Chi è ebreo? Chi sia l'ebreo lo sa soltanto il persecutore. Per il resto, è diventato impossibile saperlo. Ogni definizione può essere, al massimo, una provvisoria convenzione. Ebreo non è necessariamente chi è di "religione israelitica" o "mosaica", dal momento che tantissimi ebrei sono atei o agnostici, e che, anche ammesso che si possa parlare di religione israelitica, non esiste nessun criterio di tipo dogmatico per riconoscere l'appartenenza o meno a un determinato credo. L'ebreo sarebbe definibile, semmai, in relazione all'osservanza dei precetti: ma la stragrande maggioranza degli ebrei non osserva più i precetti, e fra questi prevale l'opinione che importi soltanto l'osservanza dei precetti etici, non di quelli rituali che costituiscono il tessuto dell'osservanza in senso tradizionale. Ma non possiamo certo concludere che sono ebrei coloro che si impegnano nell'osservanza della "legge morale". Ci sono, ovviamente, molti ebrei, e molti non ebrei, che non se ne preoccupano affatto. Dobbiamo allora ricorrere a un criterio etnico per definire l'ebreo? Ma a parte gruppi come i caraiti, i falascià e gli yemeniti, ebrei etnicamente incerti, fin dal tempo di Mosè la Bibbia attesta l'appartenenza a tutti gli effetti al popolo ebraico di uomini di stirpe diversa, come Caleb, e l'ebraismo considera ebree le donne che, sposate ad ebrei, vogliono essere ebree: i figli che nascono da queste donne, essendo la discendenza ebraica matrilineare, sono ebrei, mentre non sono ebrei i figli di un ebreo nati da una non ebrea. Ad alcune condizioni, poi, diventano ebrei i proseliti che sottomettendosi alla Torah si circoncidono (mentre Israele toglie la cittadinanza israeliana a chi, ebreo in tutti i possibili altri sensi, si converte ad altra religione). Eppure Mosè, con ogni verosimiglianza, non era circonciso (Es 4, 24-26). Resterebbe da considerare, come criterio discriminante, anche se in pratica sarebbe impossibile applicarlo, l'appartenenza alla tradizione culturale e al costume ebraico. Ma esistono ebrei lontanissimi dalla loro tradizione e dal loro costume, che non conoscono né l'ebraico né l'ebraismo, o che addirittura lo ripudiano violentemente; mentre esistono ormai anche coloro che, non essendo ebrei ma, ad esempio, cristiani, hanno per l'ebraismo un amore talmente profondo da accogliere nella loro vita cultura, tradizioni, costumi ebraici, celebrando il séder pasquale o altri riti con gli ebrei che li accettano, pregando con la kippah sul capo antiche preghiere ebraiche. Chi è, dunque, ebreo? Chi è ormai l'ebreo, quell'ebreo nomade ed esule da sempre che incarna nel mondo contemporaneo la consumazione di ogni identità, tanto più quanto più a lungo e più accanitamente perseguita? Forse un miscuglio, uno di quegli ibridi di cui l'ebraismo ha orrore, uno degli infiniti miscugli in proporzioni variabili di tutti gli elementi che ho considerato, e di altri ancora ai quali non ho pensato. Il persecutore ha fiuto, coglie l'ebreo in una qualunque di queste mescolanze, in cui è presente in qualche modo "quel" lievito. L'ebreo forse non esiste più nella storia del mondo, esiste solo quel lievito disperso ovunque nella pasta. |
Non è possibile definirlo in modo univoco |
Risposta tratta da : Brani Esercito Italiano Quiz - Concorso per l'ammissione di 41 allievi al 7° corso Allievi Ufficiali in Ferma Prefissata (A.U.F.P.) dell'Esercito per il conseguimento della nomina a Tenente in Ferma Prefissata, ausiliario del ruolo normale del Corpo degli Ingegneri, del Corpo di Commissariato e del Corpo Sanitario dell'Esercito |
di seguito le risposte errate:
 Solo chi appartiene alla discendenza diretta di Mosè
 L'ebreo è colui che osserva i precetti
 Può considerarsi ebreo chi è nomade ed esule
