Tutte le domande del quiz : Ragionamento critico verbaletratto da:Regione Campania Quiz - 2175 posti a tempo indeterminato - Nuovi concorsi per 950 laureati e 1225 diplomati a tempo indeterminato presso vari enti della Regione Campania  Esercitati su questo Quiz  |
RISPOSTA   Francia, 1940: nella regione della Dordogne, si scopre una delle più importanti grotte preistoriche della zona, la grotta di Lascaux che rivela un patrimonio artistico straordinariamente conservato. I dipinti risalgono a circa 15.000 anni fa e sviluppano in modo articolato tre temi iconografici principali: animali, esseri umani e segni astratti. Nessuna rappresentazione, invece, della vegetazione e del paesaggio dell'epoca. Il perché degli animali e delle sagome umane è facilmente comprensibile, mentre al perché dei segni che accompagnano le espressioni figurative si cerca tuttora di dare una risposta. Un'ipotesi molto affascinante è stata avanzata da un ricercatore dell'Università di Monaco. Osservando le sequenze di punti ben allineati e i quadrati disegnati accanto a tori, cervi e cavalli è giunto alla convinzione di trovarsi al cospetto di un vero e proprio calendario lunare. Ogni gruppo di punti ne comprende tredici, uno per ogni giorno della fase centrale della rivoluzione del satellite, quando la Luna è ben visibile in cielo. Accanto, un quadrato vuoto, che potrebbe essere il simbolo della fase di novilunio, quando il satellite non è più illuminato e «scompare» alla vista. E sotto al disegno di un cavallo bruno una linea di punti che si incurva a seguire la silhouette dell'animale ne conta esattamente ventisette, a indicare la durata dell'intero ciclo lunare. Il ricercatore tedesco ritiene di poter anche ravvisare in altre parti della grotta alcune rappresentazioni delle costellazioni principali, e di poter quindi considerare le pareti della grotta come la testimonianza delle conoscenze astronomiche dell'uomo del più recente Paleolitico. Della grotta di Lascaux, che fu chiusa al pubblico negli anni sessanta ai primi segni di deterioramento provocati dalla massiccia frequentazione umana, è visitabile una sorta di riproduzione parziale, e una versione virtuale è offerta dal Ministero francese per la Cultura e la Comunicazione. L'ipotesi avanzata da un ricercatore tedesco: |
| RISPOSTA   Francia, 1940: nella regione della Dordogne, si scopre una delle più importanti grotte preistoriche della zona, la grotta di Lascaux che rivela un patrimonio artistico straordinariamente conservato. I dipinti risalgono a circa 15.000 anni fa e sviluppano in modo articolato tre temi iconografici principali: animali, esseri umani e segni astratti. Nessuna rappresentazione, invece, della vegetazione e del paesaggio dell'epoca. Il perché degli animali e delle sagome umane è facilmente comprensibile, mentre al perché dei segni che accompagnano le espressioni figurative si cerca tuttora di dare una risposta. Un'ipotesi molto affascinante è stata avanzata da un ricercatore dell'Università di Monaco. Osservando le sequenze di punti ben allineati e i quadrati disegnati accanto a tori, cervi e cavalli è giunto alla convinzione di trovarsi al cospetto di un vero e proprio calendario lunare. Ogni gruppo di punti ne comprende tredici, uno per ogni giorno della fase centrale della rivoluzione del satellite, quando la Luna è ben visibile in cielo. Accanto, un quadrato vuoto, che potrebbe essere il simbolo della fase di novilunio, quando il satellite non è più illuminato e «scompare» alla vista. E sotto al disegno di un cavallo bruno una linea di punti che si incurva a seguire la silhouette dell'animale ne conta esattamente ventisette, a indicare la durata dell'intero ciclo lunare. Il ricercatore tedesco ritiene di poter anche ravvisare in altre parti della grotta alcune rappresentazioni delle costellazioni principali, e di poter quindi considerare le pareti della grotta come la testimonianza delle conoscenze astronomiche dell'uomo del più recente Paleolitico. Della grotta di Lascaux, che fu chiusa al pubblico negli anni sessanta ai primi segni di deterioramento provocati dalla massiccia frequentazione umana, è visitabile una sorta di riproduzione parziale, e una versione virtuale è offerta dal Ministero francese per la Cultura e la Comunicazione. Quali animali sono rappresentati nella grotta? |
| RISPOSTA   Galileo è il progetto varato dall'Unione europea per la realizzazione di una costellazione di trenta satelliti destinati a fornire segnali per la localizzazione di qualsiasi mezzo mobile, sia a terra che in mare e cielo. Integrare i sistemi americani e russi e, ove possibile, anche competere con essi, è questo l'obiettivo di Galileo. Con questo progetto Bruxelles ha, in particolare, un'ambizione: realizzare il primo sistema di navigazione ad uso esclusivamente civile. Di sistemi di navigazione satellitare, è noto a tutti, ne esistono già. Il più diffuso è il Gps americano, e poi c'è il Gionass russo. In comune hanno un dato: sono entrambi di origine militare e sono gestiti in ambito militare. Nulla da eccepire, se non fosse che Stati Uniti e Russia si riservano la facoltà di attivarli e disattivarli in qualunque momento. Considerato che da questi sistemi dipende il trasporto aereo di tutto il mondo, significa che la prima emergenza militare può interrompere il servizio. La Comunità europea però, non ha investito 6500 milioni di Euro solo per questo; in ballo, infatti, c'è anche il business del futuro, quello cioè dei servizi multimediali. Un mercato dai contorni ancora vaghi e imprevedibili ma con potenziali di sviluppo assicurati. E' attraverso il Gps, per esempio, che funzionano oggi i sistemi di sicurezza e antifurto satellitari per le automobili e gli innovativi sistemi di guida telematica già lanciati dalle grandi case automobilistiche. I trenta satelliti che verranno messi in orbita serviranno: |
| RISPOSTA   Galileo è il progetto varato dall'Unione europea per la realizzazione di una costellazione di trenta satelliti destinati a fornire segnali per la localizzazione di qualsiasi mezzo mobile, sia a terra che in mare e cielo. Integrare i sistemi americani e russi e, ove possibile, anche competere con essi, è questo l'obiettivo di Galileo. Con questo progetto Bruxelles ha, in particolare, un'ambizione: realizzare il primo sistema di navigazione ad uso esclusivamente civile. Di sistemi di navigazione satellitare, è noto a tutti, ne esistono già. Il più diffuso è il Gps americano, e poi c'è il Gionass russo. In comune hanno un dato: sono entrambi di origine militare e sono gestiti in ambito militare. Nulla da eccepire, se non fosse che Stati Uniti e Russia si riservano la facoltà di attivarli e disattivarli in qualunque momento. Considerato che da questi sistemi dipende il trasporto aereo di tutto il mondo, significa che la prima emergenza militare può interrompere il servizio. La Comunità europea però, non ha investito 6500 milioni di Euro solo per questo; in ballo, infatti, c'è anche il business del futuro, quello cioè dei servizi multimediali. Un mercato dai contorni ancora vaghi e imprevedibili ma con potenziali di sviluppo assicurati. E' attraverso il Gps, per esempio, che funzionano oggi i sistemi di sicurezza e antifurto satellitari per le automobili e gli innovativi sistemi di guida telematica già lanciati dalle grandi case automobilistiche. I servizi multimediali sono ritenuti: |
| RISPOSTA   Galileo è il progetto varato dall'Unione europea per la realizzazione di una costellazione di trenta satelliti destinati a fornire segnali per la localizzazione di qualsiasi mezzo mobile, sia a terra che in mare e cielo. Integrare i sistemi americani e russi e, ove possibile, anche competere con essi, è questo l'obiettivo di Galileo. Con questo progetto Bruxelles ha, in particolare, un'ambizione: realizzare il primo sistema di navigazione ad uso esclusivamente civile. Di sistemi di navigazione satellitare, è noto a tutti, ne esistono già. Il più diffuso è il Gps americano, e poi c'è il Gionass russo. In comune hanno un dato: sono entrambi di origine militare e sono gestiti in ambito militare. Nulla da eccepire, se non fosse che Stati Uniti e Russia si riservano la facoltà di attivarli e disattivarli in qualunque momento. Considerato che da questi sistemi dipende il trasporto aereo di tutto il mondo, significa che la prima emergenza militare può interrompere il servizio. La Comunità europea però, non ha investito 6500 milioni di Euro solo per questo; in ballo, infatti, c'è anche il business del futuro, quello cioè dei servizi multimediali. Un mercato dai contorni ancora vaghi e imprevedibili ma con potenziali di sviluppo assicurati. E' attraverso il Gps, per esempio, che funzionano oggi i sistemi di sicurezza e antifurto satellitari per le automobili e gli innovativi sistemi di guida telematica già lanciati dalle grandi case automobilistiche. La Comunità europea ha investito tanto su Galileo: |
| RISPOSTA   Galileo è il progetto varato dall'Unione europea per la realizzazione di una costellazione di trenta satelliti destinati a fornire segnali per la localizzazione di qualsiasi mezzo mobile, sia a terra che in mare e cielo. Integrare i sistemi americani e russi e, ove possibile, anche competere con essi, è questo l'obiettivo di Galileo. Con questo progetto Bruxelles ha, in particolare, un'ambizione: realizzare il primo sistema di navigazione ad uso esclusivamente civile. Di sistemi di navigazione satellitare, è noto a tutti, ne esistono già. Il più diffuso è il Gps americano, e poi c'è il Gionass russo. In comune hanno un dato: sono entrambi di origine militare e sono gestiti in ambito militare. Nulla da eccepire, se non fosse che Stati Uniti e Russia si riservano la facoltà di attivarli e disattivarli in qualunque momento. Considerato che da questi sistemi dipende il trasporto aereo di tutto il mondo, significa che la prima emergenza militare può interrompere il servizio. La Comunità europea però, non ha investito 6500 milioni di Euro solo per questo; in ballo, infatti, c'è anche il business del futuro, quello cioè dei servizi multimediali. Un mercato dai contorni ancora vaghi e imprevedibili ma con potenziali di sviluppo assicurati. E' attraverso il Gps, per esempio, che funzionano oggi i sistemi di sicurezza e antifurto satellitari per le automobili e gli innovativi sistemi di guida telematica già lanciati dalle grandi case automobilistiche. Gli attuali sistemi di navigazione satellitare: |
| RISPOSTA   Galileo è il progetto varato dall'Unione europea per la realizzazione di una costellazione di trenta satelliti destinati a fornire segnali per la localizzazione di qualsiasi mezzo mobile, sia a terra che in mare e cielo. Integrare i sistemi americani e russi e, ove possibile, anche competere con essi, è questo l'obiettivo di Galileo. Con questo progetto Bruxelles ha, in particolare, un'ambizione: realizzare il primo sistema di navigazione ad uso esclusivamente civile. Di sistemi di navigazione satellitare, è noto a tutti, ne esistono già. Il più diffuso è il Gps americano, e poi c'è il Gionass russo. In comune hanno un dato: sono entrambi di origine militare e sono gestiti in ambito militare. Nulla da eccepire, se non fosse che Stati Uniti e Russia si riservano la facoltà di attivarli e disattivarli in qualunque momento. Considerato che da questi sistemi dipende il trasporto aereo di tutto il mondo, significa che la prima emergenza militare può interrompere il servizio. La Comunità europea però, non ha investito 6500 milioni di Euro solo per questo; in ballo, infatti, c'è anche il business del futuro, quello cioè dei servizi multimediali. Un mercato dai contorni ancora vaghi e imprevedibili ma con potenziali di sviluppo assicurati. E' attraverso il Gps, per esempio, che funzionano oggi i sistemi di sicurezza e antifurto satellitari per le automobili e gli innovativi sistemi di guida telematica già lanciati dalle grandi case automobilistiche. Quali sono i sistemi di navigazione satellitare attualmente in uso? |
| RISPOSTA   Galileo è il progetto varato dall'Unione europea per la realizzazione di una costellazione di trenta satelliti destinati a fornire segnali per la localizzazione di qualsiasi mezzo mobile, sia a terra che in mare e cielo. Integrare i sistemi americani e russi e, ove possibile, anche competere con essi, è questo l'obiettivo di Galileo. Con questo progetto Bruxelles ha, in particolare, un'ambizione: realizzare il primo sistema di navigazione ad uso esclusivamente civile. Di sistemi di navigazione satellitare, è noto a tutti, ne esistono già. Il più diffuso è il Gps americano, e poi c'è il Gionass russo. In comune hanno un dato: sono entrambi di origine militare e sono gestiti in ambito militare. Nulla da eccepire, se non fosse che Stati Uniti e Russia si riservano la facoltà di attivarli e disattivarli in qualunque momento. Considerato che da questi sistemi dipende il trasporto aereo di tutto il mondo, significa che la prima emergenza militare può interrompere il servizio. La Comunità europea però, non ha investito 6500 milioni di Euro solo per questo; in ballo, infatti, c'è anche il business del futuro, quello cioè dei servizi multimediali. Un mercato dai contorni ancora vaghi e imprevedibili ma con potenziali di sviluppo assicurati. E' attraverso il Gps, per esempio, che funzionano oggi i sistemi di sicurezza e antifurto satellitari per le automobili e gli innovativi sistemi di guida telematica già lanciati dalle grandi case automobilistiche. Gli antifurti satellitari per automobili, attualmente in uso, utilizzano il sistema di navigazione satellitare: |
| RISPOSTA   Galileo è il progetto varato dall'Unione europea per la realizzazione di una costellazione di trenta satelliti destinati a fornire segnali per la localizzazione di qualsiasi mezzo mobile, sia a terra che in mare e cielo. Integrare i sistemi americani e russi e, ove possibile, anche competere con essi, è questo l'obiettivo di Galileo. Con questo progetto Bruxelles ha, in particolare, un'ambizione: realizzare il primo sistema di navigazione ad uso esclusivamente civile. Di sistemi di navigazione satellitare, è noto a tutti, ne esistono già. Il più diffuso è il Gps americano, e poi c'è il Gionass russo. In comune hanno un dato: sono entrambi di origine militare e sono gestiti in ambito militare. Nulla da eccepire, se non fosse che Stati Uniti e Russia si riservano la facoltà di attivarli e disattivarli in qualunque momento. Considerato che da questi sistemi dipende il trasporto aereo di tutto il mondo, significa che la prima emergenza militare può interrompere il servizio. La Comunità europea però, non ha investito 6500 milioni di Euro solo per questo; in ballo, infatti, c'è anche il business del futuro, quello cioè dei servizi multimediali. Un mercato dai contorni ancora vaghi e imprevedibili ma con potenziali di sviluppo assicurati. E' attraverso il Gps, per esempio, che funzionano oggi i sistemi di sicurezza e antifurto satellitari per le automobili e gli innovativi sistemi di guida telematica già lanciati dalle grandi case automobilistiche. Galileo è: |
| RISPOSTA   Galileo è il progetto varato dall'Unione europea per la realizzazione di una costellazione di trenta satelliti destinati a fornire segnali per la localizzazione di qualsiasi mezzo mobile, sia a terra che in mare e cielo. Integrare i sistemi americani e russi e, ove possibile, anche competere con essi, è questo l'obiettivo di Galileo. Con questo progetto Bruxelles ha, in particolare, un'ambizione: realizzare il primo sistema di navigazione ad uso esclusivamente civile. Di sistemi di navigazione satellitare, è noto a tutti, ne esistono già. Il più diffuso è il Gps americano, e poi c'è il Gionass russo. In comune hanno un dato: sono entrambi di origine militare e sono gestiti in ambito militare. Nulla da eccepire, se non fosse che Stati Uniti e Russia si riservano la facoltà di attivarli e disattivarli in qualunque momento. Considerato che da questi sistemi dipende il trasporto aereo di tutto il mondo, significa che la prima emergenza militare può interrompere il servizio. La Comunità europea però, non ha investito 6500 milioni di Euro solo per questo; in ballo, infatti, c'è anche il business del futuro, quello cioè dei servizi multimediali. Un mercato dai contorni ancora vaghi e imprevedibili ma con potenziali di sviluppo assicurati. E' attraverso il Gps, per esempio, che funzionano oggi i sistemi di sicurezza e antifurto satellitari per le automobili e gli innovativi sistemi di guida telematica già lanciati dalle grandi case automobilistiche. Gli attuali sistemi di navigazione satellitare sono utilizzati esclusivamente per: |
| RISPOSTA   Gli esperti sono quasi tutti d'accordo: la terra d'Africa vide l'evoluzione dei primi ominidi. Le specie più antiche, in prevalenza erbivore, non osavano allontanarsi dall'area ristretta dove crescevano piante conosciute, finché, circa due milioni di anni fa, comparve un nuovo ominide: carnivoro e nato per muoversi. Quando cominciò a mangiare la carne l'uomo riuscì a sfruttare l'adattamento degli altri animali ad altri tipi di piante e a espandersi in spazi immensi. Secondo una teoria diffusa, fu Homo erectus il primo a spingersi oltre i confini dell'Africa, lasciandosi dietro una scia: le proprie ossa, ma anche attrezzi in pietra. Le amigdale rinvenute in molti siti testimoniano che Erectus è passato da lì. Esperimenti e buon senso ci dicono che si trattava di utensili da macellazione, ma non possiamo provarlo; sono pietre lavorate a forma di mandorla per adattarle al palmo della mano e che, a seconda della presa, tagliavano, schiacciavano o frantumavano, erano insomma i coltellini svizzeri del tempo. L'esame delle ossa rinvenute testimonia che Erectus rappresenterebbe la specie di ominide più alta evolutasi fino ad allora raggiungendo la statura di un metro e 80 o più, il bacino stretto lo rendeva anche più efficiente di noi sulle due gambe, aveva una struttura fisica idonea a cacciare e a correre. Forse però Homo erectus non fu il primo esploratore. Nuovi e controversi elementi, che risalgono a tempi più remoti, hanno convinto alcuni scienziati che, mentre Erectus si affermava in Africa, in Asia compariva una specie di Homo più antica. Nuovi e contrastanti elementi: |
| RISPOSTA   Gli esperti sono quasi tutti d'accordo: la terra d'Africa vide l'evoluzione dei primi ominidi. Le specie più antiche, in prevalenza erbivore, non osavano allontanarsi dall'area ristretta dove crescevano piante conosciute, finché, circa due milioni di anni fa, comparve un nuovo ominide: carnivoro e nato per muoversi. Quando cominciò a mangiare la carne l'uomo riuscì a sfruttare l'adattamento degli altri animali ad altri tipi di piante e a espandersi in spazi immensi. Secondo una teoria diffusa, fu Homo erectus il primo a spingersi oltre i confini dell'Africa, lasciandosi dietro una scia: le proprie ossa, ma anche attrezzi in pietra. Le amigdale rinvenute in molti siti testimoniano che Erectus è passato da lì. Esperimenti e buon senso ci dicono che si trattava di utensili da macellazione, ma non possiamo provarlo; sono pietre lavorate a forma di mandorla per adattarle al palmo della mano e che, a seconda della presa, tagliavano, schiacciavano o frantumavano, erano insomma i coltellini svizzeri del tempo. L'esame delle ossa rinvenute testimonia che Erectus rappresenterebbe la specie di ominide più alta evolutasi fino ad allora raggiungendo la statura di un metro e 80 o più, il bacino stretto lo rendeva anche più efficiente di noi sulle due gambe, aveva una struttura fisica idonea a cacciare e a correre. Forse però Homo erectus non fu il primo esploratore. Nuovi e controversi elementi, che risalgono a tempi più remoti, hanno convinto alcuni scienziati che, mentre Erectus si affermava in Africa, in Asia compariva una specie di Homo più antica. Homo erectus: |
| RISPOSTA   Gli esperti sono quasi tutti d'accordo: la terra d'Africa vide l'evoluzione dei primi ominidi. Le specie più antiche, in prevalenza erbivore, non osavano allontanarsi dall'area ristretta dove crescevano piante conosciute, finché, circa due milioni di anni fa, comparve un nuovo ominide: carnivoro e nato per muoversi. Quando cominciò a mangiare la carne l'uomo riuscì a sfruttare l'adattamento degli altri animali ad altri tipi di piante e a espandersi in spazi immensi. Secondo una teoria diffusa, fu Homo erectus il primo a spingersi oltre i confini dell'Africa, lasciandosi dietro una scia: le proprie ossa, ma anche attrezzi in pietra. Le amigdale rinvenute in molti siti testimoniano che Erectus è passato da lì. Esperimenti e buon senso ci dicono che si trattava di utensili da macellazione, ma non possiamo provarlo; sono pietre lavorate a forma di mandorla per adattarle al palmo della mano e che, a seconda della presa, tagliavano, schiacciavano o frantumavano, erano insomma i coltellini svizzeri del tempo. L'esame delle ossa rinvenute testimonia che Erectus rappresenterebbe la specie di ominide più alta evolutasi fino ad allora raggiungendo la statura di un metro e 80 o più, il bacino stretto lo rendeva anche più efficiente di noi sulle due gambe, aveva una struttura fisica idonea a cacciare e a correre. Forse però Homo erectus non fu il primo esploratore. Nuovi e controversi elementi, che risalgono a tempi più remoti, hanno convinto alcuni scienziati che, mentre Erectus si affermava in Africa, in Asia compariva una specie di Homo più antica. A proposito dell'evoluzione dei primi ominidi: |
| RISPOSTA   Gli esperti sono quasi tutti d'accordo: la terra d'Africa vide l'evoluzione dei primi ominidi. Le specie più antiche, in prevalenza erbivore, non osavano allontanarsi dall'area ristretta dove crescevano piante conosciute, finché, circa due milioni di anni fa, comparve un nuovo ominide: carnivoro e nato per muoversi. Quando cominciò a mangiare la carne l'uomo riuscì a sfruttare l'adattamento degli altri animali ad altri tipi di piante e a espandersi in spazi immensi. Secondo una teoria diffusa, fu Homo erectus il primo a spingersi oltre i confini dell'Africa, lasciandosi dietro una scia: le proprie ossa, ma anche attrezzi in pietra. Le amigdale rinvenute in molti siti testimoniano che Erectus è passato da lì. Esperimenti e buon senso ci dicono che si trattava di utensili da macellazione, ma non possiamo provarlo; sono pietre lavorate a forma di mandorla per adattarle al palmo della mano e che, a seconda della presa, tagliavano, schiacciavano o frantumavano, erano insomma i coltellini svizzeri del tempo. L'esame delle ossa rinvenute testimonia che Erectus rappresenterebbe la specie di ominide più alta evolutasi fino ad allora raggiungendo la statura di un metro e 80 o più, il bacino stretto lo rendeva anche più efficiente di noi sulle due gambe, aveva una struttura fisica idonea a cacciare e a correre. Forse però Homo erectus non fu il primo esploratore. Nuovi e controversi elementi, che risalgono a tempi più remoti, hanno convinto alcuni scienziati che, mentre Erectus si affermava in Africa, in Asia compariva una specie di Homo più antica. La scia di ossa che Homo erectus si è lasciato dietro le spalle: |
| RISPOSTA   Gli esperti sono quasi tutti d'accordo: la terra d'Africa vide l'evoluzione dei primi ominidi. Le specie più antiche, in prevalenza erbivore, non osavano allontanarsi dall'area ristretta dove crescevano piante conosciute, finché, circa due milioni di anni fa, comparve un nuovo ominide: carnivoro e nato per muoversi. Quando cominciò a mangiare la carne l'uomo riuscì a sfruttare l'adattamento degli altri animali ad altri tipi di piante e a espandersi in spazi immensi. Secondo una teoria diffusa, fu Homo erectus il primo a spingersi oltre i confini dell'Africa, lasciandosi dietro una scia: le proprie ossa, ma anche attrezzi in pietra. Le amigdale rinvenute in molti siti testimoniano che Erectus è passato da lì. Esperimenti e buon senso ci dicono che si trattava di utensili da macellazione, ma non possiamo provarlo; sono pietre lavorate a forma di mandorla per adattarle al palmo della mano e che, a seconda della presa, tagliavano, schiacciavano o frantumavano, erano insomma i coltellini svizzeri del tempo. L'esame delle ossa rinvenute testimonia che Erectus rappresenterebbe la specie di ominide più alta evolutasi fino ad allora raggiungendo la statura di un metro e 80 o più, il bacino stretto lo rendeva anche più efficiente di noi sulle due gambe, aveva una struttura fisica idonea a cacciare e a correre. Forse però Homo erectus non fu il primo esploratore. Nuovi e controversi elementi, che risalgono a tempi più remoti, hanno convinto alcuni scienziati che, mentre Erectus si affermava in Africa, in Asia compariva una specie di Homo più antica. Quando gli ominidi diventarono carnivori: |
| RISPOSTA   Gli esperti sono quasi tutti d'accordo: la terra d'Africa vide l'evoluzione dei primi ominidi. Le specie più antiche, in prevalenza erbivore, non osavano allontanarsi dall'area ristretta dove crescevano piante conosciute, finché, circa due milioni di anni fa, comparve un nuovo ominide: carnivoro e nato per muoversi. Quando cominciò a mangiare la carne l'uomo riuscì a sfruttare l'adattamento degli altri animali ad altri tipi di piante e a espandersi in spazi immensi. Secondo una teoria diffusa, fu Homo erectus il primo a spingersi oltre i confini dell'Africa, lasciandosi dietro una scia: le proprie ossa, ma anche attrezzi in pietra. Le amigdale rinvenute in molti siti testimoniano che Erectus è passato da lì. Esperimenti e buon senso ci dicono che si trattava di utensili da macellazione, ma non possiamo provarlo; sono pietre lavorate a forma di mandorla per adattarle al palmo della mano e che, a seconda della presa, tagliavano, schiacciavano o frantumavano, erano insomma i coltellini svizzeri del tempo. L'esame delle ossa rinvenute testimonia che Erectus rappresenterebbe la specie di ominide più alta evolutasi fino ad allora raggiungendo la statura di un metro e 80 o più, il bacino stretto lo rendeva anche più efficiente di noi sulle due gambe, aveva una struttura fisica idonea a cacciare e a correre. Forse però Homo erectus non fu il primo esploratore. Nuovi e controversi elementi, che risalgono a tempi più remoti, hanno convinto alcuni scienziati che, mentre Erectus si affermava in Africa, in Asia compariva una specie di Homo più antica. Circa due milioni di anni fa: |
| RISPOSTA   Gli esperti sono quasi tutti d'accordo: la terra d'Africa vide l'evoluzione dei primi ominidi. Le specie più antiche, in prevalenza erbivore, non osavano allontanarsi dall'area ristretta dove crescevano piante conosciute, finché, circa due milioni di anni fa, comparve un nuovo ominide: carnivoro e nato per muoversi. Quando cominciò a mangiare la carne l'uomo riuscì a sfruttare l'adattamento degli altri animali ad altri tipi di piante e a espandersi in spazi immensi. Secondo una teoria diffusa, fu Homo erectus il primo a spingersi oltre i confini dell'Africa, lasciandosi dietro una scia: le proprie ossa, ma anche attrezzi in pietra. Le amigdale rinvenute in molti siti testimoniano che Erectus è passato da lì. Esperimenti e buon senso ci dicono che si trattava di utensili da macellazione, ma non possiamo provarlo; sono pietre lavorate a forma di mandorla per adattarle al palmo della mano e che, a seconda della presa, tagliavano, schiacciavano o frantumavano, erano insomma i coltellini svizzeri del tempo. L'esame delle ossa rinvenute testimonia che Erectus rappresenterebbe la specie di ominide più alta evolutasi fino ad allora raggiungendo la statura di un metro e 80 o più, il bacino stretto lo rendeva anche più efficiente di noi sulle due gambe, aveva una struttura fisica idonea a cacciare e a correre. Forse però Homo erectus non fu il primo esploratore. Nuovi e controversi elementi, che risalgono a tempi più remoti, hanno convinto alcuni scienziati che, mentre Erectus si affermava in Africa, in Asia compariva una specie di Homo più antica. Le amigdale sono: |
| RISPOSTA   Gli esperti sono quasi tutti d'accordo: la terra d'Africa vide l'evoluzione dei primi ominidi. Le specie più antiche, in prevalenza erbivore, non osavano allontanarsi dall'area ristretta dove crescevano piante conosciute, finché, circa due milioni di anni fa, comparve un nuovo ominide: carnivoro e nato per muoversi. Quando cominciò a mangiare la carne l'uomo riuscì a sfruttare l'adattamento degli altri animali ad altri tipi di piante e a espandersi in spazi immensi. Secondo una teoria diffusa, fu Homo erectus il primo a spingersi oltre i confini dell'Africa, lasciandosi dietro una scia: le proprie ossa, ma anche attrezzi in pietra. Le amigdale rinvenute in molti siti testimoniano che Erectus è passato da lì. Esperimenti e buon senso ci dicono che si trattava di utensili da macellazione, ma non possiamo provarlo; sono pietre lavorate a forma di mandorla per adattarle al palmo della mano e che, a seconda della presa, tagliavano, schiacciavano o frantumavano, erano insomma i coltellini svizzeri del tempo. L'esame delle ossa rinvenute testimonia che Erectus rappresenterebbe la specie di ominide più alta evolutasi fino ad allora raggiungendo la statura di un metro e 80 o più, il bacino stretto lo rendeva anche più efficiente di noi sulle due gambe, aveva una struttura fisica idonea a cacciare e a correre. Forse però Homo erectus non fu il primo esploratore. Nuovi e controversi elementi, che risalgono a tempi più remoti, hanno convinto alcuni scienziati che, mentre Erectus si affermava in Africa, in Asia compariva una specie di Homo più antica. Le specie più antiche di ominidi: |
| RISPOSTA   Gli indizi di un crescente interesse per i beni di lusso sono molti e consistenti. Il termine lusso, però, appare inadeguato a connotare soltanto il costo elevato di una tipologia di beni; va considerato anche in relazione alle motivazioni all'acquisto tanto diverse rispetto al passato. La differenza sostanziale è che, anziché iscriversi nei vecchi codici dell'ostentazione, il lusso mobilita oggi motivazioni prevalentemente autoriferite. E, inoltre, a differenza di un tempo, il lusso appare sempre meno come una prerogativa per pochi. Sono numerosi coloro che, pur non caratterizzandosi per redditi particolarmente elevati, optano per prodotti di lusso limitatamente a singole scelte di consumo. E' sempre più frequente costatare infatti, nei prodotti top di gamma, acquirenti che, sulla base del reddito disponibile, difficilmente sarebbero ascrivibili al target. Come se ciascuno rivendicasse per singole scelte - un orologio, un'auto, una vacanza, un abito - il diritto/dovere di concedersi il meglio. Le motivazioni all'acquisto dei beni di lusso: |
| RISPOSTA   Gli indizi di un crescente interesse per i beni di lusso sono molti e consistenti. Il termine lusso, però, appare inadeguato a connotare soltanto il costo elevato di una tipologia di beni; va considerato anche in relazione alle motivazioni all'acquisto tanto diverse rispetto al passato. La differenza sostanziale è che, anziché iscriversi nei vecchi codici dell'ostentazione, il lusso mobilita oggi motivazioni prevalentemente autoriferite. E, inoltre, a differenza di un tempo, il lusso appare sempre meno come una prerogativa per pochi. Sono numerosi coloro che, pur non caratterizzandosi per redditi particolarmente elevati, optano per prodotti di lusso limitatamente a singole scelte di consumo. E' sempre più frequente costatare infatti, nei prodotti top di gamma, acquirenti che, sulla base del reddito disponibile, difficilmente sarebbero ascrivibili al target. Come se ciascuno rivendicasse per singole scelte - un orologio, un'auto, una vacanza, un abito - il diritto/dovere di concedersi il meglio. E' sempre più frequente constatare che molti acquirenti: |
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Francia, 1940: nella regione della Dordogne, si scopre una delle più importanti grotte preistoriche della zona, la grotta di Lascaux che rivela un patrimonio artistico straordinariamente conservato. I dipinti risalgono a circa 15.000 anni fa e sviluppano in modo articolato tre temi iconografici principali: animali, esseri umani e segni astratti. Nessuna rappresentazione, invece, della vegetazione e del paesaggio dell'epoca. Il perché degli animali e delle sagome umane è facilmente comprensibile, mentre al perché dei segni che accompagnano le espressioni figurative si cerca tuttora di dare una risposta. Un'ipotesi molto affascinante è stata avanzata da un ricercatore dell'Università di Monaco. Osservando le sequenze di punti ben allineati e i quadrati disegnati accanto a tori, cervi e cavalli è giunto alla convinzione di trovarsi al cospetto di un vero e proprio calendario lunare. Ogni gruppo di punti ne comprende tredici, uno per ogni giorno della fase centrale della rivoluzione del satellite, quando la Luna è ben visibile in cielo. Accanto, un quadrato vuoto, che potrebbe essere il simbolo della fase di novilunio, quando il satellite non è più illuminato e «scompare» alla vista. E sotto al disegno di un cavallo bruno una linea di punti che si incurva a seguire la silhouette dell'animale ne conta esattamente ventisette, a indicare la durata dell'intero ciclo lunare. Il ricercatore tedesco ritiene di poter anche ravvisare in altre parti della grotta alcune rappresentazioni delle costellazioni principali, e di poter quindi considerare le pareti della grotta come la testimonianza delle conoscenze astronomiche dell'uomo del più recente Paleolitico. Della grotta di Lascaux, che fu chiusa al pubblico negli anni sessanta ai primi segni di deterioramento provocati dalla massiccia frequentazione umana, è visitabile una sorta di riproduzione parziale, e una versione virtuale è offerta dal Ministero francese per la Cultura e la Comunicazione. L'ipotesi avanzata da un ricercatore tedesco: