Tutte le domande del quiz : Branitratto da:Guardia di Finanza Quiz - 631 allievi marescialli 2018 (90° corso) Concorso pubblico, per titoli ed esami, per 631 allievi marescialli 2018  Esercitati su questo Quiz  |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il poliziotto americano che nel novembre del 2014 a Cleveland, città statunitense dell'Ohio, aveva ucciso il dodicenne nero Tamir Rice mentre giocava in un parco con una pistola ad aria compressa, non sarà perseguito penalmente. Dopo la decisione 30 persone hanno organizzato una protesta in città bloccando il traffico per alcuni minuti, ma non ci sono stati disordini.Rice era morto in ospedale il 23 novembre del 2014. Il giorno prima era stato colpito con due colpi di pistola da un agente di polizia intervenuto insieme a un collega in un parco di Cleveland dopo varie segnalazioni al 911. Il ragazzo impugnava una pistola che si è poi scoperto essere ad aria compressa. I due agenti intervenuti avevano raccontato di aver ordinato per tre volte a Rice di alzare le mani, ma che lui avrebbe rifiutato e avrebbe cercato [1] invece di estrarre la pistola dalla cintura dei pantaloni.La scena era stata ripresa da alcune telecamere di sicurezza: nel video si vede l'auto della polizia avvicinarsi a Rice e si vede che nel giro di due secondi un agente gli spara contro due volte. Nella registrazione di una conversazione radio successiva alla sparatoria, si sente un poliziotto dire: "Sparato dei colpi, uomo a terra, un nero, forse ventenne".In un'altra registrazione si sente cosa era stato detto ai poliziotti dall'operatore che riportava le segnalazioni dei residenti: l'operatore parlava di un "maschio nero seduto sulle altalene che si toglie la pistola dai pantaloni e la punta alla gente" e non faceva cenno al fatto che l'arma potesse essere finta, come almeno due persone avevano avvertito nelle loro segnalazioni.Durante una conferenza stampa dopo la decisione del gran giurì, il procuratore della contea di Cuyahoga, Timothy McGinty, ha detto che la morte di Tamir Rice è stata causata da una "tempesta perfetta di errori umani: errori e difficoltà di comunicazione da parte di tutti i soggetti coinvolti quel giorno". Ha anche detto che non c'era alcuna prova di condotta criminale da parte della polizia. I due agenti � Timothy Loehmann, che ha sparato, e il suo collega Frank Garmback � credevano di trovarsi di fronte a un "tiratore attivo" e non erano stati forniti loro dettagli che erano invece fondamentali: il fatto cioè che la pistola era "probabilmente" un giocattolo. La legge, ha precisato McGinty, concede il beneficio del dubbio al poliziotto che "ha avuto pochi secondi per prendere una decisione". (da: "Il poliziotto americano che ha ucciso un dodicenne nero non sarà perseguito", Ilpost.it) Quale di queste affermazioni può essere definita vera dalla lettura del testo? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il poliziotto americano che nel novembre del 2014 a Cleveland, città statunitense dell'Ohio, aveva ucciso il dodicenne nero Tamir Rice mentre giocava in un parco con una pistola ad aria compressa, non sarà perseguito penalmente. Dopo la decisione 30 persone hanno organizzato una protesta in città bloccando il traffico per alcuni minuti, ma non ci sono stati disordini.Rice era morto in ospedale il 23 novembre del 2014. Il giorno prima era stato colpito con due colpi di pistola da un agente di polizia intervenuto insieme a un collega in un parco di Cleveland dopo varie segnalazioni al 911. Il ragazzo impugnava una pistola che si è poi scoperto essere ad aria compressa. I due agenti intervenuti avevano raccontato di aver ordinato per tre volte a Rice di alzare le mani, ma che lui avrebbe rifiutato e avrebbe cercato [1] invece di estrarre la pistola dalla cintura dei pantaloni.La scena era stata ripresa da alcune telecamere di sicurezza: nel video si vede l'auto della polizia avvicinarsi a Rice e si vede che nel giro di due secondi un agente gli spara contro due volte. Nella registrazione di una conversazione radio successiva alla sparatoria, si sente un poliziotto dire: "Sparato dei colpi, uomo a terra, un nero, forse ventenne".In un'altra registrazione si sente cosa era stato detto ai poliziotti dall'operatore che riportava le segnalazioni dei residenti: l'operatore parlava di un "maschio nero seduto sulle altalene che si toglie la pistola dai pantaloni e la punta alla gente" e non faceva cenno al fatto che l'arma potesse essere finta, come almeno due persone avevano avvertito nelle loro segnalazioni.Durante una conferenza stampa dopo la decisione del gran giurì, il procuratore della contea di Cuyahoga, Timothy McGinty, ha detto che la morte di Tamir Rice è stata causata da una "tempesta perfetta di errori umani: errori e difficoltà di comunicazione da parte di tutti i soggetti coinvolti quel giorno". Ha anche detto che non c'era alcuna prova di condotta criminale da parte della polizia. I due agenti � Timothy Loehmann, che ha sparato, e il suo collega Frank Garmback � credevano di trovarsi di fronte a un "tiratore attivo" e non erano stati forniti loro dettagli che erano invece fondamentali: il fatto cioè che la pistola era "probabilmente" un giocattolo. La legge, ha precisato McGinty, concede il beneficio del dubbio al poliziotto che "ha avuto pochi secondi per prendere una decisione". (da: "Il poliziotto americano che ha ucciso un dodicenne nero non sarà perseguito", Ilpost.it) Quale di queste affermazioni NON può essere definita vera dalla lettura del testo? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il poliziotto americano che nel novembre del 2014 a Cleveland, città statunitense dell'Ohio, aveva ucciso il dodicenne nero Tamir Rice mentre giocava in un parco con una pistola ad aria compressa, non sarà perseguito penalmente. Dopo la decisione 30 persone hanno organizzato una protesta in città bloccando il traffico per alcuni minuti, ma non ci sono stati disordini.Rice era morto in ospedale il 23 novembre del 2014. Il giorno prima era stato colpito con due colpi di pistola da un agente di polizia intervenuto insieme a un collega in un parco di Cleveland dopo varie segnalazioni al 911. Il ragazzo impugnava una pistola che si è poi scoperto essere ad aria compressa. I due agenti intervenuti avevano raccontato di aver ordinato per tre volte a Rice di alzare le mani, ma che lui avrebbe rifiutato e avrebbe cercato [1] invece di estrarre la pistola dalla cintura dei pantaloni.La scena era stata ripresa da alcune telecamere di sicurezza: nel video si vede l'auto della polizia avvicinarsi a Rice e si vede che nel giro di due secondi un agente gli spara contro due volte. Nella registrazione di una conversazione radio successiva alla sparatoria, si sente un poliziotto dire: "Sparato dei colpi, uomo a terra, un nero, forse ventenne".In un'altra registrazione si sente cosa era stato detto ai poliziotti dall'operatore che riportava le segnalazioni dei residenti: l'operatore parlava di un "maschio nero seduto sulle altalene che si toglie la pistola dai pantaloni e la punta alla gente" e non faceva cenno al fatto che l'arma potesse essere finta, come almeno due persone avevano avvertito nelle loro segnalazioni.Durante una conferenza stampa dopo la decisione del gran giurì, il procuratore della contea di Cuyahoga, Timothy McGinty, ha detto che la morte di Tamir Rice è stata causata da una "tempesta perfetta di errori umani: errori e difficoltà di comunicazione da parte di tutti i soggetti coinvolti quel giorno". Ha anche detto che non c'era alcuna prova di condotta criminale da parte della polizia. I due agenti � Timothy Loehmann, che ha sparato, e il suo collega Frank Garmback � credevano di trovarsi di fronte a un "tiratore attivo" e non erano stati forniti loro dettagli che erano invece fondamentali: il fatto cioè che la pistola era "probabilmente" un giocattolo. La legge, ha precisato McGinty, concede il beneficio del dubbio al poliziotto che "ha avuto pochi secondi per prendere una decisione". (da: "Il poliziotto americano che ha ucciso un dodicenne nero non sarà perseguito", Ilpost.it) Quale di queste affermazioni può essere definita vera dalla lettura del testo? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il poliziotto americano che nel novembre del 2014 a Cleveland, città statunitense dell'Ohio, aveva ucciso il dodicenne nero Tamir Rice mentre giocava in un parco con una pistola ad aria compressa, non sarà perseguito penalmente. Dopo la decisione 30 persone hanno organizzato una protesta in città bloccando il traffico per alcuni minuti, ma non ci sono stati disordini.Rice era morto in ospedale il 23 novembre del 2014. Il giorno prima era stato colpito con due colpi di pistola da un agente di polizia intervenuto insieme a un collega in un parco di Cleveland dopo varie segnalazioni al 911. Il ragazzo impugnava una pistola che si è poi scoperto essere ad aria compressa. I due agenti intervenuti avevano raccontato di aver ordinato per tre volte a Rice di alzare le mani, ma che lui avrebbe rifiutato e avrebbe cercato [1] invece di estrarre la pistola dalla cintura dei pantaloni.La scena era stata ripresa da alcune telecamere di sicurezza: nel video si vede l'auto della polizia avvicinarsi a Rice e si vede che nel giro di due secondi un agente gli spara contro due volte. Nella registrazione di una conversazione radio successiva alla sparatoria, si sente un poliziotto dire: "Sparato dei colpi, uomo a terra, un nero, forse ventenne".In un'altra registrazione si sente cosa era stato detto ai poliziotti dall'operatore che riportava le segnalazioni dei residenti: l'operatore parlava di un "maschio nero seduto sulle altalene che si toglie la pistola dai pantaloni e la punta alla gente" e non faceva cenno al fatto che l'arma potesse essere finta, come almeno due persone avevano avvertito nelle loro segnalazioni.Durante una conferenza stampa dopo la decisione del gran giurì, il procuratore della contea di Cuyahoga, Timothy McGinty, ha detto che la morte di Tamir Rice è stata causata da una "tempesta perfetta di errori umani: errori e difficoltà di comunicazione da parte di tutti i soggetti coinvolti quel giorno". Ha anche detto che non c'era alcuna prova di condotta criminale da parte della polizia. I due agenti � Timothy Loehmann, che ha sparato, e il suo collega Frank Garmback � credevano di trovarsi di fronte a un "tiratore attivo" e non erano stati forniti loro dettagli che erano invece fondamentali: il fatto cioè che la pistola era "probabilmente" un giocattolo. La legge, ha precisato McGinty, concede il beneficio del dubbio al poliziotto che "ha avuto pochi secondi per prendere una decisione". (da: "Il poliziotto americano che ha ucciso un dodicenne nero non sarà perseguito", Ilpost.it) A che modo e tempo appartiene la voce verbale "avrebbe cercato" [1]? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il poliziotto americano che nel novembre del 2014 a Cleveland, città statunitense dell'Ohio, aveva ucciso il dodicenne nero Tamir Rice mentre giocava in un parco con una pistola ad aria compressa, non sarà perseguito penalmente. Dopo la decisione 30 persone hanno organizzato una protesta in città bloccando il traffico per alcuni minuti, ma non ci sono stati disordini.Rice era morto in ospedale il 23 novembre del 2014. Il giorno prima era stato colpito con due colpi di pistola da un agente di polizia intervenuto insieme a un collega in un parco di Cleveland dopo varie segnalazioni al 911. Il ragazzo impugnava una pistola che si è poi scoperto essere ad aria compressa. I due agenti intervenuti avevano raccontato di aver ordinato per tre volte a Rice di alzare le mani, ma che lui avrebbe rifiutato e avrebbe cercato [1] invece di estrarre la pistola dalla cintura dei pantaloni.La scena era stata ripresa da alcune telecamere di sicurezza: nel video si vede l'auto della polizia avvicinarsi a Rice e si vede che nel giro di due secondi un agente gli spara contro due volte. Nella registrazione di una conversazione radio successiva alla sparatoria, si sente un poliziotto dire: "Sparato dei colpi, uomo a terra, un nero, forse ventenne".In un'altra registrazione si sente cosa era stato detto ai poliziotti dall'operatore che riportava le segnalazioni dei residenti: l'operatore parlava di un "maschio nero seduto sulle altalene che si toglie la pistola dai pantaloni e la punta alla gente" e non faceva cenno al fatto che l'arma potesse essere finta, come almeno due persone avevano avvertito nelle loro segnalazioni.Durante una conferenza stampa dopo la decisione del gran giurì, il procuratore della contea di Cuyahoga, Timothy McGinty, ha detto che la morte di Tamir Rice è stata causata da una "tempesta perfetta di errori umani: errori e difficoltà di comunicazione da parte di tutti i soggetti coinvolti quel giorno". Ha anche detto che non c'era alcuna prova di condotta criminale da parte della polizia. I due agenti � Timothy Loehmann, che ha sparato, e il suo collega Frank Garmback � credevano di trovarsi di fronte a un "tiratore attivo" e non erano stati forniti loro dettagli che erano invece fondamentali: il fatto cioè che la pistola era "probabilmente" un giocattolo. La legge, ha precisato McGinty, concede il beneficio del dubbio al poliziotto che "ha avuto pochi secondi per prendere una decisione". (da: "Il poliziotto americano che ha ucciso un dodicenne nero non sarà perseguito", Ilpost.it) Quale di queste affermazioni può essere definita vera dalla lettura del testo? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il presidente degli Stati Uniti ha aperto il 2016 rilanciando la campagna per il controllo della circolazione delle armi da fuoco. Lunedì incontrerà il Procuratore generale Loretta Lynch per programmare alcune misure e preparare l'annuncio. L'obiettivo è rendere più difficile l'acquisto di armi e, per raggiungerlo, non si esclude il ricorso a decreti esecutivi. Il primo 'cambiamento' potrebbe arrivare con un rafforzamento dei background check, i controlli preventivi per verificare se l'acquirente di un'arma ha precedenti penali o soffre di disturbi mentali. La stretta sulla vendita di pistole e fucili riguarderà anche le armi d'assalto, costruite per le guerre ma portate anche per le strade di molti Stati. Secondo le indiscrezioni [1], saranno inaspriti anche i controlli nei grandi punti vendita.In questa direzione va l'introduzione a Seattle di una tassa sull'acquisto di armi: 25 dollari a pistola o fucile venduti, da 2 a 5 centesimi per ogni proiettile. La legge, secondo i giudici, non interferisce con il secondo emendamento della Costituzione americana che garantisce il diritto dei cittadini a possedere un'arma. Un passaggio che, come c'era da aspettarsi, non convince affatto le lobby, tanto che è già stato presentato un ricorso.Mentre a Seattle si introduce la tassa, in Texas entra in vigore la legge che permette di andare in giro con la propria pistola, senza neanche doverla nascondere. Il primo gennaio è entrata in vigore la norma che introduce il principio dell'open carry ovunque. Il provvedimento riguarda un milione di texani, ossia tutti quelli già in possesso di una licenza e che prima potevano trasportare armi nascondendole. Per loro sarà però obbligatorio fornire impronte digitali e sottoporsi a background check più rigidi. L'entrata in vigore della legge ha spaccato l'opinione pubblica. Nonostante negli Usa siano più di 40 gli Stati che consentono, in alcuni casi, di portare liberamente le armi senza doverle nascondere, il Texas è quello più grande. Ventisette milioni di abitanti.Negli Stati Uniti ogni anno sono 32 mila le persone uccise da armi da fuoco. E davanti a ogni tragedia cresce nell'opinione pubblica la volontà di armarsi. Lo dicono i sondaggi elaborati dopo le sparatorie tristemente note in tutto il mondo. Dai massacri alla Columbine High School nel 1999 (il 20 aprile 1999 due studenti aprirono il fuoco a scuola, uccidendo 12 compagni e un insegnante) e a Newtown, dicembre 2012, fino alle ultime stragi all'Umpqua Community College dell'Oregon, a ottobre, e in un centro per disabili di San Bernardino, a dicembre). (da: Luisiana Gaita, "Usa, sulle armi singoli Stati in ordine sparso. Tassate a Seattle. Sempre più libere in Texas", Ilfattoquotidiano.it) Che cosa NON si può affermare dalla lettura del brano? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il presidente degli Stati Uniti ha aperto il 2016 rilanciando la campagna per il controllo della circolazione delle armi da fuoco. Lunedì incontrerà il Procuratore generale Loretta Lynch per programmare alcune misure e preparare l'annuncio. L'obiettivo è rendere più difficile l'acquisto di armi e, per raggiungerlo, non si esclude il ricorso a decreti esecutivi. Il primo 'cambiamento' potrebbe arrivare con un rafforzamento dei background check, i controlli preventivi per verificare se l'acquirente di un'arma ha precedenti penali o soffre di disturbi mentali. La stretta sulla vendita di pistole e fucili riguarderà anche le armi d'assalto, costruite per le guerre ma portate anche per le strade di molti Stati. Secondo le indiscrezioni [1], saranno inaspriti anche i controlli nei grandi punti vendita.In questa direzione va l'introduzione a Seattle di una tassa sull'acquisto di armi: 25 dollari a pistola o fucile venduti, da 2 a 5 centesimi per ogni proiettile. La legge, secondo i giudici, non interferisce con il secondo emendamento della Costituzione americana che garantisce il diritto dei cittadini a possedere un'arma. Un passaggio che, come c'era da aspettarsi, non convince affatto le lobby, tanto che è già stato presentato un ricorso.Mentre a Seattle si introduce la tassa, in Texas entra in vigore la legge che permette di andare in giro con la propria pistola, senza neanche doverla nascondere. Il primo gennaio è entrata in vigore la norma che introduce il principio dell'open carry ovunque. Il provvedimento riguarda un milione di texani, ossia tutti quelli già in possesso di una licenza e che prima potevano trasportare armi nascondendole. Per loro sarà però obbligatorio fornire impronte digitali e sottoporsi a background check più rigidi. L'entrata in vigore della legge ha spaccato l'opinione pubblica. Nonostante negli Usa siano più di 40 gli Stati che consentono, in alcuni casi, di portare liberamente le armi senza doverle nascondere, il Texas è quello più grande. Ventisette milioni di abitanti.Negli Stati Uniti ogni anno sono 32 mila le persone uccise da armi da fuoco. E davanti a ogni tragedia cresce nell'opinione pubblica la volontà di armarsi. Lo dicono i sondaggi elaborati dopo le sparatorie tristemente note in tutto il mondo. Dai massacri alla Columbine High School nel 1999 (il 20 aprile 1999 due studenti aprirono il fuoco a scuola, uccidendo 12 compagni e un insegnante) e a Newtown, dicembre 2012, fino alle ultime stragi all'Umpqua Community College dell'Oregon, a ottobre, e in un centro per disabili di San Bernardino, a dicembre). (da: Luisiana Gaita, "Usa, sulle armi singoli Stati in ordine sparso. Tassate a Seattle. Sempre più libere in Texas", Ilfattoquotidiano.it) Che cosa NON si può affermare dalla lettura del brano? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il presidente degli Stati Uniti ha aperto il 2016 rilanciando la campagna per il controllo della circolazione delle armi da fuoco. Lunedì incontrerà il Procuratore generale Loretta Lynch per programmare alcune misure e preparare l'annuncio. L'obiettivo è rendere più difficile l'acquisto di armi e, per raggiungerlo, non si esclude il ricorso a decreti esecutivi. Il primo 'cambiamento' potrebbe arrivare con un rafforzamento dei background check, i controlli preventivi per verificare se l'acquirente di un'arma ha precedenti penali o soffre di disturbi mentali. La stretta sulla vendita di pistole e fucili riguarderà anche le armi d'assalto, costruite per le guerre ma portate anche per le strade di molti Stati. Secondo le indiscrezioni [1], saranno inaspriti anche i controlli nei grandi punti vendita.In questa direzione va l'introduzione a Seattle di una tassa sull'acquisto di armi: 25 dollari a pistola o fucile venduti, da 2 a 5 centesimi per ogni proiettile. La legge, secondo i giudici, non interferisce con il secondo emendamento della Costituzione americana che garantisce il diritto dei cittadini a possedere un'arma. Un passaggio che, come c'era da aspettarsi, non convince affatto le lobby, tanto che è già stato presentato un ricorso.Mentre a Seattle si introduce la tassa, in Texas entra in vigore la legge che permette di andare in giro con la propria pistola, senza neanche doverla nascondere. Il primo gennaio è entrata in vigore la norma che introduce il principio dell'open carry ovunque. Il provvedimento riguarda un milione di texani, ossia tutti quelli già in possesso di una licenza e che prima potevano trasportare armi nascondendole. Per loro sarà però obbligatorio fornire impronte digitali e sottoporsi a background check più rigidi. L'entrata in vigore della legge ha spaccato l'opinione pubblica. Nonostante negli Usa siano più di 40 gli Stati che consentono, in alcuni casi, di portare liberamente le armi senza doverle nascondere, il Texas è quello più grande. Ventisette milioni di abitanti.Negli Stati Uniti ogni anno sono 32 mila le persone uccise da armi da fuoco. E davanti a ogni tragedia cresce nell'opinione pubblica la volontà di armarsi. Lo dicono i sondaggi elaborati dopo le sparatorie tristemente note in tutto il mondo. Dai massacri alla Columbine High School nel 1999 (il 20 aprile 1999 due studenti aprirono il fuoco a scuola, uccidendo 12 compagni e un insegnante) e a Newtown, dicembre 2012, fino alle ultime stragi all'Umpqua Community College dell'Oregon, a ottobre, e in un centro per disabili di San Bernardino, a dicembre). (da: Luisiana Gaita, "Usa, sulle armi singoli Stati in ordine sparso. Tassate a Seattle. Sempre più libere in Texas", Ilfattoquotidiano.it) Che cosa si può dedurre dalla lettura del brano? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il presidente degli Stati Uniti ha aperto il 2016 rilanciando la campagna per il controllo della circolazione delle armi da fuoco. Lunedì incontrerà il Procuratore generale Loretta Lynch per programmare alcune misure e preparare l'annuncio. L'obiettivo è rendere più difficile l'acquisto di armi e, per raggiungerlo, non si esclude il ricorso a decreti esecutivi. Il primo 'cambiamento' potrebbe arrivare con un rafforzamento dei background check, i controlli preventivi per verificare se l'acquirente di un'arma ha precedenti penali o soffre di disturbi mentali. La stretta sulla vendita di pistole e fucili riguarderà anche le armi d'assalto, costruite per le guerre ma portate anche per le strade di molti Stati. Secondo le indiscrezioni [1], saranno inaspriti anche i controlli nei grandi punti vendita.In questa direzione va l'introduzione a Seattle di una tassa sull'acquisto di armi: 25 dollari a pistola o fucile venduti, da 2 a 5 centesimi per ogni proiettile. La legge, secondo i giudici, non interferisce con il secondo emendamento della Costituzione americana che garantisce il diritto dei cittadini a possedere un'arma. Un passaggio che, come c'era da aspettarsi, non convince affatto le lobby, tanto che è già stato presentato un ricorso.Mentre a Seattle si introduce la tassa, in Texas entra in vigore la legge che permette di andare in giro con la propria pistola, senza neanche doverla nascondere. Il primo gennaio è entrata in vigore la norma che introduce il principio dell'open carry ovunque. Il provvedimento riguarda un milione di texani, ossia tutti quelli già in possesso di una licenza e che prima potevano trasportare armi nascondendole. Per loro sarà però obbligatorio fornire impronte digitali e sottoporsi a background check più rigidi. L'entrata in vigore della legge ha spaccato l'opinione pubblica. Nonostante negli Usa siano più di 40 gli Stati che consentono, in alcuni casi, di portare liberamente le armi senza doverle nascondere, il Texas è quello più grande. Ventisette milioni di abitanti.Negli Stati Uniti ogni anno sono 32 mila le persone uccise da armi da fuoco. E davanti a ogni tragedia cresce nell'opinione pubblica la volontà di armarsi. Lo dicono i sondaggi elaborati dopo le sparatorie tristemente note in tutto il mondo. Dai massacri alla Columbine High School nel 1999 (il 20 aprile 1999 due studenti aprirono il fuoco a scuola, uccidendo 12 compagni e un insegnante) e a Newtown, dicembre 2012, fino alle ultime stragi all'Umpqua Community College dell'Oregon, a ottobre, e in un centro per disabili di San Bernardino, a dicembre). (da: Luisiana Gaita, "Usa, sulle armi singoli Stati in ordine sparso. Tassate a Seattle. Sempre più libere in Texas", Ilfattoquotidiano.it) Che cosa NON si può affermare dalla lettura del brano? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il presidente degli Stati Uniti ha aperto il 2016 rilanciando la campagna per il controllo della circolazione delle armi da fuoco. Lunedì incontrerà il Procuratore generale Loretta Lynch per programmare alcune misure e preparare l'annuncio. L'obiettivo è rendere più difficile l'acquisto di armi e, per raggiungerlo, non si esclude il ricorso a decreti esecutivi. Il primo 'cambiamento' potrebbe arrivare con un rafforzamento dei background check, i controlli preventivi per verificare se l'acquirente di un'arma ha precedenti penali o soffre di disturbi mentali. La stretta sulla vendita di pistole e fucili riguarderà anche le armi d'assalto, costruite per le guerre ma portate anche per le strade di molti Stati. Secondo le indiscrezioni [1], saranno inaspriti anche i controlli nei grandi punti vendita.In questa direzione va l'introduzione a Seattle di una tassa sull'acquisto di armi: 25 dollari a pistola o fucile venduti, da 2 a 5 centesimi per ogni proiettile. La legge, secondo i giudici, non interferisce con il secondo emendamento della Costituzione americana che garantisce il diritto dei cittadini a possedere un'arma. Un passaggio che, come c'era da aspettarsi, non convince affatto le lobby, tanto che è già stato presentato un ricorso.Mentre a Seattle si introduce la tassa, in Texas entra in vigore la legge che permette di andare in giro con la propria pistola, senza neanche doverla nascondere. Il primo gennaio è entrata in vigore la norma che introduce il principio dell'open carry ovunque. Il provvedimento riguarda un milione di texani, ossia tutti quelli già in possesso di una licenza e che prima potevano trasportare armi nascondendole. Per loro sarà però obbligatorio fornire impronte digitali e sottoporsi a background check più rigidi. L'entrata in vigore della legge ha spaccato l'opinione pubblica. Nonostante negli Usa siano più di 40 gli Stati che consentono, in alcuni casi, di portare liberamente le armi senza doverle nascondere, il Texas è quello più grande. Ventisette milioni di abitanti.Negli Stati Uniti ogni anno sono 32 mila le persone uccise da armi da fuoco. E davanti a ogni tragedia cresce nell'opinione pubblica la volontà di armarsi. Lo dicono i sondaggi elaborati dopo le sparatorie tristemente note in tutto il mondo. Dai massacri alla Columbine High School nel 1999 (il 20 aprile 1999 due studenti aprirono il fuoco a scuola, uccidendo 12 compagni e un insegnante) e a Newtown, dicembre 2012, fino alle ultime stragi all'Umpqua Community College dell'Oregon, a ottobre, e in un centro per disabili di San Bernardino, a dicembre). (da: Luisiana Gaita, "Usa, sulle armi singoli Stati in ordine sparso. Tassate a Seattle. Sempre più libere in Texas", Ilfattoquotidiano.it) Che cosa significa il termine "indiscrezione"[1]? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il primitivo mercato in Grecia fu l'agorà e in Italia il forum. Con lo svilupparsi della vita pubblica, in queste piazze si stabilirono mercati speciali in zone determinate. Così a Roma sorsero il forum piscatorium (mercato del pesce), olitorium (delle verdure), vinarium (del vino), suarium (dei maiali), cuppedinis (delle ghiottonerie). A Roma si fissò la tipologia dell'edificio, diffusa poi nell'impero: era costituito essenzialmente da un'area porticata, con le tabernae, e da un fabbricato circolare, o poligonale, centrale (tholus adibito a macello). Esempio classico è quello di Pompei. I cosiddetti Mercati Traianei di Roma, sulle pendici del Quirinale, erano in realtà un complesso di edifici legati alle attività del foro e destinati a funzioni gestionali e amministrative.Nelle città medievali europee il mercato prese posto in principio in spazi aperti di proprietà vescovile o imperiale, in Italia detti broli (dal celtico broga "campo"), intorno ai quali sorsero edifici chiusi, detti appunto broletti; in seguito, aumentando il peso politico dei mercanti, il mercato si spostò su aree di proprietà comunale, in strade o piazze con facilità d'accesso e spesso circondate da porticati, o in loggiati al piano terreno di edifici pubblici, talvolta presso gli stessi broletti. Particolare cura fu data alla collocazione del mercato del pesce nelle adiacenze [1] di corsi d'acqua. In alcuni casi sorsero anche edifici per la vendita di una determinata derrata (loggia per le granaglie di Orsanmichele, a Firenze; portico del grano a Carpi ecc.). Una sensibile influenza sul mercato europeo fu esercitata dai bazar orientali, specie nella razionale divisione del mercato in zone riservate alle varie categorie di merci. Fuori d'Italia sorsero mercati interamente coperti (halles), come la grande sala del mercato della carne a Haarlem.L'architettura del Rinascimento, in alcuni casi, conferì ai mercati la forma monumentale di grandiosi loggiati con funzione pubblica e ornamentale. Le fontane, oltre che di pratica necessità, ne divennero ornamento. Durante il XIX sec., lo sviluppo delle città e le loro mutate esigenze contribuirono alla creazione di nuovi tipi di impianti, di maggiore mole, realizzati grazie ai nuovi sistemi costruttivi basati sull'uso di strutture di ferro e coperture di vetro, come le Halles Centrales di Parigi rimaste in uso fino alla fine degli anni 1960. (da: Enciclopedia Treccani � voce "mercato/architettura") Quale delle seguenti affermazioni è deducibile dal testo? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il primitivo mercato in Grecia fu l'agorà e in Italia il forum. Con lo svilupparsi della vita pubblica, in queste piazze si stabilirono mercati speciali in zone determinate. Così a Roma sorsero il forum piscatorium (mercato del pesce), olitorium (delle verdure), vinarium (del vino), suarium (dei maiali), cuppedinis (delle ghiottonerie). A Roma si fissò la tipologia dell'edificio, diffusa poi nell'impero: era costituito essenzialmente da un'area porticata, con le tabernae, e da un fabbricato circolare, o poligonale, centrale (tholus adibito a macello). Esempio classico è quello di Pompei. I cosiddetti Mercati Traianei di Roma, sulle pendici del Quirinale, erano in realtà un complesso di edifici legati alle attività del foro e destinati a funzioni gestionali e amministrative.Nelle città medievali europee il mercato prese posto in principio in spazi aperti di proprietà vescovile o imperiale, in Italia detti broli (dal celtico broga "campo"), intorno ai quali sorsero edifici chiusi, detti appunto broletti; in seguito, aumentando il peso politico dei mercanti, il mercato si spostò su aree di proprietà comunale, in strade o piazze con facilità d'accesso e spesso circondate da porticati, o in loggiati al piano terreno di edifici pubblici, talvolta presso gli stessi broletti. Particolare cura fu data alla collocazione del mercato del pesce nelle adiacenze [1] di corsi d'acqua. In alcuni casi sorsero anche edifici per la vendita di una determinata derrata (loggia per le granaglie di Orsanmichele, a Firenze; portico del grano a Carpi ecc.). Una sensibile influenza sul mercato europeo fu esercitata dai bazar orientali, specie nella razionale divisione del mercato in zone riservate alle varie categorie di merci. Fuori d'Italia sorsero mercati interamente coperti (halles), come la grande sala del mercato della carne a Haarlem.L'architettura del Rinascimento, in alcuni casi, conferì ai mercati la forma monumentale di grandiosi loggiati con funzione pubblica e ornamentale. Le fontane, oltre che di pratica necessità, ne divennero ornamento. Durante il XIX sec., lo sviluppo delle città e le loro mutate esigenze contribuirono alla creazione di nuovi tipi di impianti, di maggiore mole, realizzati grazie ai nuovi sistemi costruttivi basati sull'uso di strutture di ferro e coperture di vetro, come le Halles Centrales di Parigi rimaste in uso fino alla fine degli anni 1960. (da: Enciclopedia Treccani � voce "mercato/architettura") Che cosa significa il termine "adiacenza" [1] che si trova nel brano? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il primitivo mercato in Grecia fu l'agorà e in Italia il forum. Con lo svilupparsi della vita pubblica, in queste piazze si stabilirono mercati speciali in zone determinate. Così a Roma sorsero il forum piscatorium (mercato del pesce), olitorium (delle verdure), vinarium (del vino), suarium (dei maiali), cuppedinis (delle ghiottonerie). A Roma si fissò la tipologia dell'edificio, diffusa poi nell'impero: era costituito essenzialmente da un'area porticata, con le tabernae, e da un fabbricato circolare, o poligonale, centrale (tholus adibito a macello). Esempio classico è quello di Pompei. I cosiddetti Mercati Traianei di Roma, sulle pendici del Quirinale, erano in realtà un complesso di edifici legati alle attività del foro e destinati a funzioni gestionali e amministrative.Nelle città medievali europee il mercato prese posto in principio in spazi aperti di proprietà vescovile o imperiale, in Italia detti broli (dal celtico broga "campo"), intorno ai quali sorsero edifici chiusi, detti appunto broletti; in seguito, aumentando il peso politico dei mercanti, il mercato si spostò su aree di proprietà comunale, in strade o piazze con facilità d'accesso e spesso circondate da porticati, o in loggiati al piano terreno di edifici pubblici, talvolta presso gli stessi broletti. Particolare cura fu data alla collocazione del mercato del pesce nelle adiacenze [1] di corsi d'acqua. In alcuni casi sorsero anche edifici per la vendita di una determinata derrata (loggia per le granaglie di Orsanmichele, a Firenze; portico del grano a Carpi ecc.). Una sensibile influenza sul mercato europeo fu esercitata dai bazar orientali, specie nella razionale divisione del mercato in zone riservate alle varie categorie di merci. Fuori d'Italia sorsero mercati interamente coperti (halles), come la grande sala del mercato della carne a Haarlem.L'architettura del Rinascimento, in alcuni casi, conferì ai mercati la forma monumentale di grandiosi loggiati con funzione pubblica e ornamentale. Le fontane, oltre che di pratica necessità, ne divennero ornamento. Durante il XIX sec., lo sviluppo delle città e le loro mutate esigenze contribuirono alla creazione di nuovi tipi di impianti, di maggiore mole, realizzati grazie ai nuovi sistemi costruttivi basati sull'uso di strutture di ferro e coperture di vetro, come le Halles Centrales di Parigi rimaste in uso fino alla fine degli anni 1960. (da: Enciclopedia Treccani � voce "mercato/architettura") Quale delle seguenti alternative NON è deducibile dalla lettura del brano? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il primitivo mercato in Grecia fu l'agorà e in Italia il forum. Con lo svilupparsi della vita pubblica, in queste piazze si stabilirono mercati speciali in zone determinate. Così a Roma sorsero il forum piscatorium (mercato del pesce), olitorium (delle verdure), vinarium (del vino), suarium (dei maiali), cuppedinis (delle ghiottonerie). A Roma si fissò la tipologia dell'edificio, diffusa poi nell'impero: era costituito essenzialmente da un'area porticata, con le tabernae, e da un fabbricato circolare, o poligonale, centrale (tholus adibito a macello). Esempio classico è quello di Pompei. I cosiddetti Mercati Traianei di Roma, sulle pendici del Quirinale, erano in realtà un complesso di edifici legati alle attività del foro e destinati a funzioni gestionali e amministrative.Nelle città medievali europee il mercato prese posto in principio in spazi aperti di proprietà vescovile o imperiale, in Italia detti broli (dal celtico broga "campo"), intorno ai quali sorsero edifici chiusi, detti appunto broletti; in seguito, aumentando il peso politico dei mercanti, il mercato si spostò su aree di proprietà comunale, in strade o piazze con facilità d'accesso e spesso circondate da porticati, o in loggiati al piano terreno di edifici pubblici, talvolta presso gli stessi broletti. Particolare cura fu data alla collocazione del mercato del pesce nelle adiacenze [1] di corsi d'acqua. In alcuni casi sorsero anche edifici per la vendita di una determinata derrata (loggia per le granaglie di Orsanmichele, a Firenze; portico del grano a Carpi ecc.). Una sensibile influenza sul mercato europeo fu esercitata dai bazar orientali, specie nella razionale divisione del mercato in zone riservate alle varie categorie di merci. Fuori d'Italia sorsero mercati interamente coperti (halles), come la grande sala del mercato della carne a Haarlem.L'architettura del Rinascimento, in alcuni casi, conferì ai mercati la forma monumentale di grandiosi loggiati con funzione pubblica e ornamentale. Le fontane, oltre che di pratica necessità, ne divennero ornamento. Durante il XIX sec., lo sviluppo delle città e le loro mutate esigenze contribuirono alla creazione di nuovi tipi di impianti, di maggiore mole, realizzati grazie ai nuovi sistemi costruttivi basati sull'uso di strutture di ferro e coperture di vetro, come le Halles Centrales di Parigi rimaste in uso fino alla fine degli anni 1960. (da: Enciclopedia Treccani � voce "mercato/architettura") Quale delle seguenti affermazioni è deducibile dal testo? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il primitivo mercato in Grecia fu l'agorà e in Italia il forum. Con lo svilupparsi della vita pubblica, in queste piazze si stabilirono mercati speciali in zone determinate. Così a Roma sorsero il forum piscatorium (mercato del pesce), olitorium (delle verdure), vinarium (del vino), suarium (dei maiali), cuppedinis (delle ghiottonerie). A Roma si fissò la tipologia dell'edificio, diffusa poi nell'impero: era costituito essenzialmente da un'area porticata, con le tabernae, e da un fabbricato circolare, o poligonale, centrale (tholus adibito a macello). Esempio classico è quello di Pompei. I cosiddetti Mercati Traianei di Roma, sulle pendici del Quirinale, erano in realtà un complesso di edifici legati alle attività del foro e destinati a funzioni gestionali e amministrative.Nelle città medievali europee il mercato prese posto in principio in spazi aperti di proprietà vescovile o imperiale, in Italia detti broli (dal celtico broga "campo"), intorno ai quali sorsero edifici chiusi, detti appunto broletti; in seguito, aumentando il peso politico dei mercanti, il mercato si spostò su aree di proprietà comunale, in strade o piazze con facilità d'accesso e spesso circondate da porticati, o in loggiati al piano terreno di edifici pubblici, talvolta presso gli stessi broletti. Particolare cura fu data alla collocazione del mercato del pesce nelle adiacenze [1] di corsi d'acqua. In alcuni casi sorsero anche edifici per la vendita di una determinata derrata (loggia per le granaglie di Orsanmichele, a Firenze; portico del grano a Carpi ecc.). Una sensibile influenza sul mercato europeo fu esercitata dai bazar orientali, specie nella razionale divisione del mercato in zone riservate alle varie categorie di merci. Fuori d'Italia sorsero mercati interamente coperti (halles), come la grande sala del mercato della carne a Haarlem.L'architettura del Rinascimento, in alcuni casi, conferì ai mercati la forma monumentale di grandiosi loggiati con funzione pubblica e ornamentale. Le fontane, oltre che di pratica necessità, ne divennero ornamento. Durante il XIX sec., lo sviluppo delle città e le loro mutate esigenze contribuirono alla creazione di nuovi tipi di impianti, di maggiore mole, realizzati grazie ai nuovi sistemi costruttivi basati sull'uso di strutture di ferro e coperture di vetro, come le Halles Centrales di Parigi rimaste in uso fino alla fine degli anni 1960. (da: Enciclopedia Treccani � voce "mercato/architettura") Quale delle seguenti alternative NON si può dedurre dalla lettura del brano? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il problema dell'ordinamento dei testi è un problema reale perché in assenza di autografi, che lo si voglia o no, ogni ordinamento finisce per contenere un giudizio sia sui rapporti che sussistono fra i diversi testi che compongono il libro sia sulla loro cronologia relativa (a meno che, s'intende, non si opti per soluzioni neutre come l'ordinamento alfabetico, o la suddivisione per genere metrico: ma anche questo in fondo è un giudizio). Qui e nelle pagine che seguono prenderò come base per le mie osservazioni soprattutto, anche se non solo, le Rime di Dante: perché sono, col Canzoniere di Petrarca, il libro di poesie più importante e influente del Medioevo italiano, e perché i problemi che le Rime pongono sono simili a quelli posti da gran parte dei libri di poesia medievali, siano essi latini, italiani, francesi o provenzali.Le Rime di Dante sarebbero, a rigore, tutte le poesie composte da Dante. Di fatto, gli studiosi chiamano Rime solo una parte di questo corpus, e cioè tutte le poesie volgari di Dante che non sono comprese nella Vita nova e nel Convivio. [1] Questa definizione negativa (tutto ciò che non è compreso in) fa subito capire in che termini si ponga il problema dell'ordinamento. Per le prove che abbiamo, non solo non esistono autografi delle Rime, ma Dante non sembra aver dato ad esse alcun ordine riconoscibile. È un notevolissimo 'resto' che l'autore non si è curato di riordinare, di organizzare in un libro così come farà invece mezzo secolo più tardi Petrarca. Di qui il problema, la necessità di decidere secondo quale ordine stampare i testi. Il lettore che si fidi senza battere ciglio delle edizioni critiche, rinunciando al parere personale, si trova qui a un'impasse: perché le due edizioni critiche esistenti danno al problema soluzioni opposte. Michele Barbi ha tentato di ricostruire una cronologia raccogliendo le poesie in sezioni ciascuna intitolata a un momento della vita (Rime del tempo della "Vita nova") o della carriera di Dante, o a un 'genere' (Rime allegoriche e dottrinali). Domenico De Robertis ha rifiutato queste ipotesi sulla cronologia e alla luce della tradizione manoscritta ha cercato di ricostruire il 'libro' delle Rime di Dante non nella forma in cui esso è stato concepito dal poeta (perché un libro così fatto "non è mai esistito nella mente di lui") ma nella forma in cui l'hanno conosciuto i più antichi lettori: ha cercato cioè di ridarci le Rime nella successione in cui probabilmente le leggevano i lettori trecenteschi. (da "Leggere la poesia medievale, leggere la poesia moderna", http://www.claudiogiunta.it/) Quale delle seguenti alternative riflette l'opinione dell'autore del brano? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il problema dell'ordinamento dei testi è un problema reale perché in assenza di autografi, che lo si voglia o no, ogni ordinamento finisce per contenere un giudizio sia sui rapporti che sussistono fra i diversi testi che compongono il libro sia sulla loro cronologia relativa (a meno che, s'intende, non si opti per soluzioni neutre come l'ordinamento alfabetico, o la suddivisione per genere metrico: ma anche questo in fondo è un giudizio). Qui e nelle pagine che seguono prenderò come base per le mie osservazioni soprattutto, anche se non solo, le Rime di Dante: perché sono, col Canzoniere di Petrarca, il libro di poesie più importante e influente del Medioevo italiano, e perché i problemi che le Rime pongono sono simili a quelli posti da gran parte dei libri di poesia medievali, siano essi latini, italiani, francesi o provenzali.Le Rime di Dante sarebbero, a rigore, tutte le poesie composte da Dante. Di fatto, gli studiosi chiamano Rime solo una parte di questo corpus, e cioè tutte le poesie volgari di Dante che non sono comprese nella Vita nova e nel Convivio. [1] Questa definizione negativa (tutto ciò che non è compreso in) fa subito capire in che termini si ponga il problema dell'ordinamento. Per le prove che abbiamo, non solo non esistono autografi delle Rime, ma Dante non sembra aver dato ad esse alcun ordine riconoscibile. È un notevolissimo 'resto' che l'autore non si è curato di riordinare, di organizzare in un libro così come farà invece mezzo secolo più tardi Petrarca. Di qui il problema, la necessità di decidere secondo quale ordine stampare i testi. Il lettore che si fidi senza battere ciglio delle edizioni critiche, rinunciando al parere personale, si trova qui a un'impasse: perché le due edizioni critiche esistenti danno al problema soluzioni opposte. Michele Barbi ha tentato di ricostruire una cronologia raccogliendo le poesie in sezioni ciascuna intitolata a un momento della vita (Rime del tempo della "Vita nova") o della carriera di Dante, o a un 'genere' (Rime allegoriche e dottrinali). Domenico De Robertis ha rifiutato queste ipotesi sulla cronologia e alla luce della tradizione manoscritta ha cercato di ricostruire il 'libro' delle Rime di Dante non nella forma in cui esso è stato concepito dal poeta (perché un libro così fatto "non è mai esistito nella mente di lui") ma nella forma in cui l'hanno conosciuto i più antichi lettori: ha cercato cioè di ridarci le Rime nella successione in cui probabilmente le leggevano i lettori trecenteschi. (da "Leggere la poesia medievale, leggere la poesia moderna", http://www.claudiogiunta.it/) Quale delle seguenti affermazioni NON è deducibile dal brano? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il problema dell'ordinamento dei testi è un problema reale perché in assenza di autografi, che lo si voglia o no, ogni ordinamento finisce per contenere un giudizio sia sui rapporti che sussistono fra i diversi testi che compongono il libro sia sulla loro cronologia relativa (a meno che, s'intende, non si opti per soluzioni neutre come l'ordinamento alfabetico, o la suddivisione per genere metrico: ma anche questo in fondo è un giudizio). Qui e nelle pagine che seguono prenderò come base per le mie osservazioni soprattutto, anche se non solo, le Rime di Dante: perché sono, col Canzoniere di Petrarca, il libro di poesie più importante e influente del Medioevo italiano, e perché i problemi che le Rime pongono sono simili a quelli posti da gran parte dei libri di poesia medievali, siano essi latini, italiani, francesi o provenzali.Le Rime di Dante sarebbero, a rigore, tutte le poesie composte da Dante. Di fatto, gli studiosi chiamano Rime solo una parte di questo corpus, e cioè tutte le poesie volgari di Dante che non sono comprese nella Vita nova e nel Convivio. [1] Questa definizione negativa (tutto ciò che non è compreso in) fa subito capire in che termini si ponga il problema dell'ordinamento. Per le prove che abbiamo, non solo non esistono autografi delle Rime, ma Dante non sembra aver dato ad esse alcun ordine riconoscibile. È un notevolissimo 'resto' che l'autore non si è curato di riordinare, di organizzare in un libro così come farà invece mezzo secolo più tardi Petrarca. Di qui il problema, la necessità di decidere secondo quale ordine stampare i testi. Il lettore che si fidi senza battere ciglio delle edizioni critiche, rinunciando al parere personale, si trova qui a un'impasse: perché le due edizioni critiche esistenti danno al problema soluzioni opposte. Michele Barbi ha tentato di ricostruire una cronologia raccogliendo le poesie in sezioni ciascuna intitolata a un momento della vita (Rime del tempo della "Vita nova") o della carriera di Dante, o a un 'genere' (Rime allegoriche e dottrinali). Domenico De Robertis ha rifiutato queste ipotesi sulla cronologia e alla luce della tradizione manoscritta ha cercato di ricostruire il 'libro' delle Rime di Dante non nella forma in cui esso è stato concepito dal poeta (perché un libro così fatto "non è mai esistito nella mente di lui") ma nella forma in cui l'hanno conosciuto i più antichi lettori: ha cercato cioè di ridarci le Rime nella successione in cui probabilmente le leggevano i lettori trecenteschi. (da "Leggere la poesia medievale, leggere la poesia moderna", http://www.claudiogiunta.it/) Michele Barbi e Domenico De Robertis sono: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il problema dell'ordinamento dei testi è un problema reale perché in assenza di autografi, che lo si voglia o no, ogni ordinamento finisce per contenere un giudizio sia sui rapporti che sussistono fra i diversi testi che compongono il libro sia sulla loro cronologia relativa (a meno che, s'intende, non si opti per soluzioni neutre come l'ordinamento alfabetico, o la suddivisione per genere metrico: ma anche questo in fondo è un giudizio). Qui e nelle pagine che seguono prenderò come base per le mie osservazioni soprattutto, anche se non solo, le Rime di Dante: perché sono, col Canzoniere di Petrarca, il libro di poesie più importante e influente del Medioevo italiano, e perché i problemi che le Rime pongono sono simili a quelli posti da gran parte dei libri di poesia medievali, siano essi latini, italiani, francesi o provenzali.Le Rime di Dante sarebbero, a rigore, tutte le poesie composte da Dante. Di fatto, gli studiosi chiamano Rime solo una parte di questo corpus, e cioè tutte le poesie volgari di Dante che non sono comprese nella Vita nova e nel Convivio. [1] Questa definizione negativa (tutto ciò che non è compreso in) fa subito capire in che termini si ponga il problema dell'ordinamento. Per le prove che abbiamo, non solo non esistono autografi delle Rime, ma Dante non sembra aver dato ad esse alcun ordine riconoscibile. È un notevolissimo 'resto' che l'autore non si è curato di riordinare, di organizzare in un libro così come farà invece mezzo secolo più tardi Petrarca. Di qui il problema, la necessità di decidere secondo quale ordine stampare i testi. Il lettore che si fidi senza battere ciglio delle edizioni critiche, rinunciando al parere personale, si trova qui a un'impasse: perché le due edizioni critiche esistenti danno al problema soluzioni opposte. Michele Barbi ha tentato di ricostruire una cronologia raccogliendo le poesie in sezioni ciascuna intitolata a un momento della vita (Rime del tempo della "Vita nova") o della carriera di Dante, o a un 'genere' (Rime allegoriche e dottrinali). Domenico De Robertis ha rifiutato queste ipotesi sulla cronologia e alla luce della tradizione manoscritta ha cercato di ricostruire il 'libro' delle Rime di Dante non nella forma in cui esso è stato concepito dal poeta (perché un libro così fatto "non è mai esistito nella mente di lui") ma nella forma in cui l'hanno conosciuto i più antichi lettori: ha cercato cioè di ridarci le Rime nella successione in cui probabilmente le leggevano i lettori trecenteschi. (da "Leggere la poesia medievale, leggere la poesia moderna", http://www.claudiogiunta.it/) Con "definizione negativa" [1] l'autore del brano intende dire che: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il problema dell'ordinamento dei testi è un problema reale perché in assenza di autografi, che lo si voglia o no, ogni ordinamento finisce per contenere un giudizio sia sui rapporti che sussistono fra i diversi testi che compongono il libro sia sulla loro cronologia relativa (a meno che, s'intende, non si opti per soluzioni neutre come l'ordinamento alfabetico, o la suddivisione per genere metrico: ma anche questo in fondo è un giudizio). Qui e nelle pagine che seguono prenderò come base per le mie osservazioni soprattutto, anche se non solo, le Rime di Dante: perché sono, col Canzoniere di Petrarca, il libro di poesie più importante e influente del Medioevo italiano, e perché i problemi che le Rime pongono sono simili a quelli posti da gran parte dei libri di poesia medievali, siano essi latini, italiani, francesi o provenzali.Le Rime di Dante sarebbero, a rigore, tutte le poesie composte da Dante. Di fatto, gli studiosi chiamano Rime solo una parte di questo corpus, e cioè tutte le poesie volgari di Dante che non sono comprese nella Vita nova e nel Convivio. [1] Questa definizione negativa (tutto ciò che non è compreso in) fa subito capire in che termini si ponga il problema dell'ordinamento. Per le prove che abbiamo, non solo non esistono autografi delle Rime, ma Dante non sembra aver dato ad esse alcun ordine riconoscibile. È un notevolissimo 'resto' che l'autore non si è curato di riordinare, di organizzare in un libro così come farà invece mezzo secolo più tardi Petrarca. Di qui il problema, la necessità di decidere secondo quale ordine stampare i testi. Il lettore che si fidi senza battere ciglio delle edizioni critiche, rinunciando al parere personale, si trova qui a un'impasse: perché le due edizioni critiche esistenti danno al problema soluzioni opposte. Michele Barbi ha tentato di ricostruire una cronologia raccogliendo le poesie in sezioni ciascuna intitolata a un momento della vita (Rime del tempo della "Vita nova") o della carriera di Dante, o a un 'genere' (Rime allegoriche e dottrinali). Domenico De Robertis ha rifiutato queste ipotesi sulla cronologia e alla luce della tradizione manoscritta ha cercato di ricostruire il 'libro' delle Rime di Dante non nella forma in cui esso è stato concepito dal poeta (perché un libro così fatto "non è mai esistito nella mente di lui") ma nella forma in cui l'hanno conosciuto i più antichi lettori: ha cercato cioè di ridarci le Rime nella successione in cui probabilmente le leggevano i lettori trecenteschi. (da "Leggere la poesia medievale, leggere la poesia moderna", http://www.claudiogiunta.it/) Qual è il tema principale messo in luce dall'autore del brano? |
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