Come paragonare il mondo dei nostri giorni con quello del 1914? Oggi sulla terra vi sono cinque o sei miliardi di persone, forse tre volte di più di quante ve ne fossero allo scoppio della prima guerra mondiale, e questa crescita è avvenuta nonostante che durante il secolo breve siano stati uccisi o lasciati morire per decisione dell'uomo tanti esseri umani quanti mai prima nella storia. Una stima recente delle grandi stragi del nostro secolo registra 187 milioni di morti (Brzezinski, 1993), che equivalgono a un rapporto di più di uno su dieci sul totale della popolazione mondiale del 1900. Ai nostri giorni la popolazione non è solo cresciuta numericamente, ma anche in peso e in altezza rispetto alle generazioni precedenti; inoltre è meglio nutrita e vive più a lungo, nonostante che le catastrofi avvenute in Africa, in America latina e nell'ex URSS negli anni '80 e '90 sembrerebbero indicarci il contrario. Il mondo è incomparabilmente più ricco di quanto lo sia mai stato prima, sia nella capacità di produrre beni e servizi sia nella loro varietà illimitata. Se così non fosse, non potrebbe sussistere una popolazione mondiale assai più numerosa di quanto sia mai accaduto sinora nella storia. Fino agli anni '80 la maggior parte delle persone ha avuto un tenore di vita superiore a quello dei propri genitori e, nelle economie avanzate, superiore alle loro aspettative o perfino a quanto avessero mai potuto immaginare. A metà del secolo, per alcuni decenni, sembrò che si fosse trovato il metodo per distribuire con una certa equità almeno una parte di questa enorme ricchezza alle classi lavoratrici dei Paesi più ricchi, ma alla fine del secolo l'ineguaglianza ha preso di nuovo il sopravvento. Essa si è anche massicciamente introdotta nei paesi ex socialisti, dove in precedenza regnava una certa eguaglianza dovuta a una generale povertà. Oggi l'umanità ha un grado di istruzione di gran lunga più alto di quello che aveva nel 1914, visto l'enorme e crescente divario che esiste tra il grado minimo di istruzione ufficialmente richiesto per essere considerati alfabetizzati, spesso prossimo a un analfabetismo effettivo, e l'alta padronanza nella lettura e nella scrittura che si richiede a livello delle élite. Il mondo è permeato da una tecnologia rivoluzionaria in costante progresso, basata sui trionfi della scienza, che poteva essere prevista nel 1914, ma che allora era appena iniziata a livello pionieristico. Forse la conseguenza pratica più evidente di questo progresso tecnologico è stata una rivoluzione nei trasporti e nelle comunicazioni che ha pressoché annullato il tempo e la distanza. Oggi nel mondo le informazioni e gli spettacoli sono disponibili ogni giorno, ogni ora, in ogni casa, a un grado superiore a quello concesso alle stesse famiglie imperiali nel 1914. Le persone possono parlarsi attraverso gli oceani e i continenti premendo pochi pulsanti e, dal punto di vista pratico, quasi tutti i vantaggi culturali della città sulla campagna sono stati annullati. Perché, dunque, il secolo non è finito con la celebrazione di questo progresso meraviglioso e incomparabile e invece si diffonde un senso di disagio e di inquietudine? Perché tante menti pensose guardano al secolo trascorso senza soddisfazione e certamente senza fiducia nel futuro? Non solo perché si è trattato del secolo più sanguinario che la storia ricordi, per la dimensione, la frequenza e la durata delle guerre che lo hanno costellato - le quali cessarono solo per un attimo negli anni '20 - ma anche perché esso ha prodotto catastrofi umane senza precedenti, dalle più grandi carestie mai avvenute nella storia al genocidio sistematico. |
il mondo di oggi a confronto con quello del 1914 Quasi nessuno degli utenti ha risposto correttamente |
Risposta tratta da : Brani Esercito Italiano Quiz - Concorso per l'ammissione di 41 allievi al 7° corso Allievi Ufficiali in Ferma Prefissata (A.U.F.P.) dell'Esercito per il conseguimento della nomina a Tenente in Ferma Prefissata, ausiliario del ruolo normale del Corpo degli Ingegneri, del Corpo di Commissariato e del Corpo Sanitario dell'Esercito |
di seguito le risposte errate:
 le guerre del ventesimo secolo
 cultura e progresso nel periodo tra le due guerre mondiali
 cause e conseguenze della prima guerra mondiale

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