Tutte le domande del quiz : Brani statisticitratto da:Agenzia delle Entrate Quiz - 510 funzionari ammin.-tribut. 2018 Selezione pubblica per l'assunzione a tempo indeterminato di 510 unità per la terza area funzionale, fascia retributiva F1, profilo professionale funzionario, per attività amministrativo-tributaria - 2018 - Quiz della PROVA OGGETTIVA ATTITUDINALE  Esercitati su questo Quiz  |
| RISPOSTA   Gli stranieri al 15° Censimento della popolazione Gli stranieri censiti sono in prevalenza celibi/nubili (47,6%), con una quota percentuale di poco superiore a quella dei coniugati (45%). I divorziati ammontano al 3,6% del totale mentre i vedovi sono il 2,7%. Gli apolidi sono per i due terzi celibi/nubili (65%) e per il 4,8% vedovi.Dal confronto con il censimento del 2001, le collettività che hanno registrato gli incrementi più significativi sono la Romania (che passa dai 74.885 censiti nel 2001 agli 823.100 censiti nel 2011), l'Albania, il Marocco e la Cina che, nel complesso, aumentano di oltre 650mila unità. Tuttavia, gli incrementi percentualmente più consistenti sono stati registrati dalla Moldova, che da poco più di 4 mila stranieri censiti nel 2001 passa agli oltre 130 mila del 2011, e dall'Ucraina, che dagli 8.647 residenti del 2001 raggiunge, nel corso del decennio, quasi 180 mila residenti. Comparando le strutture per genere e per paese di cittadinanza rilevate ai due censimenti, emerge che alcune delle collettività più rappresentate mostrano una riduzione dello sbilanciamento numerico tra maschi e femmine, a favore della componente femminile. Ciò si rileva in particolare per Marocco, Tunisia, Senegal, Egitto e Nigeria, ma anche per Pakistan e Bangladesh. Una riduzione del divario nella composizione per sesso si registra anche a favore della componente maschile, per alcuni paesi quali meridionale Ecuador, Perù e Filippine. Ciò a conferma del processo di integrazione che interessa queste collettività e che si esprime anche attraverso i ricongiungimenti familiari. Secondo il brano, gli stranieri censiti sono: |
| RISPOSTA   Gli stranieri al 15° Censimento della popolazione Gli stranieri censiti sono in prevalenza celibi/nubili (47,6%), con una quota percentuale di poco superiore a quella dei coniugati (45%). I divorziati ammontano al 3,6% del totale mentre i vedovi sono il 2,7%. Gli apolidi sono per i due terzi celibi/nubili (65%) e per il 4,8% vedovi.Dal confronto con il censimento del 2001, le collettività che hanno registrato gli incrementi più significativi sono la Romania (che passa dai 74.885 censiti nel 2001 agli 823.100 censiti nel 2011), l'Albania, il Marocco e la Cina che, nel complesso, aumentano di oltre 650mila unità. Tuttavia, gli incrementi percentualmente più consistenti sono stati registrati dalla Moldova, che da poco più di 4 mila stranieri censiti nel 2001 passa agli oltre 130 mila del 2011, e dall'Ucraina, che dagli 8.647 residenti del 2001 raggiunge, nel corso del decennio, quasi 180 mila residenti. Comparando le strutture per genere e per paese di cittadinanza rilevate ai due censimenti, emerge che alcune delle collettività più rappresentate mostrano una riduzione dello sbilanciamento numerico tra maschi e femmine, a favore della componente femminile. Ciò si rileva in particolare per Marocco, Tunisia, Senegal, Egitto e Nigeria, ma anche per Pakistan e Bangladesh. Una riduzione del divario nella composizione per sesso si registra anche a favore della componente maschile, per alcuni paesi quali meridionale Ecuador, Perù e Filippine. Ciò a conferma del processo di integrazione che interessa queste collettività e che si esprime anche attraverso i ricongiungimenti familiari. Afferma il brano che: |
| RISPOSTA   Gli stranieri al 15° Censimento della popolazione Gli stranieri censiti sono in prevalenza celibi/nubili (47,6%), con una quota percentuale di poco superiore a quella dei coniugati (45%). I divorziati ammontano al 3,6% del totale mentre i vedovi sono il 2,7%. Gli apolidi sono per i due terzi celibi/nubili (65%) e per il 4,8% vedovi.Dal confronto con il censimento del 2001, le collettività che hanno registrato gli incrementi più significativi sono la Romania (che passa dai 74.885 censiti nel 2001 agli 823.100 censiti nel 2011), l'Albania, il Marocco e la Cina che, nel complesso, aumentano di oltre 650mila unità. Tuttavia, gli incrementi percentualmente più consistenti sono stati registrati dalla Moldova, che da poco più di 4 mila stranieri censiti nel 2001 passa agli oltre 130 mila del 2011, e dall'Ucraina, che dagli 8.647 residenti del 2001 raggiunge, nel corso del decennio, quasi 180 mila residenti. Comparando le strutture per genere e per paese di cittadinanza rilevate ai due censimenti, emerge che alcune delle collettività più rappresentate mostrano una riduzione dello sbilanciamento numerico tra maschi e femmine, a favore della componente femminile. Ciò si rileva in particolare per Marocco, Tunisia, Senegal, Egitto e Nigeria, ma anche per Pakistan e Bangladesh. Una riduzione del divario nella composizione per sesso si registra anche a favore della componente maschile, per alcuni paesi quali meridionale Ecuador, Perù e Filippine. Ciò a conferma del processo di integrazione che interessa queste collettività e che si esprime anche attraverso i ricongiungimenti familiari. Dal confronto con il censimento del 2001, tra le collettività che hanno registrato gli incrementi più significativi: |
| RISPOSTA   Gli stranieri al 15° Censimento della popolazione Gli stranieri censiti sono in prevalenza celibi/nubili (47,6%), con una quota percentuale di poco superiore a quella dei coniugati (45%). I divorziati ammontano al 3,6% del totale mentre i vedovi sono il 2,7%. Gli apolidi sono per i due terzi celibi/nubili (65%) e per il 4,8% vedovi.Dal confronto con il censimento del 2001, le collettività che hanno registrato gli incrementi più significativi sono la Romania (che passa dai 74.885 censiti nel 2001 agli 823.100 censiti nel 2011), l'Albania, il Marocco e la Cina che, nel complesso, aumentano di oltre 650mila unità. Tuttavia, gli incrementi percentualmente più consistenti sono stati registrati dalla Moldova, che da poco più di 4 mila stranieri censiti nel 2001 passa agli oltre 130 mila del 2011, e dall'Ucraina, che dagli 8.647 residenti del 2001 raggiunge, nel corso del decennio, quasi 180 mila residenti. Comparando le strutture per genere e per paese di cittadinanza rilevate ai due censimenti, emerge che alcune delle collettività più rappresentate mostrano una riduzione dello sbilanciamento numerico tra maschi e femmine, a favore della componente femminile. Ciò si rileva in particolare per Marocco, Tunisia, Senegal, Egitto e Nigeria, ma anche per Pakistan e Bangladesh. Una riduzione del divario nella composizione per sesso si registra anche a favore della componente maschile, per alcuni paesi quali meridionale Ecuador, Perù e Filippine. Ciò a conferma del processo di integrazione che interessa queste collettività e che si esprime anche attraverso i ricongiungimenti familiari. Secondo il brano Senegal e Perù: |
RISPOSTA   Gli stranieri al 15° Censimento della popolazione Gli stranieri censiti sono in prevalenza celibi/nubili (47,6%), con una quota percentuale di poco superiore a quella dei coniugati (45%). I divorziati ammontano al 3,6% del totale mentre i vedovi sono il 2,7%. Gli apolidi sono per i due terzi celibi/nubili (65%) e per il 4,8% vedovi.Dal confronto con il censimento del 2001, le collettività che hanno registrato gli incrementi più significativi sono la Romania (che passa dai 74.885 censiti nel 2001 agli 823.100 censiti nel 2011), l'Albania, il Marocco e la Cina che, nel complesso, aumentano di oltre 650mila unità. Tuttavia, gli incrementi percentualmente più consistenti sono stati registrati dalla Moldova, che da poco più di 4 mila stranieri censiti nel 2001 passa agli oltre 130 mila del 2011, e dall'Ucraina, che dagli 8.647 residenti del 2001 raggiunge, nel corso del decennio, quasi 180 mila residenti. Comparando le strutture per genere e per paese di cittadinanza rilevate ai due censimenti, emerge che alcune delle collettività più rappresentate mostrano una riduzione dello sbilanciamento numerico tra maschi e femmine, a favore della componente femminile. Ciò si rileva in particolare per Marocco, Tunisia, Senegal, Egitto e Nigeria, ma anche per Pakistan e Bangladesh. Una riduzione del divario nella composizione per sesso si registra anche a favore della componente maschile, per alcuni paesi quali meridionale Ecuador, Perù e Filippine. Ciò a conferma del processo di integrazione che interessa queste collettività e che si esprime anche attraverso i ricongiungimenti familiari. Secondo il brano una riduzione del divario nella composizione per sesso si rileva: |
| RISPOSTA   Gli stranieri al 15° Censimento della popolazione I cittadini italiani per acquisizione ammontano a 671 mila. Quasi il 60% degli italiani per acquisizione risiede nel Nord Italia ed è equamente suddiviso tra acquisiti per matrimonio e acquisiti per altri motivi. Il 22,2% risiede nel Centro Italia, dove prevale il matrimonio come motivo di acquisizione, mentre il restante 20% risiede al Sud e nelle Isole dove, invece, sono gli altri motivi a prevalere.Nel decennio intercensuario si registra un incremento significativo del numero complessivo di famiglie, pari al 12,8%. I dati per cittadinanza mostrano che questo incremento è dovuto per il 41,3% all'incremento delle famiglie con almeno un componente straniero. La distribuzione delle variazioni rispetto al censimento del 2001, analizzata per cittadinanza e per numero di componenti, mostra un andamento fortemente variabile in base all'ampiezza della famiglia. L'incremento più elevato si registra per le famiglie unipersonali (oltre il 40%), al quale contribuisce per circa il 17% la forte crescita delle famiglie unipersonali straniere, che in dieci anni sono più che raddoppiate. Anche le famiglie con 2 componenti(sia quelle con tutti i componenti italiani che quelle con almeno un componente straniero) mostrano un andamento crescente, mentre l'incremento delle famiglie con 3 componenti è dovuto esclusivamente alla crescita delle famiglie con almeno un componente straniero. Per le ampiezze familiari più estese la variazione totale è negativa, così come quella rilevata per le famiglie con solo italiani, mentre è positiva per le famiglie con almeno un componente straniero. Secondo il brano, il 22,2% degli italiani per acquisizione: |
| RISPOSTA   Gli stranieri al 15° Censimento della popolazione I cittadini italiani per acquisizione ammontano a 671 mila. Quasi il 60% degli italiani per acquisizione risiede nel Nord Italia ed è equamente suddiviso tra acquisiti per matrimonio e acquisiti per altri motivi. Il 22,2% risiede nel Centro Italia, dove prevale il matrimonio come motivo di acquisizione, mentre il restante 20% risiede al Sud e nelle Isole dove, invece, sono gli altri motivi a prevalere.Nel decennio intercensuario si registra un incremento significativo del numero complessivo di famiglie, pari al 12,8%. I dati per cittadinanza mostrano che questo incremento è dovuto per il 41,3% all'incremento delle famiglie con almeno un componente straniero. La distribuzione delle variazioni rispetto al censimento del 2001, analizzata per cittadinanza e per numero di componenti, mostra un andamento fortemente variabile in base all'ampiezza della famiglia. L'incremento più elevato si registra per le famiglie unipersonali (oltre il 40%), al quale contribuisce per circa il 17% la forte crescita delle famiglie unipersonali straniere, che in dieci anni sono più che raddoppiate. Anche le famiglie con 2 componenti(sia quelle con tutti i componenti italiani che quelle con almeno un componente straniero) mostrano un andamento crescente, mentre l'incremento delle famiglie con 3 componenti è dovuto esclusivamente alla crescita delle famiglie con almeno un componente straniero. Per le ampiezze familiari più estese la variazione totale è negativa, così come quella rilevata per le famiglie con solo italiani, mentre è positiva per le famiglie con almeno un componente straniero. Secondo il brano, un incremento nel numero complessivo di famiglie pari al 12,8% è stato registrato: |
| RISPOSTA   Gli stranieri al 15° Censimento della popolazione I cittadini italiani per acquisizione ammontano a 671 mila. Quasi il 60% degli italiani per acquisizione risiede nel Nord Italia ed è equamente suddiviso tra acquisiti per matrimonio e acquisiti per altri motivi. Il 22,2% risiede nel Centro Italia, dove prevale il matrimonio come motivo di acquisizione, mentre il restante 20% risiede al Sud e nelle Isole dove, invece, sono gli altri motivi a prevalere.Nel decennio intercensuario si registra un incremento significativo del numero complessivo di famiglie, pari al 12,8%. I dati per cittadinanza mostrano che questo incremento è dovuto per il 41,3% all'incremento delle famiglie con almeno un componente straniero. La distribuzione delle variazioni rispetto al censimento del 2001, analizzata per cittadinanza e per numero di componenti, mostra un andamento fortemente variabile in base all'ampiezza della famiglia. L'incremento più elevato si registra per le famiglie unipersonali (oltre il 40%), al quale contribuisce per circa il 17% la forte crescita delle famiglie unipersonali straniere, che in dieci anni sono più che raddoppiate. Anche le famiglie con 2 componenti(sia quelle con tutti i componenti italiani che quelle con almeno un componente straniero) mostrano un andamento crescente, mentre l'incremento delle famiglie con 3 componenti è dovuto esclusivamente alla crescita delle famiglie con almeno un componente straniero. Per le ampiezze familiari più estese la variazione totale è negativa, così come quella rilevata per le famiglie con solo italiani, mentre è positiva per le famiglie con almeno un componente straniero. Secondo il brano, i dati per cittadinanza mostrano che l'incremento del numero complessivo di famiglie è dovuto per il 41,3% all'incremento: |
RISPOSTA   Gli stranieri al 15° Censimento della popolazione I cittadini italiani per acquisizione ammontano a 671 mila. Quasi il 60% degli italiani per acquisizione risiede nel Nord Italia ed è equamente suddiviso tra acquisiti per matrimonio e acquisiti per altri motivi. Il 22,2% risiede nel Centro Italia, dove prevale il matrimonio come motivo di acquisizione, mentre il restante 20% risiede al Sud e nelle Isole dove, invece, sono gli altri motivi a prevalere.Nel decennio intercensuario si registra un incremento significativo del numero complessivo di famiglie, pari al 12,8%. I dati per cittadinanza mostrano che questo incremento è dovuto per il 41,3% all'incremento delle famiglie con almeno un componente straniero. La distribuzione delle variazioni rispetto al censimento del 2001, analizzata per cittadinanza e per numero di componenti, mostra un andamento fortemente variabile in base all'ampiezza della famiglia. L'incremento più elevato si registra per le famiglie unipersonali (oltre il 40%), al quale contribuisce per circa il 17% la forte crescita delle famiglie unipersonali straniere, che in dieci anni sono più che raddoppiate. Anche le famiglie con 2 componenti(sia quelle con tutti i componenti italiani che quelle con almeno un componente straniero) mostrano un andamento crescente, mentre l'incremento delle famiglie con 3 componenti è dovuto esclusivamente alla crescita delle famiglie con almeno un componente straniero. Per le ampiezze familiari più estese la variazione totale è negativa, così come quella rilevata per le famiglie con solo italiani, mentre è positiva per le famiglie con almeno un componente straniero. La distribuzione delle variazioni del numero complessivo di famiglie rispetto al censimento del 2001, analizzata per cittadinanza e per numero di componenti: |
| RISPOSTA   Gli stranieri al 15° Censimento della popolazione I cittadini italiani per acquisizione ammontano a 671 mila. Quasi il 60% degli italiani per acquisizione risiede nel Nord Italia ed è equamente suddiviso tra acquisiti per matrimonio e acquisiti per altri motivi. Il 22,2% risiede nel Centro Italia, dove prevale il matrimonio come motivo di acquisizione, mentre il restante 20% risiede al Sud e nelle Isole dove, invece, sono gli altri motivi a prevalere.Nel decennio intercensuario si registra un incremento significativo del numero complessivo di famiglie, pari al 12,8%. I dati per cittadinanza mostrano che questo incremento è dovuto per il 41,3% all'incremento delle famiglie con almeno un componente straniero. La distribuzione delle variazioni rispetto al censimento del 2001, analizzata per cittadinanza e per numero di componenti, mostra un andamento fortemente variabile in base all'ampiezza della famiglia. L'incremento più elevato si registra per le famiglie unipersonali (oltre il 40%), al quale contribuisce per circa il 17% la forte crescita delle famiglie unipersonali straniere, che in dieci anni sono più che raddoppiate. Anche le famiglie con 2 componenti(sia quelle con tutti i componenti italiani che quelle con almeno un componente straniero) mostrano un andamento crescente, mentre l'incremento delle famiglie con 3 componenti è dovuto esclusivamente alla crescita delle famiglie con almeno un componente straniero. Per le ampiezze familiari più estese la variazione totale è negativa, così come quella rilevata per le famiglie con solo italiani, mentre è positiva per le famiglie con almeno un componente straniero. Secondo il brano, l'incremento più elevato del numero complessivo di famiglie si registra: |
RISPOSTA   Gli stranieri al 15° Censimento della popolazione Oltre la metà degli stranieri censiti proviene dall'Europa, in particolare dall'Unione europea, che totalizza il 27,5% della presenza straniera in Italia, e dai paesi dell'Europa centro-orientale, dai quali proviene uno straniero su quattro. Seguono il continente africano (21%), in particolare il Nord Africa (14,4%), mentre gli stranieri provenienti dai paesi asiatici costituiscono circa il 18% del totale. Gli americani, quasi esclusivamente centro-meridionali, registrano una presenza pari al 8,2%. La struttura per genere degli stranieri residenti mette in luce valori differenziati nelle diverse aree geografiche. La componente femminile è prevalente tra gli europei (58%) e gli americani (63,1%). Tra gli africani e gli asiatici la presenza straniera è invece a maggioranza maschile, seppur caratterizzata da disomogeneità tra i sub-continenti. Infatti, sia tra chi proviene dall'Africa orientale (52,9%) che dall'Asia occidentale (54%) e orientale (53,6%) prevale la componente femminile. Gran parte degli stranieri censiti ha un'età compresa tra 20 e 39 anni (42,7%). Oltre il 70% dei cittadini africani ha un'età inferiore a 40 anni; in particolare, i nord africani sono gli stranieri più giovani e con la quota più elevata di minori (quasi il 32%). Anche gli stranieri provenienti dall'Asia sono molto giovani, soprattutto i cittadini di paesi dell'Asia centro-meridionale. Gli stranieri provenienti da paesi europei e da quelli latinoamericani, che hanno una struttura per età pressoché analoga, fanno registrare una presenza di poco più accentuata nelle classi adulte. Secondo il brano oltre la metà degli stranieri censiti proviene: |
| RISPOSTA   Gli stranieri al 15° Censimento della popolazione Oltre la metà degli stranieri censiti proviene dall'Europa, in particolare dall'Unione europea, che totalizza il 27,5% della presenza straniera in Italia, e dai paesi dell'Europa centro-orientale, dai quali proviene uno straniero su quattro. Seguono il continente africano (21%), in particolare il Nord Africa (14,4%), mentre gli stranieri provenienti dai paesi asiatici costituiscono circa il 18% del totale. Gli americani, quasi esclusivamente centro-meridionali, registrano una presenza pari al 8,2%. La struttura per genere degli stranieri residenti mette in luce valori differenziati nelle diverse aree geografiche. La componente femminile è prevalente tra gli europei (58%) e gli americani (63,1%). Tra gli africani e gli asiatici la presenza straniera è invece a maggioranza maschile, seppur caratterizzata da disomogeneità tra i sub-continenti. Infatti, sia tra chi proviene dall'Africa orientale (52,9%) che dall'Asia occidentale (54%) e orientale (53,6%) prevale la componente femminile. Gran parte degli stranieri censiti ha un'età compresa tra 20 e 39 anni (42,7%). Oltre il 70% dei cittadini africani ha un'età inferiore a 40 anni; in particolare, i nord africani sono gli stranieri più giovani e con la quota più elevata di minori (quasi il 32%). Anche gli stranieri provenienti dall'Asia sono molto giovani, soprattutto i cittadini di paesi dell'Asia centro-meridionale. Gli stranieri provenienti da paesi europei e da quelli latinoamericani, che hanno una struttura per età pressoché analoga, fanno registrare una presenza di poco più accentuata nelle classi adulte. Secondo il brano: |
| RISPOSTA   Gli stranieri al 15° Censimento della popolazione Oltre la metà degli stranieri censiti proviene dall'Europa, in particolare dall'Unione europea, che totalizza il 27,5% della presenza straniera in Italia, e dai paesi dell'Europa centro-orientale, dai quali proviene uno straniero su quattro. Seguono il continente africano (21%), in particolare il Nord Africa (14,4%), mentre gli stranieri provenienti dai paesi asiatici costituiscono circa il 18% del totale. Gli americani, quasi esclusivamente centro-meridionali, registrano una presenza pari al 8,2%. La struttura per genere degli stranieri residenti mette in luce valori differenziati nelle diverse aree geografiche. La componente femminile è prevalente tra gli europei (58%) e gli americani (63,1%). Tra gli africani e gli asiatici la presenza straniera è invece a maggioranza maschile, seppur caratterizzata da disomogeneità tra i sub-continenti. Infatti, sia tra chi proviene dall'Africa orientale (52,9%) che dall'Asia occidentale (54%) e orientale (53,6%) prevale la componente femminile. Gran parte degli stranieri censiti ha un'età compresa tra 20 e 39 anni (42,7%). Oltre il 70% dei cittadini africani ha un'età inferiore a 40 anni; in particolare, i nord africani sono gli stranieri più giovani e con la quota più elevata di minori (quasi il 32%). Anche gli stranieri provenienti dall'Asia sono molto giovani, soprattutto i cittadini di paesi dell'Asia centro-meridionale. Gli stranieri provenienti da paesi europei e da quelli latinoamericani, che hanno una struttura per età pressoché analoga, fanno registrare una presenza di poco più accentuata nelle classi adulte. Secondo il brano la struttura per genere degli stranieri residenti mette in luce valori differenziati nelle diverse aree geografiche. La componente maschile è prevalente: |
| RISPOSTA   Gli stranieri al 15° Censimento della popolazione Oltre la metà degli stranieri censiti proviene dall'Europa, in particolare dall'Unione europea, che totalizza il 27,5% della presenza straniera in Italia, e dai paesi dell'Europa centro-orientale, dai quali proviene uno straniero su quattro. Seguono il continente africano (21%), in particolare il Nord Africa (14,4%), mentre gli stranieri provenienti dai paesi asiatici costituiscono circa il 18% del totale. Gli americani, quasi esclusivamente centro-meridionali, registrano una presenza pari al 8,2%. La struttura per genere degli stranieri residenti mette in luce valori differenziati nelle diverse aree geografiche. La componente femminile è prevalente tra gli europei (58%) e gli americani (63,1%). Tra gli africani e gli asiatici la presenza straniera è invece a maggioranza maschile, seppur caratterizzata da disomogeneità tra i sub-continenti. Infatti, sia tra chi proviene dall'Africa orientale (52,9%) che dall'Asia occidentale (54%) e orientale (53,6%) prevale la componente femminile. Gran parte degli stranieri censiti ha un'età compresa tra 20 e 39 anni (42,7%). Oltre il 70% dei cittadini africani ha un'età inferiore a 40 anni; in particolare, i nord africani sono gli stranieri più giovani e con la quota più elevata di minori (quasi il 32%). Anche gli stranieri provenienti dall'Asia sono molto giovani, soprattutto i cittadini di paesi dell'Asia centro-meridionale. Gli stranieri provenienti da paesi europei e da quelli latinoamericani, che hanno una struttura per età pressoché analoga, fanno registrare una presenza di poco più accentuata nelle classi adulte. Secondo il brano prevale: |
| RISPOSTA   Gli stranieri al 15° Censimento della popolazione Oltre la metà degli stranieri censiti proviene dall'Europa, in particolare dall'Unione europea, che totalizza il 27,5% della presenza straniera in Italia, e dai paesi dell'Europa centro-orientale, dai quali proviene uno straniero su quattro. Seguono il continente africano (21%), in particolare il Nord Africa (14,4%), mentre gli stranieri provenienti dai paesi asiatici costituiscono circa il 18% del totale. Gli americani, quasi esclusivamente centro-meridionali, registrano una presenza pari al 8,2%. La struttura per genere degli stranieri residenti mette in luce valori differenziati nelle diverse aree geografiche. La componente femminile è prevalente tra gli europei (58%) e gli americani (63,1%). Tra gli africani e gli asiatici la presenza straniera è invece a maggioranza maschile, seppur caratterizzata da disomogeneità tra i sub-continenti. Infatti, sia tra chi proviene dall'Africa orientale (52,9%) che dall'Asia occidentale (54%) e orientale (53,6%) prevale la componente femminile. Gran parte degli stranieri censiti ha un'età compresa tra 20 e 39 anni (42,7%). Oltre il 70% dei cittadini africani ha un'età inferiore a 40 anni; in particolare, i nord africani sono gli stranieri più giovani e con la quota più elevata di minori (quasi il 32%). Anche gli stranieri provenienti dall'Asia sono molto giovani, soprattutto i cittadini di paesi dell'Asia centro-meridionale. Gli stranieri provenienti da paesi europei e da quelli latinoamericani, che hanno una struttura per età pressoché analoga, fanno registrare una presenza di poco più accentuata nelle classi adulte. Secondo il brano: |
RISPOSTA   I detenuti nelle carceri italianeAl 31 dicembre 2013 risultano detenute nelle carceri italiane 62.536 persone, il 4,8% in meno rispetto al 2012 (-8% sul 2010). Sono circa 10 milioni i detenuti nel mondo, condannati nella maggior parte dei casi. Il numero di detenuti presenti in Italia è di gran lunga superiore alla capienza regolamentare, fissata a 47.709 posti, ma il tasso di sovraffollamento è in costante diminuzione grazie ai recenti provvedimenti normativi e pari a 131,1 detenuti su 100 posti disponibili per il 2013, a 110,4 a novembre 2014 (151 nel 2010).Il 61,5% dei detenuti ha una condanna definitiva, il 36,6% è in attesa di un giudizio definitivo e l'1,9% è sottoposto a misure di sicurezza. Dei 38.471 condannati detenuti in carcere, circa la metà (il 46,6%) deve scontare una pena inferiore a cinque anni. Le violazioni della normativa sugli stupefacenti rappresentano la tipologia più diffusa di reati per i detenuti presenti, con 24.273 casi (il 38,8%). Seguono i reati di rapina (18.064 casi, pari al 28,9%), e furto (13.531, il 21,6%). Il 64% dei detenuti è nato in Italia. I detenuti stranieri, pari al 34,9%, provengono per la maggior parte dall'Africa (46,3%), in particolare da Marocco e Tunisia (rispettivamente 18,6 e 12%), e dall'Europa (41,6%). Il 54,4% dei detenuti ha meno di quarant'anni. Una quota minoritaria (il 19,2%) ha più di 50 anni e il 5,7% più di 60. I corsi scolatici attivati nel 2012-2013 sono stati 991: li ha frequentati il 24,7% della popolazione penitenziaria; quattro frequentanti su dieci sono stati i promossi. I corsi di avviamento professionale sono stati invece 318. Risulta occupato in attività lavorative il 23,3% dei detenuti in carcere, in aumento del 13,6% rispetto al 2000. Il 95,7% dei detenuti è di sesso maschile, una quota stabile nel corso del tempo. Le detenute con prole al seguito sono ospitate in sezioni maggiormente idonee ai bambini. Al 31/12/2013 sono 40 e quasi tutte hanno un solo figlio con sé, mentre sono 17 le donne in gravidanza. Secondo il brano i detenuti sottoposti a misure di sicurezza, quelli in attesa di un giudizio definitivo e quelli con condanna definitiva sono rispettivamente: |
| RISPOSTA   I detenuti nelle carceri italianeAl 31 dicembre 2013 risultano detenute nelle carceri italiane 62.536 persone, il 4,8% in meno rispetto al 2012 (-8% sul 2010). Sono circa 10 milioni i detenuti nel mondo, condannati nella maggior parte dei casi. Il numero di detenuti presenti in Italia è di gran lunga superiore alla capienza regolamentare, fissata a 47.709 posti, ma il tasso di sovraffollamento è in costante diminuzione grazie ai recenti provvedimenti normativi e pari a 131,1 detenuti su 100 posti disponibili per il 2013, a 110,4 a novembre 2014 (151 nel 2010).Il 61,5% dei detenuti ha una condanna definitiva, il 36,6% è in attesa di un giudizio definitivo e l'1,9% è sottoposto a misure di sicurezza. Dei 38.471 condannati detenuti in carcere, circa la metà (il 46,6%) deve scontare una pena inferiore a cinque anni. Le violazioni della normativa sugli stupefacenti rappresentano la tipologia più diffusa di reati per i detenuti presenti, con 24.273 casi (il 38,8%). Seguono i reati di rapina (18.064 casi, pari al 28,9%), e furto (13.531, il 21,6%). Il 64% dei detenuti è nato in Italia. I detenuti stranieri, pari al 34,9%, provengono per la maggior parte dall'Africa (46,3%), in particolare da Marocco e Tunisia (rispettivamente 18,6 e 12%), e dall'Europa (41,6%). Il 54,4% dei detenuti ha meno di quarant'anni. Una quota minoritaria (il 19,2%) ha più di 50 anni e il 5,7% più di 60. I corsi scolatici attivati nel 2012-2013 sono stati 991: li ha frequentati il 24,7% della popolazione penitenziaria; quattro frequentanti su dieci sono stati i promossi. I corsi di avviamento professionale sono stati invece 318. Risulta occupato in attività lavorative il 23,3% dei detenuti in carcere, in aumento del 13,6% rispetto al 2000. Il 95,7% dei detenuti è di sesso maschile, una quota stabile nel corso del tempo. Le detenute con prole al seguito sono ospitate in sezioni maggiormente idonee ai bambini. Al 31/12/2013 sono 40 e quasi tutte hanno un solo figlio con sé, mentre sono 17 le donne in gravidanza. Secondo il brano i detenuti stranieri: |
| RISPOSTA   I detenuti nelle carceri italianeAl 31 dicembre 2013 risultano detenute nelle carceri italiane 62.536 persone, il 4,8% in meno rispetto al 2012 (-8% sul 2010). Sono circa 10 milioni i detenuti nel mondo, condannati nella maggior parte dei casi. Il numero di detenuti presenti in Italia è di gran lunga superiore alla capienza regolamentare, fissata a 47.709 posti, ma il tasso di sovraffollamento è in costante diminuzione grazie ai recenti provvedimenti normativi e pari a 131,1 detenuti su 100 posti disponibili per il 2013, a 110,4 a novembre 2014 (151 nel 2010).Il 61,5% dei detenuti ha una condanna definitiva, il 36,6% è in attesa di un giudizio definitivo e l'1,9% è sottoposto a misure di sicurezza. Dei 38.471 condannati detenuti in carcere, circa la metà (il 46,6%) deve scontare una pena inferiore a cinque anni. Le violazioni della normativa sugli stupefacenti rappresentano la tipologia più diffusa di reati per i detenuti presenti, con 24.273 casi (il 38,8%). Seguono i reati di rapina (18.064 casi, pari al 28,9%), e furto (13.531, il 21,6%). Il 64% dei detenuti è nato in Italia. I detenuti stranieri, pari al 34,9%, provengono per la maggior parte dall'Africa (46,3%), in particolare da Marocco e Tunisia (rispettivamente 18,6 e 12%), e dall'Europa (41,6%). Il 54,4% dei detenuti ha meno di quarant'anni. Una quota minoritaria (il 19,2%) ha più di 50 anni e il 5,7% più di 60. I corsi scolatici attivati nel 2012-2013 sono stati 991: li ha frequentati il 24,7% della popolazione penitenziaria; quattro frequentanti su dieci sono stati i promossi. I corsi di avviamento professionale sono stati invece 318. Risulta occupato in attività lavorative il 23,3% dei detenuti in carcere, in aumento del 13,6% rispetto al 2000. Il 95,7% dei detenuti è di sesso maschile, una quota stabile nel corso del tempo. Le detenute con prole al seguito sono ospitate in sezioni maggiormente idonee ai bambini. Al 31/12/2013 sono 40 e quasi tutte hanno un solo figlio con sé, mentre sono 17 le donne in gravidanza. 1) I detenuti per reati di rapina rappresentano 18.064 casi; 2) La tipologia più diffusa di reati per i detenuti presenti sono le violazioni della normativa sugli stupefacenti; 3) I detenuti per reati di furto e rapina rappresentano 21,6%. Secondo il brano quali affermazioni risultano corrette? |
| RISPOSTA   I detenuti nelle carceri italianeAl 31 dicembre 2013 risultano detenute nelle carceri italiane 62.536 persone, il 4,8% in meno rispetto al 2012 (-8% sul 2010). Sono circa 10 milioni i detenuti nel mondo, condannati nella maggior parte dei casi. Il numero di detenuti presenti in Italia è di gran lunga superiore alla capienza regolamentare, fissata a 47.709 posti, ma il tasso di sovraffollamento è in costante diminuzione grazie ai recenti provvedimenti normativi e pari a 131,1 detenuti su 100 posti disponibili per il 2013, a 110,4 a novembre 2014 (151 nel 2010).Il 61,5% dei detenuti ha una condanna definitiva, il 36,6% è in attesa di un giudizio definitivo e l'1,9% è sottoposto a misure di sicurezza. Dei 38.471 condannati detenuti in carcere, circa la metà (il 46,6%) deve scontare una pena inferiore a cinque anni. Le violazioni della normativa sugli stupefacenti rappresentano la tipologia più diffusa di reati per i detenuti presenti, con 24.273 casi (il 38,8%). Seguono i reati di rapina (18.064 casi, pari al 28,9%), e furto (13.531, il 21,6%). Il 64% dei detenuti è nato in Italia. I detenuti stranieri, pari al 34,9%, provengono per la maggior parte dall'Africa (46,3%), in particolare da Marocco e Tunisia (rispettivamente 18,6 e 12%), e dall'Europa (41,6%). Il 54,4% dei detenuti ha meno di quarant'anni. Una quota minoritaria (il 19,2%) ha più di 50 anni e il 5,7% più di 60. I corsi scolatici attivati nel 2012-2013 sono stati 991: li ha frequentati il 24,7% della popolazione penitenziaria; quattro frequentanti su dieci sono stati i promossi. I corsi di avviamento professionale sono stati invece 318. Risulta occupato in attività lavorative il 23,3% dei detenuti in carcere, in aumento del 13,6% rispetto al 2000. Il 95,7% dei detenuti è di sesso maschile, una quota stabile nel corso del tempo. Le detenute con prole al seguito sono ospitate in sezioni maggiormente idonee ai bambini. Al 31/12/2013 sono 40 e quasi tutte hanno un solo figlio con sé, mentre sono 17 le donne in gravidanza. Secondo il brano: |
| RISPOSTA   I detenuti nelle carceri italianeAl 31 dicembre 2013 risultano detenute nelle carceri italiane 62.536 persone, il 4,8% in meno rispetto al 2012 (-8% sul 2010). Sono circa 10 milioni i detenuti nel mondo, condannati nella maggior parte dei casi. Il numero di detenuti presenti in Italia è di gran lunga superiore alla capienza regolamentare, fissata a 47.709 posti, ma il tasso di sovraffollamento è in costante diminuzione grazie ai recenti provvedimenti normativi e pari a 131,1 detenuti su 100 posti disponibili per il 2013, a 110,4 a novembre 2014 (151 nel 2010).Il 61,5% dei detenuti ha una condanna definitiva, il 36,6% è in attesa di un giudizio definitivo e l'1,9% è sottoposto a misure di sicurezza. Dei 38.471 condannati detenuti in carcere, circa la metà (il 46,6%) deve scontare una pena inferiore a cinque anni. Le violazioni della normativa sugli stupefacenti rappresentano la tipologia più diffusa di reati per i detenuti presenti, con 24.273 casi (il 38,8%). Seguono i reati di rapina (18.064 casi, pari al 28,9%), e furto (13.531, il 21,6%). Il 64% dei detenuti è nato in Italia. I detenuti stranieri, pari al 34,9%, provengono per la maggior parte dall'Africa (46,3%), in particolare da Marocco e Tunisia (rispettivamente 18,6 e 12%), e dall'Europa (41,6%). Il 54,4% dei detenuti ha meno di quarant'anni. Una quota minoritaria (il 19,2%) ha più di 50 anni e il 5,7% più di 60. I corsi scolatici attivati nel 2012-2013 sono stati 991: li ha frequentati il 24,7% della popolazione penitenziaria; quattro frequentanti su dieci sono stati i promossi. I corsi di avviamento professionale sono stati invece 318. Risulta occupato in attività lavorative il 23,3% dei detenuti in carcere, in aumento del 13,6% rispetto al 2000. Il 95,7% dei detenuti è di sesso maschile, una quota stabile nel corso del tempo. Le detenute con prole al seguito sono ospitate in sezioni maggiormente idonee ai bambini. Al 31/12/2013 sono 40 e quasi tutte hanno un solo figlio con sé, mentre sono 17 le donne in gravidanza. Secondo il brano i corsi scolastici attivati nel 2012-2013: |
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Gli stranieri al 15° Censimento della popolazione Gli stranieri censiti sono in prevalenza celibi/nubili (47,6%), con una quota percentuale di poco superiore a quella dei coniugati (45%). I divorziati ammontano al 3,6% del totale mentre i vedovi sono il 2,7%. Gli apolidi sono per i due terzi celibi/nubili (65%) e per il 4,8% vedovi.Dal confronto con il censimento del 2001, le collettività che hanno registrato gli incrementi più significativi sono la Romania (che passa dai 74.885 censiti nel 2001 agli 823.100 censiti nel 2011), l'Albania, il Marocco e la Cina che, nel complesso, aumentano di oltre 650mila unità. Tuttavia, gli incrementi percentualmente più consistenti sono stati registrati dalla Moldova, che da poco più di 4 mila stranieri censiti nel 2001 passa agli oltre 130 mila del 2011, e dall'Ucraina, che dagli 8.647 residenti del 2001 raggiunge, nel corso del decennio, quasi 180 mila residenti. Comparando le strutture per genere e per paese di cittadinanza rilevate ai due censimenti, emerge che alcune delle collettività più rappresentate mostrano una riduzione dello sbilanciamento numerico tra maschi e femmine, a favore della componente femminile. Ciò si rileva in particolare per Marocco, Tunisia, Senegal, Egitto e Nigeria, ma anche per Pakistan e Bangladesh. Una riduzione del divario nella composizione per sesso si registra anche a favore della componente maschile, per alcuni paesi quali meridionale Ecuador, Perù e Filippine. Ciò a conferma del processo di integrazione che interessa queste collettività e che si esprime anche attraverso i ricongiungimenti familiari. Secondo il brano una riduzione del divario nella composizione per sesso si rileva:
Gli stranieri al 15° Censimento della popolazione I cittadini italiani per acquisizione ammontano a 671 mila. Quasi il 60% degli italiani per acquisizione risiede nel Nord Italia ed è equamente suddiviso tra acquisiti per matrimonio e acquisiti per altri motivi. Il 22,2% risiede nel Centro Italia, dove prevale il matrimonio come motivo di acquisizione, mentre il restante 20% risiede al Sud e nelle Isole dove, invece, sono gli altri motivi a prevalere.Nel decennio intercensuario si registra un incremento significativo del numero complessivo di famiglie, pari al 12,8%. I dati per cittadinanza mostrano che questo incremento è dovuto per il 41,3% all'incremento delle famiglie con almeno un componente straniero. La distribuzione delle variazioni rispetto al censimento del 2001, analizzata per cittadinanza e per numero di componenti, mostra un andamento fortemente variabile in base all'ampiezza della famiglia. L'incremento più elevato si registra per le famiglie unipersonali (oltre il 40%), al quale contribuisce per circa il 17% la forte crescita delle famiglie unipersonali straniere, che in dieci anni sono più che raddoppiate. Anche le famiglie con 2 componenti(sia quelle con tutti i componenti italiani che quelle con almeno un componente straniero) mostrano un andamento crescente, mentre l'incremento delle famiglie con 3 componenti è dovuto esclusivamente alla crescita delle famiglie con almeno un componente straniero. Per le ampiezze familiari più estese la variazione totale è negativa, così come quella rilevata per le famiglie con solo italiani, mentre è positiva per le famiglie con almeno un componente straniero. La distribuzione delle variazioni del numero complessivo di famiglie rispetto al censimento del 2001, analizzata per cittadinanza e per numero di componenti:
I detenuti nelle carceri italianeAl 31 dicembre 2013 risultano detenute nelle carceri italiane 62.536 persone, il 4,8% in meno rispetto al 2012 (-8% sul 2010). Sono circa 10 milioni i detenuti nel mondo, condannati nella maggior parte dei casi. Il numero di detenuti presenti in Italia è di gran lunga superiore alla capienza regolamentare, fissata a 47.709 posti, ma il tasso di sovraffollamento è in costante diminuzione grazie ai recenti provvedimenti normativi e pari a 131,1 detenuti su 100 posti disponibili per il 2013, a 110,4 a novembre 2014 (151 nel 2010).Il 61,5% dei detenuti ha una condanna definitiva, il 36,6% è in attesa di un giudizio definitivo e l'1,9% è sottoposto a misure di sicurezza. Dei 38.471 condannati detenuti in carcere, circa la metà (il 46,6%) deve scontare una pena inferiore a cinque anni. Le violazioni della normativa sugli stupefacenti rappresentano la tipologia più diffusa di reati per i detenuti presenti, con 24.273 casi (il 38,8%). Seguono i reati di rapina (18.064 casi, pari al 28,9%), e furto (13.531, il 21,6%). Il 64% dei detenuti è nato in Italia. I detenuti stranieri, pari al 34,9%, provengono per la maggior parte dall'Africa (46,3%), in particolare da Marocco e Tunisia (rispettivamente 18,6 e 12%), e dall'Europa (41,6%). Il 54,4% dei detenuti ha meno di quarant'anni. Una quota minoritaria (il 19,2%) ha più di 50 anni e il 5,7% più di 60. I corsi scolatici attivati nel 2012-2013 sono stati 991: li ha frequentati il 24,7% della popolazione penitenziaria; quattro frequentanti su dieci sono stati i promossi. I corsi di avviamento professionale sono stati invece 318. Risulta occupato in attività lavorative il 23,3% dei detenuti in carcere, in aumento del 13,6% rispetto al 2000. Il 95,7% dei detenuti è di sesso maschile, una quota stabile nel corso del tempo. Le detenute con prole al seguito sono ospitate in sezioni maggiormente idonee ai bambini. Al 31/12/2013 sono 40 e quasi tutte hanno un solo figlio con sé, mentre sono 17 le donne in gravidanza. Secondo il brano i detenuti sottoposti a misure di sicurezza, quelli in attesa di un giudizio definitivo e quelli con condanna definitiva sono rispettivamente: