umani. Meta ambiziosa ma non impossibile, a detta dei ricercatori. Il passo è stato compiuto dagli scienziati del centro di ricerca dell'Ibm di Almaden (Usa) con i colleghi della Stanford University e del Lawrence Livermore National Laboratory. In pratica, utilizzando il supercomputer «Blue Gene» del Livermore hanno riprodotto e messo in azione la corteccia cerebrale di un gatto con un miliardo di neuroni e diecimila miliardi di connessioni sinaptiche. Il supercomputer coinvolto è il quarto più potente del mondo ed ha impegnato tutte le 147.456 unità di elaborazione (Cpu) di cui dispone assieme alla prodigiosa memoria di 144 mila miliardi di byte, centomila volte superiore a quella di un nostro computer. La simulazione ha permesso di «vedere » come lavorano i neuroni del gatto senza tuttavia riprodurre la loro velocità d'azione, in tal caso non necessaria. Il simulatore costruito incorpora innovazioni nell'elaborazione, nella memorizzazione, nella comunicazione includendo, ovviamente, aspetti biologici e neurofisiologici. Finora si era riusciti a simulare il 40 per cento del cervello del topo nel 2006, un cervellino di ratto nel 2007 e solo l'uno per cento del cervello umano nei mesi scorsi. Gli scienziati che hanno condotto la simulazione: |
| RISPOSTA   Il miglioramento della competitività delle produzioni italiane è derivato in passato da incrementi di produttività ottenuti mediante il risparmio dei fattori produttivi utilizzati, meno frequentemente da rilevanti innovazioni dei beni e servizi offerti. Con il procedere della globalizzazione, da più parti viene segnalato il ritardo con il quale la competitività della nostra economia progredisce nei confronti dei Paesi con i quali ci si trova a concorrere per la conquista di quote di mercato. Rischiamo così di subire un costante, sebbene lento, spiazzamento delle nostre produzioni, data la minore capacità di contrastare con incrementi di produttività gli aggravamenti dei costi, per ora non consistenti, ma presenti e continui. Lo spiazzamento avviene soprattutto a favore di Paesi capaci di offrire beni sostanzialmente fungibili con i nostri, ma ottenuti sopportando costi molto più bassi. Con il procedere della globalizzazione: |
| RISPOSTA   Il miglioramento della competitività delle produzioni italiane è derivato in passato da incrementi di produttività ottenuti mediante il risparmio dei fattori produttivi utilizzati, meno frequentemente da rilevanti innovazioni dei beni e servizi offerti. Con il procedere della globalizzazione, da più parti viene segnalato il ritardo con il quale la competitività della nostra economia progredisce nei confronti dei Paesi con i quali ci si trova a concorrere per la conquista di quote di mercato. Rischiamo così di subire un costante, sebbene lento, spiazzamento delle nostre produzioni, data la minore capacità di contrastare con incrementi di produttività gli aggravamenti dei costi, per ora non consistenti, ma presenti e continui. Lo spiazzamento avviene soprattutto a favore di Paesi capaci di offrire beni sostanzialmente fungibili con i nostri, ma ottenuti sopportando costi molto più bassi. Con la globalizzazione: |
| RISPOSTA   Il miglioramento della competitività delle produzioni italiane è derivato in passato da incrementi di produttività ottenuti mediante il risparmio dei fattori produttivi utilizzati, meno frequentemente da rilevanti innovazioni dei beni e servizi offerti. Con il procedere della globalizzazione, da più parti viene segnalato il ritardo con il quale la competitività della nostra economia progredisce nei confronti dei Paesi con i quali ci si trova a concorrere per la conquista di quote di mercato. Rischiamo così di subire un costante, sebbene lento, spiazzamento delle nostre produzioni, data la minore capacità di contrastare con incrementi di produttività gli aggravamenti dei costi, per ora non consistenti, ma presenti e continui. Lo spiazzamento avviene soprattutto a favore di Paesi capaci di offrire beni sostanzialmente fungibili con i nostri, ma ottenuti sopportando costi molto più bassi. I Paesi con i quali ci si trova a concorrere per la conquista di quote di mercato: |
| RISPOSTA   Il miglioramento della competitività delle produzioni italiane è derivato in passato da incrementi di produttività ottenuti mediante il risparmio dei fattori produttivi utilizzati, meno frequentemente da rilevanti innovazioni dei beni e servizi offerti. Con il procedere della globalizzazione, da più parti viene segnalato il ritardo con il quale la competitività della nostra economia progredisce nei confronti dei Paesi con i quali ci si trova a concorrere per la conquista di quote di mercato. Rischiamo così di subire un costante, sebbene lento, spiazzamento delle nostre produzioni, data la minore capacità di contrastare con incrementi di produttività gli aggravamenti dei costi, per ora non consistenti, ma presenti e continui. Lo spiazzamento avviene soprattutto a favore di Paesi capaci di offrire beni sostanzialmente fungibili con i nostri, ma ottenuti sopportando costi molto più bassi. Il risparmio dei fattori produttivi utilizzati dalle produzioni italiane: |
| RISPOSTA   Il miglioramento della competitività delle produzioni italiane è derivato in passato da incrementi di produttività ottenuti mediante il risparmio dei fattori produttivi utilizzati, meno frequentemente da rilevanti innovazioni dei beni e servizi offerti. Con il procedere della globalizzazione, da più parti viene segnalato il ritardo con il quale la competitività della nostra economia progredisce nei confronti dei Paesi con i quali ci si trova a concorrere per la conquista di quote di mercato. Rischiamo così di subire un costante, sebbene lento, spiazzamento delle nostre produzioni, data la minore capacità di contrastare con incrementi di produttività gli aggravamenti dei costi, per ora non consistenti, ma presenti e continui. Lo spiazzamento avviene soprattutto a favore di Paesi capaci di offrire beni sostanzialmente fungibili con i nostri, ma ottenuti sopportando costi molto più bassi. L'innovazione di beni e servizi: |
| RISPOSTA   Il miglioramento della competitività delle produzioni italiane è derivato in passato da incrementi di produttività ottenuti mediante il risparmio dei fattori produttivi utilizzati, meno frequentemente da rilevanti innovazioni dei beni e servizi offerti. Con il procedere della globalizzazione, da più parti viene segnalato il ritardo con il quale la competitività della nostra economia progredisce nei confronti dei Paesi con i quali ci si trova a concorrere per la conquista di quote di mercato. Rischiamo così di subire un costante, sebbene lento, spiazzamento delle nostre produzioni, data la minore capacità di contrastare con incrementi di produttività gli aggravamenti dei costi, per ora non consistenti, ma presenti e continui. Lo spiazzamento avviene soprattutto a favore di Paesi capaci di offrire beni sostanzialmente fungibili con i nostri, ma ottenuti sopportando costi molto più bassi. Le nostre produzioni, rispetto a quelle dei Paesi concorrenti: |
| RISPOSTA   Il miglioramento della competitività delle produzioni italiane è derivato in passato da incrementi di produttività ottenuti mediante il risparmio dei fattori produttivi utilizzati, meno frequentemente da rilevanti innovazioni dei beni e servizi offerti. Con il procedere della globalizzazione, da più parti viene segnalato il ritardo con il quale la competitività della nostra economia progredisce nei confronti dei Paesi con i quali ci si trova a concorrere per la conquista di quote di mercato. Rischiamo così di subire un costante, sebbene lento, spiazzamento delle nostre produzioni, data la minore capacità di contrastare con incrementi di produttività gli aggravamenti dei costi, per ora non consistenti, ma presenti e continui. Lo spiazzamento avviene soprattutto a favore di Paesi capaci di offrire beni sostanzialmente fungibili con i nostri, ma ottenuti sopportando costi molto più bassi. Le produzioni italiane hanno migliorato la loro competitività in passato: |
| RISPOSTA   Il miglioramento della competitività delle produzioni italiane è derivato in passato da incrementi di produttività ottenuti mediante il risparmio dei fattori produttivi utilizzati, meno frequentemente da rilevanti innovazioni dei beni e servizi offerti. Con il procedere della globalizzazione, da più parti viene segnalato il ritardo con il quale la competitività della nostra economia progredisce nei confronti dei Paesi con i quali ci si trova a concorrere per la conquista di quote di mercato. Rischiamo così di subire un costante, sebbene lento, spiazzamento delle nostre produzioni, data la minore capacità di contrastare con incrementi di produttività gli aggravamenti dei costi, per ora non consistenti, ma presenti e continui. Lo spiazzamento avviene soprattutto a favore di Paesi capaci di offrire beni sostanzialmente fungibili con i nostri, ma ottenuti sopportando costi molto più bassi. Lo spiazzamento delle nostre produzioni, rispetto a quelle dei Paesi concorrenti: |
| RISPOSTA   Il Ministero dell'Ambiente ha destinato 8 mila milioni per supportare il programma "domeniche ecologiche 2001". I fondi sono diretti a cofinanziare, fino a una percentuale del 60% della spesa occorrente, le iniziative finalizzate alla sensibilizzazione e informazione dei cittadini sulla mobilità sostenibile predisposte dai comuni aderenti al progetto, al fine di garantirne un efficace svolgimento. Il cofinanziamento può essere richiesto da comuni con più di 40 mila abitanti nonché dai capoluoghi di provincia, e può riguardare la realizzazione di campagne di sensibilizzazione attraverso i mass media, sportelli informativi e numeri verdi, attivazione di siti internet e pagine web, sondaggi di opinione ed altre iniziative dirette a informare i cittadini sul concetto di mobilità sostenibile. I progetti dovranno essere attuati nelle domeniche fissate, ma, in casi straordinari, anche in date diverse, purché dai comuni interessati sia garantita l'organizzazione del blocco del traffico almeno per una domenica al mese fino al giugno 2001. Sono in attesa della registrazione alla Corte dei Conti altri quattro decreti, nei quali sono impegnate ulteriori risorse per 148 miliardi di lire per i programmi per la mobilità sostenibile. Il primo mira ad incentivare la conversione a metano e gpl di autoveicoli non catalizzati; dieci miliardi saranno destinati a far decollare progetti di car sharing nelle città che vorranno introdurre questa forma innovativa di mobilità urbana. Il Ministero dell'Ambiente: |
| RISPOSTA   Il Ministero dell'Ambiente ha destinato 8 mila milioni per supportare il programma "domeniche ecologiche 2001". I fondi sono diretti a cofinanziare, fino a una percentuale del 60% della spesa occorrente, le iniziative finalizzate alla sensibilizzazione e informazione dei cittadini sulla mobilità sostenibile predisposte dai comuni aderenti al progetto, al fine di garantirne un efficace svolgimento. Il cofinanziamento può essere richiesto da comuni con più di 40 mila abitanti nonché dai capoluoghi di provincia, e può riguardare la realizzazione di campagne di sensibilizzazione attraverso i mass media, sportelli informativi e numeri verdi, attivazione di siti internet e pagine web, sondaggi di opinione ed altre iniziative dirette a informare i cittadini sul concetto di mobilità sostenibile. I progetti dovranno essere attuati nelle domeniche fissate, ma, in casi straordinari, anche in date diverse, purché dai comuni interessati sia garantita l'organizzazione del blocco del traffico almeno per una domenica al mese fino al giugno 2001. Sono in attesa della registrazione alla Corte dei Conti altri quattro decreti, nei quali sono impegnate ulteriori risorse per 148 miliardi di lire per i programmi per la mobilità sostenibile. Il primo mira ad incentivare la conversione a metano e gpl di autoveicoli non catalizzati; dieci miliardi saranno destinati a far decollare progetti di car sharing nelle città che vorranno introdurre questa forma innovativa di mobilità urbana. I progetti relativi al programma "domeniche ecologiche 2001" devono essere attuati: |
| RISPOSTA   Il Ministero dell'Ambiente ha destinato 8 mila milioni per supportare il programma "domeniche ecologiche 2001". I fondi sono diretti a cofinanziare, fino a una percentuale del 60% della spesa occorrente, le iniziative finalizzate alla sensibilizzazione e informazione dei cittadini sulla mobilità sostenibile predisposte dai comuni aderenti al progetto, al fine di garantirne un efficace svolgimento. Il cofinanziamento può essere richiesto da comuni con più di 40 mila abitanti nonché dai capoluoghi di provincia, e può riguardare la realizzazione di campagne di sensibilizzazione attraverso i mass media, sportelli informativi e numeri verdi, attivazione di siti internet e pagine web, sondaggi di opinione ed altre iniziative dirette a informare i cittadini sul concetto di mobilità sostenibile. I progetti dovranno essere attuati nelle domeniche fissate, ma, in casi straordinari, anche in date diverse, purché dai comuni interessati sia garantita l'organizzazione del blocco del traffico almeno per una domenica al mese fino al giugno 2001. Sono in attesa della registrazione alla Corte dei Conti altri quattro decreti, nei quali sono impegnate ulteriori risorse per 148 miliardi di lire per i programmi per la mobilità sostenibile. Il primo mira ad incentivare la conversione a metano e gpl di autoveicoli non catalizzati; dieci miliardi saranno destinati a far decollare progetti di car sharing nelle città che vorranno introdurre questa forma innovativa di mobilità urbana. Otto mila milioni di lire è l'ammontare dei fondi che il Ministero dell'Ambiente ha erogato per: |
| RISPOSTA   Il Ministero dell'Ambiente ha destinato 8 mila milioni per supportare il programma "domeniche ecologiche 2001". I fondi sono diretti a cofinanziare, fino a una percentuale del 60% della spesa occorrente, le iniziative finalizzate alla sensibilizzazione e informazione dei cittadini sulla mobilità sostenibile predisposte dai comuni aderenti al progetto, al fine di garantirne un efficace svolgimento. Il cofinanziamento può essere richiesto da comuni con più di 40 mila abitanti nonché dai capoluoghi di provincia, e può riguardare la realizzazione di campagne di sensibilizzazione attraverso i mass media, sportelli informativi e numeri verdi, attivazione di siti internet e pagine web, sondaggi di opinione ed altre iniziative dirette a informare i cittadini sul concetto di mobilità sostenibile. I progetti dovranno essere attuati nelle domeniche fissate, ma, in casi straordinari, anche in date diverse, purché dai comuni interessati sia garantita l'organizzazione del blocco del traffico almeno per una domenica al mese fino al giugno 2001. Sono in attesa della registrazione alla Corte dei Conti altri quattro decreti, nei quali sono impegnate ulteriori risorse per 148 miliardi di lire per i programmi per la mobilità sostenibile. Il primo mira ad incentivare la conversione a metano e gpl di autoveicoli non catalizzati; dieci miliardi saranno destinati a far decollare progetti di car sharing nelle città che vorranno introdurre questa forma innovativa di mobilità urbana. Le iniziative finalizzate alla sensibilizzazione ed informazione dei cittadini sulla mobilità sostenibile: |
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