Chi ha un interesse professionale per le lingue classiche, ma segue anche le vicende dell'italiano contemporaneo, non può non notare ogni giorno un fatto che può apparire a prima vista paradossale. Da una parte, le lingue classiche tramontano sempre più dal nostro orizzonte culturale: dalla scuola vengono estromesse in maniera a volte progressiva, a volte brusca e, in misura corrispondente, diminuisce quel tanto della loro conoscenza che, fino a venti anni fa, era lecito presupporre nei rappresentanti della cultura media o medio-alta. Dall'altra parte, parole dotte di origine classica, grecismi, latinismi o greco-latinismi abbondano sempre più nella lingua d'ogni giorno, quella del giornalismo o addirittura della conversazione. Oggi, il liceale insofferente ormai anche al grechetto stentato che la scuola tenta di trasmettergli, sempre più debolmente e con sempre minore convinzione, va a ballare la sera in una discoteca, o addirittura in una mega-discoteca, illuminata da luci psichedeliche. Sua madre, intanto, pratica forse una dieta macrobiotica, e sua sorella si allena in una palestra di ginnastica aerobica. Come si vede, sono tutti grecismi, di conio antico, moderno o modernissimo, ma quasi tutti di diffusione relativamente recente, spesso più recente di quel che molti immaginerebbero. Il fenomeno è un po' meno appariscente per il latino, che ha spesso il "torto" di somigliare troppo all'italiano; ma anche qui non manca l'occasione di sciacquarsi la bocca alle sorgenti classiche. Veniamo chiamati a votare in un referendum; se concorriamo a un posto di lavoro dobbiamo presentare un curriculum; il tecnico che ci accomoda il televisore parla in termini di video e audio; se rinnoviamo l'assicurazione dell'automobile ci faranno un conto di bonus e malus. Naturalmente, tutto questo riguarda meno la storia della cultura classica in Italia che l'accresciuta comunicazione tra i vari settori del lessico nell'italiano contemporaneo e la sua apertura agli influssi stranieri. Le parole greche e latine sono per loro natura spesso europeismi: pensiamo a sponsor, perfettamente latino ma venuto all'italiano dall'inglese; nella coscienza di tutti il plurale fa sponsors e non certo sponsores, come corners e non come iuniores. Ciò non toglie che le vicende delle parole delle lingue classiche, soprattutto dei grecismi, siano un ottimo terreno di osservazione, una spia e un segno dei tempi, tale da aiutarci a tentare anche noi una risposta al quesito principale che ci è stato posto: "Dove va la lingua italiana?". |
mentre diminuisce lo spazio riservato alle lingue classiche nella scuola e nella cultura, di contro aumenta l'uso di latinismi e di grecismi nella lingua quotidiana o in quelle settoriali Quasi tutti gli utenti hanno risposto correttamente |
Risposta tratta da : Brani Esercito Italiano Quiz - Concorso per l'ammissione di 41 allievi al 7° corso Allievi Ufficiali in Ferma Prefissata (A.U.F.P.) dell'Esercito per il conseguimento della nomina a Tenente in Ferma Prefissata, ausiliario del ruolo normale del Corpo degli Ingegneri, del Corpo di Commissariato e del Corpo Sanitario dell'Esercito |
di seguito le risposte errate:
 il latino perde rilevanza a favore del greco
 mentre fino a vent'anni fa la cultura media o medio-alta esigeva lo studio delle lingue classiche, oggi questo non avviene più
 mentre latinismi e grecismi si impongono a livello europeo, nelle scuole italiane l'insegnamento di tali lingue viene trascurato

Quasi tutti gli utenti hanno risposto correttamente