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Guardia di Finanza
Quiz - 631 allievi marescialli 2018 (90° corso) Concorso pubblico, per titoli ed esami, per 631 allievi marescialli 2018
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Quiz - 631 allievi marescialli 2018 (90° corso) Concorso pubblico, per titoli ed esami, per 631 allievi marescialli 2018
Brani
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Leggere attentamente il seguente brano.
Con Oliver Sacks ci siamo incontrati, una volta, a Milano per un'intervista qualche anno fa. A 17 anni avevo già in mente di fare il medico, ma leggendo l'"Uomo che scambiò sua moglie per un cappello" scoprii la neuropsicologia e decisi che quello era ciò che volevo fare nella vita: studiare il cervello umano, i processi cognitivi, il modo con cui interagiamo con l'ambiente. Grazie a Sacks bussai un giorno alla porta della Clinica neurologica del Policlinico di Milano e iniziai un internato in neuropsicologia. Avevo, vivide nella mente, le pagine in cui Sacks descrive la sua paziente che mangia mezzo piatto, si trucca mezza faccia, e riesce a "vedere" solo una metà del mondo, pur non avendo alcun disturbo della vista. Non avevo mai pensato che i pazienti "veri" potessero essere così. Invece il mio paziente era proprio come la donna del libro: altrettanto affascinante e al contempo disperante [1] ed emozionante perché la sua vita era rovinata ma io non potevo fare nulla per lui. Molti esperti hanno accusato Sacks di aver descritto come eccezionali casi abbastanza comuni in una clinica neurologica: è vero, ma sono convinta che lo abbia fatto perché per lui, come per me, erano sempre eccezionali, uno diverso dall'altro. Il dottor Sacks mi ha commosso con "Risvegli", fatto scoprire il mondo dei sordi con "Vedere voci"; mi ha intrigato con la descrizione di tutte le possibili forme di aura in "Emicrania"; quando ho cominciato a interessarmi di autismo e sindrome di Asperger, ha pubblicato "Un antropologo su Marte"; prima che lo sviluppo della neurochirurgia e degli stimolatori cerebrali riportassero in auge la sindrome di Tourette, ha raccontato il dilemma che i tourettici vivono nel dover scegliere tra essere sommersi dai tic e dalle stereotipie e la perdita della creatività indotta dai farmaci; quando la relazione tra schema corporeo e coscienza era ancora un argomento di frontiera della ricerca neuroscientifica, ha scritto "Su una gamba sola". Sacks ha riportato in primo piano l'uomo che c'è prima della malattia e malgrado la malattia. Lui raccontava quanto è importante lavorare sulle abilità residue invece di limitarsi ad aggiustare ciò che non è aggiustabile, una strategia che la neuroriabilitazione ha fatto propria. Tra le righe dei suoi casi affiora sempre la stessa domanda: cos'è che fa di noi esseri umani delle creature così uniche, così intriganti e che cosa accade quando perdiamo pezzi di questa nostra identità.
(da: "Te lo devo, Dr. Sacks", "Le Scienze Italia")
Quale delle seguenti affermazioni NON è deducibile dal brano?
Con Oliver Sacks ci siamo incontrati, una volta, a Milano per un'intervista qualche anno fa. A 17 anni avevo già in mente di fare il medico, ma leggendo l'"Uomo che scambiò sua moglie per un cappello" scoprii la neuropsicologia e decisi che quello era ciò che volevo fare nella vita: studiare il cervello umano, i processi cognitivi, il modo con cui interagiamo con l'ambiente. Grazie a Sacks bussai un giorno alla porta della Clinica neurologica del Policlinico di Milano e iniziai un internato in neuropsicologia. Avevo, vivide nella mente, le pagine in cui Sacks descrive la sua paziente che mangia mezzo piatto, si trucca mezza faccia, e riesce a "vedere" solo una metà del mondo, pur non avendo alcun disturbo della vista. Non avevo mai pensato che i pazienti "veri" potessero essere così. Invece il mio paziente era proprio come la donna del libro: altrettanto affascinante e al contempo disperante [1] ed emozionante perché la sua vita era rovinata ma io non potevo fare nulla per lui. Molti esperti hanno accusato Sacks di aver descritto come eccezionali casi abbastanza comuni in una clinica neurologica: è vero, ma sono convinta che lo abbia fatto perché per lui, come per me, erano sempre eccezionali, uno diverso dall'altro. Il dottor Sacks mi ha commosso con "Risvegli", fatto scoprire il mondo dei sordi con "Vedere voci"; mi ha intrigato con la descrizione di tutte le possibili forme di aura in "Emicrania"; quando ho cominciato a interessarmi di autismo e sindrome di Asperger, ha pubblicato "Un antropologo su Marte"; prima che lo sviluppo della neurochirurgia e degli stimolatori cerebrali riportassero in auge la sindrome di Tourette, ha raccontato il dilemma che i tourettici vivono nel dover scegliere tra essere sommersi dai tic e dalle stereotipie e la perdita della creatività indotta dai farmaci; quando la relazione tra schema corporeo e coscienza era ancora un argomento di frontiera della ricerca neuroscientifica, ha scritto "Su una gamba sola". Sacks ha riportato in primo piano l'uomo che c'è prima della malattia e malgrado la malattia. Lui raccontava quanto è importante lavorare sulle abilità residue invece di limitarsi ad aggiustare ciò che non è aggiustabile, una strategia che la neuroriabilitazione ha fatto propria. Tra le righe dei suoi casi affiora sempre la stessa domanda: cos'è che fa di noi esseri umani delle creature così uniche, così intriganti e che cosa accade quando perdiamo pezzi di questa nostra identità.
(da: "Te lo devo, Dr. Sacks", "Le Scienze Italia")
Quale delle seguenti affermazioni NON è deducibile dal brano?
A | L'autrice intraprese la carriera di neuropsichiatra grazie ad un libro di Oliver Sacks |
B | I pazienti descritti nei libri di Oliver Sacks hanno dato un notevole contributo su come migliorare i medicinali per le cure sul cervello umano |
C | Nei brani di Oliver Sacks è presente l'idea che gli esseri umani sono creature uniche anche se colpite da malattia |
D | In alcuni suoi libri Oliver Sacks è stato precursore rispetto alla medicina tradizionale sulle terapie riabilitative |
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