Tutte le domande del quiz : Ragionamento critico verbaletratto da:Comune di Napoli / RIPAM Quiz - Concorso pubblico per il reclutamento di 94 istruttori socio-educativi (categoria C, posizione economica C1, codice concorso ISE/NAE)  Esercitati su questo Quiz  |
| RISPOSTA   Quando Steve Jobs annunciò che avrebbe cercato di vendere un prodotto - canzoni in formato digitale - che si poteva tranquillamente trovare gratis - illegalmente, certo - su Internet furono in molti a scuotere la testa. Ma il successo di iTunes Store, che ormai permette di acquistare anche spettacoli tv e molto altro per varie piattaforme, ha fatto tendenza. E nascono molti servizi volti a vendere - in cambio di un pagamento alla volta o di un abbonamento mensile o settimanale - musica digitale. Tanto che scaricare illegalmente, sostiene il Guardian, potrebbe addirittura diventare obsoleto. Messo in pensione da servizi moderni, facili da usare. Come iTunes. Il Guardian fa gli esempi di Spotify.com e We7.com, di quello firmato Nokia (Comes With Music), dei nuovi Rdio.com (dai fondatori di Skype), Virgin Media, Sky Songs, mog.com. Perché se la pirateria continua a avere accaniti fautori, e comunque crea danno all'industria discografica, il mercato legale prova che chi fornisce buona musica a prezzi ragionevoli con modalità di pagamento razionali e facili da usare, è destinato a avere un successo fino a poco fa inaspettato. Con buona pace delle Cassandre che davano per finito il modello economico dell'industria discografica. E facendo sperare in un futuro migliore anche la carta stampata, perché sembra sempre più chiaro che esiste davvero un modo per sfruttare commercialmente Internet. Che non è soltanto un mezzo per consegnare gratis dei contenuti coperti da diritto d'autore a un pubblico restio a pagare per questi contenuti. Certo l'innovazione, per la musica, non è arrivata dalle case discografiche, spiazzatissime dal fenomeno Internet, ma dall'hi-tech. Così come le generalmente poco innovative - sotto il profilo tecnologico - aziende editoriali sembrano soffrire degli stessi problemi dell'industria discografica. Il modello economico dell'industria discografica: |
| RISPOSTA   Quando Steve Jobs annunciò che avrebbe cercato di vendere un prodotto - canzoni in formato digitale - che si poteva tranquillamente trovare gratis - illegalmente, certo - su Internet furono in molti a scuotere la testa. Ma il successo di iTunes Store, che ormai permette di acquistare anche spettacoli tv e molto altro per varie piattaforme, ha fatto tendenza. E nascono molti servizi volti a vendere - in cambio di un pagamento alla volta o di un abbonamento mensile o settimanale - musica digitale. Tanto che scaricare illegalmente, sostiene il Guardian, potrebbe addirittura diventare obsoleto. Messo in pensione da servizi moderni, facili da usare. Come iTunes. Il Guardian fa gli esempi di Spotify.com e We7.com, di quello firmato Nokia (Comes With Music), dei nuovi Rdio.com (dai fondatori di Skype), Virgin Media, Sky Songs, mog.com. Perché se la pirateria continua a avere accaniti fautori, e comunque crea danno all'industria discografica, il mercato legale prova che chi fornisce buona musica a prezzi ragionevoli con modalità di pagamento razionali e facili da usare, è destinato a avere un successo fino a poco fa inaspettato. Con buona pace delle Cassandre che davano per finito il modello economico dell'industria discografica. E facendo sperare in un futuro migliore anche la carta stampata, perché sembra sempre più chiaro che esiste davvero un modo per sfruttare commercialmente Internet. Che non è soltanto un mezzo per consegnare gratis dei contenuti coperti da diritto d'autore a un pubblico restio a pagare per questi contenuti. Certo l'innovazione, per la musica, non è arrivata dalle case discografiche, spiazzatissime dal fenomeno Internet, ma dall'hi-tech. Così come le generalmente poco innovative - sotto il profilo tecnologico - aziende editoriali sembrano soffrire degli stessi problemi dell'industria discografica. L'acquisto di spettacoli in formato digitale: |
| RISPOSTA   Quando Steve Jobs annunciò che avrebbe cercato di vendere un prodotto - canzoni in formato digitale - che si poteva tranquillamente trovare gratis - illegalmente, certo - su Internet furono in molti a scuotere la testa. Ma il successo di iTunes Store, che ormai permette di acquistare anche spettacoli tv e molto altro per varie piattaforme, ha fatto tendenza. E nascono molti servizi volti a vendere - in cambio di un pagamento alla volta o di un abbonamento mensile o settimanale - musica digitale. Tanto che scaricare illegalmente, sostiene il Guardian, potrebbe addirittura diventare obsoleto. Messo in pensione da servizi moderni, facili da usare. Come iTunes. Il Guardian fa gli esempi di Spotify.com e We7.com, di quello firmato Nokia (Comes With Music), dei nuovi Rdio.com (dai fondatori di Skype), Virgin Media, Sky Songs, mog.com. Perché se la pirateria continua a avere accaniti fautori, e comunque crea danno all'industria discografica, il mercato legale prova che chi fornisce buona musica a prezzi ragionevoli con modalità di pagamento razionali e facili da usare, è destinato a avere un successo fino a poco fa inaspettato. Con buona pace delle Cassandre che davano per finito il modello economico dell'industria discografica. E facendo sperare in un futuro migliore anche la carta stampata, perché sembra sempre più chiaro che esiste davvero un modo per sfruttare commercialmente Internet. Che non è soltanto un mezzo per consegnare gratis dei contenuti coperti da diritto d'autore a un pubblico restio a pagare per questi contenuti. Certo l'innovazione, per la musica, non è arrivata dalle case discografiche, spiazzatissime dal fenomeno Internet, ma dall'hi-tech. Così come le generalmente poco innovative - sotto il profilo tecnologico - aziende editoriali sembrano soffrire degli stessi problemi dell'industria discografica. Le aziende editoriali: |
RISPOSTA   Quando Steve Jobs annunciò che avrebbe cercato di vendere un prodotto - canzoni in formato digitale - che si poteva tranquillamente trovare gratis - illegalmente, certo - su Internet furono in molti a scuotere la testa. Ma il successo di iTunes Store, che ormai permette di acquistare anche spettacoli tv e molto altro per varie piattaforme, ha fatto tendenza. E nascono molti servizi volti a vendere - in cambio di un pagamento alla volta o di un abbonamento mensile o settimanale - musica digitale. Tanto che scaricare illegalmente, sostiene il Guardian, potrebbe addirittura diventare obsoleto. Messo in pensione da servizi moderni, facili da usare. Come iTunes. Il Guardian fa gli esempi di Spotify.com e We7.com, di quello firmato Nokia (Comes With Music), dei nuovi Rdio.com (dai fondatori di Skype), Virgin Media, Sky Songs, mog.com. Perché se la pirateria continua a avere accaniti fautori, e comunque crea danno all'industria discografica, il mercato legale prova che chi fornisce buona musica a prezzi ragionevoli con modalità di pagamento razionali e facili da usare, è destinato a avere un successo fino a poco fa inaspettato. Con buona pace delle Cassandre che davano per finito il modello economico dell'industria discografica. E facendo sperare in un futuro migliore anche la carta stampata, perché sembra sempre più chiaro che esiste davvero un modo per sfruttare commercialmente Internet. Che non è soltanto un mezzo per consegnare gratis dei contenuti coperti da diritto d'autore a un pubblico restio a pagare per questi contenuti. Certo l'innovazione, per la musica, non è arrivata dalle case discografiche, spiazzatissime dal fenomeno Internet, ma dall'hi-tech. Così come le generalmente poco innovative - sotto il profilo tecnologico - aziende editoriali sembrano soffrire degli stessi problemi dell'industria discografica. La pirateria musicale: |
RISPOSTA   Quando Steve Jobs annunciò che avrebbe cercato di vendere un prodotto - canzoni in formato digitale - che si poteva tranquillamente trovare gratis - illegalmente, certo - su Internet furono in molti a scuotere la testa. Ma il successo di iTunes Store, che ormai permette di acquistare anche spettacoli tv e molto altro per varie piattaforme, ha fatto tendenza. E nascono molti servizi volti a vendere - in cambio di un pagamento alla volta o di un abbonamento mensile o settimanale - musica digitale. Tanto che scaricare illegalmente, sostiene il Guardian, potrebbe addirittura diventare obsoleto. Messo in pensione da servizi moderni, facili da usare. Come iTunes. Il Guardian fa gli esempi di Spotify.com e We7.com, di quello firmato Nokia (Comes With Music), dei nuovi Rdio.com (dai fondatori di Skype), Virgin Media, Sky Songs, mog.com. Perché se la pirateria continua a avere accaniti fautori, e comunque crea danno all'industria discografica, il mercato legale prova che chi fornisce buona musica a prezzi ragionevoli con modalità di pagamento razionali e facili da usare, è destinato a avere un successo fino a poco fa inaspettato. Con buona pace delle Cassandre che davano per finito il modello economico dell'industria discografica. E facendo sperare in un futuro migliore anche la carta stampata, perché sembra sempre più chiaro che esiste davvero un modo per sfruttare commercialmente Internet. Che non è soltanto un mezzo per consegnare gratis dei contenuti coperti da diritto d'autore a un pubblico restio a pagare per questi contenuti. Certo l'innovazione, per la musica, non è arrivata dalle case discografiche, spiazzatissime dal fenomeno Internet, ma dall'hi-tech. Così come le generalmente poco innovative - sotto il profilo tecnologico - aziende editoriali sembrano soffrire degli stessi problemi dell'industria discografica. Il mercato legale della musica digitale: |
| RISPOSTA   Sbirciando attraverso le spesse nubi di polvere del nucleo centrale (il cosiddetto "bulge") della nostra galassia, e rivelando un'incredibile quantità di dettagli, una squadra di astronomi ha scoperto uno strano miscuglio di stelle nel sistema stellare noto come Terzan 5. Questo insolito "cocktail" di stelle, mai osservato prima d'ora in nessuna parte del "bulge", rivela che Terzan 5 è di fatto uno dei suoi blocchi primordiali, molto probabilmente quel che resta di una galassia nana che si è fusa con la Via Lattea durante le prime fasi della sua vita. "La storia della Via Lattea è codificata nei suoi frammenti più vecchi, ammassi globulari e altri sistemi di stelle che hanno visto l'intera evoluzione della nostra galassia", dice Francesco Ferraro, autore principale di un articolo pubblicato sulla rivista Nature. "Il nostro studio apre una nuova finestra su un altro pezzo del nostro passato galattico". Come gli archeologi, che scavano attraverso i cumuli di polvere sovrastanti i resti delle civiltà del passato e riportano alla luce pezzi cruciali della storia dell'umanità, gli astronomi hanno guardato attraverso gli spessi strati di polvere interstellare che oscurano il nucleo centrale della Via Lattea e hanno scoperto uno straordinario reperto cosmico.L'obiettivo dello studio è l'ammasso stellare Terzan 5. Le nuove osservazioni mostrano che questo oggetto, a differenza di quasi tutti gli ammassi globulari, non contiene stelle che sono nate tutte nello stesso momento - quello che gli astronomi chiamano una "popolazione singola" di stelle. Al contrario, le miriadi di stelle brillanti in Terzan 5 si sono formate almeno in due epoche diverse, la prima probabilmente circa12 miliardi di anni fa e la seconda 6 miliardi di anni fa. Gli astronomi hanno anche scoperto che Terzan 5 è più massiccio di quanto si pensasse in precedenza: oltre alla complessa composizione e alla travagliata storia di formazione stellare, questo suggerisce che potrebbe trattarsi del residuo superstite di una galassia nana perturbata, che si è fusa con la Via Lattea durante le prime fasi della sua esistenza, contribuendo a formare il "bulge" galattico. Terzan 5: |
| RISPOSTA   Sbirciando attraverso le spesse nubi di polvere del nucleo centrale (il cosiddetto "bulge") della nostra galassia, e rivelando un'incredibile quantità di dettagli, una squadra di astronomi ha scoperto uno strano miscuglio di stelle nel sistema stellare noto come Terzan 5. Questo insolito "cocktail" di stelle, mai osservato prima d'ora in nessuna parte del "bulge", rivela che Terzan 5 è di fatto uno dei suoi blocchi primordiali, molto probabilmente quel che resta di una galassia nana che si è fusa con la Via Lattea durante le prime fasi della sua vita. "La storia della Via Lattea è codificata nei suoi frammenti più vecchi, ammassi globulari e altri sistemi di stelle che hanno visto l'intera evoluzione della nostra galassia", dice Francesco Ferraro, autore principale di un articolo pubblicato sulla rivista Nature. "Il nostro studio apre una nuova finestra su un altro pezzo del nostro passato galattico". Come gli archeologi, che scavano attraverso i cumuli di polvere sovrastanti i resti delle civiltà del passato e riportano alla luce pezzi cruciali della storia dell'umanità, gli astronomi hanno guardato attraverso gli spessi strati di polvere interstellare che oscurano il nucleo centrale della Via Lattea e hanno scoperto uno straordinario reperto cosmico.L'obiettivo dello studio è l'ammasso stellare Terzan 5. Le nuove osservazioni mostrano che questo oggetto, a differenza di quasi tutti gli ammassi globulari, non contiene stelle che sono nate tutte nello stesso momento - quello che gli astronomi chiamano una "popolazione singola" di stelle. Al contrario, le miriadi di stelle brillanti in Terzan 5 si sono formate almeno in due epoche diverse, la prima probabilmente circa12 miliardi di anni fa e la seconda 6 miliardi di anni fa. Gli astronomi hanno anche scoperto che Terzan 5 è più massiccio di quanto si pensasse in precedenza: oltre alla complessa composizione e alla travagliata storia di formazione stellare, questo suggerisce che potrebbe trattarsi del residuo superstite di una galassia nana perturbata, che si è fusa con la Via Lattea durante le prime fasi della sua esistenza, contribuendo a formare il "bulge" galattico. Quasi tutti gli ammassi globulari: |
RISPOSTA   Sbirciando attraverso le spesse nubi di polvere del nucleo centrale (il cosiddetto "bulge") della nostra galassia, e rivelando un'incredibile quantità di dettagli, una squadra di astronomi ha scoperto uno strano miscuglio di stelle nel sistema stellare noto come Terzan 5. Questo insolito "cocktail" di stelle, mai osservato prima d'ora in nessuna parte del "bulge", rivela che Terzan 5 è di fatto uno dei suoi blocchi primordiali, molto probabilmente quel che resta di una galassia nana che si è fusa con la Via Lattea durante le prime fasi della sua vita. "La storia della Via Lattea è codificata nei suoi frammenti più vecchi, ammassi globulari e altri sistemi di stelle che hanno visto l'intera evoluzione della nostra galassia", dice Francesco Ferraro, autore principale di un articolo pubblicato sulla rivista Nature. "Il nostro studio apre una nuova finestra su un altro pezzo del nostro passato galattico". Come gli archeologi, che scavano attraverso i cumuli di polvere sovrastanti i resti delle civiltà del passato e riportano alla luce pezzi cruciali della storia dell'umanità, gli astronomi hanno guardato attraverso gli spessi strati di polvere interstellare che oscurano il nucleo centrale della Via Lattea e hanno scoperto uno straordinario reperto cosmico.L'obiettivo dello studio è l'ammasso stellare Terzan 5. Le nuove osservazioni mostrano che questo oggetto, a differenza di quasi tutti gli ammassi globulari, non contiene stelle che sono nate tutte nello stesso momento - quello che gli astronomi chiamano una "popolazione singola" di stelle. Al contrario, le miriadi di stelle brillanti in Terzan 5 si sono formate almeno in due epoche diverse, la prima probabilmente circa12 miliardi di anni fa e la seconda 6 miliardi di anni fa. Gli astronomi hanno anche scoperto che Terzan 5 è più massiccio di quanto si pensasse in precedenza: oltre alla complessa composizione e alla travagliata storia di formazione stellare, questo suggerisce che potrebbe trattarsi del residuo superstite di una galassia nana perturbata, che si è fusa con la Via Lattea durante le prime fasi della sua esistenza, contribuendo a formare il "bulge" galattico. Le stelle brillanti in Terzan 5: |
| RISPOSTA   Sbirciando attraverso le spesse nubi di polvere del nucleo centrale (il cosiddetto "bulge") della nostra galassia, e rivelando un'incredibile quantità di dettagli, una squadra di astronomi ha scoperto uno strano miscuglio di stelle nel sistema stellare noto come Terzan 5. Questo insolito "cocktail" di stelle, mai osservato prima d'ora in nessuna parte del "bulge", rivela che Terzan 5 è di fatto uno dei suoi blocchi primordiali, molto probabilmente quel che resta di una galassia nana che si è fusa con la Via Lattea durante le prime fasi della sua vita. "La storia della Via Lattea è codificata nei suoi frammenti più vecchi, ammassi globulari e altri sistemi di stelle che hanno visto l'intera evoluzione della nostra galassia", dice Francesco Ferraro, autore principale di un articolo pubblicato sulla rivista Nature. "Il nostro studio apre una nuova finestra su un altro pezzo del nostro passato galattico". Come gli archeologi, che scavano attraverso i cumuli di polvere sovrastanti i resti delle civiltà del passato e riportano alla luce pezzi cruciali della storia dell'umanità, gli astronomi hanno guardato attraverso gli spessi strati di polvere interstellare che oscurano il nucleo centrale della Via Lattea e hanno scoperto uno straordinario reperto cosmico.L'obiettivo dello studio è l'ammasso stellare Terzan 5. Le nuove osservazioni mostrano che questo oggetto, a differenza di quasi tutti gli ammassi globulari, non contiene stelle che sono nate tutte nello stesso momento - quello che gli astronomi chiamano una "popolazione singola" di stelle. Al contrario, le miriadi di stelle brillanti in Terzan 5 si sono formate almeno in due epoche diverse, la prima probabilmente circa12 miliardi di anni fa e la seconda 6 miliardi di anni fa. Gli astronomi hanno anche scoperto che Terzan 5 è più massiccio di quanto si pensasse in precedenza: oltre alla complessa composizione e alla travagliata storia di formazione stellare, questo suggerisce che potrebbe trattarsi del residuo superstite di una galassia nana perturbata, che si è fusa con la Via Lattea durante le prime fasi della sua esistenza, contribuendo a formare il "bulge" galattico. L'articolo pubblicato su Nature: |
| RISPOSTA   Sbirciando attraverso le spesse nubi di polvere del nucleo centrale (il cosiddetto "bulge") della nostra galassia, e rivelando un'incredibile quantità di dettagli, una squadra di astronomi ha scoperto uno strano miscuglio di stelle nel sistema stellare noto come Terzan 5. Questo insolito "cocktail" di stelle, mai osservato prima d'ora in nessuna parte del "bulge", rivela che Terzan 5 è di fatto uno dei suoi blocchi primordiali, molto probabilmente quel che resta di una galassia nana che si è fusa con la Via Lattea durante le prime fasi della sua vita. "La storia della Via Lattea è codificata nei suoi frammenti più vecchi, ammassi globulari e altri sistemi di stelle che hanno visto l'intera evoluzione della nostra galassia", dice Francesco Ferraro, autore principale di un articolo pubblicato sulla rivista Nature. "Il nostro studio apre una nuova finestra su un altro pezzo del nostro passato galattico". Come gli archeologi, che scavano attraverso i cumuli di polvere sovrastanti i resti delle civiltà del passato e riportano alla luce pezzi cruciali della storia dell'umanità, gli astronomi hanno guardato attraverso gli spessi strati di polvere interstellare che oscurano il nucleo centrale della Via Lattea e hanno scoperto uno straordinario reperto cosmico.L'obiettivo dello studio è l'ammasso stellare Terzan 5. Le nuove osservazioni mostrano che questo oggetto, a differenza di quasi tutti gli ammassi globulari, non contiene stelle che sono nate tutte nello stesso momento - quello che gli astronomi chiamano una "popolazione singola" di stelle. Al contrario, le miriadi di stelle brillanti in Terzan 5 si sono formate almeno in due epoche diverse, la prima probabilmente circa12 miliardi di anni fa e la seconda 6 miliardi di anni fa. Gli astronomi hanno anche scoperto che Terzan 5 è più massiccio di quanto si pensasse in precedenza: oltre alla complessa composizione e alla travagliata storia di formazione stellare, questo suggerisce che potrebbe trattarsi del residuo superstite di una galassia nana perturbata, che si è fusa con la Via Lattea durante le prime fasi della sua esistenza, contribuendo a formare il "bulge" galattico. Il "bulge" galattico: |
| RISPOSTA   Se riusciamo a riconoscere noi stessi in una foto è per merito del lato destro del nostro cervello. È quanto affermano dei ricercatori di Boston. Lo studio si aggiunge così alla mole di lavori che dimostrano come l'emisfero destro abbia un ruolo fondamentale nei processi che stanno alla base della consapevolezza di sé, un aspetto fondamentale della coscienza umana. Nella prima parte dello studio i ricercatori hanno lavorato con cinque pazienti che hanno affrontato alcuni test prima di operazioni chirurgiche al cervello per il trattamento dell'epilessia. Nei test, ciascuna metà del cervello veniva anestetizzata per breve tempo (fino a tre minuti) in modo che il chirurgo potesse valutare se fosse l'emisfero destro o il sinistro a essere dominante per linguaggio e memoria. A ciascun paziente veniva mostrata un'immagine su un computer con la richiesta di memorizzarla. L'immagine sovrapponeva il viso dello stesso paziente con quello di una persona famosa. Le fotografie degli uomini erano mischiate con quella di Bill Clinton o con quella di Albert Einstein; i visi delle donne con l'immagine di Marilyn Monroe o della principessa Diana. Passato l'effetto dell'anestesia, ai pazienti veniva richiesto se ricordassero la loro faccia o quella del personaggio famoso. Mentre avevano l'emisfero sinistro anestetizzato i cinque pazienti erano apparentemente in grado di riconoscere se stessi nell'immagine formata al computer, così come dopo l'effetto anestetico. Addormentando invece l'emisfero destro, quattro pazienti su cinque ricordavano in seguito di aver visto soltanto il personaggio famoso. I pazienti sottoposti all'esperimento: |
| RISPOSTA   Se riusciamo a riconoscere noi stessi in una foto è per merito del lato destro del nostro cervello. È quanto affermano dei ricercatori di Boston. Lo studio si aggiunge così alla mole di lavori che dimostrano come l'emisfero destro abbia un ruolo fondamentale nei processi che stanno alla base della consapevolezza di sé, un aspetto fondamentale della coscienza umana. Nella prima parte dello studio i ricercatori hanno lavorato con cinque pazienti che hanno affrontato alcuni test prima di operazioni chirurgiche al cervello per il trattamento dell'epilessia. Nei test, ciascuna metà del cervello veniva anestetizzata per breve tempo (fino a tre minuti) in modo che il chirurgo potesse valutare se fosse l'emisfero destro o il sinistro a essere dominante per linguaggio e memoria. A ciascun paziente veniva mostrata un'immagine su un computer con la richiesta di memorizzarla. L'immagine sovrapponeva il viso dello stesso paziente con quello di una persona famosa. Le fotografie degli uomini erano mischiate con quella di Bill Clinton o con quella di Albert Einstein; i visi delle donne con l'immagine di Marilyn Monroe o della principessa Diana. Passato l'effetto dell'anestesia, ai pazienti veniva richiesto se ricordassero la loro faccia o quella del personaggio famoso. Mentre avevano l'emisfero sinistro anestetizzato i cinque pazienti erano apparentemente in grado di riconoscere se stessi nell'immagine formata al computer, così come dopo l'effetto anestetico. Addormentando invece l'emisfero destro, quattro pazienti su cinque ricordavano in seguito di aver visto soltanto il personaggio famoso. Grazie all'emisfero destro del cervello: |
RISPOSTA   Se riusciamo a riconoscere noi stessi in una foto è per merito del lato destro del nostro cervello. È quanto affermano dei ricercatori di Boston. Lo studio si aggiunge così alla mole di lavori che dimostrano come l'emisfero destro abbia un ruolo fondamentale nei processi che stanno alla base della consapevolezza di sé, un aspetto fondamentale della coscienza umana. Nella prima parte dello studio i ricercatori hanno lavorato con cinque pazienti che hanno affrontato alcuni test prima di operazioni chirurgiche al cervello per il trattamento dell'epilessia. Nei test, ciascuna metà del cervello veniva anestetizzata per breve tempo (fino a tre minuti) in modo che il chirurgo potesse valutare se fosse l'emisfero destro o il sinistro a essere dominante per linguaggio e memoria. A ciascun paziente veniva mostrata un'immagine su un computer con la richiesta di memorizzarla. L'immagine sovrapponeva il viso dello stesso paziente con quello di una persona famosa. Le fotografie degli uomini erano mischiate con quella di Bill Clinton o con quella di Albert Einstein; i visi delle donne con l'immagine di Marilyn Monroe o della principessa Diana. Passato l'effetto dell'anestesia, ai pazienti veniva richiesto se ricordassero la loro faccia o quella del personaggio famoso. Mentre avevano l'emisfero sinistro anestetizzato i cinque pazienti erano apparentemente in grado di riconoscere se stessi nell'immagine formata al computer, così come dopo l'effetto anestetico. Addormentando invece l'emisfero destro, quattro pazienti su cinque ricordavano in seguito di aver visto soltanto il personaggio famoso. Addormentando l'emisfero destro del cervello: |
RISPOSTA   Se riusciamo a riconoscere noi stessi in una foto è per merito del lato destro del nostro cervello. È quanto affermano dei ricercatori di Boston. Lo studio si aggiunge così alla mole di lavori che dimostrano come l'emisfero destro abbia un ruolo fondamentale nei processi che stanno alla base della consapevolezza di sé, un aspetto fondamentale della coscienza umana. Nella prima parte dello studio i ricercatori hanno lavorato con cinque pazienti che hanno affrontato alcuni test prima di operazioni chirurgiche al cervello per il trattamento dell'epilessia. Nei test, ciascuna metà del cervello veniva anestetizzata per breve tempo (fino a tre minuti) in modo che il chirurgo potesse valutare se fosse l'emisfero destro o il sinistro a essere dominante per linguaggio e memoria. A ciascun paziente veniva mostrata un'immagine su un computer con la richiesta di memorizzarla. L'immagine sovrapponeva il viso dello stesso paziente con quello di una persona famosa. Le fotografie degli uomini erano mischiate con quella di Bill Clinton o con quella di Albert Einstein; i visi delle donne con l'immagine di Marilyn Monroe o della principessa Diana. Passato l'effetto dell'anestesia, ai pazienti veniva richiesto se ricordassero la loro faccia o quella del personaggio famoso. Mentre avevano l'emisfero sinistro anestetizzato i cinque pazienti erano apparentemente in grado di riconoscere se stessi nell'immagine formata al computer, così come dopo l'effetto anestetico. Addormentando invece l'emisfero destro, quattro pazienti su cinque ricordavano in seguito di aver visto soltanto il personaggio famoso. Dopo aver anestetizzato l'emisfero sinistro: |
| RISPOSTA   Se riusciamo a riconoscere noi stessi in una foto è per merito del lato destro del nostro cervello. È quanto affermano dei ricercatori di Boston. Lo studio si aggiunge così alla mole di lavori che dimostrano come l'emisfero destro abbia un ruolo fondamentale nei processi che stanno alla base della consapevolezza di sé, un aspetto fondamentale della coscienza umana. Nella prima parte dello studio i ricercatori hanno lavorato con cinque pazienti che hanno affrontato alcuni test prima di operazioni chirurgiche al cervello per il trattamento dell'epilessia. Nei test, ciascuna metà del cervello veniva anestetizzata per breve tempo (fino a tre minuti) in modo che il chirurgo potesse valutare se fosse l'emisfero destro o il sinistro a essere dominante per linguaggio e memoria. A ciascun paziente veniva mostrata un'immagine su un computer con la richiesta di memorizzarla. L'immagine sovrapponeva il viso dello stesso paziente con quello di una persona famosa. Le fotografie degli uomini erano mischiate con quella di Bill Clinton o con quella di Albert Einstein; i visi delle donne con l'immagine di Marilyn Monroe o della principessa Diana. Passato l'effetto dell'anestesia, ai pazienti veniva richiesto se ricordassero la loro faccia o quella del personaggio famoso. Mentre avevano l'emisfero sinistro anestetizzato i cinque pazienti erano apparentemente in grado di riconoscere se stessi nell'immagine formata al computer, così come dopo l'effetto anestetico. Addormentando invece l'emisfero destro, quattro pazienti su cinque ricordavano in seguito di aver visto soltanto il personaggio famoso. In che modo veniva mostrata la propria immagine ai pazienti nello studio dei ricercatori di Boston? |
| RISPOSTA   Secondo attendibili stime il livello di biossido di carbonio planetario aumenta di 1,5-2,5 micromoli per mole all'anno e tale tendenza non subirà significative variazioni su scala globale nel prossimo futuro. Un raddoppio della concentrazione di biossido di carbonio - del tutto verosimile da qui al 2100 - comporterà un aumento della temperatura globale per effetto serra da 1 a 4,5 gradi, con conseguenze difficilmente prevedibili, ma quasi sicuramente dannose per molti ecosistemi. Quelle che potrebbero essere avvantaggiate da un'atmosfera ricca in biossido di carbonio dovrebbero essere le piante che utilizzano questo gas per la loro attività fotosintetica. Per controllare questa ipotesi sono stati effettuati vari esperimenti in cui si utilizzano sistemi che creano «artificialmente» concentrazioni elevate di biossido di carbonio oppure si sfruttano le emissioni naturali di biossido di carbonio tipiche di diverse aree. Particolarmente interessanti sono le ricerche effettuate nelle aree geotermiche in cui vi sono emissioni tali da modificare l'atmosfera rendendo invivibile l'ambiente per i piccoli animali che si spostano a pochi centimetri dal terreno. Qui i ricercatori hanno la possibilità di studiare una considerevole gamma di specie e popolazioni vegetali che hanno sviluppato adattamenti alle alte concentrazioni di biossido di carbonio. Le aree geotermiche della terra in cui vi sono alte emissioni di biossido di carbonio: |
RISPOSTA   Secondo attendibili stime il livello di biossido di carbonio planetario aumenta di 1,5-2,5 micromoli per mole all'anno e tale tendenza non subirà significative variazioni su scala globale nel prossimo futuro. Un raddoppio della concentrazione di biossido di carbonio - del tutto verosimile da qui al 2100 - comporterà un aumento della temperatura globale per effetto serra da 1 a 4,5 gradi, con conseguenze difficilmente prevedibili, ma quasi sicuramente dannose per molti ecosistemi. Quelle che potrebbero essere avvantaggiate da un'atmosfera ricca in biossido di carbonio dovrebbero essere le piante che utilizzano questo gas per la loro attività fotosintetica. Per controllare questa ipotesi sono stati effettuati vari esperimenti in cui si utilizzano sistemi che creano «artificialmente» concentrazioni elevate di biossido di carbonio oppure si sfruttano le emissioni naturali di biossido di carbonio tipiche di diverse aree. Particolarmente interessanti sono le ricerche effettuate nelle aree geotermiche in cui vi sono emissioni tali da modificare l'atmosfera rendendo invivibile l'ambiente per i piccoli animali che si spostano a pochi centimetri dal terreno. Qui i ricercatori hanno la possibilità di studiare una considerevole gamma di specie e popolazioni vegetali che hanno sviluppato adattamenti alle alte concentrazioni di biossido di carbonio. Nelle ricerche relative al livello di biossido di carbonio: |
| RISPOSTA   Secondo attendibili stime il livello di biossido di carbonio planetario aumenta di 1,5-2,5 micromoli per mole all'anno e tale tendenza non subirà significative variazioni su scala globale nel prossimo futuro. Un raddoppio della concentrazione di biossido di carbonio - del tutto verosimile da qui al 2100 - comporterà un aumento della temperatura globale per effetto serra da 1 a 4,5 gradi, con conseguenze difficilmente prevedibili, ma quasi sicuramente dannose per molti ecosistemi. Quelle che potrebbero essere avvantaggiate da un'atmosfera ricca in biossido di carbonio dovrebbero essere le piante che utilizzano questo gas per la loro attività fotosintetica. Per controllare questa ipotesi sono stati effettuati vari esperimenti in cui si utilizzano sistemi che creano «artificialmente» concentrazioni elevate di biossido di carbonio oppure si sfruttano le emissioni naturali di biossido di carbonio tipiche di diverse aree. Particolarmente interessanti sono le ricerche effettuate nelle aree geotermiche in cui vi sono emissioni tali da modificare l'atmosfera rendendo invivibile l'ambiente per i piccoli animali che si spostano a pochi centimetri dal terreno. Qui i ricercatori hanno la possibilità di studiare una considerevole gamma di specie e popolazioni vegetali che hanno sviluppato adattamenti alle alte concentrazioni di biossido di carbonio. Nel prossimo futuro: |
RISPOSTA   Secondo attendibili stime il livello di biossido di carbonio planetario aumenta di 1,5-2,5 micromoli per mole all'anno e tale tendenza non subirà significative variazioni su scala globale nel prossimo futuro. Un raddoppio della concentrazione di biossido di carbonio - del tutto verosimile da qui al 2100 - comporterà un aumento della temperatura globale per effetto serra da 1 a 4,5 gradi, con conseguenze difficilmente prevedibili, ma quasi sicuramente dannose per molti ecosistemi. Quelle che potrebbero essere avvantaggiate da un'atmosfera ricca in biossido di carbonio dovrebbero essere le piante che utilizzano questo gas per la loro attività fotosintetica. Per controllare questa ipotesi sono stati effettuati vari esperimenti in cui si utilizzano sistemi che creano «artificialmente» concentrazioni elevate di biossido di carbonio oppure si sfruttano le emissioni naturali di biossido di carbonio tipiche di diverse aree. Particolarmente interessanti sono le ricerche effettuate nelle aree geotermiche in cui vi sono emissioni tali da modificare l'atmosfera rendendo invivibile l'ambiente per i piccoli animali che si spostano a pochi centimetri dal terreno. Qui i ricercatori hanno la possibilità di studiare una considerevole gamma di specie e popolazioni vegetali che hanno sviluppato adattamenti alle alte concentrazioni di biossido di carbonio. In conseguenza dell'aumento della concentrazione di biossido di carbonio: |
| RISPOSTA   Secondo attendibili stime il livello di biossido di carbonio planetario aumenta di 1,5-2,5 micromoli per mole all'anno e tale tendenza non subirà significative variazioni su scala globale nel prossimo futuro. Un raddoppio della concentrazione di biossido di carbonio - del tutto verosimile da qui al 2100 - comporterà un aumento della temperatura globale per effetto serra da 1 a 4,5 gradi, con conseguenze difficilmente prevedibili, ma quasi sicuramente dannose per molti ecosistemi. Quelle che potrebbero essere avvantaggiate da un'atmosfera ricca in biossido di carbonio dovrebbero essere le piante che utilizzano questo gas per la loro attività fotosintetica. Per controllare questa ipotesi sono stati effettuati vari esperimenti in cui si utilizzano sistemi che creano «artificialmente» concentrazioni elevate di biossido di carbonio oppure si sfruttano le emissioni naturali di biossido di carbonio tipiche di diverse aree. Particolarmente interessanti sono le ricerche effettuate nelle aree geotermiche in cui vi sono emissioni tali da modificare l'atmosfera rendendo invivibile l'ambiente per i piccoli animali che si spostano a pochi centimetri dal terreno. Qui i ricercatori hanno la possibilità di studiare una considerevole gamma di specie e popolazioni vegetali che hanno sviluppato adattamenti alle alte concentrazioni di biossido di carbonio. Alcuni ricercatori stanno studiando: |
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Quando Steve Jobs annunciò che avrebbe cercato di vendere un prodotto - canzoni in formato digitale - che si poteva tranquillamente trovare gratis - illegalmente, certo - su Internet furono in molti a scuotere la testa. Ma il successo di iTunes Store, che ormai permette di acquistare anche spettacoli tv e molto altro per varie piattaforme, ha fatto tendenza. E nascono molti servizi volti a vendere - in cambio di un pagamento alla volta o di un abbonamento mensile o settimanale - musica digitale. Tanto che scaricare illegalmente, sostiene il Guardian, potrebbe addirittura diventare obsoleto. Messo in pensione da servizi moderni, facili da usare. Come iTunes. Il Guardian fa gli esempi di Spotify.com e We7.com, di quello firmato Nokia (Comes With Music), dei nuovi Rdio.com (dai fondatori di Skype), Virgin Media, Sky Songs, mog.com. Perché se la pirateria continua a avere accaniti fautori, e comunque crea danno all'industria discografica, il mercato legale prova che chi fornisce buona musica a prezzi ragionevoli con modalità di pagamento razionali e facili da usare, è destinato a avere un successo fino a poco fa inaspettato. Con buona pace delle Cassandre che davano per finito il modello economico dell'industria discografica. E facendo sperare in un futuro migliore anche la carta stampata, perché sembra sempre più chiaro che esiste davvero un modo per sfruttare commercialmente Internet. Che non è soltanto un mezzo per consegnare gratis dei contenuti coperti da diritto d'autore a un pubblico restio a pagare per questi contenuti. Certo l'innovazione, per la musica, non è arrivata dalle case discografiche, spiazzatissime dal fenomeno Internet, ma dall'hi-tech. Così come le generalmente poco innovative - sotto il profilo tecnologico - aziende editoriali sembrano soffrire degli stessi problemi dell'industria discografica. La pirateria musicale: