Il termine "rivoluzione industriale" indica il processo iniziatosi con il massiccio investimento di capitali nel nuovo tipo di industria, chiamato "sistema di fabbrica" o factory system, che nasce in Inghilterra attorno al 1770 e in cui per la prima volta le operazioni fino allora compiute dall'uomo vengono eseguite in prevalenza dalle macchine. In questo nuovo modo di produzione viene resa definitiva quella separatezza tra il produttore diretto (l'operaio) e i mezzi di produzione (le macchine) che, secondo Marx, è tipica del modo di produzione capitalistico. A causa delle trasformazioni tecniche, si instaurano dei rapporti di produzione, economici e sociali radicalmente nuovi, e si vengono a formare due classi contrapposte: quella degli imprenditori capitalisti e quella degli operai, cioè della grande massa dei prestatori di manodopera salariata. Tra i settori produttivi che "accumularono" i capitali da investire nella nuova industria - e che sicuramente interagirono - va ricordata l'agricoltura. Sin dall'inizio del 1700, si erano andati in essa accentuando vari fenomeni di razionalizzazione e di ristrutturazione aziendale, per cui crebbe l'ampiezza media delle aziende, si estesero le migliorie agronomiche e tecniche, e venne liquidato il sistema comunitario prevalente dei "campi aperti" e delle "terre comuni", con la conseguente emarginazione della yeomanry, cioè di quella classe di piccoli proprietari terrieri e di piccoli affittuari che fino al secolo precedente costituivano il nerbo dell'agricoltura inglese. Le complesse trasformazioni agricole ricordate portarono sicuramente a un aumento della produttività e quindi a una maggiore disponibilità di cibo, dalla quale probabilmente fu favorito il forte incremento demografico che ebbe inizio in Inghilterra attorno al 1760. Un terzo fattore, oltre al progresso agricolo e allo sviluppo demografico, contribuì al decollo industriale: l'industria della lana. Essa, nella sua forma domiciliare, era già molto diffusa, anche nel secolo precedente, un po' dovunque, ma principalmente nello Yorkshire, con le città di Leed e Halifax. Ma il sistema domiciliare non era l'unico in Inghilterra. Il Rapporto sulla manifattura della lana del 1806 ci informa che, particolarmente nelle contee occidentali e settentrionali, era già da lungo tempo praticata una sorta di manifattura domiciliare organizzata dai mercanti di panni, i quali acquistavano la lana nazionale ed estera e, per tesserla, radunavano nella propria abitazione o in edifici annessi molti operai che lavoravano a tempo pieno, con parecchi telai e già con una notevole suddivisione di compiti. I mastri manifatturieri riuscivano ad accumulare in tal modo anche ricchezze considerevoli, giungendo a impiantare delle vere e proprie manifatture fin dai primi del 1700. Queste tre forme di organizzazione della produzione laniera rappresentarono anche gradini successivi dell'accumulo dei capitali e dell'industrializzazione del settore. Specie nel gradino più alto si andavano affinando quei processi lavorativi e compiendo quelle innovazioni e scoperte tecniche che furono decisive per il decollo industriale. Altro fattore non trascurabile dell'accumulazione furono i grandi profitti realizzati dagli inglesi nei commerci internazionali. Sin dalla seconda metà del 1500 erano state fondate delle grandi compagnie di commercio e di navigazione e nel 1600 era stata costituita la Compagnia delle Indie. Il Navigation Act del 1651 fu lo strumento dell'enorme potenza marittima e commerciale dell'Inghilterra. Infatti, proibendo a qualsiasi navigatore straniero di importare in Inghilterra prodotti che non fossero del proprio Paese di origine decretava in sostanza che ogni commercio tra l'Inghilterra e i Paesi extraeuropei (Asia, Africa, America) doveva essere svolto con navi inglesi, fabbricate in Inghilterra e senza alcun intermediario. Fu organizzata così quella economia "mercantilistica" che, nel porre al centro di ogni interesse dello Stato la bilancia dei pagamenti, di fatto sanciva che la ricchezza e la potenza della nazione dipendevano in primo luogo dai commerci, dalle speculazioni, dai monopoli e dai protezionismi. |
storiografica |
Risposta tratta da : Brani Esercito Italiano Quiz - Concorso per l'ammissione di 41 allievi al 7° corso Allievi Ufficiali in Ferma Prefissata (A.U.F.P.) dell'Esercito per il conseguimento della nomina a Tenente in Ferma Prefissata, ausiliario del ruolo normale del Corpo degli Ingegneri, del Corpo di Commissariato e del Corpo Sanitario dell'Esercito |
di seguito le risposte errate:
 geografica
 statistica
 letteraria
