Quiz e Concorsi
  • Ultimi CONCORSI
  • Mappa Concorsi Attivi
  • Ultimi QUIZ
  • QUIZ per argomenti
  • QUIZ Patente B
  • Medicina
    • Quiz – Esame di Stato di abilitazione 2016
    • Quiz – Esame di Stato di abilitazione 2015
  • Contattaci

Tutte le domande del quiz : Ragionamento critico verbale

tratto da:
Regione Campania
Quiz - 2175 posti a tempo indeterminato - Nuovi concorsi per 950 laureati e 1225 diplomati a tempo indeterminato presso vari enti della Regione Campania



 Esercitati su questo Quiz 

RISPOSTA    Il gatto non dovrebbe avere più segreti perché in laboratorio hanno ricostruito in modo artificiale il suo cervello simulandone il funzionamento. Lo scopo, però, non è conoscere meglio il domestico felino ma decifrare i meccanismi cerebrali dei mammiferi per arrivare, in futuro, a riprodurre, quelli umani. Meta ambiziosa ma non impossibile, a detta dei ricercatori. Il passo è stato compiuto dagli scienziati del centro di ricerca dell'Ibm di Almaden (Usa) con i colleghi della Stanford University e del Lawrence Livermore National Laboratory. In pratica, utilizzando il supercomputer «Blue Gene» del Livermore hanno riprodotto e messo in azione la corteccia cerebrale di un gatto con un miliardo di neuroni e diecimila miliardi di connessioni sinaptiche. Il supercomputer coinvolto è il quarto più potente del mondo ed ha impegnato tutte le 147.456 unità di elaborazione (Cpu) di cui dispone assieme alla prodigiosa memoria di 144 mila miliardi di byte, centomila volte superiore a quella di un nostro computer. La simulazione ha permesso di «vedere » come lavorano i neuroni del gatto senza tuttavia riprodurre la loro velocità d'azione, in tal caso non necessaria. Il simulatore costruito incorpora innovazioni nell'elaborazione, nella memorizzazione, nella comunicazione includendo, ovviamente, aspetti biologici e neurofisiologici. Finora si era riusciti a simulare il 40 per cento del cervello del topo nel 2006, un cervellino di ratto nel 2007 e solo l'uno per cento del cervello umano nei mesi scorsi. Il simulatore:
RISPOSTA    Il gatto non dovrebbe avere più segreti perché in laboratorio hanno ricostruito in modo artificiale il suo cervello simulandone il funzionamento. Lo scopo, però, non è conoscere meglio il domestico felino ma decifrare i meccanismi cerebrali dei mammiferi per arrivare, in futuro, a riprodurre, quelli umani. Meta ambiziosa ma non impossibile, a detta dei ricercatori. Il passo è stato compiuto dagli scienziati del centro di ricerca dell'Ibm di Almaden (Usa) con i colleghi della Stanford University e del Lawrence Livermore National Laboratory. In pratica, utilizzando il supercomputer «Blue Gene» del Livermore hanno riprodotto e messo in azione la corteccia cerebrale di un gatto con un miliardo di neuroni e diecimila miliardi di connessioni sinaptiche. Il supercomputer coinvolto è il quarto più potente del mondo ed ha impegnato tutte le 147.456 unità di elaborazione (Cpu) di cui dispone assieme alla prodigiosa memoria di 144 mila miliardi di byte, centomila volte superiore a quella di un nostro computer. La simulazione ha permesso di «vedere » come lavorano i neuroni del gatto senza tuttavia riprodurre la loro velocità d'azione, in tal caso non necessaria. Il simulatore costruito incorpora innovazioni nell'elaborazione, nella memorizzazione, nella comunicazione includendo, ovviamente, aspetti biologici e neurofisiologici. Finora si era riusciti a simulare il 40 per cento del cervello del topo nel 2006, un cervellino di ratto nel 2007 e solo l'uno per cento del cervello umano nei mesi scorsi. Gli esperimenti del passato:
RISPOSTA    Il gatto non dovrebbe avere più segreti perché in laboratorio hanno ricostruito in modo artificiale il suo cervello simulandone il funzionamento. Lo scopo, però, non è conoscere meglio il domestico felino ma decifrare i meccanismi cerebrali dei mammiferi per arrivare, in futuro, a riprodurre, quelli umani. Meta ambiziosa ma non impossibile, a detta dei ricercatori. Il passo è stato compiuto dagli scienziati del centro di ricerca dell'Ibm di Almaden (Usa) con i colleghi della Stanford University e del Lawrence Livermore National Laboratory. In pratica, utilizzando il supercomputer «Blue Gene» del Livermore hanno riprodotto e messo in azione la corteccia cerebrale di un gatto con un miliardo di neuroni e diecimila miliardi di connessioni sinaptiche. Il supercomputer coinvolto è il quarto più potente del mondo ed ha impegnato tutte le 147.456 unità di elaborazione (Cpu) di cui dispone assieme alla prodigiosa memoria di 144 mila miliardi di byte, centomila volte superiore a quella di un nostro computer. La simulazione ha permesso di «vedere » come lavorano i neuroni del gatto senza tuttavia riprodurre la loro velocità d'azione, in tal caso non necessaria. Il simulatore costruito incorpora innovazioni nell'elaborazione, nella memorizzazione, nella comunicazione includendo, ovviamente, aspetti biologici e neurofisiologici. Finora si era riusciti a simulare il 40 per cento del cervello del topo nel 2006, un cervellino di ratto nel 2007 e solo l'uno per cento del cervello umano nei mesi scorsi. Il funzionamento dei neuroni del cervello umano:
RISPOSTA    Il gatto non dovrebbe avere più segreti perché in laboratorio hanno ricostruito in modo artificiale il suo cervello simulandone il funzionamento. Lo scopo, però, non è conoscere meglio il domestico felino ma decifrare i meccanismi cerebrali dei mammiferi per arrivare, in futuro, a riprodurre, quelli umani. Meta ambiziosa ma non impossibile, a detta dei ricercatori. Il passo è stato compiuto dagli scienziati del centro di ricerca dell'Ibm di Almaden (Usa) con i colleghi della Stanford University e del Lawrence Livermore National Laboratory. In pratica, utilizzando il supercomputer «Blue Gene» del Livermore hanno riprodotto e messo in azione la corteccia cerebrale di un gatto con un miliardo di neuroni e diecimila miliardi di connessioni sinaptiche. Il supercomputer coinvolto è il quarto più potente del mondo ed ha impegnato tutte le 147.456 unità di elaborazione (Cpu) di cui dispone assieme alla prodigiosa memoria di 144 mila miliardi di byte, centomila volte superiore a quella di un nostro computer. La simulazione ha permesso di «vedere » come lavorano i neuroni del gatto senza tuttavia riprodurre la loro velocità d'azione, in tal caso non necessaria. Il simulatore costruito incorpora innovazioni nell'elaborazione, nella memorizzazione, nella comunicazione includendo, ovviamente, aspetti biologici e neurofisiologici. Finora si era riusciti a simulare il 40 per cento del cervello del topo nel 2006, un cervellino di ratto nel 2007 e solo l'uno per cento del cervello umano nei mesi scorsi. Blue Gene:
RISPOSTA    Il gatto non dovrebbe avere più segreti perché in laboratorio hanno ricostruito in modo artificiale il suo cervello simulandone il funzionamento. Lo scopo, però, non è conoscere meglio il domestico felino ma decifrare i meccanismi cerebrali dei mammiferi per arrivare, in futuro, a riprodurre, quelli umani. Meta ambiziosa ma non impossibile, a detta dei ricercatori. Il passo è stato compiuto dagli scienziati del centro di ricerca dell'Ibm di Almaden (Usa) con i colleghi della Stanford University e del Lawrence Livermore National Laboratory. In pratica, utilizzando il supercomputer «Blue Gene» del Livermore hanno riprodotto e messo in azione la corteccia cerebrale di un gatto con un miliardo di neuroni e diecimila miliardi di connessioni sinaptiche. Il supercomputer coinvolto è il quarto più potente del mondo ed ha impegnato tutte le 147.456 unità di elaborazione (Cpu) di cui dispone assieme alla prodigiosa memoria di 144 mila miliardi di byte, centomila volte superiore a quella di un nostro computer. La simulazione ha permesso di «vedere » come lavorano i neuroni del gatto senza tuttavia riprodurre la loro velocità d'azione, in tal caso non necessaria. Il simulatore costruito incorpora innovazioni nell'elaborazione, nella memorizzazione, nella comunicazione includendo, ovviamente, aspetti biologici e neurofisiologici. Finora si era riusciti a simulare il 40 per cento del cervello del topo nel 2006, un cervellino di ratto nel 2007 e solo l'uno per cento del cervello umano nei mesi scorsi. Lo scopo dei ricercatori:
RISPOSTA    Il gatto non dovrebbe avere più segreti perché in laboratorio hanno ricostruito in modo artificiale il suo cervello simulandone il funzionamento. Lo scopo, però, non è conoscere meglio il domestico felino ma decifrare i meccanismi cerebrali dei mammiferi per arrivare, in futuro, a riprodurre, quelli umani. Meta ambiziosa ma non impossibile, a detta dei ricercatori. Il passo è stato compiuto dagli scienziati del centro di ricerca dell'Ibm di Almaden (Usa) con i colleghi della Stanford University e del Lawrence Livermore National Laboratory. In pratica, utilizzando il supercomputer «Blue Gene» del Livermore hanno riprodotto e messo in azione la corteccia cerebrale di un gatto con un miliardo di neuroni e diecimila miliardi di connessioni sinaptiche. Il supercomputer coinvolto è il quarto più potente del mondo ed ha impegnato tutte le 147.456 unità di elaborazione (Cpu) di cui dispone assieme alla prodigiosa memoria di 144 mila miliardi di byte, centomila volte superiore a quella di un nostro computer. La simulazione ha permesso di «vedere » come lavorano i neuroni del gatto senza tuttavia riprodurre la loro velocità d'azione, in tal caso non necessaria. Il simulatore costruito incorpora innovazioni nell'elaborazione, nella memorizzazione, nella comunicazione includendo, ovviamente, aspetti biologici e neurofisiologici. Finora si era riusciti a simulare il 40 per cento del cervello del topo nel 2006, un cervellino di ratto nel 2007 e solo l'uno per cento del cervello umano nei mesi scorsi. Le velocità di azione dei neuroni del gatto:
RISPOSTA    Il gatto non dovrebbe avere più segreti perché in laboratorio hanno ricostruito in modo artificiale il suo cervello simulandone il funzionamento. Lo scopo, però, non è conoscere meglio il domestico felino ma decifrare i meccanismi cerebrali dei mammiferi per arrivare, in futuro, a riprodurre, quelli umani. Meta ambiziosa ma non impossibile, a detta dei ricercatori. Il passo è stato compiuto dagli scienziati del centro di ricerca dell'Ibm di Almaden (Usa) con i colleghi della Stanford University e del Lawrence Livermore National Laboratory. In pratica, utilizzando il supercomputer «Blue Gene» del Livermore hanno riprodotto e messo in azione la corteccia cerebrale di un gatto con un miliardo di neuroni e diecimila miliardi di connessioni sinaptiche. Il supercomputer coinvolto è il quarto più potente del mondo ed ha impegnato tutte le 147.456 unità di elaborazione (Cpu) di cui dispone assieme alla prodigiosa memoria di 144 mila miliardi di byte, centomila volte superiore a quella di un nostro computer. La simulazione ha permesso di «vedere » come lavorano i neuroni del gatto senza tuttavia riprodurre la loro velocità d'azione, in tal caso non necessaria. Il simulatore costruito incorpora innovazioni nell'elaborazione, nella memorizzazione, nella comunicazione includendo, ovviamente, aspetti biologici e neurofisiologici. Finora si era riusciti a simulare il 40 per cento del cervello del topo nel 2006, un cervellino di ratto nel 2007 e solo l'uno per cento del cervello umano nei mesi scorsi. Le connessioni sinaptiche del gatto:
RISPOSTA    Il gatto non dovrebbe avere più segreti perché in laboratorio hanno ricostruito in modo artificiale il suo cervello simulandone il funzionamento. Lo scopo, però, non è conoscere meglio il domestico felino ma decifrare i meccanismi cerebrali dei mammiferi per arrivare, in futuro, a riprodurre, quelli umani. Meta ambiziosa ma non impossibile, a detta dei ricercatori. Il passo è stato compiuto dagli scienziati del centro di ricerca dell'Ibm di Almaden (Usa) con i colleghi della Stanford University e del Lawrence Livermore National Laboratory. In pratica, utilizzando il supercomputer «Blue Gene» del Livermore hanno riprodotto e messo in azione la corteccia cerebrale di un gatto con un miliardo di neuroni e diecimila miliardi di connessioni sinaptiche. Il supercomputer coinvolto è il quarto più potente del mondo ed ha impegnato tutte le 147.456 unità di elaborazione (Cpu) di cui dispone assieme alla prodigiosa memoria di 144 mila miliardi di byte, centomila volte superiore a quella di un nostro computer. La simulazione ha permesso di «vedere » come lavorano i neuroni del gatto senza tuttavia riprodurre la loro velocità d'azione, in tal caso non necessaria. Il simulatore costruito incorpora innovazioni nell'elaborazione, nella memorizzazione, nella comunicazione includendo, ovviamente, aspetti biologici e neurofisiologici. Finora si era riusciti a simulare il 40 per cento del cervello del topo nel 2006, un cervellino di ratto nel 2007 e solo l'uno per cento del cervello umano nei mesi scorsi. Gli scienziati che hanno condotto la simulazione:
RISPOSTA    Il miglioramento della competitività delle produzioni italiane è derivato in passato da incrementi di produttività ottenuti mediante il risparmio dei fattori produttivi utilizzati, meno frequentemente da rilevanti innovazioni dei beni e servizi offerti. Con il procedere della globalizzazione, da più parti viene segnalato il ritardo con il quale la competitività della nostra economia progredisce nei confronti dei Paesi con i quali ci si trova a concorrere per la conquista di quote di mercato. Rischiamo così di subire un costante, sebbene lento, spiazzamento delle nostre produzioni, data la minore capacità di contrastare con incrementi di produttività gli aggravamenti dei costi, per ora non consistenti, ma presenti e continui. Lo spiazzamento avviene soprattutto a favore di Paesi capaci di offrire beni sostanzialmente fungibili con i nostri, ma ottenuti sopportando costi molto più bassi. Con il procedere della globalizzazione:
RISPOSTA    Il miglioramento della competitività delle produzioni italiane è derivato in passato da incrementi di produttività ottenuti mediante il risparmio dei fattori produttivi utilizzati, meno frequentemente da rilevanti innovazioni dei beni e servizi offerti. Con il procedere della globalizzazione, da più parti viene segnalato il ritardo con il quale la competitività della nostra economia progredisce nei confronti dei Paesi con i quali ci si trova a concorrere per la conquista di quote di mercato. Rischiamo così di subire un costante, sebbene lento, spiazzamento delle nostre produzioni, data la minore capacità di contrastare con incrementi di produttività gli aggravamenti dei costi, per ora non consistenti, ma presenti e continui. Lo spiazzamento avviene soprattutto a favore di Paesi capaci di offrire beni sostanzialmente fungibili con i nostri, ma ottenuti sopportando costi molto più bassi. Con la globalizzazione:
RISPOSTA    Il miglioramento della competitività delle produzioni italiane è derivato in passato da incrementi di produttività ottenuti mediante il risparmio dei fattori produttivi utilizzati, meno frequentemente da rilevanti innovazioni dei beni e servizi offerti. Con il procedere della globalizzazione, da più parti viene segnalato il ritardo con il quale la competitività della nostra economia progredisce nei confronti dei Paesi con i quali ci si trova a concorrere per la conquista di quote di mercato. Rischiamo così di subire un costante, sebbene lento, spiazzamento delle nostre produzioni, data la minore capacità di contrastare con incrementi di produttività gli aggravamenti dei costi, per ora non consistenti, ma presenti e continui. Lo spiazzamento avviene soprattutto a favore di Paesi capaci di offrire beni sostanzialmente fungibili con i nostri, ma ottenuti sopportando costi molto più bassi. I Paesi con i quali ci si trova a concorrere per la conquista di quote di mercato:
RISPOSTA    Il miglioramento della competitività delle produzioni italiane è derivato in passato da incrementi di produttività ottenuti mediante il risparmio dei fattori produttivi utilizzati, meno frequentemente da rilevanti innovazioni dei beni e servizi offerti. Con il procedere della globalizzazione, da più parti viene segnalato il ritardo con il quale la competitività della nostra economia progredisce nei confronti dei Paesi con i quali ci si trova a concorrere per la conquista di quote di mercato. Rischiamo così di subire un costante, sebbene lento, spiazzamento delle nostre produzioni, data la minore capacità di contrastare con incrementi di produttività gli aggravamenti dei costi, per ora non consistenti, ma presenti e continui. Lo spiazzamento avviene soprattutto a favore di Paesi capaci di offrire beni sostanzialmente fungibili con i nostri, ma ottenuti sopportando costi molto più bassi. Il risparmio dei fattori produttivi utilizzati dalle produzioni italiane:
RISPOSTA    Il miglioramento della competitività delle produzioni italiane è derivato in passato da incrementi di produttività ottenuti mediante il risparmio dei fattori produttivi utilizzati, meno frequentemente da rilevanti innovazioni dei beni e servizi offerti. Con il procedere della globalizzazione, da più parti viene segnalato il ritardo con il quale la competitività della nostra economia progredisce nei confronti dei Paesi con i quali ci si trova a concorrere per la conquista di quote di mercato. Rischiamo così di subire un costante, sebbene lento, spiazzamento delle nostre produzioni, data la minore capacità di contrastare con incrementi di produttività gli aggravamenti dei costi, per ora non consistenti, ma presenti e continui. Lo spiazzamento avviene soprattutto a favore di Paesi capaci di offrire beni sostanzialmente fungibili con i nostri, ma ottenuti sopportando costi molto più bassi. L'innovazione di beni e servizi:
RISPOSTA    Il miglioramento della competitività delle produzioni italiane è derivato in passato da incrementi di produttività ottenuti mediante il risparmio dei fattori produttivi utilizzati, meno frequentemente da rilevanti innovazioni dei beni e servizi offerti. Con il procedere della globalizzazione, da più parti viene segnalato il ritardo con il quale la competitività della nostra economia progredisce nei confronti dei Paesi con i quali ci si trova a concorrere per la conquista di quote di mercato. Rischiamo così di subire un costante, sebbene lento, spiazzamento delle nostre produzioni, data la minore capacità di contrastare con incrementi di produttività gli aggravamenti dei costi, per ora non consistenti, ma presenti e continui. Lo spiazzamento avviene soprattutto a favore di Paesi capaci di offrire beni sostanzialmente fungibili con i nostri, ma ottenuti sopportando costi molto più bassi. Le nostre produzioni, rispetto a quelle dei Paesi concorrenti:
RISPOSTA    Il miglioramento della competitività delle produzioni italiane è derivato in passato da incrementi di produttività ottenuti mediante il risparmio dei fattori produttivi utilizzati, meno frequentemente da rilevanti innovazioni dei beni e servizi offerti. Con il procedere della globalizzazione, da più parti viene segnalato il ritardo con il quale la competitività della nostra economia progredisce nei confronti dei Paesi con i quali ci si trova a concorrere per la conquista di quote di mercato. Rischiamo così di subire un costante, sebbene lento, spiazzamento delle nostre produzioni, data la minore capacità di contrastare con incrementi di produttività gli aggravamenti dei costi, per ora non consistenti, ma presenti e continui. Lo spiazzamento avviene soprattutto a favore di Paesi capaci di offrire beni sostanzialmente fungibili con i nostri, ma ottenuti sopportando costi molto più bassi. Le produzioni italiane hanno migliorato la loro competitività in passato:
RISPOSTA    Il miglioramento della competitività delle produzioni italiane è derivato in passato da incrementi di produttività ottenuti mediante il risparmio dei fattori produttivi utilizzati, meno frequentemente da rilevanti innovazioni dei beni e servizi offerti. Con il procedere della globalizzazione, da più parti viene segnalato il ritardo con il quale la competitività della nostra economia progredisce nei confronti dei Paesi con i quali ci si trova a concorrere per la conquista di quote di mercato. Rischiamo così di subire un costante, sebbene lento, spiazzamento delle nostre produzioni, data la minore capacità di contrastare con incrementi di produttività gli aggravamenti dei costi, per ora non consistenti, ma presenti e continui. Lo spiazzamento avviene soprattutto a favore di Paesi capaci di offrire beni sostanzialmente fungibili con i nostri, ma ottenuti sopportando costi molto più bassi. Lo spiazzamento delle nostre produzioni, rispetto a quelle dei Paesi concorrenti:
RISPOSTA    Il Ministero dell'Ambiente ha destinato 8 mila milioni per supportare il programma "domeniche ecologiche 2001". I fondi sono diretti a cofinanziare, fino a una percentuale del 60% della spesa occorrente, le iniziative finalizzate alla sensibilizzazione e informazione dei cittadini sulla mobilità sostenibile predisposte dai comuni aderenti al progetto, al fine di garantirne un efficace svolgimento. Il cofinanziamento può essere richiesto da comuni con più di 40 mila abitanti nonché dai capoluoghi di provincia, e può riguardare la realizzazione di campagne di sensibilizzazione attraverso i mass media, sportelli informativi e numeri verdi, attivazione di siti internet e pagine web, sondaggi di opinione ed altre iniziative dirette a informare i cittadini sul concetto di mobilità sostenibile. I progetti dovranno essere attuati nelle domeniche fissate, ma, in casi straordinari, anche in date diverse, purché dai comuni interessati sia garantita l'organizzazione del blocco del traffico almeno per una domenica al mese fino al giugno 2001. Sono in attesa della registrazione alla Corte dei Conti altri quattro decreti, nei quali sono impegnate ulteriori risorse per 148 miliardi di lire per i programmi per la mobilità sostenibile. Il primo mira ad incentivare la conversione a metano e gpl di autoveicoli non catalizzati; dieci miliardi saranno destinati a far decollare progetti di car sharing nelle città che vorranno introdurre questa forma innovativa di mobilità urbana. Il Ministero dell'Ambiente:
RISPOSTA    Il Ministero dell'Ambiente ha destinato 8 mila milioni per supportare il programma "domeniche ecologiche 2001". I fondi sono diretti a cofinanziare, fino a una percentuale del 60% della spesa occorrente, le iniziative finalizzate alla sensibilizzazione e informazione dei cittadini sulla mobilità sostenibile predisposte dai comuni aderenti al progetto, al fine di garantirne un efficace svolgimento. Il cofinanziamento può essere richiesto da comuni con più di 40 mila abitanti nonché dai capoluoghi di provincia, e può riguardare la realizzazione di campagne di sensibilizzazione attraverso i mass media, sportelli informativi e numeri verdi, attivazione di siti internet e pagine web, sondaggi di opinione ed altre iniziative dirette a informare i cittadini sul concetto di mobilità sostenibile. I progetti dovranno essere attuati nelle domeniche fissate, ma, in casi straordinari, anche in date diverse, purché dai comuni interessati sia garantita l'organizzazione del blocco del traffico almeno per una domenica al mese fino al giugno 2001. Sono in attesa della registrazione alla Corte dei Conti altri quattro decreti, nei quali sono impegnate ulteriori risorse per 148 miliardi di lire per i programmi per la mobilità sostenibile. Il primo mira ad incentivare la conversione a metano e gpl di autoveicoli non catalizzati; dieci miliardi saranno destinati a far decollare progetti di car sharing nelle città che vorranno introdurre questa forma innovativa di mobilità urbana. I progetti relativi al programma "domeniche ecologiche 2001" devono essere attuati:
RISPOSTA    Il Ministero dell'Ambiente ha destinato 8 mila milioni per supportare il programma "domeniche ecologiche 2001". I fondi sono diretti a cofinanziare, fino a una percentuale del 60% della spesa occorrente, le iniziative finalizzate alla sensibilizzazione e informazione dei cittadini sulla mobilità sostenibile predisposte dai comuni aderenti al progetto, al fine di garantirne un efficace svolgimento. Il cofinanziamento può essere richiesto da comuni con più di 40 mila abitanti nonché dai capoluoghi di provincia, e può riguardare la realizzazione di campagne di sensibilizzazione attraverso i mass media, sportelli informativi e numeri verdi, attivazione di siti internet e pagine web, sondaggi di opinione ed altre iniziative dirette a informare i cittadini sul concetto di mobilità sostenibile. I progetti dovranno essere attuati nelle domeniche fissate, ma, in casi straordinari, anche in date diverse, purché dai comuni interessati sia garantita l'organizzazione del blocco del traffico almeno per una domenica al mese fino al giugno 2001. Sono in attesa della registrazione alla Corte dei Conti altri quattro decreti, nei quali sono impegnate ulteriori risorse per 148 miliardi di lire per i programmi per la mobilità sostenibile. Il primo mira ad incentivare la conversione a metano e gpl di autoveicoli non catalizzati; dieci miliardi saranno destinati a far decollare progetti di car sharing nelle città che vorranno introdurre questa forma innovativa di mobilità urbana. Otto mila milioni di lire è l'ammontare dei fondi che il Ministero dell'Ambiente ha erogato per:
RISPOSTA    Il Ministero dell'Ambiente ha destinato 8 mila milioni per supportare il programma "domeniche ecologiche 2001". I fondi sono diretti a cofinanziare, fino a una percentuale del 60% della spesa occorrente, le iniziative finalizzate alla sensibilizzazione e informazione dei cittadini sulla mobilità sostenibile predisposte dai comuni aderenti al progetto, al fine di garantirne un efficace svolgimento. Il cofinanziamento può essere richiesto da comuni con più di 40 mila abitanti nonché dai capoluoghi di provincia, e può riguardare la realizzazione di campagne di sensibilizzazione attraverso i mass media, sportelli informativi e numeri verdi, attivazione di siti internet e pagine web, sondaggi di opinione ed altre iniziative dirette a informare i cittadini sul concetto di mobilità sostenibile. I progetti dovranno essere attuati nelle domeniche fissate, ma, in casi straordinari, anche in date diverse, purché dai comuni interessati sia garantita l'organizzazione del blocco del traffico almeno per una domenica al mese fino al giugno 2001. Sono in attesa della registrazione alla Corte dei Conti altri quattro decreti, nei quali sono impegnate ulteriori risorse per 148 miliardi di lire per i programmi per la mobilità sostenibile. Il primo mira ad incentivare la conversione a metano e gpl di autoveicoli non catalizzati; dieci miliardi saranno destinati a far decollare progetti di car sharing nelle città che vorranno introdurre questa forma innovativa di mobilità urbana. Le iniziative finalizzate alla sensibilizzazione ed informazione dei cittadini sulla mobilità sostenibile:

 Esercitati su questo Quiz 
«16171819202122»
[bbp-single-forum id=21165]

ShowQuestions

Cerca

CONCORSI NELLE PROVINCE

Agrigento   Alessandria   Ancona   Aosta   Arezzo   Ascoli Piceno   Asti   Avellino   Bari   Barletta Andria Trani   Belluno   Benevento   Bergamo   Biella   Bologna   Bolzano   Brescia   Brindisi   Cagliari   Caltanissetta   Campobasso   Carbonia Iglesias   Caserta   Catania   Catanzaro   Chieti   Como   Cosenza   Cremona   Crotone   Cuneo   Enna   Fermo   Ferrara   Firenze   Foggia   Forli Cesena   Frosinone   Genova   Gorizia   Grosseto   Imperia   Isernia   La Spezia   L'Aquila   Latina   Lecce   Lecco   Livorno   Lodi   Lucca   Macerata   Mantova   Massa Carrara   Matera   Messina   Milano   Modena   Monza e della Brianza   Napoli   Novara   Nuoro   Olbia Tempio   Oristano   Padova   Palermo   Parma   Pavia   Perugia   Pesaro e Urbino   Pescara   Piacenza   Pisa   Pistoia   Pordenone   Potenza   Prato   Ragusa   Ravenna   Reggio Calabria   Reggio Emilia   Rieti   Rimini   Roma   Rovigo   Salerno   Medio Campidano   Sassari   Savona   Siena   Siracusa   Sondrio   Taranto   Teramo   Terni   Torino   Ogliastra   Trapani   Trento   Treviso   Trieste   Udine   Varese   Venezia   Verbano Cusio Ossola   Vercelli   Verona   Vibo Valentia   Vicenza   Viterbo

CONCORSI NELLE REGIONI

Abruzzo   Basilicata   Calabria   Campania   Emilia Romagna   Liguria   Lombardia   Friuli Venezia Giulia   Lazio   Marche   Molise   Piemonte   Puglia   Sicilia   Sardegna   Toscana   Trentino Alto Adige   Umbria   Valle d'Aosta   Veneto
Copyright Quiz e Concorsi