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Tutte le domande del quiz : Brani

tratto da:
Guardia di Finanza
Quiz - 631 allievi marescialli 2018 (90° corso) Concorso pubblico, per titoli ed esami, per 631 allievi marescialli 2018



 Esercitati su questo Quiz 

RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Incredibile a dirsi a fine autunno, ma buona parte dell'Italia soffre di siccità. "È davvero una situazione anomala quella che stiamo vivendo, con mancanza di pioggia anche da 30-40 giorni", spiega il meteorologo di 3bmeteo.com, Edoardo Ferrara, che prosegue: "Di fatto l'alta pressione sta dominando sull'Italia da inizio novembre, salvo qualche rara eccezione come la perturbazione della fine del mese scorso. Diverse aree del Paese sono così in siccità, più grave sul Nord-Ovest, ma anche sulle zone centrali tirreniche, dove non piove in modo significativo ormai da fine ottobre. E la situazione purtroppo non è destinata a migliorare perché almeno fino a Natale saremo interessati dall'alta pressione con tempo spesso secco e mite. Le temperature infatti si mantengono sopra le medie del periodo, anche se nelle aree nebbiose e nelle valli interne le temperature riescono a scendere sottozero. Tuttavia si tratta solo di freddo da inversione termica, perché in alta montagna fa sempre caldo per il periodo e nelle aree soleggiate del Centrosud si superano ancora punte di 14-15 gradi centigradi"."Vale la pena notare come questa forte anomalia anticiclonica ce la portiamo dietro ormai dallo scorso mese di luglio � sottolinea l'esperto � quando le alte pressioni subtropicali hanno iniziato a spadroneggiare sul Mediterraneo e quindi anche sull'Italia. Pochi e saltuari i passaggi piovosi, in alcuni casi anche intensi, ma concentrati in aree ristrette mentre diverse zone del nostro Paese sono rimaste decisamente a secco di precipitazioni. A questo si aggiungono temperature costantemente sopra la media e spesso eccezionalmente elevate per il periodo. Così dopo un novembre da caldo record, anche dicembre rischia di essere molto mite fino alla fine, chiudendo un 2015 tra gli anni più caldi di sempre"."È inoltre allarme smog con aria sempre più inquinata sulle nostre città � conclude Ferrara �, ma in generale su tutta la Valpadana. Questo perché l'alta pressione e la mancanza di vento impediscono il ricambio d'aria, con gli inquinanti che ristagnano nei bassi strati ormai da troppi giorni. Numerose città hanno superato e stanno superando la soglia di tolleranza della concentrazione dei PM10 � a Milano siamo al diciannovesimo giorno consecutivo di superamento della soglia e non è l'unico caso � e fintanto che non arriverà la pioggia la qualità dell'aria resterà pessima. Un cambiamento di questa situazione fortemente negativa si intravede solo dopo Natale, con le perturbazioni che tenteranno di scendere gradualmente di latitudine verso il Mediterraneo. Ma non si tratterà ancora di una vera e propria svolta". (da: "Torna lo spettro della siccità come negli anni '90: non piove da oltre un mese. Così almeno fino a Natale", "Il Sole 24ore") Quale delle seguenti affermazioni desumibili dal testo NON è corretta?
RISPOSTA   Domanda difficile Leggere attentamente il seguente brano. Incredibile a dirsi a fine autunno, ma buona parte dell'Italia soffre di siccità. "È davvero una situazione anomala quella che stiamo vivendo, con mancanza di pioggia anche da 30-40 giorni", spiega il meteorologo di 3bmeteo.com, Edoardo Ferrara, che prosegue: "Di fatto l'alta pressione sta dominando sull'Italia da inizio novembre, salvo qualche rara eccezione come la perturbazione della fine del mese scorso. Diverse aree del Paese sono così in siccità, più grave sul Nord-Ovest, ma anche sulle zone centrali tirreniche, dove non piove in modo significativo ormai da fine ottobre. E la situazione purtroppo non è destinata a migliorare perché almeno fino a Natale saremo interessati dall'alta pressione con tempo spesso secco e mite. Le temperature infatti si mantengono sopra le medie del periodo, anche se nelle aree nebbiose e nelle valli interne le temperature riescono a scendere sottozero. Tuttavia si tratta solo di freddo da inversione termica, perché in alta montagna fa sempre caldo per il periodo e nelle aree soleggiate del Centrosud si superano ancora punte di 14-15 gradi centigradi"."Vale la pena notare come questa forte anomalia anticiclonica ce la portiamo dietro ormai dallo scorso mese di luglio � sottolinea l'esperto � quando le alte pressioni subtropicali hanno iniziato a spadroneggiare sul Mediterraneo e quindi anche sull'Italia. Pochi e saltuari i passaggi piovosi, in alcuni casi anche intensi, ma concentrati in aree ristrette mentre diverse zone del nostro Paese sono rimaste decisamente a secco di precipitazioni. A questo si aggiungono temperature costantemente sopra la media e spesso eccezionalmente elevate per il periodo. Così dopo un novembre da caldo record, anche dicembre rischia di essere molto mite fino alla fine, chiudendo un 2015 tra gli anni più caldi di sempre"."È inoltre allarme smog con aria sempre più inquinata sulle nostre città � conclude Ferrara �, ma in generale su tutta la Valpadana. Questo perché l'alta pressione e la mancanza di vento impediscono il ricambio d'aria, con gli inquinanti che ristagnano nei bassi strati ormai da troppi giorni. Numerose città hanno superato e stanno superando la soglia di tolleranza della concentrazione dei PM10 � a Milano siamo al diciannovesimo giorno consecutivo di superamento della soglia e non è l'unico caso � e fintanto che non arriverà la pioggia la qualità dell'aria resterà pessima. Un cambiamento di questa situazione fortemente negativa si intravede solo dopo Natale, con le perturbazioni che tenteranno di scendere gradualmente di latitudine verso il Mediterraneo. Ma non si tratterà ancora di una vera e propria svolta". (da: "Torna lo spettro della siccità come negli anni '90: non piove da oltre un mese. Così almeno fino a Natale", "Il Sole 24ore") Qual è, in base al testo, la conseguenza più allarmante dell'ondata di caldo?
RISPOSTA   Domanda difficile Leggere attentamente il seguente brano. Incredibile a dirsi a fine autunno, ma buona parte dell'Italia soffre di siccità. "È davvero una situazione anomala quella che stiamo vivendo, con mancanza di pioggia anche da 30-40 giorni", spiega il meteorologo di 3bmeteo.com, Edoardo Ferrara, che prosegue: "Di fatto l'alta pressione sta dominando sull'Italia da inizio novembre, salvo qualche rara eccezione come la perturbazione della fine del mese scorso. Diverse aree del Paese sono così in siccità, più grave sul Nord-Ovest, ma anche sulle zone centrali tirreniche, dove non piove in modo significativo ormai da fine ottobre. E la situazione purtroppo non è destinata a migliorare perché almeno fino a Natale saremo interessati dall'alta pressione con tempo spesso secco e mite. Le temperature infatti si mantengono sopra le medie del periodo, anche se nelle aree nebbiose e nelle valli interne le temperature riescono a scendere sottozero. Tuttavia si tratta solo di freddo da inversione termica, perché in alta montagna fa sempre caldo per il periodo e nelle aree soleggiate del Centrosud si superano ancora punte di 14-15 gradi centigradi"."Vale la pena notare come questa forte anomalia anticiclonica ce la portiamo dietro ormai dallo scorso mese di luglio � sottolinea l'esperto � quando le alte pressioni subtropicali hanno iniziato a spadroneggiare sul Mediterraneo e quindi anche sull'Italia. Pochi e saltuari i passaggi piovosi, in alcuni casi anche intensi, ma concentrati in aree ristrette mentre diverse zone del nostro Paese sono rimaste decisamente a secco di precipitazioni. A questo si aggiungono temperature costantemente sopra la media e spesso eccezionalmente elevate per il periodo. Così dopo un novembre da caldo record, anche dicembre rischia di essere molto mite fino alla fine, chiudendo un 2015 tra gli anni più caldi di sempre"."È inoltre allarme smog con aria sempre più inquinata sulle nostre città � conclude Ferrara �, ma in generale su tutta la Valpadana. Questo perché l'alta pressione e la mancanza di vento impediscono il ricambio d'aria, con gli inquinanti che ristagnano nei bassi strati ormai da troppi giorni. Numerose città hanno superato e stanno superando la soglia di tolleranza della concentrazione dei PM10 � a Milano siamo al diciannovesimo giorno consecutivo di superamento della soglia e non è l'unico caso � e fintanto che non arriverà la pioggia la qualità dell'aria resterà pessima. Un cambiamento di questa situazione fortemente negativa si intravede solo dopo Natale, con le perturbazioni che tenteranno di scendere gradualmente di latitudine verso il Mediterraneo. Ma non si tratterà ancora di una vera e propria svolta". (da: "Torna lo spettro della siccità come negli anni '90: non piove da oltre un mese. Così almeno fino a Natale", "Il Sole 24ore") Quali sono le zone in cui la temperatura, nonostante l'alta pressione, scende sotto lo zero?
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Incredibile a dirsi a fine autunno, ma buona parte dell'Italia soffre di siccità. "È davvero una situazione anomala quella che stiamo vivendo, con mancanza di pioggia anche da 30-40 giorni", spiega il meteorologo di 3bmeteo.com, Edoardo Ferrara, che prosegue: "Di fatto l'alta pressione sta dominando sull'Italia da inizio novembre, salvo qualche rara eccezione come la perturbazione della fine del mese scorso. Diverse aree del Paese sono così in siccità, più grave sul Nord-Ovest, ma anche sulle zone centrali tirreniche, dove non piove in modo significativo ormai da fine ottobre. E la situazione purtroppo non è destinata a migliorare perché almeno fino a Natale saremo interessati dall'alta pressione con tempo spesso secco e mite. Le temperature infatti si mantengono sopra le medie del periodo, anche se nelle aree nebbiose e nelle valli interne le temperature riescono a scendere sottozero. Tuttavia si tratta solo di freddo da inversione termica, perché in alta montagna fa sempre caldo per il periodo e nelle aree soleggiate del Centrosud si superano ancora punte di 14-15 gradi centigradi"."Vale la pena notare come questa forte anomalia anticiclonica ce la portiamo dietro ormai dallo scorso mese di luglio � sottolinea l'esperto � quando le alte pressioni subtropicali hanno iniziato a spadroneggiare sul Mediterraneo e quindi anche sull'Italia. Pochi e saltuari i passaggi piovosi, in alcuni casi anche intensi, ma concentrati in aree ristrette mentre diverse zone del nostro Paese sono rimaste decisamente a secco di precipitazioni. A questo si aggiungono temperature costantemente sopra la media e spesso eccezionalmente elevate per il periodo. Così dopo un novembre da caldo record, anche dicembre rischia di essere molto mite fino alla fine, chiudendo un 2015 tra gli anni più caldi di sempre"."È inoltre allarme smog con aria sempre più inquinata sulle nostre città � conclude Ferrara �, ma in generale su tutta la Valpadana. Questo perché l'alta pressione e la mancanza di vento impediscono il ricambio d'aria, con gli inquinanti che ristagnano nei bassi strati ormai da troppi giorni. Numerose città hanno superato e stanno superando la soglia di tolleranza della concentrazione dei PM10 � a Milano siamo al diciannovesimo giorno consecutivo di superamento della soglia e non è l'unico caso � e fintanto che non arriverà la pioggia la qualità dell'aria resterà pessima. Un cambiamento di questa situazione fortemente negativa si intravede solo dopo Natale, con le perturbazioni che tenteranno di scendere gradualmente di latitudine verso il Mediterraneo. Ma non si tratterà ancora di una vera e propria svolta". (da: "Torna lo spettro della siccità come negli anni '90: non piove da oltre un mese. Così almeno fino a Natale", "Il Sole 24ore") Fino a quando durerà questa ondata di caldo anomalo?
RISPOSTA   Domanda difficile Leggere attentamente il seguente brano. Incredibile a dirsi a fine autunno, ma buona parte dell'Italia soffre di siccità. "È davvero una situazione anomala quella che stiamo vivendo, con mancanza di pioggia anche da 30-40 giorni", spiega il meteorologo di 3bmeteo.com, Edoardo Ferrara, che prosegue: "Di fatto l'alta pressione sta dominando sull'Italia da inizio novembre, salvo qualche rara eccezione come la perturbazione della fine del mese scorso. Diverse aree del Paese sono così in siccità, più grave sul Nord-Ovest, ma anche sulle zone centrali tirreniche, dove non piove in modo significativo ormai da fine ottobre. E la situazione purtroppo non è destinata a migliorare perché almeno fino a Natale saremo interessati dall'alta pressione con tempo spesso secco e mite. Le temperature infatti si mantengono sopra le medie del periodo, anche se nelle aree nebbiose e nelle valli interne le temperature riescono a scendere sottozero. Tuttavia si tratta solo di freddo da inversione termica, perché in alta montagna fa sempre caldo per il periodo e nelle aree soleggiate del Centrosud si superano ancora punte di 14-15 gradi centigradi"."Vale la pena notare come questa forte anomalia anticiclonica ce la portiamo dietro ormai dallo scorso mese di luglio � sottolinea l'esperto � quando le alte pressioni subtropicali hanno iniziato a spadroneggiare sul Mediterraneo e quindi anche sull'Italia. Pochi e saltuari i passaggi piovosi, in alcuni casi anche intensi, ma concentrati in aree ristrette mentre diverse zone del nostro Paese sono rimaste decisamente a secco di precipitazioni. A questo si aggiungono temperature costantemente sopra la media e spesso eccezionalmente elevate per il periodo. Così dopo un novembre da caldo record, anche dicembre rischia di essere molto mite fino alla fine, chiudendo un 2015 tra gli anni più caldi di sempre"."È inoltre allarme smog con aria sempre più inquinata sulle nostre città � conclude Ferrara �, ma in generale su tutta la Valpadana. Questo perché l'alta pressione e la mancanza di vento impediscono il ricambio d'aria, con gli inquinanti che ristagnano nei bassi strati ormai da troppi giorni. Numerose città hanno superato e stanno superando la soglia di tolleranza della concentrazione dei PM10 � a Milano siamo al diciannovesimo giorno consecutivo di superamento della soglia e non è l'unico caso � e fintanto che non arriverà la pioggia la qualità dell'aria resterà pessima. Un cambiamento di questa situazione fortemente negativa si intravede solo dopo Natale, con le perturbazioni che tenteranno di scendere gradualmente di latitudine verso il Mediterraneo. Ma non si tratterà ancora di una vera e propria svolta". (da: "Torna lo spettro della siccità come negli anni '90: non piove da oltre un mese. Così almeno fino a Natale", "Il Sole 24ore") Quale delle seguenti affermazioni desumibili dal testo è corretta?
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Indirizzo e-mail e notifiche sul cellulare, saranno questi gli elementi di accesso agli account Google, senza più bisogno di password. Secondo il blog TechCrunch, BigG sta testando questa nuova procedura di riconoscimento dei dati. Nessun ricorso, dunque, ad avanzati sensori per riconoscere retina o voce dell'utente: basterà inserire l'indirizzo e- mail e si riceverà un messaggino sul telefono con la domanda "Stai cercando di entrare?". Cliccando sulla risposta "si" l'accesso sarà eseguito. La funzione riprende un po' l'idea recentemente lanciata da Yahoo! di un account Key, che pure sfrutta le notifiche via smartphone per approvare il login ai servizi online. Per ora è disponibile solo per iOS e Android. Questo meccanismo potrebbe essere utile anche contro il problema del phishing, pratica sfruttata dai cybercriminali per rubare informazioni dagli account online. Già ad aprile il colosso di Mountain View ha lanciato il Password Alert, un'estensione del browser Chrome che avvisa gli utenti ogni volta che viene inserita la password Google in un sito che non è quello legittimo di Google. Con la nuova funzione che sta testando, Google mira a rendere ancora più sicuro e funzionale il controllo dell'accesso agli account. (da: www.repubblica.it) Stando al contenuto del brano, Google sta testando la possibilità di accedere all'account mediante:
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Indirizzo e-mail e notifiche sul cellulare, saranno questi gli elementi di accesso agli account Google, senza più bisogno di password. Secondo il blog TechCrunch, BigG sta testando questa nuova procedura di riconoscimento dei dati. Nessun ricorso, dunque, ad avanzati sensori per riconoscere retina o voce dell'utente: basterà inserire l'indirizzo e- mail e si riceverà un messaggino sul telefono con la domanda "Stai cercando di entrare?". Cliccando sulla risposta "si" l'accesso sarà eseguito. La funzione riprende un po' l'idea recentemente lanciata da Yahoo! di un account Key, che pure sfrutta le notifiche via smartphone per approvare il login ai servizi online. Per ora è disponibile solo per iOS e Android. Questo meccanismo potrebbe essere utile anche contro il problema del phishing, pratica sfruttata dai cybercriminali per rubare informazioni dagli account online. Già ad aprile il colosso di Mountain View ha lanciato il Password Alert, un'estensione del browser Chrome che avvisa gli utenti ogni volta che viene inserita la password Google in un sito che non è quello legittimo di Google. Con la nuova funzione che sta testando, Google mira a rendere ancora più sicuro e funzionale il controllo dell'accesso agli account. (da: www.repubblica.it) Stando al contenuto del brano, il Password Alert è:
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Indirizzo e-mail e notifiche sul cellulare, saranno questi gli elementi di accesso agli account Google, senza più bisogno di password. Secondo il blog TechCrunch, BigG sta testando questa nuova procedura di riconoscimento dei dati. Nessun ricorso, dunque, ad avanzati sensori per riconoscere retina o voce dell'utente: basterà inserire l'indirizzo e- mail e si riceverà un messaggino sul telefono con la domanda "Stai cercando di entrare?". Cliccando sulla risposta "si" l'accesso sarà eseguito. La funzione riprende un po' l'idea recentemente lanciata da Yahoo! di un account Key, che pure sfrutta le notifiche via smartphone per approvare il login ai servizi online. Per ora è disponibile solo per iOS e Android. Questo meccanismo potrebbe essere utile anche contro il problema del phishing, pratica sfruttata dai cybercriminali per rubare informazioni dagli account online. Già ad aprile il colosso di Mountain View ha lanciato il Password Alert, un'estensione del browser Chrome che avvisa gli utenti ogni volta che viene inserita la password Google in un sito che non è quello legittimo di Google. Con la nuova funzione che sta testando, Google mira a rendere ancora più sicuro e funzionale il controllo dell'accesso agli account. (da: www.repubblica.it) In base alla lettura del brano, il "phishing" è:
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Indirizzo e-mail e notifiche sul cellulare, saranno questi gli elementi di accesso agli account Google, senza più bisogno di password. Secondo il blog TechCrunch, BigG sta testando questa nuova procedura di riconoscimento dei dati. Nessun ricorso, dunque, ad avanzati sensori per riconoscere retina o voce dell'utente: basterà inserire l'indirizzo e- mail e si riceverà un messaggino sul telefono con la domanda "Stai cercando di entrare?". Cliccando sulla risposta "si" l'accesso sarà eseguito. La funzione riprende un po' l'idea recentemente lanciata da Yahoo! di un account Key, che pure sfrutta le notifiche via smartphone per approvare il login ai servizi online. Per ora è disponibile solo per iOS e Android. Questo meccanismo potrebbe essere utile anche contro il problema del phishing, pratica sfruttata dai cybercriminali per rubare informazioni dagli account online. Già ad aprile il colosso di Mountain View ha lanciato il Password Alert, un'estensione del browser Chrome che avvisa gli utenti ogni volta che viene inserita la password Google in un sito che non è quello legittimo di Google. Con la nuova funzione che sta testando, Google mira a rendere ancora più sicuro e funzionale il controllo dell'accesso agli account. (da: www.repubblica.it) A quali tra le categorie elencate appartiene il brano appena letto?
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Indirizzo e-mail e notifiche sul cellulare, saranno questi gli elementi di accesso agli account Google, senza più bisogno di password. Secondo il blog TechCrunch, BigG sta testando questa nuova procedura di riconoscimento dei dati. Nessun ricorso, dunque, ad avanzati sensori per riconoscere retina o voce dell'utente: basterà inserire l'indirizzo e- mail e si riceverà un messaggino sul telefono con la domanda "Stai cercando di entrare?". Cliccando sulla risposta "si" l'accesso sarà eseguito. La funzione riprende un po' l'idea recentemente lanciata da Yahoo! di un account Key, che pure sfrutta le notifiche via smartphone per approvare il login ai servizi online. Per ora è disponibile solo per iOS e Android. Questo meccanismo potrebbe essere utile anche contro il problema del phishing, pratica sfruttata dai cybercriminali per rubare informazioni dagli account online. Già ad aprile il colosso di Mountain View ha lanciato il Password Alert, un'estensione del browser Chrome che avvisa gli utenti ogni volta che viene inserita la password Google in un sito che non è quello legittimo di Google. Con la nuova funzione che sta testando, Google mira a rendere ancora più sicuro e funzionale il controllo dell'accesso agli account. (da: www.repubblica.it) Quale delle seguenti affermazioni NON è deducibile dal brano?
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Intelligenti si nasce o si diventa? Entrambe le cose, posto che di intelligenza si possa dare una definizione univoca. Un gruppo di neuroscienziati inglesi potrebbe aver compiuto un passo in avanti nella comprensione delle basi genetiche dell'intelligenza, più volte citate dalla comunità scientifica ma mai prima d'ora indagate a fondo.Per Michael Johnson, neurologo e ricercatore dell'Imperial College London, dietro ad abilità come la capacità di pensiero laterale, le doti strategiche di problem solving, la capacità di ridere alle freddure o di risolvere giochi di enigmistica ci sarebbero due network di geni, chiamati M1 e M3, che sarebbero coinvolti anche in malattie dello sviluppo neurologico come l'epilessia, la schizofrenia o i disturbi dello spettro autistico.Le funzioni di questi gruppi di geni, il primo di circa mille elementi, il secondo di oltre un centinaio, non sembrano sovrapporsi e sono comunque ancora da definire con precisione.Circa il 40% delle variazioni dell'intelligenza umana � intesa come un insieme composito di diverse abilità cognitive distribuite nella popolazione � è riconducibile a fattori ereditari, ma nessuno si era mai sbilanciato a ipotizzare quali. Per arrivare alle loro conclusioni, i ricercatori britannici hanno individuato le connessioni genetiche tra malattie dello sviluppo neurologico e doti cognitive come memoria e attenzione in 100 cervelli di topo, 122 campioni di cervelli umani e 102 cervelli umani donati post mortem. I risultati sono stati confrontati con i dati raccolti in due ampi studi storici su un'ampia gamma di abilità cognitive come memoria, attenzione, capacità di ragionamento e velocità di processazione dei calcoli. Queste informazioni, integrate con dati genetici donati da volontari sani, epilettici o con autismo, sono state poi inserite in "cervelloni computerizzati" che hanno dato il verdetto finale: gli stessi geni responsabili dell'intelligenza nei volontari sani, se danneggiati, possono causare le malattie neurologiche citate.Conoscerli, quindi, potrebbe insegnarci ad agire con precisione sui fattori genetici alla base di questi disturbi, un'eventualità che comunque, per ora, è soltanto teorica. (da: www.focus.it) Indicare a quale tipologia, tra quelle proposte, appartiene il brano appena letto.
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Intelligenti si nasce o si diventa? Entrambe le cose, posto che di intelligenza si possa dare una definizione univoca. Un gruppo di neuroscienziati inglesi potrebbe aver compiuto un passo in avanti nella comprensione delle basi genetiche dell'intelligenza, più volte citate dalla comunità scientifica ma mai prima d'ora indagate a fondo.Per Michael Johnson, neurologo e ricercatore dell'Imperial College London, dietro ad abilità come la capacità di pensiero laterale, le doti strategiche di problem solving, la capacità di ridere alle freddure o di risolvere giochi di enigmistica ci sarebbero due network di geni, chiamati M1 e M3, che sarebbero coinvolti anche in malattie dello sviluppo neurologico come l'epilessia, la schizofrenia o i disturbi dello spettro autistico.Le funzioni di questi gruppi di geni, il primo di circa mille elementi, il secondo di oltre un centinaio, non sembrano sovrapporsi e sono comunque ancora da definire con precisione.Circa il 40% delle variazioni dell'intelligenza umana � intesa come un insieme composito di diverse abilità cognitive distribuite nella popolazione � è riconducibile a fattori ereditari, ma nessuno si era mai sbilanciato a ipotizzare quali. Per arrivare alle loro conclusioni, i ricercatori britannici hanno individuato le connessioni genetiche tra malattie dello sviluppo neurologico e doti cognitive come memoria e attenzione in 100 cervelli di topo, 122 campioni di cervelli umani e 102 cervelli umani donati post mortem. I risultati sono stati confrontati con i dati raccolti in due ampi studi storici su un'ampia gamma di abilità cognitive come memoria, attenzione, capacità di ragionamento e velocità di processazione dei calcoli. Queste informazioni, integrate con dati genetici donati da volontari sani, epilettici o con autismo, sono state poi inserite in "cervelloni computerizzati" che hanno dato il verdetto finale: gli stessi geni responsabili dell'intelligenza nei volontari sani, se danneggiati, possono causare le malattie neurologiche citate.Conoscerli, quindi, potrebbe insegnarci ad agire con precisione sui fattori genetici alla base di questi disturbi, un'eventualità che comunque, per ora, è soltanto teorica. (da: www.focus.it) Secondo dei ricercatori britannici:
RISPOSTA   Domanda difficile Leggere attentamente il seguente brano. Intelligenti si nasce o si diventa? Entrambe le cose, posto che di intelligenza si possa dare una definizione univoca. Un gruppo di neuroscienziati inglesi potrebbe aver compiuto un passo in avanti nella comprensione delle basi genetiche dell'intelligenza, più volte citate dalla comunità scientifica ma mai prima d'ora indagate a fondo.Per Michael Johnson, neurologo e ricercatore dell'Imperial College London, dietro ad abilità come la capacità di pensiero laterale, le doti strategiche di problem solving, la capacità di ridere alle freddure o di risolvere giochi di enigmistica ci sarebbero due network di geni, chiamati M1 e M3, che sarebbero coinvolti anche in malattie dello sviluppo neurologico come l'epilessia, la schizofrenia o i disturbi dello spettro autistico.Le funzioni di questi gruppi di geni, il primo di circa mille elementi, il secondo di oltre un centinaio, non sembrano sovrapporsi e sono comunque ancora da definire con precisione.Circa il 40% delle variazioni dell'intelligenza umana � intesa come un insieme composito di diverse abilità cognitive distribuite nella popolazione � è riconducibile a fattori ereditari, ma nessuno si era mai sbilanciato a ipotizzare quali. Per arrivare alle loro conclusioni, i ricercatori britannici hanno individuato le connessioni genetiche tra malattie dello sviluppo neurologico e doti cognitive come memoria e attenzione in 100 cervelli di topo, 122 campioni di cervelli umani e 102 cervelli umani donati post mortem. I risultati sono stati confrontati con i dati raccolti in due ampi studi storici su un'ampia gamma di abilità cognitive come memoria, attenzione, capacità di ragionamento e velocità di processazione dei calcoli. Queste informazioni, integrate con dati genetici donati da volontari sani, epilettici o con autismo, sono state poi inserite in "cervelloni computerizzati" che hanno dato il verdetto finale: gli stessi geni responsabili dell'intelligenza nei volontari sani, se danneggiati, possono causare le malattie neurologiche citate.Conoscerli, quindi, potrebbe insegnarci ad agire con precisione sui fattori genetici alla base di questi disturbi, un'eventualità che comunque, per ora, è soltanto teorica. (da: www.focus.it) Secondo il ricercatore Michael Johnson, alla base delle nostre capacità cognitive:
RISPOSTA   Domanda difficile Leggere attentamente il seguente brano. Intelligenti si nasce o si diventa? Entrambe le cose, posto che di intelligenza si possa dare una definizione univoca. Un gruppo di neuroscienziati inglesi potrebbe aver compiuto un passo in avanti nella comprensione delle basi genetiche dell'intelligenza, più volte citate dalla comunità scientifica ma mai prima d'ora indagate a fondo.Per Michael Johnson, neurologo e ricercatore dell'Imperial College London, dietro ad abilità come la capacità di pensiero laterale, le doti strategiche di problem solving, la capacità di ridere alle freddure o di risolvere giochi di enigmistica ci sarebbero due network di geni, chiamati M1 e M3, che sarebbero coinvolti anche in malattie dello sviluppo neurologico come l'epilessia, la schizofrenia o i disturbi dello spettro autistico.Le funzioni di questi gruppi di geni, il primo di circa mille elementi, il secondo di oltre un centinaio, non sembrano sovrapporsi e sono comunque ancora da definire con precisione.Circa il 40% delle variazioni dell'intelligenza umana � intesa come un insieme composito di diverse abilità cognitive distribuite nella popolazione � è riconducibile a fattori ereditari, ma nessuno si era mai sbilanciato a ipotizzare quali. Per arrivare alle loro conclusioni, i ricercatori britannici hanno individuato le connessioni genetiche tra malattie dello sviluppo neurologico e doti cognitive come memoria e attenzione in 100 cervelli di topo, 122 campioni di cervelli umani e 102 cervelli umani donati post mortem. I risultati sono stati confrontati con i dati raccolti in due ampi studi storici su un'ampia gamma di abilità cognitive come memoria, attenzione, capacità di ragionamento e velocità di processazione dei calcoli. Queste informazioni, integrate con dati genetici donati da volontari sani, epilettici o con autismo, sono state poi inserite in "cervelloni computerizzati" che hanno dato il verdetto finale: gli stessi geni responsabili dell'intelligenza nei volontari sani, se danneggiati, possono causare le malattie neurologiche citate.Conoscerli, quindi, potrebbe insegnarci ad agire con precisione sui fattori genetici alla base di questi disturbi, un'eventualità che comunque, per ora, è soltanto teorica. (da: www.focus.it) Quanti cervelli umani donati "post mortem" hanno esaminato i ricercatori britannici?
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Intelligenti si nasce o si diventa? Entrambe le cose, posto che di intelligenza si possa dare una definizione univoca. Un gruppo di neuroscienziati inglesi potrebbe aver compiuto un passo in avanti nella comprensione delle basi genetiche dell'intelligenza, più volte citate dalla comunità scientifica ma mai prima d'ora indagate a fondo.Per Michael Johnson, neurologo e ricercatore dell'Imperial College London, dietro ad abilità come la capacità di pensiero laterale, le doti strategiche di problem solving, la capacità di ridere alle freddure o di risolvere giochi di enigmistica ci sarebbero due network di geni, chiamati M1 e M3, che sarebbero coinvolti anche in malattie dello sviluppo neurologico come l'epilessia, la schizofrenia o i disturbi dello spettro autistico.Le funzioni di questi gruppi di geni, il primo di circa mille elementi, il secondo di oltre un centinaio, non sembrano sovrapporsi e sono comunque ancora da definire con precisione.Circa il 40% delle variazioni dell'intelligenza umana � intesa come un insieme composito di diverse abilità cognitive distribuite nella popolazione � è riconducibile a fattori ereditari, ma nessuno si era mai sbilanciato a ipotizzare quali. Per arrivare alle loro conclusioni, i ricercatori britannici hanno individuato le connessioni genetiche tra malattie dello sviluppo neurologico e doti cognitive come memoria e attenzione in 100 cervelli di topo, 122 campioni di cervelli umani e 102 cervelli umani donati post mortem. I risultati sono stati confrontati con i dati raccolti in due ampi studi storici su un'ampia gamma di abilità cognitive come memoria, attenzione, capacità di ragionamento e velocità di processazione dei calcoli. Queste informazioni, integrate con dati genetici donati da volontari sani, epilettici o con autismo, sono state poi inserite in "cervelloni computerizzati" che hanno dato il verdetto finale: gli stessi geni responsabili dell'intelligenza nei volontari sani, se danneggiati, possono causare le malattie neurologiche citate.Conoscerli, quindi, potrebbe insegnarci ad agire con precisione sui fattori genetici alla base di questi disturbi, un'eventualità che comunque, per ora, è soltanto teorica. (da: www.focus.it) Quale delle seguenti affermazioni NON è deducibile dal brano?
RISPOSTA   Domanda difficile Leggere attentamente il seguente brano. Intorno al 700-600 a.C. cominciò a emergere l'elemento più caratteristico del mondo greco: la pólis, cioè la "città". La Grecia non fu infatti mai organizzata in uno Stato unitario: ogni città era sovrana sul proprio territorio, che includeva anche la campagna circostante. Aveva inoltre leggi proprie, un suo esercito ecc., ed era gelosissima dell'autonomia raggiunta: ecco perché le città greche erano città-stato. Tale divisione in tante città-stato rivali incoraggiò la competizione culturale e artistica tra i vari centri del mondo ellenico. Fu però sempre causa di lotte interne alla Grecia e si trasformò, alla lunga, in debolezza politica. Tuttavia, in alcuni momenti, i Greci seppero trovare la loro unità e salvaguardare così l'indipendenza dell'Ellade. In particolare, tra il 480 e il 479 a.C., le città greche, capeggiate da Atene, si allearono contro il potente invasore persiano e gli inflissero due memorabili sconfitte rispettivamente a Salamina e a Platea (in Grecia). Le due maggiori città-stato furono Sparta e Atene. Sparta era sede di un governo aristocratico: una minoranza di nobili (gli spartiati) dominava la massa dei perieci e degli iloti [1]. I perieci erano soprattutto artigiani e abitavano nei villaggi intorno a Sparta.Non godevano di alcun diritto politico: non potevano votare, essere eletti ecc. Ancora peggio stavano gli iloti, che lavoravano la terra in una condizione di schiavitù. L'altra grande pólis greca era Atene, considerata la culla della democrazia, cioè di un governo in cui le decisioni erano prese dall'assemblea (in greco ecclesía) dei liberi cittadini.Dall'assemblea, a dire il vero, erano esclusi le donne, gli stranieri, gli schiavi. In ogni caso la democrazia ateniese rappresentò per il mondo antico un'enorme novità, tale da imprimere un'orma profonda nella storia. (Da: Paolo Di Sacco. "Facciamo storia. Viaggio nella storia antica" Società Editrice Internazionale, 2015, pp. 25 � 26) Quale delle seguenti affermazioni rispetto alla democrazia ateniese NON corrisponde al pensiero dell'autore?
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Intorno al 700-600 a.C. cominciò a emergere l'elemento più caratteristico del mondo greco: la pólis, cioè la "città". La Grecia non fu infatti mai organizzata in uno Stato unitario: ogni città era sovrana sul proprio territorio, che includeva anche la campagna circostante. Aveva inoltre leggi proprie, un suo esercito ecc., ed era gelosissima dell'autonomia raggiunta: ecco perché le città greche erano città-stato. Tale divisione in tante città-stato rivali incoraggiò la competizione culturale e artistica tra i vari centri del mondo ellenico. Fu però sempre causa di lotte interne alla Grecia e si trasformò, alla lunga, in debolezza politica. Tuttavia, in alcuni momenti, i Greci seppero trovare la loro unità e salvaguardare così l'indipendenza dell'Ellade. In particolare, tra il 480 e il 479 a.C., le città greche, capeggiate da Atene, si allearono contro il potente invasore persiano e gli inflissero due memorabili sconfitte rispettivamente a Salamina e a Platea (in Grecia). Le due maggiori città-stato furono Sparta e Atene. Sparta era sede di un governo aristocratico: una minoranza di nobili (gli spartiati) dominava la massa dei perieci e degli iloti [1]. I perieci erano soprattutto artigiani e abitavano nei villaggi intorno a Sparta.Non godevano di alcun diritto politico: non potevano votare, essere eletti ecc. Ancora peggio stavano gli iloti, che lavoravano la terra in una condizione di schiavitù. L'altra grande pólis greca era Atene, considerata la culla della democrazia, cioè di un governo in cui le decisioni erano prese dall'assemblea (in greco ecclesía) dei liberi cittadini.Dall'assemblea, a dire il vero, erano esclusi le donne, gli stranieri, gli schiavi. In ogni caso la democrazia ateniese rappresentò per il mondo antico un'enorme novità, tale da imprimere un'orma profonda nella storia. (Da: Paolo Di Sacco. "Facciamo storia. Viaggio nella storia antica" Società Editrice Internazionale, 2015, pp. 25 � 26) Quale delle seguenti affermazioni relative alle pólis NON è corretta?
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Intorno al 700-600 a.C. cominciò a emergere l'elemento più caratteristico del mondo greco: la pólis, cioè la "città". La Grecia non fu infatti mai organizzata in uno Stato unitario: ogni città era sovrana sul proprio territorio, che includeva anche la campagna circostante. Aveva inoltre leggi proprie, un suo esercito ecc., ed era gelosissima dell'autonomia raggiunta: ecco perché le città greche erano città-stato. Tale divisione in tante città-stato rivali incoraggiò la competizione culturale e artistica tra i vari centri del mondo ellenico. Fu però sempre causa di lotte interne alla Grecia e si trasformò, alla lunga, in debolezza politica. Tuttavia, in alcuni momenti, i Greci seppero trovare la loro unità e salvaguardare così l'indipendenza dell'Ellade. In particolare, tra il 480 e il 479 a.C., le città greche, capeggiate da Atene, si allearono contro il potente invasore persiano e gli inflissero due memorabili sconfitte rispettivamente a Salamina e a Platea (in Grecia). Le due maggiori città-stato furono Sparta e Atene. Sparta era sede di un governo aristocratico: una minoranza di nobili (gli spartiati) dominava la massa dei perieci e degli iloti [1]. I perieci erano soprattutto artigiani e abitavano nei villaggi intorno a Sparta.Non godevano di alcun diritto politico: non potevano votare, essere eletti ecc. Ancora peggio stavano gli iloti, che lavoravano la terra in una condizione di schiavitù. L'altra grande pólis greca era Atene, considerata la culla della democrazia, cioè di un governo in cui le decisioni erano prese dall'assemblea (in greco ecclesía) dei liberi cittadini.Dall'assemblea, a dire il vero, erano esclusi le donne, gli stranieri, gli schiavi. In ogni caso la democrazia ateniese rappresentò per il mondo antico un'enorme novità, tale da imprimere un'orma profonda nella storia. (Da: Paolo Di Sacco. "Facciamo storia. Viaggio nella storia antica" Società Editrice Internazionale, 2015, pp. 25 � 26) La divisione del mondo greco in città-stato:
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Intorno al 700-600 a.C. cominciò a emergere l'elemento più caratteristico del mondo greco: la pólis, cioè la "città". La Grecia non fu infatti mai organizzata in uno Stato unitario: ogni città era sovrana sul proprio territorio, che includeva anche la campagna circostante. Aveva inoltre leggi proprie, un suo esercito ecc., ed era gelosissima dell'autonomia raggiunta: ecco perché le città greche erano città-stato. Tale divisione in tante città-stato rivali incoraggiò la competizione culturale e artistica tra i vari centri del mondo ellenico. Fu però sempre causa di lotte interne alla Grecia e si trasformò, alla lunga, in debolezza politica. Tuttavia, in alcuni momenti, i Greci seppero trovare la loro unità e salvaguardare così l'indipendenza dell'Ellade. In particolare, tra il 480 e il 479 a.C., le città greche, capeggiate da Atene, si allearono contro il potente invasore persiano e gli inflissero due memorabili sconfitte rispettivamente a Salamina e a Platea (in Grecia). Le due maggiori città-stato furono Sparta e Atene. Sparta era sede di un governo aristocratico: una minoranza di nobili (gli spartiati) dominava la massa dei perieci e degli iloti [1]. I perieci erano soprattutto artigiani e abitavano nei villaggi intorno a Sparta.Non godevano di alcun diritto politico: non potevano votare, essere eletti ecc. Ancora peggio stavano gli iloti, che lavoravano la terra in una condizione di schiavitù. L'altra grande pólis greca era Atene, considerata la culla della democrazia, cioè di un governo in cui le decisioni erano prese dall'assemblea (in greco ecclesía) dei liberi cittadini.Dall'assemblea, a dire il vero, erano esclusi le donne, gli stranieri, gli schiavi. In ogni caso la democrazia ateniese rappresentò per il mondo antico un'enorme novità, tale da imprimere un'orma profonda nella storia. (Da: Paolo Di Sacco. "Facciamo storia. Viaggio nella storia antica" Società Editrice Internazionale, 2015, pp. 25 � 26) Facendo riferimento a quanto affermato nel testo, chi erano gli iloti [1]?
RISPOSTA    Leggere attentamente il seguente brano. Intorno al 700-600 a.C. cominciò a emergere l'elemento più caratteristico del mondo greco: la pólis, cioè la "città". La Grecia non fu infatti mai organizzata in uno Stato unitario: ogni città era sovrana sul proprio territorio, che includeva anche la campagna circostante. Aveva inoltre leggi proprie, un suo esercito ecc., ed era gelosissima dell'autonomia raggiunta: ecco perché le città greche erano città-stato. Tale divisione in tante città-stato rivali incoraggiò la competizione culturale e artistica tra i vari centri del mondo ellenico. Fu però sempre causa di lotte interne alla Grecia e si trasformò, alla lunga, in debolezza politica. Tuttavia, in alcuni momenti, i Greci seppero trovare la loro unità e salvaguardare così l'indipendenza dell'Ellade. In particolare, tra il 480 e il 479 a.C., le città greche, capeggiate da Atene, si allearono contro il potente invasore persiano e gli inflissero due memorabili sconfitte rispettivamente a Salamina e a Platea (in Grecia). Le due maggiori città-stato furono Sparta e Atene. Sparta era sede di un governo aristocratico: una minoranza di nobili (gli spartiati) dominava la massa dei perieci e degli iloti [1]. I perieci erano soprattutto artigiani e abitavano nei villaggi intorno a Sparta.Non godevano di alcun diritto politico: non potevano votare, essere eletti ecc. Ancora peggio stavano gli iloti, che lavoravano la terra in una condizione di schiavitù. L'altra grande pólis greca era Atene, considerata la culla della democrazia, cioè di un governo in cui le decisioni erano prese dall'assemblea (in greco ecclesía) dei liberi cittadini.Dall'assemblea, a dire il vero, erano esclusi le donne, gli stranieri, gli schiavi. In ogni caso la democrazia ateniese rappresentò per il mondo antico un'enorme novità, tale da imprimere un'orma profonda nella storia. (Da: Paolo Di Sacco. "Facciamo storia. Viaggio nella storia antica" Società Editrice Internazionale, 2015, pp. 25 � 26) Rispetto all'invasione persiana l'autore afferma che:

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