Tutte le domande del quiz : Ragionamento critico verbaletratto da:Regione Campania Quiz - 2175 posti a tempo indeterminato - Nuovi concorsi per 950 laureati e 1225 diplomati a tempo indeterminato presso vari enti della Regione Campania  Esercitati su questo Quiz  |
| RISPOSTA   Parlare di volontariato oggi significa parlare di un fenomeno sempre più diffuso e sempre più di tipo associativo. La metà delle associazioni è piuttosto giovane, svolge il proprio intervento a livello di quartiere, ha tra i propri iscritti in prevalenza donne e in generale il grado di istruzione medio del volontariato è elevato rispetto alla media della popolazione. Il maggiore settore d'intervento dell'azione volontaria è quello socio-assistenziale, seguito da quello delle attività educative, sanitario, di tutela e promozione dei diritti. I destinatari maggiori del volontariato sono gli anziani, le famiglie in difficoltà, gli immigrati e i senza fissa dimora. L'impegno delle organizzazioni metropolitane si concentra con particolare attenzione sui problemi dell'emarginazione, assai diffusi e drammatici in queste aree. Sul piano nazionale emerge che il volontariato si sviluppa soprattutto nelle province caratterizzate da una generica condizione di benessere o in quelle che già dispongono di una rete efficiente di servizi. Per quanto riguarda le nuove forme di volontariato, merita di essere segnalata l'esperienza delle banche del tempo. Queste banche non sono un posto dove si deposita o si prende denaro bensì un luogo dove si offre e si riceve tempo (ad esempio un'ora di baby sitter viene scambiata con una lezione di informatica ecc.). I correntisti della banca del tempo non cercano solo la soddisfazione di alcuni bisogni concreti, ma più spesso occasioni di relazioni e socialità. L'attività di volontariato, a livello nazionale, si è sviluppata principalmente: |
| RISPOSTA   Parlare di volontariato oggi significa parlare di un fenomeno sempre più diffuso e sempre più di tipo associativo. La metà delle associazioni è piuttosto giovane, svolge il proprio intervento a livello di quartiere, ha tra i propri iscritti in prevalenza donne e in generale il grado di istruzione medio del volontariato è elevato rispetto alla media della popolazione. Il maggiore settore d'intervento dell'azione volontaria è quello socio-assistenziale, seguito da quello delle attività educative, sanitario, di tutela e promozione dei diritti. I destinatari maggiori del volontariato sono gli anziani, le famiglie in difficoltà, gli immigrati e i senza fissa dimora. L'impegno delle organizzazioni metropolitane si concentra con particolare attenzione sui problemi dell'emarginazione, assai diffusi e drammatici in queste aree. Sul piano nazionale emerge che il volontariato si sviluppa soprattutto nelle province caratterizzate da una generica condizione di benessere o in quelle che già dispongono di una rete efficiente di servizi. Per quanto riguarda le nuove forme di volontariato, merita di essere segnalata l'esperienza delle banche del tempo. Queste banche non sono un posto dove si deposita o si prende denaro bensì un luogo dove si offre e si riceve tempo (ad esempio un'ora di baby sitter viene scambiata con una lezione di informatica ecc.). I correntisti della banca del tempo non cercano solo la soddisfazione di alcuni bisogni concreti, ma più spesso occasioni di relazioni e socialità. Cosa si fa nelle banche del tempo? |
RISPOSTA   Per anni i malcapitati che hanno avuto la sfortuna di trovarsi nei pressi di una tromba d'aria hanno raccontato di aver sentito tremare il suolo. Ora, sulla rivista «Seismological Research Letters», un gruppo di ricercatori dichiara di essere in grado di seguire il percorso delle trombe d'aria, escluse quelle molto deboli, utilizzando normali sismografi per i terremoti. Finora le trombe d'aria venivano seguite con i radar, che sono in grado di individuare le nuvole a forma di imbuto. Di queste, però, in media solo una su cinque si abbassa fino al suolo per diventare una vera e propria tromba d'aria. Quando questo avviene, l'energia trasmessa al suolo è sufficiente a produrre vibrazioni che possono essere misurate facilmente. I ricercatori hanno utilizzato un modello fisico per prevedere il trasferimento di energia al suolo da parte delle trombe d'aria. Il risultato è che queste possono produrre vibrazioni con frequenze comprese fra 2 e 269 Hertz, con quelle più basse associate alle trombe d'aria più potenti. Forti di questo risultato, gli scienziati hanno poi analizzato i dati raccolti in cinque stati americani fra il 1971 e il 1999 da sismografi che si trovavano in prossimità di trombe d'aria, e le vibrazioni registrate si sono trovate in ottimo accordo con il modello. Questo, ovviamente, significa che i sismologi hanno osservato per anni questi segnali, semplicemente senza capire quale ne fosse la fonte. I ricercatori stanno ora sviluppando programmi in grado di distinguere automaticamente le vibrazioni prodotte dalle trombe d'aria, in modo da poter lanciare l'allarme alle zone interessate il più tempestivamente possibile. Il problema è che, anche se i risultati sono promettenti, i sismografi ora disponibili non riescono a individuare trombe d'aria più lontane di una ventina di chilometri. Non sembra però impossibile costruire una rete di sismografi sufficientemente fitta da coprire almeno le zone più a rischio. Una delle nuove tecniche per lo studio delle trombe d'aria: |
| RISPOSTA   Per anni i malcapitati che hanno avuto la sfortuna di trovarsi nei pressi di una tromba d'aria hanno raccontato di aver sentito tremare il suolo. Ora, sulla rivista «Seismological Research Letters», un gruppo di ricercatori dichiara di essere in grado di seguire il percorso delle trombe d'aria, escluse quelle molto deboli, utilizzando normali sismografi per i terremoti. Finora le trombe d'aria venivano seguite con i radar, che sono in grado di individuare le nuvole a forma di imbuto. Di queste, però, in media solo una su cinque si abbassa fino al suolo per diventare una vera e propria tromba d'aria. Quando questo avviene, l'energia trasmessa al suolo è sufficiente a produrre vibrazioni che possono essere misurate facilmente. I ricercatori hanno utilizzato un modello fisico per prevedere il trasferimento di energia al suolo da parte delle trombe d'aria. Il risultato è che queste possono produrre vibrazioni con frequenze comprese fra 2 e 269 Hertz, con quelle più basse associate alle trombe d'aria più potenti. Forti di questo risultato, gli scienziati hanno poi analizzato i dati raccolti in cinque stati americani fra il 1971 e il 1999 da sismografi che si trovavano in prossimità di trombe d'aria, e le vibrazioni registrate si sono trovate in ottimo accordo con il modello. Questo, ovviamente, significa che i sismologi hanno osservato per anni questi segnali, semplicemente senza capire quale ne fosse la fonte. I ricercatori stanno ora sviluppando programmi in grado di distinguere automaticamente le vibrazioni prodotte dalle trombe d'aria, in modo da poter lanciare l'allarme alle zone interessate il più tempestivamente possibile. Il problema è che, anche se i risultati sono promettenti, i sismografi ora disponibili non riescono a individuare trombe d'aria più lontane di una ventina di chilometri. Non sembra però impossibile costruire una rete di sismografi sufficientemente fitta da coprire almeno le zone più a rischio. E' stato calcolato: |
| RISPOSTA   Per anni i malcapitati che hanno avuto la sfortuna di trovarsi nei pressi di una tromba d'aria hanno raccontato di aver sentito tremare il suolo. Ora, sulla rivista «Seismological Research Letters», un gruppo di ricercatori dichiara di essere in grado di seguire il percorso delle trombe d'aria, escluse quelle molto deboli, utilizzando normali sismografi per i terremoti. Finora le trombe d'aria venivano seguite con i radar, che sono in grado di individuare le nuvole a forma di imbuto. Di queste, però, in media solo una su cinque si abbassa fino al suolo per diventare una vera e propria tromba d'aria. Quando questo avviene, l'energia trasmessa al suolo è sufficiente a produrre vibrazioni che possono essere misurate facilmente. I ricercatori hanno utilizzato un modello fisico per prevedere il trasferimento di energia al suolo da parte delle trombe d'aria. Il risultato è che queste possono produrre vibrazioni con frequenze comprese fra 2 e 269 Hertz, con quelle più basse associate alle trombe d'aria più potenti. Forti di questo risultato, gli scienziati hanno poi analizzato i dati raccolti in cinque stati americani fra il 1971 e il 1999 da sismografi che si trovavano in prossimità di trombe d'aria, e le vibrazioni registrate si sono trovate in ottimo accordo con il modello. Questo, ovviamente, significa che i sismologi hanno osservato per anni questi segnali, semplicemente senza capire quale ne fosse la fonte. I ricercatori stanno ora sviluppando programmi in grado di distinguere automaticamente le vibrazioni prodotte dalle trombe d'aria, in modo da poter lanciare l'allarme alle zone interessate il più tempestivamente possibile. Il problema è che, anche se i risultati sono promettenti, i sismografi ora disponibili non riescono a individuare trombe d'aria più lontane di una ventina di chilometri. Non sembra però impossibile costruire una rete di sismografi sufficientemente fitta da coprire almeno le zone più a rischio. Le trombe d'aria che arrivano al suolo: |
| RISPOSTA   Per anni i malcapitati che hanno avuto la sfortuna di trovarsi nei pressi di una tromba d'aria hanno raccontato di aver sentito tremare il suolo. Ora, sulla rivista «Seismological Research Letters», un gruppo di ricercatori dichiara di essere in grado di seguire il percorso delle trombe d'aria, escluse quelle molto deboli, utilizzando normali sismografi per i terremoti. Finora le trombe d'aria venivano seguite con i radar, che sono in grado di individuare le nuvole a forma di imbuto. Di queste, però, in media solo una su cinque si abbassa fino al suolo per diventare una vera e propria tromba d'aria. Quando questo avviene, l'energia trasmessa al suolo è sufficiente a produrre vibrazioni che possono essere misurate facilmente. I ricercatori hanno utilizzato un modello fisico per prevedere il trasferimento di energia al suolo da parte delle trombe d'aria. Il risultato è che queste possono produrre vibrazioni con frequenze comprese fra 2 e 269 Hertz, con quelle più basse associate alle trombe d'aria più potenti. Forti di questo risultato, gli scienziati hanno poi analizzato i dati raccolti in cinque stati americani fra il 1971 e il 1999 da sismografi che si trovavano in prossimità di trombe d'aria, e le vibrazioni registrate si sono trovate in ottimo accordo con il modello. Questo, ovviamente, significa che i sismologi hanno osservato per anni questi segnali, semplicemente senza capire quale ne fosse la fonte. I ricercatori stanno ora sviluppando programmi in grado di distinguere automaticamente le vibrazioni prodotte dalle trombe d'aria, in modo da poter lanciare l'allarme alle zone interessate il più tempestivamente possibile. Il problema è che, anche se i risultati sono promettenti, i sismografi ora disponibili non riescono a individuare trombe d'aria più lontane di una ventina di chilometri. Non sembra però impossibile costruire una rete di sismografi sufficientemente fitta da coprire almeno le zone più a rischio. Per poter lanciare l'allarme in tutte le zone a rischio: |
| RISPOSTA   Per anni i malcapitati che hanno avuto la sfortuna di trovarsi nei pressi di una tromba d'aria hanno raccontato di aver sentito tremare il suolo. Ora, sulla rivista «Seismological Research Letters», un gruppo di ricercatori dichiara di essere in grado di seguire il percorso delle trombe d'aria, escluse quelle molto deboli, utilizzando normali sismografi per i terremoti. Finora le trombe d'aria venivano seguite con i radar, che sono in grado di individuare le nuvole a forma di imbuto. Di queste, però, in media solo una su cinque si abbassa fino al suolo per diventare una vera e propria tromba d'aria. Quando questo avviene, l'energia trasmessa al suolo è sufficiente a produrre vibrazioni che possono essere misurate facilmente. I ricercatori hanno utilizzato un modello fisico per prevedere il trasferimento di energia al suolo da parte delle trombe d'aria. Il risultato è che queste possono produrre vibrazioni con frequenze comprese fra 2 e 269 Hertz, con quelle più basse associate alle trombe d'aria più potenti. Forti di questo risultato, gli scienziati hanno poi analizzato i dati raccolti in cinque stati americani fra il 1971 e il 1999 da sismografi che si trovavano in prossimità di trombe d'aria, e le vibrazioni registrate si sono trovate in ottimo accordo con il modello. Questo, ovviamente, significa che i sismologi hanno osservato per anni questi segnali, semplicemente senza capire quale ne fosse la fonte. I ricercatori stanno ora sviluppando programmi in grado di distinguere automaticamente le vibrazioni prodotte dalle trombe d'aria, in modo da poter lanciare l'allarme alle zone interessate il più tempestivamente possibile. Il problema è che, anche se i risultati sono promettenti, i sismografi ora disponibili non riescono a individuare trombe d'aria più lontane di una ventina di chilometri. Non sembra però impossibile costruire una rete di sismografi sufficientemente fitta da coprire almeno le zone più a rischio. I sismologi: |
| RISPOSTA   Per anni i malcapitati che hanno avuto la sfortuna di trovarsi nei pressi di una tromba d'aria hanno raccontato di aver sentito tremare il suolo. Ora, sulla rivista «Seismological Research Letters», un gruppo di ricercatori dichiara di essere in grado di seguire il percorso delle trombe d'aria, escluse quelle molto deboli, utilizzando normali sismografi per i terremoti. Finora le trombe d'aria venivano seguite con i radar, che sono in grado di individuare le nuvole a forma di imbuto. Di queste, però, in media solo una su cinque si abbassa fino al suolo per diventare una vera e propria tromba d'aria. Quando questo avviene, l'energia trasmessa al suolo è sufficiente a produrre vibrazioni che possono essere misurate facilmente. I ricercatori hanno utilizzato un modello fisico per prevedere il trasferimento di energia al suolo da parte delle trombe d'aria. Il risultato è che queste possono produrre vibrazioni con frequenze comprese fra 2 e 269 Hertz, con quelle più basse associate alle trombe d'aria più potenti. Forti di questo risultato, gli scienziati hanno poi analizzato i dati raccolti in cinque stati americani fra il 1971 e il 1999 da sismografi che si trovavano in prossimità di trombe d'aria, e le vibrazioni registrate si sono trovate in ottimo accordo con il modello. Questo, ovviamente, significa che i sismologi hanno osservato per anni questi segnali, semplicemente senza capire quale ne fosse la fonte. I ricercatori stanno ora sviluppando programmi in grado di distinguere automaticamente le vibrazioni prodotte dalle trombe d'aria, in modo da poter lanciare l'allarme alle zone interessate il più tempestivamente possibile. Il problema è che, anche se i risultati sono promettenti, i sismografi ora disponibili non riescono a individuare trombe d'aria più lontane di una ventina di chilometri. Non sembra però impossibile costruire una rete di sismografi sufficientemente fitta da coprire almeno le zone più a rischio. Gli scienziati hanno ottenuto dati confortanti: |
| RISPOSTA   Per anni i malcapitati che hanno avuto la sfortuna di trovarsi nei pressi di una tromba d'aria hanno raccontato di aver sentito tremare il suolo. Ora, sulla rivista «Seismological Research Letters», un gruppo di ricercatori dichiara di essere in grado di seguire il percorso delle trombe d'aria, escluse quelle molto deboli, utilizzando normali sismografi per i terremoti. Finora le trombe d'aria venivano seguite con i radar, che sono in grado di individuare le nuvole a forma di imbuto. Di queste, però, in media solo una su cinque si abbassa fino al suolo per diventare una vera e propria tromba d'aria. Quando questo avviene, l'energia trasmessa al suolo è sufficiente a produrre vibrazioni che possono essere misurate facilmente. I ricercatori hanno utilizzato un modello fisico per prevedere il trasferimento di energia al suolo da parte delle trombe d'aria. Il risultato è che queste possono produrre vibrazioni con frequenze comprese fra 2 e 269 Hertz, con quelle più basse associate alle trombe d'aria più potenti. Forti di questo risultato, gli scienziati hanno poi analizzato i dati raccolti in cinque stati americani fra il 1971 e il 1999 da sismografi che si trovavano in prossimità di trombe d'aria, e le vibrazioni registrate si sono trovate in ottimo accordo con il modello. Questo, ovviamente, significa che i sismologi hanno osservato per anni questi segnali, semplicemente senza capire quale ne fosse la fonte. I ricercatori stanno ora sviluppando programmi in grado di distinguere automaticamente le vibrazioni prodotte dalle trombe d'aria, in modo da poter lanciare l'allarme alle zone interessate il più tempestivamente possibile. Il problema è che, anche se i risultati sono promettenti, i sismografi ora disponibili non riescono a individuare trombe d'aria più lontane di una ventina di chilometri. Non sembra però impossibile costruire una rete di sismografi sufficientemente fitta da coprire almeno le zone più a rischio. I ricercatori che si stanno occupando delle trombe d'aria: |
| RISPOSTA   Per anni i malcapitati che hanno avuto la sfortuna di trovarsi nei pressi di una tromba d'aria hanno raccontato di aver sentito tremare il suolo. Ora, sulla rivista «Seismological Research Letters», un gruppo di ricercatori dichiara di essere in grado di seguire il percorso delle trombe d'aria, escluse quelle molto deboli, utilizzando normali sismografi per i terremoti. Finora le trombe d'aria venivano seguite con i radar, che sono in grado di individuare le nuvole a forma di imbuto. Di queste, però, in media solo una su cinque si abbassa fino al suolo per diventare una vera e propria tromba d'aria. Quando questo avviene, l'energia trasmessa al suolo è sufficiente a produrre vibrazioni che possono essere misurate facilmente. I ricercatori hanno utilizzato un modello fisico per prevedere il trasferimento di energia al suolo da parte delle trombe d'aria. Il risultato è che queste possono produrre vibrazioni con frequenze comprese fra 2 e 269 Hertz, con quelle più basse associate alle trombe d'aria più potenti. Forti di questo risultato, gli scienziati hanno poi analizzato i dati raccolti in cinque stati americani fra il 1971 e il 1999 da sismografi che si trovavano in prossimità di trombe d'aria, e le vibrazioni registrate si sono trovate in ottimo accordo con il modello. Questo, ovviamente, significa che i sismologi hanno osservato per anni questi segnali, semplicemente senza capire quale ne fosse la fonte. I ricercatori stanno ora sviluppando programmi in grado di distinguere automaticamente le vibrazioni prodotte dalle trombe d'aria, in modo da poter lanciare l'allarme alle zone interessate il più tempestivamente possibile. Il problema è che, anche se i risultati sono promettenti, i sismografi ora disponibili non riescono a individuare trombe d'aria più lontane di una ventina di chilometri. Non sembra però impossibile costruire una rete di sismografi sufficientemente fitta da coprire almeno le zone più a rischio. Uno dei prossimi passi da compiere: |
| RISPOSTA   Per esercitare l'attività di promotore finanziario è necessario iscriversi all'Albo nazionale dei promotori finanziari istituito presso la Consob. Per potersi iscrivere, oltre a soddisfare alcuni requisiti generali di onorabilità come ad esempio avere la fedina penale pulita da reati tributari o contro il patrimonio, occorre essere in possesso di un diploma di scuola media superiore e superare l'esame di idoneità professionale. Tale esame è indetto dalla Consob con una cadenza di tre sessioni l'anno. La prova consiste in un questionario scritto, sul mercato finanziario e la disciplina normativa e deontologica della professione, ed un successivo colloquio orale. Possono iscriversi all'Albo dei promotori finanziari senza sostenere l'esame alcune figure professionali che vantano esperienza specifica nel campo del risparmio, come gli agenti di cambio e i bancari. Per questi ultimi tuttavia ci sono ulteriori vincoli, perché devono per esempio aver lavorato per almeno tre anni come funzionari o responsabili di unità operative, occupandosi dei servizi finanziari. Secondo quanto previsto dal Testo unico della finanza, le funzioni di controllo della Consob verranno prossimamente trasferite all'organismo di tenuta dell'Albo dei promotori finanziari, costituito sotto forma di associazione di associazioni. L'esame di idoneità professionale per accedere all'Albo dei promotori finanziari viene indetto: |
| RISPOSTA   Per esercitare l'attività di promotore finanziario è necessario iscriversi all'Albo nazionale dei promotori finanziari istituito presso la Consob. Per potersi iscrivere, oltre a soddisfare alcuni requisiti generali di onorabilità come ad esempio avere la fedina penale pulita da reati tributari o contro il patrimonio, occorre essere in possesso di un diploma di scuola media superiore e superare l'esame di idoneità professionale. Tale esame è indetto dalla Consob con una cadenza di tre sessioni l'anno. La prova consiste in un questionario scritto, sul mercato finanziario e la disciplina normativa e deontologica della professione, ed un successivo colloquio orale. Possono iscriversi all'Albo dei promotori finanziari senza sostenere l'esame alcune figure professionali che vantano esperienza specifica nel campo del risparmio, come gli agenti di cambio e i bancari. Per questi ultimi tuttavia ci sono ulteriori vincoli, perché devono per esempio aver lavorato per almeno tre anni come funzionari o responsabili di unità operative, occupandosi dei servizi finanziari. Secondo quanto previsto dal Testo unico della finanza, le funzioni di controllo della Consob verranno prossimamente trasferite all'organismo di tenuta dell'Albo dei promotori finanziari, costituito sotto forma di associazione di associazioni. L'esame di idoneità per l'accesso all'Albo dei promotori finanziari consiste in: |
RISPOSTA   Per esercitare l'attività di promotore finanziario è necessario iscriversi all'Albo nazionale dei promotori finanziari istituito presso la Consob. Per potersi iscrivere, oltre a soddisfare alcuni requisiti generali di onorabilità come ad esempio avere la fedina penale pulita da reati tributari o contro il patrimonio, occorre essere in possesso di un diploma di scuola media superiore e superare l'esame di idoneità professionale. Tale esame è indetto dalla Consob con una cadenza di tre sessioni l'anno. La prova consiste in un questionario scritto, sul mercato finanziario e la disciplina normativa e deontologica della professione, ed un successivo colloquio orale. Possono iscriversi all'Albo dei promotori finanziari senza sostenere l'esame alcune figure professionali che vantano esperienza specifica nel campo del risparmio, come gli agenti di cambio e i bancari. Per questi ultimi tuttavia ci sono ulteriori vincoli, perché devono per esempio aver lavorato per almeno tre anni come funzionari o responsabili di unità operative, occupandosi dei servizi finanziari. Secondo quanto previsto dal Testo unico della finanza, le funzioni di controllo della Consob verranno prossimamente trasferite all'organismo di tenuta dell'Albo dei promotori finanziari, costituito sotto forma di associazione di associazioni. L'iscrizione all'Albo dei promotori finanziari, senza sostenere l'esame di idoneità, è possibile per i funzionari di banca? |
RISPOSTA   Per esercitare l'attività di promotore finanziario è necessario iscriversi all'Albo nazionale dei promotori finanziari istituito presso la Consob. Per potersi iscrivere, oltre a soddisfare alcuni requisiti generali di onorabilità come ad esempio avere la fedina penale pulita da reati tributari o contro il patrimonio, occorre essere in possesso di un diploma di scuola media superiore e superare l'esame di idoneità professionale. Tale esame è indetto dalla Consob con una cadenza di tre sessioni l'anno. La prova consiste in un questionario scritto, sul mercato finanziario e la disciplina normativa e deontologica della professione, ed un successivo colloquio orale. Possono iscriversi all'Albo dei promotori finanziari senza sostenere l'esame alcune figure professionali che vantano esperienza specifica nel campo del risparmio, come gli agenti di cambio e i bancari. Per questi ultimi tuttavia ci sono ulteriori vincoli, perché devono per esempio aver lavorato per almeno tre anni come funzionari o responsabili di unità operative, occupandosi dei servizi finanziari. Secondo quanto previsto dal Testo unico della finanza, le funzioni di controllo della Consob verranno prossimamente trasferite all'organismo di tenuta dell'Albo dei promotori finanziari, costituito sotto forma di associazione di associazioni. Quale, tra i seguenti, è uno dei compiti della Consob? |
| RISPOSTA   Per esercitare l'attività di promotore finanziario è necessario iscriversi all'Albo nazionale dei promotori finanziari istituito presso la Consob. Per potersi iscrivere, oltre a soddisfare alcuni requisiti generali di onorabilità come ad esempio avere la fedina penale pulita da reati tributari o contro il patrimonio, occorre essere in possesso di un diploma di scuola media superiore e superare l'esame di idoneità professionale. Tale esame è indetto dalla Consob con una cadenza di tre sessioni l'anno. La prova consiste in un questionario scritto, sul mercato finanziario e la disciplina normativa e deontologica della professione, ed un successivo colloquio orale. Possono iscriversi all'Albo dei promotori finanziari senza sostenere l'esame alcune figure professionali che vantano esperienza specifica nel campo del risparmio, come gli agenti di cambio e i bancari. Per questi ultimi tuttavia ci sono ulteriori vincoli, perché devono per esempio aver lavorato per almeno tre anni come funzionari o responsabili di unità operative, occupandosi dei servizi finanziari. Secondo quanto previsto dal Testo unico della finanza, le funzioni di controllo della Consob verranno prossimamente trasferite all'organismo di tenuta dell'Albo dei promotori finanziari, costituito sotto forma di associazione di associazioni. Le funzioni di controllo dell'Albo dei promotori finanziari sono espletate: |
| RISPOSTA   Per esercitare l'attività di promotore finanziario è necessario iscriversi all'Albo nazionale dei promotori finanziari istituito presso la Consob. Per potersi iscrivere, oltre a soddisfare alcuni requisiti generali di onorabilità come ad esempio avere la fedina penale pulita da reati tributari o contro il patrimonio, occorre essere in possesso di un diploma di scuola media superiore e superare l'esame di idoneità professionale. Tale esame è indetto dalla Consob con una cadenza di tre sessioni l'anno. La prova consiste in un questionario scritto, sul mercato finanziario e la disciplina normativa e deontologica della professione, ed un successivo colloquio orale. Possono iscriversi all'Albo dei promotori finanziari senza sostenere l'esame alcune figure professionali che vantano esperienza specifica nel campo del risparmio, come gli agenti di cambio e i bancari. Per questi ultimi tuttavia ci sono ulteriori vincoli, perché devono per esempio aver lavorato per almeno tre anni come funzionari o responsabili di unità operative, occupandosi dei servizi finanziari. Secondo quanto previsto dal Testo unico della finanza, le funzioni di controllo della Consob verranno prossimamente trasferite all'organismo di tenuta dell'Albo dei promotori finanziari, costituito sotto forma di associazione di associazioni. L'iscrizione all'Albo dei promotori finanziari è obbligatoria per esercitare tale professione? |
| RISPOSTA   Per esercitare l'attività di promotore finanziario è necessario iscriversi all'Albo nazionale dei promotori finanziari istituito presso la Consob. Per potersi iscrivere, oltre a soddisfare alcuni requisiti generali di onorabilità come ad esempio avere la fedina penale pulita da reati tributari o contro il patrimonio, occorre essere in possesso di un diploma di scuola media superiore e superare l'esame di idoneità professionale. Tale esame è indetto dalla Consob con una cadenza di tre sessioni l'anno. La prova consiste in un questionario scritto, sul mercato finanziario e la disciplina normativa e deontologica della professione, ed un successivo colloquio orale. Possono iscriversi all'Albo dei promotori finanziari senza sostenere l'esame alcune figure professionali che vantano esperienza specifica nel campo del risparmio, come gli agenti di cambio e i bancari. Per questi ultimi tuttavia ci sono ulteriori vincoli, perché devono per esempio aver lavorato per almeno tre anni come funzionari o responsabili di unità operative, occupandosi dei servizi finanziari. Secondo quanto previsto dal Testo unico della finanza, le funzioni di controllo della Consob verranno prossimamente trasferite all'organismo di tenuta dell'Albo dei promotori finanziari, costituito sotto forma di associazione di associazioni. Per iscriversi all'Albo dei promotori finanziari è sufficiente: |
| RISPOSTA   Per esercitare l'attività di promotore finanziario è necessario iscriversi all'Albo nazionale dei promotori finanziari istituito presso la Consob. Per potersi iscrivere, oltre a soddisfare alcuni requisiti generali di onorabilità come ad esempio avere la fedina penale pulita da reati tributari o contro il patrimonio, occorre essere in possesso di un diploma di scuola media superiore e superare l'esame di idoneità professionale. Tale esame è indetto dalla Consob con una cadenza di tre sessioni l'anno. La prova consiste in un questionario scritto, sul mercato finanziario e la disciplina normativa e deontologica della professione, ed un successivo colloquio orale. Possono iscriversi all'Albo dei promotori finanziari senza sostenere l'esame alcune figure professionali che vantano esperienza specifica nel campo del risparmio, come gli agenti di cambio e i bancari. Per questi ultimi tuttavia ci sono ulteriori vincoli, perché devono per esempio aver lavorato per almeno tre anni come funzionari o responsabili di unità operative, occupandosi dei servizi finanziari. Secondo quanto previsto dal Testo unico della finanza, le funzioni di controllo della Consob verranno prossimamente trasferite all'organismo di tenuta dell'Albo dei promotori finanziari, costituito sotto forma di associazione di associazioni. Quale titolo di studio è necessario per poter partecipare all'esame di idoneità per l'iscrizione all'Albo? |
| RISPOSTA   Poiché il genoma delle piante è molto simile a quello degli animali e, in definitiva, a quello degli esseri umani, esse possono essere utilizzate per studiare le funzioni e le disfunzioni di alcuni geni. Un gruppo di ricercatori della Texas University, che studiano la Arabidopsis thaliana, un'erba imparentata con la senape di cui è conosciuta l'intera sequenza del genoma, sta imparando numerose cose su come invecchiano le piante. In particolare, gli scienziati hanno preso in considerazione i telomeri, che sono letteralmente la punta dei cromosomi. Nelle cellule, a ogni divisione, i cromosomi perdono un po' dei loro telomeri, fino a quando, come una stringa a cui manca la plastica che la sigilla, iniziano a sfilacciarsi, impedendo successive divisioni cellulari. I telomeri hanno quindi un ruolo importante nell'invecchiamento. Per studiare la funzione dei telomeri, gli scienziati hanno modificato geneticamente la pianta in modo che fosse completamente priva di un enzima di nome telomerase che è responsabile appunto del mantenimento di queste strutture. Si è visto così che le piante possono tollerare modifiche genetiche ben superiori a quelle degli animali e, nonostante la mancanza dell'enzima, riescono a sopravvivere comunque molto a lungo. Una spiegazione, sostengono gli autori nel loro articolo pubblicato su «Science», potrebbe risiedere nel fatto che le piante sono molto più flessibili degli animali e devono creare continuamente i loro organi nel corso della loro vita. Ovviamente, la speranza dei ricercatori è quella di migliorare la comprensione dell'invecchiamento umano studiando la funzione dei telomeri nelle piante. Nelle loro ricerche, gli scienziati hanno preso in esame: |
| RISPOSTA   Poiché il genoma delle piante è molto simile a quello degli animali e, in definitiva, a quello degli esseri umani, esse possono essere utilizzate per studiare le funzioni e le disfunzioni di alcuni geni. Un gruppo di ricercatori della Texas University, che studiano la Arabidopsis thaliana, un'erba imparentata con la senape di cui è conosciuta l'intera sequenza del genoma, sta imparando numerose cose su come invecchiano le piante. In particolare, gli scienziati hanno preso in considerazione i telomeri, che sono letteralmente la punta dei cromosomi. Nelle cellule, a ogni divisione, i cromosomi perdono un po' dei loro telomeri, fino a quando, come una stringa a cui manca la plastica che la sigilla, iniziano a sfilacciarsi, impedendo successive divisioni cellulari. I telomeri hanno quindi un ruolo importante nell'invecchiamento. Per studiare la funzione dei telomeri, gli scienziati hanno modificato geneticamente la pianta in modo che fosse completamente priva di un enzima di nome telomerase che è responsabile appunto del mantenimento di queste strutture. Si è visto così che le piante possono tollerare modifiche genetiche ben superiori a quelle degli animali e, nonostante la mancanza dell'enzima, riescono a sopravvivere comunque molto a lungo. Una spiegazione, sostengono gli autori nel loro articolo pubblicato su «Science», potrebbe risiedere nel fatto che le piante sono molto più flessibili degli animali e devono creare continuamente i loro organi nel corso della loro vita. Ovviamente, la speranza dei ricercatori è quella di migliorare la comprensione dell'invecchiamento umano studiando la funzione dei telomeri nelle piante. Durante queste ricerche si è visto come: |
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Per anni i malcapitati che hanno avuto la sfortuna di trovarsi nei pressi di una tromba d'aria hanno raccontato di aver sentito tremare il suolo. Ora, sulla rivista «Seismological Research Letters», un gruppo di ricercatori dichiara di essere in grado di seguire il percorso delle trombe d'aria, escluse quelle molto deboli, utilizzando normali sismografi per i terremoti. Finora le trombe d'aria venivano seguite con i radar, che sono in grado di individuare le nuvole a forma di imbuto. Di queste, però, in media solo una su cinque si abbassa fino al suolo per diventare una vera e propria tromba d'aria. Quando questo avviene, l'energia trasmessa al suolo è sufficiente a produrre vibrazioni che possono essere misurate facilmente. I ricercatori hanno utilizzato un modello fisico per prevedere il trasferimento di energia al suolo da parte delle trombe d'aria. Il risultato è che queste possono produrre vibrazioni con frequenze comprese fra 2 e 269 Hertz, con quelle più basse associate alle trombe d'aria più potenti. Forti di questo risultato, gli scienziati hanno poi analizzato i dati raccolti in cinque stati americani fra il 1971 e il 1999 da sismografi che si trovavano in prossimità di trombe d'aria, e le vibrazioni registrate si sono trovate in ottimo accordo con il modello. Questo, ovviamente, significa che i sismologi hanno osservato per anni questi segnali, semplicemente senza capire quale ne fosse la fonte. I ricercatori stanno ora sviluppando programmi in grado di distinguere automaticamente le vibrazioni prodotte dalle trombe d'aria, in modo da poter lanciare l'allarme alle zone interessate il più tempestivamente possibile. Il problema è che, anche se i risultati sono promettenti, i sismografi ora disponibili non riescono a individuare trombe d'aria più lontane di una ventina di chilometri. Non sembra però impossibile costruire una rete di sismografi sufficientemente fitta da coprire almeno le zone più a rischio. Una delle nuove tecniche per lo studio delle trombe d'aria: