Con la partenza di molti inglesi durante la guerra dei Cent'Anni e di numerosi tedeschi al momento del Grande Scisma, l'Università di Parigi tendeva a reclutare personale francese. Dal tempo del regno di Filippo il Bello, almeno, essa occupava un posto politico di primo piano. Carlo V la chiamerà "la figlia maggiore del Re". Essa è ufficialmente rappresentata nei concili nazionali della Chiesa di Francia e nelle assemblee degli Stati Generali. La sua mediazione sarà chiesta nel momento della lotta tra Ètienne Marcel e i parigini da una parte e la corte dall'altra, e al momento dell'insurrezione dei Mollotiens; essa sarà uno dei firmatari del Trattato di Troyes. Il suo prestigio è immenso. Questo prestigio non le viene soltanto dai suoi membri effettivamente discenti o docenti, ma da tutti i maestri che occupano in Francia e all'estero posti di grande importanza e che hanno mantenuto con essa legami assai stretti. Tuttavia essa resta legata al papato, tanto più che i papi di Avignone, tutti francesi, la favoriscono notevolmente. Essi la legano a sé per via di donazioni sempre più imponenti. Ormai ogni anno parte, diretto alla Corte di Avignone, un ruolino contenente i nomi dei maestri per i quali l'Università chiede al papa di attribuire rendite o titoli per assegnazione dei benefici ecclesiastici. Se essa è la figlia primogenita del re di Francia è altresì la prima scuola della Chiesa e occupa un posto di arbitrio internazionale in materia teologica. Lo scisma turbò questo equilibrio. Da principio l'Università optò per il papa di Avignone poi, stanca delle sempre maggiori esazioni del papato e preoccupata di ristabilire l'unità della Chiesa, essa fece sì che il re di Francia lo abbandonasse, sia pure momentaneamente, e reclamò senza sosta che venisse adunato un concilio per metter fine allo scisma con abdicazione dei pontefici rivali. Nello stesso tempo essa diveniva il campione della superiorità del concilio rispetto al papa e dell'indipendenza relativa della Chiesa nazionale nei riguardi della Santa Sede, del gallicanesimo. Le agitazioni, da cui fu caratterizzato il regno di Carlo VI, culminarono con la rivoluzione della fazione borgognona, detta dei cabochiens, dal nome del suo capo, il beccaio Caboche, scoppiata a Parigi e determinarono la spartizione del paese tra inglesi e francesi. Parigi era la capitale del re inglese. È certo che l'Università non abbracciò subito né tutta intera il partito borgognone. Il duca di Borgogna si appoggiava sugli ordini mendicanti cui l'Università era tradizionalmente avversa. Essa aveva condannato e perseguitava Jean Petit, che aveva fatto l'apologia dell'assassinio del duca d'Orléans. Al momento della conquista inglese molti dei maestri abbandonarono Parigi e formarono l'ossatura amministrativa del regno di Bourges e popolarono la nuova Università di Poitiers. Quelli che erano rimasti a Parigi, dopo essersi accostati ai borgognoni, si sottomisero alla volontà degli inglesi. Il più famoso episodio di questo periodo inglese dell'Università di Parigi è l'azione che essa condusse contro Giovanna d'Arco. Manifestando a Giovanna la propria ostilità essa faceva soltanto ciò che piaceva al suo padrone straniero. Essa seguiva anche l'opinione popolare che era molto ostile alla Pulzella, come testimonia, tra gli altri, il Bourgeois de Paris, e mostrava inoltre sino a che punto questi intellettuali imbevuti della propria importanza fossero incapaci a liberarsi della loro alterigia di dotti dinanzi alla gloriosa ingenuità, alla candida ignoranza di Giovanna. Si sa che l'Università diresse il processo contro la Pulzella e annunciò la sua condanna al re d'Inghilterra con una non dissimulata soddisfazione. |
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Risposta tratta da : Brani Esercito Italiano Quiz - Concorso per l'ammissione di 41 allievi al 7° corso Allievi Ufficiali in Ferma Prefissata (A.U.F.P.) dell'Esercito per il conseguimento della nomina a Tenente in Ferma Prefissata, ausiliario del ruolo normale del Corpo degli Ingegneri, del Corpo di Commissariato e del Corpo Sanitario dell'Esercito |
di seguito le risposte errate:
 alla fine dell'influenza papale sull'Università
 alla fine dell'influenza inglese su Parigi
 alla condanna di Giovanna d'Arco

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