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Tutte le domande del quiz : Brani statistici

tratto da:
Agenzia delle Entrate
Quiz - Selezione pubblica per l'assunzione a tempo indeterminato di 892 unità per la terza area funzionale, fascia retributiva F1, profilo professionale funzionario, per attività amministrativo-tributaria - Prova oggettiva attitudinale



 Esercitati su questo Quiz 

RISPOSTA    Conti economici trimestraliNel quarto trimestre del 2014 il prodotto interno lordo (PIL), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, ha registrato una variazione nulla rispetto al trimestre precedente ed è diminuito dello 0,5% nei confronti del quarto trimestre del 2013.La stima preliminare diffusa il 13 febbraio 2015 scorso aveva rilevato la stessa variazione congiunturale e una diminuzione tendenziale dello 0,3%.Il quarto trimestre del 2014 ha avuto due giornate lavorative in meno del trimestre precedente e lo stesso numero di giornate lavorative rispetto al quarto trimestre del 2013.Nel 2014 il PIL corretto per gli effetti di calendario è diminuito dello 0,4%. Si fa notare che il 2014 ha avuto due giornate lavorative in meno rispetto al 2013.La variazione acquisita per il 2015 è pari a -0,1%. Rispetto al trimestre precedente i principali aggregati della domanda interna registrano una lieve risalita, con una crescita dello 0,2% sia dei consumi finali nazionali, sia degli investimenti fissi lordi. Anche importazioni ed esportazioni sono aumentate, con incrementi rispettivamente dello 0,3% e dell'1,6%.La domanda nazionale al netto delle scorte fornisce un contributo alla crescita del PIL positivo per 0,2 punti percentuali; risultano nulli l'apporto dei consumi delle famiglie residenti e delle Istituzioni sociali private (ISP) e quello degli investimenti fissi lordi, mentre la spesa della Pubblica amministrazione (PA) contribuisce per +0,1 punti. Un contributo positivo più ampio giunge dalla domanda estera netta (+0,4 punti percentuali), mentre le scorte sottraggono 0,6 punti percentuali alla variazione del PIL. Il valore aggiunto ha registrato variazioni negative nell'agricoltura (-4,4%), nell'industria in senso stretto (-0,3%) e nelle costruzioni (- 0,5%), mentre è aumentato dello 0,2% nei servizi. Anche in termini tendenziali, si registrano cali nell'agricoltura (-6,9%), nell'industria in senso stretto (-1,4%) e nelle costruzioni (-3,2%) e un lieve incremento nei servizi (+0,2%). Secondo il brano nel quarto trimestre del 2014 il PIL, espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, ha registrato:
RISPOSTA    Conti economici trimestraliNel quarto trimestre del 2014 il prodotto interno lordo (PIL), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, ha registrato una variazione nulla rispetto al trimestre precedente ed è diminuito dello 0,5% nei confronti del quarto trimestre del 2013.La stima preliminare diffusa il 13 febbraio 2015 scorso aveva rilevato la stessa variazione congiunturale e una diminuzione tendenziale dello 0,3%.Il quarto trimestre del 2014 ha avuto due giornate lavorative in meno del trimestre precedente e lo stesso numero di giornate lavorative rispetto al quarto trimestre del 2013.Nel 2014 il PIL corretto per gli effetti di calendario è diminuito dello 0,4%. Si fa notare che il 2014 ha avuto due giornate lavorative in meno rispetto al 2013.La variazione acquisita per il 2015 è pari a -0,1%. Rispetto al trimestre precedente i principali aggregati della domanda interna registrano una lieve risalita, con una crescita dello 0,2% sia dei consumi finali nazionali, sia degli investimenti fissi lordi. Anche importazioni ed esportazioni sono aumentate, con incrementi rispettivamente dello 0,3% e dell'1,6%.La domanda nazionale al netto delle scorte fornisce un contributo alla crescita del PIL positivo per 0,2 punti percentuali; risultano nulli l'apporto dei consumi delle famiglie residenti e delle Istituzioni sociali private (ISP) e quello degli investimenti fissi lordi, mentre la spesa della Pubblica amministrazione (PA) contribuisce per +0,1 punti. Un contributo positivo più ampio giunge dalla domanda estera netta (+0,4 punti percentuali), mentre le scorte sottraggono 0,6 punti percentuali alla variazione del PIL. Il valore aggiunto ha registrato variazioni negative nell'agricoltura (-4,4%), nell'industria in senso stretto (-0,3%) e nelle costruzioni (- 0,5%), mentre è aumentato dello 0,2% nei servizi. Anche in termini tendenziali, si registrano cali nell'agricoltura (-6,9%), nell'industria in senso stretto (-1,4%) e nelle costruzioni (-3,2%) e un lieve incremento nei servizi (+0,2%). Secondo il brano il valore aggiunto ha registrato:
RISPOSTA    Conti economici trimestraliNel quarto trimestre del 2014 il prodotto interno lordo (PIL), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, ha registrato una variazione nulla rispetto al trimestre precedente ed è diminuito dello 0,5% nei confronti del quarto trimestre del 2013.La stima preliminare diffusa il 13 febbraio 2015 scorso aveva rilevato la stessa variazione congiunturale e una diminuzione tendenziale dello 0,3%.Il quarto trimestre del 2014 ha avuto due giornate lavorative in meno del trimestre precedente e lo stesso numero di giornate lavorative rispetto al quarto trimestre del 2013.Nel 2014 il PIL corretto per gli effetti di calendario è diminuito dello 0,4%. Si fa notare che il 2014 ha avuto due giornate lavorative in meno rispetto al 2013.La variazione acquisita per il 2015 è pari a -0,1%. Rispetto al trimestre precedente i principali aggregati della domanda interna registrano una lieve risalita, con una crescita dello 0,2% sia dei consumi finali nazionali, sia degli investimenti fissi lordi. Anche importazioni ed esportazioni sono aumentate, con incrementi rispettivamente dello 0,3% e dell'1,6%.La domanda nazionale al netto delle scorte fornisce un contributo alla crescita del PIL positivo per 0,2 punti percentuali; risultano nulli l'apporto dei consumi delle famiglie residenti e delle Istituzioni sociali private (ISP) e quello degli investimenti fissi lordi, mentre la spesa della Pubblica amministrazione (PA) contribuisce per +0,1 punti. Un contributo positivo più ampio giunge dalla domanda estera netta (+0,4 punti percentuali), mentre le scorte sottraggono 0,6 punti percentuali alla variazione del PIL. Il valore aggiunto ha registrato variazioni negative nell'agricoltura (-4,4%), nell'industria in senso stretto (-0,3%) e nelle costruzioni (- 0,5%), mentre è aumentato dello 0,2% nei servizi. Anche in termini tendenziali, si registrano cali nell'agricoltura (-6,9%), nell'industria in senso stretto (-1,4%) e nelle costruzioni (-3,2%) e un lieve incremento nei servizi (+0,2%). Nel quarto trimestre del 2014 rispetto al trimestre precedente i principali aggregati della domanda interna:
RISPOSTA    Conti economici trimestraliNel quarto trimestre del 2014 il prodotto interno lordo (PIL), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, ha registrato una variazione nulla rispetto al trimestre precedente ed è diminuito dello 0,5% nei confronti del quarto trimestre del 2013.La stima preliminare diffusa il 13 febbraio 2015 scorso aveva rilevato la stessa variazione congiunturale e una diminuzione tendenziale dello 0,3%.Il quarto trimestre del 2014 ha avuto due giornate lavorative in meno del trimestre precedente e lo stesso numero di giornate lavorative rispetto al quarto trimestre del 2013.Nel 2014 il PIL corretto per gli effetti di calendario è diminuito dello 0,4%. Si fa notare che il 2014 ha avuto due giornate lavorative in meno rispetto al 2013.La variazione acquisita per il 2015 è pari a -0,1%. Rispetto al trimestre precedente i principali aggregati della domanda interna registrano una lieve risalita, con una crescita dello 0,2% sia dei consumi finali nazionali, sia degli investimenti fissi lordi. Anche importazioni ed esportazioni sono aumentate, con incrementi rispettivamente dello 0,3% e dell'1,6%.La domanda nazionale al netto delle scorte fornisce un contributo alla crescita del PIL positivo per 0,2 punti percentuali; risultano nulli l'apporto dei consumi delle famiglie residenti e delle Istituzioni sociali private (ISP) e quello degli investimenti fissi lordi, mentre la spesa della Pubblica amministrazione (PA) contribuisce per +0,1 punti. Un contributo positivo più ampio giunge dalla domanda estera netta (+0,4 punti percentuali), mentre le scorte sottraggono 0,6 punti percentuali alla variazione del PIL. Il valore aggiunto ha registrato variazioni negative nell'agricoltura (-4,4%), nell'industria in senso stretto (-0,3%) e nelle costruzioni (- 0,5%), mentre è aumentato dello 0,2% nei servizi. Anche in termini tendenziali, si registrano cali nell'agricoltura (-6,9%), nell'industria in senso stretto (-1,4%) e nelle costruzioni (-3,2%) e un lieve incremento nei servizi (+0,2%). Secondo il brano:
RISPOSTA    Conti economici trimestraliNel quarto trimestre del 2014 il prodotto interno lordo (PIL), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, ha registrato una variazione nulla rispetto al trimestre precedente ed è diminuito dello 0,5% nei confronti del quarto trimestre del 2013.La stima preliminare diffusa il 13 febbraio 2015 scorso aveva rilevato la stessa variazione congiunturale e una diminuzione tendenziale dello 0,3%.Il quarto trimestre del 2014 ha avuto due giornate lavorative in meno del trimestre precedente e lo stesso numero di giornate lavorative rispetto al quarto trimestre del 2013.Nel 2014 il PIL corretto per gli effetti di calendario è diminuito dello 0,4%. Si fa notare che il 2014 ha avuto due giornate lavorative in meno rispetto al 2013.La variazione acquisita per il 2015 è pari a -0,1%. Rispetto al trimestre precedente i principali aggregati della domanda interna registrano una lieve risalita, con una crescita dello 0,2% sia dei consumi finali nazionali, sia degli investimenti fissi lordi. Anche importazioni ed esportazioni sono aumentate, con incrementi rispettivamente dello 0,3% e dell'1,6%.La domanda nazionale al netto delle scorte fornisce un contributo alla crescita del PIL positivo per 0,2 punti percentuali; risultano nulli l'apporto dei consumi delle famiglie residenti e delle Istituzioni sociali private (ISP) e quello degli investimenti fissi lordi, mentre la spesa della Pubblica amministrazione (PA) contribuisce per +0,1 punti. Un contributo positivo più ampio giunge dalla domanda estera netta (+0,4 punti percentuali), mentre le scorte sottraggono 0,6 punti percentuali alla variazione del PIL. Il valore aggiunto ha registrato variazioni negative nell'agricoltura (-4,4%), nell'industria in senso stretto (-0,3%) e nelle costruzioni (- 0,5%), mentre è aumentato dello 0,2% nei servizi. Anche in termini tendenziali, si registrano cali nell'agricoltura (-6,9%), nell'industria in senso stretto (-1,4%) e nelle costruzioni (-3,2%) e un lieve incremento nei servizi (+0,2%). Secondo il brano:
RISPOSTA    Conto economico trimestrale delle Amministrazioni pubbliche Complessivamente, nel 2014 il rapporto tra indebitamento netto e Pil è stato pari al 3,0%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto a quello del 2013.Nel quarto trimestre 2014 il saldo primario (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato positivo e pari a 10.132 milioni di euro. L'incidenza dell'avanzo sul Pil è stata del 2,4%, inferiore di 1,2 punti percentuali rispetto a quella registrata nel quarto trimestre del 2013.Nel quarto trimestre 2014, le uscite totali sono aumentate, in termini tendenziali, del 2,6%; la loro incidenza rispetto al Pil è stata del 57,6% (56,1% nel corrispondente trimestre dell'anno precedente). Nel quarto trimestre 2014 la pressione fiscale è stata pari al 50,3%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente.Nel complesso del 2014, le uscite totali sono aumentate dello 0,8% rispetto all'anno precedente e il corrispondente rapporto rispetto al Pil è stato pari a 51,1% (50,9% nel 2013); le entrate totali sono aumentate dello 0,6%, con un'incidenza sul Pil del 48,1% (+0,1 punti percentuali rispetto al 2013). Nel quarto trimestre 2014, le uscite totali:
RISPOSTA   Domanda difficile Conto economico trimestrale delle Amministrazioni pubbliche Complessivamente, nel 2014 il rapporto tra indebitamento netto e Pil è stato pari al 3,0%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto a quello del 2013.Nel quarto trimestre 2014 il saldo primario (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato positivo e pari a 10.132 milioni di euro. L'incidenza dell'avanzo sul Pil è stata del 2,4%, inferiore di 1,2 punti percentuali rispetto a quella registrata nel quarto trimestre del 2013.Nel quarto trimestre 2014, le uscite totali sono aumentate, in termini tendenziali, del 2,6%; la loro incidenza rispetto al Pil è stata del 57,6% (56,1% nel corrispondente trimestre dell'anno precedente). Nel quarto trimestre 2014 la pressione fiscale è stata pari al 50,3%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente.Nel complesso del 2014, le uscite totali sono aumentate dello 0,8% rispetto all'anno precedente e il corrispondente rapporto rispetto al Pil è stato pari a 51,1% (50,9% nel 2013); le entrate totali sono aumentate dello 0,6%, con un'incidenza sul Pil del 48,1% (+0,1 punti percentuali rispetto al 2013). Secondo il brano nel quarto trimestre 2014:
RISPOSTA    Conto economico trimestrale delle Amministrazioni pubbliche Complessivamente, nel 2014 il rapporto tra indebitamento netto e Pil è stato pari al 3,0%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto a quello del 2013.Nel quarto trimestre 2014 il saldo primario (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato positivo e pari a 10.132 milioni di euro. L'incidenza dell'avanzo sul Pil è stata del 2,4%, inferiore di 1,2 punti percentuali rispetto a quella registrata nel quarto trimestre del 2013.Nel quarto trimestre 2014, le uscite totali sono aumentate, in termini tendenziali, del 2,6%; la loro incidenza rispetto al Pil è stata del 57,6% (56,1% nel corrispondente trimestre dell'anno precedente). Nel quarto trimestre 2014 la pressione fiscale è stata pari al 50,3%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente.Nel complesso del 2014, le uscite totali sono aumentate dello 0,8% rispetto all'anno precedente e il corrispondente rapporto rispetto al Pil è stato pari a 51,1% (50,9% nel 2013); le entrate totali sono aumentate dello 0,6%, con un'incidenza sul Pil del 48,1% (+0,1 punti percentuali rispetto al 2013). Secondo il brano la pressione fiscale:
RISPOSTA    Conto economico trimestrale delle Amministrazioni pubbliche Complessivamente, nel 2014 il rapporto tra indebitamento netto e Pil è stato pari al 3,0%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto a quello del 2013.Nel quarto trimestre 2014 il saldo primario (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato positivo e pari a 10.132 milioni di euro. L'incidenza dell'avanzo sul Pil è stata del 2,4%, inferiore di 1,2 punti percentuali rispetto a quella registrata nel quarto trimestre del 2013.Nel quarto trimestre 2014, le uscite totali sono aumentate, in termini tendenziali, del 2,6%; la loro incidenza rispetto al Pil è stata del 57,6% (56,1% nel corrispondente trimestre dell'anno precedente). Nel quarto trimestre 2014 la pressione fiscale è stata pari al 50,3%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente.Nel complesso del 2014, le uscite totali sono aumentate dello 0,8% rispetto all'anno precedente e il corrispondente rapporto rispetto al Pil è stato pari a 51,1% (50,9% nel 2013); le entrate totali sono aumentate dello 0,6%, con un'incidenza sul Pil del 48,1% (+0,1 punti percentuali rispetto al 2013). Secondo il brano:
RISPOSTA    Conto economico trimestrale delle Amministrazioni pubbliche Complessivamente, nel 2014 il rapporto tra indebitamento netto e Pil è stato pari al 3,0%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto a quello del 2013.Nel quarto trimestre 2014 il saldo primario (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato positivo e pari a 10.132 milioni di euro. L'incidenza dell'avanzo sul Pil è stata del 2,4%, inferiore di 1,2 punti percentuali rispetto a quella registrata nel quarto trimestre del 2013.Nel quarto trimestre 2014, le uscite totali sono aumentate, in termini tendenziali, del 2,6%; la loro incidenza rispetto al Pil è stata del 57,6% (56,1% nel corrispondente trimestre dell'anno precedente). Nel quarto trimestre 2014 la pressione fiscale è stata pari al 50,3%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente.Nel complesso del 2014, le uscite totali sono aumentate dello 0,8% rispetto all'anno precedente e il corrispondente rapporto rispetto al Pil è stato pari a 51,1% (50,9% nel 2013); le entrate totali sono aumentate dello 0,6%, con un'incidenza sul Pil del 48,1% (+0,1 punti percentuali rispetto al 2013). Secondo il brano nel complesso nel 2014:
RISPOSTA    Conto economico trimestrale delle Amministrazioni pubbliche Nel quarto trimestre 2014 l'indebitamento netto delle Amministrazioni Pubbliche (AP) in rapporto al Pil (dati grezzi) è stato pari al 2,3%, risultando superiore di 1,1 punti percentuali rispetto a quello del corrispondente trimestre del 2013. Complessivamente, nel 2014 il rapporto tra indebitamento netto e Pil è stato pari al 3,0%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto a quello del 2013.Il saldo corrente nel quarto trimestre 2014 è stato positivo e pari a 2.319 milioni di euro con un'incidenza sul Pil dello 0,5% (1,2% nel corrispondente trimestre dell'anno precedente).Nel quarto trimestre 2014 le uscite correnti sono aumentate del 2,3% e quelle in conto capitale del 6,6%. Le entrate totali, nel quarto trimestre, sono aumentate, in termini tendenziali, dello 0,8% con un'incidenza sul Pil del 55,3%, superiore di 0,5 punti percentuali rispetto al corrispondente trimestre del 2013. La pressione fiscale è risultata pari nel 2014 al 43,5%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto all'anno precedente. Secondo il brano nel quarto trimestre 2014 le entrate totali in termini tendenziali sono aumentate o diminuite?
RISPOSTA    Conto economico trimestrale delle Amministrazioni pubbliche Nel quarto trimestre 2014 l'indebitamento netto delle Amministrazioni Pubbliche (AP) in rapporto al Pil (dati grezzi) è stato pari al 2,3%, risultando superiore di 1,1 punti percentuali rispetto a quello del corrispondente trimestre del 2013. Complessivamente, nel 2014 il rapporto tra indebitamento netto e Pil è stato pari al 3,0%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto a quello del 2013.Il saldo corrente nel quarto trimestre 2014 è stato positivo e pari a 2.319 milioni di euro con un'incidenza sul Pil dello 0,5% (1,2% nel corrispondente trimestre dell'anno precedente).Nel quarto trimestre 2014 le uscite correnti sono aumentate del 2,3% e quelle in conto capitale del 6,6%. Le entrate totali, nel quarto trimestre, sono aumentate, in termini tendenziali, dello 0,8% con un'incidenza sul Pil del 55,3%, superiore di 0,5 punti percentuali rispetto al corrispondente trimestre del 2013. La pressione fiscale è risultata pari nel 2014 al 43,5%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto all'anno precedente. Nel quarto trimestre 2014 come sono risultate rispettivamente le uscite correnti e quelle in conto capitale?
RISPOSTA    Conto economico trimestrale delle Amministrazioni pubbliche Nel quarto trimestre 2014 l'indebitamento netto delle Amministrazioni Pubbliche (AP) in rapporto al Pil (dati grezzi) è stato pari al 2,3%, risultando superiore di 1,1 punti percentuali rispetto a quello del corrispondente trimestre del 2013. Complessivamente, nel 2014 il rapporto tra indebitamento netto e Pil è stato pari al 3,0%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto a quello del 2013.Il saldo corrente nel quarto trimestre 2014 è stato positivo e pari a 2.319 milioni di euro con un'incidenza sul Pil dello 0,5% (1,2% nel corrispondente trimestre dell'anno precedente).Nel quarto trimestre 2014 le uscite correnti sono aumentate del 2,3% e quelle in conto capitale del 6,6%. Le entrate totali, nel quarto trimestre, sono aumentate, in termini tendenziali, dello 0,8% con un'incidenza sul Pil del 55,3%, superiore di 0,5 punti percentuali rispetto al corrispondente trimestre del 2013. La pressione fiscale è risultata pari nel 2014 al 43,5%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto all'anno precedente. Secondo il brano come è risultato il saldo corrente nel quarto trimestre del 2014?
RISPOSTA    Conto economico trimestrale delle Amministrazioni pubbliche Nel quarto trimestre 2014 l'indebitamento netto delle Amministrazioni Pubbliche (AP) in rapporto al Pil (dati grezzi) è stato pari al 2,3%, risultando superiore di 1,1 punti percentuali rispetto a quello del corrispondente trimestre del 2013. Complessivamente, nel 2014 il rapporto tra indebitamento netto e Pil è stato pari al 3,0%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto a quello del 2013.Il saldo corrente nel quarto trimestre 2014 è stato positivo e pari a 2.319 milioni di euro con un'incidenza sul Pil dello 0,5% (1,2% nel corrispondente trimestre dell'anno precedente).Nel quarto trimestre 2014 le uscite correnti sono aumentate del 2,3% e quelle in conto capitale del 6,6%. Le entrate totali, nel quarto trimestre, sono aumentate, in termini tendenziali, dello 0,8% con un'incidenza sul Pil del 55,3%, superiore di 0,5 punti percentuali rispetto al corrispondente trimestre del 2013. La pressione fiscale è risultata pari nel 2014 al 43,5%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto all'anno precedente. Secondo il brano nel quarto trimestre 2014 l'indebitamento netto delle Amministrazioni Pubbliche in rapporto al Pil (dati grezzi):
RISPOSTA    Conto economico trimestrale delle Amministrazioni pubbliche Nel quarto trimestre 2014 l'indebitamento netto delle Amministrazioni Pubbliche (AP) in rapporto al Pil (dati grezzi) è stato pari al 2,3%, risultando superiore di 1,1 punti percentuali rispetto a quello del corrispondente trimestre del 2013. Complessivamente, nel 2014 il rapporto tra indebitamento netto e Pil è stato pari al 3,0%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto a quello del 2013.Il saldo corrente nel quarto trimestre 2014 è stato positivo e pari a 2.319 milioni di euro con un'incidenza sul Pil dello 0,5% (1,2% nel corrispondente trimestre dell'anno precedente).Nel quarto trimestre 2014 le uscite correnti sono aumentate del 2,3% e quelle in conto capitale del 6,6%. Le entrate totali, nel quarto trimestre, sono aumentate, in termini tendenziali, dello 0,8% con un'incidenza sul Pil del 55,3%, superiore di 0,5 punti percentuali rispetto al corrispondente trimestre del 2013. La pressione fiscale è risultata pari nel 2014 al 43,5%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto all'anno precedente. Secondo il brano nel 2014 la pressione fiscale:
RISPOSTA    Contratti collettivi e retribuzioni contrattualiAlla fine di febbraio 2015 i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica riguardano il 43,1% degli occupati dipendenti e corrispondono al 39,9% del monte retributivo osservato. Nel mese di febbraio l'indice delle retribuzioni contrattuali orarie risulta invariato rispetto al mese precedente e aumenta dell'1,0% nei confronti di febbraio 2014. Complessivamente, nei primi due mesi del 2015 la retribuzione oraria media è cresciuta dell'1,0% rispetto al corrispondente periodo del 2014.Con riferimento ai principali macro settori, a febbraio le retribuzioni contrattuali orarie registrano un incremento tendenziale dell'1,5% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione. I settori che a febbraio presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: telecomunicazioni (3,5%), gomma, plastica e lavorazione minerali non metalliferi (3,3%), energia e petroli e estrazioni minerali (3,0%). Si registrano variazioni nulle nel settore del commercio e in tutti i comparti della pubblica amministrazione. Tra i contratti monitorati dall'indagine, nel mese di febbraio non sono stati recepiti nuovi accordi e nessuno è scaduto. Alla fine di febbraio la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 56,9% nel totale dell'economia e del 44,4% nel settore privato. L'attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è in media di 38,3 mesi per l'insieme dei dipendenti e di 22,7 mesi per quelli del settore privato.Alla fine di marzo si presuppone che la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo possa essere sempre del 56,9% nel totale dell'economia e del 44,4% nel settore privato e che l'attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto sia in media di 39,3 mesi per l'insieme dei dipendenti e di 23,7 mesi per quelli del settore privato. Secondo il brano nel mese di febbraio 2015:
RISPOSTA    Contratti collettivi e retribuzioni contrattualiAlla fine di febbraio 2015 i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica riguardano il 43,1% degli occupati dipendenti e corrispondono al 39,9% del monte retributivo osservato. Nel mese di febbraio l'indice delle retribuzioni contrattuali orarie risulta invariato rispetto al mese precedente e aumenta dell'1,0% nei confronti di febbraio 2014. Complessivamente, nei primi due mesi del 2015 la retribuzione oraria media è cresciuta dell'1,0% rispetto al corrispondente periodo del 2014.Con riferimento ai principali macro settori, a febbraio le retribuzioni contrattuali orarie registrano un incremento tendenziale dell'1,5% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione. I settori che a febbraio presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: telecomunicazioni (3,5%), gomma, plastica e lavorazione minerali non metalliferi (3,3%), energia e petroli e estrazioni minerali (3,0%). Si registrano variazioni nulle nel settore del commercio e in tutti i comparti della pubblica amministrazione. Tra i contratti monitorati dall'indagine, nel mese di febbraio non sono stati recepiti nuovi accordi e nessuno è scaduto. Alla fine di febbraio la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 56,9% nel totale dell'economia e del 44,4% nel settore privato. L'attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è in media di 38,3 mesi per l'insieme dei dipendenti e di 22,7 mesi per quelli del settore privato.Alla fine di marzo si presuppone che la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo possa essere sempre del 56,9% nel totale dell'economia e del 44,4% nel settore privato e che l'attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto sia in media di 39,3 mesi per l'insieme dei dipendenti e di 23,7 mesi per quelli del settore privato. Secondo il brano con riferimento ai principali macro settori, a febbraio le retribuzioni contrattuali orarie registrano:
RISPOSTA    Contratti collettivi e retribuzioni contrattualiAlla fine di febbraio 2015 i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica riguardano il 43,1% degli occupati dipendenti e corrispondono al 39,9% del monte retributivo osservato. Nel mese di febbraio l'indice delle retribuzioni contrattuali orarie risulta invariato rispetto al mese precedente e aumenta dell'1,0% nei confronti di febbraio 2014. Complessivamente, nei primi due mesi del 2015 la retribuzione oraria media è cresciuta dell'1,0% rispetto al corrispondente periodo del 2014.Con riferimento ai principali macro settori, a febbraio le retribuzioni contrattuali orarie registrano un incremento tendenziale dell'1,5% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione. I settori che a febbraio presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: telecomunicazioni (3,5%), gomma, plastica e lavorazione minerali non metalliferi (3,3%), energia e petroli e estrazioni minerali (3,0%). Si registrano variazioni nulle nel settore del commercio e in tutti i comparti della pubblica amministrazione. Tra i contratti monitorati dall'indagine, nel mese di febbraio non sono stati recepiti nuovi accordi e nessuno è scaduto. Alla fine di febbraio la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 56,9% nel totale dell'economia e del 44,4% nel settore privato. L'attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è in media di 38,3 mesi per l'insieme dei dipendenti e di 22,7 mesi per quelli del settore privato.Alla fine di marzo si presuppone che la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo possa essere sempre del 56,9% nel totale dell'economia e del 44,4% nel settore privato e che l'attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto sia in media di 39,3 mesi per l'insieme dei dipendenti e di 23,7 mesi per quelli del settore privato. Secondo il brano quale settore a febbraio 2015 presenta un incremento tendenziale minore?
RISPOSTA    Contratti collettivi e retribuzioni contrattualiAlla fine di febbraio 2015 i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica riguardano il 43,1% degli occupati dipendenti e corrispondono al 39,9% del monte retributivo osservato. Nel mese di febbraio l'indice delle retribuzioni contrattuali orarie risulta invariato rispetto al mese precedente e aumenta dell'1,0% nei confronti di febbraio 2014. Complessivamente, nei primi due mesi del 2015 la retribuzione oraria media è cresciuta dell'1,0% rispetto al corrispondente periodo del 2014.Con riferimento ai principali macro settori, a febbraio le retribuzioni contrattuali orarie registrano un incremento tendenziale dell'1,5% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione. I settori che a febbraio presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: telecomunicazioni (3,5%), gomma, plastica e lavorazione minerali non metalliferi (3,3%), energia e petroli e estrazioni minerali (3,0%). Si registrano variazioni nulle nel settore del commercio e in tutti i comparti della pubblica amministrazione. Tra i contratti monitorati dall'indagine, nel mese di febbraio non sono stati recepiti nuovi accordi e nessuno è scaduto. Alla fine di febbraio la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 56,9% nel totale dell'economia e del 44,4% nel settore privato. L'attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è in media di 38,3 mesi per l'insieme dei dipendenti e di 22,7 mesi per quelli del settore privato.Alla fine di marzo si presuppone che la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo possa essere sempre del 56,9% nel totale dell'economia e del 44,4% nel settore privato e che l'attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto sia in media di 39,3 mesi per l'insieme dei dipendenti e di 23,7 mesi per quelli del settore privato. Secondo il brano nel mese di febbraio 2015:
RISPOSTA    Contratti collettivi e retribuzioni contrattualiAlla fine di febbraio 2015 i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica riguardano il 43,1% degli occupati dipendenti e corrispondono al 39,9% del monte retributivo osservato. Nel mese di febbraio l'indice delle retribuzioni contrattuali orarie risulta invariato rispetto al mese precedente e aumenta dell'1,0% nei confronti di febbraio 2014. Complessivamente, nei primi due mesi del 2015 la retribuzione oraria media è cresciuta dell'1,0% rispetto al corrispondente periodo del 2014.Con riferimento ai principali macro settori, a febbraio le retribuzioni contrattuali orarie registrano un incremento tendenziale dell'1,5% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione. I settori che a febbraio presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: telecomunicazioni (3,5%), gomma, plastica e lavorazione minerali non metalliferi (3,3%), energia e petroli e estrazioni minerali (3,0%). Si registrano variazioni nulle nel settore del commercio e in tutti i comparti della pubblica amministrazione. Tra i contratti monitorati dall'indagine, nel mese di febbraio non sono stati recepiti nuovi accordi e nessuno è scaduto. Alla fine di febbraio la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 56,9% nel totale dell'economia e del 44,4% nel settore privato. L'attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è in media di 38,3 mesi per l'insieme dei dipendenti e di 22,7 mesi per quelli del settore privato.Alla fine di marzo si presuppone che la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo possa essere sempre del 56,9% nel totale dell'economia e del 44,4% nel settore privato e che l'attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto sia in media di 39,3 mesi per l'insieme dei dipendenti e di 23,7 mesi per quelli del settore privato. Alla fine di febbraio: 1) la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 44,4% nel totale dell'economia; 2) l'attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è in media di 38,3 mesi per quelli del settore privato; 3) l'attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto di 22,7 mesi per l'insieme dei dipendenti. Secondo il brano quale/quali affermazioni risultano corrette?

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