Tutte le domande del quiz : Brani statisticitratto da:Agenzia delle Entrate Quiz - Selezione pubblica per l'assunzione a tempo indeterminato di 892 unità per la terza area funzionale, fascia retributiva F1, profilo professionale funzionario, per attività amministrativo-tributaria - Prova oggettiva attitudinale  Esercitati su questo Quiz  |
| RISPOSTA   Il Censimento in pillole - Famiglie e abitazioniAl 9 ottobre 2011 le abitazioni occupate da residenti sono 24.141.324, 2.488.036 in più del 2001 (+11,5%). Il 28,2% è stato censito nel Nord-ovest, il 19,8% nel Nord-Est, il 19,8% al Centro, il restante 32,2% nel Mezzogiorno. In quarant'anni (1971-2011) le abitazioni occupate crescono del 58%, senza particolari modifiche nella loro distribuzione sul territorio. Rispetto al 2001 l'incremento percentuale più elevato si registra nell'Italia Centrale (14,3%), quello più basso nelle regioni del Mezzogiorno (9,5%).Sempre nel 2011, ammontano a 54.094 gli altri tipi di alloggio occupati da residenti, a fronte dei 23.336 del 2001. Sono le regioni del Sud a presentare il maggior numero di baracche, roulotte o cantine abitate (15.192, 28,1% del totale); nel Nord-Ovest se ne contano 13.161 (24,3%) mentre il restante 47,6% si distribuisce per il 20,7% in Toscana, Umbria, Marche e Lazio, per il 13,8% nel Nord-Est per il 13,1% nelle due isole maggiori.In media ogni famiglia ha a disposizione un'abitazione di 40,7 mq, dai 36,8 mq del 2001, con un massimo in Emilia Romagna di circa 45 mq e un minimo in Campania di 33,8 mq. Secondo il brano 2.488.036 rappresenta: |
RISPOSTA   Il Censimento in pillole - Famiglie e abitazioniAl 9 ottobre 2011 le abitazioni occupate da residenti sono 24.141.324, 2.488.036 in più del 2001 (+11,5%). Il 28,2% è stato censito nel Nord-ovest, il 19,8% nel Nord-Est, il 19,8% al Centro, il restante 32,2% nel Mezzogiorno. In quarant'anni (1971-2011) le abitazioni occupate crescono del 58%, senza particolari modifiche nella loro distribuzione sul territorio. Rispetto al 2001 l'incremento percentuale più elevato si registra nell'Italia Centrale (14,3%), quello più basso nelle regioni del Mezzogiorno (9,5%).Sempre nel 2011, ammontano a 54.094 gli altri tipi di alloggio occupati da residenti, a fronte dei 23.336 del 2001. Sono le regioni del Sud a presentare il maggior numero di baracche, roulotte o cantine abitate (15.192, 28,1% del totale); nel Nord-Ovest se ne contano 13.161 (24,3%) mentre il restante 47,6% si distribuisce per il 20,7% in Toscana, Umbria, Marche e Lazio, per il 13,8% nel Nord-Est per il 13,1% nelle due isole maggiori.In media ogni famiglia ha a disposizione un'abitazione di 40,7 mq, dai 36,8 mq del 2001, con un massimo in Emilia Romagna di circa 45 mq e un minimo in Campania di 33,8 mq. Secondo il brano le abitazioni occupate crescono del 58%: |
| RISPOSTA   Il Censimento in pillole - Famiglie e abitazioniAl 9 ottobre 2011 le abitazioni occupate da residenti sono 24.141.324, 2.488.036 in più del 2001 (+11,5%). Il 28,2% è stato censito nel Nord-ovest, il 19,8% nel Nord-Est, il 19,8% al Centro, il restante 32,2% nel Mezzogiorno. In quarant'anni (1971-2011) le abitazioni occupate crescono del 58%, senza particolari modifiche nella loro distribuzione sul territorio. Rispetto al 2001 l'incremento percentuale più elevato si registra nell'Italia Centrale (14,3%), quello più basso nelle regioni del Mezzogiorno (9,5%).Sempre nel 2011, ammontano a 54.094 gli altri tipi di alloggio occupati da residenti, a fronte dei 23.336 del 2001. Sono le regioni del Sud a presentare il maggior numero di baracche, roulotte o cantine abitate (15.192, 28,1% del totale); nel Nord-Ovest se ne contano 13.161 (24,3%) mentre il restante 47,6% si distribuisce per il 20,7% in Toscana, Umbria, Marche e Lazio, per il 13,8% nel Nord-Est per il 13,1% nelle due isole maggiori.In media ogni famiglia ha a disposizione un'abitazione di 40,7 mq, dai 36,8 mq del 2001, con un massimo in Emilia Romagna di circa 45 mq e un minimo in Campania di 33,8 mq. Non è corretto, alla luce di quanto riportato dal brano, affermare che gli altri tipi di alloggio occupati da residenti ammontano a: |
| RISPOSTA   Il Censimento in pillole - Famiglie e abitazioniAl 9 ottobre 2011 le abitazioni occupate da residenti sono 24.141.324, 2.488.036 in più del 2001 (+11,5%). Il 28,2% è stato censito nel Nord-ovest, il 19,8% nel Nord-Est, il 19,8% al Centro, il restante 32,2% nel Mezzogiorno. In quarant'anni (1971-2011) le abitazioni occupate crescono del 58%, senza particolari modifiche nella loro distribuzione sul territorio. Rispetto al 2001 l'incremento percentuale più elevato si registra nell'Italia Centrale (14,3%), quello più basso nelle regioni del Mezzogiorno (9,5%).Sempre nel 2011, ammontano a 54.094 gli altri tipi di alloggio occupati da residenti, a fronte dei 23.336 del 2001. Sono le regioni del Sud a presentare il maggior numero di baracche, roulotte o cantine abitate (15.192, 28,1% del totale); nel Nord-Ovest se ne contano 13.161 (24,3%) mentre il restante 47,6% si distribuisce per il 20,7% in Toscana, Umbria, Marche e Lazio, per il 13,8% nel Nord-Est per il 13,1% nelle due isole maggiori.In media ogni famiglia ha a disposizione un'abitazione di 40,7 mq, dai 36,8 mq del 2001, con un massimo in Emilia Romagna di circa 45 mq e un minimo in Campania di 33,8 mq. In Toscana, Umbria, Marche e Lazio, nel Nord-Est e nelle due isole maggiori si ha: |
| RISPOSTA   Il Censimento in pillole - Famiglie e abitazioniAl 9 ottobre 2011 le abitazioni occupate da residenti sono 24.141.324, 2.488.036 in più del 2001 (+11,5%). Il 28,2% è stato censito nel Nord-ovest, il 19,8% nel Nord-Est, il 19,8% al Centro, il restante 32,2% nel Mezzogiorno. In quarant'anni (1971-2011) le abitazioni occupate crescono del 58%, senza particolari modifiche nella loro distribuzione sul territorio. Rispetto al 2001 l'incremento percentuale più elevato si registra nell'Italia Centrale (14,3%), quello più basso nelle regioni del Mezzogiorno (9,5%).Sempre nel 2011, ammontano a 54.094 gli altri tipi di alloggio occupati da residenti, a fronte dei 23.336 del 2001. Sono le regioni del Sud a presentare il maggior numero di baracche, roulotte o cantine abitate (15.192, 28,1% del totale); nel Nord-Ovest se ne contano 13.161 (24,3%) mentre il restante 47,6% si distribuisce per il 20,7% in Toscana, Umbria, Marche e Lazio, per il 13,8% nel Nord-Est per il 13,1% nelle due isole maggiori.In media ogni famiglia ha a disposizione un'abitazione di 40,7 mq, dai 36,8 mq del 2001, con un massimo in Emilia Romagna di circa 45 mq e un minimo in Campania di 33,8 mq. Secondo il brano in Emilia Romagna in media ogni famiglia ha a disposizione un'abitazione di: |
| RISPOSTA   Il Censimento in pillole - Famiglie e abitazioniL'abitazione di proprietà è una realtà consolidata nel nostro Paese. Le famiglie che possiedono la casa in cui vivono sono il 72,1% (17.666.209), quelle in affitto il 18% mentre il restante 9,9% usufruisce dell'abitazione dove risiede a titolo gratuito o a titolo di prestazione di servizio.Nelle cinque ripartizioni italiane la percentuale di famiglie in abitazione di proprietà non si discosta molto dal dato nazionale, varia tra il 69% del Mezzogiorno e il 74% del Nord-Est. Nelle due isole maggiori le famiglie in affitto sono il 14,4% del totale, quota ben inferiore al 20,1% dell'Italia Nord-Occidentale. Per l'abitazione ad altro titolo la percentuale più elevata di famiglie si rileva nelle isole (13,5%), la più bassa invece nel Nord Ovest (7,7%). Tra il 2001 e il 2011 le famiglie che vivono in abitazioni di proprietà aumentano del 13,8%, con un massimo del +16,4% nell'Italia Centrale e un minimo nel Meridione (+9,7%). Quelle che usufruiscono dell'abitazione ad altro titolo crescono del 29,2% (+40,1% nell'Italia Meridionale). Rimane invece stabile la percentuale di famiglie in affitto (+0,9%), con l'eccezione del Nord-est dove l'aumento è a due cifre (+12,2%) Secondo il brano nel nostro Paese: |
RISPOSTA   Il Censimento in pillole - Famiglie e abitazioniL'abitazione di proprietà è una realtà consolidata nel nostro Paese. Le famiglie che possiedono la casa in cui vivono sono il 72,1% (17.666.209), quelle in affitto il 18% mentre il restante 9,9% usufruisce dell'abitazione dove risiede a titolo gratuito o a titolo di prestazione di servizio.Nelle cinque ripartizioni italiane la percentuale di famiglie in abitazione di proprietà non si discosta molto dal dato nazionale, varia tra il 69% del Mezzogiorno e il 74% del Nord-Est. Nelle due isole maggiori le famiglie in affitto sono il 14,4% del totale, quota ben inferiore al 20,1% dell'Italia Nord-Occidentale. Per l'abitazione ad altro titolo la percentuale più elevata di famiglie si rileva nelle isole (13,5%), la più bassa invece nel Nord Ovest (7,7%). Tra il 2001 e il 2011 le famiglie che vivono in abitazioni di proprietà aumentano del 13,8%, con un massimo del +16,4% nell'Italia Centrale e un minimo nel Meridione (+9,7%). Quelle che usufruiscono dell'abitazione ad altro titolo crescono del 29,2% (+40,1% nell'Italia Meridionale). Rimane invece stabile la percentuale di famiglie in affitto (+0,9%), con l'eccezione del Nord-est dove l'aumento è a due cifre (+12,2%) Secondo il brano, nelle cinque ripartizioni italiane la percentuale di famiglie in abitazione di proprietà: |
| RISPOSTA   Il Censimento in pillole - Famiglie e abitazioniL'abitazione di proprietà è una realtà consolidata nel nostro Paese. Le famiglie che possiedono la casa in cui vivono sono il 72,1% (17.666.209), quelle in affitto il 18% mentre il restante 9,9% usufruisce dell'abitazione dove risiede a titolo gratuito o a titolo di prestazione di servizio.Nelle cinque ripartizioni italiane la percentuale di famiglie in abitazione di proprietà non si discosta molto dal dato nazionale, varia tra il 69% del Mezzogiorno e il 74% del Nord-Est. Nelle due isole maggiori le famiglie in affitto sono il 14,4% del totale, quota ben inferiore al 20,1% dell'Italia Nord-Occidentale. Per l'abitazione ad altro titolo la percentuale più elevata di famiglie si rileva nelle isole (13,5%), la più bassa invece nel Nord Ovest (7,7%). Tra il 2001 e il 2011 le famiglie che vivono in abitazioni di proprietà aumentano del 13,8%, con un massimo del +16,4% nell'Italia Centrale e un minimo nel Meridione (+9,7%). Quelle che usufruiscono dell'abitazione ad altro titolo crescono del 29,2% (+40,1% nell'Italia Meridionale). Rimane invece stabile la percentuale di famiglie in affitto (+0,9%), con l'eccezione del Nord-est dove l'aumento è a due cifre (+12,2%) Secondo il brano le famiglie in affitto nelle due isole maggiori: |
| RISPOSTA   Il Censimento in pillole - Famiglie e abitazioniL'abitazione di proprietà è una realtà consolidata nel nostro Paese. Le famiglie che possiedono la casa in cui vivono sono il 72,1% (17.666.209), quelle in affitto il 18% mentre il restante 9,9% usufruisce dell'abitazione dove risiede a titolo gratuito o a titolo di prestazione di servizio.Nelle cinque ripartizioni italiane la percentuale di famiglie in abitazione di proprietà non si discosta molto dal dato nazionale, varia tra il 69% del Mezzogiorno e il 74% del Nord-Est. Nelle due isole maggiori le famiglie in affitto sono il 14,4% del totale, quota ben inferiore al 20,1% dell'Italia Nord-Occidentale. Per l'abitazione ad altro titolo la percentuale più elevata di famiglie si rileva nelle isole (13,5%), la più bassa invece nel Nord Ovest (7,7%). Tra il 2001 e il 2011 le famiglie che vivono in abitazioni di proprietà aumentano del 13,8%, con un massimo del +16,4% nell'Italia Centrale e un minimo nel Meridione (+9,7%). Quelle che usufruiscono dell'abitazione ad altro titolo crescono del 29,2% (+40,1% nell'Italia Meridionale). Rimane invece stabile la percentuale di famiglie in affitto (+0,9%), con l'eccezione del Nord-est dove l'aumento è a due cifre (+12,2%) Secondo il brano per l'abitazione ad altro titolo la percentuale più bassa di famiglie si rileva: |
| RISPOSTA   Il Censimento in pillole - Famiglie e abitazioniL'abitazione di proprietà è una realtà consolidata nel nostro Paese. Le famiglie che possiedono la casa in cui vivono sono il 72,1% (17.666.209), quelle in affitto il 18% mentre il restante 9,9% usufruisce dell'abitazione dove risiede a titolo gratuito o a titolo di prestazione di servizio.Nelle cinque ripartizioni italiane la percentuale di famiglie in abitazione di proprietà non si discosta molto dal dato nazionale, varia tra il 69% del Mezzogiorno e il 74% del Nord-Est. Nelle due isole maggiori le famiglie in affitto sono il 14,4% del totale, quota ben inferiore al 20,1% dell'Italia Nord-Occidentale. Per l'abitazione ad altro titolo la percentuale più elevata di famiglie si rileva nelle isole (13,5%), la più bassa invece nel Nord Ovest (7,7%). Tra il 2001 e il 2011 le famiglie che vivono in abitazioni di proprietà aumentano del 13,8%, con un massimo del +16,4% nell'Italia Centrale e un minimo nel Meridione (+9,7%). Quelle che usufruiscono dell'abitazione ad altro titolo crescono del 29,2% (+40,1% nell'Italia Meridionale). Rimane invece stabile la percentuale di famiglie in affitto (+0,9%), con l'eccezione del Nord-est dove l'aumento è a due cifre (+12,2%) Secondo il brano tra il 2001 e il 2011 crescono del +40,1%: |
| RISPOSTA   Il Censimento in pillole - Gli stranieriGli stranieri censiti provengono da ben 196 paesi ma oltre la metà è originaria di soli cinque paesi; inoltre le collettività dei primi venti paesi rappresentano quasi l'82% della presenza straniera totale. I cittadini rumeni, con oltre 820 mila censiti, sono un quinto del totale, seguiti dai cittadini albanesi, marocchini, cinesi e ucraini. Rispetto alla tornata censuaria del 2001, gli aumenti più consistenti in valore assoluto sono tra i cittadini rumeni (che passano da 74.885 a 823.100), seguiti da quelli albanesi, marocchini e cinesi (complessivamente circa 650mila in più). Gli incrementi percentuali più consistenti sono invece quelli che si registrano per le persone provenienti dalla Moldavia, che da poco più di 4 mila stranieri censiti nel 2001 passa agli oltre 130 mila del 2011, e dall'Ucraina, che da 8.647 residenti del 2001 raggiunge, nel corso del decennio, quasi 180 mila residenti.La composizione per genere mostra un significativo sbilanciamento a favore delle donne per i cittadini stranieri originari dell'Europa dell'Est, in particolare per quelli provenienti da Ucraina, (79,5% di donne), Polonia (73,9%) e Moldavia (66,6%). Di contro, è emersa una forte prevalenza maschile per le collettività africane e asiatiche più presenti in Italia, quali Senegal (73,1% di uomini), Bangladesh (66,9%), Egitto (64,8%) e Pakistan (62,5%). Nella collettività cinese si riscontra un sostanziale equilibrio tra maschi e femmine. Quattro stranieri su dieci hanno un'età compresa tra 20 e 39 anni (42,7%). Gli under 19 costituiscono il 25,5% del totale, con una punta massima del 33,7% fra i residenti provenienti dall'Africa settentrionale. Secondo il brano i cittadini rumeni: |
| RISPOSTA   Il Censimento in pillole - Gli stranieriGli stranieri censiti provengono da ben 196 paesi ma oltre la metà è originaria di soli cinque paesi; inoltre le collettività dei primi venti paesi rappresentano quasi l'82% della presenza straniera totale. I cittadini rumeni, con oltre 820 mila censiti, sono un quinto del totale, seguiti dai cittadini albanesi, marocchini, cinesi e ucraini. Rispetto alla tornata censuaria del 2001, gli aumenti più consistenti in valore assoluto sono tra i cittadini rumeni (che passano da 74.885 a 823.100), seguiti da quelli albanesi, marocchini e cinesi (complessivamente circa 650mila in più). Gli incrementi percentuali più consistenti sono invece quelli che si registrano per le persone provenienti dalla Moldavia, che da poco più di 4 mila stranieri censiti nel 2001 passa agli oltre 130 mila del 2011, e dall'Ucraina, che da 8.647 residenti del 2001 raggiunge, nel corso del decennio, quasi 180 mila residenti.La composizione per genere mostra un significativo sbilanciamento a favore delle donne per i cittadini stranieri originari dell'Europa dell'Est, in particolare per quelli provenienti da Ucraina, (79,5% di donne), Polonia (73,9%) e Moldavia (66,6%). Di contro, è emersa una forte prevalenza maschile per le collettività africane e asiatiche più presenti in Italia, quali Senegal (73,1% di uomini), Bangladesh (66,9%), Egitto (64,8%) e Pakistan (62,5%). Nella collettività cinese si riscontra un sostanziale equilibrio tra maschi e femmine. Quattro stranieri su dieci hanno un'età compresa tra 20 e 39 anni (42,7%). Gli under 19 costituiscono il 25,5% del totale, con una punta massima del 33,7% fra i residenti provenienti dall'Africa settentrionale. Secondo il brano gli aumenti più consistenti, rispetto alla tornata censuaria del 2001, sono: |
| RISPOSTA   Il Censimento in pillole - Gli stranieriGli stranieri censiti provengono da ben 196 paesi ma oltre la metà è originaria di soli cinque paesi; inoltre le collettività dei primi venti paesi rappresentano quasi l'82% della presenza straniera totale. I cittadini rumeni, con oltre 820 mila censiti, sono un quinto del totale, seguiti dai cittadini albanesi, marocchini, cinesi e ucraini. Rispetto alla tornata censuaria del 2001, gli aumenti più consistenti in valore assoluto sono tra i cittadini rumeni (che passano da 74.885 a 823.100), seguiti da quelli albanesi, marocchini e cinesi (complessivamente circa 650mila in più). Gli incrementi percentuali più consistenti sono invece quelli che si registrano per le persone provenienti dalla Moldavia, che da poco più di 4 mila stranieri censiti nel 2001 passa agli oltre 130 mila del 2011, e dall'Ucraina, che da 8.647 residenti del 2001 raggiunge, nel corso del decennio, quasi 180 mila residenti.La composizione per genere mostra un significativo sbilanciamento a favore delle donne per i cittadini stranieri originari dell'Europa dell'Est, in particolare per quelli provenienti da Ucraina, (79,5% di donne), Polonia (73,9%) e Moldavia (66,6%). Di contro, è emersa una forte prevalenza maschile per le collettività africane e asiatiche più presenti in Italia, quali Senegal (73,1% di uomini), Bangladesh (66,9%), Egitto (64,8%) e Pakistan (62,5%). Nella collettività cinese si riscontra un sostanziale equilibrio tra maschi e femmine. Quattro stranieri su dieci hanno un'età compresa tra 20 e 39 anni (42,7%). Gli under 19 costituiscono il 25,5% del totale, con una punta massima del 33,7% fra i residenti provenienti dall'Africa settentrionale. Secondo il brano in quale delle seguenti collettività la composizione per genere non mostra un significativo sbilanciamento a favore delle donne? |
| RISPOSTA   Il Censimento in pillole - Gli stranieriGli stranieri censiti provengono da ben 196 paesi ma oltre la metà è originaria di soli cinque paesi; inoltre le collettività dei primi venti paesi rappresentano quasi l'82% della presenza straniera totale. I cittadini rumeni, con oltre 820 mila censiti, sono un quinto del totale, seguiti dai cittadini albanesi, marocchini, cinesi e ucraini. Rispetto alla tornata censuaria del 2001, gli aumenti più consistenti in valore assoluto sono tra i cittadini rumeni (che passano da 74.885 a 823.100), seguiti da quelli albanesi, marocchini e cinesi (complessivamente circa 650mila in più). Gli incrementi percentuali più consistenti sono invece quelli che si registrano per le persone provenienti dalla Moldavia, che da poco più di 4 mila stranieri censiti nel 2001 passa agli oltre 130 mila del 2011, e dall'Ucraina, che da 8.647 residenti del 2001 raggiunge, nel corso del decennio, quasi 180 mila residenti.La composizione per genere mostra un significativo sbilanciamento a favore delle donne per i cittadini stranieri originari dell'Europa dell'Est, in particolare per quelli provenienti da Ucraina, (79,5% di donne), Polonia (73,9%) e Moldavia (66,6%). Di contro, è emersa una forte prevalenza maschile per le collettività africane e asiatiche più presenti in Italia, quali Senegal (73,1% di uomini), Bangladesh (66,9%), Egitto (64,8%) e Pakistan (62,5%). Nella collettività cinese si riscontra un sostanziale equilibrio tra maschi e femmine. Quattro stranieri su dieci hanno un'età compresa tra 20 e 39 anni (42,7%). Gli under 19 costituiscono il 25,5% del totale, con una punta massima del 33,7% fra i residenti provenienti dall'Africa settentrionale. Secondo il brano è emersa una forte prevalenza maschile per le collettività: |
| RISPOSTA   Il Censimento in pillole - Gli stranieriGli stranieri censiti provengono da ben 196 paesi ma oltre la metà è originaria di soli cinque paesi; inoltre le collettività dei primi venti paesi rappresentano quasi l'82% della presenza straniera totale. I cittadini rumeni, con oltre 820 mila censiti, sono un quinto del totale, seguiti dai cittadini albanesi, marocchini, cinesi e ucraini. Rispetto alla tornata censuaria del 2001, gli aumenti più consistenti in valore assoluto sono tra i cittadini rumeni (che passano da 74.885 a 823.100), seguiti da quelli albanesi, marocchini e cinesi (complessivamente circa 650mila in più). Gli incrementi percentuali più consistenti sono invece quelli che si registrano per le persone provenienti dalla Moldavia, che da poco più di 4 mila stranieri censiti nel 2001 passa agli oltre 130 mila del 2011, e dall'Ucraina, che da 8.647 residenti del 2001 raggiunge, nel corso del decennio, quasi 180 mila residenti.La composizione per genere mostra un significativo sbilanciamento a favore delle donne per i cittadini stranieri originari dell'Europa dell'Est, in particolare per quelli provenienti da Ucraina, (79,5% di donne), Polonia (73,9%) e Moldavia (66,6%). Di contro, è emersa una forte prevalenza maschile per le collettività africane e asiatiche più presenti in Italia, quali Senegal (73,1% di uomini), Bangladesh (66,9%), Egitto (64,8%) e Pakistan (62,5%). Nella collettività cinese si riscontra un sostanziale equilibrio tra maschi e femmine. Quattro stranieri su dieci hanno un'età compresa tra 20 e 39 anni (42,7%). Gli under 19 costituiscono il 25,5% del totale, con una punta massima del 33,7% fra i residenti provenienti dall'Africa settentrionale. Quattro stranieri su dieci hanno un'età compresa tra 20 e 39 anni. Secondo il brano gli under 19 costituiscono il 25,5% del totale... |
| RISPOSTA   Il Censimento in pillole - Gli stranieriGli stranieri censiti sono celibi/nubili nel 47,6% dei casi, coniugati nel 45%. I divorziati rappresentano solo il 3,6% del totale, i vedovi il 2,7%. I cittadini americani e africani, in particolare quelli provenienti dall'area centro-meridionale dei due continenti, sono prevalentemente celibi/nubili (rispettivamente 56% e 51,5%), mentre gli asiatici sono equamente distribuiti tra celibi/nubili (48,6%) e coniugati (48,4%).I cittadini italiani per acquisizione ammontano a 671 mila; rispetto al 2001 sono il 135% in più. I due terzi degli acquisiti sono donne, mentre quattro su dieci (42,4%) hanno un'età compresa tra 35 e 54 anni. Il 63,5% degli acquisiti ha ottenuto la cittadinanza italiana per motivi diversi dal matrimonio, con una composizione per genere pressoché bilanciata. Le donne costituiscono la quasi totalità (90%) di coloro che sono diventati italiani per matrimonio. Rispetto al censimento 2001 si registra un incremento del 172,1% delle famiglie con almeno uno straniero, dovuto in prevalenza alle famiglie unipersonali (+222%) e alle famiglie numerose (248%). Le famiglie con almeno un componente straniero sono 1.829.941 e rappresentano il 7,4% del totale. Il 30% è costituito da famiglie unipersonali e il 20% da quelle con due componenti. Le famiglie con tre o quattro componenti rappresentano il 36% del totale e quelle numerose (oltre 5 componenti) il 13%.Le famiglie con tutti i componenti stranieri sono 1.357.341, costituiscono il 74,2% delle famiglie con almeno un componente straniero. Nel 40% dei casi si tratta di famiglie unipersonali. Le famiglie numerose con tutti i componenti stranieri sono 65.811, pari al 70% del totale delle famiglie numerose con almeno un componente straniero. Secondo il brano rispettivamente con il 48,6% e il 48,4% sono equamente distribuiti tra celibi/nubili e coniugati: |
| RISPOSTA   Il Censimento in pillole - Gli stranieriGli stranieri censiti sono celibi/nubili nel 47,6% dei casi, coniugati nel 45%. I divorziati rappresentano solo il 3,6% del totale, i vedovi il 2,7%. I cittadini americani e africani, in particolare quelli provenienti dall'area centro-meridionale dei due continenti, sono prevalentemente celibi/nubili (rispettivamente 56% e 51,5%), mentre gli asiatici sono equamente distribuiti tra celibi/nubili (48,6%) e coniugati (48,4%).I cittadini italiani per acquisizione ammontano a 671 mila; rispetto al 2001 sono il 135% in più. I due terzi degli acquisiti sono donne, mentre quattro su dieci (42,4%) hanno un'età compresa tra 35 e 54 anni. Il 63,5% degli acquisiti ha ottenuto la cittadinanza italiana per motivi diversi dal matrimonio, con una composizione per genere pressoché bilanciata. Le donne costituiscono la quasi totalità (90%) di coloro che sono diventati italiani per matrimonio. Rispetto al censimento 2001 si registra un incremento del 172,1% delle famiglie con almeno uno straniero, dovuto in prevalenza alle famiglie unipersonali (+222%) e alle famiglie numerose (248%). Le famiglie con almeno un componente straniero sono 1.829.941 e rappresentano il 7,4% del totale. Il 30% è costituito da famiglie unipersonali e il 20% da quelle con due componenti. Le famiglie con tre o quattro componenti rappresentano il 36% del totale e quelle numerose (oltre 5 componenti) il 13%.Le famiglie con tutti i componenti stranieri sono 1.357.341, costituiscono il 74,2% delle famiglie con almeno un componente straniero. Nel 40% dei casi si tratta di famiglie unipersonali. Le famiglie numerose con tutti i componenti stranieri sono 65.811, pari al 70% del totale delle famiglie numerose con almeno un componente straniero. Secondo il brano i cittadini italiani per acquisizione: |
| RISPOSTA   Il Censimento in pillole - Gli stranieriGli stranieri censiti sono celibi/nubili nel 47,6% dei casi, coniugati nel 45%. I divorziati rappresentano solo il 3,6% del totale, i vedovi il 2,7%. I cittadini americani e africani, in particolare quelli provenienti dall'area centro-meridionale dei due continenti, sono prevalentemente celibi/nubili (rispettivamente 56% e 51,5%), mentre gli asiatici sono equamente distribuiti tra celibi/nubili (48,6%) e coniugati (48,4%).I cittadini italiani per acquisizione ammontano a 671 mila; rispetto al 2001 sono il 135% in più. I due terzi degli acquisiti sono donne, mentre quattro su dieci (42,4%) hanno un'età compresa tra 35 e 54 anni. Il 63,5% degli acquisiti ha ottenuto la cittadinanza italiana per motivi diversi dal matrimonio, con una composizione per genere pressoché bilanciata. Le donne costituiscono la quasi totalità (90%) di coloro che sono diventati italiani per matrimonio. Rispetto al censimento 2001 si registra un incremento del 172,1% delle famiglie con almeno uno straniero, dovuto in prevalenza alle famiglie unipersonali (+222%) e alle famiglie numerose (248%). Le famiglie con almeno un componente straniero sono 1.829.941 e rappresentano il 7,4% del totale. Il 30% è costituito da famiglie unipersonali e il 20% da quelle con due componenti. Le famiglie con tre o quattro componenti rappresentano il 36% del totale e quelle numerose (oltre 5 componenti) il 13%.Le famiglie con tutti i componenti stranieri sono 1.357.341, costituiscono il 74,2% delle famiglie con almeno un componente straniero. Nel 40% dei casi si tratta di famiglie unipersonali. Le famiglie numerose con tutti i componenti stranieri sono 65.811, pari al 70% del totale delle famiglie numerose con almeno un componente straniero. Secondo il brano il 63,5% degli acquisiti: |
| RISPOSTA   Il Censimento in pillole - Gli stranieriGli stranieri censiti sono celibi/nubili nel 47,6% dei casi, coniugati nel 45%. I divorziati rappresentano solo il 3,6% del totale, i vedovi il 2,7%. I cittadini americani e africani, in particolare quelli provenienti dall'area centro-meridionale dei due continenti, sono prevalentemente celibi/nubili (rispettivamente 56% e 51,5%), mentre gli asiatici sono equamente distribuiti tra celibi/nubili (48,6%) e coniugati (48,4%).I cittadini italiani per acquisizione ammontano a 671 mila; rispetto al 2001 sono il 135% in più. I due terzi degli acquisiti sono donne, mentre quattro su dieci (42,4%) hanno un'età compresa tra 35 e 54 anni. Il 63,5% degli acquisiti ha ottenuto la cittadinanza italiana per motivi diversi dal matrimonio, con una composizione per genere pressoché bilanciata. Le donne costituiscono la quasi totalità (90%) di coloro che sono diventati italiani per matrimonio. Rispetto al censimento 2001 si registra un incremento del 172,1% delle famiglie con almeno uno straniero, dovuto in prevalenza alle famiglie unipersonali (+222%) e alle famiglie numerose (248%). Le famiglie con almeno un componente straniero sono 1.829.941 e rappresentano il 7,4% del totale. Il 30% è costituito da famiglie unipersonali e il 20% da quelle con due componenti. Le famiglie con tre o quattro componenti rappresentano il 36% del totale e quelle numerose (oltre 5 componenti) il 13%.Le famiglie con tutti i componenti stranieri sono 1.357.341, costituiscono il 74,2% delle famiglie con almeno un componente straniero. Nel 40% dei casi si tratta di famiglie unipersonali. Le famiglie numerose con tutti i componenti stranieri sono 65.811, pari al 70% del totale delle famiglie numerose con almeno un componente straniero. Secondo il brano le famiglie con almeno uno straniero: |
| RISPOSTA   Il Censimento in pillole - Gli stranieriGli stranieri censiti sono celibi/nubili nel 47,6% dei casi, coniugati nel 45%. I divorziati rappresentano solo il 3,6% del totale, i vedovi il 2,7%. I cittadini americani e africani, in particolare quelli provenienti dall'area centro-meridionale dei due continenti, sono prevalentemente celibi/nubili (rispettivamente 56% e 51,5%), mentre gli asiatici sono equamente distribuiti tra celibi/nubili (48,6%) e coniugati (48,4%).I cittadini italiani per acquisizione ammontano a 671 mila; rispetto al 2001 sono il 135% in più. I due terzi degli acquisiti sono donne, mentre quattro su dieci (42,4%) hanno un'età compresa tra 35 e 54 anni. Il 63,5% degli acquisiti ha ottenuto la cittadinanza italiana per motivi diversi dal matrimonio, con una composizione per genere pressoché bilanciata. Le donne costituiscono la quasi totalità (90%) di coloro che sono diventati italiani per matrimonio. Rispetto al censimento 2001 si registra un incremento del 172,1% delle famiglie con almeno uno straniero, dovuto in prevalenza alle famiglie unipersonali (+222%) e alle famiglie numerose (248%). Le famiglie con almeno un componente straniero sono 1.829.941 e rappresentano il 7,4% del totale. Il 30% è costituito da famiglie unipersonali e il 20% da quelle con due componenti. Le famiglie con tre o quattro componenti rappresentano il 36% del totale e quelle numerose (oltre 5 componenti) il 13%.Le famiglie con tutti i componenti stranieri sono 1.357.341, costituiscono il 74,2% delle famiglie con almeno un componente straniero. Nel 40% dei casi si tratta di famiglie unipersonali. Le famiglie numerose con tutti i componenti stranieri sono 65.811, pari al 70% del totale delle famiglie numerose con almeno un componente straniero. Le famiglie numerose con tutti i componenti stranieri: |
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Il Censimento in pillole - Famiglie e abitazioniAl 9 ottobre 2011 le abitazioni occupate da residenti sono 24.141.324, 2.488.036 in più del 2001 (+11,5%). Il 28,2% è stato censito nel Nord-ovest, il 19,8% nel Nord-Est, il 19,8% al Centro, il restante 32,2% nel Mezzogiorno. In quarant'anni (1971-2011) le abitazioni occupate crescono del 58%, senza particolari modifiche nella loro distribuzione sul territorio. Rispetto al 2001 l'incremento percentuale più elevato si registra nell'Italia Centrale (14,3%), quello più basso nelle regioni del Mezzogiorno (9,5%).Sempre nel 2011, ammontano a 54.094 gli altri tipi di alloggio occupati da residenti, a fronte dei 23.336 del 2001. Sono le regioni del Sud a presentare il maggior numero di baracche, roulotte o cantine abitate (15.192, 28,1% del totale); nel Nord-Ovest se ne contano 13.161 (24,3%) mentre il restante 47,6% si distribuisce per il 20,7% in Toscana, Umbria, Marche e Lazio, per il 13,8% nel Nord-Est per il 13,1% nelle due isole maggiori.In media ogni famiglia ha a disposizione un'abitazione di 40,7 mq, dai 36,8 mq del 2001, con un massimo in Emilia Romagna di circa 45 mq e un minimo in Campania di 33,8 mq. Secondo il brano le abitazioni occupate crescono del 58%:
Il Censimento in pillole - Famiglie e abitazioniL'abitazione di proprietà è una realtà consolidata nel nostro Paese. Le famiglie che possiedono la casa in cui vivono sono il 72,1% (17.666.209), quelle in affitto il 18% mentre il restante 9,9% usufruisce dell'abitazione dove risiede a titolo gratuito o a titolo di prestazione di servizio.Nelle cinque ripartizioni italiane la percentuale di famiglie in abitazione di proprietà non si discosta molto dal dato nazionale, varia tra il 69% del Mezzogiorno e il 74% del Nord-Est. Nelle due isole maggiori le famiglie in affitto sono il 14,4% del totale, quota ben inferiore al 20,1% dell'Italia Nord-Occidentale. Per l'abitazione ad altro titolo la percentuale più elevata di famiglie si rileva nelle isole (13,5%), la più bassa invece nel Nord Ovest (7,7%). Tra il 2001 e il 2011 le famiglie che vivono in abitazioni di proprietà aumentano del 13,8%, con un massimo del +16,4% nell'Italia Centrale e un minimo nel Meridione (+9,7%). Quelle che usufruiscono dell'abitazione ad altro titolo crescono del 29,2% (+40,1% nell'Italia Meridionale). Rimane invece stabile la percentuale di famiglie in affitto (+0,9%), con l'eccezione del Nord-est dove l'aumento è a due cifre (+12,2%) Secondo il brano, nelle cinque ripartizioni italiane la percentuale di famiglie in abitazione di proprietà: