Tutte le domande del quiz : Branitratto da:Guardia di Finanza Quiz - 631 allievi marescialli 2018 (90° corso) Concorso pubblico, per titoli ed esami, per 631 allievi marescialli 2018  Esercitati su questo Quiz  |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il leasing è ormai entrato in Italia a pieno titolo fra le operazioni finanziarie correnti, quelle cioè note alla massa degli operatori economici (famiglie, imprese e pubblica amministrazione), che lo utilizzano in alternativa alle altre operazioni finanziarie disponibili nel mercato apprezzandone alcune caratteristiche particolari non riscontrabili in queste ultime. Il leasing si è così affermato dopo lunghi anni di rodaggio, nel corso dei quali sono stati chiariti moltissimi dei dubbi essenzialmente di natura civilistica, fiscale e contabile che in qualche modo avevano rallentato il suo sviluppo. Qualche problema rimane ed impedisce un totale inserimento del leasing in alcuni segmenti specifici del mercato, che tuttavia rimangono marginali nel loro complesso. In questa attività che si avvia alla maturità del suo ciclo di sviluppo, il leasing è al centro di un notevole sforzo innovativo da parte dei locatori, i quali si stanno ristrutturando dal punto di vista organizzativo e cercano forme sempre più complesse di concorrenza sia nella produzione sia nella distribuzione sia nella gestione del prodotto in esame. Ne beneficiano gli utilizzatori, i quali si dividono fra quelli che, spesso in modo ripetitivo, fanno ricorso ad un leasing standardizzato tecnicamente consolidato e in un certo senso elementare e quelli che fanno invece ricorso a un leasing complesso, tagliato su misura per le esigenze di clienti che hanno rilevanti fabbisogni finanziari che devono essere soddisfatti a condizioni qualitativamente e quantitativamente molto sofisticate.L'evoluzione della legislazione sull'intermediazione finanziaria, specialmente quella sull'attività bancaria entrata in vigore il 1.1.1994, che ha introdotto anche nel nostro Paese la figura della banca universale, da tempo presente in numerosi Paesi dell'Unione Europea, ha aperto al leasing nuove frontiere. L'attività di leasing che � se non consideriamo alcune società captive essenzialmente facenti capo a gruppi automobilistici � è attualmente esercitata in misura quasi esclusiva da società che appartengono a una o più banche, da qualche tempo può quindi essere esercitata anche direttamente da queste ultime. È così accaduto che la più grande società di leasing italiana abbia assunto direttamente la veste di banca, che un certo numero di banche abbiano incorporato società di leasing di loro proprietà e, infine, che alcune altre banche abbiano iniziato direttamente a produrre e a distribuire leasing tramite i propri sportelli e anche attraverso reti di promotori finanziari. (da: R. Ruozi, "Manuale del leasing", Egea) La più grande società di leasing italiana ha assunto la veste di banca. Ciò ha tra le sue cause: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il leasing è ormai entrato in Italia a pieno titolo fra le operazioni finanziarie correnti, quelle cioè note alla massa degli operatori economici (famiglie, imprese e pubblica amministrazione), che lo utilizzano in alternativa alle altre operazioni finanziarie disponibili nel mercato apprezzandone alcune caratteristiche particolari non riscontrabili in queste ultime. Il leasing si è così affermato dopo lunghi anni di rodaggio, nel corso dei quali sono stati chiariti moltissimi dei dubbi essenzialmente di natura civilistica, fiscale e contabile che in qualche modo avevano rallentato il suo sviluppo. Qualche problema rimane ed impedisce un totale inserimento del leasing in alcuni segmenti specifici del mercato, che tuttavia rimangono marginali nel loro complesso. In questa attività che si avvia alla maturità del suo ciclo di sviluppo, il leasing è al centro di un notevole sforzo innovativo da parte dei locatori, i quali si stanno ristrutturando dal punto di vista organizzativo e cercano forme sempre più complesse di concorrenza sia nella produzione sia nella distribuzione sia nella gestione del prodotto in esame. Ne beneficiano gli utilizzatori, i quali si dividono fra quelli che, spesso in modo ripetitivo, fanno ricorso ad un leasing standardizzato tecnicamente consolidato e in un certo senso elementare e quelli che fanno invece ricorso a un leasing complesso, tagliato su misura per le esigenze di clienti che hanno rilevanti fabbisogni finanziari che devono essere soddisfatti a condizioni qualitativamente e quantitativamente molto sofisticate.L'evoluzione della legislazione sull'intermediazione finanziaria, specialmente quella sull'attività bancaria entrata in vigore il 1.1.1994, che ha introdotto anche nel nostro Paese la figura della banca universale, da tempo presente in numerosi Paesi dell'Unione Europea, ha aperto al leasing nuove frontiere. L'attività di leasing che � se non consideriamo alcune società captive essenzialmente facenti capo a gruppi automobilistici � è attualmente esercitata in misura quasi esclusiva da società che appartengono a una o più banche, da qualche tempo può quindi essere esercitata anche direttamente da queste ultime. È così accaduto che la più grande società di leasing italiana abbia assunto direttamente la veste di banca, che un certo numero di banche abbiano incorporato società di leasing di loro proprietà e, infine, che alcune altre banche abbiano iniziato direttamente a produrre e a distribuire leasing tramite i propri sportelli e anche attraverso reti di promotori finanziari. (da: R. Ruozi, "Manuale del leasing", Egea) In base al contenuto del brano, che cosa giustifica l'attuale successo del leasing? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il leasing è ormai entrato in Italia a pieno titolo fra le operazioni finanziarie correnti, quelle cioè note alla massa degli operatori economici (famiglie, imprese e pubblica amministrazione), che lo utilizzano in alternativa alle altre operazioni finanziarie disponibili nel mercato apprezzandone alcune caratteristiche particolari non riscontrabili in queste ultime. Il leasing si è così affermato dopo lunghi anni di rodaggio, nel corso dei quali sono stati chiariti moltissimi dei dubbi essenzialmente di natura civilistica, fiscale e contabile che in qualche modo avevano rallentato il suo sviluppo. Qualche problema rimane ed impedisce un totale inserimento del leasing in alcuni segmenti specifici del mercato, che tuttavia rimangono marginali nel loro complesso. In questa attività che si avvia alla maturità del suo ciclo di sviluppo, il leasing è al centro di un notevole sforzo innovativo da parte dei locatori, i quali si stanno ristrutturando dal punto di vista organizzativo e cercano forme sempre più complesse di concorrenza sia nella produzione sia nella distribuzione sia nella gestione del prodotto in esame. Ne beneficiano gli utilizzatori, i quali si dividono fra quelli che, spesso in modo ripetitivo, fanno ricorso ad un leasing standardizzato tecnicamente consolidato e in un certo senso elementare e quelli che fanno invece ricorso a un leasing complesso, tagliato su misura per le esigenze di clienti che hanno rilevanti fabbisogni finanziari che devono essere soddisfatti a condizioni qualitativamente e quantitativamente molto sofisticate.L'evoluzione della legislazione sull'intermediazione finanziaria, specialmente quella sull'attività bancaria entrata in vigore il 1.1.1994, che ha introdotto anche nel nostro Paese la figura della banca universale, da tempo presente in numerosi Paesi dell'Unione Europea, ha aperto al leasing nuove frontiere. L'attività di leasing che � se non consideriamo alcune società captive essenzialmente facenti capo a gruppi automobilistici � è attualmente esercitata in misura quasi esclusiva da società che appartengono a una o più banche, da qualche tempo può quindi essere esercitata anche direttamente da queste ultime. È così accaduto che la più grande società di leasing italiana abbia assunto direttamente la veste di banca, che un certo numero di banche abbiano incorporato società di leasing di loro proprietà e, infine, che alcune altre banche abbiano iniziato direttamente a produrre e a distribuire leasing tramite i propri sportelli e anche attraverso reti di promotori finanziari. (da: R. Ruozi, "Manuale del leasing", Egea) La diffusione del leasing è stata rallentata: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il leasing è ormai entrato in Italia a pieno titolo fra le operazioni finanziarie correnti, quelle cioè note alla massa degli operatori economici (famiglie, imprese e pubblica amministrazione), che lo utilizzano in alternativa alle altre operazioni finanziarie disponibili nel mercato apprezzandone alcune caratteristiche particolari non riscontrabili in queste ultime. Il leasing si è così affermato dopo lunghi anni di rodaggio, nel corso dei quali sono stati chiariti moltissimi dei dubbi essenzialmente di natura civilistica, fiscale e contabile che in qualche modo avevano rallentato il suo sviluppo. Qualche problema rimane ed impedisce un totale inserimento del leasing in alcuni segmenti specifici del mercato, che tuttavia rimangono marginali nel loro complesso. In questa attività che si avvia alla maturità del suo ciclo di sviluppo, il leasing è al centro di un notevole sforzo innovativo da parte dei locatori, i quali si stanno ristrutturando dal punto di vista organizzativo e cercano forme sempre più complesse di concorrenza sia nella produzione sia nella distribuzione sia nella gestione del prodotto in esame. Ne beneficiano gli utilizzatori, i quali si dividono fra quelli che, spesso in modo ripetitivo, fanno ricorso ad un leasing standardizzato tecnicamente consolidato e in un certo senso elementare e quelli che fanno invece ricorso a un leasing complesso, tagliato su misura per le esigenze di clienti che hanno rilevanti fabbisogni finanziari che devono essere soddisfatti a condizioni qualitativamente e quantitativamente molto sofisticate.L'evoluzione della legislazione sull'intermediazione finanziaria, specialmente quella sull'attività bancaria entrata in vigore il 1.1.1994, che ha introdotto anche nel nostro Paese la figura della banca universale, da tempo presente in numerosi Paesi dell'Unione Europea, ha aperto al leasing nuove frontiere. L'attività di leasing che � se non consideriamo alcune società captive essenzialmente facenti capo a gruppi automobilistici � è attualmente esercitata in misura quasi esclusiva da società che appartengono a una o più banche, da qualche tempo può quindi essere esercitata anche direttamente da queste ultime. È così accaduto che la più grande società di leasing italiana abbia assunto direttamente la veste di banca, che un certo numero di banche abbiano incorporato società di leasing di loro proprietà e, infine, che alcune altre banche abbiano iniziato direttamente a produrre e a distribuire leasing tramite i propri sportelli e anche attraverso reti di promotori finanziari. (da: R. Ruozi, "Manuale del leasing", Egea) Un problema che i locatori stanno affrontando recentemente consiste: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il leasing è ormai entrato in Italia a pieno titolo fra le operazioni finanziarie correnti, quelle cioè note alla massa degli operatori economici (famiglie, imprese e pubblica amministrazione), che lo utilizzano in alternativa alle altre operazioni finanziarie disponibili nel mercato apprezzandone alcune caratteristiche particolari non riscontrabili in queste ultime. Il leasing si è così affermato dopo lunghi anni di rodaggio, nel corso dei quali sono stati chiariti moltissimi dei dubbi essenzialmente di natura civilistica, fiscale e contabile che in qualche modo avevano rallentato il suo sviluppo. Qualche problema rimane ed impedisce un totale inserimento del leasing in alcuni segmenti specifici del mercato, che tuttavia rimangono marginali nel loro complesso. In questa attività che si avvia alla maturità del suo ciclo di sviluppo, il leasing è al centro di un notevole sforzo innovativo da parte dei locatori, i quali si stanno ristrutturando dal punto di vista organizzativo e cercano forme sempre più complesse di concorrenza sia nella produzione sia nella distribuzione sia nella gestione del prodotto in esame. Ne beneficiano gli utilizzatori, i quali si dividono fra quelli che, spesso in modo ripetitivo, fanno ricorso ad un leasing standardizzato tecnicamente consolidato e in un certo senso elementare e quelli che fanno invece ricorso a un leasing complesso, tagliato su misura per le esigenze di clienti che hanno rilevanti fabbisogni finanziari che devono essere soddisfatti a condizioni qualitativamente e quantitativamente molto sofisticate.L'evoluzione della legislazione sull'intermediazione finanziaria, specialmente quella sull'attività bancaria entrata in vigore il 1.1.1994, che ha introdotto anche nel nostro Paese la figura della banca universale, da tempo presente in numerosi Paesi dell'Unione Europea, ha aperto al leasing nuove frontiere. L'attività di leasing che � se non consideriamo alcune società captive essenzialmente facenti capo a gruppi automobilistici � è attualmente esercitata in misura quasi esclusiva da società che appartengono a una o più banche, da qualche tempo può quindi essere esercitata anche direttamente da queste ultime. È così accaduto che la più grande società di leasing italiana abbia assunto direttamente la veste di banca, che un certo numero di banche abbiano incorporato società di leasing di loro proprietà e, infine, che alcune altre banche abbiano iniziato direttamente a produrre e a distribuire leasing tramite i propri sportelli e anche attraverso reti di promotori finanziari. (da: R. Ruozi, "Manuale del leasing", Egea) La diffusione del leasing ha beneficiato: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il livello di fiducia che attribuiamo a una percezione è gestito da un unico sistema di valutazione generale degli stimoli sensoriali. La scoperta - firmata da un gruppo di ricercatori del Politecnico di Ginevra (EPFL) e pubblicata sul "Journal of Neuroscience" - rappresenta un passo in avanti significativo verso la comprensione dei meccanismi che ci permettono di passare dalla percezione di uno stimolo alla consapevolezza dell'ambiente che ci circonda, gettando potenzialmente luce su alcuni aspetti di diversi disturbi neurologici e psichiatrici, a partire dalla schizofrenia, in cui questa forma di metacognizione è compromessa. Per metacognizione si intende la capacità di accedere, descrivere e regolare i nostri stati mentali. Riflettere sui nostri pensieri, "sapere di sapere", "essere consapevoli di essere consapevoli", per esempio, sono competenze cognitive di ordine superiore che appartengono alla sfera metacognitiva. L'importanza dell'esattezza delle stime (metacognitive) dell'affidabilità in quanto percepito nella vita quotidiana è evidente, basti pensare alle reazioni al pianto di un bambino all'odore di una perdita di gas. Tuttavia, le vie percettive di vista, udito e tatto sono distinte, per cui i ricercatori si sono chiesti se i diversi sistemi percettivi avessero ciascuno un proprio meccanismo di valutazione dell'affidabilità o se questo fosse unico per tutti, come è suggerito dal fatto che spesso la fiducia in ciò che percepiamo dipende da più stimoli. Per esempio, se ci troviamo da soli in mezzo a un deserto scarteremo facilmente come illusoria la sensazione di aver udito il pianto di un bambino, ma non se siamo in un giardino pubblico o un centro commerciale. Una serie di esperimenti condotti da Nathan Faivre e colleghi con tecniche di tipo psicofisico (registrazioni elettrofisiologiche), comportamentale e di modellazione al computer ha permesso di mostrare che tutti i sensi seguono le stesse regole per la valutazione di affidabilità, e che se un soggetto ha elevate prestazioni metacognitive per un senso (per esempio la visione) ha facilmente buoni risultati anche in altri sensi (per esempio gli stimoli olfattivi e tattili). "In altre parole," spiega Faivre, "quelli di noi che sono bravi a sapere ciò che vedono sono anche bravi a sapere ciò che sentono e toccano". Ciò indica che il monitoraggio dei processi percettivi avviene attraverso un meccanismo neurale comune. (Da: Redazione, Come nasce la fiducia nelle proprie percezioni, "Le Scienze", Gedi Gruppo Editoriale Spa, 2017) Che cosa ha dimostrato l'esperimento condotto da Nathan Faivre e colleghi ? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il livello di fiducia che attribuiamo a una percezione è gestito da un unico sistema di valutazione generale degli stimoli sensoriali. La scoperta - firmata da un gruppo di ricercatori del Politecnico di Ginevra (EPFL) e pubblicata sul "Journal of Neuroscience" - rappresenta un passo in avanti significativo verso la comprensione dei meccanismi che ci permettono di passare dalla percezione di uno stimolo alla consapevolezza dell'ambiente che ci circonda, gettando potenzialmente luce su alcuni aspetti di diversi disturbi neurologici e psichiatrici, a partire dalla schizofrenia, in cui questa forma di metacognizione è compromessa. Per metacognizione si intende la capacità di accedere, descrivere e regolare i nostri stati mentali. Riflettere sui nostri pensieri, "sapere di sapere", "essere consapevoli di essere consapevoli", per esempio, sono competenze cognitive di ordine superiore che appartengono alla sfera metacognitiva. L'importanza dell'esattezza delle stime (metacognitive) dell'affidabilità in quanto percepito nella vita quotidiana è evidente, basti pensare alle reazioni al pianto di un bambino all'odore di una perdita di gas. Tuttavia, le vie percettive di vista, udito e tatto sono distinte, per cui i ricercatori si sono chiesti se i diversi sistemi percettivi avessero ciascuno un proprio meccanismo di valutazione dell'affidabilità o se questo fosse unico per tutti, come è suggerito dal fatto che spesso la fiducia in ciò che percepiamo dipende da più stimoli. Per esempio, se ci troviamo da soli in mezzo a un deserto scarteremo facilmente come illusoria la sensazione di aver udito il pianto di un bambino, ma non se siamo in un giardino pubblico o un centro commerciale. Una serie di esperimenti condotti da Nathan Faivre e colleghi con tecniche di tipo psicofisico (registrazioni elettrofisiologiche), comportamentale e di modellazione al computer ha permesso di mostrare che tutti i sensi seguono le stesse regole per la valutazione di affidabilità, e che se un soggetto ha elevate prestazioni metacognitive per un senso (per esempio la visione) ha facilmente buoni risultati anche in altri sensi (per esempio gli stimoli olfattivi e tattili). "In altre parole," spiega Faivre, "quelli di noi che sono bravi a sapere ciò che vedono sono anche bravi a sapere ciò che sentono e toccano". Ciò indica che il monitoraggio dei processi percettivi avviene attraverso un meccanismo neurale comune. (Da: Redazione, Come nasce la fiducia nelle proprie percezioni, "Le Scienze", Gedi Gruppo Editoriale Spa, 2017) Che cosa si intende per "metacognizione"? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il livello di fiducia che attribuiamo a una percezione è gestito da un unico sistema di valutazione generale degli stimoli sensoriali. La scoperta - firmata da un gruppo di ricercatori del Politecnico di Ginevra (EPFL) e pubblicata sul "Journal of Neuroscience" - rappresenta un passo in avanti significativo verso la comprensione dei meccanismi che ci permettono di passare dalla percezione di uno stimolo alla consapevolezza dell'ambiente che ci circonda, gettando potenzialmente luce su alcuni aspetti di diversi disturbi neurologici e psichiatrici, a partire dalla schizofrenia, in cui questa forma di metacognizione è compromessa. Per metacognizione si intende la capacità di accedere, descrivere e regolare i nostri stati mentali. Riflettere sui nostri pensieri, "sapere di sapere", "essere consapevoli di essere consapevoli", per esempio, sono competenze cognitive di ordine superiore che appartengono alla sfera metacognitiva. L'importanza dell'esattezza delle stime (metacognitive) dell'affidabilità in quanto percepito nella vita quotidiana è evidente, basti pensare alle reazioni al pianto di un bambino all'odore di una perdita di gas. Tuttavia, le vie percettive di vista, udito e tatto sono distinte, per cui i ricercatori si sono chiesti se i diversi sistemi percettivi avessero ciascuno un proprio meccanismo di valutazione dell'affidabilità o se questo fosse unico per tutti, come è suggerito dal fatto che spesso la fiducia in ciò che percepiamo dipende da più stimoli. Per esempio, se ci troviamo da soli in mezzo a un deserto scarteremo facilmente come illusoria la sensazione di aver udito il pianto di un bambino, ma non se siamo in un giardino pubblico o un centro commerciale. Una serie di esperimenti condotti da Nathan Faivre e colleghi con tecniche di tipo psicofisico (registrazioni elettrofisiologiche), comportamentale e di modellazione al computer ha permesso di mostrare che tutti i sensi seguono le stesse regole per la valutazione di affidabilità, e che se un soggetto ha elevate prestazioni metacognitive per un senso (per esempio la visione) ha facilmente buoni risultati anche in altri sensi (per esempio gli stimoli olfattivi e tattili). "In altre parole," spiega Faivre, "quelli di noi che sono bravi a sapere ciò che vedono sono anche bravi a sapere ciò che sentono e toccano". Ciò indica che il monitoraggio dei processi percettivi avviene attraverso un meccanismo neurale comune. (Da: Redazione, Come nasce la fiducia nelle proprie percezioni, "Le Scienze", Gedi Gruppo Editoriale Spa, 2017) Perché è importante lo studio dei meccanismi che collegano le singole percezioni alla valutazione dell'ambiente circostante? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il livello di fiducia che attribuiamo a una percezione è gestito da un unico sistema di valutazione generale degli stimoli sensoriali. La scoperta - firmata da un gruppo di ricercatori del Politecnico di Ginevra (EPFL) e pubblicata sul "Journal of Neuroscience" - rappresenta un passo in avanti significativo verso la comprensione dei meccanismi che ci permettono di passare dalla percezione di uno stimolo alla consapevolezza dell'ambiente che ci circonda, gettando potenzialmente luce su alcuni aspetti di diversi disturbi neurologici e psichiatrici, a partire dalla schizofrenia, in cui questa forma di metacognizione è compromessa. Per metacognizione si intende la capacità di accedere, descrivere e regolare i nostri stati mentali. Riflettere sui nostri pensieri, "sapere di sapere", "essere consapevoli di essere consapevoli", per esempio, sono competenze cognitive di ordine superiore che appartengono alla sfera metacognitiva. L'importanza dell'esattezza delle stime (metacognitive) dell'affidabilità in quanto percepito nella vita quotidiana è evidente, basti pensare alle reazioni al pianto di un bambino all'odore di una perdita di gas. Tuttavia, le vie percettive di vista, udito e tatto sono distinte, per cui i ricercatori si sono chiesti se i diversi sistemi percettivi avessero ciascuno un proprio meccanismo di valutazione dell'affidabilità o se questo fosse unico per tutti, come è suggerito dal fatto che spesso la fiducia in ciò che percepiamo dipende da più stimoli. Per esempio, se ci troviamo da soli in mezzo a un deserto scarteremo facilmente come illusoria la sensazione di aver udito il pianto di un bambino, ma non se siamo in un giardino pubblico o un centro commerciale. Una serie di esperimenti condotti da Nathan Faivre e colleghi con tecniche di tipo psicofisico (registrazioni elettrofisiologiche), comportamentale e di modellazione al computer ha permesso di mostrare che tutti i sensi seguono le stesse regole per la valutazione di affidabilità, e che se un soggetto ha elevate prestazioni metacognitive per un senso (per esempio la visione) ha facilmente buoni risultati anche in altri sensi (per esempio gli stimoli olfattivi e tattili). "In altre parole," spiega Faivre, "quelli di noi che sono bravi a sapere ciò che vedono sono anche bravi a sapere ciò che sentono e toccano". Ciò indica che il monitoraggio dei processi percettivi avviene attraverso un meccanismo neurale comune. (Da: Redazione, Come nasce la fiducia nelle proprie percezioni, "Le Scienze", Gedi Gruppo Editoriale Spa, 2017) Quale delle seguenti competenze NON appartiene alla sfera metacognitiva? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il livello di fiducia che attribuiamo a una percezione è gestito da un unico sistema di valutazione generale degli stimoli sensoriali. La scoperta - firmata da un gruppo di ricercatori del Politecnico di Ginevra (EPFL) e pubblicata sul "Journal of Neuroscience" - rappresenta un passo in avanti significativo verso la comprensione dei meccanismi che ci permettono di passare dalla percezione di uno stimolo alla consapevolezza dell'ambiente che ci circonda, gettando potenzialmente luce su alcuni aspetti di diversi disturbi neurologici e psichiatrici, a partire dalla schizofrenia, in cui questa forma di metacognizione è compromessa. Per metacognizione si intende la capacità di accedere, descrivere e regolare i nostri stati mentali. Riflettere sui nostri pensieri, "sapere di sapere", "essere consapevoli di essere consapevoli", per esempio, sono competenze cognitive di ordine superiore che appartengono alla sfera metacognitiva. L'importanza dell'esattezza delle stime (metacognitive) dell'affidabilità in quanto percepito nella vita quotidiana è evidente, basti pensare alle reazioni al pianto di un bambino all'odore di una perdita di gas. Tuttavia, le vie percettive di vista, udito e tatto sono distinte, per cui i ricercatori si sono chiesti se i diversi sistemi percettivi avessero ciascuno un proprio meccanismo di valutazione dell'affidabilità o se questo fosse unico per tutti, come è suggerito dal fatto che spesso la fiducia in ciò che percepiamo dipende da più stimoli. Per esempio, se ci troviamo da soli in mezzo a un deserto scarteremo facilmente come illusoria la sensazione di aver udito il pianto di un bambino, ma non se siamo in un giardino pubblico o un centro commerciale. Una serie di esperimenti condotti da Nathan Faivre e colleghi con tecniche di tipo psicofisico (registrazioni elettrofisiologiche), comportamentale e di modellazione al computer ha permesso di mostrare che tutti i sensi seguono le stesse regole per la valutazione di affidabilità, e che se un soggetto ha elevate prestazioni metacognitive per un senso (per esempio la visione) ha facilmente buoni risultati anche in altri sensi (per esempio gli stimoli olfattivi e tattili). "In altre parole," spiega Faivre, "quelli di noi che sono bravi a sapere ciò che vedono sono anche bravi a sapere ciò che sentono e toccano". Ciò indica che il monitoraggio dei processi percettivi avviene attraverso un meccanismo neurale comune. (Da: Redazione, Come nasce la fiducia nelle proprie percezioni, "Le Scienze", Gedi Gruppo Editoriale Spa, 2017) Quale delle seguenti tecniche NON è stata utilizzata negli esperimenti di Nathan Faivre e colleghi ? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il panorama musicale croato di genere pop e rock vanta numerosi talenti. Uno dei gruppi più affermati è Hladno Pivo (Cold Beer), che si distingue per le energiche sonorità punk e i testi intrisi di arguti richiami alla politica. La band Pips, Chips & Videoclips, complesso musicale indie-rock, ha raggiunto il successo con il singolo "Dinamo ja te volim" (Dinamo, ti amo) che fa riferimento ai tentativi di Tudman di cambiare nome alla squadra di Zagabria; a parte questo brano, va detto che il gruppo ha generalmente composto musica priva di allusioni politiche. Vjestice (Le streghe) è una band con sede a Zagabria che mescola musica folk di Medimurje, jive sudafricano e punk rock. I Gustafi cantano in dialetto istriano e mescolano sonorità folk locali e americane, mentre i Let3 di Fiume sono famosi (o famigerati) per le bizzarre melodie e i concerti, durante i quali i membri del gruppo si presentano nudi sul palco. TBF (The Beat Fleet) è un complesso hip-hop di Spalato che esegue brani in gergo locale su temi d'attualità, problemi familiari, questioni di cuore e così via. Un'altra voce significativa dell'hip-hop è quella di Edo Maajka, di origini bosniache ma trasferitosi in Croazia. La fusione delle sonorità jazz e pop con le melodie folk ha riscontrato il favore del pubblico croato. Due nomi importanti di questo genere sono Tamara Obrovac, cantante istriana di talento, e Mojmir Novakovic, ex voce del celebre gruppo dei Legen. La regina croata del pop è Severina, famosa per la sua avvenenza e la vita privata rocambolesca, che conquista costantemente le pagine dei rotocalchi. Gibonni è un altro notissimo cantante originario della Dalmazia, e suo principale ispiratore è Oliver Dragojevic, affermata celebrità della musica pop croata, noto per i brani romantici. Tutti e tre (Severina, Gibonni e Dragojevic) sono originari di Spalato. Se c'è una passione che unisce le repubbliche della ex Jugoslavia, questa è sicuramente la musica. (da: AA. VV., "Croazia", Lonely planet) Il singolo "Dinamo ja te volim" viene indicato come: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il panorama musicale croato di genere pop e rock vanta numerosi talenti. Uno dei gruppi più affermati è Hladno Pivo (Cold Beer), che si distingue per le energiche sonorità punk e i testi intrisi di arguti richiami alla politica. La band Pips, Chips & Videoclips, complesso musicale indie-rock, ha raggiunto il successo con il singolo "Dinamo ja te volim" (Dinamo, ti amo) che fa riferimento ai tentativi di Tudman di cambiare nome alla squadra di Zagabria; a parte questo brano, va detto che il gruppo ha generalmente composto musica priva di allusioni politiche. Vjestice (Le streghe) è una band con sede a Zagabria che mescola musica folk di Medimurje, jive sudafricano e punk rock. I Gustafi cantano in dialetto istriano e mescolano sonorità folk locali e americane, mentre i Let3 di Fiume sono famosi (o famigerati) per le bizzarre melodie e i concerti, durante i quali i membri del gruppo si presentano nudi sul palco. TBF (The Beat Fleet) è un complesso hip-hop di Spalato che esegue brani in gergo locale su temi d'attualità, problemi familiari, questioni di cuore e così via. Un'altra voce significativa dell'hip-hop è quella di Edo Maajka, di origini bosniache ma trasferitosi in Croazia. La fusione delle sonorità jazz e pop con le melodie folk ha riscontrato il favore del pubblico croato. Due nomi importanti di questo genere sono Tamara Obrovac, cantante istriana di talento, e Mojmir Novakovic, ex voce del celebre gruppo dei Legen. La regina croata del pop è Severina, famosa per la sua avvenenza e la vita privata rocambolesca, che conquista costantemente le pagine dei rotocalchi. Gibonni è un altro notissimo cantante originario della Dalmazia, e suo principale ispiratore è Oliver Dragojevic, affermata celebrità della musica pop croata, noto per i brani romantici. Tutti e tre (Severina, Gibonni e Dragojevic) sono originari di Spalato. Se c'è una passione che unisce le repubbliche della ex Jugoslavia, questa è sicuramente la musica. (da: AA. VV., "Croazia", Lonely planet) Quale cantante era già famoso per una precedente esperienza artistica? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il panorama musicale croato di genere pop e rock vanta numerosi talenti. Uno dei gruppi più affermati è Hladno Pivo (Cold Beer), che si distingue per le energiche sonorità punk e i testi intrisi di arguti richiami alla politica. La band Pips, Chips & Videoclips, complesso musicale indie-rock, ha raggiunto il successo con il singolo "Dinamo ja te volim" (Dinamo, ti amo) che fa riferimento ai tentativi di Tudman di cambiare nome alla squadra di Zagabria; a parte questo brano, va detto che il gruppo ha generalmente composto musica priva di allusioni politiche. Vjestice (Le streghe) è una band con sede a Zagabria che mescola musica folk di Medimurje, jive sudafricano e punk rock. I Gustafi cantano in dialetto istriano e mescolano sonorità folk locali e americane, mentre i Let3 di Fiume sono famosi (o famigerati) per le bizzarre melodie e i concerti, durante i quali i membri del gruppo si presentano nudi sul palco. TBF (The Beat Fleet) è un complesso hip-hop di Spalato che esegue brani in gergo locale su temi d'attualità, problemi familiari, questioni di cuore e così via. Un'altra voce significativa dell'hip-hop è quella di Edo Maajka, di origini bosniache ma trasferitosi in Croazia. La fusione delle sonorità jazz e pop con le melodie folk ha riscontrato il favore del pubblico croato. Due nomi importanti di questo genere sono Tamara Obrovac, cantante istriana di talento, e Mojmir Novakovic, ex voce del celebre gruppo dei Legen. La regina croata del pop è Severina, famosa per la sua avvenenza e la vita privata rocambolesca, che conquista costantemente le pagine dei rotocalchi. Gibonni è un altro notissimo cantante originario della Dalmazia, e suo principale ispiratore è Oliver Dragojevic, affermata celebrità della musica pop croata, noto per i brani romantici. Tutti e tre (Severina, Gibonni e Dragojevic) sono originari di Spalato. Se c'è una passione che unisce le repubbliche della ex Jugoslavia, questa è sicuramente la musica. (da: AA. VV., "Croazia", Lonely planet) Quale personaggio o gruppo usa un particolare slang nelle proprie canzoni? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il panorama musicale croato di genere pop e rock vanta numerosi talenti. Uno dei gruppi più affermati è Hladno Pivo (Cold Beer), che si distingue per le energiche sonorità punk e i testi intrisi di arguti richiami alla politica. La band Pips, Chips & Videoclips, complesso musicale indie-rock, ha raggiunto il successo con il singolo "Dinamo ja te volim" (Dinamo, ti amo) che fa riferimento ai tentativi di Tudman di cambiare nome alla squadra di Zagabria; a parte questo brano, va detto che il gruppo ha generalmente composto musica priva di allusioni politiche. Vjestice (Le streghe) è una band con sede a Zagabria che mescola musica folk di Medimurje, jive sudafricano e punk rock. I Gustafi cantano in dialetto istriano e mescolano sonorità folk locali e americane, mentre i Let3 di Fiume sono famosi (o famigerati) per le bizzarre melodie e i concerti, durante i quali i membri del gruppo si presentano nudi sul palco. TBF (The Beat Fleet) è un complesso hip-hop di Spalato che esegue brani in gergo locale su temi d'attualità, problemi familiari, questioni di cuore e così via. Un'altra voce significativa dell'hip-hop è quella di Edo Maajka, di origini bosniache ma trasferitosi in Croazia. La fusione delle sonorità jazz e pop con le melodie folk ha riscontrato il favore del pubblico croato. Due nomi importanti di questo genere sono Tamara Obrovac, cantante istriana di talento, e Mojmir Novakovic, ex voce del celebre gruppo dei Legen. La regina croata del pop è Severina, famosa per la sua avvenenza e la vita privata rocambolesca, che conquista costantemente le pagine dei rotocalchi. Gibonni è un altro notissimo cantante originario della Dalmazia, e suo principale ispiratore è Oliver Dragojevic, affermata celebrità della musica pop croata, noto per i brani romantici. Tutti e tre (Severina, Gibonni e Dragojevic) sono originari di Spalato. Se c'è una passione che unisce le repubbliche della ex Jugoslavia, questa è sicuramente la musica. (da: AA. VV., "Croazia", Lonely planet) Quale dei seguenti personaggi menzionati dal brano NON è famoso solo per la sua attività artistica? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il panorama musicale croato di genere pop e rock vanta numerosi talenti. Uno dei gruppi più affermati è Hladno Pivo (Cold Beer), che si distingue per le energiche sonorità punk e i testi intrisi di arguti richiami alla politica. La band Pips, Chips & Videoclips, complesso musicale indie-rock, ha raggiunto il successo con il singolo "Dinamo ja te volim" (Dinamo, ti amo) che fa riferimento ai tentativi di Tudman di cambiare nome alla squadra di Zagabria; a parte questo brano, va detto che il gruppo ha generalmente composto musica priva di allusioni politiche. Vjestice (Le streghe) è una band con sede a Zagabria che mescola musica folk di Medimurje, jive sudafricano e punk rock. I Gustafi cantano in dialetto istriano e mescolano sonorità folk locali e americane, mentre i Let3 di Fiume sono famosi (o famigerati) per le bizzarre melodie e i concerti, durante i quali i membri del gruppo si presentano nudi sul palco. TBF (The Beat Fleet) è un complesso hip-hop di Spalato che esegue brani in gergo locale su temi d'attualità, problemi familiari, questioni di cuore e così via. Un'altra voce significativa dell'hip-hop è quella di Edo Maajka, di origini bosniache ma trasferitosi in Croazia. La fusione delle sonorità jazz e pop con le melodie folk ha riscontrato il favore del pubblico croato. Due nomi importanti di questo genere sono Tamara Obrovac, cantante istriana di talento, e Mojmir Novakovic, ex voce del celebre gruppo dei Legen. La regina croata del pop è Severina, famosa per la sua avvenenza e la vita privata rocambolesca, che conquista costantemente le pagine dei rotocalchi. Gibonni è un altro notissimo cantante originario della Dalmazia, e suo principale ispiratore è Oliver Dragojevic, affermata celebrità della musica pop croata, noto per i brani romantici. Tutti e tre (Severina, Gibonni e Dragojevic) sono originari di Spalato. Se c'è una passione che unisce le repubbliche della ex Jugoslavia, questa è sicuramente la musica. (da: AA. VV., "Croazia", Lonely planet) In quale dei seguenti gruppi musicali si possono riscontrare influenze sudafricane? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il pittore e incisore italiano Giorgio Morandi è sicuramente uno dei più noti e originali protagonisti della pittura italiana del Novecento ed è considerato tra i maggiori incisori mondiali del secolo.Figura solitaria, Morandi è un caso veramente straordinario di pittore isolato, al di fuori dei movimenti, con scarsissimi contatti con altri pittori e maestri del tempo.È anche un caso straordinario di un artista che ha praticamente dipinto quasi esclusivamente gli stessi soggetti: bottiglie, vasi, caffettiere, fiori, ciotole e paesaggi dipinti per la stragrande maggioranza nella stessa stanza dove ha abitato per tutta la vita.Eppure, nonostante questi aspetti � che potrebbero sembrare dei limiti � Giorgio Morandi è diventato uno dei più grandi artisti italiani del Novecento e oggi le sue opera vendute a oltre un milione di euro.Morandi che era nato a Bologna il 20 luglio 1890 non si è praticamente mai spostato da Bologna o da Grizzana, una cittadina sull'Appennino dove passava le sue estati e che dal 1985 si chiama Grizzana Morandi in suo onore.La sua formazione è semplice: primo di cinque figli, dimostra fin da bambino una precoce predisposizione per l'arte, di cui sono testimonianza alcuni piccoli dipinti; dal 1907 al 1913 studia all'Accademia di Bologna.Le sue opere giovanili partono dalle riproduzioni di opere di Cézanne e proseguono al contatto con i futuristi e l'adesione alla corrente della Metafisica.Tra i dipinti più interessanti di questo periodo spiccano la Natura morta metafisica (1918) e la Natura morta con Palla (1918).Poi, a partire dal 1920, la sua opera si concentra su pochissimi, modesti soggetti. Sono soprattutto le bottiglie e i paesaggi di Grizzana che vengono continuamente rielaborati e approfonditi.Il suo carattere schivo e riservato non aiutano a metterlo in mostra. A partire dagli anni Trenta si concentra sulle nature morte, dove applica una ricerca formale metodica e rigorosa. Le sue opere diventano così una sintesi tra il realismo di Chardin e le semplificazioni formali di Cézanne.Sempre uguale a se stesso, ma sempre diverso, Morandi non cerca temi nuovi. La sua pittura è una meditazione [1] paziente, profonda, intellettuale degli oggetti. Morandi di fatto ne approfondisce il ritmo, i contorni, i riflessi.Morandi sembra attirato dall'atmosfera di meditazione e di silenziosa contemplazione. Il rigore formale che guida la sua produzione artistica infonde, anche agli oggetti più semplici e banali, una solennità pacata e austera. (Tratto da: "Focus", "Giorgio Morandi un pittore fuori dagli schemi") Dal brano si può dedurre che: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il pittore e incisore italiano Giorgio Morandi è sicuramente uno dei più noti e originali protagonisti della pittura italiana del Novecento ed è considerato tra i maggiori incisori mondiali del secolo.Figura solitaria, Morandi è un caso veramente straordinario di pittore isolato, al di fuori dei movimenti, con scarsissimi contatti con altri pittori e maestri del tempo.È anche un caso straordinario di un artista che ha praticamente dipinto quasi esclusivamente gli stessi soggetti: bottiglie, vasi, caffettiere, fiori, ciotole e paesaggi dipinti per la stragrande maggioranza nella stessa stanza dove ha abitato per tutta la vita.Eppure, nonostante questi aspetti � che potrebbero sembrare dei limiti � Giorgio Morandi è diventato uno dei più grandi artisti italiani del Novecento e oggi le sue opera vendute a oltre un milione di euro.Morandi che era nato a Bologna il 20 luglio 1890 non si è praticamente mai spostato da Bologna o da Grizzana, una cittadina sull'Appennino dove passava le sue estati e che dal 1985 si chiama Grizzana Morandi in suo onore.La sua formazione è semplice: primo di cinque figli, dimostra fin da bambino una precoce predisposizione per l'arte, di cui sono testimonianza alcuni piccoli dipinti; dal 1907 al 1913 studia all'Accademia di Bologna.Le sue opere giovanili partono dalle riproduzioni di opere di Cézanne e proseguono al contatto con i futuristi e l'adesione alla corrente della Metafisica.Tra i dipinti più interessanti di questo periodo spiccano la Natura morta metafisica (1918) e la Natura morta con Palla (1918).Poi, a partire dal 1920, la sua opera si concentra su pochissimi, modesti soggetti. Sono soprattutto le bottiglie e i paesaggi di Grizzana che vengono continuamente rielaborati e approfonditi.Il suo carattere schivo e riservato non aiutano a metterlo in mostra. A partire dagli anni Trenta si concentra sulle nature morte, dove applica una ricerca formale metodica e rigorosa. Le sue opere diventano così una sintesi tra il realismo di Chardin e le semplificazioni formali di Cézanne.Sempre uguale a se stesso, ma sempre diverso, Morandi non cerca temi nuovi. La sua pittura è una meditazione [1] paziente, profonda, intellettuale degli oggetti. Morandi di fatto ne approfondisce il ritmo, i contorni, i riflessi.Morandi sembra attirato dall'atmosfera di meditazione e di silenziosa contemplazione. Il rigore formale che guida la sua produzione artistica infonde, anche agli oggetti più semplici e banali, una solennità pacata e austera. (Tratto da: "Focus", "Giorgio Morandi un pittore fuori dagli schemi") Quale delle seguenti alternative NON ha influenzato lo sviluppo della produzione giovanile di Morandi? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il pittore e incisore italiano Giorgio Morandi è sicuramente uno dei più noti e originali protagonisti della pittura italiana del Novecento ed è considerato tra i maggiori incisori mondiali del secolo.Figura solitaria, Morandi è un caso veramente straordinario di pittore isolato, al di fuori dei movimenti, con scarsissimi contatti con altri pittori e maestri del tempo.È anche un caso straordinario di un artista che ha praticamente dipinto quasi esclusivamente gli stessi soggetti: bottiglie, vasi, caffettiere, fiori, ciotole e paesaggi dipinti per la stragrande maggioranza nella stessa stanza dove ha abitato per tutta la vita.Eppure, nonostante questi aspetti � che potrebbero sembrare dei limiti � Giorgio Morandi è diventato uno dei più grandi artisti italiani del Novecento e oggi le sue opera vendute a oltre un milione di euro.Morandi che era nato a Bologna il 20 luglio 1890 non si è praticamente mai spostato da Bologna o da Grizzana, una cittadina sull'Appennino dove passava le sue estati e che dal 1985 si chiama Grizzana Morandi in suo onore.La sua formazione è semplice: primo di cinque figli, dimostra fin da bambino una precoce predisposizione per l'arte, di cui sono testimonianza alcuni piccoli dipinti; dal 1907 al 1913 studia all'Accademia di Bologna.Le sue opere giovanili partono dalle riproduzioni di opere di Cézanne e proseguono al contatto con i futuristi e l'adesione alla corrente della Metafisica.Tra i dipinti più interessanti di questo periodo spiccano la Natura morta metafisica (1918) e la Natura morta con Palla (1918).Poi, a partire dal 1920, la sua opera si concentra su pochissimi, modesti soggetti. Sono soprattutto le bottiglie e i paesaggi di Grizzana che vengono continuamente rielaborati e approfonditi.Il suo carattere schivo e riservato non aiutano a metterlo in mostra. A partire dagli anni Trenta si concentra sulle nature morte, dove applica una ricerca formale metodica e rigorosa. Le sue opere diventano così una sintesi tra il realismo di Chardin e le semplificazioni formali di Cézanne.Sempre uguale a se stesso, ma sempre diverso, Morandi non cerca temi nuovi. La sua pittura è una meditazione [1] paziente, profonda, intellettuale degli oggetti. Morandi di fatto ne approfondisce il ritmo, i contorni, i riflessi.Morandi sembra attirato dall'atmosfera di meditazione e di silenziosa contemplazione. Il rigore formale che guida la sua produzione artistica infonde, anche agli oggetti più semplici e banali, una solennità pacata e austera. (Tratto da: "Focus", "Giorgio Morandi un pittore fuori dagli schemi") Lo studio di Morandi per gli oggetti quotidiani NON è influenzato da: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il pittore e incisore italiano Giorgio Morandi è sicuramente uno dei più noti e originali protagonisti della pittura italiana del Novecento ed è considerato tra i maggiori incisori mondiali del secolo.Figura solitaria, Morandi è un caso veramente straordinario di pittore isolato, al di fuori dei movimenti, con scarsissimi contatti con altri pittori e maestri del tempo.È anche un caso straordinario di un artista che ha praticamente dipinto quasi esclusivamente gli stessi soggetti: bottiglie, vasi, caffettiere, fiori, ciotole e paesaggi dipinti per la stragrande maggioranza nella stessa stanza dove ha abitato per tutta la vita.Eppure, nonostante questi aspetti � che potrebbero sembrare dei limiti � Giorgio Morandi è diventato uno dei più grandi artisti italiani del Novecento e oggi le sue opera vendute a oltre un milione di euro.Morandi che era nato a Bologna il 20 luglio 1890 non si è praticamente mai spostato da Bologna o da Grizzana, una cittadina sull'Appennino dove passava le sue estati e che dal 1985 si chiama Grizzana Morandi in suo onore.La sua formazione è semplice: primo di cinque figli, dimostra fin da bambino una precoce predisposizione per l'arte, di cui sono testimonianza alcuni piccoli dipinti; dal 1907 al 1913 studia all'Accademia di Bologna.Le sue opere giovanili partono dalle riproduzioni di opere di Cézanne e proseguono al contatto con i futuristi e l'adesione alla corrente della Metafisica.Tra i dipinti più interessanti di questo periodo spiccano la Natura morta metafisica (1918) e la Natura morta con Palla (1918).Poi, a partire dal 1920, la sua opera si concentra su pochissimi, modesti soggetti. Sono soprattutto le bottiglie e i paesaggi di Grizzana che vengono continuamente rielaborati e approfonditi.Il suo carattere schivo e riservato non aiutano a metterlo in mostra. A partire dagli anni Trenta si concentra sulle nature morte, dove applica una ricerca formale metodica e rigorosa. Le sue opere diventano così una sintesi tra il realismo di Chardin e le semplificazioni formali di Cézanne.Sempre uguale a se stesso, ma sempre diverso, Morandi non cerca temi nuovi. La sua pittura è una meditazione [1] paziente, profonda, intellettuale degli oggetti. Morandi di fatto ne approfondisce il ritmo, i contorni, i riflessi.Morandi sembra attirato dall'atmosfera di meditazione e di silenziosa contemplazione. Il rigore formale che guida la sua produzione artistica infonde, anche agli oggetti più semplici e banali, una solennità pacata e austera. (Tratto da: "Focus", "Giorgio Morandi un pittore fuori dagli schemi") "Meditazione" [1] nel brano significa: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il pittore e incisore italiano Giorgio Morandi è sicuramente uno dei più noti e originali protagonisti della pittura italiana del Novecento ed è considerato tra i maggiori incisori mondiali del secolo.Figura solitaria, Morandi è un caso veramente straordinario di pittore isolato, al di fuori dei movimenti, con scarsissimi contatti con altri pittori e maestri del tempo.È anche un caso straordinario di un artista che ha praticamente dipinto quasi esclusivamente gli stessi soggetti: bottiglie, vasi, caffettiere, fiori, ciotole e paesaggi dipinti per la stragrande maggioranza nella stessa stanza dove ha abitato per tutta la vita.Eppure, nonostante questi aspetti � che potrebbero sembrare dei limiti � Giorgio Morandi è diventato uno dei più grandi artisti italiani del Novecento e oggi le sue opera vendute a oltre un milione di euro.Morandi che era nato a Bologna il 20 luglio 1890 non si è praticamente mai spostato da Bologna o da Grizzana, una cittadina sull'Appennino dove passava le sue estati e che dal 1985 si chiama Grizzana Morandi in suo onore.La sua formazione è semplice: primo di cinque figli, dimostra fin da bambino una precoce predisposizione per l'arte, di cui sono testimonianza alcuni piccoli dipinti; dal 1907 al 1913 studia all'Accademia di Bologna.Le sue opere giovanili partono dalle riproduzioni di opere di Cézanne e proseguono al contatto con i futuristi e l'adesione alla corrente della Metafisica.Tra i dipinti più interessanti di questo periodo spiccano la Natura morta metafisica (1918) e la Natura morta con Palla (1918).Poi, a partire dal 1920, la sua opera si concentra su pochissimi, modesti soggetti. Sono soprattutto le bottiglie e i paesaggi di Grizzana che vengono continuamente rielaborati e approfonditi.Il suo carattere schivo e riservato non aiutano a metterlo in mostra. A partire dagli anni Trenta si concentra sulle nature morte, dove applica una ricerca formale metodica e rigorosa. Le sue opere diventano così una sintesi tra il realismo di Chardin e le semplificazioni formali di Cézanne.Sempre uguale a se stesso, ma sempre diverso, Morandi non cerca temi nuovi. La sua pittura è una meditazione [1] paziente, profonda, intellettuale degli oggetti. Morandi di fatto ne approfondisce il ritmo, i contorni, i riflessi.Morandi sembra attirato dall'atmosfera di meditazione e di silenziosa contemplazione. Il rigore formale che guida la sua produzione artistica infonde, anche agli oggetti più semplici e banali, una solennità pacata e austera. (Tratto da: "Focus", "Giorgio Morandi un pittore fuori dagli schemi") Il principale argomento del brano è: |
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