Tutte le domande del quiz : Brani brevitratto da:Ospedale dei Colli Quiz 8 collaboratori amministrativi 2020Concorso pubblico, per titoli ed esami, per 8 Collaboratori Amministrativi Professionali, categoria D - 2020 - Banca dati UFFICIALE  Esercitati su questo Quiz  |
RISPOSTA   Le emozioni primarie sono emozioni innate e sono riscontrabili in qualsiasi popolazione, per questo sono definite primarie, ovvero universali. Le emozioni secondarie, invece, sono quelle che originano dalla combinazione delle emozioni primarie e si sviluppano con la crescita dell'individuo e con l'interazione sociale.L'emozione consiste in una serie di modificazioni che avvengono nel nostro corpo sia a livello fisiologico, alterazioni respiratorie e cardiache, sia di pensieri, ad esempio: "... che paura... " o "... non c'è speranza...", sia reazioni comportamentali, come il fuggire o il gridare, o alterazioni della mimica facciale, che il soggetto utilizza in risposta a un evento.In tanti hanno studiato le emozioni cercando di definirle e categorizzarle, ma uno dei contributi più interessanti proviene dal lavoro condotto da Ekman nel 2008. Questo psicologo americano racconta di essere stato in un remoto villaggio sulle alture della Papua Nuova Guinea per studiare gli abitanti del posto e verificare se fosse possibile riscontrare anche tra di loro le stesse emozioni provate da altri popoli. Gli indigeni, i Fore, popolo pre-letterario, alla vista di Ekman che mangiava del cibo a loro sconosciuto rimasero stupiti. In particolare uno di loro rimase a guardare Ekman con una particolare espressione.Lo studioso entusiasta della loro reazione, fotografò l'espressione di disgusto evidenziata sul volto di questo membro della tribù e scrisse: "La fotografia illustra che l'uomo è disgustato dalla vista e dall'odore del cibo che io consideravo appetitoso". Indicare quale affermazione non risulta essere coerente con il brano. |
RISPOSTA   Le emozioni primarie sono emozioni innate e sono riscontrabili in qualsiasi popolazione, per questo sono definite primarie, ovvero universali. Le emozioni secondarie, invece, sono quelle che originano dalla combinazione delle emozioni primarie e si sviluppano con la crescita dell'individuo e con l'interazione sociale.L'emozione consiste in una serie di modificazioni che avvengono nel nostro corpo sia a livello fisiologico, alterazioni respiratorie e cardiache, sia di pensieri, ad esempio: "... che paura... " o "... non c'è speranza...", sia reazioni comportamentali, come il fuggire o il gridare, o alterazioni della mimica facciale, che il soggetto utilizza in risposta a un evento.In tanti hanno studiato le emozioni cercando di definirle e categorizzarle, ma uno dei contributi più interessanti proviene dal lavoro condotto da Ekman nel 2008. Questo psicologo americano racconta di essere stato in un remoto villaggio sulle alture della Papua Nuova Guinea per studiare gli abitanti del posto e verificare se fosse possibile riscontrare anche tra di loro le stesse emozioni provate da altri popoli. Gli indigeni, i Fore, popolo pre-letterario, alla vista di Ekman che mangiava del cibo a loro sconosciuto rimasero stupiti. In particolare uno di loro rimase a guardare Ekman con una particolare espressione.Lo studioso entusiasta della loro reazione, fotografò l'espressione di disgusto evidenziata sul volto di questo membro della tribù e scrisse: "La fotografia illustra che l'uomo è disgustato dalla vista e dall'odore del cibo che io consideravo appetitoso". Quale era lo scopo dello studio condotto da Ekman nel 2008? |
RISPOSTA   Nel compilare una domanda di assunzione bisogna fornire informazioni le più possibili esatte e allegare sempre una breve lettera di presentazione.La prima cosa da fare è scrivere nome e cognome e riportare la data in alto a destra. Poi vanno messe le informazioni relative a luogo, data di nascita e recapito. Le informazioni riguardanti gli studi fatti, la conoscenza delle lingue e le conoscenze informatiche, devono seguire i dati anagrafici e precedere la parte sulle esperienze professionali.Le esperienze professionali vanno descritte a partire dalla più recente (se già si lavora, si deve partire da quella attuale). Secondo il brano: |
RISPOSTA   Nel compilare una domanda di assunzione bisogna fornire informazioni le più possibili esatte e allegare sempre una breve lettera di presentazione.La prima cosa da fare è scrivere nome e cognome e riportare la data in alto a destra. Poi vanno messe le informazioni relative a luogo, data di nascita e recapito. Le informazioni riguardanti gli studi fatti, la conoscenza delle lingue e le conoscenze informatiche, devono seguire i dati anagrafici e precedere la parte sulle esperienze professionali.Le esperienze professionali vanno descritte a partire dalla più recente (se già si lavora, si deve partire da quella attuale). Secondo il brano, qual è l'ordine con cui è preferibile inserire le informazioni nella domanda di assunzione? |
RISPOSTA   Nella maggior parte delle ferrovie dei Paesi europei ogni treno prevede la presenza di un operatore addetto alla sorveglianza di tutti i bagagli. Anche il bagaglio del personale viaggiante viene registrato e custodito.Su ogni bagaglio si deve porre un cartellino che deve contenere: nome del titolare, destinazione, codice del treno. Per i macchinisti è prevista una eccedenza bagaglio di kg 5. Secondo il brano il cartellino posto sul bagaglio deve contenere: |
RISPOSTA   Nella maggior parte delle ferrovie dei Paesi europei ogni treno prevede la presenza di un operatore addetto alla sorveglianza di tutti i bagagli. Anche il bagaglio del personale viaggiante viene registrato e custodito.Su ogni bagaglio si deve porre un cartellino che deve contenere: nome del titolare, destinazione, codice del treno. Per i macchinisti è prevista una eccedenza bagaglio di kg 5. La presenza di un operatore su ogni treno serve a: |
RISPOSTA   Nello spazio culturale dell'abbigliamento si svolge una costante lotta fra la tendenza alla stabilità, all'immobilità (questa tendenza viene psicologicamente vissuta come giustificata dalla tradizione, dall'abitudine, dalla moralità, da considerazioni storiche e religiose) e l'orientamento opposto verso la novità, la stravaganza: tutto ciò entra nella rappresentazione della moda. In tal modo, la moda diviene quasi la visibile incarnazione della novità immotivata. Ciò permette di interpretarla sia come dominio di capricci mostruosi, sia come sfera di creatività innovativa. Un elemento obbligatorio della moda è la stravaganza. Tratto da J.Lotman, “La cultura e l'esplosione”, Milano, Feltrinelli, 1993 In tale brano che cosa sostiene l'autore? |
RISPOSTA   Nello spazio culturale dell'abbigliamento si svolge una costante lotta fra la tendenza alla stabilità, all'immobilità (questa tendenza viene psicologicamente vissuta come giustificata dalla tradizione, dall'abitudine, dalla moralità, da considerazioni storiche e religiose) e l'orientamento opposto verso la novità, la stravaganza: tutto ciò entra nella rappresentazione della moda. In tal modo, la moda diviene quasi la visibile incarnazione della novità immotivata. Ciò permette di interpretarla sia come dominio di capricci mostruosi, sia come sfera di creatività innovativa. Un elemento obbligatorio della moda è la stravaganza. Tratto da J.Lotman, “La cultura e l'esplosione”, Milano, Feltrinelli, 1993 A proposito delle abitudini e della moralità, riguardo la storia della moda e dell'abbigliamento, l'autore, secondo quanto è scritto in questo brano: |
RISPOSTA   Per la classificazione dei disturbi dello spettro autistico sono riconosciuti e utilizzati a livello internazionale due strumenti diagnostici: il DSM, Diagnostic Statistical Manual redatto dall'American Psychiatric Association, e l'ICD, International Classification of Diseases, redatto dalla World Health Organization. Questi due manuali presentano alcune differenze nella terminologia utilizzata per la classificazione delle diverse condizioni riferibili ai disturbi dello spettro autistico e alcune differenze nella combinazione dei criteri che definiscono la nosografia propria delle varie forme. D'altra parte entrambi i manuali condividono i principali criteri comportamentali considerando determinanti i segni di sviluppo atipico in tre macro aree: sociale; del linguaggio e della comunicazione; del pensiero e del comportamento. La sindrome autistica non presenta prevalenze geografiche o etniche, ma colpisce maggiormente i maschi rispetto alle femmine in un rapporto di 4 maschi per 1 femmina. Alla fine degli anni '90 viene riportata una prevalenza di circa 1:750 bambini quando si consideri una ristretta definizione dello spettro, che sale a 1:150 quando tale prevalenza si riferisce ai disturbi dello spettro autistico nel suo complesso. Studi epidemiologici più recenti condotti negli Stati Uniti, in Europa e in Asia evidenziano un generalizzato aumento delle diagnosi di autismo e delle sindromi correlate, che appaiono più che raddoppiate nell'ultimo decennio. L'ipotesi di una vera e propria epidemia di autismo viene però confutata da molti autori, che associano almeno in parte il pur evidente incremento del numero delle diagnosi, alla migliore capacità di diagnosi da parte degli specialisti, all'allargamento dei criteri diagnostici e all'abbassamento dell'età alla diagnosi, conseguenze della maggiore sensibilità e attenzione al disturbo. Individuare l'affermazione errata. |
RISPOSTA   Per la classificazione dei disturbi dello spettro autistico sono riconosciuti e utilizzati a livello internazionale due strumenti diagnostici: il DSM, Diagnostic Statistical Manual redatto dall'American Psychiatric Association, e l'ICD, International Classification of Diseases, redatto dalla World Health Organization. Questi due manuali presentano alcune differenze nella terminologia utilizzata per la classificazione delle diverse condizioni riferibili ai disturbi dello spettro autistico e alcune differenze nella combinazione dei criteri che definiscono la nosografia propria delle varie forme. D'altra parte entrambi i manuali condividono i principali criteri comportamentali considerando determinanti i segni di sviluppo atipico in tre macro aree: sociale; del linguaggio e della comunicazione; del pensiero e del comportamento. La sindrome autistica non presenta prevalenze geografiche o etniche, ma colpisce maggiormente i maschi rispetto alle femmine in un rapporto di 4 maschi per 1 femmina. Alla fine degli anni '90 viene riportata una prevalenza di circa 1:750 bambini quando si consideri una ristretta definizione dello spettro, che sale a 1:150 quando tale prevalenza si riferisce ai disturbi dello spettro autistico nel suo complesso. Studi epidemiologici più recenti condotti negli Stati Uniti, in Europa e in Asia evidenziano un generalizzato aumento delle diagnosi di autismo e delle sindromi correlate, che appaiono più che raddoppiate nell'ultimo decennio. L'ipotesi di una vera e propria epidemia di autismo viene però confutata da molti autori, che associano almeno in parte il pur evidente incremento del numero delle diagnosi, alla migliore capacità di diagnosi da parte degli specialisti, all'allargamento dei criteri diagnostici e all'abbassamento dell'età alla diagnosi, conseguenze della maggiore sensibilità e attenzione al disturbo. Il DSM e l'ICD: |
RISPOSTA   Quando si va nella Banca 33 è importante stare in fila rispettando il proprio turno e quello degli altri, rispettare la privacy stando sempre dietro la linea gialla, non portare più di cinque pratiche da pagare, ricordarsi di lasciare il cellulare e tutti gli oggetti in metallo nell'apposito cassetto altrimenti si rischia di far suonare l'allarme.Nella cabina di ingresso bisogna fare attenzione ad entrare uno alla volta, questo per una maggiore rapidità e il buon funzionamento del servizio. Secondo il brano, per il rispetto della privacy: |
RISPOSTA   Quando si va nella Banca 33 è importante stare in fila rispettando il proprio turno e quello degli altri, rispettare la privacy stando sempre dietro la linea gialla, non portare più di cinque pratiche da pagare, ricordarsi di lasciare il cellulare e tutti gli oggetti in metallo nell'apposito cassetto altrimenti si rischia di far suonare l'allarme.Nella cabina di ingresso bisogna fare attenzione ad entrare uno alla volta, questo per una maggiore rapidità e il buon funzionamento del servizio. Secondo il brano, per non rischiare di far suonare l'allarme è importante: |
RISPOSTA   Secondo Jung l'"Ombra" è la prima raffigurazione archetipica che si incontra lungo il cammino della via interiore: come in uno specchio ci viene rimandata la nostra immagine interiore davanti a cui nessun trucco d'identificazione totale con la nostra "Persona" regge. "Persona" sta qui per identità di copertura, condizione nella quale si è quel che gli altri vogliono che noi siamo e quel che noi amiamo pensare di essere. "Persona" è dunque la maschera dell'attore.L'atto riflessivo su noi stessi, accompagnato dall'ausilio dell'inconscio stimolato, ci restituisce anche ciò che di noi non amiamo vedere, quelle parti e quegli aspetti che dissimuliamo nel tentativo di compiacere noi stessi e gli altri.L'"Ombra" è quindi la figura negativa portatrice dei nostri limiti e si configura come la raffigurazione archetipica che ci mette in contatto con una realtà spesso non gradevole.Incontrarla e non sottrarsi all'incontro, significa però accettarla e, tramite l'accettazione, permetterle di offrire quanto di prezioso racchiude in se stessa: secondo la teoria Jungiana ogni simbolo è ambivalente ed ogni negativo è un ponte verso un positivo, in un costante gioco dialettico.Additando il limite l'"Ombra" si fa lanterna verso figure sempre più luminose e accade così che, attraverso di essa, figura con la quale, date l'infinita imperfezione e l'infinita perfettibilità umane ciascuno di noi convivrà per tutta la vita, si possa fare avanti l'archetipo dell'"Anima". L'atto riflessivo sui noi stessi: |
RISPOSTA   Secondo Jung l'"Ombra" è la prima raffigurazione archetipica che si incontra lungo il cammino della via interiore: come in uno specchio ci viene rimandata la nostra immagine interiore davanti a cui nessun trucco d'identificazione totale con la nostra "Persona" regge. "Persona" sta qui per identità di copertura, condizione nella quale si è quel che gli altri vogliono che noi siamo e quel che noi amiamo pensare di essere. "Persona" è dunque la maschera dell'attore.L'atto riflessivo su noi stessi, accompagnato dall'ausilio dell'inconscio stimolato, ci restituisce anche ciò che di noi non amiamo vedere, quelle parti e quegli aspetti che dissimuliamo nel tentativo di compiacere noi stessi e gli altri.L'"Ombra" è quindi la figura negativa portatrice dei nostri limiti e si configura come la raffigurazione archetipica che ci mette in contatto con una realtà spesso non gradevole.Incontrarla e non sottrarsi all'incontro, significa però accettarla e, tramite l'accettazione, permetterle di offrire quanto di prezioso racchiude in se stessa: secondo la teoria Jungiana ogni simbolo è ambivalente ed ogni negativo è un ponte verso un positivo, in un costante gioco dialettico.Additando il limite l'"Ombra" si fa lanterna verso figure sempre più luminose e accade così che, attraverso di essa, figura con la quale, date l'infinita imperfezione e l'infinita perfettibilità umane ciascuno di noi convivrà per tutta la vita, si possa fare avanti l'archetipo dell'"Anima". "L'incontro con l'"Ombra" è sempre negativo." Tale affermazione è: |
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Le emozioni primarie sono emozioni innate e sono riscontrabili in qualsiasi popolazione, per questo sono definite primarie, ovvero universali. Le emozioni secondarie, invece, sono quelle che originano dalla combinazione delle emozioni primarie e si sviluppano con la crescita dell'individuo e con l'interazione sociale.L'emozione consiste in una serie di modificazioni che avvengono nel nostro corpo sia a livello fisiologico, alterazioni respiratorie e cardiache, sia di pensieri, ad esempio: "... che paura... " o "... non c'è speranza...", sia reazioni comportamentali, come il fuggire o il gridare, o alterazioni della mimica facciale, che il soggetto utilizza in risposta a un evento.In tanti hanno studiato le emozioni cercando di definirle e categorizzarle, ma uno dei contributi più interessanti proviene dal lavoro condotto da Ekman nel 2008. Questo psicologo americano racconta di essere stato in un remoto villaggio sulle alture della Papua Nuova Guinea per studiare gli abitanti del posto e verificare se fosse possibile riscontrare anche tra di loro le stesse emozioni provate da altri popoli. Gli indigeni, i Fore, popolo pre-letterario, alla vista di Ekman che mangiava del cibo a loro sconosciuto rimasero stupiti. In particolare uno di loro rimase a guardare Ekman con una particolare espressione.Lo studioso entusiasta della loro reazione, fotografò l'espressione di disgusto evidenziata sul volto di questo membro della tribù e scrisse: "La fotografia illustra che l'uomo è disgustato dalla vista e dall'odore del cibo che io consideravo appetitoso". Indicare quale affermazione non risulta essere coerente con il brano.
Per la classificazione dei disturbi dello spettro autistico sono riconosciuti e utilizzati a livello internazionale due strumenti diagnostici: il DSM, Diagnostic Statistical Manual redatto dall'American Psychiatric Association, e l'ICD, International Classification of Diseases, redatto dalla World Health Organization. Questi due manuali presentano alcune differenze nella terminologia utilizzata per la classificazione delle diverse condizioni riferibili ai disturbi dello spettro autistico e alcune differenze nella combinazione dei criteri che definiscono la nosografia propria delle varie forme. D'altra parte entrambi i manuali condividono i principali criteri comportamentali considerando determinanti i segni di sviluppo atipico in tre macro aree: sociale; del linguaggio e della comunicazione; del pensiero e del comportamento. La sindrome autistica non presenta prevalenze geografiche o etniche, ma colpisce maggiormente i maschi rispetto alle femmine in un rapporto di 4 maschi per 1 femmina. Alla fine degli anni '90 viene riportata una prevalenza di circa 1:750 bambini quando si consideri una ristretta definizione dello spettro, che sale a 1:150 quando tale prevalenza si riferisce ai disturbi dello spettro autistico nel suo complesso. Studi epidemiologici più recenti condotti negli Stati Uniti, in Europa e in Asia evidenziano un generalizzato aumento delle diagnosi di autismo e delle sindromi correlate, che appaiono più che raddoppiate nell'ultimo decennio. L'ipotesi di una vera e propria epidemia di autismo viene però confutata da molti autori, che associano almeno in parte il pur evidente incremento del numero delle diagnosi, alla migliore capacità di diagnosi da parte degli specialisti, all'allargamento dei criteri diagnostici e all'abbassamento dell'età alla diagnosi, conseguenze della maggiore sensibilità e attenzione al disturbo. Il DSM e l'ICD: