Tutte le domande del quiz : Branitratto da:Guardia di Finanza Quiz - 631 allievi marescialli 2018 (90° corso) Concorso pubblico, per titoli ed esami, per 631 allievi marescialli 2018  Esercitati su questo Quiz  |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il writing, o anche detto graffitismo, è una manifestazione sociale, culturale e artistica diffusa in tutto il pianeta, che si basa sull'espressione della propria creatività attraverso interventi su materiale urbano.Questo fenomeno viene spesso considerato un atto di vandalismo, poiché spesso i supporti utilizzati sono mezzi pubblici o edifici di interesse storico e artistico.La differenza tra atti di vandalismo e il writing la si trova nelle motivazioni che spingono a dipingere. Il fenomeno del writing ci colpisce con un tale impatto da non poter esser frainteso.Il confine fra arte e vandalismo e tra fascino e illegalità non è altro che una serie di sfumature, e a illuminare il pubblico ci hanno pensato artisti di fama internazionale, tra i quali Banksy, Haring, Blu, Julian Beever (Pavement Drawings) ecc..Da quando esistono i graffiti i pensieri si dividono tra chi vuole che la città resti pulita da ogni tipo di scritta e tra chi invece ha reso disponibili zone urbane, così che i graffitari possano esprimere la propria arte.Per esempio ci sono comuni che organizzano manifestazioni e rendono disponibili spazi per realizzare le loro opere, che in alcuni casi non possono non essere considerati opere d'arte vere e proprie.Tra questi comuni ci sono Bologna, che ha reso disponibili alcune zone con "ricoloriamo la città", Padova, Salsomaggiore, Macerata, Valle Camonica (BS), Casale di Carinola (Caserta), Castano Primo (MI), Monza, Romano di Lombardia (BG) ecc...La Street Art è il nome dato dai media per comprendere quelle forme di arti che si manifestano in luoghi pubblici.Ogni artista che pratica Street Art ha delle motivazioni personali, che possono essere varie. Alcuni la praticano come forma di sovversione [1], critica o come tentativo di abolire la proprietà privata, rivendicando le strade e le piazze; altri invece vedono le città come un posto in cui poter esprimere le proprie emozioni ed esperienze, la propria arte attraverso le loro creazioni. La Street Art infatti vanta un pubblico vastissimo, spesso più ampio di quello di una tradizionale galleria d'arte. (Archivio Selexi) Quali sono, in base al testo, i supporti spesso utilizzati dalla street art? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il writing, o anche detto graffitismo, è una manifestazione sociale, culturale e artistica diffusa in tutto il pianeta, che si basa sull'espressione della propria creatività attraverso interventi su materiale urbano.Questo fenomeno viene spesso considerato un atto di vandalismo, poiché spesso i supporti utilizzati sono mezzi pubblici o edifici di interesse storico e artistico.La differenza tra atti di vandalismo e il writing la si trova nelle motivazioni che spingono a dipingere. Il fenomeno del writing ci colpisce con un tale impatto da non poter esser frainteso.Il confine fra arte e vandalismo e tra fascino e illegalità non è altro che una serie di sfumature, e a illuminare il pubblico ci hanno pensato artisti di fama internazionale, tra i quali Banksy, Haring, Blu, Julian Beever (Pavement Drawings) ecc..Da quando esistono i graffiti i pensieri si dividono tra chi vuole che la città resti pulita da ogni tipo di scritta e tra chi invece ha reso disponibili zone urbane, così che i graffitari possano esprimere la propria arte.Per esempio ci sono comuni che organizzano manifestazioni e rendono disponibili spazi per realizzare le loro opere, che in alcuni casi non possono non essere considerati opere d'arte vere e proprie.Tra questi comuni ci sono Bologna, che ha reso disponibili alcune zone con "ricoloriamo la città", Padova, Salsomaggiore, Macerata, Valle Camonica (BS), Casale di Carinola (Caserta), Castano Primo (MI), Monza, Romano di Lombardia (BG) ecc...La Street Art è il nome dato dai media per comprendere quelle forme di arti che si manifestano in luoghi pubblici.Ogni artista che pratica Street Art ha delle motivazioni personali, che possono essere varie. Alcuni la praticano come forma di sovversione [1], critica o come tentativo di abolire la proprietà privata, rivendicando le strade e le piazze; altri invece vedono le città come un posto in cui poter esprimere le proprie emozioni ed esperienze, la propria arte attraverso le loro creazioni. La Street Art infatti vanta un pubblico vastissimo, spesso più ampio di quello di una tradizionale galleria d'arte. (Archivio Selexi) Quale delle seguenti affermazioni deducibili dal testo è corretta? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il writing, o anche detto graffitismo, è una manifestazione sociale, culturale e artistica diffusa in tutto il pianeta, che si basa sull'espressione della propria creatività attraverso interventi su materiale urbano.Questo fenomeno viene spesso considerato un atto di vandalismo, poiché spesso i supporti utilizzati sono mezzi pubblici o edifici di interesse storico e artistico.La differenza tra atti di vandalismo e il writing la si trova nelle motivazioni che spingono a dipingere. Il fenomeno del writing ci colpisce con un tale impatto da non poter esser frainteso.Il confine fra arte e vandalismo e tra fascino e illegalità non è altro che una serie di sfumature, e a illuminare il pubblico ci hanno pensato artisti di fama internazionale, tra i quali Banksy, Haring, Blu, Julian Beever (Pavement Drawings) ecc..Da quando esistono i graffiti i pensieri si dividono tra chi vuole che la città resti pulita da ogni tipo di scritta e tra chi invece ha reso disponibili zone urbane, così che i graffitari possano esprimere la propria arte.Per esempio ci sono comuni che organizzano manifestazioni e rendono disponibili spazi per realizzare le loro opere, che in alcuni casi non possono non essere considerati opere d'arte vere e proprie.Tra questi comuni ci sono Bologna, che ha reso disponibili alcune zone con "ricoloriamo la città", Padova, Salsomaggiore, Macerata, Valle Camonica (BS), Casale di Carinola (Caserta), Castano Primo (MI), Monza, Romano di Lombardia (BG) ecc...La Street Art è il nome dato dai media per comprendere quelle forme di arti che si manifestano in luoghi pubblici.Ogni artista che pratica Street Art ha delle motivazioni personali, che possono essere varie. Alcuni la praticano come forma di sovversione [1], critica o come tentativo di abolire la proprietà privata, rivendicando le strade e le piazze; altri invece vedono le città come un posto in cui poter esprimere le proprie emozioni ed esperienze, la propria arte attraverso le loro creazioni. La Street Art infatti vanta un pubblico vastissimo, spesso più ampio di quello di una tradizionale galleria d'arte. (Archivio Selexi) Quale delle seguenti affermazioni deducibili dal testo NON è corretta? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il writing, o anche detto graffitismo, è una manifestazione sociale, culturale e artistica diffusa in tutto il pianeta, che si basa sull'espressione della propria creatività attraverso interventi su materiale urbano.Questo fenomeno viene spesso considerato un atto di vandalismo, poiché spesso i supporti utilizzati sono mezzi pubblici o edifici di interesse storico e artistico.La differenza tra atti di vandalismo e il writing la si trova nelle motivazioni che spingono a dipingere. Il fenomeno del writing ci colpisce con un tale impatto da non poter esser frainteso.Il confine fra arte e vandalismo e tra fascino e illegalità non è altro che una serie di sfumature, e a illuminare il pubblico ci hanno pensato artisti di fama internazionale, tra i quali Banksy, Haring, Blu, Julian Beever (Pavement Drawings) ecc..Da quando esistono i graffiti i pensieri si dividono tra chi vuole che la città resti pulita da ogni tipo di scritta e tra chi invece ha reso disponibili zone urbane, così che i graffitari possano esprimere la propria arte.Per esempio ci sono comuni che organizzano manifestazioni e rendono disponibili spazi per realizzare le loro opere, che in alcuni casi non possono non essere considerati opere d'arte vere e proprie.Tra questi comuni ci sono Bologna, che ha reso disponibili alcune zone con "ricoloriamo la città", Padova, Salsomaggiore, Macerata, Valle Camonica (BS), Casale di Carinola (Caserta), Castano Primo (MI), Monza, Romano di Lombardia (BG) ecc...La Street Art è il nome dato dai media per comprendere quelle forme di arti che si manifestano in luoghi pubblici.Ogni artista che pratica Street Art ha delle motivazioni personali, che possono essere varie. Alcuni la praticano come forma di sovversione [1], critica o come tentativo di abolire la proprietà privata, rivendicando le strade e le piazze; altri invece vedono le città come un posto in cui poter esprimere le proprie emozioni ed esperienze, la propria arte attraverso le loro creazioni. La Street Art infatti vanta un pubblico vastissimo, spesso più ampio di quello di una tradizionale galleria d'arte. (Archivio Selexi) Qual è il significato del termine "sovversione", contrassegnato nel testo col riferimento [1]? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. Il writing, o anche detto graffitismo, è una manifestazione sociale, culturale e artistica diffusa in tutto il pianeta, che si basa sull'espressione della propria creatività attraverso interventi su materiale urbano.Questo fenomeno viene spesso considerato un atto di vandalismo, poiché spesso i supporti utilizzati sono mezzi pubblici o edifici di interesse storico e artistico.La differenza tra atti di vandalismo e il writing la si trova nelle motivazioni che spingono a dipingere. Il fenomeno del writing ci colpisce con un tale impatto da non poter esser frainteso.Il confine fra arte e vandalismo e tra fascino e illegalità non è altro che una serie di sfumature, e a illuminare il pubblico ci hanno pensato artisti di fama internazionale, tra i quali Banksy, Haring, Blu, Julian Beever (Pavement Drawings) ecc..Da quando esistono i graffiti i pensieri si dividono tra chi vuole che la città resti pulita da ogni tipo di scritta e tra chi invece ha reso disponibili zone urbane, così che i graffitari possano esprimere la propria arte.Per esempio ci sono comuni che organizzano manifestazioni e rendono disponibili spazi per realizzare le loro opere, che in alcuni casi non possono non essere considerati opere d'arte vere e proprie.Tra questi comuni ci sono Bologna, che ha reso disponibili alcune zone con "ricoloriamo la città", Padova, Salsomaggiore, Macerata, Valle Camonica (BS), Casale di Carinola (Caserta), Castano Primo (MI), Monza, Romano di Lombardia (BG) ecc...La Street Art è il nome dato dai media per comprendere quelle forme di arti che si manifestano in luoghi pubblici.Ogni artista che pratica Street Art ha delle motivazioni personali, che possono essere varie. Alcuni la praticano come forma di sovversione [1], critica o come tentativo di abolire la proprietà privata, rivendicando le strade e le piazze; altri invece vedono le città come un posto in cui poter esprimere le proprie emozioni ed esperienze, la propria arte attraverso le loro creazioni. La Street Art infatti vanta un pubblico vastissimo, spesso più ampio di quello di una tradizionale galleria d'arte. (Archivio Selexi) Quale delle seguenti alternative è corretta in relazione al termine "street art"? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. In Africa sono ancora numerosi i Paesi con tasso di alfabetizzazione al di sotto del 50%, pochi raggiungono l'80-90% (Sudafrica e Nigeria), molti invece rimangono al di sotto della drammatica soglia del 35% (Niger, Mauritania, Sud Sudan). Eppure negli ultimi mesi, grazie anche al tentativo di una [1] nuova narrativa mediatica sul Continente nero che prova a mettere in rilievo la buona novella a discapito dei cronici dispacci disfattisti, giovani cervelli africani si stanno distinguendo su scala globale. Dalla medicina alla linguistica, dall'high-tech alla matematica.IL LINGUISTA Poche settimane fa, in Australia, Wellington Jighere, un trentaduenne nigeriano si è laureato primo africano a vincere il titolo mondiale di Scrabble, il torneo di anagrammi divenuto famoso grazie anche a numerose app per smartphone. Diecimila dollari di premio e congratulazioni arrivate anche dal presidente del suo Paese, Muhammadu Buhari.GLI SVILUPPATORI DI APP Per rendere ancora più interattiva la visita di papa Francesco in Kenya, un gruppo di sviluppatori dell'iLab Africa, un laboratorio tech della Strathmore University di Nairobi, ha creato un'app, Pope Visit KE, scaricabile da Google Play, per permettere agli utenti di seguire la tre giorni del Papa in Kenya, essere aggiornati in tempo reale sull'allerta terrorismo e finanziare i luoghi di povertà visitati dal Pontefice. Il Kenya negli ultimi anni ha sviluppato un incubatore di start-up e centri di innovazione che hanno ribattezzato il Paese la Silicon Savannah, con oltre 152 società attive e quindicimila persone impiegate.LOTTA ALL'EBOLA L'ultima grande epidemia, che ha ucciso oltre diecimila persone nell'Africa occidentale, non ha lasciato indifferenti i medici africani che quotidianamente lottano per garantire soglie sanitarie accettabili in situazioni dove mancano del tutto o in parte le strutture. Misaki Wayengera, medico ugandese, ha sviluppato un rapido test diagnostico che in cinque minuti accerta la presenza del virus dell'ebola nel sangue.Un risultato ottenuto con grandi difficoltà a causa dell'assenza di fondi per la ricerca e la reticenza delle istituzioni sanitarie locali nei confronti dei giovani medici. (L. Simoncelli, "I giovani di successo che decidono di restare in Africa", http://www.wired.it ) L'argomento principale del brano è: |
RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. In Africa sono ancora numerosi i Paesi con tasso di alfabetizzazione al di sotto del 50%, pochi raggiungono l'80-90% (Sudafrica e Nigeria), molti invece rimangono al di sotto della drammatica soglia del 35% (Niger, Mauritania, Sud Sudan). Eppure negli ultimi mesi, grazie anche al tentativo di una [1] nuova narrativa mediatica sul Continente nero che prova a mettere in rilievo la buona novella a discapito dei cronici dispacci disfattisti, giovani cervelli africani si stanno distinguendo su scala globale. Dalla medicina alla linguistica, dall'high-tech alla matematica.IL LINGUISTA Poche settimane fa, in Australia, Wellington Jighere, un trentaduenne nigeriano si è laureato primo africano a vincere il titolo mondiale di Scrabble, il torneo di anagrammi divenuto famoso grazie anche a numerose app per smartphone. Diecimila dollari di premio e congratulazioni arrivate anche dal presidente del suo Paese, Muhammadu Buhari.GLI SVILUPPATORI DI APP Per rendere ancora più interattiva la visita di papa Francesco in Kenya, un gruppo di sviluppatori dell'iLab Africa, un laboratorio tech della Strathmore University di Nairobi, ha creato un'app, Pope Visit KE, scaricabile da Google Play, per permettere agli utenti di seguire la tre giorni del Papa in Kenya, essere aggiornati in tempo reale sull'allerta terrorismo e finanziare i luoghi di povertà visitati dal Pontefice. Il Kenya negli ultimi anni ha sviluppato un incubatore di start-up e centri di innovazione che hanno ribattezzato il Paese la Silicon Savannah, con oltre 152 società attive e quindicimila persone impiegate.LOTTA ALL'EBOLA L'ultima grande epidemia, che ha ucciso oltre diecimila persone nell'Africa occidentale, non ha lasciato indifferenti i medici africani che quotidianamente lottano per garantire soglie sanitarie accettabili in situazioni dove mancano del tutto o in parte le strutture. Misaki Wayengera, medico ugandese, ha sviluppato un rapido test diagnostico che in cinque minuti accerta la presenza del virus dell'ebola nel sangue.Un risultato ottenuto con grandi difficoltà a causa dell'assenza di fondi per la ricerca e la reticenza delle istituzioni sanitarie locali nei confronti dei giovani medici. (L. Simoncelli, "I giovani di successo che decidono di restare in Africa", http://www.wired.it ) Secondo l'autore del brano: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. In Africa sono ancora numerosi i Paesi con tasso di alfabetizzazione al di sotto del 50%, pochi raggiungono l'80-90% (Sudafrica e Nigeria), molti invece rimangono al di sotto della drammatica soglia del 35% (Niger, Mauritania, Sud Sudan). Eppure negli ultimi mesi, grazie anche al tentativo di una [1] nuova narrativa mediatica sul Continente nero che prova a mettere in rilievo la buona novella a discapito dei cronici dispacci disfattisti, giovani cervelli africani si stanno distinguendo su scala globale. Dalla medicina alla linguistica, dall'high-tech alla matematica.IL LINGUISTA Poche settimane fa, in Australia, Wellington Jighere, un trentaduenne nigeriano si è laureato primo africano a vincere il titolo mondiale di Scrabble, il torneo di anagrammi divenuto famoso grazie anche a numerose app per smartphone. Diecimila dollari di premio e congratulazioni arrivate anche dal presidente del suo Paese, Muhammadu Buhari.GLI SVILUPPATORI DI APP Per rendere ancora più interattiva la visita di papa Francesco in Kenya, un gruppo di sviluppatori dell'iLab Africa, un laboratorio tech della Strathmore University di Nairobi, ha creato un'app, Pope Visit KE, scaricabile da Google Play, per permettere agli utenti di seguire la tre giorni del Papa in Kenya, essere aggiornati in tempo reale sull'allerta terrorismo e finanziare i luoghi di povertà visitati dal Pontefice. Il Kenya negli ultimi anni ha sviluppato un incubatore di start-up e centri di innovazione che hanno ribattezzato il Paese la Silicon Savannah, con oltre 152 società attive e quindicimila persone impiegate.LOTTA ALL'EBOLA L'ultima grande epidemia, che ha ucciso oltre diecimila persone nell'Africa occidentale, non ha lasciato indifferenti i medici africani che quotidianamente lottano per garantire soglie sanitarie accettabili in situazioni dove mancano del tutto o in parte le strutture. Misaki Wayengera, medico ugandese, ha sviluppato un rapido test diagnostico che in cinque minuti accerta la presenza del virus dell'ebola nel sangue.Un risultato ottenuto con grandi difficoltà a causa dell'assenza di fondi per la ricerca e la reticenza delle istituzioni sanitarie locali nei confronti dei giovani medici. (L. Simoncelli, "I giovani di successo che decidono di restare in Africa", http://www.wired.it ) Con l'espressione "nuova narrativa mediatica sul Continente nero", indicata da [1] nel brano, l'autore si riferisce: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. In Africa sono ancora numerosi i Paesi con tasso di alfabetizzazione al di sotto del 50%, pochi raggiungono l'80-90% (Sudafrica e Nigeria), molti invece rimangono al di sotto della drammatica soglia del 35% (Niger, Mauritania, Sud Sudan). Eppure negli ultimi mesi, grazie anche al tentativo di una [1] nuova narrativa mediatica sul Continente nero che prova a mettere in rilievo la buona novella a discapito dei cronici dispacci disfattisti, giovani cervelli africani si stanno distinguendo su scala globale. Dalla medicina alla linguistica, dall'high-tech alla matematica.IL LINGUISTA Poche settimane fa, in Australia, Wellington Jighere, un trentaduenne nigeriano si è laureato primo africano a vincere il titolo mondiale di Scrabble, il torneo di anagrammi divenuto famoso grazie anche a numerose app per smartphone. Diecimila dollari di premio e congratulazioni arrivate anche dal presidente del suo Paese, Muhammadu Buhari.GLI SVILUPPATORI DI APP Per rendere ancora più interattiva la visita di papa Francesco in Kenya, un gruppo di sviluppatori dell'iLab Africa, un laboratorio tech della Strathmore University di Nairobi, ha creato un'app, Pope Visit KE, scaricabile da Google Play, per permettere agli utenti di seguire la tre giorni del Papa in Kenya, essere aggiornati in tempo reale sull'allerta terrorismo e finanziare i luoghi di povertà visitati dal Pontefice. Il Kenya negli ultimi anni ha sviluppato un incubatore di start-up e centri di innovazione che hanno ribattezzato il Paese la Silicon Savannah, con oltre 152 società attive e quindicimila persone impiegate.LOTTA ALL'EBOLA L'ultima grande epidemia, che ha ucciso oltre diecimila persone nell'Africa occidentale, non ha lasciato indifferenti i medici africani che quotidianamente lottano per garantire soglie sanitarie accettabili in situazioni dove mancano del tutto o in parte le strutture. Misaki Wayengera, medico ugandese, ha sviluppato un rapido test diagnostico che in cinque minuti accerta la presenza del virus dell'ebola nel sangue.Un risultato ottenuto con grandi difficoltà a causa dell'assenza di fondi per la ricerca e la reticenza delle istituzioni sanitarie locali nei confronti dei giovani medici. (L. Simoncelli, "I giovani di successo che decidono di restare in Africa", http://www.wired.it ) Quale delle seguenti affermazioni NON è deducibile dal brano? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. In Africa sono ancora numerosi i Paesi con tasso di alfabetizzazione al di sotto del 50%, pochi raggiungono l'80-90% (Sudafrica e Nigeria), molti invece rimangono al di sotto della drammatica soglia del 35% (Niger, Mauritania, Sud Sudan). Eppure negli ultimi mesi, grazie anche al tentativo di una [1] nuova narrativa mediatica sul Continente nero che prova a mettere in rilievo la buona novella a discapito dei cronici dispacci disfattisti, giovani cervelli africani si stanno distinguendo su scala globale. Dalla medicina alla linguistica, dall'high-tech alla matematica.IL LINGUISTA Poche settimane fa, in Australia, Wellington Jighere, un trentaduenne nigeriano si è laureato primo africano a vincere il titolo mondiale di Scrabble, il torneo di anagrammi divenuto famoso grazie anche a numerose app per smartphone. Diecimila dollari di premio e congratulazioni arrivate anche dal presidente del suo Paese, Muhammadu Buhari.GLI SVILUPPATORI DI APP Per rendere ancora più interattiva la visita di papa Francesco in Kenya, un gruppo di sviluppatori dell'iLab Africa, un laboratorio tech della Strathmore University di Nairobi, ha creato un'app, Pope Visit KE, scaricabile da Google Play, per permettere agli utenti di seguire la tre giorni del Papa in Kenya, essere aggiornati in tempo reale sull'allerta terrorismo e finanziare i luoghi di povertà visitati dal Pontefice. Il Kenya negli ultimi anni ha sviluppato un incubatore di start-up e centri di innovazione che hanno ribattezzato il Paese la Silicon Savannah, con oltre 152 società attive e quindicimila persone impiegate.LOTTA ALL'EBOLA L'ultima grande epidemia, che ha ucciso oltre diecimila persone nell'Africa occidentale, non ha lasciato indifferenti i medici africani che quotidianamente lottano per garantire soglie sanitarie accettabili in situazioni dove mancano del tutto o in parte le strutture. Misaki Wayengera, medico ugandese, ha sviluppato un rapido test diagnostico che in cinque minuti accerta la presenza del virus dell'ebola nel sangue.Un risultato ottenuto con grandi difficoltà a causa dell'assenza di fondi per la ricerca e la reticenza delle istituzioni sanitarie locali nei confronti dei giovani medici. (L. Simoncelli, "I giovani di successo che decidono di restare in Africa", http://www.wired.it ) Quale delle seguenti affermazioni sull'applicazione per smartphone di cui si parla nel brano è vera? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. In attesa che le scuole del califfato licenzino e mandino in trincea i bambini addestrati alla morte che dovranno prolungare, generazione dopo generazione, la ricostruzione del califfato universale fino a quando l'ultimo miscredente avrà ceduto, questi sono sopravvissuti agli anni della mischia siriana, veterani della Libia, la legione del Sahel, dell'Afghanistan, della Cecenia crudele, i reggimenti arruolati nell'islam europeo [1]. La loro vita non dà spazio a sentimenti, alla venerazione neppure della propria grandezza omicida. Ogni sofisticazione dell'atto viene calpestata e triturata, ogni delicatezza incenerita dalla brutalità di ciò che compiono.Non sono più i terroristi dello sceicco Osama, borghesi musulmani con un doppio tenebroso, o postini di trappole esplosive, di artigianali congegni infernali da depositare in metro, ferrovie, luoghi pubblici: uomini a doppio, triplo fondo, animati dal desiderio perduto di appartenere, disposti alla comunione che anche il delitto regala, un divenire autodidatta di asociali. Questi no.Sono già il frutto terribile della Grande Semplificazione. Non reclute frettolose, prodotti del Tempo islamista. Terrore e fratellanza. Fratellanza-terrore. Calore infetto, felicità della comunità trovata, finalmente. Un tempo dilatato, quasi immobile come quello della guerra. Amnesia? Lavaggio del cervello?Usano tutti i mezzi antichi, ma sono in grado di connetterli l'uno all'altro, ricomporli in una strategia complessiva, trasformare l'atto singolo in attacco militare, incursione sanguinaria. Scuola della guerra santa e accademia del crimine; l'uso del kalashnikov, le tecniche corpo a corpo, l'arte di sgozzare secondo le regole e le esplosioni a distanza, certo. Ma anche l'arte dell'informazione e della disinformazione. L'infiltrazione in zone "infedeli".Il terrorista-guerriero di Abu Bakr è un recipiente in continua evoluzione, di tutto ciò che è stato fatto pensato e realizzato prima di lui. È anche l'erede di tutti i desideri che hanno spinto gli altri, animati da una energia inarrestabile e dalle tetre ingiunzioni che li muovono, verso obiettivi di morte. Data e subita. Ricapitolano la storia del terrorismo: la bomba artigianale, l'uomo che si fa lui stesso ordigno, la presa di ostaggi, l'assalto con il kalashnikov in pugno. (da: D. Quirico, "La Stampa") Quale delle seguenti frasi o espressioni, tratte dal brano, illustra meglio il concetto di "Grande Semplificazione"? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. In attesa che le scuole del califfato licenzino e mandino in trincea i bambini addestrati alla morte che dovranno prolungare, generazione dopo generazione, la ricostruzione del califfato universale fino a quando l'ultimo miscredente avrà ceduto, questi sono sopravvissuti agli anni della mischia siriana, veterani della Libia, la legione del Sahel, dell'Afghanistan, della Cecenia crudele, i reggimenti arruolati nell'islam europeo [1]. La loro vita non dà spazio a sentimenti, alla venerazione neppure della propria grandezza omicida. Ogni sofisticazione dell'atto viene calpestata e triturata, ogni delicatezza incenerita dalla brutalità di ciò che compiono.Non sono più i terroristi dello sceicco Osama, borghesi musulmani con un doppio tenebroso, o postini di trappole esplosive, di artigianali congegni infernali da depositare in metro, ferrovie, luoghi pubblici: uomini a doppio, triplo fondo, animati dal desiderio perduto di appartenere, disposti alla comunione che anche il delitto regala, un divenire autodidatta di asociali. Questi no.Sono già il frutto terribile della Grande Semplificazione. Non reclute frettolose, prodotti del Tempo islamista. Terrore e fratellanza. Fratellanza-terrore. Calore infetto, felicità della comunità trovata, finalmente. Un tempo dilatato, quasi immobile come quello della guerra. Amnesia? Lavaggio del cervello?Usano tutti i mezzi antichi, ma sono in grado di connetterli l'uno all'altro, ricomporli in una strategia complessiva, trasformare l'atto singolo in attacco militare, incursione sanguinaria. Scuola della guerra santa e accademia del crimine; l'uso del kalashnikov, le tecniche corpo a corpo, l'arte di sgozzare secondo le regole e le esplosioni a distanza, certo. Ma anche l'arte dell'informazione e della disinformazione. L'infiltrazione in zone "infedeli".Il terrorista-guerriero di Abu Bakr è un recipiente in continua evoluzione, di tutto ciò che è stato fatto pensato e realizzato prima di lui. È anche l'erede di tutti i desideri che hanno spinto gli altri, animati da una energia inarrestabile e dalle tetre ingiunzioni che li muovono, verso obiettivi di morte. Data e subita. Ricapitolano la storia del terrorismo: la bomba artigianale, l'uomo che si fa lui stesso ordigno, la presa di ostaggi, l'assalto con il kalashnikov in pugno. (da: D. Quirico, "La Stampa") Come si può esprimere la differenza che intercorre tra i bambini addestrati alla morte dal califfato e i terroristi dello sceicco Osama? |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. In attesa che le scuole del califfato licenzino e mandino in trincea i bambini addestrati alla morte che dovranno prolungare, generazione dopo generazione, la ricostruzione del califfato universale fino a quando l'ultimo miscredente avrà ceduto, questi sono sopravvissuti agli anni della mischia siriana, veterani della Libia, la legione del Sahel, dell'Afghanistan, della Cecenia crudele, i reggimenti arruolati nell'islam europeo [1]. La loro vita non dà spazio a sentimenti, alla venerazione neppure della propria grandezza omicida. Ogni sofisticazione dell'atto viene calpestata e triturata, ogni delicatezza incenerita dalla brutalità di ciò che compiono.Non sono più i terroristi dello sceicco Osama, borghesi musulmani con un doppio tenebroso, o postini di trappole esplosive, di artigianali congegni infernali da depositare in metro, ferrovie, luoghi pubblici: uomini a doppio, triplo fondo, animati dal desiderio perduto di appartenere, disposti alla comunione che anche il delitto regala, un divenire autodidatta di asociali. Questi no.Sono già il frutto terribile della Grande Semplificazione. Non reclute frettolose, prodotti del Tempo islamista. Terrore e fratellanza. Fratellanza-terrore. Calore infetto, felicità della comunità trovata, finalmente. Un tempo dilatato, quasi immobile come quello della guerra. Amnesia? Lavaggio del cervello?Usano tutti i mezzi antichi, ma sono in grado di connetterli l'uno all'altro, ricomporli in una strategia complessiva, trasformare l'atto singolo in attacco militare, incursione sanguinaria. Scuola della guerra santa e accademia del crimine; l'uso del kalashnikov, le tecniche corpo a corpo, l'arte di sgozzare secondo le regole e le esplosioni a distanza, certo. Ma anche l'arte dell'informazione e della disinformazione. L'infiltrazione in zone "infedeli".Il terrorista-guerriero di Abu Bakr è un recipiente in continua evoluzione, di tutto ciò che è stato fatto pensato e realizzato prima di lui. È anche l'erede di tutti i desideri che hanno spinto gli altri, animati da una energia inarrestabile e dalle tetre ingiunzioni che li muovono, verso obiettivi di morte. Data e subita. Ricapitolano la storia del terrorismo: la bomba artigianale, l'uomo che si fa lui stesso ordigno, la presa di ostaggi, l'assalto con il kalashnikov in pugno. (da: D. Quirico, "La Stampa") Nel primo periodo del brano, identificato dal numero [1], la proposizione principale è: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. In attesa che le scuole del califfato licenzino e mandino in trincea i bambini addestrati alla morte che dovranno prolungare, generazione dopo generazione, la ricostruzione del califfato universale fino a quando l'ultimo miscredente avrà ceduto, questi sono sopravvissuti agli anni della mischia siriana, veterani della Libia, la legione del Sahel, dell'Afghanistan, della Cecenia crudele, i reggimenti arruolati nell'islam europeo [1]. La loro vita non dà spazio a sentimenti, alla venerazione neppure della propria grandezza omicida. Ogni sofisticazione dell'atto viene calpestata e triturata, ogni delicatezza incenerita dalla brutalità di ciò che compiono.Non sono più i terroristi dello sceicco Osama, borghesi musulmani con un doppio tenebroso, o postini di trappole esplosive, di artigianali congegni infernali da depositare in metro, ferrovie, luoghi pubblici: uomini a doppio, triplo fondo, animati dal desiderio perduto di appartenere, disposti alla comunione che anche il delitto regala, un divenire autodidatta di asociali. Questi no.Sono già il frutto terribile della Grande Semplificazione. Non reclute frettolose, prodotti del Tempo islamista. Terrore e fratellanza. Fratellanza-terrore. Calore infetto, felicità della comunità trovata, finalmente. Un tempo dilatato, quasi immobile come quello della guerra. Amnesia? Lavaggio del cervello?Usano tutti i mezzi antichi, ma sono in grado di connetterli l'uno all'altro, ricomporli in una strategia complessiva, trasformare l'atto singolo in attacco militare, incursione sanguinaria. Scuola della guerra santa e accademia del crimine; l'uso del kalashnikov, le tecniche corpo a corpo, l'arte di sgozzare secondo le regole e le esplosioni a distanza, certo. Ma anche l'arte dell'informazione e della disinformazione. L'infiltrazione in zone "infedeli".Il terrorista-guerriero di Abu Bakr è un recipiente in continua evoluzione, di tutto ciò che è stato fatto pensato e realizzato prima di lui. È anche l'erede di tutti i desideri che hanno spinto gli altri, animati da una energia inarrestabile e dalle tetre ingiunzioni che li muovono, verso obiettivi di morte. Data e subita. Ricapitolano la storia del terrorismo: la bomba artigianale, l'uomo che si fa lui stesso ordigno, la presa di ostaggi, l'assalto con il kalashnikov in pugno. (da: D. Quirico, "La Stampa") Quale delle seguenti affermazioni è deducibile dal brano? |
RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. In attesa che le scuole del califfato licenzino e mandino in trincea i bambini addestrati alla morte che dovranno prolungare, generazione dopo generazione, la ricostruzione del califfato universale fino a quando l'ultimo miscredente avrà ceduto, questi sono sopravvissuti agli anni della mischia siriana, veterani della Libia, la legione del Sahel, dell'Afghanistan, della Cecenia crudele, i reggimenti arruolati nell'islam europeo [1]. La loro vita non dà spazio a sentimenti, alla venerazione neppure della propria grandezza omicida. Ogni sofisticazione dell'atto viene calpestata e triturata, ogni delicatezza incenerita dalla brutalità di ciò che compiono.Non sono più i terroristi dello sceicco Osama, borghesi musulmani con un doppio tenebroso, o postini di trappole esplosive, di artigianali congegni infernali da depositare in metro, ferrovie, luoghi pubblici: uomini a doppio, triplo fondo, animati dal desiderio perduto di appartenere, disposti alla comunione che anche il delitto regala, un divenire autodidatta di asociali. Questi no.Sono già il frutto terribile della Grande Semplificazione. Non reclute frettolose, prodotti del Tempo islamista. Terrore e fratellanza. Fratellanza-terrore. Calore infetto, felicità della comunità trovata, finalmente. Un tempo dilatato, quasi immobile come quello della guerra. Amnesia? Lavaggio del cervello?Usano tutti i mezzi antichi, ma sono in grado di connetterli l'uno all'altro, ricomporli in una strategia complessiva, trasformare l'atto singolo in attacco militare, incursione sanguinaria. Scuola della guerra santa e accademia del crimine; l'uso del kalashnikov, le tecniche corpo a corpo, l'arte di sgozzare secondo le regole e le esplosioni a distanza, certo. Ma anche l'arte dell'informazione e della disinformazione. L'infiltrazione in zone "infedeli".Il terrorista-guerriero di Abu Bakr è un recipiente in continua evoluzione, di tutto ciò che è stato fatto pensato e realizzato prima di lui. È anche l'erede di tutti i desideri che hanno spinto gli altri, animati da una energia inarrestabile e dalle tetre ingiunzioni che li muovono, verso obiettivi di morte. Data e subita. Ricapitolano la storia del terrorismo: la bomba artigianale, l'uomo che si fa lui stesso ordigno, la presa di ostaggi, l'assalto con il kalashnikov in pugno. (da: D. Quirico, "La Stampa") Affermando che la vita dei bambini terroristi non dà spazio "alla venerazione neppure della propria grandezza omicida", l'autore intende sostenere che: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. In aumento al 9% (fonte Istat) nel 2014 in Lombardia il dato della povertà assoluta, che colpisce innanzitutto immigrati (1 su 2) e minori (1 su 3). Un dato in controtendenza rispetto al contesto nazionale, dove si registra invece un calo del 7%. Non sono quindi buone le notizie emerse dalla presentazione del Bilancio sociale 2014 dell'Associazione Banco Alimentare della Lombardia "Danilo Fossati" Onlus. Non sono buone per la regione spesso definita locomotiva d'Italia, ma soprattutto per le persone che si trovano costrette a ricorrere ai servizi del Banco Alimentare, che diffonde numeri tutt'altro che trascurabili: · Quasi 248 mila persone assistite nel 2014, col supporto delle 1.289 strutture caritative convenzionate · 76.700 i pasti distribuiti ogni giorno alle persone bisognose in regione, 28 milioni in tutto l'anno, grazie alle 14 mila tonnellate di alimenti recuperati e raccolti."Nello specifico � scrive l'associazione in una nota stampa �, nel 2014 in Lombardia sono state 568 mila le persone in condizioni di povertà assoluta, mentre a livello nazionale hanno raggiunto i 4 milioni 102 mila, ovvero il 6,8% della popolazione nazionale, con una crescita del 129% rispetto al 2007. Particolarmente colpite in Italia le famiglie numerose (con l'indice di povertà assoluta più alto, il 23%)".Il Banco Alimentare della Lombardia nel 2014 ha assistito il 43% dei poveri stimati in regione, di cui ben 57 mila nella sola città di Milano (il 23% degli assistiti della regione), ma soprattutto traccia uno scenario di "vera e propria emergenza sociale", sottolineando che "dal 2009 al 2014 è cresciuto drammaticamente il numero dei poveri assistiti (+88%) rispetto alla quantità di alimenti raccolti e distribuiti (+19%); nonostante la raccolta di alimenti abbia raggiunto quasi 14 mila tonnellate nel 2014, si è tuttavia ridotto da 178 a 113 il numero di pasti distribuiti pro-capite [1], a causa del forte incremento dei bisognosi". (da: www.valori.it) "Pro-capite" [1] letteralmente significa: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. In aumento al 9% (fonte Istat) nel 2014 in Lombardia il dato della povertà assoluta, che colpisce innanzitutto immigrati (1 su 2) e minori (1 su 3). Un dato in controtendenza rispetto al contesto nazionale, dove si registra invece un calo del 7%. Non sono quindi buone le notizie emerse dalla presentazione del Bilancio sociale 2014 dell'Associazione Banco Alimentare della Lombardia "Danilo Fossati" Onlus. Non sono buone per la regione spesso definita locomotiva d'Italia, ma soprattutto per le persone che si trovano costrette a ricorrere ai servizi del Banco Alimentare, che diffonde numeri tutt'altro che trascurabili: · Quasi 248 mila persone assistite nel 2014, col supporto delle 1.289 strutture caritative convenzionate · 76.700 i pasti distribuiti ogni giorno alle persone bisognose in regione, 28 milioni in tutto l'anno, grazie alle 14 mila tonnellate di alimenti recuperati e raccolti."Nello specifico � scrive l'associazione in una nota stampa �, nel 2014 in Lombardia sono state 568 mila le persone in condizioni di povertà assoluta, mentre a livello nazionale hanno raggiunto i 4 milioni 102 mila, ovvero il 6,8% della popolazione nazionale, con una crescita del 129% rispetto al 2007. Particolarmente colpite in Italia le famiglie numerose (con l'indice di povertà assoluta più alto, il 23%)".Il Banco Alimentare della Lombardia nel 2014 ha assistito il 43% dei poveri stimati in regione, di cui ben 57 mila nella sola città di Milano (il 23% degli assistiti della regione), ma soprattutto traccia uno scenario di "vera e propria emergenza sociale", sottolineando che "dal 2009 al 2014 è cresciuto drammaticamente il numero dei poveri assistiti (+88%) rispetto alla quantità di alimenti raccolti e distribuiti (+19%); nonostante la raccolta di alimenti abbia raggiunto quasi 14 mila tonnellate nel 2014, si è tuttavia ridotto da 178 a 113 il numero di pasti distribuiti pro-capite [1], a causa del forte incremento dei bisognosi". (da: www.valori.it) In Lombardia, la povertà assoluta: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. In aumento al 9% (fonte Istat) nel 2014 in Lombardia il dato della povertà assoluta, che colpisce innanzitutto immigrati (1 su 2) e minori (1 su 3). Un dato in controtendenza rispetto al contesto nazionale, dove si registra invece un calo del 7%. Non sono quindi buone le notizie emerse dalla presentazione del Bilancio sociale 2014 dell'Associazione Banco Alimentare della Lombardia "Danilo Fossati" Onlus. Non sono buone per la regione spesso definita locomotiva d'Italia, ma soprattutto per le persone che si trovano costrette a ricorrere ai servizi del Banco Alimentare, che diffonde numeri tutt'altro che trascurabili: · Quasi 248 mila persone assistite nel 2014, col supporto delle 1.289 strutture caritative convenzionate · 76.700 i pasti distribuiti ogni giorno alle persone bisognose in regione, 28 milioni in tutto l'anno, grazie alle 14 mila tonnellate di alimenti recuperati e raccolti."Nello specifico � scrive l'associazione in una nota stampa �, nel 2014 in Lombardia sono state 568 mila le persone in condizioni di povertà assoluta, mentre a livello nazionale hanno raggiunto i 4 milioni 102 mila, ovvero il 6,8% della popolazione nazionale, con una crescita del 129% rispetto al 2007. Particolarmente colpite in Italia le famiglie numerose (con l'indice di povertà assoluta più alto, il 23%)".Il Banco Alimentare della Lombardia nel 2014 ha assistito il 43% dei poveri stimati in regione, di cui ben 57 mila nella sola città di Milano (il 23% degli assistiti della regione), ma soprattutto traccia uno scenario di "vera e propria emergenza sociale", sottolineando che "dal 2009 al 2014 è cresciuto drammaticamente il numero dei poveri assistiti (+88%) rispetto alla quantità di alimenti raccolti e distribuiti (+19%); nonostante la raccolta di alimenti abbia raggiunto quasi 14 mila tonnellate nel 2014, si è tuttavia ridotto da 178 a 113 il numero di pasti distribuiti pro-capite [1], a causa del forte incremento dei bisognosi". (da: www.valori.it) In Lombardia ci sono: |
RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. In aumento al 9% (fonte Istat) nel 2014 in Lombardia il dato della povertà assoluta, che colpisce innanzitutto immigrati (1 su 2) e minori (1 su 3). Un dato in controtendenza rispetto al contesto nazionale, dove si registra invece un calo del 7%. Non sono quindi buone le notizie emerse dalla presentazione del Bilancio sociale 2014 dell'Associazione Banco Alimentare della Lombardia "Danilo Fossati" Onlus. Non sono buone per la regione spesso definita locomotiva d'Italia, ma soprattutto per le persone che si trovano costrette a ricorrere ai servizi del Banco Alimentare, che diffonde numeri tutt'altro che trascurabili: · Quasi 248 mila persone assistite nel 2014, col supporto delle 1.289 strutture caritative convenzionate · 76.700 i pasti distribuiti ogni giorno alle persone bisognose in regione, 28 milioni in tutto l'anno, grazie alle 14 mila tonnellate di alimenti recuperati e raccolti."Nello specifico � scrive l'associazione in una nota stampa �, nel 2014 in Lombardia sono state 568 mila le persone in condizioni di povertà assoluta, mentre a livello nazionale hanno raggiunto i 4 milioni 102 mila, ovvero il 6,8% della popolazione nazionale, con una crescita del 129% rispetto al 2007. Particolarmente colpite in Italia le famiglie numerose (con l'indice di povertà assoluta più alto, il 23%)".Il Banco Alimentare della Lombardia nel 2014 ha assistito il 43% dei poveri stimati in regione, di cui ben 57 mila nella sola città di Milano (il 23% degli assistiti della regione), ma soprattutto traccia uno scenario di "vera e propria emergenza sociale", sottolineando che "dal 2009 al 2014 è cresciuto drammaticamente il numero dei poveri assistiti (+88%) rispetto alla quantità di alimenti raccolti e distribuiti (+19%); nonostante la raccolta di alimenti abbia raggiunto quasi 14 mila tonnellate nel 2014, si è tuttavia ridotto da 178 a 113 il numero di pasti distribuiti pro-capite [1], a causa del forte incremento dei bisognosi". (da: www.valori.it) La povertà assoluta a livello nazionale dal 2007 è: |
| RISPOSTA   Leggere attentamente il seguente brano. In aumento al 9% (fonte Istat) nel 2014 in Lombardia il dato della povertà assoluta, che colpisce innanzitutto immigrati (1 su 2) e minori (1 su 3). Un dato in controtendenza rispetto al contesto nazionale, dove si registra invece un calo del 7%. Non sono quindi buone le notizie emerse dalla presentazione del Bilancio sociale 2014 dell'Associazione Banco Alimentare della Lombardia "Danilo Fossati" Onlus. Non sono buone per la regione spesso definita locomotiva d'Italia, ma soprattutto per le persone che si trovano costrette a ricorrere ai servizi del Banco Alimentare, che diffonde numeri tutt'altro che trascurabili: · Quasi 248 mila persone assistite nel 2014, col supporto delle 1.289 strutture caritative convenzionate · 76.700 i pasti distribuiti ogni giorno alle persone bisognose in regione, 28 milioni in tutto l'anno, grazie alle 14 mila tonnellate di alimenti recuperati e raccolti."Nello specifico � scrive l'associazione in una nota stampa �, nel 2014 in Lombardia sono state 568 mila le persone in condizioni di povertà assoluta, mentre a livello nazionale hanno raggiunto i 4 milioni 102 mila, ovvero il 6,8% della popolazione nazionale, con una crescita del 129% rispetto al 2007. Particolarmente colpite in Italia le famiglie numerose (con l'indice di povertà assoluta più alto, il 23%)".Il Banco Alimentare della Lombardia nel 2014 ha assistito il 43% dei poveri stimati in regione, di cui ben 57 mila nella sola città di Milano (il 23% degli assistiti della regione), ma soprattutto traccia uno scenario di "vera e propria emergenza sociale", sottolineando che "dal 2009 al 2014 è cresciuto drammaticamente il numero dei poveri assistiti (+88%) rispetto alla quantità di alimenti raccolti e distribuiti (+19%); nonostante la raccolta di alimenti abbia raggiunto quasi 14 mila tonnellate nel 2014, si è tuttavia ridotto da 178 a 113 il numero di pasti distribuiti pro-capite [1], a causa del forte incremento dei bisognosi". (da: www.valori.it) Dal 2009 al 2014, il numero dei poveri assistiti è: |
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Leggere attentamente il seguente brano. In Africa sono ancora numerosi i Paesi con tasso di alfabetizzazione al di sotto del 50%, pochi raggiungono l'80-90% (Sudafrica e Nigeria), molti invece rimangono al di sotto della drammatica soglia del 35% (Niger, Mauritania, Sud Sudan). Eppure negli ultimi mesi, grazie anche al tentativo di una [1] nuova narrativa mediatica sul Continente nero che prova a mettere in rilievo la buona novella a discapito dei cronici dispacci disfattisti, giovani cervelli africani si stanno distinguendo su scala globale. Dalla medicina alla linguistica, dall'high-tech alla matematica.IL LINGUISTA Poche settimane fa, in Australia, Wellington Jighere, un trentaduenne nigeriano si è laureato primo africano a vincere il titolo mondiale di Scrabble, il torneo di anagrammi divenuto famoso grazie anche a numerose app per smartphone. Diecimila dollari di premio e congratulazioni arrivate anche dal presidente del suo Paese, Muhammadu Buhari.GLI SVILUPPATORI DI APP Per rendere ancora più interattiva la visita di papa Francesco in Kenya, un gruppo di sviluppatori dell'iLab Africa, un laboratorio tech della Strathmore University di Nairobi, ha creato un'app, Pope Visit KE, scaricabile da Google Play, per permettere agli utenti di seguire la tre giorni del Papa in Kenya, essere aggiornati in tempo reale sull'allerta terrorismo e finanziare i luoghi di povertà visitati dal Pontefice. Il Kenya negli ultimi anni ha sviluppato un incubatore di start-up e centri di innovazione che hanno ribattezzato il Paese la Silicon Savannah, con oltre 152 società attive e quindicimila persone impiegate.LOTTA ALL'EBOLA L'ultima grande epidemia, che ha ucciso oltre diecimila persone nell'Africa occidentale, non ha lasciato indifferenti i medici africani che quotidianamente lottano per garantire soglie sanitarie accettabili in situazioni dove mancano del tutto o in parte le strutture. Misaki Wayengera, medico ugandese, ha sviluppato un rapido test diagnostico che in cinque minuti accerta la presenza del virus dell'ebola nel sangue.Un risultato ottenuto con grandi difficoltà a causa dell'assenza di fondi per la ricerca e la reticenza delle istituzioni sanitarie locali nei confronti dei giovani medici. (L. Simoncelli, "I giovani di successo che decidono di restare in Africa", http://www.wired.it ) Secondo l'autore del brano: