Tutte le domande del quiz : Brani statisticitratto da:Agenzia delle Entrate Quiz - 510 funzionari ammin.-tribut. 2018 Selezione pubblica per l'assunzione a tempo indeterminato di 510 unità per la terza area funzionale, fascia retributiva F1, profilo professionale funzionario, per attività amministrativo-tributaria - 2018 - Quiz della PROVA OGGETTIVA ATTITUDINALE  Esercitati su questo Quiz  |
| RISPOSTA   Fatturato e ordinativi dell'industriaA gennaio 2015 il fatturato dell'industria, al netto della stagionalità, diminuisce dell'1,6% rispetto a dicembre, registrando flessioni dello 0,9% sul mercato interno e del 3,1% su quello estero. Nella media degli ultimi tre mesi, l'indice complessivo diminuisce dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti (-0,6% per il fatturato interno e +1,0% per quello estero).Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 20 contro i 21 di gennaio 2014), il fatturato totale diminuisce in termini tendenziali del 2,5%, con cali del 3,7% sul mercato interno e dello 0,3% su quello estero. Gli indici destagionalizzati del fatturato segnano un incremento congiunturale per i beni intermedi (+0,3%), mentre registrano variazioni negative per l'energia (-13,6%), per i beni strumentali (-2,2%) e per i beni di consumo (-0,4%). L'indice grezzo del fatturato cala, in termini tendenziali, del 5,6%: il contributo più ampio a tale flessione viene dalla componente interna dell'energia.Per il fatturato l'incremento tendenziale più rilevante si registra nella fabbricazione di mezzi di trasporto (+10,1%), mentre la maggiore diminuzione riguarda la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-27,0%). Per gli ordinativi totali, si registra una diminuzione congiunturale del 3,6%, sintesi di un aumento dello 0,7% degli ordinativi interni e un calo del 9,0% di quelli esteri.Nel confronto con il mese di gennaio 2014, l'indice grezzo degli ordinativi segna una variazione negativa del 5,5%. L'incremento più rilevante si registra per i prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+3,0%), mentre la flessione maggiore si osserva nella fabbricazione di mezzi di trasporto (-9,2%). L'indice grezzo degli ordinativi nel confronto con il mese di gennaio 2014, segna una variazione negativa del 5,5%. L'incremento più rilevante si registra: |
| RISPOSTA   Fatturato e ordinativi dell'industriaA gennaio 2015 il fatturato dell'industria, al netto della stagionalità, diminuisce dell'1,6% rispetto a dicembre, registrando flessioni dello 0,9% sul mercato interno e del 3,1% su quello estero. Nella media degli ultimi tre mesi, l'indice complessivo diminuisce dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti (-0,6% per il fatturato interno e +1,0% per quello estero).Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 20 contro i 21 di gennaio 2014), il fatturato totale diminuisce in termini tendenziali del 2,5%, con cali del 3,7% sul mercato interno e dello 0,3% su quello estero. Gli indici destagionalizzati del fatturato segnano un incremento congiunturale per i beni intermedi (+0,3%), mentre registrano variazioni negative per l'energia (-13,6%), per i beni strumentali (-2,2%) e per i beni di consumo (-0,4%). L'indice grezzo del fatturato cala, in termini tendenziali, del 5,6%: il contributo più ampio a tale flessione viene dalla componente interna dell'energia.Per il fatturato l'incremento tendenziale più rilevante si registra nella fabbricazione di mezzi di trasporto (+10,1%), mentre la maggiore diminuzione riguarda la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-27,0%). Per gli ordinativi totali, si registra una diminuzione congiunturale del 3,6%, sintesi di un aumento dello 0,7% degli ordinativi interni e un calo del 9,0% di quelli esteri.Nel confronto con il mese di gennaio 2014, l'indice grezzo degli ordinativi segna una variazione negativa del 5,5%. L'incremento più rilevante si registra per i prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+3,0%), mentre la flessione maggiore si osserva nella fabbricazione di mezzi di trasporto (-9,2%). Secondo il brano cosa segnalano gli indici destagionalizzati del fatturato? |
RISPOSTA   Fatturato e ordinativi dell'industriaA gennaio 2015 il fatturato dell'industria, al netto della stagionalità, diminuisce dell'1,6% rispetto a dicembre, registrando flessioni dello 0,9% sul mercato interno e del 3,1% su quello estero. Nella media degli ultimi tre mesi, l'indice complessivo diminuisce dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti (-0,6% per il fatturato interno e +1,0% per quello estero).Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 20 contro i 21 di gennaio 2014), il fatturato totale diminuisce in termini tendenziali del 2,5%, con cali del 3,7% sul mercato interno e dello 0,3% su quello estero. Gli indici destagionalizzati del fatturato segnano un incremento congiunturale per i beni intermedi (+0,3%), mentre registrano variazioni negative per l'energia (-13,6%), per i beni strumentali (-2,2%) e per i beni di consumo (-0,4%). L'indice grezzo del fatturato cala, in termini tendenziali, del 5,6%: il contributo più ampio a tale flessione viene dalla componente interna dell'energia.Per il fatturato l'incremento tendenziale più rilevante si registra nella fabbricazione di mezzi di trasporto (+10,1%), mentre la maggiore diminuzione riguarda la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-27,0%). Per gli ordinativi totali, si registra una diminuzione congiunturale del 3,6%, sintesi di un aumento dello 0,7% degli ordinativi interni e un calo del 9,0% di quelli esteri.Nel confronto con il mese di gennaio 2014, l'indice grezzo degli ordinativi segna una variazione negativa del 5,5%. L'incremento più rilevante si registra per i prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+3,0%), mentre la flessione maggiore si osserva nella fabbricazione di mezzi di trasporto (-9,2%). Secondo il brano per il fatturato nella fabbricazione di mezzi di trasporto si registra: |
| RISPOSTA   Fatturato e ordinativi dell'industriaA gennaio 2015 il fatturato dell'industria, al netto della stagionalità, diminuisce dell'1,6% rispetto a dicembre, registrando flessioni dello 0,9% sul mercato interno e del 3,1% su quello estero. Nella media degli ultimi tre mesi, l'indice complessivo diminuisce dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti (-0,6% per il fatturato interno e +1,0% per quello estero).Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 20 contro i 21 di gennaio 2014), il fatturato totale diminuisce in termini tendenziali del 2,5%, con cali del 3,7% sul mercato interno e dello 0,3% su quello estero. Gli indici destagionalizzati del fatturato segnano un incremento congiunturale per i beni intermedi (+0,3%), mentre registrano variazioni negative per l'energia (-13,6%), per i beni strumentali (-2,2%) e per i beni di consumo (-0,4%). L'indice grezzo del fatturato cala, in termini tendenziali, del 5,6%: il contributo più ampio a tale flessione viene dalla componente interna dell'energia.Per il fatturato l'incremento tendenziale più rilevante si registra nella fabbricazione di mezzi di trasporto (+10,1%), mentre la maggiore diminuzione riguarda la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-27,0%). Per gli ordinativi totali, si registra una diminuzione congiunturale del 3,6%, sintesi di un aumento dello 0,7% degli ordinativi interni e un calo del 9,0% di quelli esteri.Nel confronto con il mese di gennaio 2014, l'indice grezzo degli ordinativi segna una variazione negativa del 5,5%. L'incremento più rilevante si registra per i prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+3,0%), mentre la flessione maggiore si osserva nella fabbricazione di mezzi di trasporto (-9,2%). Secondo il brano il fatturato totale diminuisce: |
| RISPOSTA   Fatturato e ordinativi dell'industriaA gennaio 2015 il fatturato dell'industria, al netto della stagionalità, diminuisce dell'1,6% rispetto a dicembre, registrando flessioni dello 0,9% sul mercato interno e del 3,1% su quello estero. Nella media degli ultimi tre mesi, l'indice complessivo diminuisce dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti (-0,6% per il fatturato interno e +1,0% per quello estero).Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 20 contro i 21 di gennaio 2014), il fatturato totale diminuisce in termini tendenziali del 2,5%, con cali del 3,7% sul mercato interno e dello 0,3% su quello estero. Gli indici destagionalizzati del fatturato segnano un incremento congiunturale per i beni intermedi (+0,3%), mentre registrano variazioni negative per l'energia (-13,6%), per i beni strumentali (-2,2%) e per i beni di consumo (-0,4%). L'indice grezzo del fatturato cala, in termini tendenziali, del 5,6%: il contributo più ampio a tale flessione viene dalla componente interna dell'energia.Per il fatturato l'incremento tendenziale più rilevante si registra nella fabbricazione di mezzi di trasporto (+10,1%), mentre la maggiore diminuzione riguarda la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-27,0%). Per gli ordinativi totali, si registra una diminuzione congiunturale del 3,6%, sintesi di un aumento dello 0,7% degli ordinativi interni e un calo del 9,0% di quelli esteri.Nel confronto con il mese di gennaio 2014, l'indice grezzo degli ordinativi segna una variazione negativa del 5,5%. L'incremento più rilevante si registra per i prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+3,0%), mentre la flessione maggiore si osserva nella fabbricazione di mezzi di trasporto (-9,2%). 1) il contributo più ampio alla flessione dell'indice grezzo del fatturato in termini tendenziali è dato dalla componente interna dell'energia; 2) a gennaio 2015 il fatturato dell'industria fa registrare flessioni rilevanti sia sul mercato interno sia su quello estero; 3) la diminuzione congiunturale per gli ordinativi totali è sintesi di un aumento dello 0,7% degli ordinativi interni e un calo del 9,0% di quelli esteri. Secondo il brano quali affermazioni risultano corrette? |
| RISPOSTA   Fiducia delle imprese e dei consumatoriA partire da marzo 2015 l'Istat avvia la diffusione degli indici del clima di fiducia nella nuova base 2010=100. L'indice composito del clima di fiducia dei consumatori, espresso in base 2010=100, aumenta a 110,9 da 107,7 di febbraio 2015. Anche l'indice composito del clima di fiducia delle imprese italiane (Iesi, Istat economic sentiment indicator), in base 2010=100, mostra un deciso miglioramento, salendo a 103,0 da 97,5 di febbraio. Per il clima di fiducia dei consumatori la componente economica aumenta in misura più consistente (a 144,8 da 138,1) rispetto a quella personale, che passa a 99,7 da 98,0.I giudizi dei consumatori sull'attuale situazione economica del Paese migliorano (-57 da -71 il saldo) e in lieve aumento sono anche le attese future sull'economia (22 da 21). Il saldo dei giudizi sulla dinamica dei prezzi al consumo negli ultimi 12 mesi mostra un leggero miglioramento a -26 da -27 e quello delle attese per i prossimi 12 mesi conferma questa tendenza (a -28 da -33). Migliorano anche le aspettative sulla disoccupazione (a -3 da 10).Riguardo le imprese, il miglioramento del clima di fiducia coinvolge tutti i principali settori: manifattura (a 103,7 da 100,5), costruzioni (a 116,0 da 108,5), servizi di mercato (a 108,1 da 100,4) e commercio al dettaglio (a 103,0 da 101,0), Nelle imprese dei servizi migliorano i giudizi e le attese sugli ordini (a 2 da -1 e a 4 da -1, i rispettivi saldi) e le attese sull'andamento dell'economia in generale (a 17 da 2). Nel commercio al dettaglio peggiorano i giudizi sulle vendite correnti (a -5 da 1), mentre migliorano le attese sulle vendite future (a 28 da 19); in decumulo sono giudicate le giacenze di magazzino (a 7 da 10). Nelle imprese manifatturiere migliorano sia i giudizi sugli ordini (a -11 da -17), sia le attese di produzione (a 10 da 8); il saldo dei giudizi sulle scorte di magazzino passa a 3 da 4. Nelle costruzioni migliorano sia i giudizi sugli ordini e/o piani di costruzione, sia - seppur lievemente - le attese sull'occupazione (a -36 da -45 e a -11 da -12 i saldi). Secondo il brano nel commercio al dettaglio: |
| RISPOSTA   Fiducia delle imprese e dei consumatoriA partire da marzo 2015 l'Istat avvia la diffusione degli indici del clima di fiducia nella nuova base 2010=100. L'indice composito del clima di fiducia dei consumatori, espresso in base 2010=100, aumenta a 110,9 da 107,7 di febbraio 2015. Anche l'indice composito del clima di fiducia delle imprese italiane (Iesi, Istat economic sentiment indicator), in base 2010=100, mostra un deciso miglioramento, salendo a 103,0 da 97,5 di febbraio. Per il clima di fiducia dei consumatori la componente economica aumenta in misura più consistente (a 144,8 da 138,1) rispetto a quella personale, che passa a 99,7 da 98,0.I giudizi dei consumatori sull'attuale situazione economica del Paese migliorano (-57 da -71 il saldo) e in lieve aumento sono anche le attese future sull'economia (22 da 21). Il saldo dei giudizi sulla dinamica dei prezzi al consumo negli ultimi 12 mesi mostra un leggero miglioramento a -26 da -27 e quello delle attese per i prossimi 12 mesi conferma questa tendenza (a -28 da -33). Migliorano anche le aspettative sulla disoccupazione (a -3 da 10).Riguardo le imprese, il miglioramento del clima di fiducia coinvolge tutti i principali settori: manifattura (a 103,7 da 100,5), costruzioni (a 116,0 da 108,5), servizi di mercato (a 108,1 da 100,4) e commercio al dettaglio (a 103,0 da 101,0), Nelle imprese dei servizi migliorano i giudizi e le attese sugli ordini (a 2 da -1 e a 4 da -1, i rispettivi saldi) e le attese sull'andamento dell'economia in generale (a 17 da 2). Nel commercio al dettaglio peggiorano i giudizi sulle vendite correnti (a -5 da 1), mentre migliorano le attese sulle vendite future (a 28 da 19); in decumulo sono giudicate le giacenze di magazzino (a 7 da 10). Nelle imprese manifatturiere migliorano sia i giudizi sugli ordini (a -11 da -17), sia le attese di produzione (a 10 da 8); il saldo dei giudizi sulle scorte di magazzino passa a 3 da 4. Nelle costruzioni migliorano sia i giudizi sugli ordini e/o piani di costruzione, sia - seppur lievemente - le attese sull'occupazione (a -36 da -45 e a -11 da -12 i saldi). Secondo il brano quale settore di impresa in percentuale mostra il maggiore clima di fiducia? |
| RISPOSTA   Fiducia delle imprese e dei consumatoriA partire da marzo 2015 l'Istat avvia la diffusione degli indici del clima di fiducia nella nuova base 2010=100. L'indice composito del clima di fiducia dei consumatori, espresso in base 2010=100, aumenta a 110,9 da 107,7 di febbraio 2015. Anche l'indice composito del clima di fiducia delle imprese italiane (Iesi, Istat economic sentiment indicator), in base 2010=100, mostra un deciso miglioramento, salendo a 103,0 da 97,5 di febbraio. Per il clima di fiducia dei consumatori la componente economica aumenta in misura più consistente (a 144,8 da 138,1) rispetto a quella personale, che passa a 99,7 da 98,0.I giudizi dei consumatori sull'attuale situazione economica del Paese migliorano (-57 da -71 il saldo) e in lieve aumento sono anche le attese future sull'economia (22 da 21). Il saldo dei giudizi sulla dinamica dei prezzi al consumo negli ultimi 12 mesi mostra un leggero miglioramento a -26 da -27 e quello delle attese per i prossimi 12 mesi conferma questa tendenza (a -28 da -33). Migliorano anche le aspettative sulla disoccupazione (a -3 da 10).Riguardo le imprese, il miglioramento del clima di fiducia coinvolge tutti i principali settori: manifattura (a 103,7 da 100,5), costruzioni (a 116,0 da 108,5), servizi di mercato (a 108,1 da 100,4) e commercio al dettaglio (a 103,0 da 101,0), Nelle imprese dei servizi migliorano i giudizi e le attese sugli ordini (a 2 da -1 e a 4 da -1, i rispettivi saldi) e le attese sull'andamento dell'economia in generale (a 17 da 2). Nel commercio al dettaglio peggiorano i giudizi sulle vendite correnti (a -5 da 1), mentre migliorano le attese sulle vendite future (a 28 da 19); in decumulo sono giudicate le giacenze di magazzino (a 7 da 10). Nelle imprese manifatturiere migliorano sia i giudizi sugli ordini (a -11 da -17), sia le attese di produzione (a 10 da 8); il saldo dei giudizi sulle scorte di magazzino passa a 3 da 4. Nelle costruzioni migliorano sia i giudizi sugli ordini e/o piani di costruzione, sia - seppur lievemente - le attese sull'occupazione (a -36 da -45 e a -11 da -12 i saldi). 1) I giudizi dei consumatori sull'attuale situazione economica del Paese migliorano e in lieve aumento sono anche le attese future sull'economia. 2) Non migliorano le aspettative sulla disoccupazione. 3) Il saldo dei giudizi sulla dinamica dei prezzi al consumo negli ultimi 12 mesi mostra un leggero miglioramento e quello delle attese per i prossimi 12 mesi conferma questa tendenza. Secondo il brano quali affermazioni risultano corrette? |
| RISPOSTA   Fiducia delle imprese e dei consumatoriA partire da marzo 2015 l'Istat avvia la diffusione degli indici del clima di fiducia nella nuova base 2010=100. L'indice composito del clima di fiducia dei consumatori, espresso in base 2010=100, aumenta a 110,9 da 107,7 di febbraio 2015. Anche l'indice composito del clima di fiducia delle imprese italiane (Iesi, Istat economic sentiment indicator), in base 2010=100, mostra un deciso miglioramento, salendo a 103,0 da 97,5 di febbraio. Per il clima di fiducia dei consumatori la componente economica aumenta in misura più consistente (a 144,8 da 138,1) rispetto a quella personale, che passa a 99,7 da 98,0.I giudizi dei consumatori sull'attuale situazione economica del Paese migliorano (-57 da -71 il saldo) e in lieve aumento sono anche le attese future sull'economia (22 da 21). Il saldo dei giudizi sulla dinamica dei prezzi al consumo negli ultimi 12 mesi mostra un leggero miglioramento a -26 da -27 e quello delle attese per i prossimi 12 mesi conferma questa tendenza (a -28 da -33). Migliorano anche le aspettative sulla disoccupazione (a -3 da 10).Riguardo le imprese, il miglioramento del clima di fiducia coinvolge tutti i principali settori: manifattura (a 103,7 da 100,5), costruzioni (a 116,0 da 108,5), servizi di mercato (a 108,1 da 100,4) e commercio al dettaglio (a 103,0 da 101,0), Nelle imprese dei servizi migliorano i giudizi e le attese sugli ordini (a 2 da -1 e a 4 da -1, i rispettivi saldi) e le attese sull'andamento dell'economia in generale (a 17 da 2). Nel commercio al dettaglio peggiorano i giudizi sulle vendite correnti (a -5 da 1), mentre migliorano le attese sulle vendite future (a 28 da 19); in decumulo sono giudicate le giacenze di magazzino (a 7 da 10). Nelle imprese manifatturiere migliorano sia i giudizi sugli ordini (a -11 da -17), sia le attese di produzione (a 10 da 8); il saldo dei giudizi sulle scorte di magazzino passa a 3 da 4. Nelle costruzioni migliorano sia i giudizi sugli ordini e/o piani di costruzione, sia - seppur lievemente - le attese sull'occupazione (a -36 da -45 e a -11 da -12 i saldi). Secondo il brano nelle imprese manifatturiere: |
| RISPOSTA   Fiducia delle imprese e dei consumatoriA partire da marzo 2015 l'Istat avvia la diffusione degli indici del clima di fiducia nella nuova base 2010=100. L'indice composito del clima di fiducia dei consumatori, espresso in base 2010=100, aumenta a 110,9 da 107,7 di febbraio 2015. Anche l'indice composito del clima di fiducia delle imprese italiane (Iesi, Istat economic sentiment indicator), in base 2010=100, mostra un deciso miglioramento, salendo a 103,0 da 97,5 di febbraio. Per il clima di fiducia dei consumatori la componente economica aumenta in misura più consistente (a 144,8 da 138,1) rispetto a quella personale, che passa a 99,7 da 98,0.I giudizi dei consumatori sull'attuale situazione economica del Paese migliorano (-57 da -71 il saldo) e in lieve aumento sono anche le attese future sull'economia (22 da 21). Il saldo dei giudizi sulla dinamica dei prezzi al consumo negli ultimi 12 mesi mostra un leggero miglioramento a -26 da -27 e quello delle attese per i prossimi 12 mesi conferma questa tendenza (a -28 da -33). Migliorano anche le aspettative sulla disoccupazione (a -3 da 10).Riguardo le imprese, il miglioramento del clima di fiducia coinvolge tutti i principali settori: manifattura (a 103,7 da 100,5), costruzioni (a 116,0 da 108,5), servizi di mercato (a 108,1 da 100,4) e commercio al dettaglio (a 103,0 da 101,0), Nelle imprese dei servizi migliorano i giudizi e le attese sugli ordini (a 2 da -1 e a 4 da -1, i rispettivi saldi) e le attese sull'andamento dell'economia in generale (a 17 da 2). Nel commercio al dettaglio peggiorano i giudizi sulle vendite correnti (a -5 da 1), mentre migliorano le attese sulle vendite future (a 28 da 19); in decumulo sono giudicate le giacenze di magazzino (a 7 da 10). Nelle imprese manifatturiere migliorano sia i giudizi sugli ordini (a -11 da -17), sia le attese di produzione (a 10 da 8); il saldo dei giudizi sulle scorte di magazzino passa a 3 da 4. Nelle costruzioni migliorano sia i giudizi sugli ordini e/o piani di costruzione, sia - seppur lievemente - le attese sull'occupazione (a -36 da -45 e a -11 da -12 i saldi). Secondo il brano: |
| RISPOSTA   Giornata mondiale dell'acqua: le statistiche dell'Istat In Italia, le precipitazioni medie nel decennio 2001-2010 corrispondono ad un volume di acqua di 245.457 milioni di metri cubi. Tale valore è in aumento dell'1,8% rispetto alla media del periodo 1971-2000. Nel 2012 i gestori dei servizi idrici operanti in Italia sono 3.161: nell'82,8% dei casi si tratta di amministrazioni comunali, negli altri casi di gestori specializzati.Nel 2012 il prelievo nazionale di acqua a uso potabile ammonta a 9,5 miliardi di metri cubi, di cui l'84,8% proviene da acque sotterranee, il 15,1% da acque superficiali e il restante 0,1% da acque marine o salmastre. Migliora il giudizio delle famiglie sull'erogazione d'acqua nelle loro abitazioni: la quota di famiglie che lamentano irregolarità nel servizio è diminuita, passando dal 14,7% nel 2002 all'8,6% nel 2014. A dichiarare di non fidarsi a bere acqua di rubinetto è ancora una percentuale rilevante di famiglie ma in deciso calo: dal 40,1% del 2002 si è passati al 28% nel 2014. La sfiducia è molto elevata in Sardegna (53,4%), Calabria (48,5%), Sicilia (46,2%) e Toscana (38,3%).La spesa media mensile delle famiglie per l'acquisto di acqua minerale si attesta nel 2013 a 11,42 euro, il 4,5% in meno del 2012. Si tratta di quasi la metà di quella sostenuta per il servizio di acqua per l'abitazione. Ad aumentare notevolmente (+74%) è stata invece la spesa media mensile effettiva delle famiglie per l'acqua nell'abitazione principale, da 12,16 euro del 2008 a 21,18 euro del 2013. Secondo il brano, in Italia, le precipitazioni medie nel decennio 2001-2010: |
| RISPOSTA   Giornata mondiale dell'acqua: le statistiche dell'Istat In Italia, le precipitazioni medie nel decennio 2001-2010 corrispondono ad un volume di acqua di 245.457 milioni di metri cubi. Tale valore è in aumento dell'1,8% rispetto alla media del periodo 1971-2000. Nel 2012 i gestori dei servizi idrici operanti in Italia sono 3.161: nell'82,8% dei casi si tratta di amministrazioni comunali, negli altri casi di gestori specializzati.Nel 2012 il prelievo nazionale di acqua a uso potabile ammonta a 9,5 miliardi di metri cubi, di cui l'84,8% proviene da acque sotterranee, il 15,1% da acque superficiali e il restante 0,1% da acque marine o salmastre. Migliora il giudizio delle famiglie sull'erogazione d'acqua nelle loro abitazioni: la quota di famiglie che lamentano irregolarità nel servizio è diminuita, passando dal 14,7% nel 2002 all'8,6% nel 2014. A dichiarare di non fidarsi a bere acqua di rubinetto è ancora una percentuale rilevante di famiglie ma in deciso calo: dal 40,1% del 2002 si è passati al 28% nel 2014. La sfiducia è molto elevata in Sardegna (53,4%), Calabria (48,5%), Sicilia (46,2%) e Toscana (38,3%).La spesa media mensile delle famiglie per l'acquisto di acqua minerale si attesta nel 2013 a 11,42 euro, il 4,5% in meno del 2012. Si tratta di quasi la metà di quella sostenuta per il servizio di acqua per l'abitazione. Ad aumentare notevolmente (+74%) è stata invece la spesa media mensile effettiva delle famiglie per l'acqua nell'abitazione principale, da 12,16 euro del 2008 a 21,18 euro del 2013. Secondo il brano, nel 2012 i gestori dei servizi idrici operanti in Italia sono: |
| RISPOSTA   Giornata mondiale dell'acqua: le statistiche dell'Istat In Italia, le precipitazioni medie nel decennio 2001-2010 corrispondono ad un volume di acqua di 245.457 milioni di metri cubi. Tale valore è in aumento dell'1,8% rispetto alla media del periodo 1971-2000. Nel 2012 i gestori dei servizi idrici operanti in Italia sono 3.161: nell'82,8% dei casi si tratta di amministrazioni comunali, negli altri casi di gestori specializzati.Nel 2012 il prelievo nazionale di acqua a uso potabile ammonta a 9,5 miliardi di metri cubi, di cui l'84,8% proviene da acque sotterranee, il 15,1% da acque superficiali e il restante 0,1% da acque marine o salmastre. Migliora il giudizio delle famiglie sull'erogazione d'acqua nelle loro abitazioni: la quota di famiglie che lamentano irregolarità nel servizio è diminuita, passando dal 14,7% nel 2002 all'8,6% nel 2014. A dichiarare di non fidarsi a bere acqua di rubinetto è ancora una percentuale rilevante di famiglie ma in deciso calo: dal 40,1% del 2002 si è passati al 28% nel 2014. La sfiducia è molto elevata in Sardegna (53,4%), Calabria (48,5%), Sicilia (46,2%) e Toscana (38,3%).La spesa media mensile delle famiglie per l'acquisto di acqua minerale si attesta nel 2013 a 11,42 euro, il 4,5% in meno del 2012. Si tratta di quasi la metà di quella sostenuta per il servizio di acqua per l'abitazione. Ad aumentare notevolmente (+74%) è stata invece la spesa media mensile effettiva delle famiglie per l'acqua nell'abitazione principale, da 12,16 euro del 2008 a 21,18 euro del 2013. Nel 2012, secondo il brano, il prelievo nazionale di acqua a uso potabile proviene: |
| RISPOSTA   Giornata mondiale dell'acqua: le statistiche dell'Istat In Italia, le precipitazioni medie nel decennio 2001-2010 corrispondono ad un volume di acqua di 245.457 milioni di metri cubi. Tale valore è in aumento dell'1,8% rispetto alla media del periodo 1971-2000. Nel 2012 i gestori dei servizi idrici operanti in Italia sono 3.161: nell'82,8% dei casi si tratta di amministrazioni comunali, negli altri casi di gestori specializzati.Nel 2012 il prelievo nazionale di acqua a uso potabile ammonta a 9,5 miliardi di metri cubi, di cui l'84,8% proviene da acque sotterranee, il 15,1% da acque superficiali e il restante 0,1% da acque marine o salmastre. Migliora il giudizio delle famiglie sull'erogazione d'acqua nelle loro abitazioni: la quota di famiglie che lamentano irregolarità nel servizio è diminuita, passando dal 14,7% nel 2002 all'8,6% nel 2014. A dichiarare di non fidarsi a bere acqua di rubinetto è ancora una percentuale rilevante di famiglie ma in deciso calo: dal 40,1% del 2002 si è passati al 28% nel 2014. La sfiducia è molto elevata in Sardegna (53,4%), Calabria (48,5%), Sicilia (46,2%) e Toscana (38,3%).La spesa media mensile delle famiglie per l'acquisto di acqua minerale si attesta nel 2013 a 11,42 euro, il 4,5% in meno del 2012. Si tratta di quasi la metà di quella sostenuta per il servizio di acqua per l'abitazione. Ad aumentare notevolmente (+74%) è stata invece la spesa media mensile effettiva delle famiglie per l'acqua nell'abitazione principale, da 12,16 euro del 2008 a 21,18 euro del 2013. Secondo il brano: |
| RISPOSTA   Giornata mondiale dell'acqua: le statistiche dell'Istat In Italia, le precipitazioni medie nel decennio 2001-2010 corrispondono ad un volume di acqua di 245.457 milioni di metri cubi. Tale valore è in aumento dell'1,8% rispetto alla media del periodo 1971-2000. Nel 2012 i gestori dei servizi idrici operanti in Italia sono 3.161: nell'82,8% dei casi si tratta di amministrazioni comunali, negli altri casi di gestori specializzati.Nel 2012 il prelievo nazionale di acqua a uso potabile ammonta a 9,5 miliardi di metri cubi, di cui l'84,8% proviene da acque sotterranee, il 15,1% da acque superficiali e il restante 0,1% da acque marine o salmastre. Migliora il giudizio delle famiglie sull'erogazione d'acqua nelle loro abitazioni: la quota di famiglie che lamentano irregolarità nel servizio è diminuita, passando dal 14,7% nel 2002 all'8,6% nel 2014. A dichiarare di non fidarsi a bere acqua di rubinetto è ancora una percentuale rilevante di famiglie ma in deciso calo: dal 40,1% del 2002 si è passati al 28% nel 2014. La sfiducia è molto elevata in Sardegna (53,4%), Calabria (48,5%), Sicilia (46,2%) e Toscana (38,3%).La spesa media mensile delle famiglie per l'acquisto di acqua minerale si attesta nel 2013 a 11,42 euro, il 4,5% in meno del 2012. Si tratta di quasi la metà di quella sostenuta per il servizio di acqua per l'abitazione. Ad aumentare notevolmente (+74%) è stata invece la spesa media mensile effettiva delle famiglie per l'acqua nell'abitazione principale, da 12,16 euro del 2008 a 21,18 euro del 2013. Secondo il brano, nel 2013, la spesa media mensile delle famiglie: |
| RISPOSTA   Gli effetti dei provvedimenti fiscali sulle imprese In questa nota si analizzano gli effetti dei principali provvedimenti in materia di tassazione dei redditi delle imprese adottati a partire dal 2011: la nuova disciplina sul riporto delle perdite, la deducibilità dell'IRAP sul costo del lavoro e la detassazione dal reddito di impresa del rendimento figurativo del capitale proprio (il cosiddetto ACE, Aiuto alla Crescita Economica). L'analisi è effettuata sull'universo delle società di capitali utilizzando il nuovo modello di microsimulazione ISTAT-Matis (Modello per l'analisi della tassazione e degli incentivi sulle società di capitali) nel periodo 2011-14. Per il 2014 si stima che il riporto delle perdite avrà un impatto limitato mentre le deduzioni dell'IRAP e l'ACE interesseranno oltre la metà delle imprese (57,3%). Di queste, circa un terzo beneficerà di entrambe le misure. L'applicazione a regime dei provvedimenti comporta una riduzione dell'aliquota effettiva del prelievo sui redditi delle imprese: l'aliquota mediana passa dal 28,5 al 26,1% valore inferiore all'aliquota legale. Considerando anche la componente IRAP gravante sui redditi di impresa, l'aliquota effettiva mediana raggiunge il 31,3%. Gli effetti del meccanismo dell'ACE, considerati indipendentemente dagli altri provvedimenti, favoriscono le imprese più profittevoli e dinamiche, garantendo un abbattimento crescente nel tempo del carico fiscale. Nel 2014, l'aliquota effettiva per i beneficiari dell'ACE scenderà di oltre due punti percentuali raggiungendo il 26,2%, valore equivalente a quello stimato per i non beneficiari. Secondo il brano ISTAT-Matis è il nuovo Modello... |
| RISPOSTA   Gli effetti dei provvedimenti fiscali sulle imprese In questa nota si analizzano gli effetti dei principali provvedimenti in materia di tassazione dei redditi delle imprese adottati a partire dal 2011: la nuova disciplina sul riporto delle perdite, la deducibilità dell'IRAP sul costo del lavoro e la detassazione dal reddito di impresa del rendimento figurativo del capitale proprio (il cosiddetto ACE, Aiuto alla Crescita Economica). L'analisi è effettuata sull'universo delle società di capitali utilizzando il nuovo modello di microsimulazione ISTAT-Matis (Modello per l'analisi della tassazione e degli incentivi sulle società di capitali) nel periodo 2011-14. Per il 2014 si stima che il riporto delle perdite avrà un impatto limitato mentre le deduzioni dell'IRAP e l'ACE interesseranno oltre la metà delle imprese (57,3%). Di queste, circa un terzo beneficerà di entrambe le misure. L'applicazione a regime dei provvedimenti comporta una riduzione dell'aliquota effettiva del prelievo sui redditi delle imprese: l'aliquota mediana passa dal 28,5 al 26,1% valore inferiore all'aliquota legale. Considerando anche la componente IRAP gravante sui redditi di impresa, l'aliquota effettiva mediana raggiunge il 31,3%. Gli effetti del meccanismo dell'ACE, considerati indipendentemente dagli altri provvedimenti, favoriscono le imprese più profittevoli e dinamiche, garantendo un abbattimento crescente nel tempo del carico fiscale. Nel 2014, l'aliquota effettiva per i beneficiari dell'ACE scenderà di oltre due punti percentuali raggiungendo il 26,2%, valore equivalente a quello stimato per i non beneficiari. Nel brano in cui si analizzano gli effetti dei principali provvedimenti in materia di tassazione dei redditi delle imprese adottati a partire dal 2011 si stima che per il 2014: |
| RISPOSTA   Gli effetti dei provvedimenti fiscali sulle imprese In questa nota si analizzano gli effetti dei principali provvedimenti in materia di tassazione dei redditi delle imprese adottati a partire dal 2011: la nuova disciplina sul riporto delle perdite, la deducibilità dell'IRAP sul costo del lavoro e la detassazione dal reddito di impresa del rendimento figurativo del capitale proprio (il cosiddetto ACE, Aiuto alla Crescita Economica). L'analisi è effettuata sull'universo delle società di capitali utilizzando il nuovo modello di microsimulazione ISTAT-Matis (Modello per l'analisi della tassazione e degli incentivi sulle società di capitali) nel periodo 2011-14. Per il 2014 si stima che il riporto delle perdite avrà un impatto limitato mentre le deduzioni dell'IRAP e l'ACE interesseranno oltre la metà delle imprese (57,3%). Di queste, circa un terzo beneficerà di entrambe le misure. L'applicazione a regime dei provvedimenti comporta una riduzione dell'aliquota effettiva del prelievo sui redditi delle imprese: l'aliquota mediana passa dal 28,5 al 26,1% valore inferiore all'aliquota legale. Considerando anche la componente IRAP gravante sui redditi di impresa, l'aliquota effettiva mediana raggiunge il 31,3%. Gli effetti del meccanismo dell'ACE, considerati indipendentemente dagli altri provvedimenti, favoriscono le imprese più profittevoli e dinamiche, garantendo un abbattimento crescente nel tempo del carico fiscale. Nel 2014, l'aliquota effettiva per i beneficiari dell'ACE scenderà di oltre due punti percentuali raggiungendo il 26,2%, valore equivalente a quello stimato per i non beneficiari. Secondo il brano, tra i provvedimenti fiscali sulle imprese, l'ACE è: |
| RISPOSTA   Gli effetti dei provvedimenti fiscali sulle imprese In questa nota si analizzano gli effetti dei principali provvedimenti in materia di tassazione dei redditi delle imprese adottati a partire dal 2011: la nuova disciplina sul riporto delle perdite, la deducibilità dell'IRAP sul costo del lavoro e la detassazione dal reddito di impresa del rendimento figurativo del capitale proprio (il cosiddetto ACE, Aiuto alla Crescita Economica). L'analisi è effettuata sull'universo delle società di capitali utilizzando il nuovo modello di microsimulazione ISTAT-Matis (Modello per l'analisi della tassazione e degli incentivi sulle società di capitali) nel periodo 2011-14. Per il 2014 si stima che il riporto delle perdite avrà un impatto limitato mentre le deduzioni dell'IRAP e l'ACE interesseranno oltre la metà delle imprese (57,3%). Di queste, circa un terzo beneficerà di entrambe le misure. L'applicazione a regime dei provvedimenti comporta una riduzione dell'aliquota effettiva del prelievo sui redditi delle imprese: l'aliquota mediana passa dal 28,5 al 26,1% valore inferiore all'aliquota legale. Considerando anche la componente IRAP gravante sui redditi di impresa, l'aliquota effettiva mediana raggiunge il 31,3%. Gli effetti del meccanismo dell'ACE, considerati indipendentemente dagli altri provvedimenti, favoriscono le imprese più profittevoli e dinamiche, garantendo un abbattimento crescente nel tempo del carico fiscale. Nel 2014, l'aliquota effettiva per i beneficiari dell'ACE scenderà di oltre due punti percentuali raggiungendo il 26,2%, valore equivalente a quello stimato per i non beneficiari. Secondo il brano l'applicazione a regime dei provvedimenti comporta una riduzione dell'aliquota effettiva del prelievo sui redditi delle imprese: |
| RISPOSTA   Gli effetti dei provvedimenti fiscali sulle imprese In questa nota si analizzano gli effetti dei principali provvedimenti in materia di tassazione dei redditi delle imprese adottati a partire dal 2011: la nuova disciplina sul riporto delle perdite, la deducibilità dell'IRAP sul costo del lavoro e la detassazione dal reddito di impresa del rendimento figurativo del capitale proprio (il cosiddetto ACE, Aiuto alla Crescita Economica). L'analisi è effettuata sull'universo delle società di capitali utilizzando il nuovo modello di microsimulazione ISTAT-Matis (Modello per l'analisi della tassazione e degli incentivi sulle società di capitali) nel periodo 2011-14. Per il 2014 si stima che il riporto delle perdite avrà un impatto limitato mentre le deduzioni dell'IRAP e l'ACE interesseranno oltre la metà delle imprese (57,3%). Di queste, circa un terzo beneficerà di entrambe le misure. L'applicazione a regime dei provvedimenti comporta una riduzione dell'aliquota effettiva del prelievo sui redditi delle imprese: l'aliquota mediana passa dal 28,5 al 26,1% valore inferiore all'aliquota legale. Considerando anche la componente IRAP gravante sui redditi di impresa, l'aliquota effettiva mediana raggiunge il 31,3%. Gli effetti del meccanismo dell'ACE, considerati indipendentemente dagli altri provvedimenti, favoriscono le imprese più profittevoli e dinamiche, garantendo un abbattimento crescente nel tempo del carico fiscale. Nel 2014, l'aliquota effettiva per i beneficiari dell'ACE scenderà di oltre due punti percentuali raggiungendo il 26,2%, valore equivalente a quello stimato per i non beneficiari. Secondo il brano tra gli effetti del meccanismo dell'ACE, considerati indipendentemente dagli altri provvedimenti vi è quello di: |
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Fatturato e ordinativi dell'industriaA gennaio 2015 il fatturato dell'industria, al netto della stagionalità, diminuisce dell'1,6% rispetto a dicembre, registrando flessioni dello 0,9% sul mercato interno e del 3,1% su quello estero. Nella media degli ultimi tre mesi, l'indice complessivo diminuisce dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti (-0,6% per il fatturato interno e +1,0% per quello estero).Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 20 contro i 21 di gennaio 2014), il fatturato totale diminuisce in termini tendenziali del 2,5%, con cali del 3,7% sul mercato interno e dello 0,3% su quello estero. Gli indici destagionalizzati del fatturato segnano un incremento congiunturale per i beni intermedi (+0,3%), mentre registrano variazioni negative per l'energia (-13,6%), per i beni strumentali (-2,2%) e per i beni di consumo (-0,4%). L'indice grezzo del fatturato cala, in termini tendenziali, del 5,6%: il contributo più ampio a tale flessione viene dalla componente interna dell'energia.Per il fatturato l'incremento tendenziale più rilevante si registra nella fabbricazione di mezzi di trasporto (+10,1%), mentre la maggiore diminuzione riguarda la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-27,0%). Per gli ordinativi totali, si registra una diminuzione congiunturale del 3,6%, sintesi di un aumento dello 0,7% degli ordinativi interni e un calo del 9,0% di quelli esteri.Nel confronto con il mese di gennaio 2014, l'indice grezzo degli ordinativi segna una variazione negativa del 5,5%. L'incremento più rilevante si registra per i prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+3,0%), mentre la flessione maggiore si osserva nella fabbricazione di mezzi di trasporto (-9,2%). Secondo il brano per il fatturato nella fabbricazione di mezzi di trasporto si registra: