Comunque, e in conclusione, una cosa mi sembra debba risultare ben chiara. Per quanto possano essere stretti i legami della filosofia con la politica, per quanto la filosofia possa e debba essere politica, ciò non significa e non significherà mai (a meno di alterare in modo totale il significato tradizionale delle parole) che il filosofo, come tale, possa trasformarsi in propagandista politico. E questo per due motivi. La propaganda come tale mira alla persuasione, comunque ottenuta (o, se si vuole, ottenuta con mezzi segnici - discorsi, immagini ecc., ma comunque usati); la filosofia come tale mira anch'essa a ottenere la persuasione, ma uno, e un solo tipo di persuasione (quindi con il solo impiego dei mezzi discorsivi atti a questo scopo): la persuasione razionale, fondata sulla verifica. Ora, se si vuole chiamare "propaganda" qualsiasi attività volta alla persuasione altrui, anche il filosofo è un propagandista: ma la sua persuasione può essere solo razionale e logica (concerne la verità, non le emozioni), e i soli mezzi che può impiegare sono quelli della dimostrazione e della prova. Il che, ovviamente, non corrisponde affatto a ciò che di solito si intende con la parola "propaganda", cioè con un discorso avente fini pratici immediati, facente leva su emozioni di massa, tale che non si appella alle abitudini di verifica e deduzione, ma piuttosto a quelle di associazioni immediate tra certi segni e certi comportamenti ecc. Ma forse c'è stato di più. "Cultura" è azione consapevole - consapevole non solo dei mezzi usati, ma dei fini perseguiti e del loro valore. La propaganda è pura tecnica: il propagandista, come tale, è un tecnico, e come tutti i tecnici (come tali) o ignora i fini per cui opera o li accetta senza proporsi un'indagine intorno al loro valore - come ogni tecnica, la propaganda subisce una certa situazione e opera in essa senza sottoporla a critica. Essa rischia quindi di essere anticultura, quindi, a fortiori, di essere antifilosofia. |
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Risposta tratta da : Brani Esercito Italiano Quiz - Concorso per l'ammissione di 41 allievi al 7° corso Allievi Ufficiali in Ferma Prefissata (A.U.F.P.) dell'Esercito per il conseguimento della nomina a Tenente in Ferma Prefissata, ausiliario del ruolo normale del Corpo degli Ingegneri, del Corpo di Commissariato e del Corpo Sanitario dell'Esercito |
di seguito le risposte errate:
 della politica
 dell'anticultura
 dell'azione del tecnico propagandista

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