Tutte le domande del quiz : Brani lunghitratto da:Esercito Italiano Quiz - Concorso per l'ammissione al 197° corso dell'Accademia Militare dell'Esercito - Anno accademico 2015/2016  Esercitati su questo Quiz  |
RISPOSTA   Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente oimplicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento. All'inizio del Settecento, con la morte di Carlo II di Spagna e con il pericolo di un'egemonia dei Borboni, l'equilibrio europeo si rompe e si fronteggiano due gruppi di potenze: Austria, Inghilterra, Olanda da una parte, Francia e Spagna dall'altra. La morte dell'imperatore Giuseppe I capovolge la situazione ed è perciò necessario giungere alla pace tra Inghilterra, Francia e Austria. La Francia è ormai in crisi e la vera vincitrice di questi conflitti solo apparentemente dinastici è l'Inghilterra, che si assume per qualche decennio il ruolo di suprema moderatrice del difficile e complesso gioco degli equilibri, in cui poco alla volta entrano con peso crescente due nuove potenze, la Russia e la Prussia. Nel lungo periodo di pace che l'Europa gode verso la metà del secolo raggiunge il culmine la potenza che l'Inghilterra è in grado di esercitare con il dominio dei mari e con la conseguente supremazia politica ed economica, ma soprattutto con il suo grandioso sviluppo scientifico, culturale e letterario. La pubblica opinione di quel Paese dà la misura e l'esempio di una moderna società civile che ha il suo fulcro nella borghesia e nel ceto dirigente che essa esprime in tutti i sensi e in tutti i campi. Lo stesso fenomeno di emancipazione dei ceti borghesi delle "caste" e degli "ordini chiusi" tradizionali si sviluppa successivamente anche in Francia e, più lentamente, in Germania e in Russia. La borghesia mercantile e intellettuale incontra talora l'approvazione di certa aristocrazia e ottiene l'appoggio di alcuni sovrani: l'ancien régime comincia a sgretolarsi. Il pensiero si articola sui nuovi modelli forniti dallo scientismo, dal razionalismo, dal laicismo e dall'individualismo, che saranno i fondamenti dell'Illuminismo, la più grande svolta filosofica, politica e sociale del mondo moderno. Il primo impulso verrà dalla riflessione di Locke e dalla ricerca di Newton, ma l'approfondimento e la divulgazione del nuovo modo di pensare è tutta opera francese. L'esigenza di rinnovamento nell'ambito della società europea provoca l'alleanza tra le classi più avanzate e i sovrani illuminati, mentre in Francia il "partito dei filosofi" formula più precise rivendicazioni di libertà politica. Intanto in Inghilterra la rivoluzione industriale, segnando il passaggio dal capitalismo mercantile al grande capitalismo moderno, produce il triste fenomeno del proletariato e fa crollare l'ipotesi della collaborazione tra le classi. La rivoluzione è ormai alle porte: dall'America passerà ben presto alla Francia e diventerà un problema europeo.La letteratura di questo periodo è tra le più ricche di fermenti e di suggestioni: riflette la vivacissima situazione della società contemporanea e vi si immerge con l'empito della partecipazione. Il Settecento fu un secolo prosastico con interessi filosofici, sociali, politici, economici, in una parola di solidarietà umana e di rinnovamento civile e sociale. Voci diverse si scontrano e pur nella diversità dei toni e delle impostazioni collaborano alla fondazione della società moderna. Secolo per eccellenza razionale, il Settecento conobbe infatti anche il fascino della commozione sentimentale, del languore e dell'abbandono alla voce del cuore: e questa, anticipatrice della avanzata sensibilità romantica, è anch'essa pienamente settecentesca e, a suo modo, rivoluzionaria. (Archivio Selexi) Quale delle seguenti rappresenta verosimilmente l'opinione dell'autore del brano? |
RISPOSTA   Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente oimplicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento. Alla base del film c'è l'idea, che può essere originale oppure ispirarsi ad altre forme artistiche e letterarie; in quest'ultimo caso, l'idea andrà opportunamente rielaborata per poterla realizzare cinematograficamente, attraverso immagini in movimento. In ogni caso, al centro della storia che verrà sviluppata, ci deve essere un conflitto esteriore (tra personaggi, fra ambiente e personaggio ecc.) oppure interiore (sul piano morale, esistenziale, ideologico ecc.), per determinare la tensione drammatica del film.L'immagine filmica deve essere funzionale alla narrazione: ciascuna inquadratura racconta e comunica emozioni, da sola e in sequenza con altre inquadrature.Nel passaggio dall'idea alla stesura della sceneggiatura si definiscono sempre più precisamente l'argomento, i luoghi, l'epoca, i personaggi, le azioni. La sceneggiatura descrive tutte le scene in cui si dipana il film, le azioni e le battute dei personaggi. Preparatorio al film è lo Story board, che rappresenta, tramite vignette, tutte le scene.In genere la narrazione cinematografica condensa la storia, utilizzando frequentemente l'ellissi ed eliminando i momenti meno significativi, dato che il film dura mediamente da un'ora e trenta minuti a tre ore, pur se la storia narrata dura anni o secoli. A volte si può scegliere se far coincidere tempo della storia e tempo della narrazione, costruendo il film in tempo reale, come avviene in "Mezzogiorno di fuoco" di Fred Zinnemann del 1952.Le battute, data la limitata durata di un film, devono essere particolarmente ricche di significato e sintetiche; attraverso di esse si stabiliscono i legami fra i personaggi, si comprendono antefatti, si svelano segreti; talvolta chi parla resta fuori campo, come accade per la voce del narratore nelle sequenze girate in soggettiva o nei documentari. Il registro adottato (solenne, scientifico, familiare, gergale ecc.) connota i personaggi e contribuisce all'ambientazione. Alcuni registi, tuttavia, preferiscono avere solo un canovaccio e procedere alla definizione della sceneggiatura nel corso delle riprese. (Archivio Selexi) In base a quanto scritto nel brano, quale delle seguenti è la corretta definizione di Story board? |
RISPOSTA   Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente oimplicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento. Alla base del film c'è l'idea, che può essere originale oppure ispirarsi ad altre forme artistiche e letterarie; in quest'ultimo caso, l'idea andrà opportunamente rielaborata per poterla realizzare cinematograficamente, attraverso immagini in movimento. In ogni caso, al centro della storia che verrà sviluppata, ci deve essere un conflitto esteriore (tra personaggi, fra ambiente e personaggio ecc.) oppure interiore (sul piano morale, esistenziale, ideologico ecc.), per determinare la tensione drammatica del film.L'immagine filmica deve essere funzionale alla narrazione: ciascuna inquadratura racconta e comunica emozioni, da sola e in sequenza con altre inquadrature.Nel passaggio dall'idea alla stesura della sceneggiatura si definiscono sempre più precisamente l'argomento, i luoghi, l'epoca, i personaggi, le azioni. La sceneggiatura descrive tutte le scene in cui si dipana il film, le azioni e le battute dei personaggi. Preparatorio al film è lo Story board, che rappresenta, tramite vignette, tutte le scene.In genere la narrazione cinematografica condensa la storia, utilizzando frequentemente l'ellissi ed eliminando i momenti meno significativi, dato che il film dura mediamente da un'ora e trenta minuti a tre ore, pur se la storia narrata dura anni o secoli. A volte si può scegliere se far coincidere tempo della storia e tempo della narrazione, costruendo il film in tempo reale, come avviene in "Mezzogiorno di fuoco" di Fred Zinnemann del 1952.Le battute, data la limitata durata di un film, devono essere particolarmente ricche di significato e sintetiche; attraverso di esse si stabiliscono i legami fra i personaggi, si comprendono antefatti, si svelano segreti; talvolta chi parla resta fuori campo, come accade per la voce del narratore nelle sequenze girate in soggettiva o nei documentari. Il registro adottato (solenne, scientifico, familiare, gergale ecc.) connota i personaggi e contribuisce all'ambientazione. Alcuni registi, tuttavia, preferiscono avere solo un canovaccio e procedere alla definizione della sceneggiatura nel corso delle riprese. (Archivio Selexi) Relativamente alla realizzazione di un film, l'autore del brano: |
RISPOSTA   Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente oimplicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento. Alla fine degli anni Sessanta, all'immobilità del governo si erano aggiunti gli "scandali" provocati dalla corruzione di una classe politica da troppo tempo al potere. Immobilità e scandali avevano intaccato poco l'immagine e il potere della classe politica, mentre la situazione sociale era radicalmente cambiata: gli italiani ormai sapevano che le riforme di cui il centrosinistra si era riempito la bocca per quasi un decennio non sarebbero arrivate, e intanto il miracolo economico si stava spegnendo senza nuove prospettive. La gente doveva adeguarsi, cercando da sola le soluzioni che la politica era incapace o disinteressata a dare. Però stava avvenendo qualcosa: la riforma della scuola aveva portato all'istruzione di massa ma aveva abbandonato un'enorme quantità di studenti a programmi, strutture e docenti che non potevano e soprattutto non volevano prendere atto del cambiamento. Se le difficoltà erano gravi nelle scuole medie e superiori, diventavano gravissime all'università, a cui, dopo la riforma, poteva accedere chiunque avesse frequentato una qualsiasi scuola superiore. Nel quinquennio 1962-1967 gli studenti universitari raddoppiarono superando il mezzo milione: un'università pensata per poco più di 125.000 non poteva reggere l'impatto. Solo i professori avrebbero potuto e dovuto fare qualcosa, rivolgendosi ai politici responsabili di un simile squilibrio. Se non era una strada facile, era l'unica seria e possibile, ma per i docenti mettere in discussione il sistema universitario avrebbe significato rivedere la legislazione che regolava il loro rapporto di lavoro. Per un salario medio-alto e un'ottima posizione bastavano 52 ore all'anno di presenza: troppe, perché la maggior parte dei docenti era occupata anche in altri impegni professionali, pubblici o privati, comunque più lucrosi. I professori rovesciarono così la responsabilità di tutto sugli studenti. Dopo la riforma i docenti divennero non solo più autoritari e sfuggenti, ma trasformarono il momento dell'esame da meccanismo per la valutazione in strumento per risolvere il sovraffollamento, in una farsa in cui l'autoritarismo dei metodi e il soggettivismo dei giudizi erano spinti all'eccesso, rendendo gli esami insuperabili specialmente per i più deboli e i più poveri, che spesso erano anche i più volenterosi e desiderosi di promozione sociale, gli studenti-lavoratori. Fin dall'inizio lo Stato si era reso conto della situazione e aveva trovato un pessimo rimedio per una cattiva legge: non fissare un limite di tempo per raggiungere la laurea, come avveniva in quasi tutti i paesi occidentali. Studenti demotivati e "fuori corso" contrapposti a professori assenti e non disposti ad accettare la nuova realtà divennero la regola di un'università senza regole, in luogo dove si premiavano non i migliori ma i più abbienti. Inoltre la laurea non garantiva a nessuno di inserirsi in un mercato del lavoro difficilissimo che, per la maggiore offerta di diplomato o laureati e la congiuntura economica sfavorevole, era governato dalla politica. Tutto ciò, infatti, avvenne quando le contraddizioni basilari e l'ipocrisia dell'intero sistema economico e politico, alla fine del Boom, erano ancora più evidenti. La maggioranza degli studenti poteva ritrovarsi ed esprimere la propria frustrazione soltanto all'università, dove era cresciuta e dove trasferiva le sue amare esperienze. Per la prima volta nella storia italiana, l'università si trasformava da luogo di formazione della classe dirigente a luogo di critica del sistema e dei partiti, sia quelli che l'avevano prodotto, sia quelli che non erano stati in grado di trovare un'alternativa. Gli studenti cominciarono a pensarsi non più come protagonisti della società futura ma come "oggetti" di uno scambio incontrollabile da loro, "merce intellettuale" venduta e comprata da un sistema in cui non si riconoscevano. (Archivio Selexi) Quale fatto, avvenuto durante il quinquennio 1962-1967, viene evidenziato nel brano? |
| RISPOSTA   Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente oimplicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento. Appunto come signore della forma, padrone assoluto come altri mai delle parole che portavano nel mondo la pienezza e la forza imperiali; che sapeva dare l'interpretazione più efficace delle azioni del sovrano, influenzandone spesso il comportamento, e sapeva trovare la formula giusta per giustificare e spiegare i continui voltafaccia di Federico; Pier delle Vigne era indispensabile all'imperatore. Federico l'aveva tratto a sé dal nulla, elevandolo al rango supremo; ne aveva fatto il compartecipe di ogni suo piano, e per questo appunto fu infine costretto a sbarazzarsene, quando il suo servitore aveva cominciato a tralignare in maniera inesplicabile. Con un altro sarebbe bastata un'ammonizione, un allontanamento: un passo falso di Pier delle Vigne esigeva la sua scomparsa. (Ernst Kantorovicz, "Federico II imperatore", Garzanti) Secondo il brano, in quale modo Federico punì il “passo falso” di Pier delle Vigne? |
RISPOSTA   Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente oimplicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento. Appunto come signore della forma, padrone assoluto come altri mai delle parole che portavano nel mondo la pienezza e la forza imperiali; che sapeva dare l'interpretazione più efficace delle azioni del sovrano, influenzandone spesso il comportamento, e sapeva trovare la formula giusta per giustificare e spiegare i continui voltafaccia di Federico; Pier delle Vigne era indispensabile all'imperatore. Federico l'aveva tratto a sé dal nulla, elevandolo al rango supremo; ne aveva fatto il compartecipe di ogni suo piano, e per questo appunto fu infine costretto a sbarazzarsene, quando il suo servitore aveva cominciato a tralignare in maniera inesplicabile. Con un altro sarebbe bastata un'ammonizione, un allontanamento: un passo falso di Pier delle Vigne esigeva la sua scomparsa. (Ernst Kantorovicz, "Federico II imperatore", Garzanti) Secondo il brano, qual è il motivo della cacciata di Pier delle Vigne? |
RISPOSTA   Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente oimplicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento. Appunto come signore della forma, padrone assoluto come altri mai delle parole che portavano nel mondo la pienezza e la forza imperiali; che sapeva dare l'interpretazione più efficace delle azioni del sovrano, influenzandone spesso il comportamento, e sapeva trovare la formula giusta per giustificare e spiegare i continui voltafaccia di Federico; Pier delle Vigne era indispensabile all'imperatore. Federico l'aveva tratto a sé dal nulla, elevandolo al rango supremo; ne aveva fatto il compartecipe di ogni suo piano, e per questo appunto fu infine costretto a sbarazzarsene, quando il suo servitore aveva cominciato a tralignare in maniera inesplicabile. Con un altro sarebbe bastata un'ammonizione, un allontanamento: un passo falso di Pier delle Vigne esigeva la sua scomparsa. (Ernst Kantorovicz, "Federico II imperatore", Garzanti) In base al brano, Pier delle Vigne: |
RISPOSTA   Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente oimplicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento. Appunto come signore della forma, padrone assoluto come altri mai delle parole che portavano nel mondo la pienezza e la forza imperiali; che sapeva dare l'interpretazione più efficace delle azioni del sovrano, influenzandone spesso il comportamento, e sapeva trovare la formula giusta per giustificare e spiegare i continui voltafaccia di Federico; Pier delle Vigne era indispensabile all'imperatore. Federico l'aveva tratto a sé dal nulla, elevandolo al rango supremo; ne aveva fatto il compartecipe di ogni suo piano, e per questo appunto fu infine costretto a sbarazzarsene, quando il suo servitore aveva cominciato a tralignare in maniera inesplicabile. Con un altro sarebbe bastata un'ammonizione, un allontanamento: un passo falso di Pier delle Vigne esigeva la sua scomparsa. (Ernst Kantorovicz, "Federico II imperatore", Garzanti) Secondo il brano, Pier delle Vigne era indispensabile all'imperatore perché: |
RISPOSTA   Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente oimplicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento. Appunto come signore della forma, padrone assoluto come altri mai delle parole che portavano nel mondo la pienezza e la forza imperiali; che sapeva dare l'interpretazione più efficace delle azioni del sovrano, influenzandone spesso il comportamento, e sapeva trovare la formula giusta per giustificare e spiegare i continui voltafaccia di Federico; Pier delle Vigne era indispensabile all'imperatore. Federico l'aveva tratto a sé dal nulla, elevandolo al rango supremo; ne aveva fatto il compartecipe di ogni suo piano, e per questo appunto fu infine costretto a sbarazzarsene, quando il suo servitore aveva cominciato a tralignare in maniera inesplicabile. Con un altro sarebbe bastata un'ammonizione, un allontanamento: un passo falso di Pier delle Vigne esigeva la sua scomparsa. (Ernst Kantorovicz, "Federico II imperatore", Garzanti) Nel brano, Pier delle Vigne viene detto “signore della forma” perché: |
RISPOSTA   Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente oimplicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento. Assumere una maschera triste oppure allegra, così come travestirsi con abiti aristocratici o plebei, implica una scelta di ruolo; chiunque abbia partecipato a una festa in maschera, al Carnevale di Venezia, alla sfilata di Viareggio, sa che il comportamento di ciascuno si modella sul personaggio interpretato.Nell'assunzione del ruolo si esprime una ricerca di identificazione, spesso il desiderio di sperimentare, sia pure per un breve tempo e in un contesto particolare, un'altra vita. Desiderio di tutti e di tutte le epoche, come è testimoniato dalle rappresentazioni drammatiche e teatrali e, perché no, dalla complicità con cui vengono accolte le maschere. Il travestimento è una cosa seria.Bisogna stare al gioco sia da interpreti sia da spettatori.Si dà luogo a un effetto catartico, di scarica delle tensioni cui condanna la consueta realtà: il dirigente d'azienda si veste da Pierrot e l'educatrice da Angelica o da Gianburrasca; a loro volta, uno studente del primo anno di fisica può impersonare Einstein, manifestando un'ambizione che non confesserebbe neppure a se stesso, e un impiegato di banca travestirsi da Gengis Khan.Per qualche ora, per un giorno, ciò è perfettamente lecito. Dà il piacere dell'insolito. Permette all'altra parte di sé di manifestarsi e l'esperienza non è fonte di ansia perché non viene posto davvero in discussione il proprio modo di essere. Gli altri non conoscono la nostra vera identità; si può ridere, parlare forte, lasciarsi andare a scherzi un po' spinti. E se la conoscono fa lo stesso. Tutti stanno al gioco.Purtroppo l'allentarsi delle inibizioni può anche condurre a eccessi pericolosi e asociali. Non a caso l'indossare in pubblico una maschera è vietato da molte legislazioni.Mutarsi il volto con un'immagine tragica o buffonesca sia pure di cartapesta, con un viso anonimo o celebre, costituisce anche una rivalsa della gente comune. Come sarebbe altrimenti possibile a chi non è professionista della parola e del gesto impersonare dignitosamente stati d'animo, personaggi, situazioni? La maschera dà sicurezza, permette di calarsi nella parte prescelta senza troppi problemi e di tornare se stessi in modo assai semplice: basta toglierla.Addestramento e sensibilità interpretativa sono invece richiesti in abbondanza agli attori. Essi devono saper evidenziare le azioni (movimenti, parole, discorsi) che le persone pongono in essere per averle coscientemente apprese oppure assimilate in maniera inconsapevole o perché innate. E così pure devono individuare gli atti, ovvero i contenuti intenzionali delle azioni. Accentuare taluni aspetti o certi altri, a seconda dei casi, significa interpretare tipi umani diversi.Nell'osservazione del comportamento altrui l'attore si comporta dunque come un etologo attento a cogliere azioni, atti, gesti caratteristici. E su questi ultimi si sofferma specialmente quel tipo particolare di attore che è il mimo. Egli infatti comunica con il pubblico mediante idonei segnali visivi che, secondo le classificazioni proposte dal noto etologo Desmond Morris, rientrano principalmente nelle categorie dei gesti espressivi, schematici, simbolici e propriamente mimici. (Archivio Selexi) Secondo l'autore del brano la gente comune può indossare una maschera: |
RISPOSTA   Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente oimplicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento. Avrebbe fucilato tutti i suoi compagni dell'accademia e del reggimento in nome della rivoluzione. Un giorno fu assegnato alla loro truppa un commissario politico ebreo, che si faceva chiamare Nirunov, uno scrittore che sfornava giornali e proclami, teneva discorsi incendiari prima di andare all'attacco, ed era così goffo nella conversazione quanto era abile nell'arte di entusiasmare. Quest'uomo, brutto, miope e sciocco, s'innamorò di Natasa, che lo trattava in politica come un suo pari.Tunda avrebbe voluto saper parlare come il commissario, e lo emulò. Fece sue le espressioni tecniche dell'uomo politico, imparò tutto a memoria, con la bravura di un innamorato. Un giorno il commissario fu ferito, dovettero abbandonarlo. Da allora Tunda tenne discorsi politici e scrisse proclami. (da: "Fuga senza fine” di Joseph Roth, La Biblioteca di Repubblica, Roma, 2011) Secondo quanto riportato nel brano, Tunda: |
RISPOSTA   Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente oimplicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento. Blakelock è un pittore americano del tardo Ottocento che divenne noto solo quando, a mezza età, perse la ragione e non fu più in grado di riconoscere le proprie opere. Tanto che da allora fu impossibile distinguerle da quelle che nel frattempo erano state copiate o imitate nello stile (da Innes, Ryder, Kitchell e altri). Solo dopo il 1970 a Brookaven, con l'aiuto di una tecnica radioisotopica molto usata in biologia e in metallurgia (l'autoradiografia), si è dimostrato che i suoi dipinti autentici risultano inconfondibili per la costanza nell'uso dei materiali e per la tecnica di applicazione dei colori.Questo è solo un esempio di come le tecniche radioanalitiche possano aiutare identificazione, conservazione e restauro delle opere d'arte sia antiche che attuali, offrendo procedimenti di analisi molto sensibili e, quel che più conta, non distruttivi. Sono già noti i metodi di datazione archeologica (al carbonio 14 o altri) o lo studio con l'analisi per l'attivazione dei colori. Oggi le tecniche di radioanalisi al servizio dell'arte sono ancora cresciute, mutuando metodologie da campi diversi, come la medicina e l'industria. Queste tecniche possono essere rivolte sia alla determinazione della struttura dell'oggetto (analisi morfologica) che alla sua composizione (analisi chimica), e finalizzate tanto alla sua identificazione quanto alla sua conservazione.La composizione strutturale si può studiare sfruttando la trasparenza dei corpi alla radiazione elettromagnetica ad alta energia, cioè con la radiografia o la Tac. La radiografia viene applicata ai quadri, e permette di mettere in evidenza tutti i componenti come la tela, la stesura di gesso, le colle e i pigmenti con i loro leganti; si può così conoscerne non solo la tecnica adottata e deciderne l'attribuzione nel caso di incertezza, ma anche lo stato di conservazione e programmare l'eventuale restauro con cognizione di causa. L'apparecchio a raggi X usato non differisce, a parte l'energia dei raggi, da quelli impiegati per la radiodiagnostica umana, così come la lastra radiografica è di un tipo comune, e viene messa a contatto con il dipinto creando fra i due strati una leggera depressione in modo da avere una perfetta aderenza. Quando l'opera sotto studio è tridimensionale, come una statua, un vaso, un sarcofago, si mutua invece dalla medicina la tomografia assiale computerizzata (Tac). Con essa si riesce a visualizzare la struttura interna dell'oggetto, altrimenti visibile solo con interventi distruttivi. Data la grande varietà dei campioni da esaminare, la Tac sulle opere d'arte ha subito, rispetto alla Tac clinica, notevoli variazioni: per statue e oggetti metallici di grandi spessori (fino a 30 centimetri) i normali raggi X di 0,1-0,3 MeV vengono sostituiti da raggi di 12 MeV. Le tecniche radioanalitiche che consentono l'analisi chimica sono invece quelle basate sulla fluorescenza indotta e sull'analisi per attivazione. La prima è normalmente più agevole della seconda perché si può eseguire con strumenti portatili. In sostanza essa consiste nello stimolare con radiazioni poco penetranti gli atomi superficiali dell'opera in esame. Gli atomi così stimolati rispondono emettendo a loro volta una radiazione che è come una loro carta di identità e si rivelano quindi come tipo e quantità. Normalmente la radiazione usata per la stimolazione consiste in raggi X o gamma e la tecnica si chiama "X Ray Fluorescence" (XRF), ma ultimamente è stata sviluppata una interessante variante, la Pixe alfa. In essa la stimolazione degli atomi viene realizzata con una sorgente di particelle alfa (da Po-210), che percorrono circa 5 centimetri in aria e non richiedono particolari precauzioni di radioprotezione, salvo il non venirne a contatto. (Archivio Selexi) Secondo quanto affermato nel brano, quale vantaggio offre l'impiego della Tac nello studio delle opere d'arte? |
RISPOSTA   Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente oimplicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento. Blakelock è un pittore americano del tardo Ottocento che divenne noto solo quando, a mezza età, perse la ragione e non fu più in grado di riconoscere le proprie opere. Tanto che da allora fu impossibile distinguerle da quelle che nel frattempo erano state copiate o imitate nello stile (da Innes, Ryder, Kitchell e altri). Solo dopo il 1970 a Brookaven, con l'aiuto di una tecnica radioisotopica molto usata in biologia e in metallurgia (l'autoradiografia), si è dimostrato che i suoi dipinti autentici risultano inconfondibili per la costanza nell'uso dei materiali e per la tecnica di applicazione dei colori.Questo è solo un esempio di come le tecniche radioanalitiche possano aiutare identificazione, conservazione e restauro delle opere d'arte sia antiche che attuali, offrendo procedimenti di analisi molto sensibili e, quel che più conta, non distruttivi. Sono già noti i metodi di datazione archeologica (al carbonio 14 o altri) o lo studio con l'analisi per l'attivazione dei colori. Oggi le tecniche di radioanalisi al servizio dell'arte sono ancora cresciute, mutuando metodologie da campi diversi, come la medicina e l'industria. Queste tecniche possono essere rivolte sia alla determinazione della struttura dell'oggetto (analisi morfologica) che alla sua composizione (analisi chimica), e finalizzate tanto alla sua identificazione quanto alla sua conservazione.La composizione strutturale si può studiare sfruttando la trasparenza dei corpi alla radiazione elettromagnetica ad alta energia, cioè con la radiografia o la Tac. La radiografia viene applicata ai quadri, e permette di mettere in evidenza tutti i componenti come la tela, la stesura di gesso, le colle e i pigmenti con i loro leganti; si può così conoscerne non solo la tecnica adottata e deciderne l'attribuzione nel caso di incertezza, ma anche lo stato di conservazione e programmare l'eventuale restauro con cognizione di causa. L'apparecchio a raggi X usato non differisce, a parte l'energia dei raggi, da quelli impiegati per la radiodiagnostica umana, così come la lastra radiografica è di un tipo comune, e viene messa a contatto con il dipinto creando fra i due strati una leggera depressione in modo da avere una perfetta aderenza. Quando l'opera sotto studio è tridimensionale, come una statua, un vaso, un sarcofago, si mutua invece dalla medicina la tomografia assiale computerizzata (Tac). Con essa si riesce a visualizzare la struttura interna dell'oggetto, altrimenti visibile solo con interventi distruttivi. Data la grande varietà dei campioni da esaminare, la Tac sulle opere d'arte ha subito, rispetto alla Tac clinica, notevoli variazioni: per statue e oggetti metallici di grandi spessori (fino a 30 centimetri) i normali raggi X di 0,1-0,3 MeV vengono sostituiti da raggi di 12 MeV. Le tecniche radioanalitiche che consentono l'analisi chimica sono invece quelle basate sulla fluorescenza indotta e sull'analisi per attivazione. La prima è normalmente più agevole della seconda perché si può eseguire con strumenti portatili. In sostanza essa consiste nello stimolare con radiazioni poco penetranti gli atomi superficiali dell'opera in esame. Gli atomi così stimolati rispondono emettendo a loro volta una radiazione che è come una loro carta di identità e si rivelano quindi come tipo e quantità. Normalmente la radiazione usata per la stimolazione consiste in raggi X o gamma e la tecnica si chiama "X Ray Fluorescence" (XRF), ma ultimamente è stata sviluppata una interessante variante, la Pixe alfa. In essa la stimolazione degli atomi viene realizzata con una sorgente di particelle alfa (da Po-210), che percorrono circa 5 centimetri in aria e non richiedono particolari precauzioni di radioprotezione, salvo il non venirne a contatto. (Archivio Selexi) Qual è lo scopo del brano? |
RISPOSTA   Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente oimplicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento. Blakelock è un pittore americano del tardo Ottocento che divenne noto solo quando, a mezza età, perse la ragione e non fu più in grado di riconoscere le proprie opere. Tanto che da allora fu impossibile distinguerle da quelle che nel frattempo erano state copiate o imitate nello stile (da Innes, Ryder, Kitchell e altri). Solo dopo il 1970 a Brookaven, con l'aiuto di una tecnica radioisotopica molto usata in biologia e in metallurgia (l'autoradiografia), si è dimostrato che i suoi dipinti autentici risultano inconfondibili per la costanza nell'uso dei materiali e per la tecnica di applicazione dei colori.Questo è solo un esempio di come le tecniche radioanalitiche possano aiutare identificazione, conservazione e restauro delle opere d'arte sia antiche che attuali, offrendo procedimenti di analisi molto sensibili e, quel che più conta, non distruttivi. Sono già noti i metodi di datazione archeologica (al carbonio 14 o altri) o lo studio con l'analisi per l'attivazione dei colori. Oggi le tecniche di radioanalisi al servizio dell'arte sono ancora cresciute, mutuando metodologie da campi diversi, come la medicina e l'industria. Queste tecniche possono essere rivolte sia alla determinazione della struttura dell'oggetto (analisi morfologica) che alla sua composizione (analisi chimica), e finalizzate tanto alla sua identificazione quanto alla sua conservazione.La composizione strutturale si può studiare sfruttando la trasparenza dei corpi alla radiazione elettromagnetica ad alta energia, cioè con la radiografia o la Tac. La radiografia viene applicata ai quadri, e permette di mettere in evidenza tutti i componenti come la tela, la stesura di gesso, le colle e i pigmenti con i loro leganti; si può così conoscerne non solo la tecnica adottata e deciderne l'attribuzione nel caso di incertezza, ma anche lo stato di conservazione e programmare l'eventuale restauro con cognizione di causa. L'apparecchio a raggi X usato non differisce, a parte l'energia dei raggi, da quelli impiegati per la radiodiagnostica umana, così come la lastra radiografica è di un tipo comune, e viene messa a contatto con il dipinto creando fra i due strati una leggera depressione in modo da avere una perfetta aderenza. Quando l'opera sotto studio è tridimensionale, come una statua, un vaso, un sarcofago, si mutua invece dalla medicina la tomografia assiale computerizzata (Tac). Con essa si riesce a visualizzare la struttura interna dell'oggetto, altrimenti visibile solo con interventi distruttivi. Data la grande varietà dei campioni da esaminare, la Tac sulle opere d'arte ha subito, rispetto alla Tac clinica, notevoli variazioni: per statue e oggetti metallici di grandi spessori (fino a 30 centimetri) i normali raggi X di 0,1-0,3 MeV vengono sostituiti da raggi di 12 MeV. Le tecniche radioanalitiche che consentono l'analisi chimica sono invece quelle basate sulla fluorescenza indotta e sull'analisi per attivazione. La prima è normalmente più agevole della seconda perché si può eseguire con strumenti portatili. In sostanza essa consiste nello stimolare con radiazioni poco penetranti gli atomi superficiali dell'opera in esame. Gli atomi così stimolati rispondono emettendo a loro volta una radiazione che è come una loro carta di identità e si rivelano quindi come tipo e quantità. Normalmente la radiazione usata per la stimolazione consiste in raggi X o gamma e la tecnica si chiama "X Ray Fluorescence" (XRF), ma ultimamente è stata sviluppata una interessante variante, la Pixe alfa. In essa la stimolazione degli atomi viene realizzata con una sorgente di particelle alfa (da Po-210), che percorrono circa 5 centimetri in aria e non richiedono particolari precauzioni di radioprotezione, salvo il non venirne a contatto. (Archivio Selexi) Quale dei seguenti potrebbe essere un titolo adeguato del brano? |
| RISPOSTA   Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente oimplicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento. Blakelock è un pittore americano del tardo Ottocento che divenne noto solo quando, a mezza età, perse la ragione e non fu più in grado di riconoscere le proprie opere. Tanto che da allora fu impossibile distinguerle da quelle che nel frattempo erano state copiate o imitate nello stile (da Innes, Ryder, Kitchell e altri). Solo dopo il 1970 a Brookaven, con l'aiuto di una tecnica radioisotopica molto usata in biologia e in metallurgia (l'autoradiografia), si è dimostrato che i suoi dipinti autentici risultano inconfondibili per la costanza nell'uso dei materiali e per la tecnica di applicazione dei colori.Questo è solo un esempio di come le tecniche radioanalitiche possano aiutare identificazione, conservazione e restauro delle opere d'arte sia antiche che attuali, offrendo procedimenti di analisi molto sensibili e, quel che più conta, non distruttivi. Sono già noti i metodi di datazione archeologica (al carbonio 14 o altri) o lo studio con l'analisi per l'attivazione dei colori. Oggi le tecniche di radioanalisi al servizio dell'arte sono ancora cresciute, mutuando metodologie da campi diversi, come la medicina e l'industria. Queste tecniche possono essere rivolte sia alla determinazione della struttura dell'oggetto (analisi morfologica) che alla sua composizione (analisi chimica), e finalizzate tanto alla sua identificazione quanto alla sua conservazione.La composizione strutturale si può studiare sfruttando la trasparenza dei corpi alla radiazione elettromagnetica ad alta energia, cioè con la radiografia o la Tac. La radiografia viene applicata ai quadri, e permette di mettere in evidenza tutti i componenti come la tela, la stesura di gesso, le colle e i pigmenti con i loro leganti; si può così conoscerne non solo la tecnica adottata e deciderne l'attribuzione nel caso di incertezza, ma anche lo stato di conservazione e programmare l'eventuale restauro con cognizione di causa. L'apparecchio a raggi X usato non differisce, a parte l'energia dei raggi, da quelli impiegati per la radiodiagnostica umana, così come la lastra radiografica è di un tipo comune, e viene messa a contatto con il dipinto creando fra i due strati una leggera depressione in modo da avere una perfetta aderenza. Quando l'opera sotto studio è tridimensionale, come una statua, un vaso, un sarcofago, si mutua invece dalla medicina la tomografia assiale computerizzata (Tac). Con essa si riesce a visualizzare la struttura interna dell'oggetto, altrimenti visibile solo con interventi distruttivi. Data la grande varietà dei campioni da esaminare, la Tac sulle opere d'arte ha subito, rispetto alla Tac clinica, notevoli variazioni: per statue e oggetti metallici di grandi spessori (fino a 30 centimetri) i normali raggi X di 0,1-0,3 MeV vengono sostituiti da raggi di 12 MeV. Le tecniche radioanalitiche che consentono l'analisi chimica sono invece quelle basate sulla fluorescenza indotta e sull'analisi per attivazione. La prima è normalmente più agevole della seconda perché si può eseguire con strumenti portatili. In sostanza essa consiste nello stimolare con radiazioni poco penetranti gli atomi superficiali dell'opera in esame. Gli atomi così stimolati rispondono emettendo a loro volta una radiazione che è come una loro carta di identità e si rivelano quindi come tipo e quantità. Normalmente la radiazione usata per la stimolazione consiste in raggi X o gamma e la tecnica si chiama "X Ray Fluorescence" (XRF), ma ultimamente è stata sviluppata una interessante variante, la Pixe alfa. In essa la stimolazione degli atomi viene realizzata con una sorgente di particelle alfa (da Po-210), che percorrono circa 5 centimetri in aria e non richiedono particolari precauzioni di radioprotezione, salvo il non venirne a contatto. (Archivio Selexi) Il brano tratta di un argomento di natura: |
RISPOSTA   Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente oimplicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento. Brevissima e angosciatissima è la vita di coloro che dimenticano il passato, non curano il presente, temono il futuro: giunti alla fine, infelici capiscono troppo tardi di essere stati tanto a lungo affaccendati, mentre non facevano nulla. Non credere che da questa prova sia dimostrato che essi vivono una vita lunga, dato che a volte invocano la morte: li mette in agitazione la mancanza di esperienza, con passioni incerte e che vanno a sbattere proprio contro ciò che temono; la morte, spesso la desiderano perché la temono.Non si deve neppure considerare, come prova che quelli vivono a lungo, il fatto che spesso sembri loro lungo il giorno, e il fatto che si lamentino per lo scorrere tardo delle ore, fino a che non giunga il tempo convenuto per la cena; infatti, ogni volta che le occupazioni li hanno abbandonati, lasciati in un riposo disimpegnato, sono affannati e non sanno come disporlo e farlo trascorrere. Tendono pertanto a qualche occupazione, e tutto il tempo che sta di tramezzo è per loro pesante.In linea generale, dunque, tutti sono d'accordo, che nessuna cosa è possibile sia ben esercitata da chi è affaccendato, non l'eloquenza, non le discipline liberali, dal momento che un animo tirato da una parte e dall'altra nulla profondamente accoglie, ma tutto rigetta, come se gli fosse stato inculcato. Nulla meno appartiene a un uomo affaccendato che il saper vivere: di nessuna cosa è più difficile la scienza.Molti, o l'aspirazione a raggiungere le fortune altrui o il lamento per la propria, li ha tenuti legati; moltissimi, che a nulla di certo tengono dietro, una leggerezza instabile e incostante e scontenta di sé li ha sballottati per progetti sempre nuovi; a certuni non piace nulla verso cui dirigere la rotta, ma snervati e sbadiglianti, il destino di morte li sorprende: cosicché ciò che è stato detto a mo' di oracolo presso il più grande dei poeti, io non dubito sia vero: “Piccola è la parte di vita in cui viviamo veramente”. Tutto lo spazio che rimane non è vera vita, ma tempo. (Da: "De brevitate vitae” di Seneca, in "Dialoghi II”, a cura di G. Viansino, Mondadori, Milano, 1990) Cosa succede quando gli uomini affaccendati non hanno occupazioni? |
RISPOSTA   Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente oimplicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento. Brevissima e angosciatissima è la vita di coloro che dimenticano il passato, non curano il presente, temono il futuro: giunti alla fine, infelici capiscono troppo tardi di essere stati tanto a lungo affaccendati, mentre non facevano nulla. Non credere che da questa prova sia dimostrato che essi vivono una vita lunga, dato che a volte invocano la morte: li mette in agitazione la mancanza di esperienza, con passioni incerte e che vanno a sbattere proprio contro ciò che temono; la morte, spesso la desiderano perché la temono.Non si deve neppure considerare, come prova che quelli vivono a lungo, il fatto che spesso sembri loro lungo il giorno, e il fatto che si lamentino per lo scorrere tardo delle ore, fino a che non giunga il tempo convenuto per la cena; infatti, ogni volta che le occupazioni li hanno abbandonati, lasciati in un riposo disimpegnato, sono affannati e non sanno come disporlo e farlo trascorrere. Tendono pertanto a qualche occupazione, e tutto il tempo che sta di tramezzo è per loro pesante.In linea generale, dunque, tutti sono d'accordo, che nessuna cosa è possibile sia ben esercitata da chi è affaccendato, non l'eloquenza, non le discipline liberali, dal momento che un animo tirato da una parte e dall'altra nulla profondamente accoglie, ma tutto rigetta, come se gli fosse stato inculcato. Nulla meno appartiene a un uomo affaccendato che il saper vivere: di nessuna cosa è più difficile la scienza.Molti, o l'aspirazione a raggiungere le fortune altrui o il lamento per la propria, li ha tenuti legati; moltissimi, che a nulla di certo tengono dietro, una leggerezza instabile e incostante e scontenta di sé li ha sballottati per progetti sempre nuovi; a certuni non piace nulla verso cui dirigere la rotta, ma snervati e sbadiglianti, il destino di morte li sorprende: cosicché ciò che è stato detto a mo' di oracolo presso il più grande dei poeti, io non dubito sia vero: “Piccola è la parte di vita in cui viviamo veramente”. Tutto lo spazio che rimane non è vera vita, ma tempo. (Da: "De brevitate vitae” di Seneca, in "Dialoghi II”, a cura di G. Viansino, Mondadori, Milano, 1990) "Brevissima" (paragrafo 1) è un aggettivo: |
RISPOSTA   Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente oimplicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento. C'era una volta, così iniziano tantissime fiabe. Prendete una cipolla, una carota e una costa di sedano, tritatele, fatele rosolare ecc., così iniziano un'infinità di ricette.Questa preparazione si chiama soffritto. Serve a dare corpo e spessore ai piatti. Va cotto a bassissima temperatura, io uso dire: sopra una candela, quella elevata lo brucia e lo rende amarognolo e indigesto. Quando sentite un retrogusto di cipolla dopo aver gustato un piatto, vuol dire che al 99 per cento dei casi è stata cotta a una temperatura troppo elevata.A volte, per esempio nel caso di un risotto, abbinare bene il soffritto al riso è praticamente impossibile. Infatti, se il soffritto richiede sempre una temperatura di cottura più bassa possibile, il riso diventa risotto solo grazie a una tostatura iniziale fatta a fuoco più che allegro: salvare capra e cavoli è impossibile, o la cipolla brucia o il riso non si tosta bene. Se si deve rosolare una carne per un brasato, cipolle e verdura non solo si bruciano, ma impicciano questa rosolatura, attenuandone il successo. Sono molti i casi come questi.Qual è la soluzione? Semplice. Fare il soffritto come si deve, a fuoco dolcissimo, levarlo dalla casseruola, tritarlo, tenerlo da parte e unirlo alla preparazione quando la temperatura di cottura sarà meno elevata. Ma c'è una soluzione anche migliore. Fate il soffritto, con calma, nella solita giornata uggiosa, quando non avete niente di meglio da fare. Conservatelo in frigo, dove dura senza problemi una settimana o in freezer, diviso in dosi standard, dove dura tre mesi, e aggiungetelo dove e quando serve, al momento giusto. Questa procedura fa guadagnare sempre tempo, l'ingrediente più prezioso, e migliora la qualità di un piatto, senza mai peggiorarla. È inutile riscaldarlo prima di utilizzarlo, toglietelo dal freezer due ore prima di utilizzarlo.Non spaventatevi e arrabbiatevi con me quando troverete nelle mie ricette l'indicazione di unire il soffritto a cucchiaiate. Se non l'avete pronto, basta farlo in un pentolino a parte e tritarlo, tutto qui. Calcolate che con una cipolla si fanno circa quattro cucchiai di soffritto di cipolle e con una cipolla, una carota e un gambo di sedano circa sei cucchiai di soffritto all'italiana. Due piccoli consigli finali.Un soffritto va preparato col burro, caso mai con lo strutto, molto più leggero di quanto chiunque pensi. Se proprio volete usare l'olio, dovrà essere extravergine d'oliva, ma non saporito, altrimenti il sapore d'oliva dominerà.Il soffritto non si sala, tanto non lo si mangia a cucchiaiate e salerete il piatto dove lo utilizzerete. In tutti i libri di cucina si consiglia di usare le spezie con moderazione. È giusto fare così. Ma c'è una spezia di cui tutti sempre abusiamo: il sale. Ne va messo poco, se e quanto necessario e all'ultimo momento. (Archivio Selexi) Secondo l'autore del brano, tutti i libri di cucina, correttamente, consigliano di: |
RISPOSTA   Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente oimplicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento. C'era una volta, così iniziano tantissime fiabe. Prendete una cipolla, una carota e una costa di sedano, tritatele, fatele rosolare ecc., così iniziano un'infinità di ricette.Questa preparazione si chiama soffritto. Serve a dare corpo e spessore ai piatti. Va cotto a bassissima temperatura, io uso dire: sopra una candela, quella elevata lo brucia e lo rende amarognolo e indigesto. Quando sentite un retrogusto di cipolla dopo aver gustato un piatto, vuol dire che al 99 per cento dei casi è stata cotta a una temperatura troppo elevata.A volte, per esempio nel caso di un risotto, abbinare bene il soffritto al riso è praticamente impossibile. Infatti, se il soffritto richiede sempre una temperatura di cottura più bassa possibile, il riso diventa risotto solo grazie a una tostatura iniziale fatta a fuoco più che allegro: salvare capra e cavoli è impossibile, o la cipolla brucia o il riso non si tosta bene. Se si deve rosolare una carne per un brasato, cipolle e verdura non solo si bruciano, ma impicciano questa rosolatura, attenuandone il successo. Sono molti i casi come questi.Qual è la soluzione? Semplice. Fare il soffritto come si deve, a fuoco dolcissimo, levarlo dalla casseruola, tritarlo, tenerlo da parte e unirlo alla preparazione quando la temperatura di cottura sarà meno elevata. Ma c'è una soluzione anche migliore. Fate il soffritto, con calma, nella solita giornata uggiosa, quando non avete niente di meglio da fare. Conservatelo in frigo, dove dura senza problemi una settimana o in freezer, diviso in dosi standard, dove dura tre mesi, e aggiungetelo dove e quando serve, al momento giusto. Questa procedura fa guadagnare sempre tempo, l'ingrediente più prezioso, e migliora la qualità di un piatto, senza mai peggiorarla. È inutile riscaldarlo prima di utilizzarlo, toglietelo dal freezer due ore prima di utilizzarlo.Non spaventatevi e arrabbiatevi con me quando troverete nelle mie ricette l'indicazione di unire il soffritto a cucchiaiate. Se non l'avete pronto, basta farlo in un pentolino a parte e tritarlo, tutto qui. Calcolate che con una cipolla si fanno circa quattro cucchiai di soffritto di cipolle e con una cipolla, una carota e un gambo di sedano circa sei cucchiai di soffritto all'italiana. Due piccoli consigli finali.Un soffritto va preparato col burro, caso mai con lo strutto, molto più leggero di quanto chiunque pensi. Se proprio volete usare l'olio, dovrà essere extravergine d'oliva, ma non saporito, altrimenti il sapore d'oliva dominerà.Il soffritto non si sala, tanto non lo si mangia a cucchiaiate e salerete il piatto dove lo utilizzerete. In tutti i libri di cucina si consiglia di usare le spezie con moderazione. È giusto fare così. Ma c'è una spezia di cui tutti sempre abusiamo: il sale. Ne va messo poco, se e quanto necessario e all'ultimo momento. (Archivio Selexi) Secondo l'autore del brano, il soffritto è utile per dare ai piatti: |
| RISPOSTA   Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente oimplicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento. C'era una volta, così iniziano tantissime fiabe. Prendete una cipolla, una carota e una costa di sedano, tritatele, fatele rosolare ecc., così iniziano un'infinità di ricette.Questa preparazione si chiama soffritto. Serve a dare corpo e spessore ai piatti. Va cotto a bassissima temperatura, io uso dire: sopra una candela, quella elevata lo brucia e lo rende amarognolo e indigesto. Quando sentite un retrogusto di cipolla dopo aver gustato un piatto, vuol dire che al 99 per cento dei casi è stata cotta a una temperatura troppo elevata.A volte, per esempio nel caso di un risotto, abbinare bene il soffritto al riso è praticamente impossibile. Infatti, se il soffritto richiede sempre una temperatura di cottura più bassa possibile, il riso diventa risotto solo grazie a una tostatura iniziale fatta a fuoco più che allegro: salvare capra e cavoli è impossibile, o la cipolla brucia o il riso non si tosta bene. Se si deve rosolare una carne per un brasato, cipolle e verdura non solo si bruciano, ma impicciano questa rosolatura, attenuandone il successo. Sono molti i casi come questi.Qual è la soluzione? Semplice. Fare il soffritto come si deve, a fuoco dolcissimo, levarlo dalla casseruola, tritarlo, tenerlo da parte e unirlo alla preparazione quando la temperatura di cottura sarà meno elevata. Ma c'è una soluzione anche migliore. Fate il soffritto, con calma, nella solita giornata uggiosa, quando non avete niente di meglio da fare. Conservatelo in frigo, dove dura senza problemi una settimana o in freezer, diviso in dosi standard, dove dura tre mesi, e aggiungetelo dove e quando serve, al momento giusto. Questa procedura fa guadagnare sempre tempo, l'ingrediente più prezioso, e migliora la qualità di un piatto, senza mai peggiorarla. È inutile riscaldarlo prima di utilizzarlo, toglietelo dal freezer due ore prima di utilizzarlo.Non spaventatevi e arrabbiatevi con me quando troverete nelle mie ricette l'indicazione di unire il soffritto a cucchiaiate. Se non l'avete pronto, basta farlo in un pentolino a parte e tritarlo, tutto qui. Calcolate che con una cipolla si fanno circa quattro cucchiai di soffritto di cipolle e con una cipolla, una carota e un gambo di sedano circa sei cucchiai di soffritto all'italiana. Due piccoli consigli finali.Un soffritto va preparato col burro, caso mai con lo strutto, molto più leggero di quanto chiunque pensi. Se proprio volete usare l'olio, dovrà essere extravergine d'oliva, ma non saporito, altrimenti il sapore d'oliva dominerà.Il soffritto non si sala, tanto non lo si mangia a cucchiaiate e salerete il piatto dove lo utilizzerete. In tutti i libri di cucina si consiglia di usare le spezie con moderazione. È giusto fare così. Ma c'è una spezia di cui tutti sempre abusiamo: il sale. Ne va messo poco, se e quanto necessario e all'ultimo momento. (Archivio Selexi) Secondo l'autore del brano, quando si cucina, quali operazioni è impossibile svolgere bene nello stesso momento? |
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Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente oimplicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento. All'inizio del Settecento, con la morte di Carlo II di Spagna e con il pericolo di un'egemonia dei Borboni, l'equilibrio europeo si rompe e si fronteggiano due gruppi di potenze: Austria, Inghilterra, Olanda da una parte, Francia e Spagna dall'altra. La morte dell'imperatore Giuseppe I capovolge la situazione ed è perciò necessario giungere alla pace tra Inghilterra, Francia e Austria. La Francia è ormai in crisi e la vera vincitrice di questi conflitti solo apparentemente dinastici è l'Inghilterra, che si assume per qualche decennio il ruolo di suprema moderatrice del difficile e complesso gioco degli equilibri, in cui poco alla volta entrano con peso crescente due nuove potenze, la Russia e la Prussia. Nel lungo periodo di pace che l'Europa gode verso la metà del secolo raggiunge il culmine la potenza che l'Inghilterra è in grado di esercitare con il dominio dei mari e con la conseguente supremazia politica ed economica, ma soprattutto con il suo grandioso sviluppo scientifico, culturale e letterario. La pubblica opinione di quel Paese dà la misura e l'esempio di una moderna società civile che ha il suo fulcro nella borghesia e nel ceto dirigente che essa esprime in tutti i sensi e in tutti i campi. Lo stesso fenomeno di emancipazione dei ceti borghesi delle "caste" e degli "ordini chiusi" tradizionali si sviluppa successivamente anche in Francia e, più lentamente, in Germania e in Russia. La borghesia mercantile e intellettuale incontra talora l'approvazione di certa aristocrazia e ottiene l'appoggio di alcuni sovrani: l'ancien régime comincia a sgretolarsi. Il pensiero si articola sui nuovi modelli forniti dallo scientismo, dal razionalismo, dal laicismo e dall'individualismo, che saranno i fondamenti dell'Illuminismo, la più grande svolta filosofica, politica e sociale del mondo moderno. Il primo impulso verrà dalla riflessione di Locke e dalla ricerca di Newton, ma l'approfondimento e la divulgazione del nuovo modo di pensare è tutta opera francese. L'esigenza di rinnovamento nell'ambito della società europea provoca l'alleanza tra le classi più avanzate e i sovrani illuminati, mentre in Francia il "partito dei filosofi" formula più precise rivendicazioni di libertà politica. Intanto in Inghilterra la rivoluzione industriale, segnando il passaggio dal capitalismo mercantile al grande capitalismo moderno, produce il triste fenomeno del proletariato e fa crollare l'ipotesi della collaborazione tra le classi. La rivoluzione è ormai alle porte: dall'America passerà ben presto alla Francia e diventerà un problema europeo.La letteratura di questo periodo è tra le più ricche di fermenti e di suggestioni: riflette la vivacissima situazione della società contemporanea e vi si immerge con l'empito della partecipazione. Il Settecento fu un secolo prosastico con interessi filosofici, sociali, politici, economici, in una parola di solidarietà umana e di rinnovamento civile e sociale. Voci diverse si scontrano e pur nella diversità dei toni e delle impostazioni collaborano alla fondazione della società moderna. Secolo per eccellenza razionale, il Settecento conobbe infatti anche il fascino della commozione sentimentale, del languore e dell'abbandono alla voce del cuore: e questa, anticipatrice della avanzata sensibilità romantica, è anch'essa pienamente settecentesca e, a suo modo, rivoluzionaria. (Archivio Selexi) Quale delle seguenti rappresenta verosimilmente l'opinione dell'autore del brano?
Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente oimplicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento. Alla base del film c'è l'idea, che può essere originale oppure ispirarsi ad altre forme artistiche e letterarie; in quest'ultimo caso, l'idea andrà opportunamente rielaborata per poterla realizzare cinematograficamente, attraverso immagini in movimento. In ogni caso, al centro della storia che verrà sviluppata, ci deve essere un conflitto esteriore (tra personaggi, fra ambiente e personaggio ecc.) oppure interiore (sul piano morale, esistenziale, ideologico ecc.), per determinare la tensione drammatica del film.L'immagine filmica deve essere funzionale alla narrazione: ciascuna inquadratura racconta e comunica emozioni, da sola e in sequenza con altre inquadrature.Nel passaggio dall'idea alla stesura della sceneggiatura si definiscono sempre più precisamente l'argomento, i luoghi, l'epoca, i personaggi, le azioni. La sceneggiatura descrive tutte le scene in cui si dipana il film, le azioni e le battute dei personaggi. Preparatorio al film è lo Story board, che rappresenta, tramite vignette, tutte le scene.In genere la narrazione cinematografica condensa la storia, utilizzando frequentemente l'ellissi ed eliminando i momenti meno significativi, dato che il film dura mediamente da un'ora e trenta minuti a tre ore, pur se la storia narrata dura anni o secoli. A volte si può scegliere se far coincidere tempo della storia e tempo della narrazione, costruendo il film in tempo reale, come avviene in "Mezzogiorno di fuoco" di Fred Zinnemann del 1952.Le battute, data la limitata durata di un film, devono essere particolarmente ricche di significato e sintetiche; attraverso di esse si stabiliscono i legami fra i personaggi, si comprendono antefatti, si svelano segreti; talvolta chi parla resta fuori campo, come accade per la voce del narratore nelle sequenze girate in soggettiva o nei documentari. Il registro adottato (solenne, scientifico, familiare, gergale ecc.) connota i personaggi e contribuisce all'ambientazione. Alcuni registi, tuttavia, preferiscono avere solo un canovaccio e procedere alla definizione della sceneggiatura nel corso delle riprese. (Archivio Selexi) In base a quanto scritto nel brano, quale delle seguenti è la corretta definizione di Story board?