Assieme alla tragedia, la commedia fu la principale invenzione letteraria che Atene consegnò alla cultura successiva. La commedia (la parola significa probabilmente "canto di festa") si sviluppò da processioni e rituali collegati alle feste di fertilità, durante le quali il riso, il motteggio e il linguaggio osceno avevano il preciso significato rituale di favorire magicamente la fecondità della natura. La commedia assunse poi forma teatrale a partire dall'anno 486 a.C. Anch'essa fu rappresentata ad Atene durante due ricorrenze: le feste Lenee in febbraio e le Dionisie alla fine di marzo, quando si rappresentavano anche le tragedie. La commedia antica fu una diretta espressione della democrazia ateniese: essa era infatti una commedia politica, vale a dire trattava elementi di attualità che erano accaduti durante l'ultimo anno e che venivano proposti sulla scena in modo comico o deformato. Sulla scena comparivano non personaggi del mito eroico (come nella tragedia) o di fantasia, ma individui reali di cui veniva fatta la caricatura: uomini politici messi alla berlina, privati cittadini derisi per i loro vizi, poeti o filosofi beffeggiati. La commedia era dunque l'espressione della parresia, cioè della libertà di parola che era il diritto più caro a ogni cittadino democratico. Ma poiché alle rappresentazioni comiche assisteva la grande massa dei cittadini, la commedia era anche uno strumento per controllare e influenzare l'opinione pubblica. Scriveva un anonimo sostenitore dell'opposizione oligarchica: "Gli Ateniesi non permettono che si porti sulla scena comica il popolo o che se ne parli male perché non vogliono apparire in una luce negativa. Ma apprezzano e richiedono che si rivolgano attacchi personali contro privati cittadini, ben sapendo che chi viene deriso dai comici non è uno del popolo o della massa, ma un ricco o un nobile o un cittadino influente". Il massimo esponente della commedia antica fu Aristofane (circa 440-385 a.C.); egli esordì sulla scena deridendo ferocemente Cleone, l'uomo forte della democrazia, tanto che fu da questi querelato. Continuò però a bersagliarlo anche in seguito: nella commedia I Cavalieri immagina che il potere sia conteso tra due personaggi infimi e volgari ("perché è da gente così, dice Aristofane al pubblico, che volete essere governati"): un conciapelli (che rappresenta Cleone, il quale esercitava questa professione nella vita reale) e un venditore di salsicce. Costoro gareggiano in furfanteria per conquistarsi la benevolenza del loro padrone, il vecchio Demo (il popolo) e alla fine prevale il più imbroglione dei due. Nella commedia La Pace Aristofane immagina che un cittadino, Trigeo, salga a bordo di un enorme scarafaggio alato e dia la scalata al cielo per riportare sulla terra la Pace, che gli dei avevano recluso lontana dagli uomini per punirli; negli Uccelli immagina che due cittadini si alleino con gli uccelli per fondare una città perfetta tra cielo e terra, dove non arrivano i demagoghi che invece infestano Atene; nelle Nuvole deride il filosofo Socrate e la cultura dei giovanotti impomatati che seguono le lezioni dei sofisti. Ancora più paradossali sono due commedie, Lisistrata e Le donne all'assemblea: nella prima Aristofane descrive uno "sciopero" sessuale attuato dalle donne ateniesi e spartane, alleatesi per costringere i loro mariti a smettere di scannarsi in guerra e stipulare la pace; nella seconda descrive un colpo di Stato delle donne ateniesi che, davanti ai disastri provocati dall'incapacità dei loro mariti, prendono il potere e fondano una città ideale, in cui non esiste famiglia né proprietà privata e in cui prima di soddisfare una giovane gli uomini sono obbligati a farlo con una vecchia. La commedia antica era dunque il rispecchiamento, sia pure deformato comicamente, della vita politica ateniese e dei grandi eventi del tempo. |
nella prima metà del V secolo a.C. Solo 25% degli utenti ha risposto correttamente |
Risposta tratta da : Brani Esercito Italiano Quiz - Concorso per l'ammissione di 41 allievi al 7° corso Allievi Ufficiali in Ferma Prefissata (A.U.F.P.) dell'Esercito per il conseguimento della nomina a Tenente in Ferma Prefissata, ausiliario del ruolo normale del Corpo degli Ingegneri, del Corpo di Commissariato e del Corpo Sanitario dell'Esercito |
di seguito le risposte errate:
 nel IV secolo a.C.
 al termine dell'età ellenistica
 alla fine del IV secolo a.C.

Solo 25% degli utenti ha risposto correttamente