L'invenzione della moneta è relativamente recente. Gli uomini primitivi non la conoscevano e utilizzavano il baratto come mezzo per lo scambio. Questo fu superato dall'introduzione della moneta naturale, consistente in un animale o in una cosa esistente in natura e considerata utile da tutti. Anticamente nel bacino del Mediterraneo si usava, per esempio, come moneta naturale il bestiame. Le testimonianze di questa forma pre-monetale sono molte; basti ricordare che il termine latino pecunia (denaro) deriva dal vocabolo pecus, che significa gregge. Ben presto però apparve chiaro che questa forma di pre-moneta aveva grandi difetti: il bestiame, infatti, consentiva un accumulo di ricchezza, ma il suo mantenimento era costoso e impegnativo. Si passò allora alla cosiddetta moneta utensile, ovvero a oggetti lavorati, i quali mantenevano intatti nel tempo il loro valore. Ad esempio, nella Grecia antica la moneta utensile fu rappresentata principalmente dagli spiedi e dalle asce, mentre in Cina si usarono vanghe e coltelli. A poco a poco gli oggetti usati a questo scopo persero ogni funzione pratica, legata al lavoro, e diventarono puri mezzi di scambio. A modificare la storia dei mezzi di scambio fu la scoperta del metallo. Esso, fuso in forma di piccoli pani o lingotti, possedeva infatti tutti i requisiti necessari a diventare mezzo di scambio. L'introduzione della moneta di Stato rappresentò il punto di arrivo di un'evoluzione degli scambi commerciali del popolo greco. Nel corso del VII secolo a.C., infatti, i Greci emigrati verso le colonie del Mediterraneo diedero vita a un intenso rapporto commerciale con la madrepatria. Lo sviluppo degli scambi in termini quantitativi indusse gli operatori economici a sveltire le contrattazioni adottando mezzi di pagamento più rapidi, diversi dalle forme di pre-moneta allora in uso. Nacque così la nuova merce-campione, costituita da globetti di metallo di dimensioni minime, più agili e facili da trattare rispetto ai pani di rame. I metalli nobili (l'oro, l'argento e l'elettro, una lega ottenuta dai due metalli precedenti) vennero preferiti agli altri per il fatto di essere rari, di essere pressoché inalterabili, in quanto non ossidabili, e di essere riconoscibili facilmente, oltre che dal suono e dall'aspetto, anche dal peso specifico, superiore a quello di tutti gli altri metalli allora conosciuti. L'uso quotidiano di pezzi del genere aveva però un limite. Non presentando infatti nessuna marca di valore e nessun segno di garanzia, ogni volta che venivano ricevuti in pagamento, i pezzi dovevano essere pesati per stabilirne il valore e saggiati per verificarne la purezza. Questo inconveniente fu superato con l'introduzione di globetti contromarcati garantiti da banchieri, mercanti o altri operatori economici. A questo punto (intorno al 620-600 a.C.) intervenne il governo di una delle città ioniche, forse Mileto, che si appropriò dell'idea emettendo una moneta statale con il suo simbolo. In circa un secolo, la moneta statale invase la Grecia continentale, poi divenne patrimonio di tutte le economie del Mediterraneo. Quella greca fu la prima moneta della storia, in tutte le altre aree la sua introduzione fu successiva. |
vanghe e coltelli come moneta utensile |
Risposta tratta da : Brani Esercito Italiano Quiz - Concorso per l'ammissione di 41 allievi al 7° corso Allievi Ufficiali in Ferma Prefissata (A.U.F.P.) dell'Esercito per il conseguimento della nomina a Tenente in Ferma Prefissata, ausiliario del ruolo normale del Corpo degli Ingegneri, del Corpo di Commissariato e del Corpo Sanitario dell'Esercito |
di seguito le risposte errate:
 globetti d'oro come forma di pre- moneta
 spiedi e asce come moneta utensile
 capi di bestiame come mezzi di scambio
