Tutte le domande del quiz : Brani statisticitratto da:Agenzia delle Entrate Quiz - 510 funzionari ammin.-tribut. 2018 Selezione pubblica per l'assunzione a tempo indeterminato di 510 unità per la terza area funzionale, fascia retributiva F1, profilo professionale funzionario, per attività amministrativo-tributaria - 2018 - Quiz della PROVA OGGETTIVA ATTITUDINALE  Esercitati su questo Quiz  |
| RISPOSTA   Lavoro e retribuzioni nelle grandi impreseA novembre 2014, rispetto al mese precedente, l'occupazione nelle grandi imprese registra in termini destagionalizzati una diminuzione dello 0,1% al lordo dei dipendenti in cassa integrazione guadagni (Cig) e dello 0,2% al netto dei dipendenti in Cig. Nel confronto con novembre 2013 l'occupazione diminuisce dello 0,9% al lordo della Cig e dello 0,5% al netto dei dipendenti in Cig. Al netto degli effetti di calendario, il numero di ore lavorate per dipendente (al netto dei dipendenti in Cig) registra, rispetto a novembre 2013, una variazione nulla.L'incidenza delle ore di cassa integrazione guadagni utilizzate è pari a 26,8 ore ogni mille ore lavorate, in diminuzione di 5,2 ore ogni mille rispetto a novembre 2013.A novembre la retribuzione lorda per ora lavorata (dati destagionalizzati) registra un aumento del 2,5% rispetto al mese precedente. In termini tendenziali l'indice grezzo aumenta del 3,0%. Rispetto a novembre 2013 la retribuzione lorda per dipendente e il costo del lavoro per dipendente (al netto dei dipendenti in Cig) aumentano rispettivamente del 2,3% e dell'1,7%.Considerando la sola componente continuativa, la retribuzione lorda per dipendente aumenta, rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, dell'1,2%. Secondo il brano, a novembre 2014, rispetto al mese precedente, l'occupazione nelle grandi imprese registra in termini destagionalizzati: |
| RISPOSTA   Lavoro e retribuzioni nelle grandi impreseA novembre 2014, rispetto al mese precedente, l'occupazione nelle grandi imprese registra in termini destagionalizzati una diminuzione dello 0,1% al lordo dei dipendenti in cassa integrazione guadagni (Cig) e dello 0,2% al netto dei dipendenti in Cig. Nel confronto con novembre 2013 l'occupazione diminuisce dello 0,9% al lordo della Cig e dello 0,5% al netto dei dipendenti in Cig. Al netto degli effetti di calendario, il numero di ore lavorate per dipendente (al netto dei dipendenti in Cig) registra, rispetto a novembre 2013, una variazione nulla.L'incidenza delle ore di cassa integrazione guadagni utilizzate è pari a 26,8 ore ogni mille ore lavorate, in diminuzione di 5,2 ore ogni mille rispetto a novembre 2013.A novembre la retribuzione lorda per ora lavorata (dati destagionalizzati) registra un aumento del 2,5% rispetto al mese precedente. In termini tendenziali l'indice grezzo aumenta del 3,0%. Rispetto a novembre 2013 la retribuzione lorda per dipendente e il costo del lavoro per dipendente (al netto dei dipendenti in Cig) aumentano rispettivamente del 2,3% e dell'1,7%.Considerando la sola componente continuativa, la retribuzione lorda per dipendente aumenta, rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, dell'1,2%. Nel confronto tra novembre 2014 e novembre 2013 l'occupazione, secondo il brano: |
| RISPOSTA   Lavoro e retribuzioni nelle grandi impreseA novembre 2014, rispetto al mese precedente, l'occupazione nelle grandi imprese registra in termini destagionalizzati una diminuzione dello 0,1% al lordo dei dipendenti in cassa integrazione guadagni (Cig) e dello 0,2% al netto dei dipendenti in Cig. Nel confronto con novembre 2013 l'occupazione diminuisce dello 0,9% al lordo della Cig e dello 0,5% al netto dei dipendenti in Cig. Al netto degli effetti di calendario, il numero di ore lavorate per dipendente (al netto dei dipendenti in Cig) registra, rispetto a novembre 2013, una variazione nulla.L'incidenza delle ore di cassa integrazione guadagni utilizzate è pari a 26,8 ore ogni mille ore lavorate, in diminuzione di 5,2 ore ogni mille rispetto a novembre 2013.A novembre la retribuzione lorda per ora lavorata (dati destagionalizzati) registra un aumento del 2,5% rispetto al mese precedente. In termini tendenziali l'indice grezzo aumenta del 3,0%. Rispetto a novembre 2013 la retribuzione lorda per dipendente e il costo del lavoro per dipendente (al netto dei dipendenti in Cig) aumentano rispettivamente del 2,3% e dell'1,7%.Considerando la sola componente continuativa, la retribuzione lorda per dipendente aumenta, rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, dell'1,2%. Secondo il brano a novembre 2014 rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, al netto degli effetti di calendario: |
RISPOSTA   Lavoro e retribuzioni nelle grandi impreseA novembre 2014, rispetto al mese precedente, l'occupazione nelle grandi imprese registra in termini destagionalizzati una diminuzione dello 0,1% al lordo dei dipendenti in cassa integrazione guadagni (Cig) e dello 0,2% al netto dei dipendenti in Cig. Nel confronto con novembre 2013 l'occupazione diminuisce dello 0,9% al lordo della Cig e dello 0,5% al netto dei dipendenti in Cig. Al netto degli effetti di calendario, il numero di ore lavorate per dipendente (al netto dei dipendenti in Cig) registra, rispetto a novembre 2013, una variazione nulla.L'incidenza delle ore di cassa integrazione guadagni utilizzate è pari a 26,8 ore ogni mille ore lavorate, in diminuzione di 5,2 ore ogni mille rispetto a novembre 2013.A novembre la retribuzione lorda per ora lavorata (dati destagionalizzati) registra un aumento del 2,5% rispetto al mese precedente. In termini tendenziali l'indice grezzo aumenta del 3,0%. Rispetto a novembre 2013 la retribuzione lorda per dipendente e il costo del lavoro per dipendente (al netto dei dipendenti in Cig) aumentano rispettivamente del 2,3% e dell'1,7%.Considerando la sola componente continuativa, la retribuzione lorda per dipendente aumenta, rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, dell'1,2%. Secondo il brano: |
| RISPOSTA   Lavoro e retribuzioni nelle grandi impreseA novembre 2014, rispetto al mese precedente, l'occupazione nelle grandi imprese registra in termini destagionalizzati una diminuzione dello 0,1% al lordo dei dipendenti in cassa integrazione guadagni (Cig) e dello 0,2% al netto dei dipendenti in Cig. Nel confronto con novembre 2013 l'occupazione diminuisce dello 0,9% al lordo della Cig e dello 0,5% al netto dei dipendenti in Cig. Al netto degli effetti di calendario, il numero di ore lavorate per dipendente (al netto dei dipendenti in Cig) registra, rispetto a novembre 2013, una variazione nulla.L'incidenza delle ore di cassa integrazione guadagni utilizzate è pari a 26,8 ore ogni mille ore lavorate, in diminuzione di 5,2 ore ogni mille rispetto a novembre 2013.A novembre la retribuzione lorda per ora lavorata (dati destagionalizzati) registra un aumento del 2,5% rispetto al mese precedente. In termini tendenziali l'indice grezzo aumenta del 3,0%. Rispetto a novembre 2013 la retribuzione lorda per dipendente e il costo del lavoro per dipendente (al netto dei dipendenti in Cig) aumentano rispettivamente del 2,3% e dell'1,7%.Considerando la sola componente continuativa, la retribuzione lorda per dipendente aumenta, rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, dell'1,2%. Secondo il brano a novembre 2014, rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, la retribuzione lorda per dipendente: |
| RISPOSTA   Le esportazioni delle regioni italianeNel quarto trimestre del 2014, rispetto ai tre mesi precedenti, le vendite di beni sui mercati esteri risultano in aumento per l'Italia nord- occidentale (+1,4%), nord-orientale (+3,7%) e centrale (+1,6%), mentre le regioni meridionali e insulari registrano una lieve flessione (-0,3%).Nell'intero anno 2014, la crescita dell'export nazionale (+2,0%) è diffusa a tutte le aree territoriali, a eccezione dell'Italia insulare (- 13,8%). L'Italia nord-orientale registra la crescita più ampia (+3,5%), seguita dalle ripartizioni centrale (+3,0%), nord-occidentale (+2,2%) e meridionale (+1,1%).Le regioni che contribuiscono maggiormente all'espansione dell'export nazionale nel 2014 sono Emilia-Romagna (+4,3%), Lombardia (+1,4%), Veneto (+2,7%), Piemonte (+3,3%) e Marche (+7,5%). Tra quelle che forniscono invece un contributo negativo si segnalano Sicilia (-13,9%) e Sardegna (-13,6%).Nel 2014, l'aumento delle esportazioni di autoveicoli da Piemonte ed Emilia-Romagna, e di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici da Lazio e Marche fornisce un impulso positivo alle vendite nazionali sui mercati esteri (0,7 punti percentuali). Nello stesso periodo, la contrazione delle vendite di prodotti petroliferi raffinati da Sicilia e Sardegna e di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti, da Toscana e Piemonte contribuiscono a frenare l'export nazionale. Nel corso del 2014 le esportazioni del Lazio verso il Belgio e di Lombardia, Piemonte, Toscana ed Emilia-Romagna verso gli Stati Uniti sono in forte espansione. Per contro, le vendite della Lombardia verso la Svizzera e del Lazio verso il Giappone rallentano la crescita delle esportazioni.Nell'anno 2014, le province che contribuiscono in misura maggiore a sostenere le vendite sui mercati esteri sono Bergamo, Torino, Genova, Modena, Frosinone, Vicenza e Ascoli Piceno. Siracusa, Cagliari, Roma e Arezzo contribuiscono invece alla contrazione dell'export. Secondo il brano contribuiscono a frenare l'export nazionale la contrazione delle vendite: |
| RISPOSTA   Le esportazioni delle regioni italianeNel quarto trimestre del 2014, rispetto ai tre mesi precedenti, le vendite di beni sui mercati esteri risultano in aumento per l'Italia nord- occidentale (+1,4%), nord-orientale (+3,7%) e centrale (+1,6%), mentre le regioni meridionali e insulari registrano una lieve flessione (-0,3%).Nell'intero anno 2014, la crescita dell'export nazionale (+2,0%) è diffusa a tutte le aree territoriali, a eccezione dell'Italia insulare (- 13,8%). L'Italia nord-orientale registra la crescita più ampia (+3,5%), seguita dalle ripartizioni centrale (+3,0%), nord-occidentale (+2,2%) e meridionale (+1,1%).Le regioni che contribuiscono maggiormente all'espansione dell'export nazionale nel 2014 sono Emilia-Romagna (+4,3%), Lombardia (+1,4%), Veneto (+2,7%), Piemonte (+3,3%) e Marche (+7,5%). Tra quelle che forniscono invece un contributo negativo si segnalano Sicilia (-13,9%) e Sardegna (-13,6%).Nel 2014, l'aumento delle esportazioni di autoveicoli da Piemonte ed Emilia-Romagna, e di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici da Lazio e Marche fornisce un impulso positivo alle vendite nazionali sui mercati esteri (0,7 punti percentuali). Nello stesso periodo, la contrazione delle vendite di prodotti petroliferi raffinati da Sicilia e Sardegna e di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti, da Toscana e Piemonte contribuiscono a frenare l'export nazionale. Nel corso del 2014 le esportazioni del Lazio verso il Belgio e di Lombardia, Piemonte, Toscana ed Emilia-Romagna verso gli Stati Uniti sono in forte espansione. Per contro, le vendite della Lombardia verso la Svizzera e del Lazio verso il Giappone rallentano la crescita delle esportazioni.Nell'anno 2014, le province che contribuiscono in misura maggiore a sostenere le vendite sui mercati esteri sono Bergamo, Torino, Genova, Modena, Frosinone, Vicenza e Ascoli Piceno. Siracusa, Cagliari, Roma e Arezzo contribuiscono invece alla contrazione dell'export. Secondo il brano nel corso del 2014 le vendite del Lazio verso il Giappone: |
| RISPOSTA   Le esportazioni delle regioni italianeNel quarto trimestre del 2014, rispetto ai tre mesi precedenti, le vendite di beni sui mercati esteri risultano in aumento per l'Italia nord- occidentale (+1,4%), nord-orientale (+3,7%) e centrale (+1,6%), mentre le regioni meridionali e insulari registrano una lieve flessione (-0,3%).Nell'intero anno 2014, la crescita dell'export nazionale (+2,0%) è diffusa a tutte le aree territoriali, a eccezione dell'Italia insulare (- 13,8%). L'Italia nord-orientale registra la crescita più ampia (+3,5%), seguita dalle ripartizioni centrale (+3,0%), nord-occidentale (+2,2%) e meridionale (+1,1%).Le regioni che contribuiscono maggiormente all'espansione dell'export nazionale nel 2014 sono Emilia-Romagna (+4,3%), Lombardia (+1,4%), Veneto (+2,7%), Piemonte (+3,3%) e Marche (+7,5%). Tra quelle che forniscono invece un contributo negativo si segnalano Sicilia (-13,9%) e Sardegna (-13,6%).Nel 2014, l'aumento delle esportazioni di autoveicoli da Piemonte ed Emilia-Romagna, e di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici da Lazio e Marche fornisce un impulso positivo alle vendite nazionali sui mercati esteri (0,7 punti percentuali). Nello stesso periodo, la contrazione delle vendite di prodotti petroliferi raffinati da Sicilia e Sardegna e di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti, da Toscana e Piemonte contribuiscono a frenare l'export nazionale. Nel corso del 2014 le esportazioni del Lazio verso il Belgio e di Lombardia, Piemonte, Toscana ed Emilia-Romagna verso gli Stati Uniti sono in forte espansione. Per contro, le vendite della Lombardia verso la Svizzera e del Lazio verso il Giappone rallentano la crescita delle esportazioni.Nell'anno 2014, le province che contribuiscono in misura maggiore a sostenere le vendite sui mercati esteri sono Bergamo, Torino, Genova, Modena, Frosinone, Vicenza e Ascoli Piceno. Siracusa, Cagliari, Roma e Arezzo contribuiscono invece alla contrazione dell'export. Secondo il brano le province che contribuiscono in misura maggiore a sostenere le vendite sui mercati esteri nell'anno 2014, sono: |
| RISPOSTA   Le esportazioni delle regioni italianeNel quarto trimestre del 2014, rispetto ai tre mesi precedenti, le vendite di beni sui mercati esteri risultano in aumento per l'Italia nord- occidentale (+1,4%), nord-orientale (+3,7%) e centrale (+1,6%), mentre le regioni meridionali e insulari registrano una lieve flessione (-0,3%).Nell'intero anno 2014, la crescita dell'export nazionale (+2,0%) è diffusa a tutte le aree territoriali, a eccezione dell'Italia insulare (- 13,8%). L'Italia nord-orientale registra la crescita più ampia (+3,5%), seguita dalle ripartizioni centrale (+3,0%), nord-occidentale (+2,2%) e meridionale (+1,1%).Le regioni che contribuiscono maggiormente all'espansione dell'export nazionale nel 2014 sono Emilia-Romagna (+4,3%), Lombardia (+1,4%), Veneto (+2,7%), Piemonte (+3,3%) e Marche (+7,5%). Tra quelle che forniscono invece un contributo negativo si segnalano Sicilia (-13,9%) e Sardegna (-13,6%).Nel 2014, l'aumento delle esportazioni di autoveicoli da Piemonte ed Emilia-Romagna, e di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici da Lazio e Marche fornisce un impulso positivo alle vendite nazionali sui mercati esteri (0,7 punti percentuali). Nello stesso periodo, la contrazione delle vendite di prodotti petroliferi raffinati da Sicilia e Sardegna e di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti, da Toscana e Piemonte contribuiscono a frenare l'export nazionale. Nel corso del 2014 le esportazioni del Lazio verso il Belgio e di Lombardia, Piemonte, Toscana ed Emilia-Romagna verso gli Stati Uniti sono in forte espansione. Per contro, le vendite della Lombardia verso la Svizzera e del Lazio verso il Giappone rallentano la crescita delle esportazioni.Nell'anno 2014, le province che contribuiscono in misura maggiore a sostenere le vendite sui mercati esteri sono Bergamo, Torino, Genova, Modena, Frosinone, Vicenza e Ascoli Piceno. Siracusa, Cagliari, Roma e Arezzo contribuiscono invece alla contrazione dell'export. Secondo il brano in riferimento all'espansione dell'export nazionale nel 2014: |
| RISPOSTA   Le esportazioni delle regioni italianeNel quarto trimestre del 2014, rispetto ai tre mesi precedenti, le vendite di beni sui mercati esteri risultano in aumento per l'Italia nord- occidentale (+1,4%), nord-orientale (+3,7%) e centrale (+1,6%), mentre le regioni meridionali e insulari registrano una lieve flessione (-0,3%).Nell'intero anno 2014, la crescita dell'export nazionale (+2,0%) è diffusa a tutte le aree territoriali, a eccezione dell'Italia insulare (- 13,8%). L'Italia nord-orientale registra la crescita più ampia (+3,5%), seguita dalle ripartizioni centrale (+3,0%), nord-occidentale (+2,2%) e meridionale (+1,1%).Le regioni che contribuiscono maggiormente all'espansione dell'export nazionale nel 2014 sono Emilia-Romagna (+4,3%), Lombardia (+1,4%), Veneto (+2,7%), Piemonte (+3,3%) e Marche (+7,5%). Tra quelle che forniscono invece un contributo negativo si segnalano Sicilia (-13,9%) e Sardegna (-13,6%).Nel 2014, l'aumento delle esportazioni di autoveicoli da Piemonte ed Emilia-Romagna, e di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici da Lazio e Marche fornisce un impulso positivo alle vendite nazionali sui mercati esteri (0,7 punti percentuali). Nello stesso periodo, la contrazione delle vendite di prodotti petroliferi raffinati da Sicilia e Sardegna e di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti, da Toscana e Piemonte contribuiscono a frenare l'export nazionale. Nel corso del 2014 le esportazioni del Lazio verso il Belgio e di Lombardia, Piemonte, Toscana ed Emilia-Romagna verso gli Stati Uniti sono in forte espansione. Per contro, le vendite della Lombardia verso la Svizzera e del Lazio verso il Giappone rallentano la crescita delle esportazioni.Nell'anno 2014, le province che contribuiscono in misura maggiore a sostenere le vendite sui mercati esteri sono Bergamo, Torino, Genova, Modena, Frosinone, Vicenza e Ascoli Piceno. Siracusa, Cagliari, Roma e Arezzo contribuiscono invece alla contrazione dell'export. Secondo il brano nel quarto trimestre del 2014, rispetto ai tre mesi precedenti, le vendite di beni sui mercati esteri risultano: |
| RISPOSTA   Le intenzioni di semina delle principali colture erbacee Con riferimento all'annata agraria 2014-2015, le intenzioni di semina dichiarate dai coltivatori fanno registrare una contenuta diminuzione della superficie a seminativi (-1,3%). Si registrano decrementi delle superfici destinate a frumento tenero (-7,6%), mais da granella (-8%) e sorgo (-8,5%), mentre risultano in aumento le superfici a frumento duro (+2,9%), riso (+0,7%) e cereali minori, quali orzo (+3,6%), avena (+0,3%) e altri cereali (+10,5%).Per quanto riguarda le piante industriali, si rilevano cali delle superfici investite a tabacco (-26,2%), colza e ravizzone (-6,5%), girasole (-0,7%) e le "altre piante industriali" (-30,2%); fa eccezione la soia, con un aumento del 13,5%. Per le leguminose da granella, si prevede un aumento delle superfici investite a fagioli e fave (+12,7%), a piselli (+5,3%) e ad "altri legumi secchi" (+4,4%).Per le foraggere temporanee, a fronte di una riduzione delle superfici investite per il mais da foraggio (-20,1%), le intenzioni dichiarate indicano un aumento di quelle destinate alle "altre foraggere temporanee" (+3,6%). Risultano in calo anche le superfici investite nella coltivazione della patata (-3,6%) e della barbabietola da zucchero (-3,9%). Per l'annata agraria 2014-2015 è previsto un aumento dell'1% delle superfici investite a colture floreali. Secondo il brano per quale tra le seguenti colture si prevede un maggior aumento delle superfici investite? |
| RISPOSTA   Le intenzioni di semina delle principali colture erbacee Con riferimento all'annata agraria 2014-2015, le intenzioni di semina dichiarate dai coltivatori fanno registrare una contenuta diminuzione della superficie a seminativi (-1,3%). Si registrano decrementi delle superfici destinate a frumento tenero (-7,6%), mais da granella (-8%) e sorgo (-8,5%), mentre risultano in aumento le superfici a frumento duro (+2,9%), riso (+0,7%) e cereali minori, quali orzo (+3,6%), avena (+0,3%) e altri cereali (+10,5%).Per quanto riguarda le piante industriali, si rilevano cali delle superfici investite a tabacco (-26,2%), colza e ravizzone (-6,5%), girasole (-0,7%) e le "altre piante industriali" (-30,2%); fa eccezione la soia, con un aumento del 13,5%. Per le leguminose da granella, si prevede un aumento delle superfici investite a fagioli e fave (+12,7%), a piselli (+5,3%) e ad "altri legumi secchi" (+4,4%).Per le foraggere temporanee, a fronte di una riduzione delle superfici investite per il mais da foraggio (-20,1%), le intenzioni dichiarate indicano un aumento di quelle destinate alle "altre foraggere temporanee" (+3,6%). Risultano in calo anche le superfici investite nella coltivazione della patata (-3,6%) e della barbabietola da zucchero (-3,9%). Per l'annata agraria 2014-2015 è previsto un aumento dell'1% delle superfici investite a colture floreali. Secondo il brano, per quanto riguarda le piante industriali, si rilevano: |
| RISPOSTA   Le intenzioni di semina delle principali colture erbacee Con riferimento all'annata agraria 2014-2015, le intenzioni di semina dichiarate dai coltivatori fanno registrare una contenuta diminuzione della superficie a seminativi (-1,3%). Si registrano decrementi delle superfici destinate a frumento tenero (-7,6%), mais da granella (-8%) e sorgo (-8,5%), mentre risultano in aumento le superfici a frumento duro (+2,9%), riso (+0,7%) e cereali minori, quali orzo (+3,6%), avena (+0,3%) e altri cereali (+10,5%).Per quanto riguarda le piante industriali, si rilevano cali delle superfici investite a tabacco (-26,2%), colza e ravizzone (-6,5%), girasole (-0,7%) e le "altre piante industriali" (-30,2%); fa eccezione la soia, con un aumento del 13,5%. Per le leguminose da granella, si prevede un aumento delle superfici investite a fagioli e fave (+12,7%), a piselli (+5,3%) e ad "altri legumi secchi" (+4,4%).Per le foraggere temporanee, a fronte di una riduzione delle superfici investite per il mais da foraggio (-20,1%), le intenzioni dichiarate indicano un aumento di quelle destinate alle "altre foraggere temporanee" (+3,6%). Risultano in calo anche le superfici investite nella coltivazione della patata (-3,6%) e della barbabietola da zucchero (-3,9%). Per l'annata agraria 2014-2015 è previsto un aumento dell'1% delle superfici investite a colture floreali. Secondo il brano si registrano decrementi delle superfici destinate a: |
| RISPOSTA   Le intenzioni di semina delle principali colture erbacee Con riferimento all'annata agraria 2014-2015, le intenzioni di semina dichiarate dai coltivatori fanno registrare una contenuta diminuzione della superficie a seminativi (-1,3%). Si registrano decrementi delle superfici destinate a frumento tenero (-7,6%), mais da granella (-8%) e sorgo (-8,5%), mentre risultano in aumento le superfici a frumento duro (+2,9%), riso (+0,7%) e cereali minori, quali orzo (+3,6%), avena (+0,3%) e altri cereali (+10,5%).Per quanto riguarda le piante industriali, si rilevano cali delle superfici investite a tabacco (-26,2%), colza e ravizzone (-6,5%), girasole (-0,7%) e le "altre piante industriali" (-30,2%); fa eccezione la soia, con un aumento del 13,5%. Per le leguminose da granella, si prevede un aumento delle superfici investite a fagioli e fave (+12,7%), a piselli (+5,3%) e ad "altri legumi secchi" (+4,4%).Per le foraggere temporanee, a fronte di una riduzione delle superfici investite per il mais da foraggio (-20,1%), le intenzioni dichiarate indicano un aumento di quelle destinate alle "altre foraggere temporanee" (+3,6%). Risultano in calo anche le superfici investite nella coltivazione della patata (-3,6%) e della barbabietola da zucchero (-3,9%). Per l'annata agraria 2014-2015 è previsto un aumento dell'1% delle superfici investite a colture floreali. Secondo il brano per l'annata agraria 2014-2015 è previsto un aumento dell'1% delle superfici investite a: |
| RISPOSTA   Le intenzioni di semina delle principali colture erbacee Con riferimento all'annata agraria 2014-2015, le intenzioni di semina dichiarate dai coltivatori fanno registrare una contenuta diminuzione della superficie a seminativi (-1,3%). Si registrano decrementi delle superfici destinate a frumento tenero (-7,6%), mais da granella (-8%) e sorgo (-8,5%), mentre risultano in aumento le superfici a frumento duro (+2,9%), riso (+0,7%) e cereali minori, quali orzo (+3,6%), avena (+0,3%) e altri cereali (+10,5%).Per quanto riguarda le piante industriali, si rilevano cali delle superfici investite a tabacco (-26,2%), colza e ravizzone (-6,5%), girasole (-0,7%) e le "altre piante industriali" (-30,2%); fa eccezione la soia, con un aumento del 13,5%. Per le leguminose da granella, si prevede un aumento delle superfici investite a fagioli e fave (+12,7%), a piselli (+5,3%) e ad "altri legumi secchi" (+4,4%).Per le foraggere temporanee, a fronte di una riduzione delle superfici investite per il mais da foraggio (-20,1%), le intenzioni dichiarate indicano un aumento di quelle destinate alle "altre foraggere temporanee" (+3,6%). Risultano in calo anche le superfici investite nella coltivazione della patata (-3,6%) e della barbabietola da zucchero (-3,9%). Per l'annata agraria 2014-2015 è previsto un aumento dell'1% delle superfici investite a colture floreali. Secondo il brano: |
| RISPOSTA   Le previsioni sulle importazioni dei paesi Maturi Vicini Le previsioni sulle importazioni dei paesi Maturi Vicini per il 2014 delineano un quadro in netto miglioramento, riflesso del consolidamento della ripresa sperimentata in Europa già nella seconda metà del 2013. Le loro complessive importazioni in valore dovrebbero crescere ad un ritmo del 3.2% (+3% per i paesi dell'Area Euro e +3.7 per gli altri paesi europei esterni all'Area Euro). Per quanto riguarda la zona euro, la Germania dovrebbe riprendere a trainare le importazioni segnando un consistente +4.6%, accompagnato da un miglioramento di tutte le economie che detengono le quote più alte di importazioni. Tra le economie colpite maggiormente dalla crisi, va sottolineata la ripresa dell'Irlanda (+5.7%), della Spagna (+2.2%) e del Portogallo (+1.9%), mentre dovrebbe prolungarsi la contrazione della Grecia (-1%). Considerando gli altri paesi europei, l'aumento dei loro acquisti dall'estero è da attribuire in gran parte alla crescita di quelli da Gran Bretagna (+5.3%) e Svizzera (+3.2%). Le previsioni per il biennio 2015-2016 presentano un recupero marcato delle importazioni per tutti i paesi Maturi Vicini. Nell'Area Euro gli acquisti dall'estero dovrebbero aumentare del 7.3% nel 2015 e del 5.2% nel 2016. Nel 2015, i paesi che dovrebbero registrare i tassi di crescita maggiori sono Germania (+8.7%) , Belgio (+7.5%) e Olanda (+7.2%). Tra questi spiccano il +7.2% dell'Italia e il +6.3% di Grecia e Spagna. Nel 2016 si collocheranno al di sopra della media la Germania (+6,6%), la Slovacchia (+5.8%), l'Irlanda (5.5%) e l'Italia (+5.2%). Con riferimento agli altri paesi europei, il biennio 2015-2016 si prefigura ancora più promettente. La variazione delle importazioni dovrebbe essere del 9.6% per il 2015 e del 5.8% per il 2016. La crescita dovrebbe riguardare in maniera abbastanza omogenea tutti i paesi dell'area per entrambi gli anni. Va rilevato che la Gran Bretagna farà registrare i tassi d'incremento più alti (+10.7% per il 2015 e +6.7% per il 2016).A livello settoriale, la crescita del 2014 dovrebbe coinvolgere in misura maggiore la Chimica farmaceutica e per il consumo, il settore Treni, aerei e navi, la Metallurgia e gli Intermedi chimici, che registreranno tassi di crescita superiori alla media (+3.2%). Risulta altrettanto positivo il dato sugli acquisti dei prodotti del Sistema moda, e del Sistema casa (Mobili ed Elettrodomestici). Per il 2015 è prevista una crescita sostenuta in tutti settori; in particolare va segnalato il netto recupero degli Altri prodotti di consumo, della Meccanica, dell'Elettrotecnica, dei Prodotti e Materiali da costruzione e dei Prodotti in metallo. Secondo il brano, nel 2015, i paesi nell'Area Euro che dovrebbero registrare i tassi di crescita maggiori sono: |
| RISPOSTA   Le previsioni sulle importazioni dei paesi Maturi Vicini Le previsioni sulle importazioni dei paesi Maturi Vicini per il 2014 delineano un quadro in netto miglioramento, riflesso del consolidamento della ripresa sperimentata in Europa già nella seconda metà del 2013. Le loro complessive importazioni in valore dovrebbero crescere ad un ritmo del 3.2% (+3% per i paesi dell'Area Euro e +3.7 per gli altri paesi europei esterni all'Area Euro). Per quanto riguarda la zona euro, la Germania dovrebbe riprendere a trainare le importazioni segnando un consistente +4.6%, accompagnato da un miglioramento di tutte le economie che detengono le quote più alte di importazioni. Tra le economie colpite maggiormente dalla crisi, va sottolineata la ripresa dell'Irlanda (+5.7%), della Spagna (+2.2%) e del Portogallo (+1.9%), mentre dovrebbe prolungarsi la contrazione della Grecia (-1%). Considerando gli altri paesi europei, l'aumento dei loro acquisti dall'estero è da attribuire in gran parte alla crescita di quelli da Gran Bretagna (+5.3%) e Svizzera (+3.2%). Le previsioni per il biennio 2015-2016 presentano un recupero marcato delle importazioni per tutti i paesi Maturi Vicini. Nell'Area Euro gli acquisti dall'estero dovrebbero aumentare del 7.3% nel 2015 e del 5.2% nel 2016. Nel 2015, i paesi che dovrebbero registrare i tassi di crescita maggiori sono Germania (+8.7%) , Belgio (+7.5%) e Olanda (+7.2%). Tra questi spiccano il +7.2% dell'Italia e il +6.3% di Grecia e Spagna. Nel 2016 si collocheranno al di sopra della media la Germania (+6,6%), la Slovacchia (+5.8%), l'Irlanda (5.5%) e l'Italia (+5.2%). Con riferimento agli altri paesi europei, il biennio 2015-2016 si prefigura ancora più promettente. La variazione delle importazioni dovrebbe essere del 9.6% per il 2015 e del 5.8% per il 2016. La crescita dovrebbe riguardare in maniera abbastanza omogenea tutti i paesi dell'area per entrambi gli anni. Va rilevato che la Gran Bretagna farà registrare i tassi d'incremento più alti (+10.7% per il 2015 e +6.7% per il 2016).A livello settoriale, la crescita del 2014 dovrebbe coinvolgere in misura maggiore la Chimica farmaceutica e per il consumo, il settore Treni, aerei e navi, la Metallurgia e gli Intermedi chimici, che registreranno tassi di crescita superiori alla media (+3.2%). Risulta altrettanto positivo il dato sugli acquisti dei prodotti del Sistema moda, e del Sistema casa (Mobili ed Elettrodomestici). Per il 2015 è prevista una crescita sostenuta in tutti settori; in particolare va segnalato il netto recupero degli Altri prodotti di consumo, della Meccanica, dell'Elettrotecnica, dei Prodotti e Materiali da costruzione e dei Prodotti in metallo. Secondo il brano le previsioni sulle importazioni dei paesi Maturi Vicini per il 2014: |
| RISPOSTA   Le previsioni sulle importazioni dei paesi Maturi Vicini Le previsioni sulle importazioni dei paesi Maturi Vicini per il 2014 delineano un quadro in netto miglioramento, riflesso del consolidamento della ripresa sperimentata in Europa già nella seconda metà del 2013. Le loro complessive importazioni in valore dovrebbero crescere ad un ritmo del 3.2% (+3% per i paesi dell'Area Euro e +3.7 per gli altri paesi europei esterni all'Area Euro). Per quanto riguarda la zona euro, la Germania dovrebbe riprendere a trainare le importazioni segnando un consistente +4.6%, accompagnato da un miglioramento di tutte le economie che detengono le quote più alte di importazioni. Tra le economie colpite maggiormente dalla crisi, va sottolineata la ripresa dell'Irlanda (+5.7%), della Spagna (+2.2%) e del Portogallo (+1.9%), mentre dovrebbe prolungarsi la contrazione della Grecia (-1%). Considerando gli altri paesi europei, l'aumento dei loro acquisti dall'estero è da attribuire in gran parte alla crescita di quelli da Gran Bretagna (+5.3%) e Svizzera (+3.2%). Le previsioni per il biennio 2015-2016 presentano un recupero marcato delle importazioni per tutti i paesi Maturi Vicini. Nell'Area Euro gli acquisti dall'estero dovrebbero aumentare del 7.3% nel 2015 e del 5.2% nel 2016. Nel 2015, i paesi che dovrebbero registrare i tassi di crescita maggiori sono Germania (+8.7%) , Belgio (+7.5%) e Olanda (+7.2%). Tra questi spiccano il +7.2% dell'Italia e il +6.3% di Grecia e Spagna. Nel 2016 si collocheranno al di sopra della media la Germania (+6,6%), la Slovacchia (+5.8%), l'Irlanda (5.5%) e l'Italia (+5.2%). Con riferimento agli altri paesi europei, il biennio 2015-2016 si prefigura ancora più promettente. La variazione delle importazioni dovrebbe essere del 9.6% per il 2015 e del 5.8% per il 2016. La crescita dovrebbe riguardare in maniera abbastanza omogenea tutti i paesi dell'area per entrambi gli anni. Va rilevato che la Gran Bretagna farà registrare i tassi d'incremento più alti (+10.7% per il 2015 e +6.7% per il 2016).A livello settoriale, la crescita del 2014 dovrebbe coinvolgere in misura maggiore la Chimica farmaceutica e per il consumo, il settore Treni, aerei e navi, la Metallurgia e gli Intermedi chimici, che registreranno tassi di crescita superiori alla media (+3.2%). Risulta altrettanto positivo il dato sugli acquisti dei prodotti del Sistema moda, e del Sistema casa (Mobili ed Elettrodomestici). Per il 2015 è prevista una crescita sostenuta in tutti settori; in particolare va segnalato il netto recupero degli Altri prodotti di consumo, della Meccanica, dell'Elettrotecnica, dei Prodotti e Materiali da costruzione e dei Prodotti in metallo. 1) gli acquisti dall'estero dovrebbero aumentare del 7.3% nel 2015 e del 5.2% nel 2016; 2) Nel 2016 si collocheranno al di sopra della media tra l'altro Slovacchia e l'Irlanda; 3) Le previsioni per il biennio 2015-2016 presentano un recupero marcato delle importazioni per tutti i paesi Maturi Vicini. Secondo il brano quali affermazioni risultano corrette? |
| RISPOSTA   Le previsioni sulle importazioni dei paesi Maturi Vicini Le previsioni sulle importazioni dei paesi Maturi Vicini per il 2014 delineano un quadro in netto miglioramento, riflesso del consolidamento della ripresa sperimentata in Europa già nella seconda metà del 2013. Le loro complessive importazioni in valore dovrebbero crescere ad un ritmo del 3.2% (+3% per i paesi dell'Area Euro e +3.7 per gli altri paesi europei esterni all'Area Euro). Per quanto riguarda la zona euro, la Germania dovrebbe riprendere a trainare le importazioni segnando un consistente +4.6%, accompagnato da un miglioramento di tutte le economie che detengono le quote più alte di importazioni. Tra le economie colpite maggiormente dalla crisi, va sottolineata la ripresa dell'Irlanda (+5.7%), della Spagna (+2.2%) e del Portogallo (+1.9%), mentre dovrebbe prolungarsi la contrazione della Grecia (-1%). Considerando gli altri paesi europei, l'aumento dei loro acquisti dall'estero è da attribuire in gran parte alla crescita di quelli da Gran Bretagna (+5.3%) e Svizzera (+3.2%). Le previsioni per il biennio 2015-2016 presentano un recupero marcato delle importazioni per tutti i paesi Maturi Vicini. Nell'Area Euro gli acquisti dall'estero dovrebbero aumentare del 7.3% nel 2015 e del 5.2% nel 2016. Nel 2015, i paesi che dovrebbero registrare i tassi di crescita maggiori sono Germania (+8.7%) , Belgio (+7.5%) e Olanda (+7.2%). Tra questi spiccano il +7.2% dell'Italia e il +6.3% di Grecia e Spagna. Nel 2016 si collocheranno al di sopra della media la Germania (+6,6%), la Slovacchia (+5.8%), l'Irlanda (5.5%) e l'Italia (+5.2%). Con riferimento agli altri paesi europei, il biennio 2015-2016 si prefigura ancora più promettente. La variazione delle importazioni dovrebbe essere del 9.6% per il 2015 e del 5.8% per il 2016. La crescita dovrebbe riguardare in maniera abbastanza omogenea tutti i paesi dell'area per entrambi gli anni. Va rilevato che la Gran Bretagna farà registrare i tassi d'incremento più alti (+10.7% per il 2015 e +6.7% per il 2016).A livello settoriale, la crescita del 2014 dovrebbe coinvolgere in misura maggiore la Chimica farmaceutica e per il consumo, il settore Treni, aerei e navi, la Metallurgia e gli Intermedi chimici, che registreranno tassi di crescita superiori alla media (+3.2%). Risulta altrettanto positivo il dato sugli acquisti dei prodotti del Sistema moda, e del Sistema casa (Mobili ed Elettrodomestici). Per il 2015 è prevista una crescita sostenuta in tutti settori; in particolare va segnalato il netto recupero degli Altri prodotti di consumo, della Meccanica, dell'Elettrotecnica, dei Prodotti e Materiali da costruzione e dei Prodotti in metallo. A livello settoriale, la crescita del 2014: |
| RISPOSTA   Le previsioni sulle importazioni dei paesi Maturi Vicini Le previsioni sulle importazioni dei paesi Maturi Vicini per il 2014 delineano un quadro in netto miglioramento, riflesso del consolidamento della ripresa sperimentata in Europa già nella seconda metà del 2013. Le loro complessive importazioni in valore dovrebbero crescere ad un ritmo del 3.2% (+3% per i paesi dell'Area Euro e +3.7 per gli altri paesi europei esterni all'Area Euro). Per quanto riguarda la zona euro, la Germania dovrebbe riprendere a trainare le importazioni segnando un consistente +4.6%, accompagnato da un miglioramento di tutte le economie che detengono le quote più alte di importazioni. Tra le economie colpite maggiormente dalla crisi, va sottolineata la ripresa dell'Irlanda (+5.7%), della Spagna (+2.2%) e del Portogallo (+1.9%), mentre dovrebbe prolungarsi la contrazione della Grecia (-1%). Considerando gli altri paesi europei, l'aumento dei loro acquisti dall'estero è da attribuire in gran parte alla crescita di quelli da Gran Bretagna (+5.3%) e Svizzera (+3.2%). Le previsioni per il biennio 2015-2016 presentano un recupero marcato delle importazioni per tutti i paesi Maturi Vicini. Nell'Area Euro gli acquisti dall'estero dovrebbero aumentare del 7.3% nel 2015 e del 5.2% nel 2016. Nel 2015, i paesi che dovrebbero registrare i tassi di crescita maggiori sono Germania (+8.7%) , Belgio (+7.5%) e Olanda (+7.2%). Tra questi spiccano il +7.2% dell'Italia e il +6.3% di Grecia e Spagna. Nel 2016 si collocheranno al di sopra della media la Germania (+6,6%), la Slovacchia (+5.8%), l'Irlanda (5.5%) e l'Italia (+5.2%). Con riferimento agli altri paesi europei, il biennio 2015-2016 si prefigura ancora più promettente. La variazione delle importazioni dovrebbe essere del 9.6% per il 2015 e del 5.8% per il 2016. La crescita dovrebbe riguardare in maniera abbastanza omogenea tutti i paesi dell'area per entrambi gli anni. Va rilevato che la Gran Bretagna farà registrare i tassi d'incremento più alti (+10.7% per il 2015 e +6.7% per il 2016).A livello settoriale, la crescita del 2014 dovrebbe coinvolgere in misura maggiore la Chimica farmaceutica e per il consumo, il settore Treni, aerei e navi, la Metallurgia e gli Intermedi chimici, che registreranno tassi di crescita superiori alla media (+3.2%). Risulta altrettanto positivo il dato sugli acquisti dei prodotti del Sistema moda, e del Sistema casa (Mobili ed Elettrodomestici). Per il 2015 è prevista una crescita sostenuta in tutti settori; in particolare va segnalato il netto recupero degli Altri prodotti di consumo, della Meccanica, dell'Elettrotecnica, dei Prodotti e Materiali da costruzione e dei Prodotti in metallo. Secondo il brano, tra le economie colpite maggiormente dalla crisi, va sottolineata: |
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Lavoro e retribuzioni nelle grandi impreseA novembre 2014, rispetto al mese precedente, l'occupazione nelle grandi imprese registra in termini destagionalizzati una diminuzione dello 0,1% al lordo dei dipendenti in cassa integrazione guadagni (Cig) e dello 0,2% al netto dei dipendenti in Cig. Nel confronto con novembre 2013 l'occupazione diminuisce dello 0,9% al lordo della Cig e dello 0,5% al netto dei dipendenti in Cig. Al netto degli effetti di calendario, il numero di ore lavorate per dipendente (al netto dei dipendenti in Cig) registra, rispetto a novembre 2013, una variazione nulla.L'incidenza delle ore di cassa integrazione guadagni utilizzate è pari a 26,8 ore ogni mille ore lavorate, in diminuzione di 5,2 ore ogni mille rispetto a novembre 2013.A novembre la retribuzione lorda per ora lavorata (dati destagionalizzati) registra un aumento del 2,5% rispetto al mese precedente. In termini tendenziali l'indice grezzo aumenta del 3,0%. Rispetto a novembre 2013 la retribuzione lorda per dipendente e il costo del lavoro per dipendente (al netto dei dipendenti in Cig) aumentano rispettivamente del 2,3% e dell'1,7%.Considerando la sola componente continuativa, la retribuzione lorda per dipendente aumenta, rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, dell'1,2%. Secondo il brano: