Tutte le domande del quiz : Ragionamento critico verbaletratto da:Comune di Napoli Quiz - Concorsi-corso pubblici per titoli ed esami, per il reclutamento complessivo di 534 unita' di personale di ruolo con diversi profili professionali delle categorie C e D - Selezioni per LAUREATI  Esercitati su questo Quiz  |
| RISPOSTA   Un nuovo settore di ricerca, le Scienze del Sistema Terra, al quale collaboreranno geologi, climatologi, biologima anche antropologi e altri scienziati sociali, servirà a studiare le interazioni tra uomo e ambiente e icambiamenti climatici globali. La nuova disciplina è stata presentata in un convegno negli Stati Uniti. Inoccasione dell'incontro sono stati presentati anche i dati relativi allo scioglimento dei ghiacciai andini del Perù equelli relativi al Kilimanjaro in Africa orientale. "Il ritmo con cui si stanno ritirando, fa pensare che potrebberoscomparire nei prossimi 15-20 anni", hanno affermato gli studiosi, che hanno condotto le ricerche nell'ambitodel Programma Internazionale Geosfera-Biosfera (Igbp). A partire dal 1912, infatti, i ghiacciai del Kilimanjaro sisono ridotti dell'80 per cento ed entro il 2020 molti potrebbero addirittura scomparire. Il riscaldamento globalesta infatti trasformando profondamente la superficie terrestre, minacciando la biodiversità e il suolo. "Grandicambiamenti in una parte del sistema possono avere ripercussioni su altri aspetti e comprendere la dinamica diqueste interazioni non è affatto semplice", ha dichiarato nel suo intervento il responsabile dell'Igbp aStoccolma, spiegando quindi la necessità di istituire una disciplina come le Scienze del Sistema Terra. Nel nuovo settore di ricerca denominato Scienze del Sistema Terra: |
RISPOSTA   Un nuovo settore di ricerca, le Scienze del Sistema Terra, al quale collaboreranno geologi, climatologi, biologima anche antropologi e altri scienziati sociali, servirà a studiare le interazioni tra uomo e ambiente e icambiamenti climatici globali. La nuova disciplina è stata presentata in un convegno negli Stati Uniti. Inoccasione dell'incontro sono stati presentati anche i dati relativi allo scioglimento dei ghiacciai andini del Perù equelli relativi al Kilimanjaro in Africa orientale. "Il ritmo con cui si stanno ritirando, fa pensare che potrebberoscomparire nei prossimi 15-20 anni", hanno affermato gli studiosi, che hanno condotto le ricerche nell'ambitodel Programma Internazionale Geosfera-Biosfera (Igbp). A partire dal 1912, infatti, i ghiacciai del Kilimanjaro sisono ridotti dell'80 per cento ed entro il 2020 molti potrebbero addirittura scomparire. Il riscaldamento globalesta infatti trasformando profondamente la superficie terrestre, minacciando la biodiversità e il suolo. "Grandicambiamenti in una parte del sistema possono avere ripercussioni su altri aspetti e comprendere la dinamica diqueste interazioni non è affatto semplice", ha dichiarato nel suo intervento il responsabile dell'Igbp aStoccolma, spiegando quindi la necessità di istituire una disciplina come le Scienze del Sistema Terra. La dinamica delle interazioni tra diversi sistemi in campo ambientale: |
| RISPOSTA   Un'evoluzione costante è ciò che si sta verificando nel settore degli Online Public Access Catalogue (OPAC), inpratica i cataloghi delle biblioteche disponibili in Internet che sono, negli ultimi anni, aumentati nel numero enella sostanza. Da un lato perchè sempre più biblioteche sono arrivate in rete e dall'altro perchè i singolicataloghi sono diventati più sostanziosi e ricchi di titoli. E un aiuto ulteriore alla loro diffusione arriva anchedalla tecnologia: infatti le scomode e spartane interfacce sono state in buona parte sostituite da colorate pagineWeb con maschere per la ricerca facilitata. Infine, ai cataloghi delle biblioteche sono stati affiancati quelli,spesso molto ricchi anche se meno affidabili e sistematici, degli editori e delle librerie online. Il risultato diquesta evoluzione è la possibilità di accedere a un'enorme schedatura dei libri e delle pubblicazioni mondiali.Un utilissimo strumento di lavoro per un vasto pubblico: studiosi, studenti universitari, insegnanti,professionisti dell'informazione. Gli OPAC, pur essendo a disposizione di chiunque possa accedere ad Internet,restano una delle risorse meno conosciute dai navigatori. Nel nostro paese il catalogo elettronico più ricco èquello del Servizio Bibliotecario Nazionale. L'archivio è suddiviso in tre parti principali: "Libro moderno", "Libroantico" e "Musica", ma nella modalità di accesso più semplice, chiamata "ricerca base", sono disponibili tutti idati presenti nell'indice. In questa modalità è possibile ottenere un elenco di libri in base all'autore o al titolodesiderati. Negli ultimi anni il numero degli OPAC è aumentato: |
RISPOSTA   Un'evoluzione costante è ciò che si sta verificando nel settore degli Online Public Access Catalogue (OPAC), inpratica i cataloghi delle biblioteche disponibili in Internet che sono, negli ultimi anni, aumentati nel numero enella sostanza. Da un lato perchè sempre più biblioteche sono arrivate in rete e dall'altro perchè i singolicataloghi sono diventati più sostanziosi e ricchi di titoli. E un aiuto ulteriore alla loro diffusione arriva anchedalla tecnologia: infatti le scomode e spartane interfacce sono state in buona parte sostituite da colorate pagineWeb con maschere per la ricerca facilitata. Infine, ai cataloghi delle biblioteche sono stati affiancati quelli,spesso molto ricchi anche se meno affidabili e sistematici, degli editori e delle librerie online. Il risultato diquesta evoluzione è la possibilità di accedere a un'enorme schedatura dei libri e delle pubblicazioni mondiali.Un utilissimo strumento di lavoro per un vasto pubblico: studiosi, studenti universitari, insegnanti,professionisti dell'informazione. Gli OPAC, pur essendo a disposizione di chiunque possa accedere ad Internet,restano una delle risorse meno conosciute dai navigatori. Nel nostro paese il catalogo elettronico più ricco èquello del Servizio Bibliotecario Nazionale. L'archivio è suddiviso in tre parti principali: "Libro moderno", "Libroantico" e "Musica", ma nella modalità di accesso più semplice, chiamata "ricerca base", sono disponibili tutti idati presenti nell'indice. In questa modalità è possibile ottenere un elenco di libri in base all'autore o al titolodesiderati. Una costante evoluzione si sta verificando nel settore degli OPAC, fornendo agli utenti la possibilità di: |
| RISPOSTA   Un'evoluzione costante è ciò che si sta verificando nel settore degli Online Public Access Catalogue (OPAC), inpratica i cataloghi delle biblioteche disponibili in Internet che sono, negli ultimi anni, aumentati nel numero enella sostanza. Da un lato perchè sempre più biblioteche sono arrivate in rete e dall'altro perchè i singolicataloghi sono diventati più sostanziosi e ricchi di titoli. E un aiuto ulteriore alla loro diffusione arriva anchedalla tecnologia: infatti le scomode e spartane interfacce sono state in buona parte sostituite da colorate pagineWeb con maschere per la ricerca facilitata. Infine, ai cataloghi delle biblioteche sono stati affiancati quelli,spesso molto ricchi anche se meno affidabili e sistematici, degli editori e delle librerie online. Il risultato diquesta evoluzione è la possibilità di accedere a un'enorme schedatura dei libri e delle pubblicazioni mondiali.Un utilissimo strumento di lavoro per un vasto pubblico: studiosi, studenti universitari, insegnanti,professionisti dell'informazione. Gli OPAC, pur essendo a disposizione di chiunque possa accedere ad Internet,restano una delle risorse meno conosciute dai navigatori. Nel nostro paese il catalogo elettronico più ricco èquello del Servizio Bibliotecario Nazionale. L'archivio è suddiviso in tre parti principali: "Libro moderno", "Libroantico" e "Musica", ma nella modalità di accesso più semplice, chiamata "ricerca base", sono disponibili tutti idati presenti nell'indice. In questa modalità è possibile ottenere un elenco di libri in base all'autore o al titolodesiderati. Gli OPAC sono: |
RISPOSTA   Un'evoluzione costante è ciò che si sta verificando nel settore degli Online Public Access Catalogue (OPAC), inpratica i cataloghi delle biblioteche disponibili in Internet che sono, negli ultimi anni, aumentati nel numero enella sostanza. Da un lato perchè sempre più biblioteche sono arrivate in rete e dall'altro perchè i singolicataloghi sono diventati più sostanziosi e ricchi di titoli. E un aiuto ulteriore alla loro diffusione arriva anchedalla tecnologia: infatti le scomode e spartane interfacce sono state in buona parte sostituite da colorate pagineWeb con maschere per la ricerca facilitata. Infine, ai cataloghi delle biblioteche sono stati affiancati quelli,spesso molto ricchi anche se meno affidabili e sistematici, degli editori e delle librerie online. Il risultato diquesta evoluzione è la possibilità di accedere a un'enorme schedatura dei libri e delle pubblicazioni mondiali.Un utilissimo strumento di lavoro per un vasto pubblico: studiosi, studenti universitari, insegnanti,professionisti dell'informazione. Gli OPAC, pur essendo a disposizione di chiunque possa accedere ad Internet,restano una delle risorse meno conosciute dai navigatori. Nel nostro paese il catalogo elettronico più ricco èquello del Servizio Bibliotecario Nazionale. L'archivio è suddiviso in tre parti principali: "Libro moderno", "Libroantico" e "Musica", ma nella modalità di accesso più semplice, chiamata "ricerca base", sono disponibili tutti idati presenti nell'indice. In questa modalità è possibile ottenere un elenco di libri in base all'autore o al titolodesiderati. Negli ultimi anni gli OPAC si sono evoluti anche nella sostanza perché: |
| RISPOSTA   Un'evoluzione costante è ciò che si sta verificando nel settore degli Online Public Access Catalogue (OPAC), inpratica i cataloghi delle biblioteche disponibili in Internet che sono, negli ultimi anni, aumentati nel numero enella sostanza. Da un lato perchè sempre più biblioteche sono arrivate in rete e dall'altro perchè i singolicataloghi sono diventati più sostanziosi e ricchi di titoli. E un aiuto ulteriore alla loro diffusione arriva anchedalla tecnologia: infatti le scomode e spartane interfacce sono state in buona parte sostituite da colorate pagineWeb con maschere per la ricerca facilitata. Infine, ai cataloghi delle biblioteche sono stati affiancati quelli,spesso molto ricchi anche se meno affidabili e sistematici, degli editori e delle librerie online. Il risultato diquesta evoluzione è la possibilità di accedere a un'enorme schedatura dei libri e delle pubblicazioni mondiali.Un utilissimo strumento di lavoro per un vasto pubblico: studiosi, studenti universitari, insegnanti,professionisti dell'informazione. Gli OPAC, pur essendo a disposizione di chiunque possa accedere ad Internet,restano una delle risorse meno conosciute dai navigatori. Nel nostro paese il catalogo elettronico più ricco èquello del Servizio Bibliotecario Nazionale. L'archivio è suddiviso in tre parti principali: "Libro moderno", "Libroantico" e "Musica", ma nella modalità di accesso più semplice, chiamata "ricerca base", sono disponibili tutti idati presenti nell'indice. In questa modalità è possibile ottenere un elenco di libri in base all'autore o al titolodesiderati. La consultazione degli OPAC è stata negli ultimi tempi facilitata: |
| RISPOSTA   Un'evoluzione costante è ciò che si sta verificando nel settore degli Online Public Access Catalogue (OPAC), inpratica i cataloghi delle biblioteche disponibili in Internet che sono, negli ultimi anni, aumentati nel numero enella sostanza. Da un lato perchè sempre più biblioteche sono arrivate in rete e dall'altro perchè i singolicataloghi sono diventati più sostanziosi e ricchi di titoli. E un aiuto ulteriore alla loro diffusione arriva anchedalla tecnologia: infatti le scomode e spartane interfacce sono state in buona parte sostituite da colorate pagineWeb con maschere per la ricerca facilitata. Infine, ai cataloghi delle biblioteche sono stati affiancati quelli,spesso molto ricchi anche se meno affidabili e sistematici, degli editori e delle librerie online. Il risultato diquesta evoluzione è la possibilità di accedere a un'enorme schedatura dei libri e delle pubblicazioni mondiali.Un utilissimo strumento di lavoro per un vasto pubblico: studiosi, studenti universitari, insegnanti,professionisti dell'informazione. Gli OPAC, pur essendo a disposizione di chiunque possa accedere ad Internet,restano una delle risorse meno conosciute dai navigatori. Nel nostro paese il catalogo elettronico più ricco èquello del Servizio Bibliotecario Nazionale. L'archivio è suddiviso in tre parti principali: "Libro moderno", "Libroantico" e "Musica", ma nella modalità di accesso più semplice, chiamata "ricerca base", sono disponibili tutti idati presenti nell'indice. In questa modalità è possibile ottenere un elenco di libri in base all'autore o al titolodesiderati. Nel nostro paese il Servizio Bibliotecario Nazionale offre un catalogo elettronico: |
| RISPOSTA   Un'evoluzione costante è ciò che si sta verificando nel settore degli Online Public Access Catalogue (OPAC), inpratica i cataloghi delle biblioteche disponibili in Internet che sono, negli ultimi anni, aumentati nel numero enella sostanza. Da un lato perchè sempre più biblioteche sono arrivate in rete e dall'altro perchè i singolicataloghi sono diventati più sostanziosi e ricchi di titoli. E un aiuto ulteriore alla loro diffusione arriva anchedalla tecnologia: infatti le scomode e spartane interfacce sono state in buona parte sostituite da colorate pagineWeb con maschere per la ricerca facilitata. Infine, ai cataloghi delle biblioteche sono stati affiancati quelli,spesso molto ricchi anche se meno affidabili e sistematici, degli editori e delle librerie online. Il risultato diquesta evoluzione è la possibilità di accedere a un'enorme schedatura dei libri e delle pubblicazioni mondiali.Un utilissimo strumento di lavoro per un vasto pubblico: studiosi, studenti universitari, insegnanti,professionisti dell'informazione. Gli OPAC, pur essendo a disposizione di chiunque possa accedere ad Internet,restano una delle risorse meno conosciute dai navigatori. Nel nostro paese il catalogo elettronico più ricco èquello del Servizio Bibliotecario Nazionale. L'archivio è suddiviso in tre parti principali: "Libro moderno", "Libroantico" e "Musica", ma nella modalità di accesso più semplice, chiamata "ricerca base", sono disponibili tutti idati presenti nell'indice. In questa modalità è possibile ottenere un elenco di libri in base all'autore o al titolodesiderati. I cataloghi degli editori e delle librerie online sono spesso molto ricchi: |
| RISPOSTA   Un'evoluzione costante è ciò che si sta verificando nel settore degli Online Public Access Catalogue (OPAC), inpratica i cataloghi delle biblioteche disponibili in Internet che sono, negli ultimi anni, aumentati nel numero enella sostanza. Da un lato perchè sempre più biblioteche sono arrivate in rete e dall'altro perchè i singolicataloghi sono diventati più sostanziosi e ricchi di titoli. E un aiuto ulteriore alla loro diffusione arriva anchedalla tecnologia: infatti le scomode e spartane interfacce sono state in buona parte sostituite da colorate pagineWeb con maschere per la ricerca facilitata. Infine, ai cataloghi delle biblioteche sono stati affiancati quelli,spesso molto ricchi anche se meno affidabili e sistematici, degli editori e delle librerie online. Il risultato diquesta evoluzione è la possibilità di accedere a un'enorme schedatura dei libri e delle pubblicazioni mondiali.Un utilissimo strumento di lavoro per un vasto pubblico: studiosi, studenti universitari, insegnanti,professionisti dell'informazione. Gli OPAC, pur essendo a disposizione di chiunque possa accedere ad Internet,restano una delle risorse meno conosciute dai navigatori. Nel nostro paese il catalogo elettronico più ricco èquello del Servizio Bibliotecario Nazionale. L'archivio è suddiviso in tre parti principali: "Libro moderno", "Libroantico" e "Musica", ma nella modalità di accesso più semplice, chiamata "ricerca base", sono disponibili tutti idati presenti nell'indice. In questa modalità è possibile ottenere un elenco di libri in base all'autore o al titolodesiderati. Accedendo al catalogo elettronico del Servizio Bibliotecario Nazionale con la modalità "ricerca base" possiamo: |
| RISPOSTA   Visto da vicino il prototipo del Cnr ti spedisce lontano nel tempo. Un ritorno al passato con le tecnologie delfuturo. E non è strampalato pensare al grande Archimede, ai suoi specchi ustori, alle meraviglie di una pre-tecnologia così sofisticata da sembrare mitica. E invece l'oggetto misterioso che sarà inaugurato giovedìall'Osservatorio di Arcetri, sulle colline di Firenze, è un esempio di altissima tecnologia, unica al mondo. Sichiama «Concentratore solare con specchi adattivi rotanti» ed è capace di sviluppare energia elettrica pulita e abasso costo, circa tre volte in meno rispetto a quanto si spende per l'energia prodotta da un impiantofotovoltaico e a ridurre l'impatto paesaggistico. «Con questa tecnica si possono realizzare impianti capaci diarrivare a 1500 gradi di calore - spiega Francesco D'Amato, primo ricercatore all'Istituto nazionale di otticaapplicata del Cnr di Firenze - e produrre 200 chilowatt elettrici capaci di alimentare energia in una sessantina diappartamenti». Un impianto del genere deve avere una grandezza di 2500 metri quadrati, ed ha una forma di uncerchio di 50 metri di diametro. Il prototipo (funzionante) che sarà mostrato giovedì ad Arcetri è invece unsemicerchio ed formato da otto metri quadrati di specchi. Perché proprio come l'invenzione di Archimede,anche il Concentratore funziona con gli specchi. Qual è il suo cuore meccanico? «Un binario semicircolare di 25metri di diametro dove si muove un carrello - continua D'Amato - e su questo carrello è stato montato un telaiodi 8 metri quadri di specchi. Il carrello segue il movimento del sole e rimanda luce su un altro specchio specialecollocato al centro binario. Da qui, grazie a un motore Stirling, cioè un sistema che trasforma energia termica inelettrica, si crea l'energia». Un concentratore solare è in via di sperimentazione da parte dell'Enel in Sicilia, maquello fiorentino è realizzato con una tecnologia all'avanguardia capace di produrre maggiore energia, amenosulla carta. Il concentratore solare del Cnr: |
| RISPOSTA   Visto da vicino il prototipo del Cnr ti spedisce lontano nel tempo. Un ritorno al passato con le tecnologie delfuturo. E non è strampalato pensare al grande Archimede, ai suoi specchi ustori, alle meraviglie di una pre-tecnologia così sofisticata da sembrare mitica. E invece l'oggetto misterioso che sarà inaugurato giovedìall'Osservatorio di Arcetri, sulle colline di Firenze, è un esempio di altissima tecnologia, unica al mondo. Sichiama «Concentratore solare con specchi adattivi rotanti» ed è capace di sviluppare energia elettrica pulita e abasso costo, circa tre volte in meno rispetto a quanto si spende per l'energia prodotta da un impiantofotovoltaico e a ridurre l'impatto paesaggistico. «Con questa tecnica si possono realizzare impianti capaci diarrivare a 1500 gradi di calore - spiega Francesco D'Amato, primo ricercatore all'Istituto nazionale di otticaapplicata del Cnr di Firenze - e produrre 200 chilowatt elettrici capaci di alimentare energia in una sessantina diappartamenti». Un impianto del genere deve avere una grandezza di 2500 metri quadrati, ed ha una forma di uncerchio di 50 metri di diametro. Il prototipo (funzionante) che sarà mostrato giovedì ad Arcetri è invece unsemicerchio ed formato da otto metri quadrati di specchi. Perché proprio come l'invenzione di Archimede,anche il Concentratore funziona con gli specchi. Qual è il suo cuore meccanico? «Un binario semicircolare di 25metri di diametro dove si muove un carrello - continua D'Amato - e su questo carrello è stato montato un telaiodi 8 metri quadri di specchi. Il carrello segue il movimento del sole e rimanda luce su un altro specchio specialecollocato al centro binario. Da qui, grazie a un motore Stirling, cioè un sistema che trasforma energia termica inelettrica, si crea l'energia». Un concentratore solare è in via di sperimentazione da parte dell'Enel in Sicilia, maquello fiorentino è realizzato con una tecnologia all'avanguardia capace di produrre maggiore energia, amenosulla carta. Il principio alla base del prototipo del Cnr: |
RISPOSTA   Visto da vicino il prototipo del Cnr ti spedisce lontano nel tempo. Un ritorno al passato con le tecnologie delfuturo. E non è strampalato pensare al grande Archimede, ai suoi specchi ustori, alle meraviglie di una pre-tecnologia così sofisticata da sembrare mitica. E invece l'oggetto misterioso che sarà inaugurato giovedìall'Osservatorio di Arcetri, sulle colline di Firenze, è un esempio di altissima tecnologia, unica al mondo. Sichiama «Concentratore solare con specchi adattivi rotanti» ed è capace di sviluppare energia elettrica pulita e abasso costo, circa tre volte in meno rispetto a quanto si spende per l'energia prodotta da un impiantofotovoltaico e a ridurre l'impatto paesaggistico. «Con questa tecnica si possono realizzare impianti capaci diarrivare a 1500 gradi di calore - spiega Francesco D'Amato, primo ricercatore all'Istituto nazionale di otticaapplicata del Cnr di Firenze - e produrre 200 chilowatt elettrici capaci di alimentare energia in una sessantina diappartamenti». Un impianto del genere deve avere una grandezza di 2500 metri quadrati, ed ha una forma di uncerchio di 50 metri di diametro. Il prototipo (funzionante) che sarà mostrato giovedì ad Arcetri è invece unsemicerchio ed formato da otto metri quadrati di specchi. Perché proprio come l'invenzione di Archimede,anche il Concentratore funziona con gli specchi. Qual è il suo cuore meccanico? «Un binario semicircolare di 25metri di diametro dove si muove un carrello - continua D'Amato - e su questo carrello è stato montato un telaiodi 8 metri quadri di specchi. Il carrello segue il movimento del sole e rimanda luce su un altro specchio specialecollocato al centro binario. Da qui, grazie a un motore Stirling, cioè un sistema che trasforma energia termica inelettrica, si crea l'energia». Un concentratore solare è in via di sperimentazione da parte dell'Enel in Sicilia, maquello fiorentino è realizzato con una tecnologia all'avanguardia capace di produrre maggiore energia, amenosulla carta. Le applicazioni pratiche del concentratore solare del Cnr: |
| RISPOSTA   Visto da vicino il prototipo del Cnr ti spedisce lontano nel tempo. Un ritorno al passato con le tecnologie delfuturo. E non è strampalato pensare al grande Archimede, ai suoi specchi ustori, alle meraviglie di una pre-tecnologia così sofisticata da sembrare mitica. E invece l'oggetto misterioso che sarà inaugurato giovedìall'Osservatorio di Arcetri, sulle colline di Firenze, è un esempio di altissima tecnologia, unica al mondo. Sichiama «Concentratore solare con specchi adattivi rotanti» ed è capace di sviluppare energia elettrica pulita e abasso costo, circa tre volte in meno rispetto a quanto si spende per l'energia prodotta da un impiantofotovoltaico e a ridurre l'impatto paesaggistico. «Con questa tecnica si possono realizzare impianti capaci diarrivare a 1500 gradi di calore - spiega Francesco D'Amato, primo ricercatore all'Istituto nazionale di otticaapplicata del Cnr di Firenze - e produrre 200 chilowatt elettrici capaci di alimentare energia in una sessantina diappartamenti». Un impianto del genere deve avere una grandezza di 2500 metri quadrati, ed ha una forma di uncerchio di 50 metri di diametro. Il prototipo (funzionante) che sarà mostrato giovedì ad Arcetri è invece unsemicerchio ed formato da otto metri quadrati di specchi. Perché proprio come l'invenzione di Archimede,anche il Concentratore funziona con gli specchi. Qual è il suo cuore meccanico? «Un binario semicircolare di 25metri di diametro dove si muove un carrello - continua D'Amato - e su questo carrello è stato montato un telaiodi 8 metri quadri di specchi. Il carrello segue il movimento del sole e rimanda luce su un altro specchio specialecollocato al centro binario. Da qui, grazie a un motore Stirling, cioè un sistema che trasforma energia termica inelettrica, si crea l'energia». Un concentratore solare è in via di sperimentazione da parte dell'Enel in Sicilia, maquello fiorentino è realizzato con una tecnologia all'avanguardia capace di produrre maggiore energia, amenosulla carta. L'Enel Sicilia: |
RISPOSTA   Visto da vicino il prototipo del Cnr ti spedisce lontano nel tempo. Un ritorno al passato con le tecnologie delfuturo. E non è strampalato pensare al grande Archimede, ai suoi specchi ustori, alle meraviglie di una pre-tecnologia così sofisticata da sembrare mitica. E invece l'oggetto misterioso che sarà inaugurato giovedìall'Osservatorio di Arcetri, sulle colline di Firenze, è un esempio di altissima tecnologia, unica al mondo. Sichiama «Concentratore solare con specchi adattivi rotanti» ed è capace di sviluppare energia elettrica pulita e abasso costo, circa tre volte in meno rispetto a quanto si spende per l'energia prodotta da un impiantofotovoltaico e a ridurre l'impatto paesaggistico. «Con questa tecnica si possono realizzare impianti capaci diarrivare a 1500 gradi di calore - spiega Francesco D'Amato, primo ricercatore all'Istituto nazionale di otticaapplicata del Cnr di Firenze - e produrre 200 chilowatt elettrici capaci di alimentare energia in una sessantina diappartamenti». Un impianto del genere deve avere una grandezza di 2500 metri quadrati, ed ha una forma di uncerchio di 50 metri di diametro. Il prototipo (funzionante) che sarà mostrato giovedì ad Arcetri è invece unsemicerchio ed formato da otto metri quadrati di specchi. Perché proprio come l'invenzione di Archimede,anche il Concentratore funziona con gli specchi. Qual è il suo cuore meccanico? «Un binario semicircolare di 25metri di diametro dove si muove un carrello - continua D'Amato - e su questo carrello è stato montato un telaiodi 8 metri quadri di specchi. Il carrello segue il movimento del sole e rimanda luce su un altro specchio specialecollocato al centro binario. Da qui, grazie a un motore Stirling, cioè un sistema che trasforma energia termica inelettrica, si crea l'energia». Un concentratore solare è in via di sperimentazione da parte dell'Enel in Sicilia, maquello fiorentino è realizzato con una tecnologia all'avanguardia capace di produrre maggiore energia, amenosulla carta. La tecnologia degli specchi adattivi rotanti: |
| RISPOSTA   Visto da vicino il prototipo del Cnr ti spedisce lontano nel tempo. Un ritorno al passato con le tecnologie delfuturo. E non è strampalato pensare al grande Archimede, ai suoi specchi ustori, alle meraviglie di una pre-tecnologia così sofisticata da sembrare mitica. E invece l'oggetto misterioso che sarà inaugurato giovedìall'Osservatorio di Arcetri, sulle colline di Firenze, è un esempio di altissima tecnologia, unica al mondo. Sichiama «Concentratore solare con specchi adattivi rotanti» ed è capace di sviluppare energia elettrica pulita e abasso costo, circa tre volte in meno rispetto a quanto si spende per l'energia prodotta da un impiantofotovoltaico e a ridurre l'impatto paesaggistico. «Con questa tecnica si possono realizzare impianti capaci diarrivare a 1500 gradi di calore - spiega Francesco D'Amato, primo ricercatore all'Istituto nazionale di otticaapplicata del Cnr di Firenze - e produrre 200 chilowatt elettrici capaci di alimentare energia in una sessantina diappartamenti». Un impianto del genere deve avere una grandezza di 2500 metri quadrati, ed ha una forma di uncerchio di 50 metri di diametro. Il prototipo (funzionante) che sarà mostrato giovedì ad Arcetri è invece unsemicerchio ed formato da otto metri quadrati di specchi. Perché proprio come l'invenzione di Archimede,anche il Concentratore funziona con gli specchi. Qual è il suo cuore meccanico? «Un binario semicircolare di 25metri di diametro dove si muove un carrello - continua D'Amato - e su questo carrello è stato montato un telaiodi 8 metri quadri di specchi. Il carrello segue il movimento del sole e rimanda luce su un altro specchio specialecollocato al centro binario. Da qui, grazie a un motore Stirling, cioè un sistema che trasforma energia termica inelettrica, si crea l'energia». Un concentratore solare è in via di sperimentazione da parte dell'Enel in Sicilia, maquello fiorentino è realizzato con una tecnologia all'avanguardia capace di produrre maggiore energia, amenosulla carta. L'energia sviluppata dal concentratore solare: |
| RISPOSTA   Visto da vicino il prototipo del Cnr ti spedisce lontano nel tempo. Un ritorno al passato con le tecnologie delfuturo. E non è strampalato pensare al grande Archimede, ai suoi specchi ustori, alle meraviglie di una pre-tecnologia così sofisticata da sembrare mitica. E invece l'oggetto misterioso che sarà inaugurato giovedìall'Osservatorio di Arcetri, sulle colline di Firenze, è un esempio di altissima tecnologia, unica al mondo. Sichiama «Concentratore solare con specchi adattivi rotanti» ed è capace di sviluppare energia elettrica pulita e abasso costo, circa tre volte in meno rispetto a quanto si spende per l'energia prodotta da un impiantofotovoltaico e a ridurre l'impatto paesaggistico. «Con questa tecnica si possono realizzare impianti capaci diarrivare a 1500 gradi di calore - spiega Francesco D'Amato, primo ricercatore all'Istituto nazionale di otticaapplicata del Cnr di Firenze - e produrre 200 chilowatt elettrici capaci di alimentare energia in una sessantina diappartamenti». Un impianto del genere deve avere una grandezza di 2500 metri quadrati, ed ha una forma di uncerchio di 50 metri di diametro. Il prototipo (funzionante) che sarà mostrato giovedì ad Arcetri è invece unsemicerchio ed formato da otto metri quadrati di specchi. Perché proprio come l'invenzione di Archimede,anche il Concentratore funziona con gli specchi. Qual è il suo cuore meccanico? «Un binario semicircolare di 25metri di diametro dove si muove un carrello - continua D'Amato - e su questo carrello è stato montato un telaiodi 8 metri quadri di specchi. Il carrello segue il movimento del sole e rimanda luce su un altro specchio specialecollocato al centro binario. Da qui, grazie a un motore Stirling, cioè un sistema che trasforma energia termica inelettrica, si crea l'energia». Un concentratore solare è in via di sperimentazione da parte dell'Enel in Sicilia, maquello fiorentino è realizzato con una tecnologia all'avanguardia capace di produrre maggiore energia, amenosulla carta. Il cuore meccanico del concentratore solare: |
| RISPOSTA   Visto da vicino il prototipo del Cnr ti spedisce lontano nel tempo. Un ritorno al passato con le tecnologie delfuturo. E non è strampalato pensare al grande Archimede, ai suoi specchi ustori, alle meraviglie di una pre-tecnologia così sofisticata da sembrare mitica. E invece l'oggetto misterioso che sarà inaugurato giovedìall'Osservatorio di Arcetri, sulle colline di Firenze, è un esempio di altissima tecnologia, unica al mondo. Sichiama «Concentratore solare con specchi adattivi rotanti» ed è capace di sviluppare energia elettrica pulita e abasso costo, circa tre volte in meno rispetto a quanto si spende per l'energia prodotta da un impiantofotovoltaico e a ridurre l'impatto paesaggistico. «Con questa tecnica si possono realizzare impianti capaci diarrivare a 1500 gradi di calore - spiega Francesco D'Amato, primo ricercatore all'Istituto nazionale di otticaapplicata del Cnr di Firenze - e produrre 200 chilowatt elettrici capaci di alimentare energia in una sessantina diappartamenti». Un impianto del genere deve avere una grandezza di 2500 metri quadrati, ed ha una forma di uncerchio di 50 metri di diametro. Il prototipo (funzionante) che sarà mostrato giovedì ad Arcetri è invece unsemicerchio ed formato da otto metri quadrati di specchi. Perché proprio come l'invenzione di Archimede,anche il Concentratore funziona con gli specchi. Qual è il suo cuore meccanico? «Un binario semicircolare di 25metri di diametro dove si muove un carrello - continua D'Amato - e su questo carrello è stato montato un telaiodi 8 metri quadri di specchi. Il carrello segue il movimento del sole e rimanda luce su un altro specchio specialecollocato al centro binario. Da qui, grazie a un motore Stirling, cioè un sistema che trasforma energia termica inelettrica, si crea l'energia». Un concentratore solare è in via di sperimentazione da parte dell'Enel in Sicilia, maquello fiorentino è realizzato con una tecnologia all'avanguardia capace di produrre maggiore energia, amenosulla carta. L'energia termica: |
| RISPOSTA   Visto da vicino il prototipo del Cnr ti spedisce lontano nel tempo. Un ritorno al passato con le tecnologie delfuturo. E non è strampalato pensare al grande Archimede, ai suoi specchi ustori, alle meraviglie di una pre-tecnologia così sofisticata da sembrare mitica. E invece l'oggetto misterioso che sarà inaugurato giovedìall'Osservatorio di Arcetri, sulle colline di Firenze, è un esempio di altissima tecnologia, unica al mondo. Sichiama «Concentratore solare con specchi adattivi rotanti» ed è capace di sviluppare energia elettrica pulita e abasso costo, circa tre volte in meno rispetto a quanto si spende per l'energia prodotta da un impiantofotovoltaico e a ridurre l'impatto paesaggistico. «Con questa tecnica si possono realizzare impianti capaci diarrivare a 1500 gradi di calore - spiega Francesco D'Amato, primo ricercatore all'Istituto nazionale di otticaapplicata del Cnr di Firenze - e produrre 200 chilowatt elettrici capaci di alimentare energia in una sessantina diappartamenti». Un impianto del genere deve avere una grandezza di 2500 metri quadrati, ed ha una forma di uncerchio di 50 metri di diametro. Il prototipo (funzionante) che sarà mostrato giovedì ad Arcetri è invece unsemicerchio ed formato da otto metri quadrati di specchi. Perché proprio come l'invenzione di Archimede,anche il Concentratore funziona con gli specchi. Qual è il suo cuore meccanico? «Un binario semicircolare di 25metri di diametro dove si muove un carrello - continua D'Amato - e su questo carrello è stato montato un telaiodi 8 metri quadri di specchi. Il carrello segue il movimento del sole e rimanda luce su un altro specchio specialecollocato al centro binario. Da qui, grazie a un motore Stirling, cioè un sistema che trasforma energia termica inelettrica, si crea l'energia». Un concentratore solare è in via di sperimentazione da parte dell'Enel in Sicilia, maquello fiorentino è realizzato con una tecnologia all'avanguardia capace di produrre maggiore energia, amenosulla carta. L'energia elettrica prodotta con il concentratore solare: |
| RISPOSTA   Visto da vicino il prototipo del Cnr ti spedisce lontano nel tempo. Un ritorno al passato con le tecnologie delfuturo. E non è strampalato pensare al grande Archimede, ai suoi specchi ustori, alle meraviglie di una pre-tecnologia così sofisticata da sembrare mitica. E invece l'oggetto misterioso che sarà inaugurato giovedìall'Osservatorio di Arcetri, sulle colline di Firenze, è un esempio di altissima tecnologia, unica al mondo. Sichiama «Concentratore solare con specchi adattivi rotanti» ed è capace di sviluppare energia elettrica pulita e abasso costo, circa tre volte in meno rispetto a quanto si spende per l'energia prodotta da un impiantofotovoltaico e a ridurre l'impatto paesaggistico. «Con questa tecnica si possono realizzare impianti capaci diarrivare a 1500 gradi di calore - spiega Francesco D'Amato, primo ricercatore all'Istituto nazionale di otticaapplicata del Cnr di Firenze - e produrre 200 chilowatt elettrici capaci di alimentare energia in una sessantina diappartamenti». Un impianto del genere deve avere una grandezza di 2500 metri quadrati, ed ha una forma di uncerchio di 50 metri di diametro. Il prototipo (funzionante) che sarà mostrato giovedì ad Arcetri è invece unsemicerchio ed formato da otto metri quadrati di specchi. Perché proprio come l'invenzione di Archimede,anche il Concentratore funziona con gli specchi. Qual è il suo cuore meccanico? «Un binario semicircolare di 25metri di diametro dove si muove un carrello - continua D'Amato - e su questo carrello è stato montato un telaiodi 8 metri quadri di specchi. Il carrello segue il movimento del sole e rimanda luce su un altro specchio specialecollocato al centro binario. Da qui, grazie a un motore Stirling, cioè un sistema che trasforma energia termica inelettrica, si crea l'energia». Un concentratore solare è in via di sperimentazione da parte dell'Enel in Sicilia, maquello fiorentino è realizzato con una tecnologia all'avanguardia capace di produrre maggiore energia, amenosulla carta. Il prototipo del Cnr: |
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Un nuovo settore di ricerca, le Scienze del Sistema Terra, al quale collaboreranno geologi, climatologi, biologima anche antropologi e altri scienziati sociali, servirà a studiare le interazioni tra uomo e ambiente e icambiamenti climatici globali. La nuova disciplina è stata presentata in un convegno negli Stati Uniti. Inoccasione dell'incontro sono stati presentati anche i dati relativi allo scioglimento dei ghiacciai andini del Perù equelli relativi al Kilimanjaro in Africa orientale. "Il ritmo con cui si stanno ritirando, fa pensare che potrebberoscomparire nei prossimi 15-20 anni", hanno affermato gli studiosi, che hanno condotto le ricerche nell'ambitodel Programma Internazionale Geosfera-Biosfera (Igbp). A partire dal 1912, infatti, i ghiacciai del Kilimanjaro sisono ridotti dell'80 per cento ed entro il 2020 molti potrebbero addirittura scomparire. Il riscaldamento globalesta infatti trasformando profondamente la superficie terrestre, minacciando la biodiversità e il suolo. "Grandicambiamenti in una parte del sistema possono avere ripercussioni su altri aspetti e comprendere la dinamica diqueste interazioni non è affatto semplice", ha dichiarato nel suo intervento il responsabile dell'Igbp aStoccolma, spiegando quindi la necessità di istituire una disciplina come le Scienze del Sistema Terra. La dinamica delle interazioni tra diversi sistemi in campo ambientale:
Un'evoluzione costante è ciò che si sta verificando nel settore degli Online Public Access Catalogue (OPAC), inpratica i cataloghi delle biblioteche disponibili in Internet che sono, negli ultimi anni, aumentati nel numero enella sostanza. Da un lato perchè sempre più biblioteche sono arrivate in rete e dall'altro perchè i singolicataloghi sono diventati più sostanziosi e ricchi di titoli. E un aiuto ulteriore alla loro diffusione arriva anchedalla tecnologia: infatti le scomode e spartane interfacce sono state in buona parte sostituite da colorate pagineWeb con maschere per la ricerca facilitata. Infine, ai cataloghi delle biblioteche sono stati affiancati quelli,spesso molto ricchi anche se meno affidabili e sistematici, degli editori e delle librerie online. Il risultato diquesta evoluzione è la possibilità di accedere a un'enorme schedatura dei libri e delle pubblicazioni mondiali.Un utilissimo strumento di lavoro per un vasto pubblico: studiosi, studenti universitari, insegnanti,professionisti dell'informazione. Gli OPAC, pur essendo a disposizione di chiunque possa accedere ad Internet,restano una delle risorse meno conosciute dai navigatori. Nel nostro paese il catalogo elettronico più ricco èquello del Servizio Bibliotecario Nazionale. L'archivio è suddiviso in tre parti principali: "Libro moderno", "Libroantico" e "Musica", ma nella modalità di accesso più semplice, chiamata "ricerca base", sono disponibili tutti idati presenti nell'indice. In questa modalità è possibile ottenere un elenco di libri in base all'autore o al titolodesiderati. Negli ultimi anni gli OPAC si sono evoluti anche nella sostanza perché: